Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Lucio Gatti

  • Don Lucio, l’arcivescovo a Cenerente. Il sacerdote chiede di essere sospeso dal sacerdozio: «Devo purificarmi»

    Don Lucio, l’arcivescovo a Cenerente. Il sacerdote chiede di essere sospeso dal sacerdozio: «Devo purificarmi»

    Monsignor Bassetti ha incontrato i fedeli per parlare dell’ex parroco che risulta indagato per abusi. La lettera di scuse del prete. La riflessione dei parrocchiani

    Articolo | Dom, 22/04/2012 – 19:58 | Di Francesca Bene

    Un paese spaccato, ferito, lacerato. Questa la comunità che domenica, dopo mesi di attesa, appesantita da troppo silenzio da parte della Chiesa, ha accolto monsignor Gualtiero Bassetti a Cenerente.
    Già molto prima che il vescovo arrivasse, la piccola chiesa era gremita fino all’inverosimile. In molti hanno dovuto attendere fuori per l’impossibilità di farsi spazio nella navata. Tra il malumore generale.
    Obiettivo di tutti: conoscere finalmente la “verità” sulla vicenda, dolorosa e scabrosa, che ha sconvolto i fedeli l’autunno scorso: la verità su don Lucio Gatti, il sacerdote accusato di abusi sessuali nei confronti di due ragazzi accolti dalle sua comunità ed ora iscritto nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Perugia per i reati di violenza sessuale e abuso di mezzi di correzione.
    La risposta che tutti aspettavano e che molti temevano è arrivata: don Lucio verrà sospeso dal sacerdozio per sua richiesta e per richiesta della Chiesa. Non tornerà quindi a capo della sua parrocchia, almeno non per ora.
    Per l’ufficialità del tutto bisognerà attendere il decreto ufficiale della Diocesi, che arriverà a giorni, ma le parole dette (e quelle non dette), oggi pomeriggio a Cenerente, hanno fatto capire chiaramente la sostanza del messaggio che si voleva far giungere alla comunità. È stato il vescovo a chiedere l’incontro. E i fedeli, numerosi, hanno risposto alla chiamata.
    Monsignor Bassetti ha scelto di rispondere alle tante domande della popolazione non aprendo un dibattito o rispondendo a quesiti diretti, ma leggendo una lettera scritta proprio da don Lucio a lui perché ne mettesse a parte del contenuto l’intera parrocchia.
    Questa scelta ha creato qualche malcontento sia da parte dei tanti fedeli ancora legati da affetto sincero al sacerdote sia da parte di quella parte della popolazione ferita e arrabbiata per quanto è accaduto.
    Sono stati sfiorati momenti di vera tensione, soprattutto in ragione del fatto che una riunione così attesa e così importante fosse stata indetta in una chiesa piccola impossibilitata ad accogliere i membri di ben cinque comunità parrocchiali. Le lamentele dei presenti sono state esplicite, tanto che ad un certo punto il vescovo e don Paolo Giulietti (che ora sostituisce don Lucio Gatti) hanno preso in considerazione la possibilità di spostare l’incontro nel tendone del paese. Non essendo fattibile la cosa per motivi organizzativi, alla fine il Vescovo ha dovuto rileggere due volte il messaggio per i fedeli che si sono dati il cambio all’interno del luogo sacro.
    Altri momenti di tensione ci sono stati nel momento in cui un rappresentante dei gruppi di preghiera delle famiglie ha chiesto di leggere al vescovo una lettera in cui veniva ripercorso tutto il bene che don Lucio ha fatto alla comunità. Si tratta dello stesso folto gruppo di fedeli che chiede che il sacerdote venga subito reinserito nel suo ruolo a guida della parrocchia. La lettura del documento è stata interrotta più volte sia dai commenti urlati della fazione di cittadini che invece si sente ferita e tradita da un sacerdote in cui aveva riposto la sua fiducia, sia dallo stesso vescovo che ha ritenuto non opportuno un dibattito aperto con la gente sull’accaduto.
    Ora dunque non resta che attendere le decisioni ufficiali. Questo non basterà a sanare le ferite, ma almeno segnerà un punto fermo da cui la comunità dei fedeli potrà ricominciare.
    LA LETTERA DI DON LUCIO
    Scrivo a lei, carissimo vescovo Gualtiero… scrivo a lei… perché attraverso la sua voce possa raggiungere tutte le persone da me amate, in particolare sotto la guida di parroco. Perché, dopo lungo silenzio, desidero far sentire il mio bene, vestito di tanto dolore, tanta umiliazione, fragilità, debolezza e paura.
    Ora è con questi abiti che posso dichiarare il mio vero bene sincero e farmi vicino ad ognuno. Certo, vedere un uomo così grande, forte, deciso, impeccabile, vivace, brillante, pieno di iniziative presentarsi con gli stracci del povero peccatore: nudo, fragile, debole, spogliato di ogni dignità farà effetto e certamente scandalizzerà, ma questa è l’unica verità che io ora ho da dire a me stesso.
    Così, in questo totale annullamento, posso alzare la testa e gridare: «Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato» e poi: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito»
    Percorrendo la strada dell’umiliazione, potrò avvicinarmi al cuore di ognuno, mendicando misericordia, perdono, pietà ed anche tenerezza.
    Grazie caro vescovo per come mi è stato vicino, per come mi ha accompagnato in questi mesi, mostrandomi la paternità di Dio che mai abbandona i suoi figli. Grazie a tutti, e quando dico tutti ho davanti la faccia di ognuno… e nel dire, male o bene, nel dubbio, in qualche modo ha mostrato il suo bene. Grazie a don Paolo, a tutti i suoi collaboratori, che sostituendomi non mi hanno abbandonato in balia dei tanti venti. Grazie a tutti i monasteri di clausura che hanno pregato e continuano a pregare per me.
    Grazie a tutti i miei confratelli sacerdoti che avranno pietà di me. Grazie a tutta la Chiesa intera che come madre si fa accanto a curare le ferite con l’olio della sua grazia. Ora, in un tempo di deserto, voglio mettere in luce tutto ciò che nel mio cuore va purificato: egoismo, orgoglio, pena, giudizio. Non è un isolarsi, l’unica solitudine è quella di amare Cristo e isolarsi soltanto per suo amore.
    Caro vescovo, le voglio un gran bene perché lo voglio alla Chiesa e a tutti, Un abbraccio a tutti i miei figli
    Suo don Lucio

