Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Abusi del prete, spuntano altri 2 indagati

    Abusi del prete, spuntano altri 2 indagati

    La procura chiede nuovi accertamenti anche per la presunta vittima e un suo parente che picchiarono il sacerdote

    LANCIANO. La Procura ha chiesto una proroga delle indagini su don Andrè Facchini, 38 anni, ex parroco di Sant’Agostino indagato per violenza sessuale nei confronti di un giovane.

    Il pubblico ministero Rosaria Vecchi ha chiesto altri sei mesi per fare luce sull’intera vicenda, partita più di un anno fa dall’aggressione subita dall’ex sacerdote e sfociata nell’inchiesta per presunta violenza sessuale ai danni di un parrocchiano di 27 anni.

    Sulla proroga dovrà decidere il gip Massimo Canosa.

    La violenza sessuale non è la sola ipotesi di reato sulla quale la Procura indaga. Tra i possibili capi d’accusa a carico dell’ex parroco – che intanto come legale di fiducia ha nominato Osvaldo Piccirilli – ci sono anche la violenza privata (violenza o minaccia per costringere altri a fare o ad omettere qualcosa), la calunnia e il danneggiamento.

    Il pm Vecchi ha chiesto la proroga delle indagini anche per altri due indagati: si tratta della vittima di violenza sessuale e di un suo familiare. Per i due l’ipotesi di reato è quella di lesioni, riferita probabilmente all’aggressione subita da don Andrè nell’ottobre 2011.

    Il prete venne malmenato fuori dall’abitazione del ragazzo, che poi lo denunciò per le molestie. Il giovane frequentava la parrocchia di Sant’Agostino e la Legio Sacrorum Cordium, la congregazione istituita in città dallo stesso Facchini, il quale aveva un forte ascendente sul ragazzo. Ci sarebbero stati anche dei viaggi, in gruppo o da soli, in località non propriamente religiose. Ma quando le attenzioni si erano rilevate di tutt’altra natura il giovane, all’epoca fidanzato, si era allontanato dalla parrocchia.

    Nel tentativo di farlo riavvicinare alla comunità, erano iniziate le vessazioni e le persecuzioni. Almeno fino alla sera dell’aggressione, dopo la quale don Andrè Facchini, di origini brasiliane, è stato allontanato dalla Curia.

    E’ tornato in città lo scorso ottobre: non ricopre più alcun incarico pastorale ed è ospite di alcuni amici.

    Il mese scorso la sua abitazione è stata perquisita, dopo le rivelazioni contenute in una video-intervista rilasciata al sito di informazione giornalistica Abruzzolive.

    Un ex componente della Legio Sacrorum Cordium, in forma anonima, ha denunciato quello che succedeva durante gli incontri: riti contro il demonio, penitenze e punizioni corporali, avvenute anche su minorenni. La Procura ha acquisito il video pubblicato su internet e indaga anche su questi episodi.

    Stefania Sorge

  • LA TESTIMONIANZA CHOC «Sono stato violentato da un prete»

    LA TESTIMONIANZA CHOC «Sono stato violentato da un prete»

    Il racconto di un ventenne che, tramite il suo legale, ha presentato una denuncia in procura «Ero suo ospite e sono stato narcotizzato, ma ho visto anche festini con travestiti»

    di Carmelo Domini
    RAVENNA. «Sono stato violentato dal prete che si era offerto di ospitarmi nella sua parrocchia. E’ successo tre volte, lo scorso settembre, forse sono stato anche narcotizzato. E ora che ho avuto il coraggio di denunciarlo in procura, ho trovato anche la forza di raccontare quello che mi è successo. Anzi, forse credo che sia mio dovere farlo, per evitare che succeda anche ad altri».
    Mario (nome di fantasia), 21 anni, accento meridionale, fisico minuto e modi gentili si presenta in redazione dopo aver parlato a lungo con il suo legale, l’avvocato Nicola Casadio. Ha un borsello pieno di fogli stropicciati con appunti presi a penna e una storia molto poco natalizia che vorrebbe raccontare a qualcuno. «Lo faccio anche per sfogarmi – specifica – ma senza rancori o voglia di vendette. Nonostante tutto sono e resto cattolico e credo nella non violenza, anche quella verbale». Eppure di violenza, nella storia che racconta, ce n’è eccome. Una storia che sconvolge, indipendentemente dalla rilevanza penale che potrà avere, perché quello che colpisce è lo spaccato impietoso che Mario tratteggia – da dentro – di un mondo che in pochi conoscono. Dove l’omosessualità, per quanto condannata dai pulpiti ufficiali, viene praticata in maniera tanto diffusa quanto coperta.

    Un mondo, dirà Mario, fatto di festini, di parroci adescatori, di chat per incontri omosessuali, di saune bolognesi e locali gay dove i parroci non solo sono di casa, ma sono persino conosciutissimi in quanto tali. Quello che Mario racconta è scritto nero su bianco nella denuncia presentata poche settimane fa dal suo avvocato ed è una storia che comincia a fine estate quando il 21enne, allora con lo status religioso di “consacrato laico” («in pratica facevo vita da prete senza essere prete»), arriva nel Ravennate e viene ospitato da un parroco all’interno della canonica.La prima (fondamentale) premessa Mario la fa pochi minuti dopo essersi presentato: «Sono gay – dichiara – ne sono consapevole da quando avevo 14 anni. Ma non credo che la mia sessualità abbia influito sulla mia sensibilità religiosa e spirituale. Quel cammino l’ho intrapreso in maniera indipendente, senza dover espiare nulla e dopo un’infanzia felice.

