Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Papa Francesco conferma le norme anti-abusi e le estende ai laici

    Papa Francesco conferma le norme anti-abusi e le estende ai laici

    Dopo quasi quattro anni di sperimentazione, papa Francesco ha pubblicato oggi una versione aggiornata del motu proprio “vos estis lux mundi”, confermando e ampliando le norme per prevenire e contrastare gli abusi sessuali contro i minori e gli adulti vulnerabili.

    La novità più significativa è l’estensione delle norme riguardanti la responsabilità dei vescovi e i superiori religiosi anche ai laici moderatori di associazioni internazionali di fedeli riconosciute dalla santa sede. Il nuovo testo è stato inoltre armonizzato con le altre riforme normative introdotte dal 2019 ad oggi.

    Dopo quasi quattro anni di sperimentazione, consultati gli episcopati e i dicasteri della curia romana, papa Francesco ha promulgato definitivamente le procedure per prevenire e contrastare il fenomeno degli abusi sessuali all’interno della Chiesa Cattolica. È stata pubblicata oggi la nuova versione del motu proprio “vos estis lux mundi”, che entra in vigore il 30 aprile e abroga la precedente del maggio 2019 e conferma la volontà di proseguire nella lotta a questi crimini.

    La novità più significativa introdotta nella nuova versione della normativa riguarda il “Titolo II” con le disposizioni relative alle responsabilità dei vescovi, superiori religiosi e chierici preposti alla guida di una chiesa particolare o di una prelatura. Sono stati infatti aggiunti anche i “fedeli laici che sono o sono stati moderatori di associazioni internazionali di fedeli riconosciute o erette dalla sede apostolica, per i fatti commessi” mentre erano in carica. Molte altre modifiche sono state introdotte per armonizzare il testo delle procedure contro gli abusi con le altre riforme normative introdotte dal 2019 ad oggi, in particolare con la revisione del motu proprio “sacramentorum sanctitatis tutela” (norme emendate nel 2021); con le modifiche al libro vi del codice di diritto canonico (riforma del 2021) e con la nuova costituzione sulla curia romana, “praedicate evangelium” (promulgata nel 2022).

    Tra queste c’è ad esempio quella che riguarda gli adulti “vulnerabili”. Mentre prima si parlava di “atti sessuali con un minore o con una persona vulnerabile” nella nuova versione si parla di “delitto contro il vi comandamento del decalogo commesso con un minore o con persona che abitualmente ha un uso imperfetto della ragione o con un adulto vulnerabile”.

    Un’altra modifica riguarda la tutela di chi presenta la segnalazione di un presunto abuso: mentre prima si affermava che a colui che segnala non può essere imposto alcun vincolo di silenzio, ora si aggiunge che questa tutela va estesa, oltre a chi effettua una segnalazione, anche “alla persona che afferma di essere offesa e ai testimoni”.

    Rafforzata anche la parte dove si chiede di salvaguardare “la legittima tutela della buona fama e la sfera privata di tutte le persone coinvolte”, nonchè la presunzione di innocenza per chi è indagato in attesa che vengano accertate le sue responsabilità. Nella nuova versione di “vos estis lux mundi” viene anche specificato che le diocesi e le eparchie devono dotarsi di “organismi e uffici” – nel vecchio testo si parlava più genericamente di “sistemi stabili” – facilmente accessibili al pubblico per ricevere le segnalazioni di abusi. Ed è anche precisato che il compito di procedere con l’indagine è compito del vescovo del luogo dove sarebbero avvenuti i fatti denunciati.

    Come si ricorderà, le procedure introdotte nel 2019 stabiliscono in modo preciso come comportarsi di fronte alle segnalazioni di casi di abuso e assicurano che vescovi e superiori religiosi – ora anche i laici a capo di associazioni internazionali – rendano conto del loro operato e siano obbligati – con un precetto legale stabilito universalmente – a segnalare abusi dei quali sono venuti a conoscenza. Il documento comprendeva e continua a comprendere non soltanto le molestie e le violenze sui minori e sugli adulti vulnerabili, ma riguarda anche la violenza sessuale e le molestie conseguenti all’abuso di autorità. Questo obbligo include dunque anche qualsiasi caso di violenza sulle religiose da parte di chierici, come pure il caso delle molestie a seminaristi o novizi maggiorenni.

    https://www.rainews.it/articoli/2023/03/papa-conferma-le-norme-anti-abusi-e-le-estende-ai-laici-b3043d36-1537-4cca-8bb0-972883a93374.html

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  • Gli abusi nella Chiesa in Germania e in Italia – Podcast

    Gli abusi nella Chiesa in Germania e in Italia – Podcast

    di Luciana Caglioti, Agnese Franceschini e Daniela Nosari – Il cardinale Marx di Monaco ha chiesto scusa e uno studio presentato a Mainz riapre la discussione sull’atteggiamento della Chiesa Cattolica tedesca verso le vittime di abusi sessuali perpetrati nelle diocesi.

