Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: pubblico ministero

  • Il sacerdote bloccato con un ragazzino sul Gra «Processo per pedofilia»

    Il sacerdote bloccato con un ragazzino sul Gra «Processo per pedofilia»

    Un sacerdote pugliese, don Donato Bono, 44 anni, parroco di Sternadia, in provincia di Lecce, rischia di finire sotto processo per pedofilia.

    Il pubblico ministero Roberto Staffa ha chiesto infatti il suo rinvio a giudizio perchè risponda di atti sessuali con un minorenne e atti osceni in luogo pubblico. I fatti risalgono allo scorso aprile. Il religioso era stato bloccato dalla polizia stradale in una piazzuola del Grande Raccordo Anulare su segnalazione di alcuni camionisti che avevano notato don Donato in atteggiamenti osceni con un ragazzino a bordo della propria auto.

    Posto dapprima agli arresti domiciliari, il sacerdote era finito in carcere, dove si trova tuttora, all’ inizio di maggio per aver tentato di inquinare le prove. Secondo l’ accusa, infatti, avrebbe esercitato pressioni sul minorenne e sui suoi genitori per alleggerire la propria posizione. Don Donato, nato a Poggiardo, nel leccese, da una decina di anni è parroco di un piccolo paese dove ha fondato l’ Anspi, una associazione per la formazione spirituale, la catechesi e l’ attività sportiva.

    Secondo l’ accusa il sacerdote approfittava dei suoi viaggi a Roma per farsi accompagnare da ragazzi minorenni. Dopo essere stato sorpreso dalla Stradale, don Donato è stato preso in consegna dagli agenti della squadra mobile, diretti da Alberto Intini e dal funzionario della IV sezione Dania Manti, che hanno allargato il raggio delle indagini nei confronti del religioso sospettato di aver compiuto violenze anche su altri ragazzini. E sono stati sempre gli investigatori romani ad aver scoperto che il parroco di Sternadia, tornato a casa, si era messo in contatto con alcune famiglie della cittadina per convincere gli adolescenti a ritirare le denunce nei suoi confronti.

    http://archiviostorico.corriere.it/2006/luglio/04/sacerdote_bloccato_con_ragazzino_sul_co_10_060704028.shtml

  • Novate di Merate: abusati ospiti della “Casa del giovane“. Al Parroco 4 anni e 8 mesi di carcere per omesso controllo

    Novate di Merate: abusati ospiti della “Casa del giovane“. Al Parroco 4 anni e 8 mesi di carcere per omesso controllo

    Monsignor Renzo Cavallini, parroco di Novate, è stato condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione dalla quinta sezione penale di Milano per omesso controllo nella comunità “La casa del giovane” dove sarebbero avvenuti abusi su alcuni ospiti compiuti dall’allora direttore Massimiliano Azzolini.

    Difeso dagli avvocati della Curia, che avevano chiesto il rito abbreviato, il religioso è stato condannato dal gup milanese Enrico Manzi dopo che il pubblico ministero Isidoro Palma aveva chiesto una pena di due anni e sei mesi.

    4 anni e 8 mesi anche a Massimiliano Azzolini con un’accusa più infamante: violenza sessuale e violenza privata ai danni di due giovani extracomunitari ospiti del centro. I capi di imputazione erano tre, ma solo di due il religioso e il direttore sono stati ritenuti responsabili.

    Per il terzo lo stesso PM aveva chiesto e ottenuto l’assoluzione. I fatti contestati risalgono al 2000. Responsabile della comunità di accoglienza per ragazzi disagiati, con problemi di droga e violenza alle spalle, il religioso secondo l’accusa avrebbe omesso di intervenire mentre all’interno dell’istituto si sarebbero compiuti tali abusi.

    Azzolini è stato condannato invece per aver compiuto violenze sessuali ripetute su un maggiorenne albanese e in un altro, secondo quanto raccontato dalla vittima, di avere costretto a fare una doccia, sotto i suoi occhi e la minaccia di un cane daguardia, un minorenne di origini marocchine. Fatti che, secondo quanto riferito dal parroco di Novate – che tuttavia al momento preferisce non rilasciare dichiarazioni – non sarebbero accaduti. Gli avvocati difensori della Curia, che da gennaio dello scorso anno si stanno occupando del caso, avevano chiesto il rito abbreviato per il religioso che, da un anno circa, è stato nominato parroco nella comunità di Novate Brianza.

