Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Ischia

  • Gratuito patrocinio, avvocati non pagati

    Gratuito patrocinio, avvocati non pagati

    Patrocinio gratuito, ma per lo stato. Da mesi, infatti, gli avvocati attendono di essere pagati per l’assistenza legale offerta ai cittadini beneficiari del patrocinio a spese dello stato. I fondi destinati a questi compensi sono esauriti da ottobre e «in molti fori la crisi era già evidente da tempo». È quanto denunciato ieri dall’Organismo congressuale forense.

    Gratuito patrocinio senza fondi

    «Questa situazione», spiegano dall’Ocf, «non è solo il risultato di uno stanziamento insufficiente, ma l’ennesima dimostrazione di una gestione politica e amministrativa non responsabile. Il ministero della giustizia continua a ignorare un problema strutturale, mescolando i fondi destinati al patrocinio gratuito all’interno della voce di bilancio 1360, insieme a spese completamente diverse e non rinunciabili, come trasferte di funzionari, indennità per periti e testimoni, costi di estradizione e notifiche di atti esenti. Un vero e proprio caos contabile che impedisce di garantire il diritto alla difesa per chi non ha mezzi economici, violando l’articolo 24 della Costituzione», si legge ancora nella nota Ocf.

    Avvocati non pagati

    L’Organismo congressuale parla di avvocati «che hanno emesso fattura in autunno confidando in un pagamento dovuto per legge e sono ancora in attesa, senza alcuna certezza su quando e se riceveranno il compenso».

    Sempre meno legali disponibili

    Non si tratta di una novità, ma di un’amara consuetudine, che sta avendo pesanti effetti sul numero di legali disposti a prestare questo servizio: «sempre più avvocati, esasperati da questa situazione, si stanno cancellando dagli elenchi dei difensori per i non abbienti e perfino dalle liste dei difensori d’ufficio. Questo vuoto rischia di privare le persone più vulnerabili della tutela legale a cui hanno diritto, con conseguenze gravissime per l’intero sistema giudiziario», il commento del coordinatore dell’Organismo congressuale forense Mario Scialla. La richiesta è quella di «un intervento celere: il pagamento immediato degli arretrati, la separazione dei fondi destinati al patrocinio da altre voci di bilancio e un’adeguata previsione di risorse nel bilancio del ministero della giustizia».

    Michele Damiani

    https://www.italiaoggi.it/diritto-e-fisco/giustizia/gratuito-patrocinio-avvocati-non-pagati-lyb3bs92

  • Perquisito un sacerdote, indagine per “atti sessuali su minore”. L’inchiesta della procura di Napoli

    Perquisito un sacerdote, indagine per “atti sessuali su minore”. L’inchiesta della procura di Napoli

    La Procura di Napoli ha perquisito l’abitazione di un parroco di Ischia: l’ipotesi di reato è quella di atti sessuali su minorenne.

    Gli investigatori delegati hanno sequestrato materiale ritenuto utile alle indagini, oltre ai dispositivi informatici del prete ischitano, tra cui computer e cellulare. I pm hanno aperto un’inchiesta dopo una denuncia, ma sulla vicenda, gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo. Ma in considerazione delle perquisizioni il sacerdote potrebbe essere già indagato.

    La Diocesi di Ischia ha diffuso in mattinata anche un comunicato ufficiale sulla vicenda, nel quale spiega: “Alcuni organi di stampa locali riferiscono oggi di un mandato di perquisizione e sequestro ai danni di un sacerdote ischitano, nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli”.

    Inoltre, prosegue la nota, “Il vescovo (monsignor Carlo Villano, vescovo di Ischia dal 2023, ndr), informato della vicenda direttamente dal sacerdote, esprime fiducia nell’operato della magistratura. La delicatezza di questa fase preliminare chiama tutti a quel senso di responsabilità e rispetto verso i vari soggetti coinvolti”, conclude la nota della diocesi suffraganea ischitana.

    Il caso avviene nella stessa isola dove un altro caso ha investito un sacerdote: in questo caso nessun reato. Il sacerdote si autosospeso dopo aver iniziato una relazione con una donna.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/21/perquisito-un-sacerdote-indagine-per-atti-sessuali-su-minore-linchiesta-della-procura-di-napoli/7846046/

  • L’asilo degli orrori di Casamicciola: mano pesante del giudice: condanne per due suore. Suor Edda assolta

    L’asilo degli orrori di Casamicciola: mano pesante del giudice: condanne per due suore. Suor Edda assolta

    Era novembre 2022 quando Casamicciola finì sotto i riflettori per la raccapricciante vicenda dell’asilo degli orrori. Quattro suore dell’Istituto Istituto Santa Maria della Provvidenza furono accusate di aver maltrattato bambini loro affidati.
    Nell’udienza di ieri che si è svolta dinanzi al 9° Collegio del Tribunale di Napoli, è stata pronunciata la sentenza di primo grado che ha assolto con la formula “per non aver commesso il fatto” Suor Edda e Suor Alice.
    Il tribunale, inoltre, nel valutare le argomentazioni della difesa delle imputate sostenute dall’avvocato Giorgio Varano ha condannato alla pena di 3 anni e 6 mesi Suor Goretti e a tre anni Suor Nellina.

    LA STORIA
    A suor Marie Georgette Rahasimalala era stata applicata la misura cautelare della custodia in carcere mentre alla madre superiora Angela De Bonis, meglio conosciuta come suor Edda, Noeline Razanadraozy e Curay Alice Albaracin il divieto di dimora in Campania. A tutte e quattro veniva contestato il reato di concorso in maltrattamenti nei confronti di minori con l’aggravante; alla sola Marie Georgette Rahasimalala le lesioni personali aggravate; a Curay Alice Albaracin violenza privata aggravata.