  • Presunti abusi, incidente probatorio: le accuse all’ex prete nero su bianco

    Presunti abusi, incidente probatorio: le accuse all’ex prete nero su bianco

    Presunti abusi, incidente probatorio: le accuse all’ex prete nero su bianco
    Incidente probatorio per i cinque ragazzi che hanno denunciato i presunti abusi subiti da un ex sacerdote della Caritas perugina. Il racconto davanti al giudice Lidia Brutti
    di Redazione – 13 dicembre 2012


    I cinque giovani che hanno denunciato l’ex sacerdote della Caritas perugina per presunti abusi sessuali, confermano la propria tesi durante l’incidente probatorio davanti al giudice Lidia Brutti

    Uno dei ragazzi coinvolti nella vicenda, secondo quanto riportato dalle cronache de La Nazione, ha raccontato alcuni particolari dei frangenti che lo riguardano: “Dopo aver denunciato il sacerdote, sono stato avvicinato due volte dal cappellano del carcere. La prima volta, quando ero in carcere, voleva sapere di più a proposito della denuncia querela per molestie, successivamente venne a cercarmi a casa mentre scontavo gli arresti domiciliari, sempre per parlare dello stesso argomento. In quell’occasione mi lasciò anche un foglietto col numero di telefono del vicario della Curia arcivescovile di Perugia. Mi disse di contattarlo per parlare di quanto successo con il sacerdote”.

    Il giovane perugino, detenuto ai domiciliari, che ha denunciato per molestie l’ex sacerdote perugino, sospeso per cinque anni dal sacerdozio dopo un’inchiesta interna, ha raccontato il fatto più recente, avvenuto probabilmente nell’ottobre 2011: “Appena partiti in auto abbiamo iniziato a parlare del più e del meno sempre nell’ambito del contesto carcerario e della mia detenzione – è scritto nella denuncia riportata da La Nazione -. Neanche cinque minuti dopo la partenza dal carcere, il sacerdote con fare disinvolto poneva la sua mano sinistra sul mio collo precisamente sulla parte sinistra, alzando con le dita il maglione a collo alto che indossavo, chiedendomi dove fosse il tatuaggio che aveva visto in un colloquio in carcere. Il tutto sembrava un gesto quasi normale e privo di qualsiasi tipo di malizia o intenzioni, da me al momento non percepite, successivamente dopo non aver opposto resistenza a questo gesto, il prete ha posto la sua mano destra sopra i miei organi genitali, ha trattenuto la mano per circa cinque secondi sopra i jeans per poi, dopo un mio sguardo attonito, toglierla e ricollocarla sul cambio dell’auto”.

    http://www.perugiatoday.it/cronaca/presunti-abusi-sacerdote-caritas-incidente-probatorio.html