    La questione, assai delicata, era nota solamente in pochi ambienti ecclesiastici e solo lo stesso Cardinale Dionigi Tettamanzi ne era a conoscenza. L’accusa, infatti, per il sacerdote risulta un “atto dovuto” poiché al tempo dei fatti Monsignor Renzo Cavallini era responsabile, quindi anche penalmente, della “Casa del giovane” e di ciò che avveniva all’interno. Il religioso, stimatissimo per via dei suoi incarichi fra cui diverse cause di beatificazione (Don Gnocchi, i marchesi Faletti di Barolo,…) è stato raggiunto dalla notizia mentre si trovava nella sua abitazione di Via Cerri a Novate e, come dicevamo, al momento ha preferito non commentare l’accaduto. E’ probabile che gli avvocati proporranno ricorso in appello contro la sentenza.

    Luisa Biella

    Fonte: http://www.merateonline.it

  • Molestie, condannato sacerdote. Tre anni e mezzo di reclusione a don Barbacini

    Molestie, condannato sacerdote. Tre anni e mezzo di reclusione a don Barbacini

    Tre anni e sei mesi di reclusione, oltre all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e all’interdizione perpetua dalla tutela e dalla curatela.

    E’ la pesante pena alla quale ieri mattina il giudice per l’udienza preliminare del tribunale, Caterina Fiumanò, ha condannato don Giorgio Barbacini, il sacerdote savonese finito a giudizio sotto la pesante accusa di aver ripetutamente compiuto atti sessuali nei confronti di un minore che non aveva ancora compiuto sedici anni. Con l’aggravante che il ragazzo, un immigrato extracomunitario, era sotto la sua custodia e tutela.

    La sentenza, attesissima per la popolarità dell’imputato ma soprattutto per la delicatezza della vicenda, è giunta una manciata di minuti dopo mezzogiorno di ieri. A leggerla, nel suo ufficio al quinto piano del palazzo di giustizia, è stata la dottoressa Fiumanò. Che ha quasi totalmente accolto la tesi accusatoria sostenuta dal pubblico ministero Danilo Ceccarelli, che per il sacerdote aveva chiesto una condanna a quattro anni di reclusione, oltre ovviamente alle pene accessorie riguardanti l’interdizione temporanea dai pubblici uffici e perpetua per quanto concerne la tutela e la curatela di minori.

    Don Giorgio Barbacini, che sino ai primi giorni del mese di maggio dello scorso anno era responsabile della comunità “Migrantes” istituita dalla Curia per tutelare i giovani extracomunitari con problemi di ambientamento, era stato rinviato a giudizio per una vicenda risalente al 2000, dalla quale il sacerdote ha sempre preso le distanze professando la propria innocenza. Secondo il pubblico ministero Danilo Ceccarelli, il sostituto procuratore che ha coordinato tutte le indagini nel corso delle quali sono state effettuate anche una lunga serie di intercettazioni telefoniche e ambientali, don Barbacini avrebbe compiuto atti sessuali nei confronti di un immigrato, un ragazzo che all’epoca dei fatti non aveva ancora compiuto sedici anni. Non solo. Nel corso delle indagini gli investigatori avrebbero scoperto vicende simili, con protagonisti sempre immigrati minorenni ma maggiori di sedici anni. Accuse che il sacerdote savonese ha comunque sempre respinto con decisione. Ieri mattina un primo epilogo della vicenda, con la dura sentenza di condanna da parte del giudice Caterina Fiumanò. Una sentenza contro la quale i difensori dell’imputato, gli avvocati Mauro Mazzi e Marco Russo, presenteranno ricorso in appello.

    Gianluigi Cancelli Il Secolo XIX

  • Caserta – Titolare dell’indagine è il pubblico ministero Donato Ceglie

    Caserta – Titolare dell’indagine è il pubblico ministero Donato Ceglie

    Caserta – Titolare dell’indagine è il pubblico ministero Donato Ceglie che ha indagato un centinaio di persone tra cui professionisti, avvocati, studenti.

    Nel registro degli indagati risulta iscritto anche il nominativo di un sacerdote di Alife, nel Casertano… La procura di Santa Maria Capua Vetere ha ordinato nei giorni scorsi decine di perquisizioni, trovando, secondo quanto si è appreso, riscontro in merito all’acquisto di materiale pedopornografico tramite un sito internet.