    Ci sarebbero stati insabbiamenti e censure che ora vengono ammessi pubblicamente.

    Sono segnali di cambiamento? Ce ne parla Agnese Franceschini. Francesco Zanardi della “Rete L’Abuso” invece racconta come viene affrontato il problema in Italia da parte delle gerarchie ecclesiastiche.

    Lo studio sulla diocesi di Mainz

    Lo studio dal titolo “Esperire – Comprendere – Prevenire” è stato commissionato dalla stessa diocesi di Mainz. Secondo questo rapporto, sono oltre 400 le vittime di abusi sessuali nella diocesi di Mainz e 181 gli accusati. Di fronte a questi numeri inquietanti, il vescovo di Mainz Peter Kohlgraf ha ammesso un fallimento della Chiesa. Per la prima volta, inoltre, non si parla solo di atti commessi da chierici, ma da tutti i dipendenti della chiesa. Inoltre, sono stati inclusi anche i casi di abuso nei confronti di adulti, non solo di minori. Sono state esaminate circa 25.000 pagine di fascicoli e materiale d’archivio per il periodo dal 1945 al 2019 e sono state condotte 246 interviste personali, scritte o telefoniche. Dei 181 accusati, due terzi erano chierici, un terzo laici.

    Le accuse ai vescovi Volk e Lehmann

    Lo studio ha rivelato che i vertici della diocesi hanno fallito nel trattare almeno 48 presunti colpevoli. Tra gli altri, gli autori hanno adottato una linea dura nei confronti degli ex vescovi di Mainz, Hermann Volk e Karl Lehmann. Nel periodo sotto Volk, cioè tra gli anni Sessanta e Ottanta, gli atti di abuso sono stati particolarmente frequenti, ma la preoccupazione principale del vescovo era quella di non causare un fastidio pubblico e la sofferenza delle vittime non aveva importanza.

    Per quanto riguarda Karl Lehmann, che è stato vescovo di Mainz dall’83 al 2016, colpisce il contrasto tra la sua immagine pubblica e mediatica e il suo atteggiamento e azioni personali, comunque volte a non prendere in considerazione i casi di violenza sessuale. In effetti Lehmann, anche come presidente della conferenza episcopale tedesca, era considerato tra i cardinali più aperti al dialogo e aveva più volte condannato i casi di abuso, ma secondo il suo successore Kohlgraf, Lehmann sarebbe la personificazione di una chiesa che non si assume le proprie responsabilità nei confronti delle vittime di abusi e le esclude. Avrebbe infatti ripetutamente messo in dubbio la responsabilità sistemica della Chiesa e della diocesi per gli atti di abuso e avrebbe mostrato nei suoi incontri con le vittime di violenza sessualizzata una durezza e un rifiuto incredibili.

    La complicità di alcune famiglie

    Secondo il rapporto anche le famiglie e i genitori di alcune vittime di abuso abbiano contribuito ad insabbiare. Questa è un’ulteriore dimostrazione di quanto la pratica sistematica di sminuire, nascondere e non perseguire abbia portato molti fedeli a non denunciare quanto stava accadendo e un atteggiamento complice e non critico da parte degli adulti.

    Un atteggiamento diverso verso gli abusi

    Il vescovo Kohlgraf ha dichiarato: “Stiamo parlando di un crimine, non di singoli scandali Le persone sono state distrutte nella fede e nella fiducia. Per me personalmente, come vescovo di Mainz, è importante assumermi le mie responsabilità e definire i percorsi futuri con le persone della diocesi.” Raramente ci sono state delle parole così chiare da parte di un alto rappresentante della Chiesa cattolica tedesca, che finalmente parla di crimine e chiede la collaborazione di tutti. È un’apertura al dialogo molto importante che viene ribadita anche da altri segnali di svolta. Ad esempio a gennaio di quest’anno il cardinale Reinhard Marx si è di nuovo scusato pubblicamente con le vittime di abusi nella diocesi di Monaco e ha ammesso di aver commesso degli errori. “Non posso cancellare quello che è successo, ma posso agire in modo diverso ora e in futuro”, ha dichiarato, e coerentemente con questo ha esortato a denunciare ogni indizio di abuso. Lo scorso anno era uscito uno studio anche sulla diocesi di Monaco, ma già nel giugno del 2021 il cardinale Marx aveva offerto le sue dimissioni, assumendosi la responsabilità della catastrofe degli abusi sessuali, ma papa Francesco le aveva rifiutate.