    Alla base dell’indagine condotta dai Carabinieri di Ischia e valutate dal Il Giudice per le indagini preliminari, dr.ssa Federica De Bellis, emergenza il raccapricciante racconto di una bambina che aveva girato un video delle violenze mostrandolo poi alla madre
    La pronuncia del Tribunale di Napoli, da un lato restituisce a Suor Edda e Suor Alice un verdetto di assoluzione rispetto alle accuse e, dall’altro lato, invece, restituisce giustizia ai piccoli bambini che veniva maltrattati dalle altre due imputate.

    IL RACCONTO DELLA BAMBINA
    La vicenda e le testimonianze dei piccoli ospiti dell’asilo di Casamicciola erano state ricostruite dal gip Federica De Bellis: «Ho frequentato l’istituto delle suore per circa tre anni e ora ho smesso di andarci perché non mi piace come trattano i bambini. Mi ricordo che il 27 luglio di quest’anno verso ora di pranzo, il bimbo piccolo che io già conosco perché frequenta l’istituto da circa due anni, aveva tirato il velo alla suora e noi chiamiamo “Goretti”, a questo punto la suora ha iniziato a picchiarlo, tant’è che il ferro del grembiule che indossava la suora ha graffiato sulla lingua. A questo punto, il fratello più grande è intervenuto per difendere il piccolino e veniva picchiato con schiaffi e tirate di capelli, dalla suora, tanto che gli usciva il sangue dal naso. Anche l’altra sorellina più piccola, che cercava di avvicinarsi a lui, le venivano tirati i capelli dalla Suora.
    Ricordo che nella stanza è intervenuta anche suor “Nellina “, la quale è stata attirata dal parapiglia che stava succedendo, ma non è intervenuta a difendere i bimbi. Anche questa suora è solita, soprattutto con i bimbi più piccoli, dai quattro ai tre anni circa “picchiarli… tipo bacchettandoli con una ciabatta, colpendoli sulle braccia, tirandogli i capelli, dandogli schiaffi, soprattutto questa “Suor Nellina” che ha una mano molto forte, fatto che ricordo bene essendo stata anche io colpita negli anni passati. Penso che venissero colpiti i più piccoli perché indifesi e più restii a raccontare le cose…

    Ho provato a raccontare a mamma quello che succedeva dalle suore, ma mamma all’inizio non mi credeva, così ho deciso di fare un video appena si è verificato un altro fatto, per farlo poi vedere a mamma… Mentre stavo facendo il video, un bimbo più piccolo che mi stava vicino, mi ha detto di non fare la spia, chiamando poi un’altra bimba più grande, la quale poi ha avvertito le suore che io avevo fatto un video, chiedendo di portarglielo. Ho portato il telefono a Suor Alice che ha visionato il video e mi ha detto di cancellarlo. Io l’ho cancellato ma sapendo che comunque restava memorizzato nel telefono e poi quando mamma mi è venuta a prendere le ho raccontato quello che era successo e le ho girato il video.
    Il giorno dopo, all’arrivo dalle suore, ho visto che le suore stavano togliendo i telefoni agli altri bimbi, tant’è che poi lo hanno tolto anche a me, dicendomi di non portarlo più… Per quel che ricordo un atteggiamento così violento non accadeva tanto spesso, ricordo solo schiaffi e tirate di capelli. Sono tornata per una sola settimana a settembre, perché mamma lavora ma io non volevo in alcun modo tornarci, anche perché la suora superiore “Edda” mi controllava sempre la borsa e gli altri ragazzini mi dicono che sono una “spiona di merda”… Dopo il fatto dell’aggressione ai due fratellini, ricordo che non è intervenuto nessun medico, né ambulanza, né sono stati portati in ospedale, ricordo solo che suor Alice ha messo del limone sul naso del bimbo che sanguinava».

    LE ACCUSE
    RAHASIMALALA Marie Georgette, RAZANADRAOZY Noeline, CURAYAlice Albaracin e DE BONIS Angela erano accusate in relazione al reato di cui all’art. 61 n.5, n.11 , 11 ter, n. 11 quinquies , 110, artt. 572 co. 1 e li c.p. perché, , in concorso tra di loro, De Bonis Angela, nella qualità di Suora Superiore dell’Istituto Santa Maria della Provvidenza e Comunità educativa a dimensione familiare presso il quale prestano servizio anche Rahasimalala Marie Georgette quale lavapiatti , Razanadraoy Noeline quale cuoca e Curay Alice addetta al doposcuola , istituto deputato a ospitare minori o in affido a seguito di provvedimenti giudiziari o quali ospiti esterni a seguito di corrispettivo pagato privatamente dai genitori, infliggevano alle piccole vittime sofferenze fisiche consistite in atti di violenza quali tirate di capelli, schiaffi alla nuca, calci, ciabatte sulle mani, intimando loro il silenzio e privandoli dei telefoni cellullari al fine di impedire riprese video fotografiche.

    In particolare Razanadraozy Noeline picchiava, tirava per i capelli, bacchettava sulle braccia con una ciabatta le piccole vittime; Rahasimalala Marie Georgette, in data 27.07 ca, strattonava e tirava per i capelli bimbo di 4 anni, addebitandogli di averle tirato il velo e colpiva con uno schiaffo al volto, provocandogli la fuoriuscita di sangue dal naso, il di lui fratello di anni 8 intervenuto per difendere il fratellino; De Bonis Angela, in data 03.10 ca colpiva ripetutamente alla nuca il minore Espositore Antonio facendolo piangere disperatamente a seguito di litigio con altro bimbo. Con l’aggravante di aver commesso il fatto abusando della condizione di inferiorità fisica psichica determinata dall’età delle vittime nonché dalla relazione di ospitalità e operando all’interno di istituti di educazione e formazione.

