Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Ischia

  • Ischia. Il vescovo è Claudio Maniago, protettore del prete pedofilo don Cantini

    Ischia. Il vescovo è Claudio Maniago, protettore del prete pedofilo don Cantini

    Claudio Maniago nuovo Vescovo di Ischia

    Fonti attendibili lo vogliono già in viaggio verso la nostra isola

    Parte dal web la notizia che la popolazione isolana tanto attendeva… sarebbe infatti stato individuato il successore di Padre Filippo Strofaldi al comando del clero isolano.
    Il nome che viene dato per certo (mancherebbe infatti solo la firma da parte del Santo Padre) è quello di Claudio Maniago, ausiliare di Firenze e noto alla cronaca per essere stato il vescovo più giovane d’Italia.
    Leggiamo dalla nostra fonte: “Manca solo l’approvazione del Papa. L’ausiliare di Firenze, Claudio Maniago, dovrebbe essere il nuovo vescovo di Ischia.

    Il presule, nativo del capoluogo toscano, nel 2007 è stato coinvolto nello scandalo di don Lelio Cantini, il parroco di Firenze che ha abusato sessualmente di alcune ragazze. Uscito pulito dall’oscura vicenda nonostante le accuse pesantissime di due dipendenti laici della Curia e di due sacerdoti di aver coperto la pedofilia di don Cantini, l’ausiliare di Firenze era stato persino indicato come partecipante a festini di carattere sessuale. Il presule toscano, 53 anni, allievo dell’Almo Collegio Capranica, ha conseguito la licenza in liturgia presso la Pontificia Università di Sant’Anselmo.

    Ordinato sacerdote nel 1984, quattro anni dopo diviene cerimoniere arcivescovile. Nel 2003 il beato Giovanni Paolo II lo nomina vescovo ausiliare di Firenze. Maniago ha da poco compiuto 44 anni. È il vescovo più giovane d’Italia. Riceve l’ordinazione episcopale dalle mani del cardinale Silvano Piovanelli. Attualmente è vicario dell’Arcidiocesi guidata dal 2008 dall’ex segretario generale della Cei Giuseppe Betori, elevato alla dignità cardinalizia da Benedetto XVI lo scorso febbraio.

    La Diocesi di Ischia attende il nuovo vescovo da quando, nel luglio scorso, mons. Filippo Strofaldi, 72 anni compiuti ad agosto, si è dimesso per gravi motivi di salute, così come previsto dal paragrafo due del numero 401 del Codice di Diritto Canonico. Come Amministratore diocesano, nell’attesa che il Papa nomini il suo successore, è stato eletto dal clero della diocesi isolana l’ottantaseienne mons. Giuseppe Regine, parroco di San Vito a Forio. Adesso, se il Papa vorrà, sarà Maniago a prendere il posto di Strofaldi.”

    Chi è Claudio Maniago
    Claudio Maniago (Firenze, 8 febbraio 1959) è un vescovo cattolico italiano. Dopo la maturità classica entra nel seminario maggiore, frequentando lo studio teologico fiorentino.
    Alunno dell’Almo collegio Capranica, ha conseguito la licenza in liturgia, presso la Pontificia Università di Sant’Anselmo. Il 19 aprile 1984 viene ordinato sacerdote. Dal 1987 al 1994 è rettore del seminario minore, direttore del centro diocesano per le vocazioni e membro del consiglio pastorale diocesano e assistente ecclesiastico del Serra Club.
    Nel 1988 diviene cerimoniere dell’arcivescovo di Firenze e incomincia ad insegnare Liturgia, presso la facoltà teologica dell’Italia centrale; nel 1991 è direttore dell’ufficio liturgico diocesano e membro della commissione ordinandi.
    Nel 1994 diviene pro-vicario generale dell’arcidiocesi metropolitana, moderatore della curia arcivescovile e canonico onorario della chiesa cattedrale di Firenze. Nel 2001 è vicario generale dell’arcidiocesi fiorentina. Il 18 luglio 2003 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo ausiliare di Firenze, assegnandogli la sede titolare di Satafi.
    L’8 settembre 2003, ad appena 44 anni, è consacrato vescovo dal cardinale Silvano Piovanelli ed è salutato dalla stampa come il vescovo più giovane d’Italia. Nel 2008 il nuovo arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori lo conferma vicario generale dell’arcidiocesi. A Firenze è stato al centro di polemiche, perché accusato (dalle vittime di don Cantini) di aver
    ignorato e tentato di insabbiare le vicende di pedofilia di don Lelio Cantini, padre spirituale dello stesso Maniago.
    Nel 2007 Maniago è stato inoltre accusato da un giovane di aver preso parte, insieme ad altri sacerdoti, a festini a luci rosse di carattere omosessuale, uscendone pulito.