    I primi fatti concreti

    L’arcidiocesi di Monaco ha, ad esempio, rinunciato al diritto di invocare la prescrizione in un caso di abuso avvenuto 30 anni fa. Si è inoltre dichiarata pronta “a pagare un adeguato risarcimento per il dolore e la sofferenza del querelante e a trovare una soluzione appropriata per qualsiasi richiesta di risarcimento”, ha scritto in un comunicato pubblicato due giorni fa. Il caso è comunque interessante perché coinvolge anche il defunto papa Ratzinger che allora era Arcivescovo di Monaco e aveva permesso il trasferimento nella città bavarese del sacerdote colpevole di molestie, nonostante ci fossero già state accuse di abusi nei sui confronti. Per questo il 38enne vittima di abusi ha denunciato anche Benedetto XVI.

    Sul sito della “Commissione indipendente sui casi di abusi sessuali su minori in Germania” si trova un elenco degli studi ancora in corso, la maggior parte di loro riguardano la Chiesa tedesca.

    La situazione in Italia

    Francesco Zanardi è il presidente di “Rete L’Abuso” – Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero, e mette in luce come in Italia l’elaborazione degli abusi sessuali da parte dei membri della chiesa sia ancora agli inizi. C’è ancora molto da fare per riconoscere e aiutare le vittime di abusi. E anche dal punto di vista legislativo mancano leggi adeguate.

    Nell’intervista che ci ha rilasciato Zanardi parla inoltre del rapporto sugli abusi redatto dall’associazione, che mette in luce molti più casi rispetto a quelli rilevati dal rapporto CEI di novembre 2022, e si augura che porti a indagini approfondite sui membri della Chiesa accusati.

  • Le vittime argentine di abusi sui minori esortano Papa Francesco ad ascoltare le loro lamentele

    Le vittime argentine di abusi sui minori esortano Papa Francesco ad ascoltare le loro lamentele

    ROMA, 9 marzo (Reuters) – Un gruppo che rappresenta le vittime di abusi sui minori in Argentina chiede a Papa Francesco, un connazionale argentino, di invitarlo in Vaticano per ascoltare le loro lamentele.

    Gli abusi sessuali del clero e gli scandali di insabbiamento hanno scosso per decenni la Chiesa cattolica romana di quasi 1,38 miliardi di membri, minando la sua autorità morale e mettendo a dura prova i membri e le casse.

    “Gli abbiamo inviato una lettera, ci siamo dichiarati aperti al dialogo e agli incontri, ma in 10 anni di pontificato… non ha fatto il gesto pubblico di convocarci”, ha detto giovedì a Reuters Sebastian Cuattromo a Roma.

    La sala stampa vaticana non ha risposto subito a una richiesta di commento.

    Papa Francesco celebra il 10° anniversario della sua elezione il 13 marzo. Come papa, ha promesso un’azione “irreversibile” contro gli abusi del clero. Ha anche riconosciuto gli errori sulla questione, in particolare dopo un viaggio in Cile del 2018 in cui inizialmente si è schierato con un vescovo accusato di crimini sessuali contro minori.

    Cuattromo, abusato da un prete mentre frequentava una scuola cattolica a Buenos Aires, si è recato a Roma con l’altro co-fondatore del suo gruppo, chiamato Adulti per i diritti dei bambini, nella speranza di incontrare il papa.

    Si è detto deluso dall’atteggiamento generale della Chiesa cattolica argentina.

    Cuattromo ha denunciato alla scuola il suo aggressore, insieme a un’altra vittima. Secondo Bishopaccountability.org, un sito web che tiene traccia dei casi di abusi sessuali in chiesa, hanno ricevuto 40.000 dollari ciascuno di risarcimento, in cambio del loro silenzio.

    Ha cambiato idea nel 2002, denunciando il sacerdote alle autorità civili, che lo hanno portato a una condanna ea 12 anni di reclusione.