    Tra le perquisizioni effettuate c’e’ anche quella fatta in una casa discografica di Rieti, che, secondo gli investigatori sarebbe una sorta di ‘crocevia’ del traffico di materiale pedopornografico. (da Ansa, 8 luglio 2004).

    8 luglio 2004 http://www.stefanobolognini.it/attualita/preti.html

  • Piove di Sacco (PD). Don Marco Bellato condannato per molestie telefoniche omosessuali, Assolto per violenza privata

    Piove di Sacco (PD). Don Marco Bellato condannato per molestie telefoniche omosessuali, Assolto per violenza privata

    PIOVE DI SACCO – Processo a porte chiuse con rito abbreviato.

    Conclusosi con l’assoluzione perchè il fatto non costituisce reato, ma insieme all’oblazione. Sul banco degli imputati don Marco Bellato, chiamato a rispondere di molestie: accusato di aver spedito sms con un contenuto spiccatamente erotico-omosessuale.

    Destinatari gli studenti cui il sacerdote piovese insegnava religione.

    Il pubblico ministero Roberto D’Angelo, ripercorrendo la vicenda giudiziaria, aveva sollecitato una condanna. E ora dovrebbe decidere di appellarsi. La sentenza, emessa ieri pomeriggio al termine dell’udienza a porte chiuse, abbina all’assoluzione il pagamento per le molestie telefoniche e la violenza privata.

    Poco più di trent’anni, il sacerdote si divide fra la parrocchia di Sant’Anna e l’insegnamento della religione alle superiori. Finchè un paio d’anni fa scoppia clamorosamente il «caso» che è approdato ieri in Tribunale. Il sacerdote spedisce sms agli allievi. Il contenuto non rientra nel normale rapporto con i ragazzi. Il prete e professore sconfina nel campo minato dell’erotismo. A distanza di qualche mese, gli short messages in versione omosessuale iniziano a disturbare i destinatari che sono minorenni. Qualcuno si confessa con i genitori. La vicenda arriva fino al preside dell’istituto superiore, che avvisa la Procura e iniziano le indagini condotte dai carabinieri di Piove di Sacco.

    Si apre una vera e propria inchiesta, coordinata prima dal sostituto procuratore Antonino Cappelleri e poi dal pubblico ministero Paola Cameran che fa parte del pool specializzato nei reati a sfondo sessuale. Il sacerdote, interrogato, si è subito difeso affiancato dal difensore di fiducia, l’avvocato Emanuela Giraldo. Nega di aver tentato approcci con i ragazzi. Certo, con cinque-sei studenti si era scambiato «messaggini» via telefono cellulare. Ma era solo un modo per comunicare con loro. Insomma, nulla di illecito. Comunque, il sacerdote aveva preferito rassegnare le dimissioni da insegnante di religione. Ufficialmente, in quanto destinato ad altri incarichi. Fin da subito, però, il sacerdote era stato difeso a spada tratta dai fedeli della sua parrocchia. E il consiglio parrocchiale aveva preso nettamente posizione a suo favore.

    Ma la giustizia ha continuato a fare il suo corso. Il Gip di Padova Claudio Marassi non aveva accettato il decreto penale di condanna che secondo la Procura della Repubblica quantificava in tre mesi (convertiti in una pena pecuniaria) il verdetto per don Marco Bellato. Molestie telefoniche e violenza privata i reati al centro dell’inchiesta. Per Marassi, una pena troppo esigua. A quel punto il pm Paola Cameran non ha potuto far altro che concludere il procedimento. Con rinvio a giudizio del sacerdote-insegnante. Il processo si è celebrato a porte chiuse per la delicatezza della vicenda, anche se nel frattempo gli studenti coinvolti non sono più minorenni.

    Il pm D’Angelo ha ricordato come l’inchiesta si era sviluppata dalla segnalazione trasmessa in Procura dal preside dell’istituto tecnico. I genitori si erano rivolti a lui, segnalando la vicenda che vedeva protagonisti i figli. Il preside aveva trasmesso tutto alla magistratura. Le indagini avevano confermato l’esistenza degli sms spediti dall’insegnante con espliciti riferimenti sessuali. Di qui l’imbarazzo degli studenti, diventato poi fastidio per il «dialogo a distanza» dai toni omosessuali sia pure di fantasia. Tutto datato tra fine 2001 e l’inizio del 2002. Però al di là degli sms, nessun incontro o contatto fra il sacerdote-insegnante ed i ragazzi. I carabinieri di Piove hanno raccolto le testimonianze, mentre i pm hanno ricostruito in dettaglio il traffico telefonico.