    www.tgischia.it/wordpress/?p=37829

     

     

  • Sospeso dalla celebrazione dei sacramenti don Martin Parappilli

    Sospeso dalla celebrazione dei sacramenti don Martin Parappilli

    Sospeso dalla celebrazione dei sacramenti don Martin Parappilli
    Mallare – L’uomo è accusato di atti sessuali con minorenni
    domenica 29 aprile 2012 17:50

    Mallare – Rischia la riduzione allo stato laicale don Martin Parappillil, 45 anni, già sospeso dal servizio perché accusato di atti sessuali con minorenni. Nel corso delle indagini sono emersi due casi che lo stesso sacerdote indiano ha confessato agli inquirenti monregalesi.

    Per lui, nel frattempo, è stata decisa sospensione che è una pena prevista dal Codice di diritto canonico della Chiesa cattolica. In pratica sospende dalla celebrazione dei sacramenti. Un provvedimento che può adottare, se lo ritiene, valutati i fatti, il vescovo. Monsignor Luciano Pacomio, invece, non si è ancora pronunciato sulla riduzione allo stato laicale, sanzione disciplinare più grave: il sacerdote perde automaticamente i diritti della condizione clericale e non è più tenuto ai relativi obblighi.

  • Chiesa tedesca, Der Spiegel accusa: 7 preti pedofili nella diocesi di Treves

    Chiesa tedesca, Der Spiegel accusa: 7 preti pedofili nella diocesi di Treves

    Secondo lo Spiegel, ci sono almeno sette sacerdoti, ancora nelle loro funzioni. Di questi , uno, responsabile di un internato all’epoca dei fatti contestati,  aveva costretto un ragazzo ad avere relazioni sessuali, mentre a casa di altri due era stato rinvenuto materiale pedopornografico. Ma il caso più scioccante riguarderebbe un prete condannato, nel 1995, per ben 40 casi di abusi sessuali e che oggi celebra regolarmente messe, battesimi e matrimoni.

    Sono numerosi i cattolici che si sono dichiarati scioccati dalla tolleranza dell’arcivescovo Stephan Ackermann. A sei mesi di distanza dalla visita di Papa Benedetto XVI, in cui Josip Ratzinger aveva promesso pieno sostegno alle vittime della pedofilia ecclesiastica, le rivelazioni del settimanale tedesco rischiano di mandare in frantumi la credibilità della Chiesa in Germania.

    Secondo il governo tedesco, più di 20mila vittime di abusi sarebbero state ascoltate nelle audizioni concordate tra Chiesa e istituzioni pubbliche, a seguito della scoperta, nel 2009, di atti di pedofilia commessi dai sacerdoti in molte regioni. A causa dello scandalo, più di 180mila cattolici tedeschi hanno abbandonato la Chiesa già nel 2010.

    Eva Signorile

  • Belgio. Prete arrestato per pedofilia, Scandali senza fine

    Belgio. Prete arrestato per pedofilia, Scandali senza fine

    Pedofilia: nuovo caso in chiesa belga. Arrestato un sacerdote

    BRUXELLES, 29 DIC – Nuovo caso di pedofilia nella Chiesa in Belgio: l’ex parroco di Dinant (sud di Bruxelles) attualmente in pensione, e’ stato arrestato dopo che 10 vittime hanno denunciato abusi commessi tra il 1968 e il 2001.