    Qualche mese fa – continua – mi avvicinai a un ordine religioso per un periodo di preghiera e tramite vari contatti ebbi l’opportunità di arrivare qui, nel Ravennate (Mario fornisce dati dettagliati che però evitiamo di pubblicare). In un primo tempo il parroco fu subito molto gentile e disponibile, ma poi capii che la sua era una gentilezza interessata. Dopo pochi giorni, parlando con un altro ragazzo omosessuale che frequentava la parrocchia, capii che per restare ospite di quella canonica avrei dovuto transitare prima o poi dal suo letto. Un giorno mi fece le prime avances che rifiutai, poi una sera successe quello che non avrei mai immaginato: eravamo in cucina, mi preparò una tisana e dopo pochi minuti mi sentivo diverso, avevo perso ogni inibizione e in quell’occasione avvenne il primo episodio di violenza. Episodi che, in circostanze simili, si sono ripetuti altre due sere nei successivi quindici giorni. L’ultima volta, però, decisi di reagire, mi sentivo umiliato, violentato. E così il giorno dopo decisi di affrontarlo.

    Eravamo insieme nella sua auto, senza nessuno che potesse sentirci. Lui rispose in maniera violenta, mi aggredì e anche io lo colpii. Mi scaricò sulla statale e poi venne a riprendermi. Ma per me, ormai, era troppo; così scappai dalla canonica, ma non sapevo cosa fare e dove andare. Vagai per qualche ora e il giorno successivo, con il volto ancora tumefatto, feci denuncia ai carabinieri di Bologna. Ma quella querela, pochi giorni dopo, la ritirai. Perché? Perché non volevo fare del male a nessuno, perché mi sarebbero bastate delle scuse, e perché ricevetti anche sms come questo (dice mostrando il testo sullo schermo del cellulare) in cui lui, e persone vicine a lui, mi chiedevano di non sollevare “polveroni”».

    Ma sono proprio certe pressioni a fare su Mario un effetto contrario. «Io potevo anche perdonare – racconta – ma restare in silenzio mi avrebbe fatto sentire complice di tutto quello che accadeva (e forse accade ancora) in certi ambienti religiosi, e posso assicurare che si tratta di cose inimmaginabili da fuori». E mentre la sua voce cambia tono, il suo racconto cambia passo: «Conosco almeno cinque o sei religiosi della provincia notoriamente gay e conosciuti negli ambienti omosessuali del Bolognese. E’ qui che gravitano – racconta Mario – ma non fanno nulla per nascondere di essere religiosi. Uno di loro ad esempio è conosciuto con il soprannome di “sacerdotessa” e io stesso ho visto festini in cui partecipava con travestiti e ventenni adescati chissà dove. Altri ancora preferiscono le saune di Bologna e molti di loro fanno presenza fissa in un locale gay che si chiama Red, anche se ormai il luogo di incontri preferito è diventato la rete e in particolare un sito che si chiama “Gayromeo”. Alcuni dei loro nickname (soprannomi, ndr) sono noti a tutti e in tanti sanno che dietro si celano dei sacerdoti. Se ho mai raccontato tutto questo ai vertici ecclesiastici?

    Certo che l’ho fatto, sono stato sentito anche per due ore e mezza da persone molto in alto. Io non volevo vendette, non volevo fare del male a nessuno, ma volevo almeno ascolto e comprensione. E se oggi sono qui è perché non ho trovato nulla di tutto questo, ma solo una Chiesa che mi umilia come omosessuale e mi abbandona come cristiano».

    www.corriereromagna.it/ravenna/2012…-un-prete%C2%BB

  • Ragazzi frustati con un crocifisso nella setta religiosa del parroco accusato di violenza sessuale

    Ragazzi frustati con un crocifisso nella setta religiosa del parroco accusato di violenza sessuale

    mercoledì 05 dicembre 2012, 16:53

    Frustate con il rosario sulla schiena nuda di minorenni, penitenze durissime, punizioni corporali e presunte apparizioni.

    Sarebbe successo a Lanciano nel corso degli incontri della Legio Sacrorum Cordium, l’associazione religiosa fondata in citta’ da don Andrea Facchini, ex parroco della chiesa di sant’Agostino, attualmente indagato per violenza sessuale dalla Procura di Lanciano.

    I particolari di quello che succedeva durante gli incontri della Legio presieduti da don Andrea li racconta un ex membro della Legio Sacrorum Cordium di Lanciano in un’intervista rilasciata alla web tv Abruzzolive.

    L’uomo nel video, acquisito dalla Procura di Lanciano, appare oscurato e con la voce camuffata.

    “Durante le preghiere cadeva in estasi, diceva di aver avuto messaggi dalla Madonna e di parlare con gli angeli, chiamandoli per nome – spiega il testimone nell’intervista – chi usciva dalla Legio veniva sottoposto a una persecuzione psicologica”.

    Le penitenze venivano effettuate il sabato sera intorno alla mezzanotte e avrebbero riguardato secondo il testimone anche minorenni.

