Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Licata

  • Esorcismi a luci rosse a Palermo, scambio di foto: “Il prete arrestato non sono io”

    Esorcismi a luci rosse a Palermo, scambio di foto: “Il prete arrestato non sono io”

    L’immagine di padre Spatola pubblicata al posto di quella del frate cappuccino arrestato per violenza sessuale: “Da due settimane la mia vita è un inferno”

    Da due settimane la sua vita è diventata un inferno a causa di una vaga rassomiglianza con un suo confratello coinvolto in una brutta storia di esorcismi e violenza sessuale. La foto di padre Domenico Spatola, 67 anni, frate del convento dei Cappuccini di Palermo, è stata scambiata con quella di padre Salvatore Anello, 59 anni, arrestato il 21 ottobre scorso dalla polizia con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di alcune donne che avrebbe dovuto “liberare” dal demonio. L’immagine di padre Spatola è stata pubblicata da alcune riviste e da siti di informazione on line, nonostante l’immediata smentita che dava conto dell’errore di persona e la diffusione della vera foto dell’arrestato.

    Adesso
    il religioso ha avviato una battaglia legale per difendere il proprio diritto all’immagine e chiedere alle testate una rettifica. “Il mio intento – spiega Padre Spatola – è sopratutto quello di impedire che la mia immagine continui ad essere associata con quella dell’arrestato. Per questo motivo invito le testate che già lo hanno fatto a pubblicare la dovuta rettifica e agli organi di informazione di non utilizzare la mia foto per evitare ogni equivoco”.

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/11/02/news/esorcismi_a_luci_rosse_a_palermo_scambio_di_foto_il_prete_arrestato_non_sono_io_-151147471/

  • CASSINO – PROSCIOLTO DA OGNI ACCUSA IL VESCOVO ANTONAZZO

    CASSINO – PROSCIOLTO DA OGNI ACCUSA IL VESCOVO ANTONAZZO

    La lettera denuncia a firma di un ex seminarista non ha trovato riscontri e lo stesso giovane una volta convocato in Procura ed ascoltato come ‘persona informata sui fatti’ non ha poi formalizzato le accuse, vergate sulla lettera, con una regolare denuncia.

    Con l’archiviazione si pone definitivamente la parola fine ad una vicenda delicata e dolorosa per il Vescovo Antonazzo e l’intera comunità.
    Angela Nicoletti

    http://www.tg24.info/cassino-prosciolto-da-ogni-accusa-il-vescovo-antonazzo/

  • Presunta pedofilia nel Cagliaritano, l’ex arcivescovo Miglio: “Il Vaticano sapeva”

    Presunta pedofilia nel Cagliaritano, l’ex arcivescovo Miglio: “Il Vaticano sapeva”

    Sui casi di pedofilia nel Cagliaritano il Vaticano sapeva. La conferma arriva dal verbale di un colloquio avvenuto in Procura a Cagliari il 16 maggio 2015. A palazzo di giustizia si presentò l’allora arcivescovo della diocesi del capoluogo, Arrigo Miglio, che parlò con il procuratore capo Mauro Mura e il pm Liliana Ledda.

    Miglio raccontò di tre casi: don Pascal Manca, parroco di Villamar, che era stato arrestato dieci giorni prima; don Alberto Pala, rimosso e reintegrato nella cattedrale di Cagliari e sulla cui indagini per presunti abusi sui minori il pm Ledda ha chiesto l’archiviazione; don Luca Pretta, parroco di Gesico ugualmente finito sotto inchiesta. La notizia del colloquio di Miglia viene riportata da L’Unione Sarda oggi in edicola. L’arcivescovo disse pure che dal Vaticano aspettava indicazioni su come gestire la delicata faccenda, ma spiegò di non averne mai ricevuto. Seguendo tuttavia gli ordini romani, Miglio avviò un’indagine canonica interna affidata a don Ligas e a don Venturelli e chiusa a febbraio 2014 “con esito nebuloso”, disse in Procura.

    http://www.sardiniapost.it/cronaca/presunta-pedofilia-nel-cagliaritano-lex-arcivescovo-miglio-il-vaticano-sapeva/

  • Prete pedofilo, si al rito abbreviato: nominato il perito ed escluso il responsabile civile

    Prete pedofilo, si al rito abbreviato: nominato il perito ed escluso il responsabile civile

    VERSILIA  – ( di Letizia Tassinari ) – Rito abbreviato condizionato ammesso questa mattina in Tribunale a Lucca: il giudice, dottoressa Silvia Mugnanini, ha nominato il consulente: sarà il dottor Claudio Iozzo ad eseguire la perizia calligrafica sulle lettere scritte dal bambino e inviate al prete, finito sotto processo con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di un minorenne, dopo una delicata indagine condotta dalla Polizia e coordinata dal Pubblico Ministero Antonio Mariotti. Il magistrato ha però escluso il responsabile civile, ovvero sia la Diocesi Pisana e il suo Vescovo, la cui citazione, come scritto, era stata prevista alla scorsa udienza. L’esclusione – come spiegato dai legali che assistono la famiglia del bimbo, all’epoca dei fatti 12enne, avvocati Cristiano Baroni e Debora Iannello – è prevista ex lege in caso di rito abbreviato. Il processo è stato aggiornato a dopo l’estate: alla prossima udienza, fissata per il 13 settembre, verrà conferito l’incarico al perito nominato questa mattina dal Gup.