    In aula cinque ragazzi ripetono le accuse rivolte a don Lucio
    Il sarcedote, ex vertice Caritas, accusato di molestie sessuali
    Foto Scritte contro il clero a Cenerente/FOTO

    L’incidente probatorio: il fato più recente si sarebbe verificato nell’ottobre del 2011
    Perugia, 13 dicembre 2012 – “Dopo aver denunciato don Lucio Gatti sono stato avvicinato due volte dal cappellano del carcere, don Cesare. La prima volta, quando ero in carcere, voleva sapere di più a proposito della denuncia querela per molestie, successivamente venne a cercarmi a casa mentre scontavo gli arresti domiciliari, sempre per parlare dello stesso argomento. In quell’occasione mi lasciò anche un foglietto col numero di telefono del vicario della Curia arcivescovile di Perugia. Mi disse di contattarlo per parlare di quanto successo con don Gatti”.
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    Lo ha spiegato dinanzi al gip Lidia Brutti un giovane perugino, tuttora detenuto ai domiciliari, che ha denunciato per molestie l’ex sacerdote perugino (sospeso per cinque anni dal sacerdozio dopo un’inchiesta interna). Nel corso dell’incidente probatorio di ieri hanno testimoniato altri quattro ragazzi, ex ospiti delle comunità di don Gatti.

    Tra i cinque ad aver querelato l’ex numero uno della Caritas di Perugia, il giovane difeso dall’avvocato David Zaganelli è quello che ha raccontato il fatto più recente, avvenuto – a suo dire – nell’ottobre 2011: “Appena partiti in auto abbiamo iniziato a parlare del più e del meno sempre nell’ambito del contesto carcerario e della mia detenzione – è scritto nella denuncia -. Neanche cinque minuti dopo la partenza dal carcere, don Lucio Gatti con fare disinvolto poneva la sua mano sinistra sul mio collo precisamente sulla parte sinistra, alzando con le dita il maglione a collo alto che indossavo, chiedendomi dove fosse il tatuaggio che aveva visto in un colloquio in carcere. Il tutto in quel momento sembrava un gesto quasi normale e privo di qualsiasi tipo di malizia o intenzioni, da me al momento non percepite, successivamente dopo non aver opposto resistenza a questo gesto Gatti ha posto la sua mano destra sopra i miei organi genitali, ha trattenuto la mano per circa cinque secondi sopra i jeans per poi, dopo un mio sguardo attonito, toglierla e ricollocarla sul pomello del cambio dell’auto. A quel punto ho avuto il primo impulso di colpirlo al volto con un pugno ma fortunatamente ho subito realizzato che, dopo un anno di detenzione, sarei passato direttamente dalla parte del torto e decisi di lasciar perdere e denunciare l’accaduto direttamente alle forze dell’ordine. Abbiamo continuato a parlare come se nulla fosse successo, anche se sentivo rabbia e malessere”.

    Il giovane aveva detto di aver passato una notte senza dormire per il “forte risentimento causato dal gesto subìto” e di aver “subito comunicato ai responsabili della comunità presenti la mia intenzione di tornare in carcere, motivando la mia incompatibilità con la struttura”.

    Tra coloro che hanno querelato il sacerdote c’è anche chi ha sostenuto di essere stato costretto a subire un rapporto anale, chi dice di essere stato baciato e toccato nelle parti intime dal sacerdote. I ragazzi che hanno sporto denuncia, difesi dagli avvocati David Zaganelli, Massimo Brazzi, Federico Mazzi e Alessandro Fratini, hanno sostanzialmente confermato dinanzi al giudice per le indagini preliminari Lidia Brutti le accuse messe nero su bianco contro l’ex sacerdote.

    Il coindagato di don Lucio è Agostino Cruciani, viceresponsabile della Caritas di Massa Martana, accusato di violenza sessuale nei confronti di uno straniero. I suoi legali, gli avvocati Dario Epifani e Alessia Riommi, sostengono che le contestazioni sono infondate e derivanti da rapporti conflittuali tra l’indagato e il suo accusatore. Numerose, secondo l’avvocato di don Gatti, Nicola Di Mario, le contraddizioni in cui sono caduti ieri i giovani nel corso dell’incidente probatorio.

    Enzo Beretta

    http://www.lanazione.it/umbria/cronaca/2012/12/13/816366-le-testimonianze-in-aula-dei-ragazzi-che-accusano-di-molestie-don-lucio.shtml

  • Violenza sessuale: prete denunciato, fissato l’incidente probatorio

    Violenza sessuale: prete denunciato, fissato l’incidente probatorio

    L’udienza era stata fissata inizialmente per il 26 novembre scorso

    I cinque ragazzi che hanno denunciato per questi motivi il sacerdote perugino don Lucio Gatti verranno sentiti mercoledì prossimo

    Perugia, 9 dicembre 2012 – Molestie e violenza sessuale: i cinque ragazzi che hanno denunciato per questi motivi il sacerdote perugino don Lucio Gatti verranno sentiti mercoledi’ prossimo con la formula dell’incidente probatorio.

