Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Abusi sessuali di gruppo su due fratelli: a Prato indagati 9 religiosi

    Abusi sessuali di gruppo su due fratelli: a Prato indagati 9 religiosi

    Per anni, fra le mura delle sedi di Prato e Calomini, in provincia di Lucca, dell’ex comuntà religiosa I discepoli dell’Annunicazione si sarebbero consumati abusi sessuali su due fratelli, minorenni all’epoca dei fatti.

    E accusati delle presunte violenze sarebbero 5 sacerdoti, un frate e altri 3 religiosi.

    Secondo quanto riporta la Nazione, che ha dato la notizia, la procura di Prato avrebbe aperto un’inchiesta per presunti abusi sessuali. Le indagini sulla comunità religiosa, che era nata con l’intenzione di guidare e sostenere i ragazzi, strappandoli a situazioni difficili, avrebbero invece portato alla luce un ambiente fatto di violene e abusi. Le vittime accertate finora sarebbero due: si tratterebbe di due fratelli, affidati dai genitori ai Discepoli dell’Annunciazione, che sosterrebbero di aver subito ripetute e inenarrabili violenze, anche in gruppo, per anni. Secondo la testimonianza fornita agli investigatori dai due fratelli, minorenni all’epoca dei fatti, ci potrebbero essere anche altre vittime, oltre che altri adulti coinvolti negli episodi di abusi, le cui identità sono ancora in fase di accertamento.

    L’inchiesta sarebbe partita proprio dalle dichiarazioni dei due fratelli, presentate all’allora vesovo di Prato, che aveva rifetito alla procura quanto appreso da un ragazzo, che sosteneva di aver subito abusi fisici e psicologici all’interno della comunità. Il periodo degli abusi andrebbe, per una delle vittime, dal 2008 al 2016, e le violenze si sarebbero consumate sia nella sede di Prato che in quella di Calomini. Otto degli indagati si sarebbero approfittati del ragazzino, mentre due avrebbero preso di mira il fratello, dal 2009 al 2012.

    Le vittime sarebbero ritenute credibili dalla procura di Prato e i magistrati hanno disposto le perquisizioni personali a carico dei 9 religiosi indagati, oltre a una serie di accertamenti nelle due sedi della comunità. Gli investigatori pensano di poter trovare documentazioni cartacee o video sugli abusi.

    Lo scorso dicembre, il Vaticano aveva soppresso ufficialmente la comunità, dopo 14 mesi di attività. Le motivazioni che accompagnavano la decisione erano dettate da “forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo”. Dubbi anche anche per i “limiti nel reclutamento e nella formazione dei membri” e per l’emergere di “deficienze nell’esercizio dell’autorità“.

    L’attuale vescovo di Prato, dopo la diffusione della notizia, ha espresso in una note “piena fiducia nella magistratura e continua a offre agli inquirenti la fattiva collaborazione della Diocesi“. Poi ha aggiunto: “Le ipotesi di reato sono gravissime e addolorano l’intera comunità diocesana pratese“. Secondo quanto riporta AdnKronos, anche il vescovo, lo scorso dicembre, si era recato in procura di propria iniziativa per riferire suo fatti a sua conoscenza dopo le denunce presentate alla Diocesi. “Non nascondo il mio dolore e la mia viva preoccupazione e vorrei sperare che gli addebiti mossi non risultino veri, ma voglio chiaramente dire – ha concluso il vescovo –che il primo interesse che la Chiesa di Prato ha è quello della ricerca della verità. Per questo auspico che la Magistratura, nell’interesse di tutti, possa portare quanto prima a termine le indagini“.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/abusi-sessuali-gruppo-su-due-fratelli-prato-indagati-9-1818375.html

  • Prato, nove religiosi indagati per abusi su minori

    Prato, nove religiosi indagati per abusi su minori

    PRATO. Nove religiosi sospettati di abusi sessuali di gruppo. È l’ipotesi per la quale la procura di Prato ha aperto un’inchiesta che coinvolge nove religiosi dell’ex comunità ‘Discepoli dell’Annunciazione’ soppressa dal Vaticano a dicembre in seguito a una visita canonica. Lo riporta il quotidiano La Nazione. Presunte vittime degli abusi due fratelli, minori all’epoca dei fatti, affidati dai genitori alla comunità, dalle cui dichiarazioni a distanza di anni sarebbe nata l’inchiesta. Gli indagati sono 5 sacerdoti, un frate e 3 religiosi. Tra questi figura anche il fondatore della comunità religiosa, don Giglio Gilioli, 73 anni, sacerdote veronese trasferitosi a Prato da oltre dieci anni.

