Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Licata

  • Liz Taylor: “James Dean violentato da un prete”, Il grande segreto di Liz

    Liz Taylor: “James Dean violentato da un prete”, Il grande segreto di Liz

    Nel 1997 l’attrice l’aveva confidato durante un’intervista, chiedendo espressamente che la notizia fosse tenuta segreta fino alla sua morte.

    Così Kevin Sessums, giornalista e scrittore di New York che aveva registrato quella conversazione, ha potuto rivelare solo ieri, dopo la sua scomparsa, il grande segreto che Liz portava con sé. «Adoravo Jimmy», aveva detto Elizabeth Taylor parlando di James Dean.

    «Ti dico una cosa, ma non deve essere pubblicata finché non muoio, ok? Quando Jimmy aveva 11 anni e sua madre è morta, ha iniziato a essere molestato da un sacerdote. Credo che questo fatto lo abbia tormentato per il resto della sua vita.

    Ne avevamo parlato a lungo. Durante le riprese de `Il gigante’ siamo rimasti svegli per notti intere a parlare e parlare, e questa è una delle cose che mi aveva confessato».

    Anche se l’intervista era focalizzata sul suo impegno nella lotta all’Aids, l’attrice si era lasciata andare a lunghi ricordi su colleghi e amici.

    Di Tennessee Williams, autore teatrale e scrittore americano fra i più grandi del Novecento, aveva detto a Sessums: «Era uno dei miei migliori amici, ma era disperatamente ingenuo. Non aveva alcun senso per gli affari».
    25 marzo 2011

    http://www.unita.it/culture/il-grande-segr…-prete-1.278952

  • Pedofilia/ “Canonico rosso” belga Houtart ammette abusi su minore

    Pedofilia/ “Canonico rosso” belga Houtart ammette abusi su minore

    16:46 – ESTERI- 29 DIC 2010

    Confessione su quotidiano Le Soir: Commessi 40 anni fa su cugino
    Bruxelles, 29 dic. (TMNews) – Francois Houtart, considerato il “papa” belga della sinistra, fautore dell’altermondialismo, ha confessato di aver abusato, 40 anni fa, di un cugino minorenne. Lo rivela lo stesso sacerdote, in una lettera inviata al quotidiano belga “Le Soir” e pubblicata oggi. Il teologo e sociologo 85enne, fondatore dell’organizzazione non governativa Centro Tricontinental, ha ammesso di essere uno dei sacerdoti descritti in una delle 475 testimonianze di abusi raccolti nella primavera scorsa dalla commissione Adriaenssens, istituita per fare luce sui casi di pedofilia nella chiesa belga. Nell’ottobre scorso, dopo che migliaia di sostenitori di Houtart in 74 Paesi aveva avanzato la sua candidatura per il premio Noble per la pace 2011, la sorella della vittima del canonico, ha inviato una lettera all’organizzazione denunciando gli abusi commessi 40 anni prima dal sacerdote, ha riferito Bernard Duterme, direttore del Cetri. Houtart ha dichiarato a “Le Soir” di essere “personalmente turbato” dall’incidente “dal momento che ero consapevole della contraddizione che rappresentava con la mia fede cristiana e con la mia funzione di prete”. Il canonico ha detto di essere pronto a “rinunciare al sacerdozio” e ad assumersi tutte le conseguenze delle sue azioni. Il sacerdote ha anche chiesto la sospensione della campagna a favore della sua candidatura al premio Nobel.

  • L’Osservatore Romano replica a Kung “Non serve ingegneria ecclesiastica”

    L’Osservatore Romano replica a Kung “Non serve ingegneria ecclesiastica”

    La replica alla lettera del teologo tedesco pubblicata qualche giorno fa dai principali quotidiani europei
    Cabras: “Manchi di carità…perché non rendere omaggio a Chi porta avanti il rinnovamento dei cuori?”