    Una vicenda giudiziaria, quella di cui a processo, iniziata nell’ottobre 2014, quando la Procura di Lucca aprì un fascicolo di indagine, dopo che ai servizi sociali di Camaiore, che avevano in carico la famiglia ospitata in un convento di Pietrasanta, erano stati consegnati alcuni disegni, e lettere d’amore, dove il piccolo aveva raffigurato sè stesso con il religioso, di origini indiane. Il bimbo, periziato da esperti, tra cui il professor Mario Di Fiorino, fu poi sentito in audizione protetta e aveva raccontato di abusi da parte del sacerdote.

     

  • Milano. Mauro Inzoli al “convegno cattolico”. Ma non avevano detto che faceva una vita reclusa di pentimento e preghiera?

    Milano. Mauro Inzoli al “convegno cattolico”. Ma non avevano detto che faceva una vita reclusa di pentimento e preghiera?

    “I rappresentanti locali del Nuovo centro destra mi accusano di arrendevolezza, perchè con la maggioranza in consiglio intendiamo garantire il diritto di pregare a tutti i cittadini cremaschi, di qualsiasi religione, ecco il loro guru, don Mauro Inzoli, dietro a Maroni e circondato dall’establishment del loro partito al convegno omofobo sulla famiglia a Milano”.

    Il pudore

    “Guardarsi in casa propria ed indossare un poco di pudore non sarebbe consigliato, dato un provvedimento ecclesiale già assunto per abusi sui minori ed indagini della magistratura in corso? Evidentemente le appartenenze e le contiguità contano più dei diritti delle vittime ed i diritti sono come le luci del presepe. Intermittenti”.

    Le reazioni

    Così il sindaco Stefania Bonaldi in un post pubblicato sulla propria pagina di Fecebook nel pomeriggio di oggi, riprendendo una fotografia pubblicata nell’edizione odierna delCorriere della Sera. La notizia è velocemente rimbalzata tra le bacheche di decine di persone e sicuramente continuerà a far discutere nei prossimi giorni. Moltissime le reazioni in ambito politico. Matteo Piloni, assessore comunale e segretario provinciale del Pd, ha condiviso il post e commentato: “Eh già. Aggiungo: la coerenza. Quella sconosciuta”, raccogliendo un ‘mi piace’ anche dai colleghi di Giunta Attilio Galmozzi eFabio Bergamaschi, oltre a quello di un membro di centrodestra come Tino Arpini,capogruppo di Solo cose buone per Crema.

    http://www.cremaonline.it/cronaca/18-01-2015_%22Mauro+Inzoli+al+convegno+sulla+famiglia+naturale+di+Milano%E2%80%9D,+bagarre+su+Facebook/

     

  • Violenza su minore: arrestato e sospeso “a divinis” prete licatese. “Non ditelo a mamma”

    Violenza su minore: arrestato e sospeso “a divinis” prete licatese. “Non ditelo a mamma”

    Un sacerdote di cinquant’anni originario di Licata, Agrigento è stato esonerato dalle funzioni e dalle attività sacerdotali e sospeso a divinis dopo l’arresto avvenuto a Napoli per violenza sui minori.

    A emettere il decreto di sospensione ed esonero nei confronti di don Camillo Sessa è stato l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Salvatore Nunnari che ha reso noto il provvedimento con un comunicato stampa della curia. Il religioso è stato fermato e arrestato dal nucleo tutela minori della polizia municipale mentre era intento a palpeggiare un ragazzo all’interno di un Internet point. Gli agenti hanno quindi aperto una delle cabine, trovando all’interno il ragazzino con i pantaloni abbassati in compagnia dell’uomo che lo toccava mentre guardava un filmato pornografico al computer. “Non fatelo sapere a mia mamma”avrebbe chiesto Camillo Sessa agli agenti che lo stavano arrestando. “

    Monsignor Nunnari ha dichiarato di avere appreso “dell’arresto per l’ignobile delitto di pedofilia”, di essersi raccolto in preghiera e, come prevede il regolamento, di avere informato le autorità ecclesiastiche competenti e la Congregazione della Fede.