    “Le frustate a schiena nuda con il rosario riguardavano anche minorenni, e’ grave che sia accaduta una cosa del genere”, aggiunge il testimone che dice di aver voluto denunciare questi fatti per “tutti coloro che sono stati plagiati e per quelle persone che sono dovute ricorrere alle cure di psichiatri e che tuttora assumono psicofarmaci”.

    La Procura di Lanciano, che indaga il sacerdote per una presunta violenza sessuale ai danni di un giovane che frequentava l’associazione, ha acquisito il video questa mattina poco dopo la pubblicazione online. L’inchiesta e’ condotta dal pm Rosaria Vecchi.

    http://www.abruzzo24ore.tv/news/Ragazzi-frustati-con-un-crocifisso-nella-setta-religiosa-del-parroco-accusato-di-violenza-sessuale/105735.htm

  • Il primo approccio a tredici anni Il racconto della ragazza che denunciò Don Marco.

    Il primo approccio a tredici anni Il racconto della ragazza che denunciò Don Marco.

    Don Marco condannato a 3 anni e 6 mesi

    Quando è stata avvicinata la prima volta era il 2008: dopo quattro anni di incontri iniziati in quel periodo, questa stessa ragazzina ha deciso di denunciare il sacerdote

    Como, 17 novembre 2012 – Faceva solo la terza media quando fu avvicinata da don Marco Mangiacasale per la prima volta. Era una delle prima uscite serali che le venivano concesse dai genitori, rigorosamente all’oratorio e con orario di rientro tassativo. Era il 2008: dopo quattro anni di incontri iniziati in quel periodo, questa stessa ragazzina ha deciso di denunciare il sacerdote, raccontando quale rapporto aveva stabilito con lui ormai stabilmente. Il primo approccio era avvenuto mentre i due erano seduti sul divano, a guardare un film a casa di don Marco che, all’epoca, era parroco di San Giuliano. C’erano più persone ma l’uomo, seduto accanto alla ragazzina, aveva steso una coperta sopra di loro, che gli ha consentito quel primissimo contatto avvenuto tra loro. Colta di sorpresa, nemmeno certa del significato di quel comportamento, la tredicenne non aveva reagito.

    Per mesi, lo scenario si era ripetuto, accorciando progressivamente le distanze, ma con cautela: ogni volta, il suo parroco le ribadiva che loro due non avevano una relazione, che non la considerava la sua ragazza o la sua amante. Tutte circostanze e dettagli, che sono finiti nella denuncia presentata in Procura a inizio marzo scorso, premessa dell’arresto del sacerdote condannato in primo grado a tre anni e sei mesi di carcere, per questa e per altre quattro vicende simili. La ragazza spiega la confusione che le generava quella frequentazione, l’impossibilità di comprendere a quell’età cosa significasse quello che stava vivendo. Tuttavia, con già qualche consapevolezza: le sensazione di vivere una cosa sbagliata.

    di Pa.Pi.

    http://www.ilgiorno.it/como/cronaca/2012/11/17/803601-como-don-marco-racconto-ragazza.shtml

  • Il prete indagato per violenza sessuale.

    Il prete indagato per violenza sessuale.

    Succede nella diocesi di Lanciano

    Un sacerdote della diocesi Lanciano-Ortona è indagato dalla Procura di Lanciano per violenza sessuale ai danni di un giovane maggiorenne del luogo.

    ABRUZZOLIVETV – La notizia dell’indagine a carico del prete, anticipata ieri dalla web tv AbruzzoliveTv, e’ confermata negli ambienti ecclesiastici frentani. Il sacerdote, don Andrea Leite Siqueira Facchini, 36 anni brasiliano, avrebbe importunato un 27enne che frequentava la parrocchia di Sant’Agostino e l’associazione spirituale Legio Sacrorum Cordium (devota ai tre sacri cuori di Maria, Giuseppe e Gesu’ ndc) di cui don Andrea era rispettivamente parroco e assistente spirituale. La violenza sessuale, stando a quanto si apprende, sarebbe avvenuta nel corso di un viaggio a Tenerife (Isole Canarie) che il giovane avrebbe offerto al sacerdote.

    MASSIMO RISERBO – Massimo riserbo da parte della Procura di Lanciano e dal pm titolare dell’indagine, Rosaria Vecchi. Il sacerdote di origini brasiliane e’ stato parroco di Sant’Agostino, dove si tenevano gli incontri della Legio Sacrorum Cordium, fino a ottobre dell’anno scorso.

    IL CANONICO DELLA CATTEDRALE – Attualmente il sacerdote e’ canonico della Cattedrale di Lanciano e assistente del cappellano dell’ospedale Renzetti di Lanciano, dopo essere stato in ritiro lontano dalla diocesi per circa un anno in seguito al pestaggio che subi’ in una notte di ottobre 2011 nell’abitazione del giovane che avrebbe molestato e importunato. In quel pestaggio, don Andrea riporto’ la frattura di un braccio e della mandibola.(AGI)

    http://www.giornalettismo.com/archives/589465/il-prete-indagato-per-violenza-sessuale/

  • Sacerdote di Lanciano indagato per violenza sessuale su un ragazzo

    Sacerdote di Lanciano indagato per violenza sessuale su un ragazzo

    Un sacerdote della diocesi Lanciano-Ortona è indagato dalla Procura per violenza sessuale ai danni di un giovane. Circa un anno fa subì un pestaggio davanti all’abitazione del suo accusatore
    di Redazione – 8 novembre 2012

    Un sacerdote della diocesi Lanciano-Ortona è indagato dalla Procura del capoluogo frentano per violenza sessuale nei confronti di un giovane di 27 anni.