    A chiedere che la testimonianza fosse resa in questi termini era stato il pubblico ministero titolare dell’indagine Massimo Casucci. L’udienza era stata fissata inizialmente per il 26 novembre scorso, poi pero’ era stato tutto
    rinviato a causa di un cavillo tecnico.

    I ragazzi, alcuni ex detenuti e altri ex tossicodipendenti, davanti al giudice Lidia Brutti, racconteranno le loro storie. Che, in virtu’ della formula dell’incidente probatorio, diventeranno ‘prove’ pronte per un eventuale processo. La vicenda dei presunti abusi in alcune strutture della Caritas di Perugia e provincia, all’epoca gestite dal sacerdote, era emersa lo scorso anno, a fine novembre, quando anche la trasmissione ‘Le Iene’ si era interessata del caso.

    Dopo poco alcuni giovani avevano sporto denuncia e la Curia di Perugia aveva istituito una commissione d’inchiesta. Alcuni dei ragazzi vennero ascoltati immediatamente dalla stessa commissione che, al termine dei lavori, aveva deciso di sospendere il sacerdote per cinque anni. Lo aveva reso noto la stessa curia con una nota stampa del 30 aprile scorso.

    Don Lucio Gatti, difeso dall’avvocato Nicola Di Mario, aveva anche chiesto di essere ascoltato dal pubblico ministero e aveva sostenuto la sua estraneita’ ai fatti che gli venivano addebitati. Il sacerdote aveva detto infatti di non aver mai obbligato nessuno a fare niente. ”Erano loro che mi chiedevano baci, abbracci e carezze – aveva detto al pubblico ministero- . Erano loro che mi chiedevano di dormire insieme. E io acconsentivo. Ma mai con nessuno di loro e’ accaduto qualcosa con caratteristiche anche lontanamente sessuali. Mai nessuno
    di loro e’ stato spinto a fare qualcosa da me contro la loro volonta”’.

    Un ragazzo disse che Don Gatti lo costrinse ad avere un rapporto anale con lui. Il prete, ora sospeso dal sacerdozio per cinque anni dalla Curia vescovile di Perugia, nega che quell’evento ”si sia mai storicamente verificato”. Cosi’ come anche quello relativo alla denuncia di un altro giovane che dal carcere doveva essere trasferito in comunita’ che ha raccontato di essere stato molestato dal sacerdote.

    http://www.lanazione.it/umbria/cronaca/2012/12/09/814524-sacerdote-molestie.shtml

  • Abusi sessuali, nelle comunità di don Lucio Gatti qualcuno sapeva

    Abusi sessuali, nelle comunità di don Lucio Gatti qualcuno sapeva

    26 novembre 2012 Ultimo aggiornamento alle 23:34
    Abusi sessuali, nelle comunità di don Lucio Gatti qualcuno sapeva

    Rinviato al 12 dicembre l’incidente probatorio con le testimonianze delle presunte vittime.
    di Francesca Marruco

    Avrebbero dovuto raccontare tutto di nuovo. Superando paura e imbarazzo. Avrebbero dovuto testimoniare davanti al giudice, al pubblico ministero e ai difensori delle persone che accusano. Qualcuno di loro è arrivato dal Belgio per venire a ripetere al gip Lidia Brutti cosa sostiene di aver subito dall’ex sacerdote Lucio Gatti, indagato per violenza sessuale e abuso di mezzi di correzione, nelle comunità della Caritas da lui gestite. Invece per una questione tecnica, è stato tutto rinviato al 12 dicembre prossimo.

    Un milione di euro Il momento del confronto dunque è rimandato. Sono in cinque ad accusare Don Lucio Gatti di averli molestati sessualmente. Sono in cinque ad averlo denunciato anche se, a sentir loro, molti altri ragazzi, che hanno avuto la stessa esperienza, non lo raccontano. Prima di entrare nel vivo dell’incidente probatorio richiesto dal pubblico ministero titolare dell’indagine Massimo Casucci, gli avvocati Alessandro Fratini e Federico Mazzi hanno chiesto la costituzione di parte civile, anticipando la richiesta risarcitoria di un milione di euro.

