Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Ischia

  • Prete accusato di abusi sessuali: “Non riesce a controllarsi, colpa dei farmaci”

    Prete accusato di abusi sessuali: “Non riesce a controllarsi, colpa dei farmaci”

    “Don Pascal Manca è seminfermo di mente”: lo sostiene una perizia psichiatrica.

    L’ex parroco di Mandas e Villamar (Sud Sardegna) è sotto accusa per i presunti abusi sessuali su alcuni ragazzini. Stando alla ricostruzione del pubblico ministero Liliana Ledda, l’uomo di Chiesa avrebbe approfittato sessualmente di cinque ragazzini minorenni che frequentavano le parrocchie dei due paesi del medio campidano. Un adolescente, in particolare, ha raccontato agli inquirenti di essere stato drogato dal prete, il quale gli avrebbe offerto succhi di frutta mischiati a psicofarmaci per poter poi abusare di lui.

    Il prete, scrive oggi l’Unione Sarda, soffrirebbe di un “disturbo del controllo degli impulsi” con una “ipersessualità indotta da farmaci” (assunti per curare il Parkinson).

    Gli psichiatri incaricati di valutare la capacità di intendere e di volere di Don Pascal Manca hanno depositato ieri l’esito dei loro approfondimenti.

    Tuttavia, come scrivono da anni i giornali locali, negli atti dell’inchiesta ci sarebbe la prova che don Pascal Manca metteva le mani addosso ai ragazzini della sua parrocchia anche prima del 2012, quando gli è stato diagnosticato il morbo di Parkinson, un morbo degenerativo che secondo la letteratura medica induce in molti casi, legati anche all’uso di farmaci, una crescita abnorme della libido e apre la strada a comportamenti come quelli che il pm Liliana Ledda contesta al sacerdote.

    http://www.today.it/rassegna/don-pascal-manca-abusi-sessuali.html

  • Pedofilia, polizia australiana  in Vaticano per ascoltare  il cardinale George Pell (VIDEO)

    Pedofilia, polizia australiana in Vaticano per ascoltare il cardinale George Pell (VIDEO)

    La polizia australiana è stata a Roma nei giorni passati per interrogare il cardinale George Pell, prefetto vaticano per l’Economia che rischia l’incriminazione formale nel suo Paese, l’Australia, per abusi sessuali su minori in seguito a due denunce

    La polizia australiana è stata a Roma nei giorni passati per interrogare il cardinale George Pell, prefetto vaticano per l’Economia che rischia l’incriminazione formale nel suo Paese, l’Australia, per abusi sessuali su minori in seguito a due denunce presentate da ex studenti che riguardano fatti accaduti, secondo il loro resoconto, dagli anni ‘70 agli anni ‘80, quando l’attuale porporato occupava posti di rilievo nelle diocesi di Melbourne e Ballarat, sua città natale. Gli investigatori hanno confermato di essere volati a Roma la scorsa settimana per ascoltare Pell, il quale avrebbe respinto di nuovo le accuse mosse nei suoi confronti.

    Quadro sconcertante

    Pell era già stato ascoltato a marzo in videoconferenza dalla «Royal Commission» governativa australiana, una sorta di commissione d’inchiesta dell’esecutivo che lo aveva chiamato a rispondere ad accuse mosse che lo braccano da anni e che lui ha sempre negato con sdegno: in sostanza, di avere coperto sacerdoti responsabili di abusi, permettendo che fossero trasferiti da una parrocchia all’altra, e di aver insabbiato gli scandali per evitare risarcimenti. Un quadro sconcertante: agli atti ci sono 53 denunce per abusi su minori commessi soprattutto negli Anni Settanta, 281 sacerdoti coinvolti, la congregazione dei «Christian Brothers» costretta a pagare 37,5 milioni di dollari di risarcimenti.

    http://www.corriere.it/cronache/16_ottobre_26/pedofilia-polizia-australiana-vaticano-ascoltare-cardinale-george-pell-b8118af8-9b2a-11e6-92af-45665cb81731.shtml

  • Pedofilia in Liguria, quando la Chiesa fa perdere la fede

    Pedofilia in Liguria, quando la Chiesa fa perdere la fede

    Un sacerdote di Albenga che dice ai magistrati di Savona: “Devo riferire che il vescovo (non parliamo di Guglielmo Borghetti, ndr) pagava sistematicamente per avere prestazioni sessuali nel suo studio; che io sappia si tratta di maggiorenni, i quali in cambio della prestazione sessuale ottengono soldi; sono soggetti che vanno per un aiuto, e poi subiscono la pesante induzione del vescovo”.