    Un episodio che, stando a quanto si apprende, sarebbe avvenuto nel corso di un viaggio alle Isole Canarie giustificato come pellegrinaggio.

    Il prete, 36enne, era stato allontanato dalla Curia arcivescovile quando, nell’ottobre 2011, subì un pestaggio davanti all’abitazione del suo accusatore, un frequentatore della sua parrocchia, la cui famiglia ha poi sporto denuncia. Nell’aggressione il prete riportò la frattura di un braccio e della mandibola.

    Sulle indagini a Lanciano c’è il massimo riserbo da parte della Procura e del pm titolare, Rosaria Vecchi.

    Ne frattempo l’ex parroco è tornato in città: dal primo novembre è assistente del cappellano dell’ospedale “Renzetti” e canonico della Cattedrale. L’arcivescovo della diocesi Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, commenta così il fatto all’Agi: “Sono alla ricerca della verità nella carità, come diceva San Paolo. In uno stato di diritto fino a prova contraria si è innocenti, aspettiamo tenendo gli occhi aperti e mettendoci a totale disposizione della magistratura”.

    http://www.chietitoday.it/cronaca/sacerdote-lanciano-indagato-violenza-sessuale.html

    Lanciano, sacerdote indagato per violenza sessuale su un giovane
    Giovedì, 8 novembre 2012 – 13:49:00

    La Procura di Lanciano ha aperto un’indagine su un sacerdote, fino a qualche tempo fa in servizio presso una chiesa cittadina, accusato di aver abusato di un giovane che frequentava la parrocchia. Il reato ipotizzato è violenza sessuale e, secondo gli inquirenti, il ragazzo sarebbe stato molestato e importunato dal parroco. A sporgere denuncia è stata la famiglia del giovane.

    A fare imboccare il filone delle molestie fu un’aggressione subita dal parroco circa un anno fa. Alcune persone lo malmenarono brutalmente, costringendolo a ricorrere alle cure dell’ospedale per fratture alla mandibola e ad un braccio e tumefazioni al volto.

    Il fatto risale a una notte di ottobre del 2011, quando il prete si trovava, inspiegabilmente, all’esterno di un’abitazione nella contrada di Villa Andreoli. Era quella dove abitava il 27enne frequentatore della parrocchia, il quale all’inizio sarebbe rimasto conquistato dalla forte personalità del prete.

    Ci sarebbero stati anche dei viaggi, in gruppo o da soli, in Grecia, alle isole Canarie e in Brasile, giustificati ufficialmente come pellegrinaggi, ma quando le attenzioni si erano rilevate di tutt’altra natura il giovane, all’epoca fidanzato, si era allontanato dalla parrocchia e in particolare dalla congregazione Legio sacrorum cordium, devota al culto dei tre sacri cuori di Giuseppe, Maria e Gesù, di cui il prete faceva parte. Nel tentativo di far riavvicinare il giovane alla chiesa, il sacerdote lo avrebbe vessato e importunato, almeno fino all’aggressione dell’ottobre 2011, quando venne malmenato fuori dalla casa del giovane.

    Le indagini sulla “strana” aggressione – all’epoca si ipotizzò anche che fosse stato vittima di un gruppo di tossicodipendenti – sono andate avanti e hanno riguardato anche i tabulati telefonici. Il materiale è al vaglio della Procura, che mantiene il più stretto riserbo sulla delicata vicenda. In attesa degli sviluppi dell’inchiesta è anche la Chiesa frentana.

    Dopo l’episodio dell’aggressione, la Curia arcivescovile ha allontanato dalla città il sacerdote, il quale è stato prima ospitato in una comunità religiosa e successivamente è tornato nel suo Paese d’origine. Da circa un mese l’ex parroco ha fatto ritorno a Lanciano. L’orientamento generale della Curia è quello di stare vicino a un “figlio che vive un momento di confusione”, ma sempre in attesa di quelle che saranno le decisioni della magistratura.

    Don Andrea e’ rientrato in diocesi dopo un periodo di ritiro di un anno – spiega l’arcivescovo Cipollone – dal primo novembre e’ assistente del cappellano dell’ospedale di Lanciano, don Mario, e canonico della Cattedrale di Lanciano”. Il parroco è stato lontano da Lanciano per un anno, prima in Umbria e poi in Brasile, suo paese d’origine, subito dopo il pestaggio. A don Andrea è stato chiesto, inoltre, di non essere più assistente spirituale dell’associazione Legio Sacrorum Cordium, i cui incontri si tenevano nella chiesa di Sant’Agostino dove il sacerdote è stato parroco fino all’ottobre dello scorso anno. Intanto, da qualche mese ormai, la chiesa di cui era guida il sacerdote indagato non fa più parrocchia a sé, ma è stata accorpata alla cattedrale della Madonna del Ponte.

    L’INCHIESTA
    Violenza sessuale, sacerdote di Lanciano indagato dalla procura
    L’Arcivescovo si dice tranquillo e «prudenzialmente» ha già affidato nuovi incarichi al prete

    LANCIANO. Avrebbe violentato un giovane di 27 anni durante un viaggio a Tenerife. Sarebbe anche poi stato malmenato brutalmente riportando gravi lesioni. Al centro dello scandalo un prete brasiliano di Lanciano.