    I reati contestati dalla Procura di Prato sono violenza sessuale su minori e violenza sessuale di gruppo. Bei giorni scorsi la squadra mobile ha effettuato anche perquisizioni nei confronti degli indagati e accertamenti nelle tre sedi della comunità, a Prato, ad Aulla (Massa Carrara) e a Calomini, in provincia di Lucca, dove si sarebbero consumati gli abusi.

    Il vescovo di Prato, monsignore Giovanni Nerbini ha espresso piena fiducia nella magistratura. “Le ipotesi di reato sono gravissime e addolorano l’intera comunità diocesana pratese”, sottolinea il comunicato diffuso dalla Curia. Lo stesso vescovo lo scorso dicembre si era recato, di propria iniziativa, in Procura per riferire i fatti a sua conoscenza dopo le denunce presentate alla Diocesi nei mesi scorsi.

    “Non nascondo il mio dolore e la mia viva preoccupazione e vorrei sperare che gli addebiti mossi non risultino veri, ma voglio chiaramente dire – afferma monsignor Nerbini – che il primo interesse che la Chiesa di Prato ha è quello della ricerca della verità. Per questo auspico che la Magistratura, nell’interesse di tutti, possa portare quanto prima a termine le indagini”.

    La vicenda aveva avuto inizio nel giugno dello scorso anno quando all’allora vescovo di Prato, monsignore Franco Agostinelli, era stata presentata una denuncia da parte di un giovane il quale raccontava che diversi anni prima – all’epoca lui era minorenne – aveva subìto abusi sessuali e psicologici all’interno della comunità in questione. Della notizia il vescovo aveva dato immediatamente comunicazione alla Congregazione per la Dottrina della Fede, la quale nel settembre scorso aveva disposto la celebrazione di un processo amministrativo penale.

    Il vescovo attuale aveva così immediatamente provveduto all’apertura del procedimento – tuttora in corso – secondo le norme del diritto canonico. Senza attenderne le conclusioni, il vescovo diocesano si era recato lo scorso dicembre, di propria spontanea iniziativa presso la Procura della Repubblica di Prato. Fin da subito il vescovo aveva accolto e ascoltato il denunciante.

    Poche settimane fa la Diocesi aveva dato notizia della soppressione, voluta dalla Santa Sede, dell’associazione di fedeli “Discepoli dell’Annunciazione”: questo provvedimento, assunto dalla Congregazione vaticana per la vita religiosa prima e indipendentemente dell’avvio del procedimento penale canonico e delle indagini da parte della Procura pratese, è basato, come già reso noto, “su gravi mancanze riguardanti il carisma e lo svolgimento della vita religiosa all’interno della comunità, oltre che dal venir meno degli aderenti”.

    https://firenze.repubblica.it/cronaca/2020/01/29/news/vescovo_prato_abusi-247048918/

  • Prete accusato di violenza su bimba: niente perizia psichiatrica

    Prete accusato di violenza su bimba: niente perizia psichiatrica

    Prato, 18 dicembre 2018 – E’ cominciato il processo a porte chiuse a carico di don Paolo Glaentzer, che si celebra a partire da oggi al secondo piano del palazzo di giustizia di Prato. Il sacerdote, parroco di una chiesa della provincia di Firenze, è accusato di violenza sessuale su una bambina di nove anni dopo essere stato sorpreso con lei da un passante in auto la sera del 23 luglio scorso a Calenzano. Don Glaentzer è arrivato in tribunale a bordo di un furgone della polizia penitenziaria che l’aveva prelevato nella sua abitazione nel comune di Bagni di Lucca, dove attualmente è agli arresti domiciliari.

    La difesa di Glaentzer aveva chiesto per l’imputato una perizia psichiatrica per dimostrare l’eventuale incapacità di intendere e volere del sacerdote. Il giudice per l’udienza preliminare del processo con rito abbreviato, Costanza Comunale, ha però rigettato questa richiesta accogliendo le tesi del pm Laura Canovai e dell’avvocato che tutela la bimba, Olivia Nati. Il processo proseguirà a marzo, con rito abbreviato, e si sono costituiti parte civile il Comune di Calenzano, la curia arcivescovile di Firenze e i genitori della bambina.