    Non solo. La testimonianza sostiene anche che “il fatto che un prete  avesse rapporti sessuali con minori era di dominio pubblico e purtroppo i vertici della chiesa locale (Savona, ndr) tacquero”. Il riferimento è a passati vescovi che hanno fatto brillantissime carriere.

    E’ tutto riportato sul Fatto Quotidiano di oggi.

    Ormai sono anni che la chiesa ligure, soprattutto nel Ponente, è toccata da scandali (soprattutto di pedofilia, ma non solo). Valutate voi se le risposte siano state adeguate “Albenga refugium peccatorum dei preti pedofili”

    Una corruzione che ha, prima di tutto, devastato la vita di tanti minori.

    Che ha intaccato forse irrimediabilmente la fiducia nella Chiesa ligure.

    Ma forse non solo. Per chi è cresciuto in un ambiente cattolico, vedere la Chiesa coinvolta in tanti scandali può portare a mettere in discussione perfino la fede. Certo, la Chiesa va distinta dai suoi rappresentanti – più o meno degni. Certo, persino fede e Chiesa vanno tenuti distinti.

    Ma una cosa è la razionalità, altra la fede, che è anche sentimento, abbandono. E perciò rischia di perdersi di fronte agli scandali di chi dovrebbe essere un ministro, un tramite tra noi e… Dio.

  • Prete a processo per abusi sessuali

    Prete a processo per abusi sessuali

    Da domani alla sbarra un 65enne domiciliato nel Luganese, accusato di gravi atti su una minorenne.

    Inizierà domani mattina a Lugano e si terrà a porte chiuse il processo a carico del 65enne sacerdote in pensione arrestato nel settembre scorso con l’accusa di atti sessuali su fanciulli.

    L’uomo, che ha già parzialmente ammesso i fatti, era stato accusato dalla 29enne arrestata per aver sparato con delle pistole soft air, insieme al suo compagno 51enne, contro alcuni esercizi pubblici di Lugano e per aver aggredito brutalmente un 64enne che stava tornando in motorino alla sua casa di Purasca.

    Durante gli interrogatori della 29enne era emerso che quando era ancora minorenne era stata vittima di abusi da parte del prete, che allora era attivo nel Locarnese. La procuratrice pubblica Chiara Borelli aveva quindi chiesto l’arresto del sacerdote, che nel frattempo era stato posto al beneficio della pensione anticipata.

    Il 65enne deve ora rispondere di coazione sessuale ripetuta, violenza carnale, atti sessuali con una fanciulla e favoreggiamento. Rischia una condanna a 5 anni di detenzione. La corte sarà presieduta dalla giudice Rosa Item, che dovrebbe decidere la sentenza entro venerdì.

    http://www.ticinonews.ch/ticino/302737/prete-a-processo-per-abusi-sessuali

  • Sesso con un 16enne, ex parroco di Milano condannato. Rischia un nuovo processo

    Sesso con un 16enne, ex parroco di Milano condannato. Rischia un nuovo processo

    Il ragazzo tentò il suicidio. Un anno e 10 mesi per don Lesmo; 4 anni e 6 mesi all’ex responsabile di un centro ricreativo. Cade l’accusa di aver violato i doveri di un ministro di culto. Ma c’è l’ipotesi di induzione alla prostituzione

    E’ stato condannato a 1 anno e 10 mesi, a fronte di una richiesta della Procura di 3 anni e 4 mesi, don Alberto Paolo Lesmo, l’ex parroco della chiesa di S.Marcellina ed ex decano di Milano-Baggio, accusato di prostituzione minorile per avere avuto rapporti sessuali a pagamento con un adolescente tossicodipendente, che usava i soldi ricevuti per comprare cocaina.