    In quel momento ha segnalato il caso anche all’arcivescovado di Buenos Aires, allora guidato da Francesco con il precedente titolo di cardinale Jorge Mario Bergoglio. Cuattromo ha detto di essere stato indirizzato al segretario di Bergoglio e poi a un vice vescovo che, secondo lui, gli ha detto che la leadership della Chiesa argentina ha sostenuto la scuola.

    Non c’è stata risposta immediata a una richiesta di commento da parte dei rappresentanti della Chiesa cattolica in Argentina.

    Reportage di Alvise Armellini a Roma; Segnalazione aggiuntiva di Lucila Sigal a Buenos Aires; Montaggio di Frances Kerry

    https://www.reuters.com/world/americas/argentine-child-abuse-victims-urge-pope-francis-hear-their-grievances-2023-03-09/

  • Gli abusi in Argentina che Bergoglio ha ignorato

    Gli abusi in Argentina che Bergoglio ha ignorato

    A pochi giorni dalle celebrazioni per i dieci anni di pontificato, l’8 marzo papa Francesco si è trovato all’ingresso del Vaticano un suo compatriota, ospite inatteso e per la verità ben poco incline a festeggiare. A chiedere di lui alla Porta Angelica era Sebastián Cuattromo, 46 anni, vittima di un prete pedofilo, accompagnato dalla moglie Silvia Piceda, anche lei sopravvissuta a un abuso sessuale quando era bambina. I due si sono incontrati a causa del passato comune e si sono innamorati: insieme a una nuova famiglia, nel 2012 hanno costituito “Adultxs por los derechos de l’infancia”, un’associazione di sopravvissuti agli abusi infantili che si batte per i diritti dei bambini. Una storia, la loro, che testimonia la capacità di trasformare la sofferenza in lotta civile: il papa, però, non si è fatto impressionare e non li ha ricevuti.

    La coppia sta affrontando in queste settimane un viaggio attraverso l’Europa per rendere visibile quello che definiscono «il reato più impunito della terra», le violenze sui minori: la tappa romana, organizzata grazie all’aiuto della Rete L’Abuso, assume un forte potere simbolico, soprattutto a ridosso del 13 marzo, anniversario dell’elezione del papa. Dieci anni sono una buona occasione per un bilancio e, sul fronte della lotta alla violenza clericale, quello di Francesco è fatto più di ombre che di luci. Durante la conferenza stampa, che si è tenuta il 9 marzo alla sala stampa estera, la coppia argentina ha ribadito l’importanza della denuncia pubblica degli abusi sessuali sui bambini, a fronte di un alto livello di impunità dei colpevoli e del silenzio delle istituzioni.

    L’omertà della Chiesa Cuattromo la conosce bene. È stato abusato ripetutamente nel 1989 e ’90, quando aveva 13 anni e frequentava il Collegio della congregazione dei Fratelli marianisti a Buenos Aires, da padre Fernando Picciochi, sacerdote e insegnante della scuola. Grazie alla denuncia di Cuattromo e dopo una lunga battaglia giudiziaria, il suo abusatore è stato infine condannato a dodici anni di reclusione nel 2012 per violenza reiterata su minori, una sentenza poi ratificata nel 2016 dalla Corte suprema argentina.

    «Picciochi è stato latitante per dieci anni anche grazie a complicità istituzionali – precisa Cuattromo a Domani – viveva sotto falsa identità negli Stati Uniti e per poterlo processare è stato necessario chiedere l’estradizione. L’ordine di cattura internazionale che pendeva su di lui per molto tempo non è stato effettivo a causa di un errore del potere giudiziario e del potere esecutivo in Argentina, errori sospetti che hanno permesso a quest’uomo di rimanere al riparo della giustizia per anni».

    Nessuna condanna è arrivata invece dalla Chiesa. Quando Cuattromo nel 2000 denuncia il suo abusatore, il Collegio marianista non solo non vuole riconoscere le proprie responsabilità in quanto istituzione in cui si sono svolti gli abusi, ma propone alle vittime di Picciochi un accordo economico sottobanco purché non raccontino quel che è successo. «I marianisti pretendevano il nostro silenzio in cambio di denaro», dice Sebastián Cuattromo, che rifiuta e riesce alla fine ad ottenere un risarcimento in sede civile.