    Le opposizioni Alla richiesta sono arrivate le opposizioni del pm e dei legali degli indagati: l’ex sacerdote è difeso dall’avvocato Nicola di Mario mentre il suo collaboratore dall’avvocato Alessia Riommi. Il gip ha rigettato la richiesta, che verrà sicuramente reiterata dagli avvocati di due ragazzi, persone offese, durante un eventuale dibattimento.

    Gli atti d’indagine Il rinvio è stato disposto per dare la possibilità a tutte le parti di prendere copia degli atti che il pubblico ministero ha depositato perché precedentemente il giudice aveva autorizzato la copia solo di alcuni atti. Oltre alle cinque denunce, c’è una meticolosa attività d’indagine del magistrato che, al di là delle querele, ha disposto numerosi accertamenti per verificare cosa accadeva veramente nelle comunità un tempo gestite dal sacerdote.

    Sapevano E dall’attività della procura emerge che, oltre ai cinque ragazzi che hanno sporto denuncia, altre persone sapevano almeno delle tendenze omosessuali dell’ex capo della Caritas. Tendenze che avevano suscitato perplessità nei collaboratori di don Gatti. Alcuni collaboratori del sacerdote infatti avevano stabilito di vigilare affinché lui non dormisse più con gli ospiti, anche minorenni, delle comunità che gestiva. Uno di questi collaboratori, dopo aver appurato che don Gatti continuava a dormire insieme ai ragazzi, aveva abbandonato le comunità.

    Accuse e difese Don Gatti, interrogato in procura aveva respinto ogni addebito, dicendo che molto spesso erano i suoi ospiti a chiedergli di dormire con lui. Ma i cinque che lo hanno denunciato e che il 12 dicembre prossimo racconteranno tutto di nuovo davanti al giudice, parlano di storie diverse: palpeggiamenti e carezze in parti intime. Un ragazzo racconta che don Lucio gli mise un mano sul pube mentre lo portava in comunità in automobile. Lo stesso ragazzo la mattina dopo ha chiesto di tornare in carcere e ha sporto denuncia.

  • L’incidente probatorio per don Lucio Gatti e il delitto Fezzuoglio aprono la settimana giudiziaria perugina

    L’incidente probatorio per don Lucio Gatti e il delitto Fezzuoglio aprono la settimana giudiziaria perugina

    Da oggi a mercoledì entrano nel vivo tre importanti processi nelle aule giudiziarie del capoluogo umbro
    26/11/2012 06:37:25

    Quella che inizia oggi è una settimana caratterizzata dai grandi processi che si terranno al tribunale di Perugia. Da oggi a mercoledì andranno in scena tre procedimenti che richiameranno sicuramente l’attenzione di molti. Si parte oggi con l’incidente probatorio chiesto dal pubblico ministero Massimo Casucci nel procedimento che coinvolge Don Lucio Gatti. Davanti al giudice per le indagini preliminari Lidia Brutti compariranno i cinque accusatori dell’ex direttore della Caritas di Perugia, difeso dall’avvocato Nicola Di Mario.

  • Abusi sessuali, Don Lucio Gatti contrattacca: «Erano loro a chiedermi di dormire insieme. Nessuna molestia sessuale»

    Abusi sessuali, Don Lucio Gatti contrattacca: «Erano loro a chiedermi di dormire insieme. Nessuna molestia sessuale»

    5 novembre 2012  di Francesca Marruco

    «Erano loro che mi chiedevano baci, abbracci e carezze. Erano loro che mi chiedevano di dormire insieme. E io acconsentivo. Ma mai con nessuno di loro è accaduto qualcosa con caratteristiche anche lontanamente sessuali. Mai nessuno di loro è stato spinto a fare qualcosa da me contro la loro volontà». Don Lucio Gatti risponde così alle quattro denunce, non due come era già emerso precedentemente, che gli sono state mosse da altrettanti ex ospiti delle comunità Caritas che gestiva.

    Nessuna molestia Nessuna molestia sessuale dunque. Figurarsi un abuso come raccontò un ragazzo di colore alla trasmissione televisiva Le Iene. Quel ragazzo disse che Don Lucio lo costrinse ad avere un rapporto anale con lui. Il prete, ora sospeso dal sacerdozio per cinque anni dalla Curia vescovile di Perugia, nega che quell’evento «si sia mai storicamente verificato». Così come anche quello relativo alla denuncia di un uomo che dal carcere doveva essere trasferito in comunità che ha raccontato di essere stato molestato dal sacerdote.