    Il gup di Milano Gennaro Mastrangelo, al termine del processo con rito abbreviato, ha escluso due aggravanti che erano state contestate al religioso, tra cui quella di aver commesso il fatto con violazione dei doveri inerenti alla qualità di ministro di culto. Lo stesso giudice ha anche condannato a 4 anni e 6 mesi Guido Milani, ex presidente pro tempore di un centro ricreativo a Lecco, la ‘Cooperativa ragazzi e cinema’. Stando alle imputazioni, anche Milani avrebbe avuto rapporti sessuali con il ragazzo in cambio di denaro, “circa 200 euro”, o di “3 grammi” di cocaina alla volta. Trasmessi gli atti alla Procura a carico di Lesmo anche per un’ipotesi di induzione alla prostituzione.

    In sostanza, il giudice nelle motivazioni contestuali (che ha riassunto in aula nel processo a porte chiuse) ha spiegato di aver escluso l’aggravante di aver commesso il fatto con violazione dei doveri inerenti alla qualità di ministro di culto, perché il ragazzo, che si prostituiva abitualmente con adulti (non si è costituito parte civile nel procedimento), non era uno di quelli che frequentavano la parrocchia ma era stato contattato dal religioso via chat. Religioso che, dunque, non aveva svolto formalmente alcuna funzione educativa nei suoi confronti.

    Il pm Giovanni Polizzi, titolare dell’inchiesta, aveva invece contestato l’aggravante anche perché i rapporti sessuali (circa 20 in totale) sarebbero avvenuti nei locali della parrocchia. Il gup ha ‘cancellato’ anche l’aggravante dei rapporti sessuali a pagamento con un minore di 16 anni, perché, a detta del giudice, è probabile che il giovane avesse già più di 16 anni quando ha iniziato a prostituirsi con don Lesmo. Nelle prime dichiarazioni, infatti, il ragazzo, che all’epoca aveva appena compiuto 17 anni, aveva detto che si era prostituito “per almeno 2 anni” con il prete e, quindi, che aveva iniziato a 15 anni, ma poi nelle dichiarazioni successive aveva posticipato la data del primo incontro.

    Il procedimento a carico di don Lesmo era venuto a galla lo scorso 25 marzo, il Venerdì Santo, con la comunicazione ufficiale della sospensione del religioso, 48 anni, da parte della Curia di Milano e dell’arcivescovo Angelo Scola. Stando alle indagini del pm Polizzi (che aveva chiesto l’arresto negato dal gip), Lesmo avrebbe adescato il minorenne on line su una chat e avrebbe compiuto “atti sessuali” con il ragazzo fino al 2011, “in cambio di corrispettivi in denaro variabili da 150 a 250 euro per volta”. L’inchiesta era scattata dalla segnalazione di un ospedale nel quale il ragazzo venne visitato nel 2011, anche perché aveva tentato il suicidio. Nel procedimento, poi, erano state messe a verbale le dichiarazioni del giovane di buona famiglia che ora sta studiando e cerca di rifarsi una vita (in aula c’era un suo legale che lo rappresentava come persona offesa).

    All’altro imputato, Milani (che ha avuto, secondo l’accusa, almeno 20 rapporti con il ragazzo), veniva contestato anche di aver costretto il ragazzo “a subire un atto sessuale” in un’occasione.

    Il giudice con la sentenza ha anche disposto la trasmissione degli atti alla Procura per un’ipotesi di induzione alla prostituzione: don Lesmo avrebbe suggerito ad un altro giovane che si prostituiva di frequentare una chat specifica per incontrare nuovi clienti.