  • Calenzano, prete che molestò bambina di 10 anni vive vicino a una scuola materna. Abitanti: “Devono sbatterlo in carcere”

    Calenzano, prete che molestò bambina di 10 anni vive vicino a una scuola materna. Abitanti: “Devono sbatterlo in carcere”

    di Giacomo Salvini

    A Fabbriche di Casabasciana tutti conoscono la storia di don Paolo Glaentzer, eppure nessuno sa precisamente dove stia. Ma non è difficile arrivarci: la piccola frazione di 146 abitanti a pochi chilometri da Bagni di Lucca è un insieme di stradine laterali alla statale Brennero che porta alle montagne dell’Abetone (Pistoia) e la villetta dove abita l’ex prete di Calenzano, arrestato a fine luglio per aver molestato una bambina di 10 anni, si trova proprio lungo una di queste. Dall’altra parte della carreggiata, a poche decine di metri di distanza, c’è una scuola dell’infanzia frequentata dai bambini del paese. “Proprio qui, accanto a una scuola, dovevano farlo venire?”, si chiede con la garanzia dell’anonimato un residente del paese. Don Glaentzer da un mese a questa parte è barricato in casa: non risponde ai giornalisti e non può uscire, controllato a distanza da una pattuglia di Carabinieri della stazione di Bagni di Lucca che ogni tanto si affacciano in paese.

    Ma questo non basta a tranquillizzare gli abitanti: molti di loro hanno firmato una petizione per allontanarlo da Casabasciana e chiedere al Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, di accettare la richiesta della Procura e mandarlo in carcere. “Chi commette questi atti deve scontare la pena prevista dalle legge, senza attenuanti legate all’età o al ruolo che riveste”, si legge nella petizione a cui hanno aderito ben 56mila persone.

    Don Glaentzer, ex parroco della chiesa di Sommaia a Calenzano (Firenze), lo scorso 23 luglio era stato trovato seminudo nell’abitacolo della sua macchina, a Calenzano, con una bambina di 10 anni con la maglietta e i pantaloni abbassati. Ai magistrati della Procura di Prato che lo avevano accusato di violenza sessuale aggravata aveva confessato: “È successo altre volte – aveva detto alla pm Laura Canovai – ma era sempre stata lei a prendere l’iniziativa”. Poi al Corriere Fiorentino aveva detto che non pensava che la bambina avesse 10 anni: “gliene davo 15”. Durante l’interrogatorio con i magistrati il parroco aveva anche dichiarato di conoscere molto bene la famiglia della bambina e di aver donato ai genitori circa 7mila euro “per le difficoltà economiche e quelle di salute in cui versava il padre”.

    La Procura per il parroco reo confesso aveva chiesto il carcere per la gravità dell’episodio ma il gip del Tribunale di Prato aveva concesso solo i domiciliari perché, nonostante ci sia il pericolo di reiterazione del reato, l’uomo è anziano e dopo aver confessato non potrà inquinare le prove né scappare. La curia di Firenze, di cui peraltro l’uomo non faceva parte, aveva preso subito provvedimenti: l’arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, si era detto “colpito e addolorato” per la vicenda e aveva subito sospeso Don Glaentzer dall’esercizio del ministero pastorale. Dopo la decisione del giudice Francesco Pallino, sulla piattaforma Change.org è partita una petizione per allontanare l’ex prete dal piccolo paese che fino a oggi ha raccolto ben 56mila firme: “Non possiamo permettere che un cittadino, avvantaggiato dal ruolo che riveste, possa abusare di una bambina ed evitare di essere punito come previsto dalla legge!”, si legge nella raccolta firme indirizzata al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. A lanciare la petizione è stato Massimiliano Vintaloro, residente a Prato (a pochi chilometri da Calenzano), che punta il dito contro la magistratura: “È stato un episodio molto grave e per un reato di questo tipo si deve andare in carcere – dice a Ilfattoquotidiano.it – A una persona comune sarebbe andata diversamente, mentre don Glaentzer, in quanto prete, ha goduto di favori che tutti noi non abbiamo. La mia petizione è stata un piccolo gesto per smuovere le coscienze, anche se credo che non farà cambiare idea al giudice”. Intanto l’ex prete rimane lì, nella sua casa di Casabasciana, a pochi metri dalla scuola materna.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/09/19/calenzano-prete-che-molesto-bambina-di-10-anni-vive-vicino-a-una-scuola-materna-abitanti-devono-sbatterlo-in-carcere/4636006/