    Secondo i media belgi, l’allora parroco di Dinant Marcel Colignon, avrebbe abusato di almeno 10 ragazzi tra i 13 e i 16 anni che frequentavano le attivita’ parrocchiali. Ma le vittime rischiano di essere molte di piu’, e la procura che indaga sul caso ha lanciato un appello perche’ vengano allo scoperto.

    ”Molti hanno paura di finire sulla stampa o si vergognano di raccontare i fatti”, ha detto il procuratore, dicendosi certo che vi sono altre vittime data l’ampio raggio temporale in cui si collocano gli abusi denunciati finora. Secondo il procuratore, il parroco aveva anche contattato alcune vittime per impedire loro di parlare.
    29 dicembre 2011 | 19:34

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-euro…erdote-1066319/

     

  • Presunti abusi sessuali di un sacerdote, i ragazzi pronti a depositare le denunce alla magistratura

    Presunti abusi sessuali di un sacerdote, i ragazzi pronti a depositare le denunce alla magistratura

    La curia perugina: «Nostre indagini avviate da tempo» Scritto il 09/11/11

    Presunti abusi sessuali di un sacerdote, i ragazzi pronti a depositare le denunce alla magistratura

    di Francesca Marruco

    E’ questione di giorni. Poi le denunce dei ragazzi che hanno raccontato alla trasmissione «Le Iene» di essere stati abusati da un prete perugino mentre erano ospiti della sua comunità, saranno presentate alla magistratura. E allora, forse, si farà piena luce su una vicenda torbida e nebulosa che stenta ad emergere pienamente.

    I racconti dei ragazzi in tv Una vicenda delicatissima, che secondo le presunte vittime, parla di abusi su ragazzi bisognosi, ragazzi da recuperare, ragazzi la cui esistenza dipendeva da una parola del sacerdote. Ragazzi la cui permanenza in Italia, in una comunità e non in un carcere, dipendeva da un sì o un no del sacerdote. Una storia che rischia di esplodere, o di implodere, a seconda di come andranno le cose.

    Ufficiale e ufficioso Per ora, di ufficiale oltre alla commissione aperta dalla Curia il 24 ottobre scorso in seguito alla prima delle due puntate che la trasmissione «Le Iene» ha fatto sull’argomento, non c’è nient’altro. Ci sono accuse, gridate a gran voce da una volontaria che non si è mai data per vinta e ha lottato per far emergere questa storia. E accuse sussurrate di spalle, forse per la vergogna, alle telecamere della trasmissione di Italia Uno dai ragazzi che dicono di essere stati abusati.

    La lettera di maggio 2010 A sentir loro in quelle comunità in cui dovevano essere tutelati e aiutati, sarebbero successe delle cose terribili. Di cui erano a conoscenza tutti coloro che vi soggiornavano. E anche in Curia a Perugia. E anzi, secondo una lettera pubblicata mercoledì da La Nazione, la Curia sapeva già dal maggio del 2010. E già da quel periodo aveva assicurato che avrebbe svolto delle indagini. Dunque delle due l’una: o nessun abuso si è verificato, dunque è tutto infondato, o nessuno ha indagato.

