Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Maglietta porno su Facebook, un prete rischia la sospensione

    Maglietta porno su Facebook, un prete rischia la sospensione

    L’abbigliamento poco apprezzato dalla diocesi di Stoccolma mette in difficoltà un sacerdote svedese

    Maglietta porno su Facebook, un prete rischia la sospensione Un prete dell’area di Stoccolma è stato richiamato per cattiva condotta dopo aver postato fotografie di Facebook che lo ritraevano con una maglietta inneggiante ad un famosissimo film porno svedese. Il richiamo, deciso a fine novembre dalla Diocesi di Stoccolma della Chiesa della Svezia, è stata determinato dall’abbigliamento scelto dal sacerdote, che conduceva un gruppo di giovani ragazzi al raduno ecumenico di Taizè, nella Francia centrale.

    MAGLIETTA PORNO – Nelle immagini allegate alla denuncia, presentata da un partecipante al viaggio pastorale, si vede il prete indossare una maglietta blu con la parola “Fäbodjäntan“scritta sopra lo slogan “Äkta svensk hårdporr“. In italiano la frase sta per il vero porno hardcore svedese, mentre Fäbodjäntan è il titolo di un famoso film erotico degli anni ’70, traducibile come donzella da stalla, diretto dal regista americano Joseph W. Sarno. Secondo la denuncia, il sacerdote indossava un abbigliamento “estremamente inappropriato per una persona che rappresenta la Chiesa della Svezia”. Dal 2006 la parrocchia dove lavora il sacerdote porno ha organizzato continui viaggi educativi verso il paesino francese che ospita la comunità di Taizè, un ordine monastico di Cristiani ecumenici fondato nel 1940. Il programma di viaggi è diretto dal prete accusato, e secondo il sito web della parrocchia, il viaggio serve per approfondire tematiche come la visione dell’uomo, le attitudini, i valori, le dinamiche di gruppo e la comunicazione. L’esposto alla Diocesi di Stoccolma si lamenta di come il sacerdote abbia postato l’immagine di sé stesso con la maglietta inneggiante al porno sul proprio profilo Facebook, con la spiegazione sotto la foto che diceva “Ogni anno vado a Taizè in Francia con adolescenti della mia parrocchia”.

    RELIGIONE DELLA MEGA SALSICCIA – Nella scena più famosa “Fäbodjäntan” si vede un utilizzo sessuale della famosa salsiccia gigante svedese, il falukorv. Prodotto nel 1978, il classico del porno svedese, tradotto all’estero con titoli quali La calda estate svedese o Vieni e suona il corno (blow the horn in inglese, con chiara allusione a blow job), si svolge in un paese inventato che rappresenta un’idilliaca immagine della campagna scandinava.Nel villaggio c’è un antico corno che, secondo la leggenda, era suonato dai Vichinghi che ritornavano a casa dopo il lungo viaggio, e segnalava alle donne del paese che i loro uomini stavano tornando a casa, e avevano voglia di fare sesso. Quando nel film i protagonisti maschili scoprono i poteri del corno, tutte le donne sono disponibili a fare sesso con loro.

    POSSIBILE SOSPENSIONE DAL SERVIZIO – Al sacerdote è stata notificato il richiamo ed ha tempo fino al 5 gennaio per esprimere la sua posizione, giustificando i motivi del suo compartamento. Il portavoce della diocesi di Stoccolma Annika Sjöqvist Platze ha spiegato come il prete, se sarà giudicato colpevole per la violazione delle regole della Chiesa, subirà possibili pene come non non poter più dire le messe, essere sospeso oppure ricevere un’ammonizione scritta. Il sacerdote non ha ancora preso posizione sulla vicenda.

  • DON DUILIO E LA VIOLENZA SESSUALE: INTERNET SI SPACCA, UN EVENTO IN SUA DIFESA

    DON DUILIO E LA VIOLENZA SESSUALE: INTERNET SI SPACCA, UN EVENTO IN SUA DIFESA

    TRASACCO – Parte dalla rete sociale di Facebook la difesa di don Duilio Testa, il sacerdote di 80 anni che ha patteggiato un anno e 40 giorni di reclusione dopo un’accusa per violenza sessuale su due donne immigrate.

    Una sostenitrice del prete, infatti, ha creato un “evento pubblico” per chiamare a raccolta tutti quelli che non credono alla sua colpevolezza. “Difendiamo Don Duilio dalle infamanti accuse ke gli sono state rivolte”, attacca la creatrice Sabrina.

    Non si tratta di una “pagina fan” a iscrizione volontaria, come quelle dedicate nel social network alla Juventus o agli U2 e così via, ma di un evento (fittizio in questo caso) che va da ieri, 9 novembre, fino al 30, evento a cui la promotrice ha invitato a partecipare i suoi amici virtuali, schierandosi in difesa di don Duilio.