    In quegli anni il cardinale Jorge Bergoglio è arcivescovo di Buenos Aires ma il clima che si respira nella gerarchia cattolica argentina è di freddezza verso le vittime e solidarietà con gli aggressori, se non di vero e proprio insabbiamento. «A metà del 2002, quando il Collegio marianista voleva silenziare le vittime e il mio abusatore era latitante, mi sono rivolto all’arcidiocesi di Buenos Aires, chiedendo di parlare con il cardinale Bergoglio», racconta Cuattromo. «Sono stato ricevuto da un segretario, padre Martín García Aguirre, e gli ho chiesto esplicitamente se l’arcidiocesi condannasse il tentativo dei Fratelli marianisti di mettere a tacere le vittime. Il segretario mi ascoltò, disse che avrebbe riferito al cardinale e poi mi fece sapere che Bergoglio mi invitava a rivolgermi al vescovo Mario Poli, responsabile del vicariato del Barrio de Flores, che aveva la giurisdizione territoriale sul Collegio».

    Monsignor Poli, attuale arcivescovo di Buenos Aires, dopo una serie di colloqui con Cuattromo, gli comunica infine la risposta delle autorità ecclesiastiche: «mi disse chiaramente che la gerarchia cattolica di Buenos Aires capeggiata da Bergoglio avallava la presa di posizione della scuola – dice Cuattromo – e lo fece in un modo molto arrogante, con la consapevolezza di trovarsi in una posizione di potere rispetto a me, e con una profonda sottovalutazione della gravità del crimine e della sofferenza delle vittime».

    In dieci anni di papato, non sono arrivati gesti di riparazione da parte di Francesco o della conferenza episcopale argentina, che non ha mai convocato pubblicamente le vittime né ha mai istituito una commissione di indagine indipendente. Nonostante la proclamata “tolleranza zero” sugli abusi nella Chiesa, il papa non ha mai fatto nulla di concreto: «Tantissime volte, in questi anni, le vittime in Argentina gli hanno chiesto di partecipare a confronti pubblici – dice Cuattromo – ma Francesco non ha mai risposto, né agli inviti della nostra associazione né alla lettera personale che gli ho scritto nel 2015. Che cosa si può pensare di un papa che ignora le vittime del suo stesso paese?».

    Un anno fa, l’ultima richiesta di incontro, fatta pervenire da Cuattromo a Bergoglio tramite la Nunziatura apostolica: nessuna risposta ufficiale ma solo un suggerimento informale, arrivato da una terza persona, che lo invitava a recarsi in Vaticano durante un’udienza generale «per fare il baciamano al papa». Non esattamente il tipo di proposta che le vittime si aspettavano, e che suona quasi come una beffa. Cuattromo ci ha comunque riprovato presentandosi di persona ma il papa, ancora una volta, non gli ha aperto la porta.

    https://www.editorialedomani.it/fatti/chiesa-papa-francesco-abusi-argentina-jpq0n096

  • 10 anni di papa Francesco: alla vigilia dell’anniversario una visita inaspettata mette a disagio Bergoglio

    10 anni di papa Francesco: alla vigilia dell’anniversario una visita inaspettata mette a disagio Bergoglio

    Un argentino, abusato sessualmente da un religioso a Buenos Aires, ha denunciato in una conferenza stampa dell’associazione “Adulti per i diritti dei bambini” presso la sede dei corrispondenti esteri in Italia, che prima e dopo essere stato eletto Papa, Jorge Bergoglio” ha ignorato le mie richieste di ricevermi” nonostante l’aggressore sia stato condannato a 12 anni di carcere.

    Sebastián Cuattromo (47) ha spiegato di aver subito abusi sessuali quando aveva 13 anni, nel 1989 ed era uno studente della Scuola Marianista nel quartiere di Caballito, nella capitale argentina. Lo stupratore era un religioso, fratel Fernando Enrique Picciochi, che era un insegnante della scuola e abusava anche di altri bambini e adolescenti.

    Solo un decennio più tardi, dopo aver completato gli studi secondari al Collegio Marianista all’età di 18 anni, “abbiamo osato rompere il silenzio” e abbiamo denunciato Picciochi alla giustizia.

    Il sacerdote era fuggito negli Stati Uniti, dove viveva sotto falso nome ed era stato estradato in Argentina. Nel 2012 il religioso è stato condannato a dodici anni di carcere e incarcerato.
    La sentenza è stata appellata, ma è stata confermata dalla Suprema Corte di Giustizia, che l’ha definitivamente ratificata per il reato di corruzione qualificata e reiterata di minori.