    CITTA’ DEL VATICANO – ”Sarà solo un’azione di ingegneria ecclesiastica che risolve il problema della testimonianza cristiana?”. Se lo chiede Pier Giordano Cabra, responsabile della Queriniana, l’editrice che ha pubblicato i libri più noti di Hans Kung ma anche quelli del teologo Joseph Ratzinger, in articolo di risposta alla Lettera ai vescovi cattolici 1 inviata da quest’ultimo qualche giorno ai principali quotidiani europei. Kung criticava l’azione di papa Benedetto XVI e lanciava sei proposte concrete di riforma della Chiesa ”condivise – ne sono convinto – da milioni di cattolici che non hanno voce”.

    ”Leggendo la tua lettera ai vescovi – scrive Cabra, nell’articolo pubblicato oggi in prima pagina dal quotidiano della Santa Sede – mi sono sentito d’accordo quando scrivi: ‘Se oggi in questa o in quella diocesi o comunità i parrocchiani disertano la messa, se l’opera pastorale risulta inefficace, se manca l’apertura verso i problemi e i mali del mondo, se la cooperazione ecumenica si riduce a un minimo, non si possono scaricare tutte le colpe su Roma. Tutti, dal vescovo al prete e al laico, devono impegnarsi per il rinnovamento della Chiesa nel proprio ambiente di vita, piccolo o grande che sia”’.

    Ma, aggiunge il teologo, il ”rinnovamento” della Chiesa è stato ”inteso in questi anni in molti modi, secondo le preferenze personali e culturali, partendo da quella del cambio delle strutture a quella della conversione personale e comunitaria” e nella lettera di Kung “sembra che ‘l’attenzione sia posta prevalentemente se non esclusivamente sulle riforme ‘strutturali”’. ”Perché – si chiede allora Cabra -, proprio in nome della complessità, non rendere omaggio a Chi porta avanti il rinnovamento evangelico dei cuori prima e a preferenza di quello delle strutture?”.

    ”C’è inoltre – prosegue Cabra – una questione di stile, che tradisce la sostanza, cioé il misconoscimento del primato della carità, o della carità nella veracità: ‘Se non ho la carità, sono un bronzo che rimbomba’, dirà proprio Paolo nella prima lettera ai Corinzi”. Per questo, ”se la tua lettera avesse respirato un poco di più l’inno alla carità, sarebbe risultata un augurio più elegantemente evangelico all’antico Collega, in occasione dei suoi anniversari, e un contributo più fruttuoso per la Chiesa che sta soffrendo per le debolezze dei suoi figli”. ”Spero – conclude Cabra – di non aver mancato di carità nel dirti questo, perché senza la carità non sarei nulla”.
    (22 aprile 2010)

    http://www.repubblica.it/esteri/2010/04/22/news/l_osservatore_romano_replica_a_kung_non_serve_un_azione_di_ingegneria_ecclesiastica-3545910/

  • Non si capisce perché il giornalista che ha scritto l’articolo parli di ex parroco.

    Non si capisce perché il giornalista che ha scritto l’articolo parli di ex parroco.

    Non si capisce perché il giornalista che ha scritto l’articolo parli di ex parroco. Non risulta che il prete sia un ex. Anzi, a quel che pare era in peina attività. Un modo per rendere meno grave il fatto?

    09-04-10
    PEDOFILIA: AVVENIRE A ‘LE IENE’, DICANO NOME DI PRETE MOLESTATORE

    (ASCA) – Roma, 9 apr – ”Se non si e’ trattato di una volgare recita, ma di una ancora piu’ volgare e insopportabile realta’, le ‘Iene’ dopo aver azzannato e masticato con palese disgusto hanno un dovere morale: sputare il nome del prete corruttore”. Lo chiede il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, in una breve nota pubblicata nella pagina degli editoriali del giornale della Cei, dopo la messa in onda di un servizio delle ”Iene” in cui un ex parroco ha raccontato la sua storia di vittima abusata da un altro prete e costretta al silenzio dai suoi superiori ecclesiastici.