    La Curia: solo voci di scarsa consistenza «Quanto è stato pubblicato oggi (mercoledì, ndr) da un quotidiano locale riguardo alla vicenda dei “presunti abusi di un sacerdote perugino ai danni di alcuni giovani” – scrive la Curia perugina in una nota – non fa altro che confermare ciò che lo stesso arcivescovo, monsignor Gualtiero Bassetti, ebbe a dichiarare alla signora Claudia Stefanelli, presentatasi in arcivescovado con una telecamera nascosta (le cui riprese sono state diffuse lo scorso 15 ottobre dalla trasmissione «Le Iene» di Italia 1). In quell’occasione, il presule comunicò di essersi recato di persona negli ambienti diocesani frequentati dal sacerdote accusato, ma di non aver rilevato nulla che potesse essere collegato a tali segnalazioni. La Chiesa perugina, pertanto, si è mossa da tempo, in maniera riservata, ma documentabile. Del resto, la lettera dell’allora delegato ad omnia monsignor Pietro Ortica (datata 18 maggio 2010) confermava la volontà di fare chiarezza sulla vicenda. Nel costituire la Commissione diocesana di indagine, la Curia si è voluta dotare di uno strumento ulteriore per approfondire la vicenda e conoscerne al più presto la verità. E’ desiderio di tutti che si stabilisca un clima sereno nella nostra comunità diocesana, necessario al proficuo prosieguo del lavoro della stessa Commissione di indagine, lavoro che riteniamo estremamente importante. Facciamo notare che, allo stato attuale delle cose, la Curia perugina non ha ricevuto altro che voci di scarsa consistenza e senza alcuna prova, se non quelle anonime e indirette raccolte da alcuni media».

    Il sacerdote lontano dai suoi parrocchiani Il sacerdote dal canto suo è sparito dalla circolazione, al suo posto nelle sue parrocchie è arrivato un sostituto. Lui si troverebbe in un luogo protetto, lontano da tutti, con il telefono spento. Si dice sia in Perù. Deciso a non avere contatti con nessuno. Tranne che con i suoi parrocchiani che lo difendono a spada tratta. E chiedono che si parli delle tante opere buone che ha fatto. Alcuni di loro pensano anche ad una fiaccolata in sua difesa. Perché «quello che hanno detto in televisione non sono che falsità».

    http://www.umbria24.it/presunti-abusi-sess…tura/67788.html

  • Kansas, prete accusato per detenzione di materiale pedopornografico

    Kansas, prete accusato per detenzione di materiale pedopornografico

    Un prete cattolico, Shawn Francis Ratigan, è stato accusato di detenzione e produzione di materiale pedopornografico, nei locali della sua stessa chiesa nella Clay County, in Kansas. A scoprire le immagini compromettenti nel suo pc, proprio membri della Chiesa, che poi l’avrebbero denunciato. Secondo gli inquirenti, il sacerdote avrebbe avuto incontri con bambine dal giugno del 2005 fino alla domenica di pasqua di quest’anno, quando è stato scoperto. Almeno in tre casi ciò sarebbe accaduto dentro la chiesa, riporta tra l’altro il Kansas City Star.
    Ratigan rischia almeno 15 anni di carcere se sarà provata l’accusa di produzione delle immagini incriminate. Dal canto suo la diocesi di Kansas City, tramite il portavoce Rebecca Summers, ha fatto sapere che continuerà a cooperare con la giustizia. La stessa diocesi aveva già pagato circa 10 milioni di dollari per risarcire più di 40 vittime di abusi da parte di preti pedofili.

    Luciano Vanciu

    http://www.uaar.it/news/2011/08/10/kansas-…dopornografico/

    Federal child-porn charges filed against priest Shawn Ratigan
    By MARK MORRIS and GLENN E. RICE
    The Kansas City Star

    Read more: http://www.kansascity.com/2011/08/09/30678…l#ixzz1UcLvVkiY

    A Roman Catholic priest took pornographic pictures of children on church property, including in a choir loft, a federal grand jury alleged Tuesday.

    The most recent incident allegedly happened Easter Sunday, more than four months after church officials first learned of lewd photographs on the Rev. Shawn Francis Ratigan’s computer and nearly a month before they turned him in to police.

    Ratigan, 45, already faces three counts of possession of child pornography in Clay County. The federal charges — 13 counts of possession, producing and attempting to produce child pornography — are much more serious and could lead to mandatory-minimum sentences of 15 years in prison if he is convicted on the production counts.

    The indictment lists five girls as victims, ranging in age from 2 to 12 years old.

    U.S. Attorney Beth Phillips said the charges were the consequences for Ratigan’s profound betrayal of the children he was ordained to serve.

    “When a person who has been placed in a position of trust exploits and victimizes children, he victimizes the entire community,” Phillips said. “The indictment today sends a strong message that this type of behavior will not be tolerated.”