    Alla fine, la sentenza. Assoluzione per la violenza privata, ma oblazione per le molestie.

    http://www.kataweb.it/articolo/585945

  • Arrestato prete pedofilo. «Aiutatemi, sono malato»

    Arrestato prete pedofilo. «Aiutatemi, sono malato»

    COLLEFERRO (Roma) – «Devo curarmi, lo so, sto cercando di curarmi, aiutatemi», ha detto lui, don Paolo Pellegrini, 52 anni, parroco della chiesa di San Gioacchino, quando sono andati ad arrestarlo, una settimana fa, a Colleferro Scalo.

    Accuse pesanti: violenza sessuale aggravata e atti sessuali con minori. Una storia triste di pedofilia, cinquanta chilometri a sud della Capitale. La denuncia è partita da un ragazzo che oggi ha 18 anni, ma lui stesso, agli uomini della Compagnia di Roma Casilina, diretti dal maggiore Oronzo Greco, ha raccontato che gli abusi cominciarono quando ne aveva appena 14 e soltanto grazie all’ aiuto di uno psicologo ha trovato la forza di uscire allo scoperto.

    I carabinieri, però, per una settimana, sono stati cauti, hanno indagato prendendo in considerazione anche l’ ipotesi che si trattasse di un mitomane. Ma alla fine, nella casa del sacerdote, a circa un chilometro dalla vecchia chiesetta, fondata nel 1902, hanno ottenuto i riscontri: filmini, fotografie e altro materiale pornografico giudicato «inequivocabile». A quel punto, il 17 febbraio, è scattata la richiesta d’ arresto del pubblico ministero Carlo Lasperanza e il giudice per le indagini preliminari, Romina Incutti, in meno di un paio d’ ore aveva già firmato il provvedimento.

    L’ inchiesta non è ancora chiusa: gli inquirenti non escludono che possano venire alla luce altri casi analoghi, altre storie di giovani stuprati e filmati dal prete di Colleferro, raggiunto già nel ‘ 98 da una denuncia per atti osceni contro un minore. Adesso, don Paolo è recluso nel carcere di Regina Coeli, in regime d’ isolamento per evitare le rappresaglie degli altri detenuti, solitamente spietati con coloro che vengono accusati di pedofilia. «Vediamo, aspettiamo, per il momento è solo indagato – frena monsignor Giovanni Maria Erba, vescovo della diocesi di Segni e Velletri da cui dipende la chiesa di San Gioacchino -.

    Il sacerdote verrà sospeso soltanto se le accuse verranno provate e se ci sarà una condanna. Noi non sapevamo nulla, non conoscevamo questa situazione, ora siamo sconvolti». A Colleferro Scalo, i fedeli si dicono sollevati: «Erano cinque anni che aspettavamo questo momento – racconta una donna inviperita -. Quel prete diceva sconcezze, era dedito all’ alcol, sempre ubriaco, le messe che diceva duravano non più di dieci minuti, effetto del cognac… Da tempo avevamo allontanato da lui i nostri bambini. Le sue foto le abbiamo strappate quasi tutte per rabbia». I parroci del territorio, invece, ora pregano per la sua anima. Don Franco Fagiolo, della parrocchia di San Bruno, rimane incredulo: «Si dava tanto da fare per giovani e anziani, aveva fatto restaurare la sua chiesa bisognosa di lavori, non posso pensare che questa storia sia vera».

    Don Luciano Lepore, della parrocchia di Santa Barbara, invita tutti alla cautela: «Sapete come sono fatti i paesi… Girano le voci, i veleni. Don Paolo si era messo contro i suoi parrocchiani per via delle campane… Ma sì, aveva voluto installare dei megafoni fuori della chiesa per diffondere il suono riprodotto delle campane e contro di lui, per questo motivo, c’ era stata una raccolta di firme. Poi ci ha pensato un fulmine, un mese fa, a risolvere tutto, mandando in fumo l’ impianto». C’ è chi ora ricorda il prete sempre in giro con un ragazzo e prodigo di regali: «Gli dava soldi, gli regalava motorini, poi però si chiudeva con lui dentro il garage di fronte alla canonica e chissà che faceva…». Ancora chiacchiere, sospetti, voci velenose di ricatti. C’ è chi parla di una storia intrecciata da don Paolo con una donna di Roma: «Poi lui voleva lasciarla e lei si è vendicata mandando suo figlio dai carabinieri a raccontare questa storia così squallida…».