    ”Sputino quel nome – scrive Tarquinio – e noi testimonieremo che le ‘Iene’ non intendevano sputare in faccia a decine di migliaia di preti italiani e al loro servizio disinteressato alle comunita’ cristiane e agli ultimi della nostra societa”’. Se cosi’ faranno, conclude Tarquinio, ”faranno un servizio alla verita’ e non solo un misero spettacolo su una miseria umana”.

    asp/mcc/bra

  • Pedofilia, Di Segni a stampa: paragone con antisemitismo “osceno”

    Pedofilia, Di Segni a stampa: paragone con antisemitismo “osceno”

    ROMA (Reuters) – Ripugnante e osceno. Così il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni in un’intervista ha definito il paragone tra gli attacchi alla Chiesa per i casi di preti pedofili e l’antisemitismo, utilizzato dal predicatore Raniero Cantalamessa.

    “E’ ripugnante, osceno e soprattutto offensivo nei confronti delle vittime degli abusi così come nei confronti delle vittime dell’Olocausto”, ha detto Di Segni in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano La Stampa.

    Ieri padre Cantalamessa, nell’omelia per la celebrazione del Venerdì santo presieduta da Benedetto XVI, ha letto una lettera ricevuta da un amico ebreo il quale ha scritto che “l’uso dello stereotipo, il passaggio dalla responsabilità e colpa personale a quella collettiva mi ricordano gli aspetti più vergognosi dell’antisemitismo”.

    “Sinora non ho visto San Pietro bruciare né ci sono stati scoppi di violenza contro preti. Il Vaticano sta tentando di trasformare i persecutori in vittime”, ha detto Di Segni, precisando che quello con l’antisemitismo “è un parallelo improprio e una caduta di gusto”.

    Alcuni media hanno accusato il Papa di negligenza nella gestione di casi di abusi su minori quando era cardinale. Scosso dalla crisi, il Vaticano ha accusato i media di tentare “ignobilmente” di macchiare a tutti i costi il leader della Chiesa cattolica.

    Il Vaticano ha negato di aver coperto i casi, aggiungendo che la colpa di individui che hanno commesso dei reati, per quanto odiosi, non può ricadere sul Pontefice o sull’intera Chiesa.

    Di Segni sottolinea che finora nessuno nella comunità ebraica era intervenuto sugli scandali dei sacerdoti pedofili, “eppure già prima dell’omelia di padre Cantalamessa si erano sentite voci su attacchi alla Chiesa da parte della lobby ebraica. E si è persino detto in ambienti cattolici che la stampa italiana è controllata dagli ebrei. Neppure vale la pena di replicare a simili assurdità”.

    Lo scorso gennaio il rabbino capo di Roma ha accolto in sinagoga Benedetto XVI, per una visita che ha creato una profonda spaccatura nella comunità ebraica, all’interno della quale molti sostengono che Pio XII, Pontefice dal 1939 al 1958, non abbia fatto abbastanza per aiutare gli ebrei durante le persecuzioni naziste.

    http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE63203R20100403

  • gli ‘atei-devoti’ alletati dei preti pedofili…

    gli ‘atei-devoti’ alletati dei preti pedofili…

    Marcello Pera contro “l’aggressione al papa e alla democrazia”

    Sull’edizione odierna del Corriere della Sera è stata pubblicata una lettera dell’ex presidente del Senato Marcello Pera. Sotto il titolo* Un’aggressione al papa e alla democrazia, Pera usa toni molto pesanti e aggressivi nei confronti dei laicisti: “ciò che importa [loro] è l’insinuazione, anche a spese della grossolanità dell’argomento: i preti sono pedofili, dunque la Chiesa non ha autorità morale, dunque l’educazione cattolica è pericolosa, dunque il cristianesimo è un inganno e un pericolo. Questa guerra del laicismo al cristianesimo è campale. Si deve portare la memoria al nazismo e al comunismo per trovarne una simile”. Pera conclude scrivendo che “la guerra dei laicisti continuerà, se non altro perché un Papa come Benedetto XVI che sorride ma non arretra di un millimetro la alimenta”.
    http://www.uaar.it/news/2010/03/17/marcello-pera-contro-laggressione-al-papa-e-alla-democrazia/