    Di 662 inviti inviati, in 70 parteciperanno, e si possono identificare con quelli che si schierano dalla parte del sacerdote. Sono 33 invece quelli che hanno rifiutato di partecipare, probabilmente perché credono alla colpevolezza del parroco; infine, 11 gli incerti, e ben 548 persone devono ancora rispondere all’appello. Comunque anche qualsiasi altro iscritto a Facebook non invitato può decidere in qualsiasi momento da che parte stare.

    “Se ho meno della metà di un granello di fede – dice Alessandro, un altro sostenitore – lo devo a Lui, a Don Duilio. Trent’anni d’Africa, tra la desolazione e il nulla, a predicare Dio, a convertire gente, stregoni, rischiando quotidianamente la vita per quel Dio che sventoliamo con false moralità e perbenismo, a raccogliere il dolore degli ammalati all’ospedale, a portare la comunione dentro le case, a celebrare la messa dentro le case! Unico!”.

    Il caso, insomma, continua a dividere nettamente la popolazione del centro marsicano, e ora anche il popolo di Internet.

  • Diocesi di S. Diego (USA) vuole fallire per non pagare vittime di preti pedofili

    Diocesi di S. Diego (USA) vuole fallire per non pagare vittime di preti pedofili

    SAN DIEGO, 23feb07 – La diocesi statunitense di San Diego, in California, ha chiesto una protezione giuridica di fronte alla eventualità che venga dichiarata fallita.

    La diocesi, infatti, è coinvolta in 143 cause per abusi su minori da parte di propri sacerdoti. In caso di riconosciuta colpevolezza, la diocesi sarà chiamata a rifondere danni per svariati milioni di dollari, rischiando quindi il fallimento.

    Nella prossima settimana comincia l’esame delle prime cause e, in forza del Codice sui fallimenti (Federal Bankrupcy Code), la diocesi può intraprendere la via delle risoluzioni extragiudiziali delle singole cause.

    Tale via accorcierebbe i tempi per una risoluzione, con conseguenti risparmi sulle spese procedurali. La diocesi di San Diego è la quinta negli Stati Uniti che chiede di avvalersi di questa particolare protezione giuridica.

  • USA. Pedofilia, diocesi verserà 48 mln di $ a vittime

    USA. Pedofilia, diocesi verserà 48 mln di $ a vittime

    Stati Uniti: pedofilia, diocesi pronta a risarcire per 48 mln di dollari
    WASHINGTON – Quasi 50 milioni di dollari, 48 per la precisione, come risarcimento alle vittime di attenzioni sessuali da parte di alcuni sacerdoti pedofili: tanto si e’ detta pronta a versare la diocesi cattolica di Spokane, Washington. Lo ha comunicato un giudice di Reno, Nevada, incaricato di trovare una mediazione fra le parti lese e la diocesi, che altrimenti avrebbe rischiato la bancarotta. Si attende ora il parere del tribunale di Spokane, competente in materia.

    http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews….9D-F1E12B8EFEFC}

  • Don Bruno sarà sospeso o espulso dalla Chiesa

    Don Bruno sarà sospeso o espulso dalla Chiesa

    TERAMO.Mentre don Bruno Tancredi, 53 anni, il sacerdote giuliese arrestato dai carabinieri con l’accusa di atti sessuali su minori, attende in una cella d’isolamento del carcere di Castrogno che il Gip torni ad interrogarlo (la prima volta il religioso ha avuto un crollo emotivo e non ce l’ha fatta a rispondere), ma anche che i suoi legali chiedano per lui la detenzione domiciliare, la curia di Teramo tace.

    Il vescovo Vincenzo D’Addario preferisce non commentare un episodio che, comunque vada a finire la vicenda giudiziaria, è un duro colpo per la sua diocesi.

    Se don Tancredi non verrà scagionato dalle gravissime accuse che gli sono contestate, la Chiesa cattolica prenderà certamente provvedimenti nei suoi confronti. Il sacerdote rischia una sospensione “a divinis” (che può essere revocata) o la riduzione allo stato laicale (che è invece irrevocabile). La seconda soluzione è quella scelta da papa Giovanni Paolo II per i preti che, negli Stati Uniti, si sono macchiati di atti di pedofilia.
    C’è anche la possibilità che il sacerdote sotto accusa rimetta spontaneamente il suo mandato pastorale nelle mani del vescovo. Così fece ad esempio, nel 1987, don Angelo Lavalle, parroco di Fano Adriano, arrestato per una vicenda analoga. Lavalle venne poi condannato a due anni di reclusione. (d.v.)