    «Non so che dire – ammette ancora pensoso don Luciano -. Certo, se sono scattate addirittura le manette temo che qualcosa di vero per forza ci debba essere. Don Paolo si è fatto prete tardi, a 42 anni mi pare. E le vocazioni adulte sono sempre difficili, pongono dei problemi. Però io lo ricordo anche prendere una posizione molto dura, a esempio, contro la festa di San Gioacchino, patrono di Colleferro Scalo, ritenendola un’ occasione pagana, con tutti i cantanti, i camioncini con la porchetta… Insomma, si era fatto dei nemici, questo sicuramente». Un altro parrocchiano rammenta le numerose richieste avanzate dal parroco incarcerato al Comune di Colleferro, affinché venissero tolte le panchine davanti alla chiesa.

    «Diceva che non voleva che si fermassero là i bimbi a giocare», aggiunge l’ uomo. Chissà. Certo, se quella di togliere le panchine era una richiesta d’ aiuto, dettata dalla paura o dalla consapevolezza di poter fare ancora del male; nessuno, purtroppo, ha saputo fermarlo. Fabrizio Caccia Le prove contro di lui IL SACERDOTE Don Paolo Pellegrini (foto), 52 anni, uno dei quattro parroci di Colleferro, comune di 23 mila anime alle porte di Roma, è stato arrestato una settimana fa per pedofilia. A casa sua i carabinieri di Roma hanno trovato materiale pedo-pornografico, compresi filmini che lo ritraevano come protagonista assieme alle sue vittime LE ACCUSE I capi d’ accusa formulati dal Gip del Tribunale di Roma che ha firmato l’ ordinanza di custodia cautelare vanno dalla violenza sessuale aggravata agli atti sessuali con minori

    Caccia Fabrizio

    Pagina 20
    (26 febbraio 2004) – Corriere della Sera

  • Piacenza – Un sacerdote piacentino di circa 50 anni e’ accusato di abusi sessuali su minorenni. I ragazzi frequentano l’istituto professionale nel quale insegnava il prete

    Piacenza – Un sacerdote piacentino di circa 50 anni e’ accusato di abusi sessuali su minorenni. I ragazzi frequentano l’istituto professionale nel quale insegnava il prete

    15 novembre 2003. http://www.stefanobolognini.it/attualita/preti.html

    Piacenza – Un sacerdote piacentino di circa 50 anni e’ accusato di abusi sessuali su minorenni. I ragazzi frequentano l’istituto professionale nel quale insegnava il prete.

    (Ansa, 15 novembre 2003).

    http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=179529 http://it.groups.yahoo.com/group/controinf…smo/message/181 http://it.groups.yahoo.com/group/controinf…smo/message/189 25-11-2003: Sacerdote accusato di pedofilia respinge le accuse Era stato sottoposto al provvedimento di arresti domiciliari nei giorni scorsi perchè sospettato di aver abusato di alcuni minorenni PIACENZA (25 nov. 2003) – Ha respinto punto per punto ogni contestazione a lui rivolta il sacerdote piacentino di 50 anni accusato di abuso sessuale nei confronti di minorenni. Il sacerdote è comparso nel primo pomeriggio in tribunale a Piacenza davanti al Gip Giovanni Picciau e al Pm Antonio Colonna. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, durato più di un’ora, il religioso ha respinto ogni accusa, e all’uscita dall’aula del Tribunale, avvicinato dai giornalisti, ha preferito non rispondere alle domande. Il prete era stato sottoposto al provvedimento di arresti domiciliari nei giorni scorsi perché sospettato di aver abusato di alcuni minorenni che fanno parte di un istituto piacentino.