    Rebecca Summers, spokeswoman for the Catholic Diocese of Kansas City-St. Joseph, released a written statement that said, “The diocese expresses its profound concern for anyone who may have been harmed by Shawn Ratigan. At the same time, the diocese recognizes the special responsibility of our justice system in matters of this nature.”

    Summers also said the diocese continues to cooperate with law enforcement.

    Ratigan’s lawyer, P.J. O’Connor, had no comment.

    The new charges allege a series of abusive encounters with five girls beginning in June 2005, a year and one week after Ratigan’s ordination, and ending on Easter Sunday.

    At least three of those encounters occurred on church property.

    In May 2006, Ratigan purportedly took pornographic pictures of a 2-year-old girl’s vagina and pubic area at the St. Joseph Catholic Church in Easton, Mo. One such session allegedly occurred in the church’s choir loft.

    Three years later, Ratigan took at least 40 close-up shots of the girl’s shorts, underneath her skirt, while on the steps of the Easton church, the indictment alleged.

    Church authorities seized Ratigan’s computer on Dec. 16. The next day, he attempted suicide after writing a remorseful note. After Ratigan’s release from medical and psychiatric treatment, his superiors assigned him to the Vincentian Mission House in Independence.

    There, on Easter Sunday, April 24, he allegedly took surreptitious and close-up crotch photos of a 12-year-old girl’s shorts, the indictment alleged.

    That incident occurred just weeks after Bishop Robert Finn had confronted Ratigan about his contact with minors at a St. Patrick’s Day parade and at a child’s birthday party.

    Lawyer Rebecca Randles, who attended a news conference in which the grand jury indictment was announced, said that the most recent allegation of abuse “makes my stomach turn” because church officials already had removed Ratigan from a Kansas City church because of questions about his behavior around children.

    Randles already has filed a suit against the church related to the Ratigan case.

    The indictment also alleged that the Easter incident was not Ratigan’s first contact with that victim. Six years before, when the girl was 6 years old, he had taken photos of the girl’s vagina and pubic area, the indictment alleged.

    Prosecutors alleged that Ratigan took or attempted to take pornographic pictures of a 5-year-old victim in the fall of 2007 and the spring of 2008. During the second incident, he purportedly tried to expose her by pulling her pants down as she slept.

    In June 2009, Ratigan allegedly took close-up photos of a 7-year-old girl’s crotch as she wore a bathing suit.

    And between August 2008 and September 2009, he pulled down the pants of another sleeping girl, who turned 9 during that period, to take pornographic photographs, the indictment alleged.

    The indictment does not specify where some of the incidents occurred.

    State authorities charged Ratigan in May after church officials turned over images of children they had discovered on his computer.

    According to state court records, the pictures allegedly included so-called “up-skirt” photos of girls under the age of 12 and a nude photo of a girl that focused on her genitals.

    After searching CDs and an external hard drive belonging to Ratigan, police found what they alleged were “14 different images of child pornography of a 3-4 year old female” and four other images of child porn.

    Investigators also seized a computer that Ratigan used while working in St. Joseph.

    The furor surrounding Ratigan’s arrest has wounded both local Catholics and the diocese, which three years ago paid $10 million to settle lawsuits filed by more than 40 victims of clergy sexual abuse.

    Matthew Copple of Gladstone, whose child attends St. Patrick School, said he was sick about the charges, but not surprised.

    “I don’t know what more you can do,” Copple said. “I really hope the diocese really learns a lesson from this.”

    Finn acknowledged last spring that in 2010 a diocesan school principal complained about Ratigan’s conduct around children, and that church officials knew about the computer images months before they handed them over to authorities.

    Finn has said he did not read the principal’s complaints until after Ratigan had been charged in Clay County in May. And when the diocese learned about the computer images in December, its lawyers advised that they did not “constitute child pornography, as they did not depict sexual conduct or contact,” Finn said in a statement in May.

    In June the diocese announced that it was removing Monsignor Robert Murphy from his role in overseeing sexual-abuse allegations against priests after he came under fire for his handling of questions about Ratigan.