  • Parroco accusato di pedofilia: nel paese è calato il silenzio

    Parroco accusato di pedofilia: nel paese è calato il silenzio

    Dopo le proteste e le raccolte di firme online per allontanare il religioso adesso tra gli abitanti pare dominare la voglia di spegnere i riflettori sul caso

    di Emanuela Ambrogi

    L’apprensione tornerà alta tra pochi giorni, alla riapertura delle scuole, a causa di quella fermata del pulmino proprio a pochi passi dall’abitazione in cui è agli arresti domiciliari il prete accusato di pedofilia ai danni di una bambina di Calenzano. Ma dopo l’agitazione e le proteste dei giorni in cui il parroco era arrivato a Fabbriche di Casabasciana, in paese e a Bagni sembra quasi che sulla vicenda la popolazione abbia fatto la scelta del silenzio.

    Nessuno ne vuol più parlare, anche nell’evidente intento di non allarmare i bambini con la paura per “la presenza dell’orco”. Nei bar e per strada le domande del cronista su come vanno le cose non sono accolte con la sollecitudine di qualche settimana fa. Anzi, danno fastidio. Gli unici commenti sottolineano come la presenza dei carabinieri sia costante, e di come, in paese, abbia portato una sicurezza e una tranquillità che prima non c’era. Nessuna preoccupazione, giusta o sbagliata che fosse, c’è più nemmeno per le due donne che, dopo l’arresto del prete e l’arrivo a Fabbriche, avevano seguito don Paolo Glaentzer, sistemandosi in un alloggio vicino. A tutti i carabinieri hanno fatto presente che il parroco, a tutti gli effetti sotto regime di detenzione, non può essere avvicinato.

    Don Raffaello Giusti, parroco di Bagni, informa poi che dalla Curia non ha avuto più notizie su possibili altre destinazioni per il prete agli arresti. Resta a far discutere la petizione comparsa su un sito on-line specializzato, che raccoglie firme ovunque. Dal mondo del web ne sono arrivate più di 800, ma non c’è certezza che ve ne siano anche di persone di Fabbriche o del circondario, sebbene fosse subito circolata in paese l’idea di fare una raccolta di firme perché il sacerdote fosse messo in carcere o in una struttura della chiesa. Nei fatti, però, di fogli per la raccolta di firme non ne sono circolati, né si conosce chi materialmente potrebbe essersi fatto promotore della raccolta. Sconosciuto a Bagni di Lucca è anche il nome (Massimiliano Vintaloro) di chi ha lanciato sul web la petizione perché don Glaentzer finisca in carcere.E c’è chi invita a informarsi bene sul funzionamento di quel sito, citando articoli dei quotidiani nazionali che spiegano come funzionano i siti che lanciano petizioni, invitando anche a stare attenti al destino dei dati sensibili che vengono ceduti. La vigilanza sulla indesiderata presenza del prete agli arresti a Fabbriche comunque rimane alta, anche se pare che la parola d’ordine pare che sia quella di evitare clamori. Gli obiettivi di tutti sono la tutela e anche la serenità dei bambini e si confida che i controlli dei carabinieri restino costanti fino a quando don Glaentzer resterà in paese.

    Il timore che, anche a sentenza definitiva acquisita, il sacerdote possa però rimanere a Fabbriche è forte e la gente vorrebbe che la Curia non chiudesse gli occhi di fronte al disagio dei residenti, valutando l’opportunità di accogliere don Glaentzer in una delle tante strutture della chiesa.

  • Oltre 800 firme contro il prete pedofilo a Bagni

    Oltre 800 firme contro il prete pedofilo a Bagni

    A Bagni di Lucca e, in particolare, a Fabbriche di Casabasciana è rimasto il caso dell’estate. L’argomento caldo tra le mura domestiche e nei bar. Don Paolo Glaentzer, il parroco arrestato con l’accusa di aver abusato di una bambina di 10 anni che le era stata affidata e con la quale si era invece appartato nell’auto in un parcheggio di un supermercato di Calenzano, dove è stato trovato nudo, fa ancora discutere nel comune termale.