    Solo gesti d’affetto richiesti Diverse versioni invece per altri due episodi. Un ragazzo ospite nella sua comunità di recupero per tossicodipendenti ha denunciato che una sera si ritrovò a dormire nello stesso letto di don Lucio perché il sacerdote lo aveva portato in casa sua per eseguire dei lavoretti di manutenzione. Lì il prete, secondo il racconto del ragazzo, avrebbe cercato un approccio sessuale con lui, e al suo rifiuto si sarebbe masturbato nel letto a fianco a lui. Ora don Lucio dice che erano i ragazzi con cui aveva un «rapporto anche molto forte dal punto di vista fisico» a chiedergli di poter dormire insieme. A chiedergli di poter essere abbracciati da lui. Ma in quel letto lui nega di aver mai fatto qualche gesto sessuale. Avrebbe solo risposto ad una domanda di affetto anche fisico dei ragazzi.

    La difesa Don Lucio è arrivato in procura a Perugia alle 16 meno qualche minuto accompagnato dal suo avvocato Nicola Di Mario. Ad attenderlo c’era qualche fotografo e un paio di telecamere. Lui ha sorriso. E si è infilato negli uffici in cui lo aspettava il pubblico ministero Massimo Casucci. All’uscita ha optato per una porta secondaria. Per non incappare in pericoli. In quattro ore di domande, il sacerdote, «ha risposto in maniera puntuale contestando una per una tutte le accuse che gli sono state fatte. Ma era indignato per queste». Il legale ha tenuto a sottolineare la «sensibilità della procura perugina per come ha trattato l’indagine e a chiarire che il comportamento del mio cliente mai ha compromesso la libertà personale nella sfera della loro autodeterminazione sessuale dei denuncianti».

    Sospeso per comportamenti inopportuni Allora perché cinque anni di sospensione da sacerdozio? E’ presto detto, e secondo Don Lucio e il suo difensore la spiegazione è questa: pur non essendoci stato alcun episodio a sfondo sessuale tra il sacerdote e i denuncianti, c’erano comportamenti quali baci, abbracci, carezze e il dormire insieme che per la Chiesa risultano gravemente immorali un inopportuni se a metterli in pratica è un sacerdote, quindi sufficienti a determinare una sospensione.

    Fascicolo unico e proroga delle indagini «Evidentemente devo cambiare il mio modo di approcciarmi alle persone. Ho sempre visto qualcosa di affettuoso e amorevole in quei gesti ma mai niente di sessuale», avrebbe detto ancora il sacerdote. Intanto la procura ha riunificato i quattro fascicoli, figli di quattro diverse denunce, e ha fatto richiesta per una proroga delle indagini al giudice per le indagini preliminari.

  • Scandalo Don Lucio: “Volevo picchiare quel prete”

    Scandalo Don Lucio: “Volevo picchiare quel prete”

    “Dopo le avances ho chiesto di tornare in cella”

    Perugia, 12 agosto 2012 – «IL SIGNOR Don Lucio ha posto la sua mano destra sopra i miei organi genitali logicamente ricoperti dai jeans che indossavo, ha trattenuto la mano per circa 5 secondi per poi, dopo un mio sguardo attonito toglierla….a quel punto ho avuto il primo impulso di colpirlo al volto con un pugno ma fortunatamente ho subito realizzato che dopo un anno di detenzione sarei passato direttamente dalla parte del torto».

    E’ uno stralcio della denuncia presentata da un 33emme di Umbertide il 22 ottobre 2010, quattro giorni dopo le presunte avances di Don Lucio Gatti, l’ex direttore della Caritas indagato per abuso sessuale e dei mezzi di correzione nell’ambito di un’indagine condotta dalla polizia penitenziaria e coordinata dal pm Massimo Casucci. Dopo l’episodio in auto, mentre il religioso stava portando il giovane dal carcere di Capanne alla Comunità di San Fatucchio (il 18 ottobre 2011 in seguito all’udienza in Corte d’appello a Perugia), il denunciante ha chiesto di essere riportato in cella. E così è stato.

    Lì ha scritto la denuncia di suo pugno. Successivamente — difeso dall’avvocato David Zaganelli — ha ottenuto gli arresti domiciliari in casa. Lui, come gli altri quattro denuncianti, dovranno ora (ma la decisione spetta al giudice per le indagini preliminari del tribunale) ripetere le accuse (alcune molto forti e presentate dopo molti anni dai fatti ndr) in aula.
    L’incidente probatorio chiesto dalla procura per ‘cristallizzare’ le denunce infatti si svolgerà in contraddittorie e alle presunte persone offese potrà fare domande anche il difensore del religioso, l’avvocato Nicola Di Mario.