    Rahasimalala Marie Georgette: in relazione al reato di cui agli artt. 61 n.2, 61 n.5, n.11, 11 ter , n. 11 quinquies , 582,585 c.p. perché, al fine di eseguire il reato di cui al capo che precede e con la condotta ivi descritta, strattonando e tirando per i capelli il piccolo di anni 4, addebitandogli di averle tirato il velo gli cagionava lesioni personali come al di lui fratello, di anni 8 intervenuto per difenderlo, che veniva colpito al volto con uno schiaffo, provocandogli la fuoriuscita di sangue dal naso; Con l’aggravante di aver commesso il fatto abusando della condizione di inferiorità fisica e psichica determinata dall’età delle vittime nonché dalla relazione di ospitalità e operando all’interno di istituti di educazione e formazione.

    Curay Alice Albaracin: in relazione al reato di cui all’art. 61 n.2, n.5, n.11, art. 610 c.p. perché, al fine di eseguire il reato di cui al capo a) che precede, e con la condotta ivi descritta, costringeva una bimba di 8 anni a consegnarle il telefono cellulare e, dopo averlo visionato, a cancellare il video eseguito che riprendeva l’aggressione i due bimbi, minacciandola di non fare più riprese video e foto e di non portare più il cellullare all’interno dell’Istituto Con l’aggravante di aver commesso il fatto abusando della condizione di inferiorità fisica e psichica determinata dall’età delle vittime nonché dalla relazione di ospitalità e operando all’interno di istituti di educazione e formazione.

    L’asilo degli orrori di Casamicciola: mano pesante del giudice: condanne per due suore. Suor Edda assolta

  • Abusi psicologici e spirituali /1. «Il mio calvario nel Movimento dei Focolari»

    Abusi psicologici e spirituali /1. «Il mio calvario nel Movimento dei Focolari»

    DOC-3335. LUBIANA-ADISTA. Negli ultimi anni, la crisi degli abusi ha «coinvolto tutta la Chiesa. È un segno che Dio stesso vuole che compiamo un autentico lavoro di purificazione, sia a livello personale che comunitario. E non importa se, in ogni Paese, cadranno, come degli idoli pagani, i monumenti di coloro che si sono lasciati idolatrare». È p. Pierre Vignon, già giudice ecclesiastico della diocesi di Lione, a presentare con una intensa prefazione il libro autobiografico della slovena Dragica Čepar, che nel suo percorso vocazionale all’interno del movimento dei Focolari ha sperimentato «le terribili conseguenze dell’annientamento compiuto da un mostro sacro della Chiesa cattolica, rischiando di morire» e «ora che ha superato questo passato, per quanto non le sia stata resa giustizia, spiega serenamente e senza rancore, cosa ha reso la sua vita un disastro». Il libro, intitolato Sledovi Luči In Teme – Maja kalvarija v Gibanju fokolarov (“Tracce di luce e di tenebre – Il mio calvario nel Movimento dei Focolari”, edito dall’editrice Iskreni di Lubiana), ricco di fatti e documenti, è stato presentato con la giornalista Federica Tourn il 10 settembre scorso nella capitale slovena alla presenza di un folto pubblico.

    Le pressioni del Movimento

    Per il suo contenuto, il libro, nel quale si parla apertamente di abusi sistemici, non poteva non preoccupare il Movimento. Nei giorni precedenti all’evento, espressioni di protesta sono giunte all’editore da parte di membri che ne avevano visionato una sintesi e lo volevano leggere in anticipo, e la presentazione sembrava dunque preannunciarsi piuttosto tesa. Ma poi, evidentemente, i vertici del movimento hanno scelto un’altra strada: messaggi irenici di sostegno e preghiera sono pervenuti all’autrice proprio alla vigilia da parte dei due presidenti focolarini, Margaret Karram e Jesús Morán, invitati ma impossibilitati a essere presenti; ne è stata data lettura dalla stessa Dragica Čepar, incoraggiata in tal senso proprio dal responsabile locale maschile, Silvester Gaberšček, presente all’evento insieme alla controparte femminile, Marjeta Bobnar. Contestualmente, inoltre, ai membri focolarini sarebbe stato ordinato dall’alto di non partecipare alla presentazione: benché i focolari, i sacerdoti e il consiglio di zona fossero stati informati, all’appuntamento non si è presentato nessuno, nemmeno coloro che nei giorni precedenti avevano contestato il libro. La scarna delegazione focolarina era limitata ai due responsabili locali e a due fedelissimi.

    Conclusasi la presentazione, i responsabili sloveni del movimento hanno poi lasciato la sala senza intervenire in alcun modo e senza contattare l’autrice nei giorni seguenti. Sembra che anche numerosi giornalisti siano stati dissuasi dal partecipare: forte è l’influenza focolarina nei media cattolici sloveni.

    https://www.adista.it/articolo/72536

  • Il Consiglio di Stato ha sospeso il sacerdote accusato di abusi

    Il Consiglio di Stato ha sospeso il sacerdote accusato di abusi

    La decisione era scontata. Ma oggi è arrivata la conferma da parte del Servizio dell’informazione e della comunicazione del Consiglio di Stato: il sacerdote in detenzione preventiva alla Farera con l’accusa di atti sessuali con fanciulli, coazione sessuale, atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere nonché pornografia è stato sospeso.

    Il Consiglio di Stato, appena venuto a conoscenza delle accuse e in attesa degli accertamenti di competenza del Ministero pubblico, ha immediatamente provveduto a prendere le misure amministrative di propria competenza. In particolare, ha provveduto a sospendere l’accusato dalla sua funzione in seno alla Commissione cantonale per l’integrazione degli stranieri e dall’incarico di docente di istruzione religiosa cattolica presso le scuole cantonali, esercitato lo scorso anno scolastico presso un istituto del medio superiore. È stata altresì aperta un’inchiesta disciplinare, sospesa in attesa delle prime risultanze del procedimento penale.