    A Fabbriche di Casabasciana gli abitanti non lo vogliono e temono, tra l’altro, per la vicinanza dell’asilo all’abitazione del fratello dove il sacerdote è stato messo ai domiciliari. Ci sono molti paesani tra gli oltre 860 firmatari della petizione online lanciata a inizio agosto su change.org per chiedere che il parroco sia trasferito in carcere (Ecco il link). Una raccolta di firme sul web, lanciata da Massimiliano Vintaloro e rivolta al ministro della giustizia Alfonso Bonafede, al quale si chiede di valutare il caso e intervenire perché sia accolta la richiesta della procura di Prato che chiedeva il carcere per don Paolo Glaentzer. Una proposta tuttavia respinta dal gip che aveva disposto i domiciliari.
    Sospeso dalla diocesi di Firenze, ‘rifiutato’ da quella di Lucca, che gli ha vietato di esercitare, ricordando il provvedimento della curia fiorentina e sottolineando che il parroco pedofilo non è ospitato in alcuna struttura della canonica, né, evidentemente, lo sarà, don Paolo resta nel mirino anche di parte dell’opinione pubblica a Bagni di Lucca.
    “Pensavo che quella bambina avesse 15 anni”, aveva detto agli inquirenti il parroco che quando è stato scoperto ha rischiato di essere linciato dalla folla. Per la bambina, che era seguita dai servizi sociali, è stato invece disposto un sostegno psicologico.
    Secondo quanto è stato ricostruito, il sacerdote si era fermato attorno alle 22 del 23 luglio scorso nel parcheggio di un supermercato lungo il tragitto tra la sua parrocchia – una chiesa in provincia di Firenze – e la casa della bambina. Qui, restando all’interno dell’auto, si sarebbe spogliato e avrebbe molestato la bambina. E’ stato un passante che vive nella zona a notare i due nell’auto, in un angolo piuttosto buio. Il parroco era con i pantaloni abbassati quando è stato aperto lo sportello per far uscire la bambina, dando l’allarme al vicinato. Un gruppetto di persone si è così raccolto nel parcheggio. Tra questi c’era anche il padre della bambina e in attesa dell’arrivo dei carabinieri ci sono stati momenti di tensione. Alcuni hanno cercato di colpire il prete, per linciarlo, ma sono stati bloccati dai carabinieri.
    Contro la permanenza del sacerdote a Fabbriche di Casabasciana si era espresso anche don Nando Ottaviani, vicario di zona per la diocesi di Lucca che attraverso un video messaggio divenuto virale su Facebook aveva chiesto che don Paolo fosse ridotto allo stato laicale.

  • Perché un pedofilo è ancora libero e prete?

    Perché un pedofilo è ancora libero e prete?

    Uno fa di tutto per fare, nonostante tutto, del proselitismo cattolico, per ricordare la necessità personale e sociale di un cristianesimo visibile, e poi salta fuori un prete a Prato (sembra l’inizio di una filastrocca come quella dei trentatré trentini che entrarono in Trento trotterellando, però stavolta non c’è niente da ridere).

    Lo sappiamo, lo abbiamo letto o ascoltato: un sacerdote settantenne sorpreso seminudo in automobile a trafficare con una bambina di dieci anni.

    La località precisa era Calenzano, sotto Firenze dal punto di vista ecclesiastico, ma sotto Prato dal punto di vista giudiziario. E, dunque, don Paolo Glaentzer (origini altoatesine) è finito davanti ai magistrati della città dei cantucci e dei cinesi. Gli è andata anche abbastanza bene: pur avendo confessato (essendoci dei testimoni sarebbe stato difficile il contrario), al momento se l’è cavata con gli arresti domiciliari a Bagni di Lucca, che fra l’altro è una stazione termale già apprezzata da Lord Byron e Giacomo Puccini, ottima per la villeggiatura estiva circondata com’è da freschi boschi e colline amene.