  • SACERDOTE ACCUSATO DI PEDOFILIA A CASTEL RITALDI, LA VICENDA FINISCE IN TRIBUNALE

    SACERDOTE ACCUSATO DI PEDOFILIA A CASTEL RITALDI, LA VICENDA FINISCE IN TRIBUNALE

    La notizia a suo tempo fece molto scalpore. Ora saranno i giudici del tribunale di Spoleto a capire quanto c’è di vero nella delicata vicenda che vede imputato un sacerdote spoletino – ora allontanato dalla parrocchia che reggeva fino a non molto tempo fa – con l’accusa di pedofilia.

    La vicenda risale ad un paio di anni fa, quando quattro bambine di Castel Ritaldi confidarono ai genitori di aver ricevuto delle attenzioni molto particolari dal loro parroco.Da qui la denuncia che vede imputato il sacerdote per violenza sessuale su minori di 14 anni.

    Oggi, in tribunale, l’apertura del processo, dove si è cominciato a ricostruire i fatti. Secondo le denunce rese al tempo dalle bambine, il prete le avrebbe palpeggiate. In un caso, addirittura, secondo quanto denunciato, le particolari attenzioni sarebbero avvenute la vigilia di Natale.

    Il processo, molto delicato e che dovrà prima di tutto esaminare l’attendibilità delle bambine coinvolte, è stato rinviato al febbraio prossimo.

    SACERDOTE ACCUSATO DI PEDOFILIA A CASTEL RITALDI, LA VICENDA FINISCE IN TRIBUNALE

  • Preti pedofili. Solo 10 processi canonici su 1000 denunce

    Preti pedofili. Solo 10 processi canonici su 1000 denunce

    Preti pedofili:1000 abusi segnalati Dieci i processi, secondo Panorama

    (ANSA) – ROMA, 31 MAG – Dal 2001 sono giunte alla Congregazione per la dottrina della fede un migliaio di segnalazioni su presunti abusi sessuali compiuti dal clero.

    Lo dice un’inchiesta su Chiesa e pedofilia pubblicata su ‘Panorama’ di domani, secondo cui i processi avviati in questi sei anni sono solo poco piu’ di una decina.

    ‘Panorama’ evidenzia il totale riserbo sui processi e sulle sentenze e pubblica la lettera riservata che l’allora prefetto dell’ex Sant’Uffizio Ratzinger invio’ a tutti gli episcopati del mondo.

    31 Mag 18:14

  • Atti osceni in luogo pubbllico, denunciato prete

    Atti osceni in luogo pubbllico, denunciato prete

    Da: “Il Corriere di Caserta” del 01.04.2006, pag. 1 e 25

    Il parroco è stato fermato dai carabinieri mentre era appartato con una 28enne alla periferia di Villa Literno
    Lo scorso giugno il 50enne venne beccato a Castelvolturno mentre palpeggiava una minorenne

    Atti osceni in luogo pubblico. Vengono denunciati a piede libero un prete di 50 anni, parroco a Sessa Aurunca, e la donna che lo accompagnava, che di anni ne ha 28.

    Accade nel tardo pomeriggio di ieri alla periferia di Villa Literno. L’uomo, un parroco locale, si era appartato con la 28enne in un campetto solitariamente frequentato da coppiette.

    Un’area isolata, ma non completamente, visto che proprio in quel frangente da quelle parti stava passando una gazzella dei carabinieri della stazione locale.

