Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Abusi sui “chierichetti del Papa”, il nuovo servizio delle Iene: «Molestie a ragazzini di soli 11 anni»

    Abusi sui “chierichetti del Papa”, il nuovo servizio delle Iene: «Molestie a ragazzini di soli 11 anni»

    I presunti abusi in Vaticano sui “chierichetti del Papa” sono al centro della nuova inchiesta de “Le Iene” a cura di Gaetano Pecoraro. Il caso non è nuovo: già nel 2017 la trasmissione di Italia 1 si era occupata di questa storia di molestie su minori all’interno del pre-seminario San Pio X. A finire nell’occhio del ciclone è stato don Gabriele Martinelli, accusato di di abusi da due minori e rinviato a giudizio (insieme al rettore don Enrico Radice) lo scorso settembre per volontà proprio di Papa Francesco.

    Le Iene tornano a occuparsi di questa storia, raccogliendo nuove testimonianze e accuse verso i presunti religiosi pedofili. Nelle nuove testimonianze emergono i dettagli di quanto sarebbe avvenuto. «L’ha buttato sul letto e sembrava che voleva fargli qualcosa, con intenzioni ambigue. Lui gli ha dato una gomitata ed è scappato via». E ancora: «Si è trovato in braccio sulla sedia e gli ha detto di tirarlo fuori».

    «Mi ha detto di salire nella sua stanza – racconta un ex alunno – Non ci vedevo nulla di male, avevo undici anni. Mi chiese di avvicinarmi, mi mise una mano sulla gamba, poi piano piano salì. Mi mise una mano sul p***, il dito sopra e la mano sopra, a cucchiaio. E mi chiese se avessi avuto voglia di farglielo vedere, più di una volta». Il servizio si chiude con la versione del prete: «Io non ho mai toccato i ragazzi. Ma per l’amor del cielo. Quando ero Rettore non andavo nemmeno a guardarli mentre facevano la doccia».

    Nel servizio che andrà in onda stasera altre tre testimonianze inedite offrono ulteriori racconti su ciò che sarebbe successo sempre all’interno di quelle mura, facendo arrivare a ben cinque i casi di presunti abusi e a tre i sacerdoti coinvolti, dagli anni ’70 fino ai giorni nostri. Partendo da una email contenente quelle che sono nuove accuse, Gaetano Pecoraro incontra presunti abusati e presunti abusatori. Le accuse sono sempre le stesse: alcuni seminaristi testimoniano di essere state vittime o di essere a conoscenza di abusi sessuali ai danni di ragazzini di soli 11 anni.

    La trasmissione aveva già raccontato la storia di Kamil che, dopo aver servito per anni sia Joseph Ratzinger che Papa Francesco, un giorno ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti: sostiene infatti di essere stato testimone oculare di abusi sessuali che il suo compagno di stanza Marco avrebbe subìto da ragazzino durante la sua vita nel pre-seminario. Dopo il primo servizio andato in onda, si era unito al coro degli accusatori anche un secondo ragazzo, che aveva puntato il dito sempre contro la stessa persona, Don Gabriele Martinelli un seminarista, poi diventato sacerdote.

    Martinelli respingeva fermamente le accuse proprio come avevano fatto anche tutte le più alte cariche sopra di lui, partendo da Don Enrico Radice, rettore del pre-seminario (ai tempi in cui Marco e Kamil lo frequentavano) e di Don Gabriele Martinelli stesso. Il 17 settembre di quest’anno, direttamente dalla sala stampa della Santa Sede, risuona la notizia che «lo Stato del Vaticano ha chiesto il rinvio a giudizio di Don Gabriele Martinelli, con l’accusa di abusi sessuali e di don Enrico Radice, rettore del pre-seminario all’epoca dei fatti, con l’accusa di favoreggiamento». Un processo che non si sarebbe mai potuto svolgere se non fosse stato per la diretta e personale volontà proprio di papa Bergoglio che, sul caso specifico, ha modificato la procedura rimuovendo la causa di improcedibilità. Per la prima volta nella storia della Chiesa si indaga su quello che sarebbe accaduto, secondo i testimoni, tra le mura del Vaticano.