    Non precisamente una caienna. E però da oggi un paese un po’ meno tranquillo perché nessuno, tantomeno dei genitori con figlie piccole, vorrebbe avere come vicino di casa un personaggio simile, uno che si è giustificato in questo modo: «Pensavo avesse qualche anno in più, 14 o 15». Adesso c’è da sperare che don Paolo sia ben controllato e non metta neanche per sbaglio il naso fuori dal proprio domicilio: ma non sarebbe stato meglio farlo meditare sulle sue colpe in carcere? Meglio per la giustizia. Meglio per i genitori della bambina. Meglio per gli abitanti di Bagni di Lucca. Meglio per i parrocchiani di Calenzano. Meglio per la Chiesa tutta, sfregiata da questo scandalo in un momento che peggiore non poteva esserci, nel momento in cui vescovi e fedeli stanno divorziando per colpa della questione immigrazione.

    Nei giorni della disgraziata copertina di Famiglia cristiana contro un Matteo Salvini addirittura accusato di essere la personificazione contemporanea di Satana. Io la vedo la gente sui social, non fa che pubblicare scritte tipo Potete spostare il Vaticano in Africa oppure Famiglia Cristiana contro Salvini e nessuna parola sul prete che va con una bambina di 10 anni o dello scandalo pedofilia in Cile. E vedo le chiese svuotate: prediche sull’accoglienza indiscriminata, per giunta pronunciate da preti poco credibili o poco creduti, non le vuole ascoltare più nessuno. Ai giudici e ai giornalisti don Paolo Glaentzer ha fornito giustificazioni balorde, ma una cosa giusta secondo me l’ha detta: «Il demonio mi ha fatto lo sgambetto». E non era Salvini, era il Satana vero, lo stesso che in ogni continente sta sbriciolando la fiducia verso la Chiesa di Cristo. Urgono condanne severe e urge, al contempo, un grandioso esorcismo.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/perch-pedofilo-ancora-libero-e-prete-1560066.html

  • Montemagni: “Prete pedofilo, serve pena esemplare”

    Montemagni: “Prete pedofilo, serve pena esemplare”

    Dopo le proteste dei cittadini di Bagni di Lucca e la prima raccolta firme contro il prete accusato di abusi sessuali su una bambina di 10 anni, arrestato dai carabinieri lunedì scorso (23 luglio), sulla questione interviene Elisa Montemagni, capogruppo in consiglio regionale della Lega. La Montemagni condivide la protesta dei cittadini, sottolineando l’auspicio che al prete “venga comminata una pena esemplare e tempestiva”.

    “La vicenda è vergognosa e non merita, per decenza, ulteriori commenti – afferma Elisa Montemagni riferendosi alla questione legata ad atti di pedofilia commessi da un prete, ora ai domiciliari a Bagni di Lucca. E’ normale e più che condivisibile che la popolazione della piccola località lucchese sia insorta perché non vuole che il suo territorio ospiti una persona, tra l’altro pure un ecclesiastico, che si è macchiato di un reato così grave ed indegno, ma pensiamo che la scelta del giudice di non mandare in carcere il settantenne parroco, sia dovuta al fatto che, dietro le sbarre, dove comunque meriterebbe di stare, probabilmente avrebbe dovuto subire l’ira dei detenuti, solitamente molto severi con chi commette questo tipo di reati infami. Una sorta, dunque – sottolinea l’esponente leghista – di forma preventiva a salvaguardia del prelato a cui ci auguriamo venga però comminata una pena esemplare e tempestiva”.
    “Riguardo, infine – conclude seccamente Elisa Montemagni – alla recente e quantomeno infelice, per usare un eufemismo, copertina di Famiglia Cristiana dedicata al ministro dell’interno, chissà se il periodico dedicherà lo stesso titolo “distensivo” a questo suo esimio rappresentante? Si accettano scommesse”.

  • Parla il prete accusato di pedofilia (e ride): “Era affetto”

    Parla il prete accusato di pedofilia (e ride): “Era affetto”

    Il parroco accusato di pedofilia parla delle accuse: “Questa ragazza è molto più matura dell’età che ha. Uno scambio di affetto è stato esagerato”

    Sorride, mentre parla con il cronista, il parroco di Calenzano, sulle colline vicino Firenze.

    Nell’audio, realizzato dal Corriere Fiorentino parla con leggerezza mentre racconta cosa è successo quella sera in cui è stato beccato da un uomo mentre, nella sua auto, si intratteneva in situazione “intima” con una bambina di 11 anni. Ora il parroco, don Paolo, è indagato per pedofilia e ha lasciato la parrocchia di San Ruffignano a Sommaia dove era andato a stare. Andrà agli arresti domiciliari nella sua casa a Bagni di Lucca. Non fa parte tecnicamente del clero fiorentino, ma il vescovo Giuseppe Betori lo ha comunque sospeso impedendogli di celebrare la Santa Messa.