    Fare silenzio

    Il Collegio Marianista avrebbe dovuto assumersi la propria responsabilità civile per quanto accaduto, ha detto Cuattromo giovedì, ma ha chiesto ai querelanti di impegnarsi a mantenere il silenzio sul caso, secondo l’usanza ecclesiastica di “evitare lo scandalo”.
    Cuattromo ha detto di essere comparso davanti alle autorità ecclesiastiche. L’allora cardinale Jorge Bergoglio era arcivescovo di Buenos Aires. “Sono stato ricevuto dal suo segretario, monsignor Martín García Aguirre, il quale mi ha detto che non sarei stato ricevuto dal cardinale ma dall’allora vicario di Flores, monsignor Mario Aurelio Poli, oggi cardinale arcivescovo di Buenos Aires.

    Con Poli “mi sono incontrato due volte e mi ha detto che le autorità ecclesiastiche guidate dal cardinale Bergoglio condividevano la posizione del Collegio Marianista, cioè ammettere le responsabilità civili se i querelanti abusati si impegnavano al silenzio”.
    “Non ci ha mai risposto”

    Sebastián Cuattromo ha affermato che “durante i dieci anni di pontificato di papa Bergoglio, non ha mai risposto alle nostre insistenti richieste di riceverci”.
    È la prima volta che Cuattromo si reca in Vaticano, proprio quando lunedì prossimo Papa Francesco sta per celebrare il suo decimo anniversario.

    Mercoledì Cuattromo e la responsabile dell’Associazione degli adulti per i diritti dei bambini, l’epatologa Silvina Piceda, hanno cercato di consegnare una richiesta di udienza al Papa in Vaticano, ma non sono stati autorizzati ad entrare.
    “Dopo dieci anni di pontificato, siamo ancora lontani anni luce dal poter pensare che la gerarchia cattolica cercherà vie concrete per riparare e rendere giustizia alle vittime di abusi”.
    “Dopo dieci anni di pontificato, siamo ancora lontani anni luce dal poter pensare che la gerarchia cattolica cercherà vie concrete per riparare e rendere giustizia alle vittime di abusi”.
    Cuattromo ha detto che questo venerdì alla Casa Argentina a Roma in via Veneto, i responsabili di Adulti per i diritti dei bambini in Argentina presenteranno il libro “Siamo sopravvissuti”, già pubblicato nel nostro Paese, da otto scrittori argentini.

    Piceda e Cuattromo hanno avviato un tour a Roma alla ricerca di associazioni di minori vittime di stupro in Spagna, Portogallo, Francia, Germania e Belgio.
    A Bruxelles incontreranno i funzionari dell’Unione Europea di 27 Paesi.

    Fonte CLARIN

  • Marko Ivan Rupnik: la scomunica revocata al gesuita amico di Papa Francesco accusato di abusi sulle suore

    Marko Ivan Rupnik: la scomunica revocata al gesuita amico di Papa Francesco accusato di abusi sulle suore

    Marko Ivan Rupnik, teologo sloveno gesuita, è stato denunciato nel 2021 per abusi sessuali e psicologici su alcune suore della Comunità Loyola a Lubiana.

    L’iter si è chiuso con il riconoscimento della prescrizione da parte dell’ex Sant’Uffizio in quanto i fatti risalivano agli anni ’90.

    Ma su di lui, che è amico di Papa Francesco, continuano a gravare le misure cautelari stabilite dai gesuiti nell’indagine previa (divieto di confessare e interdizione all’accompagnamento spirituale).

    Nei confronti di Rupnik c’è anche un’altra accusa: avrebbe confessato, assolto e vincolato al silenzio una suora abusata.

    Per questo aveva ricevuto nel maggio 2020 una scomunica. Che però, scrive oggi il Quotidiano Nazionale, è stata revocata.

    E l’ex prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede cardinale Ludwig Mueller accusa: sugli abusi si applicano due pesi e due misure a seconda che si sia amici o meno del Papa.

    https://www.open.online/2023/03/06/vaticano-marko-rupnik-gesuita-scomunica-revocata/

  • Conferenza stampa di “Adultxs por los Derechos de la Infancia” – Sala della Stampa Estera di Roma

    Conferenza stampa di “Adultxs por los Derechos de la Infancia” – Sala della Stampa Estera di Roma

    Sono tante le accuse di omissioni in casi di pedofilia rivolte a papa Francesco, alle quali non ha mai replicato.

    Per esempio i sordi dell’istituto Provolo, che a mano gli consegnarono (da papa) i nomi di 27 presunti pedofili. Che ignorò. In parte poi condannati nella sua terra natale, ma non dalla chiesa che pur sapendo si è ancora difesa ignorando le vittime.