    https://www.ilmessaggero.it/televisione/pedofilia_preti_vaticano_chierichetti_papa_le_iene_servizio_ultime_notizie-4866991.html

  • Pedofilia, Alta Corte australiana ammette appello del cardinale Pell

    Pedofilia, Alta Corte australiana ammette appello del cardinale Pell

    Santa Sede: fiducia nei giudici e vicinanza alle vittime degli abusi

    Si riapre la battaglia legale sui presunti abusi sessuali su minori contestati al cardinale australiano George Pell, condannato nel suo Paese a sei anni di carcere per pedofilia, con un minimo di tre anni e otto mesi da scontare in carcere, dove attualmente si trova.

    L’Alta Corte di Australia ha infatti ammesso l’appello del porporato, oggi 78enne, che risponde di abusi sessuali ai danni di due coristi-chierichetti nella cattedrale di Melbourne nel 1996, ma che si è sempre dichiarato innocente.

    Dopo il ricorso presentato dai legali di Pell, in seguito alla conferma della condanna, lo scorso agosto, da parte della Corte d’Appello di tre giudici dello Stato di Victoria con un voto di due a uno, l’Alta Corte, massima giurisdizione in Australia, ha annunciato di aver deciso di ammettere un ultimo appello, in seduta plenaria di sette giudici.

    La Santa Sede conferma “la propria fiducia nella giustizia australiana”, ricorda che “il cardinale ha sempre affermato la propria innocenza” e ribadisce “la propria vicinanza a quanti hanno sofferto a causa degli abusi da parte dei membri del clero”.

    http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2019/11/13/pedofilia-alta-corte-australiana-ammette-appello-di-pell_820882f4-3651-473a-9b21-27acf64d19a0.html?fbclid=IwAR0yeeE2ENguNt_p73Tz7MYpq3z6A6ERRX_B_4T-AS2b1MkVOw2kd_lvMME

  • Live Non è la D’Urso, Paolo Brosio: “Preti che abusano di minori? Chi se ne frega di questi casi”

    Live Non è la D’Urso, Paolo Brosio: “Preti che abusano di minori? Chi se ne frega di questi casi”

    È stato questo il tema su cui si è dibattuto lunedì sera nell’ultima puntata di “Live – Non è la D’Urso”

    Sesso e Chiesa. È stato questo il tema su cui si è dibattuto lunedì sera nell’ultima puntata di “Live – Non è la D’Urso“: in studio c’era da una parte chi accusava il Vaticano di nascondere gli episodi di abusi su minori e di suore e preti che praticano sesso consenziente, mentre dall’altra c’era chi lo difendeva a spada tratta come Paolo Brosio. Proprio quest’ultimo, preso dalla discussione, ha fatto una considerazione che gli è costato un duro rimprovero da parte della conduttrice, Barbara D’Urso.

    Il dibattito si è aperto con lo scandalo dei due casi di suore incinte in Sicilia e poi è proseguito con Serena Grandi che ha raccontato ancora una volta quanto le è accaduto da bambina, quando il prete della sua parrocchia la costringeva a baciare una sua amica. Barbara D’Urso è intervenuta per sottolineare che non si poteva generalizzare estendendo il discorso a tutta la Chiesa ma che si trattava solo di casi isolati ma è stata interrotta da Manuela Villa: “Per paura dei preti i genitori non portano più i propri figli all’oratorio“, ha detto la showgirl.