    Don Rolando Leo, lo ricordiamo, è anche cappellano e docente del Collegio Papio di Ascona, assistente diocesano della Pastorale giovanile, e assistente dell’Azione Cattolica. L’arresto è giunto a oltre quattro mesi dalla denuncia presentata dalla presunta vittima (un giovane adulto, stando a quanto ci risulta) «per alcuni approcci inadeguati» dell’uomo di fede nei suoi confronti, ha riferito nel tardo pomeriggio di sabato la Curia vescovile in un comunicato stampa che ha precisato alcuni punti contenuti nella nota inviata giovedì ai media. In questo lasso di tempo non è stato adottato nessun provvedimento verso il prete «per non interferire nell’accertamento della verità e rischiare l’inquinamento delle prove».

    Del «disagio» della presunta vittima «adulta al momento dei fatti» (fattispecie che, ricordiamo, sarebbe accaduta 4-5 anni fa) era stato reso edotto direttamente il vescovo Alain de Raemy in febbraio. Presunta vittima che ha parlato altresì di atteggiamenti inappropriati «forse nei confronti anche di un minorenne». Come da prassi è iniziato quindi l’accompagnamento da parte della Commissione di esperti in caso di abusi sessuali in ambito ecclesiale per «aiutarlo (il giovane adulto, ndr.) a decidere se deporre denuncia». Ciò che è avvenuto nelle settimane seguenti (indicativamente tra gli ultimi giorni di marzo e i primi di aprile), «dopo un periodo di riflessione» e di condivisione dei fatti con la ristrettissima cerchia di persone che ne era stata messa a conoscenza. A inizio aprile la Procura ha aperto il fascicolo nei confronti del cappellano, che è stato arrestato una settimana fa.

    La Curia, l’8 agosto, «ha sospeso cautelativamente dall’esercizio del ministero» don Rolando Leo, «in attesa che vengano chiarite le sue responsabilità a livello penale».

    https://www.cdt.ch/news/il-consiglio-di-stato-ha-sospeso-il-sacerdote-accusato-di-abusi-360422

  • Abusi sessuali su minori anche all’oratorio, si allarga l’indagine sul poliziotto

    Abusi sessuali su minori anche all’oratorio, si allarga l’indagine sul poliziotto

    Si allarga l’inchiesta sul poliziotto sotto inchiesta per abusi su minori. L’uomo avrebbe abusato sessualmente di bambini e ragazzi non soltanto in palestra dove era istruttore ma anche in un oratorio della Versilia dove oltre cinque anni fa svolgeva il ruolo di animatore.

    Ma forse i luoghi dei presunti abusi potrebbero essere anche altri oltre a quelli emersi finora. Col passare delle ore dalla diffusione delle indagini a suo carico si stanno aggiungendo altre voci di familiari e persone abusate. L’agente della Polfer secondo alcune indiscrezioni trapelate dalle delicate e complesse indagini in corso avrebbe allungato le mani sui ragazzini, tutti minorenni all’epoca dei fatti.

    Gli inquirenti lucchesi stano raccogliendo le testimonianze dei genitori di tutti i bambini che frequentavano l’oratorio e la palestra, in Versilia, dove sarebbero stati compiuti gli abusi. Il “caso” è scoppiato dopo che un giovane ha trovato il coraggio di raccontare in famiglia cosa succedeva nella palestra, e i genitori hanno subito presentato denuncia. Mentre la palestra è stata perquisita, altri atleti sono stati ascoltati da investigatori e inquirenti,  e altri ancora saranno sentiti nelle prossime ore.

    Massimo riserbo sulla vicenda che ha scosso gli animi di molti genitori, ignari di quanto accadesse dentro le mura della palestra.  L’inchiesta della squadra mobile di Lucca, coordinata dalla procura, è stata resa nota proprio della stessa questura, e ha portato in primis alla sospensione del pubblico ufficiale che, se condannato, rischia anche la destituzione.  Ma già , il 27 ottobre scorso, la giustizia sportiva aveva esonerato l’allenatore in via cautelare, “da ogni attività federale”, come si legge sul sito della Fipe Toscana.

    Una comunità sotto choc quella  della Versilia, investita dalla notizia del poliziotto della Polfer indagato per abusi sessuali su minori,  anche se, da tempo si rincorrevano i “rumors” sulla vicenda. Ora gli investigatori sospettano che l’uomo anche quando era animatore di un oratorio avrebbe molestato e abusato bambini e bambine.

    L’inchiesta adesso prosegue per fare piena luce sui fatti.

    https://www.luccaindiretta.it/cronaca/2022/11/05/abusi-sessuali-su-minori-anche-alloratorio-si-allarga-lindagine-sul-poliziotto/319211/

  • Pedopornografia online, “casi aumentati del 232% nel 2021”. Allarme di Lamorgese: “Vittime sempre più piccole, attenzione a tecnologie”

    Pedopornografia online, “casi aumentati del 232% nel 2021”. Allarme di Lamorgese: “Vittime sempre più piccole, attenzione a tecnologie”

    La pedopornografia online è un fenomeno in continua crescita dal 2019. Il Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online della Polizia postale ha registrato un aumento del 232% dei casi trattati nel primo trimestre del 2021: da 475 a 1.578; in forte crescita anche gli indagati, da 181 a 454. I dati sono stati forniti dalla ministra degli Interni Luciana Lamorgese durante l’audizione sulle dipendenze patologiche tra i giovani, in Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. Il trend di crescita di questo reato è confermata anche dai dati dello scorso anno. “Il Centro nazionale”, ha spiegato Lamorgese, “ha trattato 3.243 casi nel 2020 contro i 1.396 del 2019; raddoppiati gli indagati, 1.261 nel 2020 a fronte dei 663 dell’anno prima”. La ministra ha anche riferito che si è abbassata l’età delle vittime di pedopornografia: 14 con età minore di 13 anni nel 2020, mentre erano solamente 2 nel 2019.