    Il sacerdote della diocesi Lanciano-Ortona è oggi indagato dalla Procura di Lanciano per violenza sessuale ai danni di un giovane del luogo. Si tratta di don Andrea Leite Siqueira Facchini, 36 anni brasiliano, secondo quanto è trapelato avrebbe importunato un 27enne che frequentava la parrocchia di Sant’Agostino e l’associazione spirituale Legio Sacrorum Cordium (devota ai tre sacri cuori di Maria, Giuseppe e Gesu’ ndc) di cui don Andrea era rispettivamente parroco e assistente spirituale.
    La violenza sessuale sarebbe avvenuta nel corso di un viaggio a Tenerife (Isole Canarie) che il giovane avrebbe offerto al sacerdote.
    Massimo riserbo da parte della Procura di Lanciano e dal pm titolare dell’indagine, Rosaria Vecchi. Il sacerdote di origini brasiliane e’ stato parroco di Sant’Agostino, dove si tenevano gli incontri della Legio Sacrorum Cordium, fino a ottobre dell’anno scorso. Attualmente il sacerdote e’ canonico della Cattedrale di Lanciano e assistente del cappellano dell’ospedale Renzetti di Lanciano, dopo essere stato in ritiro lontano dalla diocesi per circa un anno in seguito al pestaggio che subi’ in una notte di ottobre 2011 nell’abitazione del giovane che avrebbe molestato e importunato. In quel pestaggio, don Andrea riporto’ la frattura di un braccio e della mandibola.
    All’agenzia Agi, l’arcivescovo della diocesi Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, è chiaro: «sono alla ricerca della verita’ nella carita’, come diceva San Paolo. In uno stato di diritto fino a prova contraria si e’ innocenti, aspettiamo tenendo gli occhi aperti e mettendoci a totale disposizione della magistratura».
    «Don Andrea e’ rientrato in diocesi dopo un periodo di ritiro di un anno – spiega l’arcivescovo Cipollone – dal primo novembre e’ assistente del cappellano dell’ospedale di Lanciano, don Mario, e canonico della Cattedrale di Lanciano. «Prudenzialmente» don Andrea e’ stato lontano da Lanciano per un anno, prima in Umbria e poi nel suo paese in Brasile, dopo il pestaggio che subi’ in una notte di ottobre dello scorso anno proprio davanti l’abitazione del giovane che lo avrebbe denunciato per violenza sessuale. Sempre «prudenzialmente», a don Andrea e’ stato chiesto di non essere piu’ assistente spirituale dell’associazione Legio Sacrorum Cordium, i cui incontri si tenevano nella chiesa di Sant’Agostino dove il sacerdote e’ stato parroco fino all’ottobre dello scorso anno.

    Lanciano, abusi sessuali su un giovane indagine sul prete picchiato
    Il vescovo: «Decideremo alla fine dell’inchiesta». Una storia ancora tutta da chiarire
    LANCIANO – «C’è tutta la mia disponibilità affinchè si faccia massima chiarezza e si giunga ad accertare la piena verità dei fatti. Sono a disposizione della magistratura perché la verità, nella carità, come dice San Paolo,prevalga nei confronti di ogni protagonista della vicenda. Per il momento il sacerdote resta al suo posto, aspettiamo l’esito dell’inchiesta e poi valuteremo i provvedimenti da adottare».
    Commenta così, con la massima serenità, l’Arcivescovo di Lanciano-Ortona Emidio Cipollone la notizia diffusa in tutta la città di un’indagine penale che coinvolge don Andrea Facchini, prete accusato di un presunto abuso sessuale nei confronti di un parrocchiano.

    Il sacerdote, 38 anni, di origine brasiliana, è stato tirato in ballo da un giovane di 27 anni, un fedele che frequentava la sua chiesa, il quale ha sporto denuncia raccontando che in diverse occasioni il parroco lo avrebbe sessualmente importunato. Atteggiamenti lascivi avvenuti anche durante un paio di vacanze al sole, in rinomate località all’estero, fatte sia in gruppo che da soli.

    La presunta vittima, che si è detta molto turbata per l’accaduto (tra l’altro, il ragazzo è fidanzato), riferirebbe anche di essere stato soggiogato dalla forte personalità del parroco, all’epoca dei fatti in servizio ministeriale in una chiesa di uno dei quattro quartieri storici di Lanciano.

    Sugli episodi contestati sta cercando di fare piena luce il sostituto procuratore Rosaria Vecchi, che ha disposto anche l’acquisizione dei tabulati telefonici relativi alle utenze dei due protagonisti di questo caso giudiziario. La stessa procura sta in ogni modo verificando se i fatti denunciati dal giovane corrispondano appieno ai termini descritti nella querela: una cosa è l’abuso sessuale, un’altra è la molestia verbale, anche se prolungata nel tempo.
    In passato don Andrea si trovò protagonista di un’altra particolare vicenda. La notte tra il 27 e 28 ottobre 2011 rimase vittima di una brutale aggressione, avvenuta per opera di più persone, subìta nei pressi dell’abitazione del giovane denunciante, nella periferia di Lanciano. A trovarlo ferito al volto e in tutto il corpo furono i carabinieri.