    Finn hired former U.S. Attorney Todd Graves to investigate how the diocese handled the issue. Graves’ report is expected soon.

    And earlier this month, the National Catholic Reporter quoted the diocese as saying it was delaying a capital campaign “in light of the current challenge.”

    According to the newspaper, which is based in Kansas City, the diocese had asked priests whether the fundraising campaign should continue since the Ratigan case “came to the forefront of our attention.” Of the priests that responded, 75 percent recommended a delay, the paper reported.

    Following his ordination in 2004, Ratigan served as associate pastor at St. Thomas More Catholic Church in Kansas City from June 2004 to June 2005. He then worked as parochial administrator with a dual assignment to St. Mary Catholic Church in St. Joseph and at St. Joseph in Easton, Mo., from July 2005 to June 2009. He was pastor of St. Patrick Catholic Church in Kansas City from July 2009 to December 2010.

    To reach Mark Morris, call 816-234-4310 or send email to mmorris@kcstar.com. To contact Glenn E. Rice, call 816-234-4341 or send email to grice@kcstar.com.

    Read more: http://www.kansascity.com/2011/08/09/30678…l#ixzz1UcLtfxFl

  • Attentato a Betori: le indagini portano alla luce accuse di pedofilia

    Attentato a Betori: le indagini portano alla luce accuse di pedofilia

    A cinque mesi dall’attentato al cardinale Giuseppe Betori, Panorama riapre il caso, con un’inchiesta pubblicata nel numero in edicola da domani. Il 4 novembre scorso un uomo, con il volto semicoperto entrato nel cortile della Curia di Firenze, punta la pistola alla testa dell’arcivescovo e ferisce all’addome il segretario, don Paolo Brogi.

    Per la squadra mobile e la pm Giuseppina Mione, che si appresta a chiudere le indagini, l’attentatore è Elso Baschini, un pregiudicato di 73 anni. Ma Mohamed Kahoul Toufik, il testimone che accusa Baschini, ora racconta a Panorama che mesi prima dell’agguato a Betori l’attentatore gli avrebbe mostrato 20 mila euro per convincerlo a collaborare con lui. Soldi che, secondo il marocchino, potrebbero essere stati dati a Baschini come anticipo per una missione ai danni della Curia.

    Nel frattempo le indagini hanno portato alla luce un’altra vicenda che appare totalmente estranea all’attentato ma che rischia di far tremare la Curia. Don Daniele Rialti, giudice del tribunale ecclesiastico diocesano e sacerdote dell’Opera Madonnina del Grappa (un’istituzione caritativa a favore dei bambini, molto nota a Firenze), è accusato di pedofilia da un parroco e da gruppo di fedeli.

    Le accuse risalgono a tre anni fa e a quel tempo l’arcivescovo Betori, sentito don Rialti, si è limitato a trasferirlo in un’altra parrocchia a 20 chilometri di distanza. Le accuse a don Rialti però sono state confermate da alcuni testimoni intervistati da Panorama che, nelle scorse settimane, sono stati ascoltati dalla polizia in relazione all’attentato.

    http://archivio.panorama.it/italia/Attentato-a-Betori-le-indagini-portano-alla-luce-accuse-di-pedofilia

  • Ischia. Inveisce durante processione: “Preti pedofili, vergognatevi”. Denunciato, Portato in caserma come un criminale

    Ischia. Inveisce durante processione: “Preti pedofili, vergognatevi”. Denunciato, Portato in caserma come un criminale

    Ischia, 48enne inveisce contro processione: “Preti pedofili, vergognatevi”
    Martedì 14 Giugno 2011 14:54 di giancarlo bottone

    Ieri, 13 giugno, si è festeggiato uno dei santi più venerati al mondo, Sant’Antonio da Padova, santo talmente noto da essere il patrono del Portogallo, del Brasile e di numerosissime città italiane. Molte sono le processioni a lui dedicate, e così è stato anche sull’isola di Ischia, nel golfo di Napoli.