    “Il fenomeno fino a qualche anno fa riguardava prevalentemente adulti e ragazzi che frequentavano le scuole superiori” spiega Lamorgese, aggiungendo che è cresciuto sensibilmente anche il numero delle vittime di adescamenti online che hanno meno di nove anni, da 26 a 41 nello stesso periodo. Lamorgese ha comunque sottolineato il continuo “pattugliamento virtuale della polizia postale”, ricordando che sono stati oscurati 2.490 siti pedopornografici, e ha messo in guardia “dagli effettivi negativi che le tecnologie digitali possono determinare sulla psiche dei ragazzi, un uso distorto rischia di influenzarne la personalità”. I casi di cyberbullismo sono cresciuti vertiginosamente tra il 2020 e il 2021: “11 ammonimenti l’anno scorso, mentre nel primo semestre di quest’anno sono già 13”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/07/28/pedopornografia-online-casi-aumentati-del-232-nel-2021-allarme-di-lamorgese-vittime-sempre-piu-piccole-attenzione-a-tecnologie/

  • Il caso Casati Stampa: cronistoria di una storiaccia nera (seconda parte – lettere e telefonate)

    Il caso Casati Stampa: cronistoria di una storiaccia nera (seconda parte – lettere e telefonate)

    VDP – Lettera indirizzata alla Posta di Lady Chatterley di Men, figura fantomatica di donna ninfomane, che rispondeva a quesiti particolari posti dai lettori riguardanti il sesso. Il marchese, che si spaccia per la sua consorte, con la scusa di voler ottenere una risposta a una domanda piuttosto incomprensibile, esprime un evidente compiacimento nell’esplicita rivelazione delle doti anatomiche e dei comportamenti disinibiti della consorte a un pubblico vario, eterogeneo e interessato al sesso come quello costituito dai lettori di questa rivista.

    Gentile lady Chatterly ��Da assidua di Men – non disdegno sesso ed erotismo specie sotto forma di esibizionismo – le scrivo traendo lo spunto da una sua recente risposta a una lettrice disperata causa un piccolo labbro piuttosto sviluppato. Mi rivolgo a lei né da disperata né in preda al panico ma con calma e per avere un suo parere che vorrei proprio sincero. ��Da buona esibizionista – come vedrà – le accludo delle foto di cui vorrà scusare il mezzo volto, per darle visione della cosa e eliminarmi così la solita descrizione che non riesce poi mai ad esprimere la realtà. È assodato quindi che ho delle piccole labbra abbastanza sviluppate, anzi molto poiché in momenti particolari aumentano di un buon terzo. Come le giudica? Belle o brutte? ��So soltanto io, che sono rare (il raro è anormale) perché me lo dicono e perché ne ho viste pochissime (passo un mese all’anno all’Ile du Levante). ��Premessa anche la non intenzione di modifiche cliniche e ripetuto il mio esibizionismo da cui traggo troppe forti sensazioni, desidero chiederle se mi consiglia di includere ancora nella mia mania queste labbra o di escluderle nettamente; non mi opererò e non smetterò di mettermi in mostra ma sono certa che seguirò il suo consiglio nel caso specifico perché proprio in esso sono fortemente dubbiosa non nascondendole che, finora, ho cercato di far bene risaltare la parte, dato l’interesse che suscita e che di riscontro aumenta il mio piacere naturalmente. ��Tra parentesi questo interesse è fortissimo e ossessivo negli uomini ed anche negli omosessuali diciamo dai trentanni in su, è normale nei più giovani e nelle donne mentre è minimo quasi nullo nelle lesbiche; aggiungo che la massima attrazione la noto proprio nei più evoluti od abituati in materia come i ginecologi, massaggiatori e “dongiovanni”. ��Una ragione me la sono fatta. Lei che ne dice? Reputandomi però di gusto anche nell’illecito e nell’osceno, desidererei appunto il suo parere calmo e pacato perché temo certe volte di cadere nel cattivo gusto o, peggio, nel ridicolo. ��Mi risponderà che nella vita vi sono altri problemi, ma spero vorrà capire che per me proprio questi rientrano tra i maggiori; mi chiederà anche in quali occasioni sfoghi la mia mania e se sono poche, invece no sono moltissime: oltre ai rapporti intimi esistono i massaggi, le prove di vestiario in cui è facile avere presenti i commessi dato che non chiedono altro e che sotto i pantaloni è di rigore il non slip, il sole integrale in barca, piscine private, solarium, spiagge libere e naturalistiche, nonché le saune, le docce con getto violento, le nuotate nude con maschera sub al seguito, le camere d’albergo con certi camerierini deliziosi al petit-déjeuner, le visite mediche (le non gravi!), la presenza di qualcuno quando ci si veste, le foto da far vedere. ��Sono esperta sì o no? Quindi campo d’azione vasto e sfogo a volontà però, mi creda, sempre senza sfacciataggine e mai con volgarità. ��Tutto ciò mi creda ancora non mi porta al desiderio di un amplesso immediato, cioè non bramo le mani addosso dal commesso o dal massaggiatore, o il rapporto col bei ragazzo che mi scopre a gambe larghe tra gli scogli o con gli amici nuda sul motoscafo. ��No, il mio piacere, e può essere immenso, si arresta agli occhi degli altri ed al massimo a rilevare un gonfiamento di slip o di pantaloni.