    Al che Paolo Brosio ha fatto un salto sulla sedia mentre gli altri ospiti davano ragione alla Villa continuando a parlare di abusi sui minori e poi è sbottato: “Chi se ne frega di questi casi, gli oratori sono pieni di gente per bene“, parole forti, che hanno fatto calare il gelo in studio scatenando la dura reazione della conduttrice ma anche di Vladimir Luxuria ed Elenoire Casalegno: “È gravissimo quello che dici, è per gente che la pensa come te che dice chi se ne frega che anni dopo anni si nascondono soprusi su bambini e donne“.

    Ma la questione non è finita qui. Ripresa la discussione, Paolo Brosio è tornato poi alla carica: “Io non sono mica scemo, ho capito il tuo gioco! Parli solo delle cose negative“, ha detto rivolgendosi alla D’Urso. “Nemmeno io sono scema – gli ha replicato subito la conduttrice – Tu stai facendo un discorso fine a se stesso, portandolo completamente dalla tua parte. Io non sto parlando in generale e lo sai bene. Sono molto religiosa, vado in chiesa, ho sempre un rosario con me e non mi vergogno di dirlo. L’ho detto per quattro volte che non stiamo parlando in generale ma di notizie di cronaca. Sei insopportabile!”, ha concluso Barbara D’Urso.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/12/live-non-e-la-durso-paolo-brosio-preti-che-abusano-di-minori-chi-se-ne-frega-di-questi-casi/5559395/?fbclid=IwAR2kMMfqQjrWcxnw4_ZUx463cQRiLu49rAtnrL1yu_1ugvwapcQzDQRvxN8

  • Forteto, ora la sentenza è definitiva Fiesoli condannato a 14 anni e 10 mesi

    Forteto, ora la sentenza è definitiva Fiesoli condannato a 14 anni e 10 mesi

    È definitiva la condanna per Rodolfo Fiesoli, 78 anni, il «profeta» e fondatore della comunità Il Forteto per minori disagiati a Vicchio del Mugello, in provincia di Firenze, al centro di una vicenda di maltrattamenti e abusi.
    La quarta sezione penale della Cassazione ha rigettato il ricorso di Fiesoli, contro la condanna nell’appello bis a Firenze, il 26 ottobre dello scorso anno, a 14 anni e dieci mesi. Definitiva anche la condanna a 6 anni e quattro mesi per Daniela Tardani, una delle madri affidatarie.
    Il caso era approdato in Cassazione il 22 dicembre 2017, in quella occasione la Suprema Corte aveva confermato la responsabilità penale di Fiesoli, rinviando ad un appello bis per la rivalutazione di un singolo capo di imputazione. Dopo quella sentenza, il «guru» venne arrestato, ma poi rilasciato perché la condanna non era ancora definitiva.
    https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/19_novembre_06/forteto-ora-sentenza-definitiva-fiesoli-condannato-14-anni-10-mesi-f295a588-00c1-11ea-8732-be7de5ed3bbc.shtml
  • Ozon, la mia storia di preti e pedofilia

    Ozon, la mia storia di preti e pedofilia

    In sala ‘Grazie a Dio’. Regista, racconto fragilità degli uomini

    ROMA – ‘Grazie a Dio’ di Francois Ozon è un film sorprendente, duro, che, nonostante il tema per nulla mainstream (preti e pedofilia), ti prende come il più appassionante dei thriller. Il fatto è che in questo film, tratto da una storia vera (il caso Preynat-Barbarin su abusi sessuali ai danni di minori commessi nella diocesi di Lione) e in sala dal 17 ottobre con Academy Two, le emozioni sono tante: uomini adulti che confessano nei minimi particolari, e tra mille imbarazzi, gli abusi subiti trent’anni prima e, soprattutto, la prepotenza della Chiesa nel negare i fatti, la sua ostentata impunità.