    I due, secondo la ricostruzione degli inquirenti, incuranti del fatto che quiella zona fosse un’area di transito, continuavano a scambiarsi effusioni d’amore.

    I militari, con l’imbarazzo che avviene probabilmente in questi casi, hanno deciso di intervenire.

    La coppia è stata tradotta in caserma e proprio tra una spiegazione e l’altra, di fronte alla consegna dei documenti, l’imbarazzo dei carabinieri è aumentato. L’uomo, che continuava ad asserire che non stava facendo nulla di male, è attualmente un prete.

    Non era vestito con gli abiti tipici dei parroci, ma la sua carta di identità, correlata da tanto di crocifisso e immagini sacre, parlava fin troppo chiaro.

    Entrambi sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria e poi rilasciati dagli stessi uomini della Benemerita.

    Ma a quanto pare non era nuovo a questo genere di cose il parroco sessano. Lo scorso giugno venne infatti sorpreso mentre palpeggiava una minorenne in uno stanzino a Castelvolturno.

    Una vicenda che qualche mese fa fece molto discutere l’opinione pubblica non solo per quanto riguarda la vicenda in sé, ma per ciò che concerne la delicata posizione che i parroci occupano nella società.

  • Turco (Radicali) su Chiesa e pedofilia: “Nessuno è al di sopra della legge”.

    Turco (Radicali) su Chiesa e pedofilia: “Nessuno è al di sopra della legge”.

    Le conclusioni dell’incontro tra il Papa e i vescovi americani sono pericolose per la società ed espongono ulteriormente le potenziali vittime di violenze sessuali da parte di membri del clero. Non una parola è stata detta sul rapporto tra la ‘giustizia’ ecclesiastica e la giustizia degli Stati”.

    Così il presidente degli eurodeputati radicali, Maurizio Turco, ha commentato, all’indomani del summit tra Giovanni Paolo II e i cardinali americani chiamati a rendere conto dei casi di pedofilia verificatisi tra i sacerdoti degli Stati Uniti, l’esito dell’incontro. Un esito che Turco considera insufficiente, tanto da affermare che le gerarchie vaticane sono “ree di fatto di sottrarre alla giustizia sia i colpevoli che i complici (anche se con passaporto vaticano)”.

    Intervistato dal VeLino, l’europarlamentare radicale chiarisce il suo pensiero al riguardo:
    “Ritenevo e ritengo con sempre maggiore forza e convinzione che la Chiesa non deve, nel senso che gli Stati non devono consentirglielo, che di fronte a dei reati, che non confondo assolutamente con i peccati, il processo e la sanzione ecclesiastica possano di per sé sostituire il processo e la sanzione penale. Voglio anche chiarire”, aggiunge Turco, “che aborro i processi sommari, anche se di matrice vaticana”. Il tema dei reati addebitati a rappresentanti del clero è tanto delicato e controverso che lo stesso rappresentante radicale riconosce di avere, sulla necessità di un rapporto cogente tra giustizia ecclesiastica e giustizia degli Stati, pochi riferimenti laici da esibire. “Per la verità ho avuto invece delle critiche, anche in ambito radicale”, ammette Turco, che ricorda però di aver riscontrato convergenze – “sebbene ancora solo come manifestazione di un principio” – in un’autorevole voce vaticana.

    “Infatti, il 24 aprile Monsignor Amédée Grab, presidente dei vescovi europei, ha sostenuto che secondo lui è necessario ‘non far mancare la collaborazione con la legge e dare risposte adeguate sul piano penale e dei risarcimenti’. Se c’è scandalo su questo, per me è da scrivere al solito moralismo bacchettone che nulla ha a che vedere con un principio sacrosanto. È noto che le diocesi americane hanno cominciato a pagare i danni alle vittime”, prosegue Turco. “Sono somme rilevanti che, proiettate sul totale delle cause in corso e previste – il cui totale si stima in circa tremila – potrebbero causare grave danno alla presenza cattolica negli Stati Uniti”.