    Impazzisco all’idea di essere guardata con avidità e ancor più se so che l’altro o gli altri pensano che il mio stato “scomposto” sia dovuto a distrazione; cioè la maxi eccitazione mi viene quasi dalla incredulità e stupore di chi mi guarda. Per esempio se esco dall’acqua con un capezzolo fuoruscente ed intuisco di essere apprezzata debbo correre in cabina a farmi masturbare da mio marito o, in mancanza, da sola.

    Pensi che l’anno scorso ho raggiunto l’orgasmo senza il minimo aiuto o tocco su una scogliera ad Ischia perché cinque ragazzi in barca, intuendo dei nudisti, sono scesi a terra e, prima increduli – come le dicevo – e poi stupiti, anche perché era presente mio marito, per la nostra naturalezza, si sono appollaiati ben vicini a guardarmi; bene a vedere quegli occhi fissi sulla mia determinata parte che sentivo aumentare di volume e vedere mio marito in “posizione eretta” e i cinque slip ben pieni ho “sentito” l’orgasmo forte come non mai nella mia vita. ��Come è finita? Con una masturbazione dei poverini eccitatissimi a cui, purtroppo per loro, non ho dato altro. ��Dirà che mi accontento di poco, ma per me è tanto! Quindi non sono una divoratrice di uomini ma una donna ultrafelicemente sposata da 15 anni con un marito evoluissimo che mi asseconda nei gusti e da cui, ne sono certa, trae anch’esso piacere. ��Naturalmente a molte mie esibizioni è presente e forse proprio per lui alcune finiscono in amore di gruppo o con finali più violenti che, dipendesse solo da me, avverrebbero molto di rado.

    L’ho “annoiata” terribilmente e chiudo in attesa serena del suo consiglio che mi sono ripromessa di seguire integralmente perché, ammesso che sia negativo, so già che mi restano altre possibilità specie con la moda di oggi. ��Non mi faccia aspettare troppo perché per me il caso è serio e perché non sarà certo una sua risposta veloce che eliminerà da parte mia l’acquisto di Men e soprattutto il piacere di seguire la sua interessante e deliziosa rubrica. ��La saluto caramente e grazie per la sperata pubblicazione che può anche manomettere se vuole ��Sua

    Anna Casati ��Roma, 31 agosto 1970

    ————-

    Il marchese scrive a una coppia di coniugi, dei quali la moglie si chiamava anch’essa Anna, residenti nell’Italia settentrionale, scovati tramite un giornale che riportava gli annunci di coppia cerca coppia, e ancora sconosciuti ai quali, si deduce da quanto scrive, ha già inviato delle foto di Anna e si ripromette di combinare un incontro a quattro il più presto possibile.

    L’incontro programmato non avvenne mai e, non appena i coniugi corrispondenti vennero a conoscenza del grande scandalo che era scoppiato sul caso Casati, si affrettarono a vendere a caro prezzo sia la lettera di Camillo che le foto della marchesa.
    �Cara Anna e…,

    Grazie per la risposta e per la foto. ��Purtroppo penso sarà difficile vederci prima della nostra partenza per il Sud dato che l’abbiamo anticipata e dato che, ora, Voi siete fuori città. ��Vorrà dire che se ne parlerà – la conoscenza fisica – ad una nostra scappata invernale o semmai a Sett. Ott. prossimi.

    Come Voi dite potremmo conoscerci per lettera; le foto delle nostre mogli hanno rotto il ghiaccio e possiamo parlarci piuttosto liberamente.

    Premetto che non amo scrivere a lungo ma, questa volta, faccio un’eccezione dato il caso e perché Voi me lo avete cortesemente chiesto. Dunque… siamo amanti delle sensazioni particolari, amiamo il sesso e più propriamente l’erotismo. ��Ci sarebbe da scrivere un romanzo date le varie sfumature dell’erotismo, che per ognuno ha mille e mille diverse sensazioni di piacere e anche di disgusto.�
    Proverò in breve a spiegarCi: Anna, mia moglie, è specialmente esibizionista. Vi è in lei una fortissima spinta a questa forma erotica che però non è sfacciata e diretta, ma, oserei dire, completamente casuale e fortemente nascosta all’apparenza. ��Insomma Anna – possedendo doti fisiche notevoli e direi anormali – ama farle vedere godendo al massimo dell’interesse e dello sguardo eccitato altrui. Questa è forse la forma più viva del suo erotismo. Per esempio adora che in bikini le esca qualcosa di proibito, che in albergo il cameriere la veda in trasparenza o con qualcosa fuori. Che al cinema la minigonna salga oltre il dovuto. Che un commesso di negozio sia presente alla prova di un indumento e così via per tante altre occasioni. ��Il tutto però sempre ben nascosto da distrazione e da disattenzione.