    “Non volevo fare un film sul cattolicesimo e sulla pedofilia, ma piuttosto sulla fragilità maschile. Una cosa che si vede poco al cinema” ci tiene a dire oggi a Roma il regista. Protagonista del film – che ha vinto il premio della Giuria al Festival di Berlino – è Alexandre (Melvil Poupaud) che un giorno scopre come padre Preynat (Bernard Verley), il prete che lo ha molestato durante l’infanzia, è tornato a dir messa nella regione di Lione. Una cosa assurda perché Alexandre, oltre ad essere una vittima, è anche un padre e non accetta che il sacerdote possa avere ancora contatti con altri bambini. Considerato che la Chiesa si rifiuta di sanzionare Preynat, grazie anche alla copertura dal cardinale Barbarin (Francois Marthouret), Alexandre è pronto ad agire per conto suo, e poi insieme ad alcuni amici di vecchia data ed ex vittime, Francois (Denis Ménochet) ed Emmanuel (Swann Arlaud). Iniziano così le denunce alla giustizia ordinaria, anche se nella maggior parte dei casi i reati sono andati in prescrizione. Lentamente le vittime degli abusi escono allo scoperto e prendono coraggio, anche grazie alla costituzione di un’associazione che raccoglie le testimonianze degli abusi, e così la battaglia all’omertà ecclesiastica prende forza fino a trovare giustizia.

    Questa la situazione giudiziaria ad oggi. Preynat è stato costretto dalla Chiesa alle dimissioni dello stato clericale, ma è ancora sotto processo per la giustizia ordinaria, mentre il cardinale Barbarin, colpevole di “omessa denuncia di maltrattamenti” in primo grado, ha presentato le sue dimissioni a Papa Francesco che le ha però rifiutate. “A Lione il film ha avuto un successo imprevedibile e inatteso – dice Ozon – come d’altronde in tutta la Francia dove ha ottenuto un milione di spettatori. Va detto che c’è stata una forte resistenza della Chiesa, una cosa che alla fine ci ha fatto anche pubblicità. Ma una cosa è certa, a pochi giorni dall’uscita prevista del film nessuno di noi era certo che sarebbe mai arrivato in sala”. “Da parte della Chiesa – spiega il regista – si continua a parlare di tolleranza zero verso queste cose, ma di fatto le azioni non sembrano seguire questa volontà. Ad esempio – conclude – dispiace pensare che Papa Francesco a tutt’oggi non abbia accettato le dimissioni di Barbarin”.

    http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/cinema/2019/10/10/ozon-storia-di-preti-e-pedofilia_3ba3209d-f592-4169-b2f6-e40afbea189b.html

  • Caso Pell, accusa si oppone ad appello

    Caso Pell, accusa si oppone ad appello

    Tribunale dovrà decidere, processo potrebbe durare sei mesi

    Il processo può richiedere fino a sei mesi e può svolgersi a porte chiuse.
    http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2019/10/08/caso-pell-accusa-si-oppone-ad-appello_4f43f416-05c3-445d-815c-b2da7632f5c3.html
  • Abusi sessuali in Vaticano?/ Chiesto processo per due preti (Quarto grado)

    Abusi sessuali in Vaticano?/ Chiesto processo per due preti (Quarto grado)

    Carmine Massimo Balsamo

    Presunti abusi sessuali in Vaticano, rinviati a giudizio don Gabriele Martinelli e don Enrico Radice: le ultime notizie a Quarto Grado.

    Presunti abusi sessuali in Vaticano, nuovi sviluppi dall’indagine sui fatti che sarebbero avvenuti nel Preseminario San Pio X in anni precedenti il 2012: come vi abbiamo raccontato, il promotore di giustizia del Tribunale dello Stato Vaticano ha chiesto il rinvio a giudizio di due preti. Parliamo di don Gabriele Martinelli, per l’ipotesi di reato di abusi sessuali, e di don Enrico Radice, per l’ipotesi di reato di favoreggiamento. Un’inchiesta che ha scosso la Santa Sede e che Quarto Grado seguirà da vicino nella puntata in onda questa sera, venerdì 27 settembre, su Rete 4. Le indagini erano state avviate nel novembre 2017, partite da indiscrezioni giornalistiche, e la sala stampa del Vaticano ha precisato: «Nonostante i fatti denunciati risalgano ad anni in cui la legge all’epoca in vigore impediva il processo in assenza di querela della persona offesa da presentarsi entro un anno dai fatti contestati, il rinvio è stato possibile in virtù di un apposito provvedimento del Santo Padre del 29 luglio scorso, che ha rimosso la causa di improcedibilità».