    A seguito del brutale episodio la Curia frentana dispose l’allontanamento del parroco, il quale per un periodo di tempo soggiornò in un monastero; quindi tornò a Lanciano con incarico presso un’altra chiesa.
    In due anni di attività pastorale il vescovo Cipollone ha marcato in modo evidente una fitta rotazione di parroci tra le varie parrocchie della Diocesi, sia per rinnovare e rinvigorire l’aspetto spirituale dei fedeli sia per evitare anche quelli che definisce «attaccamenti terreni». Del resto questa estate un altro giovane prete è stato costretto a lasciare la sua parrocchia per il sospetto di una relazione con una donna sposata, troppo invadente.
    Giovedì 08 Novembre 2012 – 15:18

  • Esclusivo – Dalle apparizioni celestiali alle isole Canarie: prete di Lanciano sott’inchiesta per violenza sessuale nei confronti di un giovane

    Esclusivo – Dalle apparizioni celestiali alle isole Canarie: prete di Lanciano sott’inchiesta per violenza sessuale nei confronti di un giovane

     

    Esclusivo – Dalle apparizioni celestiali alle isole Canarie: prete di Lanciano sott’inchiesta per violenza sessuale nei confronti di un giovane

    Dalle apparizioni della Madonna alle isole Canarie: don Andrea Facchini, sacerdote che opera a Lanciano sott’inchiesta per violenza sessuale nei confronti di un giovane. Indaga la Procura di Lanciano. Di Serena Giannico. 07 nov. 12

    http://www.abruzzolive.tv/Esclusivo_-_Dalle_apparizioni_celestiali_alle_isole_Canarie:_prete_di_Lanciano_sott_inchiesta_per_violenza_sessuale_nei_confronti_di_un_giovane-_-_s_6626.html

    Riti contro il demonio e l’infatuazione per un giovane: don Andrea Facchini, parroco di Sant’Agostino a Lanciano, potrebbe essere trasferito per disposizione della Curia. E sulla sua aggressione indagini dei carabinieri. Servizio di Serena Giannico. 14 nov. ’11

    http://www.abruzzolive.tv/servizio-_-_s_5398.html

    l parroco picchiato celebra la messa

    Don André ieri tra i fedeli, nessun accenno all’aggressione

    LANCIANO. È tornato a celebrare messa don André Facchini, parroco di Sant’Agostino, che nei giorni scorsi ha subito una violenta aggressione nella canonica della chiesa da una o più persone. Il volto provato, un braccio vistosamente fasciato da un’ingessatura, don André, che tutti conoscono in parrocchia come don Andrea, è tornato tra i suoi fedeli in occasione della messa dedicata a Tutti i Santi. Puntuale alle 10,30, con la chiesa non troppo gremita, il sacerdote è apparso abbastanza sereno e ha affrontato il sermone e le letture come se nulla lo turbasse. Eppure, appena la settima prima, il sacerdote non aveva potuto celebrare la messa perchè ancora scosso dall’aggressione subita nella notte tra giovedì e venerdì scorsi. Sotto i paramenti sacri era evidente una fasciatura al braccio sinistro che tuttavia non gli ha impedito di dire messa e distribuire le ostie. Nessun accenno al brutto episodio appena trascorso nemmeno durante l’omelia. Don André ha letto il Vangelo del giorno, le beatitudini, e nella sua omelia ha fatto riferimento al giorno di Tutti i Santi. «Siamo tutti santi del 2000», si è rivolto ai fedeli con l’impercettibile accento brasiliano, «siamo santi se viviamo nell’amore, non solo se amiamo e adoriamo Cristo. È l’amore che ci deve guidare». Don André, 37 anni, ordinato sacerdote nel 2002, nei giorni scorsi era stato vittima di un’aggressione sulla quale stanno indagando i carabinieri a seguito della presentazione di una denuncia. Il parroco è stato malmenato a calci e pugni, forse con una mazza, riportando danni alla mandibola, volto tumefatto e fratture ad un braccio. Secondo alcune indiscrezioni l’aggressione sarebbe stata mirata. Molto probabilmente qualcuno non ha gradito l’intromissione del parroco in delicate questioni personali, legate a problemi familiari o alla dipendenza da droga o alcol. Il quartiere di Lancianovecchia, seppure scosso dall’accaduto, in passato non ha mai avuto problemi di ordine pubblico o così gravi da giustificare aggressioni del genere. (d.d.l.)