    Abbiamo un mucchio di foto che ella ama far vedere. Frequentiamo l’Isola del Levante tutti gli anni e le spiagge libere ove è possibile stare nudi. Amiamo i films erotici e naturalmente gli amori a più con donne o uomini anche singolarmente. ��Forse, nel cosiddetto fare all’amore, mia moglie è troppo egoista che ama talmente sentire e gustare se stessa che si isola nel proprio piacere e così tralascia di dedicarsi agli altri. Adora farsi fare dalle donne però con loro non è attiva. In sintesi a letto Anna potrebbe farsi amare da 10 persone contemporaneamente senza contraccambiare. ��In un certo senso approvo questa sua forma di egoismo perché trovo meravigliosa una donna che realmente sente e che non vuole distrarsi dal suo profondo godere. ��Purtroppo troppe donne fanno tante scene che il più delle volte sono completamente false ed eseguite per imbambolare il povero maschio credulone. Per cui tutto ciò che Anna chiede nell’amore è da lei realmente desiderato. ��Sopra di tutto, poi, ella mette l’autoeccitazione che si procura mentalmente nell’avere delle labbra veramente molto fuori del normale. Il nostro piacere al mare è soprattutto dovuto al piacere di lei di potere fare vedere questa specie di anormalità. Accludo una foto per testimoniare, ma la realtà a letto o alla sauna è ben maggiore. ��Quest’anno a Ischia, dopo una notte di baci di una nostra amica, le sue labbra avevano raggiunto un volume massimo e capendo che Anna, pur senza dire nulla, moriva dalla voglia di farle vedere, la portai su una scogliera deserta ove poteva benissimo stare nuda in attesa di un eventuale passaggio. Ad un certo punto sono arrivati 5 ragazzi (18-22 anni) un po’ habitués del posto data la presenza spesso di straniere nude; Anna – questa volta non aveva intenzione di camuffare il suo esibizionismo – si alza in piedi per accendersi una sigaretta e si ridistende sul materassino a gambe ben aperte; naturalmente i ragazzi si bloccano e, facendo finta di nulla, gironzolano attorno; poi si assicurano che non vi sarà reazione e si avvicinano a noi e guardano. Le labbra erano proprio enormi, quasi doppie del normale. Dopo 5 bei minuti Anna dice loro di non muoversi e di non toccarla e di limitarsi a guardarla perché così desiderava. Comincia a toccarsi prima con una mano poi con tutte e due e si fa una masturbazione di almeno un quarto d’ora e gode quando i ragazzi sono in piedi a toccarsi e a godere tutti insieme. Però non ha toccato alcuno né viceversa; questo può essere un difetto ma ognuno è fatto a modo suo.

    Quanto a me, eroticamente, va tutto bene e forse la preferenza è di fare l’amore con una donna e un uomo; non sono omosessuale, ma la presenza di un uomo non mi dispiace. Pensandoci bene ciò che preferisco è l’inizio – cioè il prima – di un amore di gruppo quando si comincia a toccare una camicetta od alzare una gonna o baciare un capezzolo. A proposito complimenti per il superbo seno di Anna ed Anna lo ha molto apprezzato.

    Unisco qualche altra foto e mi auguro di non avervi troppo annoiato. Ripeto che sono tutto tranne un grafomane. Scriveteci che ci farete piacere. Perché non darci il numero di telefono così che, se mai a Milano in Inverno, anche se isolati potremmo vederci una sera e conoscerei meglio. ��Caramente� �Cam.

    Carissimi approvo tutto il “romanzo” di Camillo. Spero di vedervi ad un certo punto e vedere di persona i capezzoli di Anna che – scusatemi la franchezza – saprei molto bene dove mettere e con che cosa accarezzare.

    Non lo immaginate?

    A presto

    Anna

    ————————

    Telefonata tra Anna e Ninì Fiumanò

    Anna: ��Ninì mi devi fare un grosso favore, nel pomeriggio io e Massimo dobbiamo andare a casa per incontrarci con Camillo e discutere con lui di certi nostri affari e io vorrei che tu ci accompagnassi, perché quando mi ha chiamata ieri sera mi è parso molto arrabbiato, ci ha minacciati di morte e io ho una gran paura. Non l’ho mai sentito così fuori dai gangheri!

    Ninì: ��Mi sembra che esageri, se vai da lui parlagli con calma e chiarezza, ma soprattutto cerca di non portarti dietro il giovanotto. Non è che non ti voglio fare compagnia, ma ritengo più opportuno che tu vada da sola, le faccende di famiglia vanno risolte in famiglia e non devono essere presenti estranei. Se invece non te la senti e sei troppo agitata, come mi pare di capire dalla tua voce, vieni prima da me e poi vedremo cosa fare. Due teste ragionano meglio di una, dopo magari potremmo chiamare insieme Camillo e gettare le basi per una vostra efficace e definitiva riconciliazione. Io devo tornare a Napoli, ma se tu mi assicuri di venire qui a casa mia posso rimandare la partenza, oppure se ti va mi potresti accompagnare e parlare con me durante il viaggio in treno.

    Anna: ��Ninì tu non capisci perché non sai, la faccenda è molto più complicata di quanto tu non possa immaginare, ti dirò, ti dirò in seguito e allora capirai perché devo andare subito e perché mi devo portare appresso il ragazzo. Io non sono innamorata di lui e non intendo scappare con lui, come pensa mio marito e come pensi tu, lui mi serve, mi serve per far ragionare Camillo. Allora se non vieni tu mi devi prestare la tua pistola.

    Ninì: ��A me pare che se c’è una che non ragiona quella sei tu. Lo vuoi capire che il giovane, innamorato o non innamorato, farebbe stranire tuo marito più di quanto non lo sia adesso? Quindi tieni bene a mente ciò che ti dico, io ti consiglio di venire subito a casa mia e di calmarti prima di qualsiasi confronto, potresti parlarne con Mariateresa. Ma se proprio vuoi andarci vai, ma vai da sola, poi fammi sapere, magari tu e tuo marito, dopo aver discusso fra voi, mi potreste telefonare e allora interverrò. Vedrai che tutto si risolverà per il meglio. Per quanto riguarda la pistola scordatela, la mia è una pistola d’ordinanza e non un giocattolo per spaventare la gente.