    NELL’INCHIESTA compare anche un altro indagato, un laico, Agostino Cruciani di Foligno, all’epoca dei fatti viceresponsabile della struttura di Massa Martana, difeso dall’avvocato Alessia Riommi. Quest’ultimo è stato tirato in ballo da un detenuto africano che aveva ottenuto i domiciliari nella comunità dopo una condanna per concorso in spaccio di sostanze stupefacenti. Inizialmente non ha denunciato le avances sessuali che gli sarebbero state fatte sia da don Lucio che da Cruciani. Poi tra marzo e aprile del 2012 quando l’indagine aveva già infiammato la città è stato convocato dalla polizia penitenziaria che ha sentito a tappeto gli ospiti delle comunità gestite dal religioso.
    A loro ha quindi raccontato di essere stato oggetto delle attenzioni dei due nell’ottobre del 2011. Lo straniero è difeso dall’avvocato Massimo Brazzi.

    GLI ALTRI EPISODI contestati all’ex parroco di Cenerente — sospeso per cinque anni dal vescovo Gualtiero Bassetti in seguito all’indagine diocesana — riguardano invece fatti che sarebbero avvenuti negli anni scorsi e portati alla luce dalle Iene ma mai denunciati dagli interessati se non dopo la trasmissione televisiva. Avances particolarmente violente, stando al solo racconto dei denuncianti e su cui sono in corso verifiche da parte dell’autorità giudiziaria.
    Don Gatti era stato sentito direttamente dal pm ma aveva rigettato le accuse.

    http://www.lanazione.it/umbria/cronaca/2012/08/12/757374-don-lucio-gatti-accuse-violenza-sessuale-abusi-testimonianze-detenuto.shtml

  • Abusi sessuali, i racconti degli ospiti Caritas su don Lucio

    Abusi sessuali, i racconti degli ospiti Caritas su don Lucio

    La procura: “Servono altri sei mesi d’indagine”

    Il prete accusato in cura da uno psicologo dopo la sospensione decisa dal vescovo Bassetti

     

    Scritte contro il clero a Cenerente

    Perugia, 22 maggio 2012 – Proseguono a ritmo serrato le indagini della procura sulla vicenda che ha coinvolto don Lucio Gatti, l’ex direttore dei centri Caritas ed ex parroco di Cenerente, sospeso per cinque anni dal servizio sacerdotale dal vescovo Gualtiero Bassetti e indagato dalla procura di Perugia per abusi sessuali.
    Il pm Massimo Casucci ha chiesto al gip la proroga delle indagini: altri sei mesi per verificare se hanno fondamento le denunce presentate nei mesi scorsi. Intanto gli inquirenti sentono gli ospiti delle comunità per ricostruire cosa sarebbe accaduto nei rapporti tra il noto parroco e alcuni ragazzi disagiati, spesso finiti nel tunnel della tossicodipendenza.

    I DENUNCIATI — quattro in tutto, di cui un extracomunitario — non sono ancora stati interrogati. Per loro, allo stato, parlano gli esposti presentati nei mesi scorsi in procura. Sono invece stati sentiti, come persone informate sui fatti, alcuni ospiti delle comunità Caritas all’epoca gestite da don Lucio Gatti, l’ex direttore ed ex parroco di Cenerente indagato per abusi sessuali e sospeso dal vescovo Gualtiero Bassetti all’esito dell’indagine svolta dalla commissione diocesana. Cosa sia emerso dall’attività istruttoria in corso è coperto dal segreto ma, proprio per sciogliere il nodo dei presunti abusi e ricostruire se all’ombra dei ‘ricoveri’ in comunità di giovani disagiati — molti tossicodipendenti — si siano svolti reati o «scambi di affettuosità», «moralmente discutibili» solo dal punto di vista ecclesiastico il pm Massimo Casucci ha deciso di andare fino in fondo e così ha chiesto al gip l’autorizzazione a indagare ancora sei mesi.

    DON LUCIO — difeso dall’avvocato Nicola Di Mario — era stato sentito una settimana fa dal magistrato che sta valutando tre episodi di presunti abusi nell’ambito di esposti presentati da quattro ex ospiti delle comunità Caritas. Uno, in particolare, è l’uomo che ha raccontato di aver subito delle avances durante il viaggio in auto tra il carcere di Capanne, dove era detenuto, e una struttura di accoglienza; un altro avrebbe parlato di palpeggiamenti nell’ambito di una ‘trasferta’ a Fiumicino. Il terzo e il quarto invece sono i ragazzi che hanno ritenuto di svelare alle «Iene», prima ancora che all’autorità giudiziaria, i presunti palpeggiamenti di cui sarebbero stati vittima.