    LE PRIORITÀ PER LA CHIESA

    Sono essenzialmente tre i problemi, di diversa natura, che il Vaticano dovrà affrontare: “Il primo, contingente, è relativo a quello che sinora è accaduto nella Chiesa, cioè ai silenzi e alle omissioni, di fronte a molestie e violenze sessuali a danno di infanti, giovani o adulti. Penso che sia interesse della Chiesa fare un’indagine approfondita, punire i peccatori e segnalare alla giustizia chi ha commesso reati. Il secondo è relativo alle misure da prendere per contenere la presenza di pedofili nel clero, o, per meglio dire, di molestatori e violentatori sessuali. Ho letto che negli Stati Uniti i cardinali hanno pensato di dare istruzioni ai vescovi perché dei loro rappresentanti vadano in giro per ripulire i seminari dai giovani con tendenze omosessuali. Spero che quest’idea balzana sia subito messa nel cassetto, giacché con quest’approccio dovrebbero poi occuparsi anche delle religiose con tendenze lesbiche. Inoltre, non si capirebbe perché bisogna ‘salvare’ preti e suore con tendenze eterosessuali, visto che la sessualità è bandita”.

    Il terzo problema, dice Turco, è di fondo, e verte su come la Chiesa cattolica affronta il problema della libertà e della responsabilità dell’individuo rispetto alla sessualità e alla famiglia. “A questo proposito vorrei appoggiarmi ancora una volta a Monsignor Grab, il quale ha ricordato che ‘la pedofilia è una malattia e non una piaga che affligge in modo particolare il clero: dalle statistiche risulta che le violazioni dei bambini avvengono anche nelle famiglie stesse’. È proprio così. In base ai dati forniti due anni fa dal Censis, su 100 violenze compiute ai danni di minori, 90 avvengono in famiglia, 8 da parte delle cosiddette ‘figure di riferimento’ (insegnanti, religiosi, eccetera), e solo 2 da parte di estranei”. Replicando a una tesi sostenuta da Gianni Baget Bozzo, secondo il quale gli scandali scoppiati in America sono il frutto di una campagna messa in atto dalle sette protestanti, molto potenti negli Stati Uniti, contro la chiesa cattolica, Turco dice che “la lettura di Baget Bozzo è parziale, anche se potrebbe essere fondata.

    Per il momento, però chi non versa più soldi alle diocesi americane sono i cattolici. A meno che non vogliamo pensare che erano i protestanti a versare quel danaro, e che oggi hanno smesso di farlo nell’ottica del complotto volto alla distruzione della presenza cattolica negli Usa”. Da rappresentante delle istituzioni europee, Turco ricorda che tutte le nazioni (non solo quelle che fanno parte dell’Ue) devono trovare uno snodo giuridico affinché i reati commessi da rappresentanti delle istituzioni religiose siano anch’essi perseguibili. “Penso anche che andrebbe configurata un’aggravante per i ministri religiosi, sulla falsariga di quella applicata ai pubblici ufficiali nell’esercizio delle proprie funzioni. Mi sembra innanzitutto una misura di tutela della Chiesa”. Infine, Turco avvisa che “la burocrazia vaticana, come tutte le burocrazie, tenta e tenterà in tutte le maniere di difendere i propri privilegi e le proprie immunità. Per quanto riguarda i privilegi, è fatto interno alla Chiesa e che questa, nel suo insieme, regolerà come meglio vorrà. Per quanto riguarda le immunità, è fatto che ci riguarda in quanto cittadini”. Certe figure di rilievo, più esposte del cittadino medio, vanno difese da provvedimenti frettolosi e pregiudiziali, precisa il presidente degli europarlamentari radicali, ma l’impunità, conclude, non deve essere garantita “nemmeno al Papa”.

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