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/07/12/news/don_lesmo_condanna-143913822/

  • Prete imputato di abusi, la diocesi rischia di pagare

    Prete imputato di abusi, la diocesi rischia di pagare

    Il sacerdote è accusato di cinque episodi di cui sarebbe stato vittima un bimbo. Il giudice ha deciso che se sarà condannato la famiglia sarà risarcita dal vescovo

    di Matteo Tuccini

    VIAREGGIO. Un prete di origine straniera – oggi non più in Versilia – rischia il processo per una vicenda di presunti abusi sessuali ai danni di un bambino. Martedì 7, nell’udienza in tribunale a Lucca, i legali del sacerdote hanno chiesto il rito abbreviato. Che consentirebbe al prelato – in caso di condanna – di avere uno sconto di un terzo della pena. Il giudice dell’udienza preliminare Silvia Mugnaini si è riservata di valutare la richiesta solo dopo la presentazione di una perizia calligrafica. Il giudice ha citato anche il vescovo Giovanni Paolo Benotto della diocesi di Pisa per eventuali risarcimenti in sede civile: se il sacerdote sarà riconosciuto colpevole, i danni da pagare alla famiglia saranno a carico della diocesi stessa.

    I presunti abusi sarebbero cinque e sarebbero avvenuti nel 2014 in un Comune che non riveliamo, per tutelare il bambino. In quel periodo il piccolo e sua madre frequentavano una comunità religiosa, in cui da circa un anno si trovava il prete finito sotto accusa. Proprio durante la frequentazione da parte del bambino di questa comunità sarebbero avvenuti gli episodi contestati. L’indagine sarebbe scattata in seguito ad alcuni disegni fatti dal piccolo, raffiguranti un uomo in nero e un bambino in posizioni ambigue. I familiari hanno informato i servizi sociali del Comune, e da lì la palla è passata alle forze dell’ordine e alla magistratura. Che hanno avviato l’inchiesta, emersa pubblicamente alla fine del 2014.

    Gli inquirenti hanno parlato con il bimbo, poi seguito da un assistente sociale e da uno psicologo. Il bambino avrebbe raccontato gli abusi sessuali commessi dal sacerdote nei suoi confronti. Gli episodi, come detto, sarebbero cinque. Il religioso, dal canto suo, ha sempre negato ogni responsabilità. Anche nel corso dell’incidente probatorio in tribunale, che serve ad acquisire prove che rischiano di non arrivare a processo. Nel frattempo il sacerdote è stato trasferito. Al termine dell’indagine il sostituto procuratore Antonio Mariotti, titolare dell’inchiesta, ha chiesto il rinvio a giudizio. Nell’udienza del 12 luglio si capirà se da questa vicenda nascerà un processo.

    Gli avvocati Cristiano Baroni e Debora Ianniello, che tutelano il piccolo e la sua famiglia, avevano chiesto che venisse coinvolto nel procedimento anche l’ordine di appartenenza del prete. Il giudice lo ha invece escluso, acconsentendo al coinvolgimento, in sede civile, del vescovo della diocesi interessata. Che è quella di Pisa.

  • PEDOFILIA: Clausura perpetua per don Giovanni. “Spogliato” Don Nello

    PEDOFILIA: Clausura perpetua per don Giovanni. “Spogliato” Don Nello

    Gaetano Di Meglio | Come vi abbiamo ampiamente annunciato nell’edizione di ieri, martedì mattina (31 maggio) si è svolta nella sede vescovile un’assemblea straordinaria del presbiterio ischitano convocata la sera prima e con massima urgenza dal Vescovo Mons. Pietro Lagnese.

    Ci si attendeva qualcosa di molto grosso e così è stato. Gran via vai in via del Seminario con i preti focolarini in grande spolvero…

    Dopo aver affrontato diversi argomenti di carattere pastorale, prima di congedare i sacerdoti, il Vescovo ha brevemente rese note le determinazioni della Congregazione per la dottrina sulla fede in riferimento ai provvedimenti disciplinari a carico di don Nello Pascale e don Giovanni Trofa, accusati entrambi di abusi sessuali, nel primo caso pare addirittura a danno di minori.

    Cose vecchie, accuse risalenti ai decenni passati, ma che hanno preso “fuoco” solo ora grazie al nuovo corso di purificazione del clero voluto da Benedetto XVI prima e da papa Francesco poi.