    ABUSI SESSUALI IN VATICANO? CHIESTO PROCESSO PER DUE PRETI

    Come evidenziato dai colleghi di Avvenire, a far esplodere il caso furono il libro “Peccato originale”, scritto dal conduttore di Quarto Grado Gianluigi Nuzzi, nonché i servizi del medesimo programma e de Le Iene. Il giornalista raccontò nel suo scritto la storia di Kamil Jarzembowski, ex alunno di San Pio X, che denunciò abusi sessuali su un compagno di stanza nell’estate del 2014. Il polacco fu testimone oculare della violenza subita dal giovane e, oltre lui, altri due ex alunni si fecero avanti con accuse simili. Gli inquirenti della Santa Sede hanno condotto una lunga indagine e, dopo aver visionato almeno un centinaio di casi, avrebbero verificato la consumazione di rapporti omosessuali all’interno del preseminario San Pio X – che dal 1956 ospita alunni delle scuole medie per il cosiddetto “discernimento vocazionale” – come evidenziato dal Corriere della Sera, i rapporti avrebbero coinvolto alcuni coetanei tra loro.

    PRESUNTE VIOLENZE SESSUALI AL PRESEMINARIO SAN PIO X: LE ULTIME

    Voluto fortemente da Pio XIII, il preseminario San Pio X venne affidato a don Giovanni Folci e nel corso degli anni ha assunto l’importante ruolo di ospitare tutti quei giovani che intendono riflettere sul futuro e su una possibile chiamata alla vita sacerdotale. Come spiega Avvenire, i ragazzi frequentano la scuola parificata Sant’Apollinare a Roma durante il giorno, prestando poi servizio liturgico come ministranti nella Basilica di San Pietro. Don Gabriele Martinelli, 28enne, è stato ordinato in diocesi di Como il 10 giugno del 2017, mentre l’ex rettore don Radice è sacerdote della diocesi lariana. L’accusa di abusi sessuali chiama in causa il primo, che avrebbe perpetrato violenze su alunni poco più giovani di lui. Attesi aggiornamenti nel corso dei prossimi giorni su uno dei più grossi scandali della storia recente, la richiesta di rinvio a giudizio per i due preti traccia un solco…

    https://www.ilsussidiario.net/news/abusi-sessuali-in-vaticano-chiesto-processo-per-due-preti-quarto-grado/1930719/

  • La procura di Roma indaga sugli abusi in Vaticano

    La procura di Roma indaga sugli abusi in Vaticano

    Fatti ancora in via di accertamento, risalenti al periodo precedente il 2012. Il sospetto dei pm di piazzale Clodio è che i protagonisti dei fatti abbiano replicato (e subìto) gli stessi comportamenti anche su suolo italiano

    Per ogni fedele cristiano è a pochi metri dal luogo simbolo consacrato alla preghiera e alla devozione. Eppure anche nella sacrestia della basilica di San Pietro potrebbero essere stati consumati abusi sessuali. Protagonisti due ragazzi coetanei, all’epoca studenti, uno vittima, l’altro un violentatore. Fatti ancora in via di accertamento, risalenti al periodo precedente il 2012 e al centro di due inchieste: una della magistratura vaticana, e l’altra della procura di Roma. Indagini che procedono da anni parallele, delimitate dai rispettivi ambiti di competenza territoriale. Quanto successo all’interno di Città del Vaticano non è oggetto di verifiche da parte dei pm romani, se non in modo incidentale. E quindi quanto sarebbe accaduto nella sacrestia è materia esclusiva degli inquirenti della Santa Sede. Ma il sospetto dei pm di piazzale Clodio è che i protagonisti dei fatti vaticani abbiano replicato (e subìto) gli stessi comportamenti anche su suolo italiano. Ecco perché si procede in stretta coordinazione da anni.