    Ma l’evento religioso è stato turbato da un episodio che ha suscitato lo stupore e incredulità delle numerose persone presenti. Erano le 19.00 quando il corteo, che in quel momento si trovava a Casamicciola Terme, comune ischitano, è stato bloccato all’altezza del noto negozio “Ceramiche Mennella” da un uomo di 48 anni che ha incominciato a urlare:<<preti pedofili, vergognatevi>>. L’ischitano era a bordo del suo motociclo, e a quanto pare si era fermato appositamente nell’attesa di comunicare il suo “astio” nei confronti dei frati e dei sacerdoti che guidavano la processione. <<pedofili, preti pedofili, dove andate?>> ha continuato con crescente rabbia il 48enne, causando pochi risolini imbarazzati e tanto sgomento nei volti dei credenti, a maggior ragione in quelli dei sacerdoti. Mentre l’uomo continuava nella sua invettiva, il comandante dei vigili, Gelsomino Sirabella, intervenuto per fermare il traffico causato dalla processione, si è reso conto di ciò che stava accadendo e ha chiesto l’intervento dei Carabinieri che, a bordo di motociclette, hanno inseguito e fermato l’uomo, che nel frattempo stava cercando di fuggire. Il 48enne, dopo l’identificazione, è stato portato in caserma e denunciato dai carabinieri diretti dal capitano Andrea Zapparoli per “turbamento di funzioni religiose del culto cattolico”.
    Al di là dell’episodio quanto mai curioso e della giustificabile reazione di turbamento di fronte a tanta irruenza da parte delle persone e dei sacerdoti presenti alla processione, c’è da valutare un dato oggettivo, ossia che negli ultimi mesi c’è stata una vera e propria epidemia di scandali che avevano come oggetto proprio la denuncia degli abusi sessuali su minori commessi dagli uomini di chiesa. L’argomento è stato oggetto anche di un recente studio commissionato dalla Conferenza episcopale statunitense al “John Jay College of Criminal Justice” di New York col fine di cercare le cause degli abusi sessuali sui minori da parte dei preti cattolici negli Stati Uniti dal 1950 al 2010. I risultati di tale studio indicano che le cause non sono da ricercare nei cosiddetti “luoghi comuni” sulla pedofilia nella Chiesa, come il celibato o la tendenza omosessuale di alcuni preti: secondo i ricercatori infatti i preti che hanno commesso abusi sono generalmente quelli che hanno ricevuto una scarsa “formazione umana” durante il seminario, a cui mancavano legami stabili, o che erano cresciuti in famiglie ”dove si era parlato poco, o in termini esclusivamente negativi, del sesso”. Dunque sembra che un prete che compia abusi non si distingua poi così marcatamente da un “normale abusatore”: forse è questo il motivo per cui è difficile individuare preventivamente i potenziali molestatori nella Chiesa, motivo che si aggiunge allo status di fiducia di cui di solito godono. Una fiducia, in alcuni casi, che appare quanto mai malriposta, come ha animatamente sottolineato il 48enne ischitano.

  • Processione, urla “preti pedofili” Un denunciato a Ischia

    Processione, urla “preti pedofili” Un denunciato a Ischia

    Processione, urla “preti pedofili” Un denunciato a Ischia

    ISCHIA. «Preti pedofili, vergognatevi»: è la frase che un ischitano di 48 anni ha urlato contro frati e sacerdoti durante la processione di Sant’Antonio da Padova che si stava svolgendo ieri sera ad Ischia Porto. Per questo è stato denunciato. L’uomo si trovava a bordo del suo motociclo e si è fermato attendendo il passaggio della processione in onore di Sant’Antonio da Padova. All’improvviso, alla vista di frati e sacerdoti, ha urlato «Preti pedofili, vergognatevi». Immediatamente è stato fermato dai carabinieri presenti e portato in caserma. Dopo essere stato identificato è stato denunciato dai carabinieri diretti dal capitano Andrea Zapparoli per turbamento di funzioni religiose del culto cattolico.