    Se ieri ci siamo fermati a raccontarvi la notizia grossolana, oggi possiamo scendere nel dettaglio.

    La Santa Sede ha dunque disposto la riduzione allo stato laicale per don Nello Pascale, mentre per don Giovanni Trofa si aprono le porte di chissà quale convento (deciderà Lagnese) per la clausura perpetua.

    Clamoroso appare il verdetto, dopo che per mesi, gli amici dei due ex parroci dello Schiappone e di Fontana, avevano manifestato grande fiducia e ottimismo sugli esiti di una vicenda che ha destato grande scandalo tra i fedeli, non solo dell’isola d’Ischia.

    Sembrerebbe che il plico contenente i decreti di condanna sia giunto ad Ischia ai primi di marzo, ma solo dopo l’ultimo incontro con papa Francesco, avvenuto lunedì scorso, Pietro Lagnese ha deciso di darne comunicazione ai due interessati e, appunto, al clero ischitano.

    Da marzo fino a martedì mattina, specialmente per don Giovanni Trofa, si pensava ad una assoluzione piena. E in effetti l’ex parroco di Fontana scalpitava in attesa di poter finalmente festeggiare una vittoria che il suo avvocato di fiducia (nonché numerosi altri esperti di diritto canonico) davano per scontata.

    Tant’è che più di un amico ci ha riferito che in uno delle visite da parte del Vescovo e di un alto prelato locale, ci siano state anche le scuse per quello che sarebbe accaduto.

    Discorso invece molto diverso per Pascale, apparso alquanto rassegnato al punto tale  che nei giorni scorsi ha provveduto a ritirare i suoi oggetti personali dalla canonica dello Schiappone.

    A tal proposito, a far pendere la bilancia nettamente in direzione dell’accusa pare sia intervenuto direttamente papa Francesco che evidentemente, in quanto sovrano assoluto della chiesa, al di là delle procedure giuridiche previste dal diritto canonico e indipendentemente dalla consistenza delle prove raccolte, nel suo ospedale da campo non intende tollerare neppure l’ombra del sospetto.

    “Se si sospetta che i medici (ovvero i preti) si siano ammalati, essi non vanno curati, ma allontanati. Con severità e senza misericordia” mutuiamo un po’ una riflessione di natura più cattolica.

    Tutto questo naturalmente apre nuovi sconcertanti scenari per la chiesa ischitana. Non mancano, infatti, altri preti sui quali piovono ogni giorno pettegolezzi, calunnie, dicerie più o meno fondate. Alcuni di essi già tremano. Da parte sua Robespierre Lagnese va avanti come un carro armato. Di quelli che non fanno rumore, ma che non conoscono ostacoli. Francesco vuole e dispone. Il “focolare” della purificazione rischia ora di far esplodere un incendio. Avremo di che scrivere.

    PARROCCHIE: LAGNESE REVOLUTION

    L’ex parroco di Vitulazio, che per molti veste i panni del “salvatore” della Diocesi e dell’artefice della più grande operazione pulizia (non importano i figli e i nipoti sparsi per l’isola) del clero locale è pronto a cambiare volto all’assetto di molte parrocchie.

    Una modifica importante che dovrebbe servire sia a coprire i vuoti che si sono creati dopo la “sentenza” che ha visto protagonisti Don Giovanni e Nello Pascale sia a fronteggiare la carenza di preti.

    Partiamo dalla Parrocchia primaria Santa Maria La Mercede di Fontana che, dopo oltre 25 anni si avvia ad avere un nuovo parroco. In pole position c’è Marco D’Orio. Il giovane prete ordinato sacerdote poco fa insieme con Gianfranco Del Neso. Anche per Del Neso, ci sarebbe una destinazione importante. Ma la scopriamo tra poco.

    Se D’Orio prende gli uffici di Trofa, la parrocchia dello Schiappone è destinata a scomparire (chissà che fine farà la Jacuzzi nella canonica…). Metà (Vatoliere e un po’ di Schiappone) si dovrebbe aggregare alla Parrocchia di Piedimonte “Santa Maria La Porta” con Don Luigi Trani. L’altra parte, invece, dovrebbe andare con Testaccio. Ma questa “modifica” dovrebbe significare anche che la parte alta di Piedomonte si dovrà aggregare con la Parrocchia di Don Emanuel Monte a Fiaiano. Un passaggio indolore. E’ lo stesso “focolare”.