    L’arcivescovo cosentino ha espresso vicinanza, affetto e solidarietà alla famiglia della vittima il sacerdote in oggetto, originario di Licata accolto ed ordinato dal mio predecessore, dopo alcuni anni di servizio pastorale nel territorio dell’Arcidiocesi ha ricoperto il ruolo di cappellano del mare coordinato dall’Ufficio Nazionale di Pastorale marittima che si è concluso da circa un anno. Dopo aver rifiutato un nuovo impegno pastorale in diocesi, non rispondente ai suoi desiderata, è tornato in famiglia senza dare notizie di sè da qualche mese, si legge nella nota con la quale l’arcivescovado “esprime fiducia nell’azione della magistratura attendendo ogni sua decisione con spirito di reale collaborazione”. Il sacerdote, originario di Licata, dopo alcuni anni di servizio pastorale nel territorio dell’Arcidiocesi (per un breve periodo è stato pure nella parrocchia di Donnici), ha ricoperto il ruolo di cappellano del mare coordinato dall’Ufficio nazionale di Pastorale marittima che si è concluso da circa un anno.

    Nel 2012 si trovava sulla Costa Allegra, la nave da crociera alla deriva al largo delle Seychelles, nell’Oceano Indiano, dopo un incendio in sala macchine. Dopo aver rifiutato un nuovo impegno pastorale in diocesi, non rispondente al suo desiderio, informa una nota dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi cosentina, è tornato in famiglia senza dare notizie di sè da qualche mese.«L’Arcivescovo dinanzi a questo ulteriore dolore arrecato alla nostra Chiesa», continua la nota, «implora una preghiera unanime per la conversione dei cuori. Monsignor Nunnari esprime infine «fiducia nell’azione della magistratura attendendo ogni sua decisione con spirito di reale collaborazione»

    http://www.grandangoloagrigento.it/violenza-su-minore-arrestato-e-sospeso-a-divinis-prete-licatese-non-ditelo-a-mia-madre/

  • Violenza sessuale su minore, arrestato Don Camillo Sessa

    Violenza sessuale su minore, arrestato Don Camillo Sessa

    L’accusa è pesantissima, ma certificata dalla flagranza del reato: don Camillo Sessa, sacerdote della Diocesi di Cosenza ma originario di Licata nell’agrigentino, è stato arrestato nei giorni scorsi a Napoli perché sorpreso mentre aveva un rapporto sessuale con un minorenne all’interno di un internet point di piazza Garibaldi, davanti alla stazione centrale del capoluogo.

    Già prima che entrasse alcuni vigili urbani avevano notato un uomo che si metteva d’accordo con il ragazzino e hanno iniziato a pedinarli. E quando il minorenne è entrato nell’internet poit, seguito a stretto giro dall’uomo, è partita la perquisizione: gli agenti hanno aperto una delle cabine dell’internet point e hanno scoperto il ragazzino con i pantaloni già abbassati mentre l’uomo lo toccava e guardava un filmato porno al pc. Così è arrivato immediato l’arresto, eseguito dagli agenti del Nucleo tutela minori della Polizia municipale. Il prete, cinquantenne, pare essere riuscito solo a dire che non voleva fosse informata sua madre.

    L’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano, monsignor Salvatore Nunnari, si è raccolto in preghiera e subito dopo, come informa una nota “ha emesso il Decreto di sospensione a divinis ed esonero dalle funzioni e da ogni attività sacerdotale informando parimenti le competenti Autorità ecclesiastiche e la Congregazione della Fede”. Ora la Diocesi fa sapere che il sacerdote in questione “dopo alcuni anni di servizio pastorale nel territorio dell’Arcidiocesi ha ricoperto il ruolo di cappellano del mare coordinato dall’Ufficio Nazionale di Pastorale marittima che si è concluso da circa un anno. Dopo aver rifiutato un nuovo impegno pastorale in Diocesi, non rispondente ai suoi desiderata, è tornato in famiglia senza dare notizie di sé da qualche mese”.

    Quindi di lui si erano già perse le tracce e ora la curia cosentina “implora una preghiera unanime per la conversione dei cuori ed esprime fiducia nell’azione della magistratura attendendo ogni sua decisione con spirito di reale collaborazione”.

    Violenza sessuale su minore, arrestato Don Camillo Sessa

  • “Allunga le mani”, sacerdote denunciato da due adolescenti

    “Allunga le mani”, sacerdote denunciato da due adolescenti

    Un sacerdote è finito sotto accusa per presunti abusi sessuali ai danni di due adolescenti. Si tratta di un ex vice parroco di una parrocchia di un popoloso quartiere di Taranto, trasferito in un’altra sede e con altro incarico in seguito alla denuncia che ha fatto scattare l’inchiesta.