    02 novembre 2011

    Parroco aggredito brutalmente
    Don André Facchini preso a pugni da sconosciuti
    Nella foto Don Andrè Facchini
    Don André Facchini, 37 anni, originario del Brasile, parroco di Sant’Agostino, è stato vittima di aggressione nella sera tra giovedì e venerdì scorsi, nella canonica della parrocchia, da una o più persone al momento ignote, che lo hanno colpito con pugni e forse anche una mazza. Il religioso, che era solito rimanere fino a tardi in parrocchia anche con i giovani, è stato aggredito e malmenato. Dopo l’aggressione il sacerdote si è recato al pronto soccorso di Lanciano con il volto tumefatto e danni alla mandibola. Fortunatamente per lui nessun ricovero, ma da allora non si è fatto più vivo in parrocchia e domenica non ha neanche celebrato messa. Sul fatto il più stretto riserbo da parte della Curia arcivescovile, che non rilascia alcuna dichiarazione, sicuramente per tutela del povero parroco, ancora traumatizzato dal grave evento. Anche per la Chiesa frentana si tratta di un fatto di estrema delicatezza, da trattare con il più assoluto riserbo. Nel quartiere, il borgo storico di Lancianovecchia, non si parla d’altro e costituisce mistero chi abbia aggredito il prete e per quale motivo. L’ipotesi più probabile è che il sacerdote sia stato vittima di un gruppo di tossicodipendenti e si parla anche del rapporto di amicizia con un giovane con problemi di dipendenza da alcol o droga, che partecipava agli incontri organizzati dal parroco il sabato pomeriggio. Il ragazzo si sarebbe allontanato, per motivi personali, dalla parrocchia e a quel punto il rapporto si sarebbe incrinato e sarebbero iniziati i litigi e le incomprensioni con il sacerdote, desideroso di offrirgli ancora un aiuto. Si mormora anche di una famiglia della comunità, bisognosa, che non avrebbe gradito certe intromissioni del parroco. Certamente don Andrè è un personaggio particolare, non è un sacerdote comune e non piace a molti perché irruento, burbero, ma soprattutto dedito alle pratiche di esorcismo e anti usura. In questi giorni il parroco vive rinchiuso in casa e non risponde al telefono. Solo pochi contatti, in attesa di ritornare lentamente alle proprie attività quotidiane e alla normalità.

    http://www.lancianonews.net/notizie/territorio/494/parroco-aggredito-brutalmente

  • Don Mangiacasale Una vittima ha 12 anni

    Don Mangiacasale Una vittima ha 12 anni

    22 maggio 2012

    COMO La Procura ha chiuso l’inchiesta nei confronti di Marco Mangiacasale, l’ex parroco di San Giuliano in carcere con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Il cosiddetto avviso di conclusione dell’indagine preliminare è stato recapitato in queste ore alle parti, cioè ai due avvocati che lo difendono, il penalista comasco Renato Papa e l’avvocato milanese Mario Zanchetti, e ai legali che rappresentano le vittime.
    Cinque vittime
    L’avviso identifica, come noto, cinque ragazze: una di appena 12 anni molestata nell’agosto del 2008 a Roseto degli Abruzzi, in occasione della cena conclusiva del Grest della parrocchia, quindi due tredicenni e una quindicenne.
    Il canovaccio è sempre più o meno lo stesso: secondo le accuse, il sacerdote approfittava di momenti di vita comunitaria per avvicinarsi alle sue vittime, per “agganciarle” e per abusare di loro, in un caso anche spingendosi fino ad aprire le porte di casa. Ma al di là degli atti sessuali, che l’avviso di conclusione ricostruisce nei dettagli, ricorre un’aggravante che, in casi analoghi, la Procura ha perseguito con rigore: il fatto cioè che l’indagato abbia in qualche modo abusato delle veste che indossava, facendo leva sul proprio ruolo di parroco e su quello di confessore di alcune delle ragazze. Nessuna di loro fu in grado di opporsi, e non soltanto per la differenza d’età: nell’inverno del 2008, durante una serie di incontri serali organizzati in parrocchia, Mangiacasale si sedette accanto a una delle vittime, che all’epoca aveva soltanto 13 anni, si nascose con una coperta e la costrinse ai primi rapporti, che si protrassero poi fino allo scorso febbraio. La ragazzina non ebbe mai la forza di sottrarsi, così come non la trovò nessuna delle altre, che per mesi, per anni, tennero per se quel segreto.
    In un altro caso, sempre con una parrocchiana che aveva 13 anni, il sacerdote aprì anche le porte di casa, costringendola a subire rapporti lontani da occhi indiscreti dalla primavera del 2008 al luglio 2010.

    Leggi l’approfondimento su La Provincia in edicola martedì 22 maggio

  • «Curia a luci rosse» indaga Procura Potenza dopo la denuncia Claps

    «Curia a luci rosse» indaga Procura Potenza dopo la denuncia Claps

    Il seminarista e la mamma. Il primo sostiene di essere una vittima degli abusi in seminario. La donna ha raccontato quello che sarebbe capitato a suo figlio, un ragazzo disabile durante gli incontri in parrocchia. Sono i testimoni di quanto ha denunciato in tv Filomena Iemma, la mamma di Elisa Claps. Sarà la Procura ad accertare se in quei due racconti si nascondano profili di natura penale. In Questura da qualche giorno c’è un fascicolo. Gli investigatori della Squadra mobile stanno cercando di ricostruire ciò che è accaduto.

    La madre di Elisa aveva parlato di pedofilia negli ambienti della diocesi, attirando la reazione stizzita di molti ambienti cattolici del potentino. Ma cosa intendeva dire esattamente la signora Filomena? A quali episodi si riferiva?

    Durante la trasmissione Rai «Chi l’ha visto?» andata in onda la scorsa settimana è stato spiegato: a Potenza un sacerdote, che avrebbe avuto un rapporto omosessuale con un ex seminarista, è accusato di aver molestato un ragazzo disabile. Sia la relazione gay, sia l’abuso, avvenuto all’interno di una parrocchia, sono stati segnalati da Gildo Claps, fratello di Elisa, al vescovo, monsignor Agostino Superbo. La comunicazione risale a qualche mese fa ed è stata trattata in modo «molto riservato» per evitare strumentalizzazioni.