    Radio Diocesi, inoltre parla di altri interessanti spostamenti. Se teniamo per buona la modifica attuale ad Ischia Ponte, possiamo anche tenere per buona, come notizia, uno spostamento che è atteso da molti. Don Giuseppe Nicolella, infatti, sarebbe pronto a tornare nella sua Forio. E nella sua Sant’Antuono che dovrebbe prendere anche la Parrocchia di Campagnano che verrebbe abolita, andrà il giovane Gianfranco Del Neso.

    Una vera e propria rivoluzione che, come ciliegina sulla torta, potrebbe prevedere anche un cambio per la Parrocchia di San Ciro.

    Più di uno è sicuro che Lagnese stia operando bene e che fa bene a completare la pulizia. Qualche altro, invece, non è tanto contento. Qualche altro, invece, ci guarda storto e ci minaccia con la sguardo. Ce ne faremo una ragione. Vediamo come va a finire questa storia di preti…

    Clausura perpetua per don Giovanni. “Spogliato” Don Nello

  • Abusi, sacerdote a processo

    Abusi, sacerdote a processo

    Un religioso 65enne rischia il carcere per atti sessuali su una giovane di cui era curatore e altri reati

    Un sacerdote 65enne dovrà rispondere di atti sessuali con fanciulli, con persone dipendenti, sfruttamento dello stato di bisogno e coazione sessuale. Il religioso, arrestato in settembre, avrebbe abusato a più riprese di una donna, già agli inizi degli anni 2000, quando la giovane era minorenne. Allora l’uomo era parroco nel Locarnese. Rischia oltre cinque anni di carcere.

    La procuratrice capo Chiara Borelli ipotizza anche il reato di sviamento della giustizia e favoreggiamento, dato che lui avrebbe fatto di tutto per salvare la giovane di cui si occupava da un procedimento per una truffa.

    La vittima è la 28enne processata due settimane fa insieme al compagno per il tentato assassinio di Purasca e per le scorribande con un’arma ad aria compressa (vedi articoli correlati).

    Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti la donna era ancora nelle mire del prete anche quando, durante le indagini, sul suo computer fu ritrovato materiale pedopornografico. Il sacerdote venne quindi sollevato dal suo incarico, ufficialmente per motivi di salute.

    http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Abusi-sacerdote-a-processo-7291613.html

  • A Bruxelles verranno chiuse e sconsacrate «a breve» 35 chiese su 110?

    A Bruxelles verranno chiuse e sconsacrate «a breve» 35 chiese su 110?

    A Bruxelles chiuderanno presto 35 chiese su 110, in una delle più grandi «riorganizzazioni» mai portate avanti dalla Chiesa cattolica in una capitale europea? È questa la prospettiva anticipata in due articoli esclusivi dal giornale belga La Libre. La questione è complessa e delicata, tocca nel vivo gli animi dei fedeli ma non è semplicemente un problema belga, visto che il cristianesimo è in difficoltà in tutta Europa.

    LE MOTIVAZIONI. È dal 2005 che a Bruxelles si parla «dell’avvenire delle parrocchie e della presenza della Chiesa». Monsignor Jozef De Kesel, l’allora vescovo del vicariato di Bruxelles, uno dei tre in cui è divisa la diocesi di Malines-Bruxelles, annunciò quell’anno in una lettera pastorale la futura riorganizzazione delle parrocchie. Due i motivi addotti: da una parte «la probabilità che il numero attuale delle comunità parrocchiali sia in futuro al di sopra delle nostre forze e possibilità», per il numero decrescente di cattolici, dall’altro la consapevolezza che «un numero elevato di parrocchie e la presenza su tutto il terreno non corrisponde più alla posizione reale della Chiesa nella nostra società moderna», che è «multireligiosa e multiculturale» (nella capitale ci sono più musulmani praticanti che cattolici praticanti).