    Silvia Piceda e Sebastián Cuattromo, sono due sopravvissuti argentini. Si sono incontrati, sposati e da dieci anni fondatori di “Adultxs por los Derechos de la Infancia”, della città di Buenos Aires, in Argentina.

    Per gli abusi sessuali subiti Sebastián, chiese udienza all’allora arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Begoglio. Ma non lo ricevette mai.

    Venti anni dopo la giustizia Argentina condanna padre Fernando Picciochi per diversi abusi, colui di cui l’arcivescovo non volle sentir parlare.

    Silvia e Sebastian sono in viaggio da giorni, varie tappe in tutto il mondo e saranno nostri ospiti presso l’Associazione della Stampa Estera di Roma, la mattina del 9 marzo, ore 11,30. Ci documenteranno la loro storia. L’ennesima che tra gli ultimi papi, ancora una volta accusa quello in carica, non tanto per il passato, ma per il presente.

    Ad introdurli Francesco Zanardi, Portavoce della Rete L’ABUSO – co-founder e rappresentante per l’Italia di ECA Global.

    Per info; info@retelabuso.org – adultxsporlainfancia@gmail.com

  • Un tour in sette paesi per combattere gli abusi sessuali nell’infanzia

    Un tour in sette paesi per combattere gli abusi sessuali nell’infanzia

    Buenos Aires, 24 febbraio (EFE).- Dopo essersi presentati lo scorso ottobre davanti al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, gli argentini Silvia Piceda e Sebastián Cuattromo intraprendono questo sabato un tour di sette paesi con un obiettivo ben preciso: rendere visibile e combattere il abusi sessuali su minori.

    Questa coppia, fondatrice dell’associazione ‘Adultxs por los derechos de la infancia’, inizierà un viaggio di più di un mese attraverso Marocco, Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Portogallo, dove incontreranno i rappresentanti delle agenzie governative e civili per sensibilizzare su un crimine subito da “un bambino su cinque” nel mondo.

    «È un crimine che resta impunito perché la società adulta ha scelto di tacere (…). La cosa terribile è che gli abusatori continuano ad agire e che i bambini di oggi continuano ad avere difficoltà. Per questo abbiamo la obbligo di cambiare questa realtà e uscire per difendere i bambini di oggi”, ha detto Piceda in una conversazione con EFE.

    Il tour inizierà con attività a Casablanca, Rabat e Dakhla, e proseguirà dal 7 all’11 marzo a Roma.

    Successivamente, Piceda e Cuattromo visiteranno Parigi (13-17 marzo), Berlino (20-22 marzo), Bruxelles (23-24 marzo), Madrid (27-30 marzo) e Lisbona (31 marzo-2 aprile), città dove incontreranno i rappresentanti dell’Unesco, del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea, tra le altre istituzioni.

    “Speriamo che questo tour apra nuovi orizzonti e nuovi impegni istituzionali, che capiamo essere essenziali per trasformare la storia e affinché questa causa cominci ad avere la massima importanza politica per le nostre società”, afferma Cuattromo.

    GLI ABUSI NELLA CHIESA ARGENTINA

    Quando aveva 13 anni, Cuattromo ha subito abusi sessuali presso la Scuola Marianista di Buenos Aires: nel 2012 la Giustizia argentina ha condannato il suo aggressore, il fratello Fernando Picciochi, a dodici anni di carcere.

    A questo proposito, Cuattromo critica l’atteggiamento dell’arcidiocesi di Buenos Aires, guidata dall’allora cardinale Jorge Bergoglio, attuale papa Francesco, organizzazione che accusa di sostenere il Collegio Marianista, ente che gli ha offerto un risarcimento civile per i danni causati Finché l’ha tenuto segreto.

    Negli ultimi dieci anni, Cuattromo ha più volte richiesto un’udienza al Sommo Pontefice per affrontare questo tema, richiesta che, assicura, è stata “totalmente” ignorata e che spiegherà dettagliatamente il 9 marzo, in un’apparizione presso la sede del l’Associazione della Stampa Estera di Roma.