    Don Paolo non nasconde di aver “commesso un errore“. Anzi: decide di affidarsi a “Gesù e Maria”. Saranno loro ad aggiustare tutto. “È stata una mia stupidità – ha detto – ho avuto uno sgambetto del demonio”.

    “Mi dispiace che sia successo – dice al Corriere Fiorentino – bisogna pregare. Pregando si risolvono i problemi”. Lo definisce un “episodio poco buono” quello dell’accusa di pedofilia. Dice che fosse certo la bambina avesse almeno 15 anni, invece ne aveva da poco compiuti 11. Era un amico di famiglia, il parroco. Andava spesso a casa a cena, aiutava tutti, portava in giro i bambini con la sua auto.

    Ammette: “Alcune volte è successo”. E poi aggiunge: “C’è una simpatia reciproca. Ho commesso un errore, che vuoi farci…ci penserà nostro Signore, è lui che mette a posto ogni cosa”. Parla di uno “scambio di affetto” perché “questa ragazza è molto più matura dell’età che ha. Uno scambio di affetto è stato esagerato, le cose vanno in una certa maniera”.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/parla-prete-accusato-pedofilia-e-ride-era-affetto-1559404.html?mobile_detect=false

  • «Non può stare qui»: raccolta firme contro il prete accusato di pedofilia

    «Non può stare qui»: raccolta firme contro il prete accusato di pedofilia

    Gli abitanti di Fabbriche di Casabasciana hanno iniziato una raccolta firme per allontanare don Paolo, accusato di aver abusato di una bimba di dieci anni

    In paese hanno già iniziato a raccogliere firme. «Quel prete accusato di pedofilia non può stare qui con noi. Lo rinchiudano in una struttura della curia in attesa che sia giudicato dalla magistratura», dicono a Fabbriche di Casabasciana, una frazione di Bagni di Lucca dove Paolo Glaentzer, il parroco settantenne di Calenzano accusato di aver abusato di una bambina di 10 anni, sta scontando gli arresti domiciliari in una casa pare di proprietà del fratello. La decisione è stata presa non solo perché l’appartamento si trova a cinque minuti a piedi dalla scuola d’infanzia, ma perché quell’uomo accusato di essere un orco sta provocando inquietudine. E non solo a Fabbriche, ma anche in tutto il compresorio di Bagni di Lucca. Le firme, una volta raccolte, saranno consegnate al vescovo di Lucca e al sindaco di Bagni di Lucca e non si escludono anche manifestazioni di protesta.

    Durate l’interrogatorio di garanzia don Paolo, rampollo di una nobile famiglia altoatesina e figlio di un funzionario dello Ior, si è giustificato dando alla piccola la colpa di aver preso l’iniziativa e di pensare che la bambina avesse almeno 14-15 anni, ma ha ammesso di aver avuto diversi incontri con la piccola. Sul fronte delle indagini, la procura di Prato sta cercando di capire se la famiglia della bambina si fosse accorta delle attenzioni morbose del parroco e in caso affermativo perché non avesse presentato denuncia. Il padre e la madre, disabili costretti alla sedia a rotelle, da anni sono seguiti dai servizi sociali.

    Anche il primo dei figli della coppia, oggi maggiorenne, in passato fu abusato da un uomo ma i genitori risultarono estranei ai fatti. Di loro s’interessò anche il tribunale dei minori che decise di affidare i tre figli ai servizi sociali con custodia in una casa famiglia, ma la Corte d’Appello ribaltò la decisione facendo tornare i figli in famiglia e don Paolo si offrì di dare un aiuto alla bambina. A gennaio dello scorso anno la procura del tribunale dei minori aveva chiesto ancora una volta l’allontanamento dei figli minori ed erano in corso ulteriori accertamenti dei servizi sociali.

    https://www.corriere.it/cronache/18_luglio_30/non-puo-stare-qui-raccolta-firme-contro-prete-accusato-pedofilia-ff9d4374-93cd-11e8-827e-24bcbc32092b.shtml?refresh_ce-cp