    Tutti episodi smentiti da don Lucio che ha risposto punto per punto alle accuse. L’ex sacerdote ha inoltre spiegato al pm quanto già illustrato ai membri della commissione diocesana ovvero di comportamenti affettuosi con altri ospiti delle strutture — differenti dai denunciati — con i quali avrebbe scambiato effusioni ma mai volte al soddisfacimento di desideri sessuali. Quest’ultimo aspetto è infatti quello centrale emerso in Curia e che ha portato alla sospensione, per cinque anni di don Lucio, ora in cura da uno psicologo.

    http://www.lanazione.it/umbria/cronaca/2012/05/22/716409-prete-pedofilia-don-lucio-caritas-accuse.shtml

  • Abusi sessuali, Don Lucio Gatti sospeso per 5 anni dal sacerdozio. Lui:«Solo fantasie»

    Abusi sessuali, Don Lucio Gatti sospeso per 5 anni dal sacerdozio. Lui:«Solo fantasie»

    Abusi sessuali, Don Lucio Gatti sospeso per 5 anni dal sacerdozio. Lui:«Solo fantasie»

    di Francesca Marruco

    Adesso è ufficiale: don Lucio Gatti è stato sospeso dal sacerdozio per cinque anni. Lo rende noto la curia arcivescovile di Perugia con una scarna nota ufficiale diramata agli organi di stampa. Ma lui, che ha chiesto al pubblico ministero che lo indaga di essere ascoltato, e che ai parrocchiani in una lettera aveva chiesto «scusa» è pronto a smentire tutte le accuse che gli vengono mosse da due ex ospiti delle comunità che gestiva. Nessuna molestia sessuale. Tanto meno abusi. Solo «fantasie e calunnie» di due ragazzi.

    Il decreto «In data 30 aprile 2012- sta scritto nella nota della curia- è stato emanato il decreto arcivescovile riguardante il sacerdote diocesano don Lucio Gatti in seguito ai risultati dell’indagine avviata dall’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti il 24 ottobre 2011. Nel decreto si stabilisce la sospensione del sacerdote da ogni attività pastorale per un periodo di cinque anni. L’annuncio del suddetto decreto arcivescovile avviene attraverso il presente comunicato stampa dopo l’espletamento delle relative procedure canoniche».

    Chiesa e magistratura La nota stampa della curia termina dicendo: «La nostra Chiesa diocesana rinnova la sua richiesta di perdono a chi si sia sentito offeso». Offeso. Parallelamente all’inchiesta della commissione diocesana si è mossa la magistratura. Ci sono due fascicoli aperti dal pubblico ministero Massimo Casucci per violenza sessuale e abuso di mezzi di correzione. L’indagato è don Lucio Gatti. L’ex direttore della Caritas che per anni ha gestito centri di recupero per giovani tossicodipendenti nel perugino.

    L’interrogatorio E proprio don Lucio adesso, dopo essere stato ufficialmente sospeso dal sacerdozio, spiegherà la sua versione dei fatti al magistrato titolare delle indagini. Ha chiesto lui pochi giorni fa di essere interrogato e l’interrogatorio avverrà nel giro di altrettanti pochi giorni. Così don Lucio, accompagnato dal suo legale Nicola Di Mario, varcherà la soglia della procura della Repubblica di Perugia e proverà a scrollarsi di dosso le accuse infamanti di aver molestato sessualmente alcuni ospiti delle sue comunità.

  • Abusi sessuali, don Lucio Gatti va in procura a Perugia

    Abusi sessuali, don Lucio Gatti va in procura a Perugia

    Ha definito «fantasie e calunnie» le accuse mosse contro di lui. In una lettera ha chiesto «scusa» ai suoi parrocchiani
    Abusi sessuali, don Lucio Gatti va in procura a Perugia

    di Maurizio Troccoli

    Don Lucio Gatti, il sacerdote di Cenerente, l’ex direttore della Caritas perugina, travolto dallo scandalo ‘Abusi sessuali’ su cui si sono accesi i rifelttori dei media nazionali, attraverso la nota trasmissione Le Iene, è andato alla procura della Repubblica, a Perugia, accompagnato dai suoi legali.

    Due fascicoli Ci sono due fascicoli aperti dal pubblico ministero Massimo Casucci per violenza sessuale e abuso di mezzi di correzione. Il sacerdote che per anni ha gestito centri di recupero per giovani tossicodipendenti nel perugino è stato anche sospeso dal sacerdozio per 5 anni, dopo il lavoro di una commissione che si è costituita sul caso. Il sacerdote ha scritto una lettera ai suoi parrocchiani, letta dal vescovo di Perugia nella quale ha chiesto «scusa», e poi ha fatto richiesta al pubblico ministero che indaga su di lui di essere ascoltato, dichiarando come «fantasie e calunnie» le accuse mosse contro di lui.