  • “Il sesso orale guarirà la tua omosessualità, grazie alle mie preghiere”

    “Il sesso orale guarirà la tua omosessualità, grazie alle mie preghiere”

     

    23 marzo 2011

    Un pastore americano fermato per molestie su giovani vittime anche minorenni

    Un giovane pastore dell’Iowa voleva convincere i ragazzi a liberarsi delle loro tendenze omosessuali con un metodo particolare: molestandoli. Gli abusi sessuali sarebbero serviti per fargli raggiungere la purezza di fronte agli occhi del Signore. Le vittime delle violenze compiute da Brent Girouex sono stata almeno sei. Il pastore trentunenne ha confessato alla polizia i suoi reati e ora rischia una pena molto pesante.

    MOLESTIE PER PURIFICARE – Brent Girouex risiede a Council Bluffs, nello Stato dell’Iowa, e lavora come assistente spirituale per i giovani nella chiesa evangelica Victory Fellowship Church. Le accuse nei suoi confronti riguardano in particolare le molestie subite da un ragazzo, che sarebbe stato abusato sessualmente ripetutamente da quando aveva quattordici anni, come riferito dalla televisione locale KETV. In Iowa l’età minima per un rapporto consenziente è di sedici anni. Il caso è stato scoperto un mese fa circa, quando quattro giovani uomini hanno informato la direzione della Chiesa a proposito delle violenze sessuali subite da loro e che coivolgevano Brent Girouex. Il pastore è stato spinto allora a presentarsi alla polizia per autodenunciarsi. Girouex ha amesso di aver compiuto molestie, ma ha spiegato che tramite il sesso orale voleva curare i ragazzi che soffrivano di omosessualità. Secondo l’accusa voleva far raggiungere la purezza sessuale alle sue vittime. Nei verbali è presente questa dichiarazione: “Quando eiaculano, scompaiono anche i cattivi pensieri dalla loro mente”. Ha inoltre messo di aver pregato in continuazione durante gli atti sessuali che praticava sulle sue giovani vittime.

    VITTIME NUMEROSE – La cura non è però arrivata la prima volta, e allora le molestie sessuali sono proseguite. La sua prima vittima è stata abusata sessualmente tra le venticinque e le cinquanta volte secondo il pastore, mentre il ragazzo, che ora è diventato maggiorenne, ha parlato di un centinaio di incontri. Il giovane pastore avrebbe inoltre affermato che le sue vittime avevano acconsentito agli atti sessuali. I ragazzi molestati sarebbero almeno sei, anche se le autorità sostengono che data la natura del caso le violenze potrebbero essere state molto più numerose. Secondo le carte della procura Girouex avrebbe cercato di curare sessualmente anche gli adulti, per esempio un uomo di ventitre anni che aveva problemi con la propria compagna e si era rivolta al giovane sacerdote per un aiuto. Il pastore gli avrebbe tirato giù i calzoni iniziando a toccargli le parti intime, sempre per raggiungere la purezza sessuale. In questo momento Girouex è stato liberato pagando una cauzione di oltre 30 mila dollari, ma rischia una pena severa dato che potrebbe ricevere cinque anni di prigione per vittima.

    http://www.giornalettismo.com/archives/118…-mie-preghiere/

    Prete molesta ragazzi: “Con sesso orale non sarete più gay”

    NEW YORK – Ennesimo caso di molestie sessuali da parte di un prete a dei ragazzi americani: è successo a Des Moines, città dello Iowa.

    Sesso orale – “Con il sesso orale guarirete dall’omosessualità: io pregherò per voi”. Erano queste le parole con cui Brent Girouex riusciva i ragazzi della chiesa evangelica Victory Fellowship Church a farsi molestare. Le vittime degli abusi di Girouex sono almeno sei e lo stesso pastore ha confessato tutto alla polizia, per poi essere liberato su pagamento di una cauzione di 30 mila euro. Rischia comunque 5 anni di carcere per ogni vittima. Secondo quanto emerso dagli interrogatori, Girouex avrebbe tentato lo stesso approccio “curativo” anche con gli adulti.