    L’uomo, che ha poco più di 50 anni e non ha precedenti, è stato denunciato da un ragazzo di 17 anni e una ragazza di 16 che frequentavano le strutture della parrocchia.
    Due sarebbero gli episodi finiti sotto la lente d’ingrandimento della magistratura, verificatisi uno il 2010 e l’altro il 2011.
    Nei confronti dell’indagato, difeso dagli avvocati Luca Perrone e Michele Rossetti, è stato ipotizzato il reato di violenza sessuale in danno di minori.
    Stando alla denuncia delle presunte vittime, il prete li avrebbe palpeggiati in circostanze e luoghi diversi. Il ragazzo in una struttura sportiva e la ragazza in un locale della parrocchia.
    Sulla vicenda, molto delicata, è in corso un’inchiesta del procuratore aggiunto Pietro Argentino.
    Ieri pomeriggio, nelle forme dell’incidente probatorio, dinanzi al gip del tribunale di Taranto Vilma Gilli si è tenuto il confronto fra l’indagato e i due adolescenti. A chiedere di mettere di fronte il presunto responsabile e i due ragazzi è stato il magistrato inquirente. Un atto istruttorio finalizzato a fare chiarezza sugli episodi denunciati attraverso il confronto dal quale sono emersi elementi che ora passeranno sia al vaglio dell’accusa sia al vaglio della difesa.
    Sul contenuto dell’incidente probatorio vige il più stretto riserbo ma, stando a quanto è trapelato, i due ragazzi avrebbero confermato quanto già denunciato.

    www.corrieredelgiorno.com/2012/03/3…lescenti-18912/

     

  • Attentato a Betori: le indagini portano alla luce accuse di pedofilia

    Attentato a Betori: le indagini portano alla luce accuse di pedofilia

    A cinque mesi dall’attentato al cardinale Giuseppe Betori, Panorama riapre il caso, con un’inchiesta pubblicata nel numero in edicola da domani. Il 4 novembre scorso un uomo, con il volto semicoperto entrato nel cortile della Curia di Firenze, punta la pistola alla testa dell’arcivescovo e ferisce all’addome il segretario, don Paolo Brogi.

    Per la squadra mobile e la pm Giuseppina Mione, che si appresta a chiudere le indagini, l’attentatore è Elso Baschini, un pregiudicato di 73 anni. Ma Mohamed Kahoul Toufik, il testimone che accusa Baschini, ora racconta a Panorama che mesi prima dell’agguato a Betori l’attentatore gli avrebbe mostrato 20 mila euro per convincerlo a collaborare con lui. Soldi che, secondo il marocchino, potrebbero essere stati dati a Baschini come anticipo per una missione ai danni della Curia.

    Nel frattempo le indagini hanno portato alla luce un’altra vicenda che appare totalmente estranea all’attentato ma che rischia di far tremare la Curia. Don Daniele Rialti, giudice del tribunale ecclesiastico diocesano e sacerdote dell’Opera Madonnina del Grappa (un’istituzione caritativa a favore dei bambini, molto nota a Firenze), è accusato di pedofilia da un parroco e da gruppo di fedeli.

    Le accuse risalgono a tre anni fa e a quel tempo l’arcivescovo Betori, sentito don Rialti, si è limitato a trasferirlo in un’altra parrocchia a 20 chilometri di distanza. Le accuse a don Rialti però sono state confermate da alcuni testimoni intervistati da Panorama che, nelle scorse settimane, sono stati ascoltati dalla polizia in relazione all’attentato.

    http://archivio.panorama.it/italia/Attentato-a-Betori-le-indagini-portano-alla-luce-accuse-di-pedofilia

  • Mons. Scicluna: “Abusi dei preti uccidono la fede”

    Mons. Scicluna: “Abusi dei preti uccidono la fede”

    In una intervista pubblicata su Vatican Insider, mons. Charles J. Scicluna, promotore di giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede – una sorta di Pubblico Ministero del tribunale dell’ex Sant’Uffizio – che da quasi un decennio si occupa dei dossier più scabrosi riguardanti gli abusi sui minori perpetrati da sacerdoti e religiosi dichiara che tali crimini sono ancora più esiziali se commessi da un chierico perché “uccidono la fede” delle vittime: “c’é una reazione, una rabbia nelle vittime dei preti che non si riscontra negli altri casi, perché tocca la profondità dell’anima”. Alla domanda su cosa abbia significato per lui occuparsi di questioni tanto scabrose Scicluna ha detto: “Ho compreso che se la Chiesa non è crollata, nonostante questi scandali, è proprio perché ha un fondamento soprannaturale. Altrimenti non si spiega”.
    I casi di pedofilia sono “in netta diminuzione rispetto al passato”, sostiene. Le vittime sono state “trattate per troppo tempo come ‘nemiche’ del buon nome della Chiesa”, invece che “come persone ferite nell’anima, da accogliere e da aiutare”.
    Stefano Marullo

    http://www.uaar.it/news/2011/07/03/mons-sc…cidono-la-fede/