    Anna: ��Non c’è niente da fare, tu non sai, tu non capisci e io ora non ho tempo per spiegarti, vado troppo di corsa. Chi mi dice una cosa, chi un’altra. In questo momento non ci capisco più niente, ci penserò. Ci sentiremo più tardi.

    https://www.facebook.com/photo/?fbid=2894735293976742&set=a.848921701891455

  • Caso Forteto. Lettera di una ‘vittima dimenticata’

    Caso Forteto. Lettera di una ‘vittima dimenticata’

    Una toccante lettera in redazione: Mi chiamo Emanuele Bimonte, sono una delle vittime dimenticate del sistema Forteto. Ho denunciato alla fine del 2016 la mia vita di 20 anni all’interno del Forteto, e “grazie” alle promesse della consigliera regionale Stefania Saccardi, sono uscito, entrando a far parte di quel progetto chiamato “Oltre”, gestito da Artemisia e Sds Mugello.

    In questi mesi ci siamo lamentati perché all’interno del progetto ci sono 7 soci fondatori del forteto che di fatto, dopo essere stati 35 anni i nostri aguzzini, ci ritroviamo loro come “vittime” nel progetto. Non sono solo dei semplici utenti. Sono anche parte attiva che mette in difficoltà i ragazzi che ne fanno parte.

    Ci sono persone che al Forteto non hanno mai subíto nulla..se non favorì e privilegi. Altri ragazzi come me invece si trovano da quattro mesi nella difficoltà di abbandono totale. Il progetto ha una funzione precisa. Aiutare chi ne era entrato da minore, aiutarlo a fare il suo percorso. Prevede un aiuto su casa, utenze, lavoro e supporto psicologico. Attualmente mi trovo con in ordine di sfratto.

    Perché il progetto non fa nulla di questo da più di un anno? Siamo stati ingannati, dimenticati, sfruttati un’altra volta. È brutto ciò che sto per dire ma, se fossi rimasto al Forteto forse sarebbe stato meglio. Avrei rischiato meno. Noi non abbiamo mai scelto nulla della nostra vita. Siamo stati sempre merce di scambio per fondi.. progetti, dove vi era occasione di soldi pubblici.. ci hanno praticamente spremuto.

    È un incubo che si ripete. Noi abbiamo una vita sempre più rovinata. E altri invece privilegiati, da sempre. La dignità non è più un pilastro dì vita ma un optional.. Sono mesi che il progetto è sotto i riflettori anche per altre questioni (come quella della psicologa che aveva già effettuato una perizia prima dell’esplosione del caso). Adesso mi ritrovo quasi fuori casa senza nulla. Questa è l’Italia, questo è ciò che hanno fatto. Nulla di positivo. Anzi. Fino a che sarà così non cambieranno mai le cose. E noi rimaniamo sempre vittime. Di tutto e di tutti.

    https://www.okmugello.it/news/attualita/939469/mugello-caso-forteto-lettera-di-una-vittima-dimenticata?fbclid=IwAR3r2gU2oCJT6nTZJXbUOIGqrCoBO7Y5y3RI8HnGWBd8796CiBn8FK7N4-Q

  • Don Pascal Manca: in carcere per violenza sui minori/ “Li drogava e poi ne abusava”

    Don Pascal Manca: in carcere per violenza sui minori/ “Li drogava e poi ne abusava”

    E’ stato condannato a otto anni di carcere con le gravissime accuse di violenza sessuale su minori, don Pascal Manca, un sacerdote di 47 anni originario di Nuraminis, nella provincia di Sud Sardegna.

    La condanna è stata confermata in Cassazione, e dall’inchiesta è emerso l’agghiacciante modus operandi dello stesso prelato, che utilizzava i sonniferi, sciolti nelle bevande, per approfittare dei ragazzini.

    “Don Pascal – le motivazioni dei giudici come si legge su l’Unione Sarda – mischiava i pesanti sedativi nelle bibite che poi offriva ai ragazzi convocati nella casa parrocchiale per segrete riunioni: quando avevano sete per i minorenni non c’era mai acqua, ma soltanto bevande allungate a loro insaputa con sonnifero incolore e insapore”.

    Storie Italiane programma di Rai Uno, ha intervistato la madre di una delle vittime degli abusi: “Ci siamo accorti quasi subito di questa situazione, e già dal secondo incontro l’abbiamo portato in ospedale. Mio figlio tornava a casa completamente drogato dalla canonica”.

    DON PASCAL MANCA, “MIO FIGLIO AVEVA 13/14 ANNI…”

    La donna ha poi continuato: “Si incontrava con il prete per fare le ore di religione per ricevere i sacramenti. I ragazzini venivano adescati, invitati a pranzo, invitati a casa, avevano contatti frequenti con il sacerdote. Al momento dei fatti aveva 13/14 anni mio figlio, sono passati circa 4 anni. Noi lo mandavano con molta serenità in quanto ci fidavamo da lui”. Una volta che i ragazzini erano addormentati, il prete ne approfittava, abusandone. Non contento, mandava loro dei messaggi pornografici col tentativo di indurli a compiere degli atti sessuali. “L’ex parroco di Mandas e Villamar – hanno aggiunto a riguardo i giudici – era solito mandare messaggi a sfondo sessuale anche a numerosi adulti, era una sua pratica molto frequente”. “Quando ho visto che mio figlio non stava bene – ha proseguito il racconto la donna – ho immediatamente contattato il medico e la seconda volta siamo andati al pronto soccorso, dove però è stato rimandato a casa un po’ frettolosamente, nonostante lui stesse molto male. Gli abusi con mio figlio non si sono propriamente verificati in quanto, essendo molto grosso, la dose di sonniferi non riusciva ad addormentarlo completamente. I bambini coinvolti – ha aggiunto – sono tantissimi, il sacerdote cercava bimbi problematici o figli di famiglie problematiche. Al secondo incontro chiesi che mio figlio rimanesse poco con lui perchè avevamo già capito qualcosa, ma lui minimizzò la cosa”.

    Don Pascal Manca: in carcere per violenza sui minori/ “Li drogava e poi ne abusava”