    Il confine territoriale

    La vittima è un ex studente del pio collegio Opera di Don Folci, il preseminario vaticano, situato a due passi da Santa Marta. Il giovane, oggi un uomo, avrebbe subito vessazioni continue che ne hanno minato la capacità di reagire per il timore di subire ritorsioni da parte dei superiori. Uno stato di sudditanza psicologica facilitato dal contesto in cui ha vissuto il giovane, per anni studente del convitto dove tante famiglie mandano a studiare i figli per sfruttare l’opportunità di frequentare gratuitamente il San Pio X. La mattina il ragazzo si è recato per tanto in territorio italiano per andare seguire le lezioni scolastiche e poi il pomeriggio è rientrato a Citta del Vaticano, presso il pio collegio Opera di Don Folci. Un confine impercettibile nella vita di tutti i giorni, ma che per le due magistrature impone inchieste differenti. Gli educatori dell’epoca avrebbero prestato scarso controllo ai rapporti nati tra i seminaristi che avrebbero sviluppato amicizie morbose. Quattro giorni fa il tribunale vaticano ha chiesto il rinvio a giudizio del sospetto violentatore: oggi è un prete, e si chiama don Gabriele Martinelli, ma all’epoca era ancora studente. L’azione penale in Vaticano è stata esercitata anche nei confronti dell’allora rettore del pre seminario, monsignor Enrico Radice, ritenuto responsabile delle omissioni che avrebbero sviluppato le violenze. Sui comportamenti di Martinelli – ancora non indagato – ha acceso un faro anche la procura capitolina, frenata nell’inchiesta dalla diffusa omertà tra i seminaristi. Bisogna sottolineare e ricordare come i vertici dell’istituto Don Folci, tuttavia, hanno sempre smentito con forza che vi siano stati abusi sessuali all’interno della struttura.

    https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/19_settembre_21/procura-roma-indaga-abusi-vaticano-e4b873de-dc5c-11e9-95a3-10409ad8b828.shtml

  • Il Vaticano chiede il rinvio a giudizio per gli abusi sui chierichetti del papa

    Il Vaticano chiede il rinvio a giudizio per gli abusi sui chierichetti del papa

    Il Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato Vaticano, con provvedimenti del 16 e 17 settembre, ha chiesto il rinvio a giudizio rispettivamente di don Gabriele Martinelli, con l’accusa di abusi sessuali che sarebbero avvenuti nel Preseminario San Pio X in anni precedenti il 2012, e di don Enrico Radice, rettore del Preseminario all’epoca dei fatti, con l’accusa di favoreggiamento.

    Le indagini erano state avviate nel novembre del 2017 a seguito di notizie divulgate da organi di stampa. Nonostante i fatti denunciati risalgano ad anni in cui la legge all’epoca in vigore impediva il processo in assenza di querela della persona offesa da presentarsi entro un anno dai fatti contestati, il rinvio è stato possibile in virtù di un apposito provvedimento del Santo Padre del 29 luglio scorso, che ha rimosso la causa di improcedibilità.

    [01462-IT.01] [Testo originale: Italiano]
    [B0711-XX.01]
    https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2019/09/17/0711/01462.html

  • Missouri, decine preti accusati molestie

    Missouri, decine preti accusati molestie

    Dei 163 individuati, 80 sono morti e altri 16 già noti

    http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/09/14/missouri-decine-preti-accusati-molestie_0a2fefd5-6d23-4e11-9c01-5ee6efcb7c45.html