    CHIUSE DUE SUE QUATTRO. La realtà del Belgio, diviso tra diverse comunità linguistiche, è più complessa di quella degli altri paesi. E così anche l’organizzazione della Chiesa. Nell’area di Bruxelles capitale esistono 107 parrocchie, servite da 250 sacerdoti, divise in 11 unità pastorali neerlandofone, 25 unità pastorali francofone e 42 comunità di origine straniera. Riunite tutte in 4 decanati. Secondo informazioni raccolte da tempi.it, in ogni unità pastorale verrebbero chiuse «a breve» due parrocchie su quattro.

    FEDELI PREOCCUPATI. Questo non significa che tutte le chiese delle parrocchie abolite verranno subito sconsacrate, ma nel frattempo ogni attività (catechismo, cresime, battesimi, messe) terminerà. La notizia, soprattutto dopo la diffusione del primo articolo di La Libre, il 22 marzo, ha creato malanimi tra i fedeli. Soprattutto perché tanti non ne sapevano nulla e della citata «concertazione» non hanno visto traccia.

    SETTE CRITERI. Alcuni fedeli interpellati da tempi.it, pur riconoscendo che alcune parrocchie debbano essere chiuse per mancanza di fedeli o per problemi finanziari, non capiscono perché sia necessario chiudere due parrocchie per ogni unità pastorale quando il numero di sacerdoti è sufficiente per servirle. Così, è il timore, si rischia di sacrificare anche delle comunità attraenti e vivaci ma magari non inserite in un buon «progetto urbanistico di quartiere», come recita uno dei sette criteri per decidere quali parrocchie chiudere e quali mantenere aperte.
    In particolare, il sacerdote di una chiesa di un piccolo comune di Bruxelles capitale, che dovrebbe essere sconsacrata per la riorganizzazione, ha chiesto che venisse piuttosto offerta alla comunità polacca locale, che non ne ha ancora una. Ma la proposta è stata rifiutata.

    L’INCONTRO. Fonti interne alla diocesi assicurano a La Libre che ancora non è stato deciso con precisione quali parrocchie chiudere e quali tenere aperte. A breve, dovrebbe anche esserci un incontro tra un gruppo di fedeli preoccupati e il nuovo vicario di Bruxelles, monsignor Jean Kockerols. Il progetto di riorganizzazione, infatti, è tornato di attualità quando l’ex vicario, monsignor De Kesel, autore della lettera pastorale nel 2005, è diventato vescovo di Malines-Bruxelles al posto di André-Joseph Léonard (quello più volte insultato dalle Femen).

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  • Assolto Don Giovanni? Fontana in festa?

    Assolto Don Giovanni? Fontana in festa?

    La sentenza è a Ischia! Aspetta solo di essere aperta!

    Don Giovanni Trofa sarebbe stato assolto. La sentenza che lo riguarda, dopo le accuse rivoltegli dai suoi ”fratelli” preti di Ischia, sarebbe già stata emessa. E’ questa la notizia che circola da un po’ di tempo. Secondo Michele D’Antonio a Fontana sono pronti a sparare “fuochi” per una settimana. Da diverse settimane eravamo a conoscenza di questa evenienza. Ora attendiamo gli sviluppi di questi rumors. Certo, prendiamo la notizia con il punto interrogativo e con tutte le cautele del caso, ma stiamo sintonizzati. Secondo qualche bene informato, sembra che al processo contro l’ex parroco di Serrara Fontana sia risultati assenti i grandi accusatori. Nessuno avrebbe puntato il dito. Sinceramente, come abbiamo sempre fatto, siamo dalla parte di Don Giovanni e speriamo che questi rumors siano tutti veri e fondati. Ma attendiamo gli eventi così come attendiamo anche per la sorte dell’altro prete accusato dai suoi “fratelli”, quel Don Nello Pascale dallo Schiappone anche lui allontanato dalla sua parrocchia.

    http://www.ildispariquotidiano.it/it/assolto%E2%80%88don-giovanni-fontana-in-festa/#.VvQaqvnhDIV