    La decisione di uscire allo scoperto è dettata dalla volontà di spiegare le accuse della signora Filomena che, impropriamente, ha parlato di pedofilia, in quanto il ragazzo disabile molestato è maggiorenne. Potrebbe trattarsi però di abusi su persona con problemi cognitivi e per questo «aggravati».

    Le due vicende riguardano lo stesso sacerdote. Il processo di diritto canonico, avviato dopo la segnalazione al vescovo, pare si sia concluso con un trasferimento del sacerdote. Erano solo rapporti omosessuali quelli denunciati dall’ex seminarista (che per incastrare il sacerdote avrebbe addirittura scattato una foto)? E cosa è accaduto a messa finita nella parrocchia che amministrava il sacerdote?

    Saranno gli investigatori ad accertare se durante gli incontri l’ex seminarista era consenziente e se il ragazzo disabile era capace di capire quello che stesse accadendo.

    03 Maggio 2012

  • Abusi su bimba di 7 anni in congregazione religiosa. Arrestato pedofilo recidivo, Il 46enne, già condannato, girava libero di violentare altri bimbi

    Abusi su bimba di 7 anni in congregazione religiosa. Arrestato pedofilo recidivo, Il 46enne, già condannato, girava libero di violentare altri bimbi

    Viterbo, abusi sessuali su bimba di 7 anni: 46enne arrestato dalla Squadra Mobile
    27 aprile, ore 11:25
    Viterbo – (Adnkronos) – E’ accaduto nel ritrovo di una congregazione religiosa frequentata dalla madre della bambina. Le indagini sono scattate a febbraio dopo la segnalazione fatta dalla donna: le testimonianze di alcune persone della gruppo religioso hanno permesso di identificarlo

    Viterbo, 27 apr. – (Adnkronos) – Un romano di 46 anni, con precedenti specifici, e’ stato arrestato dalla Squadra Mobile di Viterbo, diretta da Fabio Zampaglione, con l’accusa di violenza sessuale aggravata dalla minore eta’ per abusi su una bimba di 7 anni. L’uomo e’ stato sottoposto agli arresti domiciliari e sono in corso ulteriori accertamenti.

    Le indagini sono scattate a febbraio dopo la segnalazione della mamma della piccola. La donna ha raccontato agli agenti alcune situazioni anomale e quanto riferitole dalla stessa bambina. La donna, dopo la separazione, si era avvicinata a una congregazione religiosa di un comune della provincia di Viterbo. Dopo uno degli incontri nel ritrovo della congregazione, avvenuto a gennaio scorso, la piccola aveva raccontato alla mamma di aver subito abusi sessuali da uno dei presenti mentre da sola in una stanza stava guardando la televisione. Su delega della procura di Viterbo gli agenti della Squadra Mobile hanno avviato le indagini.

    Dopo la madre e’ stata sentita anche la bimba nel corso di un’audizione protetta. La sua versione e’ stata anche confermata da ulteriori riscontri con le testimonianze di alcune persone della congregazione presenti all’incontro, che hanno anche permesso di identificare il responsabile. Sulla base della dettagliata informativa di reato consegnata dalla polizia alla procura e’ stato emesso il provvedimento cautelare degli arresti domiciliari a carico del 46enne. L’uomo, risultava residente a Roma, ma e’ stato bloccato a Viterbo.

    Abusi sessuali su bimba dopo funzione religiosa
    Uomo arrestato dalla polizia di Viterbo

    La mamma della piccola si era avvicinata a una congregazione religiosa. Le turpi attenzioni sarebbero avvenute dopo una funzione. La mamma ha raccolto il racconto della figlioletta e ha fatto denuncia
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    Violenza sessuale su bambine (foto Germogli)
    Violenza sessuale su bambine (foto Germogli)

    Viterbo, 26 aprile 2012 – Un’altra brutta storia di abusi sessuali e pedofilia. Un uomo di 46 anni, residente in provincia di Viterbo, e’ stato arrestato dalla polizia con l’accusa di abusi sessuali su una bambina che non ha ancora compiuto 10 anni.

    L’uomo, secondo quanto si e’ appreso, in precedenza era stato indagato altre due volte per episodi analoghi. In un caso e’ stato anche condannato con sentenza definitiva. L’uomo e’ stato sottoposto agli arresti domiciliari . Le indagini sono scattate a febbraio dopo la segnalazione della mamma della piccola. La donna ha raccontato agli agenti alcune situazioni anomale e quanto riferitole dalla stessa bambina. La donna, dopo la separazione, si era avvicinata a una congregazione religiosa di un comune della provincia di Viterbo. Dopo una funzione religiosa nel ritrovo della congregazione, avvenuta a gennaio scorso, la piccola aveva raccontato alla mamma di aver subito abusi sessuali da uno dei presenti mentre da sola in una stanza stava guardando latelevisione. Su delega della procura di Viterbo gli agenti della Squadra Mobile hanno avviato le indagini.

    Dopo la madre e’ stata sentita anche la bimba nel corso di un’audizione protetta. La sua versione e’ stata anche confermata da ulteriori riscontri con le testimonianze di alcune persone della congregazione presenti all’incontro, che hanno anche permesso di identificare il responsabile. Sulla base della dettagliata informativa di reato consegnata dalla polizia alla procura e’ stato emesso il provvedimento cautelare degli arresti domiciliari a carico del 46enne. L’uomo, risultava residente a Roma, ma e’ stato bloccato a Viterbo.