    “Non siamo mai stati ricevuti da lui e questo spiega una profonda sottovalutazione e ignoranza da parte, nientemeno, del primo papa argentino e latinoamericano della storia nei confronti delle vittime di abusi sessuali nella Chiesa cattolica in Argentina e in America Latina, ” si lamenta il co-fondatore di ‘Adultxs por los derechos de la infancia’. EFE

  • Canada: segnalate 751 tombe vicino a scuola residenziale

    Canada: segnalate 751 tombe vicino a scuola residenziale

    (ANSA) – ROMA, 22 FEB – Ricerche via radar hanno rivelato, vicino a una ex scuola residenziale cattolica canadese della Columbia britannica, 17 fosse che potrebbero contenere i corpi di 751 bambini delle comunità autoctone.

    Lo riferisce la Canadianpress citando una First Nation (una comunità di indigeni in Canada) che sta pubblicando i risultati di una ricerca preliminare sulle tombe anonime individuate sul terreno di un’ex scuola residenziale.

    Il cimitero si trova nei pressi dell’ex Marieval Indian Residential School, situata nell’area della Cowesses First Nation, nel sud del Saskatchewan.

    Più di 150 mila bambini nativi furono costretti a frequentare le scuole cristiane finanziate dallo Stato dal 19/o secolo fino agli anni ’70 nel tentativo di isolarli dall’influenza delle loro famiglie e della loro cultura, cristianizzarli e assimilarli nella società dominante, che i governi precedenti consideravano superiore. Il governo canadese ha ammesso che i maltrattamenti e gli abusi fisici e sessuali erano dilaganti, con studenti picchiati perchè parlavano la loro lingua madre. Quell’eredità di abuso e isolamento è considerata dai leader indigeni come una delle cause principali dei tassi epidemici di alcol e tossicodipendenza nelle riserve.

    Nell’aprile dello scorso anno papa Francesco ha chiesto scusa per i crimini commessi con la complicità della chiesa, e nel luglio successivo si è recato in Canada e ha incontrato i rappresentanti delle comunità indigene. (ANSA).

  • L’Osservatorio della Rete L’ABUSO ha depositato alla Procura Generale della Repubblica, l’informativa sui preti pedofili

    L’Osservatorio della Rete L’ABUSO ha depositato alla Procura Generale della Repubblica, l’informativa sui preti pedofili

    Come preannunciato durante la presentazione del 1° Report dei sopravvissuti agli abusi sessuali del clero italiani, l’Osservatorio della Rete L’ABUSO ha depositato un fascicolo alle Istituzioni competenti.

    Interessati dunque, oltre la Procura Generale della Repubblica, il Comando Generale del Corpo dei Carabinieri, l’Organizzazione centrale e territoriale della Polizia di Stato presso il Ministero dell’Interno – Reparti di Polizia Giudiziaria e il Reparto per i Crimini violenti della Polizia di Stato, presso il Ministero dell’Interno, che nella mattina di ieri hanno ricevuto il fascicolo.

    L’Italia è il paese dell’Unione con la più alta densità di sacerdoti, tra i diocesani e i religiosi pari a 50.148, seguito dalla Francia, seconda per il numero 21.930, meno della metà di quelli italiani, che secondo i dati della commissione CIASE, vedrebbe 72 vittime per ogni sacerdote pedofilo. Tutti gli altri paesi, malgrado le cifre spaventose restituite dalle commissioni, hanno come densità di sacerdoti tutti meno dei numeri francesi.

    L’ultima commissione è quella portoghese, soli 3,936 sacerdoti totali, non tutti, chiaramente, pedofili, con quasi 5000 vittime, secondo i dati della commissione indipendente del Portogallo.

    Parliamo di migliaia di bambini stuprati dai preti. Tutti i paesi più industrializzati e così detti “civili” sono intervenuti in tutela della propria prole. In Italia, invece, nonostante il report della Cei che ha tracciato 68 preti pedofili, la magistratura tace.

    L’informativa, come già annunciato, ha lo scopo, in assenza di un dato istituzionale e della volontà politica, di fornire le notizie di reato omesse dalla Chiesa e dagli sportelli diocesani e di stimolare l’intervento della Giustizia per fare luce sul quel ” demonio di un ambiente malsano e omertoso” come spesso lo stesso Papa Francesco dichiara, sulle migliaia di casi che anche nel nostro paese rendono e hanno reso vittime, innocenti fanciulli.

    L’iniziativa promossa in Italia dalla Rete L’ABUSO, è in linea con il progetto europeo promosso da Justice Initiative  ed in visione del sinodo del prossimo ottobre, con l’iniziativa promossa da ECA Global, che vedrà nuovamente in Vaticano i sopravvissuti provenienti da tutto il mondo.

    Comunicato stampa_signed

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