    16) 17 gennaio 2004 17 gennaio 2004. Forlì – Il prete accusato di pedofilia ha ammesso alcune responsabilità. E il giudice lo ha condannato a una pena di due anni. Si è chiuso in Tribunale il caso di pedofilia che aveva coinvolto la parrocchia dei Romiti di Forlì… aveva abusato sessualmente di alcuni bambini. (Anonimo, Pedofilia, condannato il parroco, in “Corriere Romagna”, 17 gennaio 2004.) http://www.stefanobolognini.it/attualita/preti.html Dopo aver ammesso alcune responsabilità condannato a 2 anni di reclusione per pedofilia un prete della parrocchia dei Romiti di Forlì http://forum.quotidiano.net/phpBB2/viewtop…c3250cbd0d682ea Inflitti dal Gip due anni per lo scandalo che dodici mesi fa sconvolse la comunita’ dei Romiti
    Pedofilia, condannato il parroco
    Il sacerdote in una lettera ha ammesso in parte le proprie responsabilita’
    L’imputato ha patteggiato e ottenuto lo sconto della pena
    FORLI – Il prete accusato di pedofilia ha ammesso alcune responsabilita’. E il giudice lo ha condannato a una pena di due anni. Si e’ chiuso in Tribunale il caso di pedofilia che aveva coinvolto la parrocchia dei Romiti di Forli’. Lo scandalo, sullo stile di quello che in America ha chiamato in causa per reati simili molti preti della chiesa cattolica, era scoppiato a Forli’ esattamente un anno fa. Un anziano sacerdote forlivese era stato denunciato per violenza sessuale con le aggravanti previste dal nuovo articolo del codice penale che punisce piu’ severamente se la vittima e’ un minore. Secondo il Sostituto procuratore della Repubblica Alessandra Serra il presule aveva abusato sessualmente di alcuni bambini. Per questo motivo la pubblica accusa aveva chiesto addirittura l’arresto, ma il Gip aveva rigettato la misura cautelativa considerando l’avanzata eta’ della persona sotto accusa. Il caso aveva sollevato molte polemiche, la parrocchia interessata si era spaccata in due fazioni fra innocentisti e colpevolisti. Tutto era nato dalla denuncia di un bambino che aveva riferito ai genitori su alcuni episodi attraverso i quali sarebbe stato al centro delle attenzioni del religioso. L’indagine e’ stata lunga e delicata e portata avanti dal sostituto procuratore Alessandra Serra col supporto della sezione speciale che segue i reati di natura sessuale dell’Ufficio minori e della Squadra Mobile che come prima cosa aveva cercato di verificare la veridicita’ di quella pesantissima accusa. Fra le persone informate dei fatti fu persino sentito dal pubblico ministero il vescovo di Forli’ monsignor Vincenzo Zarri. Poi erano state svolte delle perizie sul piccolo. Molte persone (fra cui adulti, ragazzi e bambini) frequentatori della parrocchia erano state interrogate e almeno cinque di queste avevano confermato di aver subito abusi sessuali da parte dell’anziano prete nel corso degli anni. Spunto’ fuori anche un adulto che aveva raccontato una triste vicenda che gli era accaduta nel passato. L’anziano sacerdote, quando scoppio’ il caso, fu colto da malore e si rifugio’ in una casa di carita’ di Ravenna sotto l’autorita’ del cardinal Ersilio Tonini, in attesa che la sua posizione venisse affrontata nelle competenti sedi giudiziarie. Nel frattempo erano giunte altre complicazioni di salute, tanto da far rinviare un’udienza proprio per l’indisponibilita’ dell’accusato. La vicenda, come detto, si e’ conclusa in primo grado con un patteggiamento. In pratica in una lunga lettera il sacerdote ammette alcune responsabilita’ che gli erano state ascritte. L’avvocato difensore ha cosi’ chiesto di procedere con un rito alternativo. In un’udienza preliminare e’ stato quindi accolto un patteggiamento. In questa maniera l’accusato ha usufruito dello sconto di un terzo della pena e condannato a due anni. http://web.tiscalinet.it/alahome/FedeFoia.htm

  • Pedofilia, si uccide il prete arrestato

    Pedofilia, si uccide il prete arrestato

    BERGAMO – Probabilmente non ha retto di fronte all’ ennesimo no della magistratura alla sua scarcerazione. O forse covava già da tempo la decisione di farla finita dopo che il 6 maggio scorso era finito dietro le sbarre con l’ accusa di atti sessuali su minori di 14 anni, un macigno pesantissimo per un sacerdote.

    Nessuno saprà mai la verità. Don Vittorio Damiani, 62 anni, parroco di Villa di Serio, nella notte tra giovedì e venerdì si è impiccato nella sua cella del carcere di Bergamo. Solo poche ore prima i suoi avvocati Roberto Bruni e Marco De Cobelli gli avevano comunicato una notizia che lo aveva scosso.

    Era ormai convinto di poter uscire dal carcere perché il Tribunale del Riesame di Brescia, sulla base di motivazioni procedurali (l’ ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip di Chiavari, poi dichiarato incompetente, è diventata inefficace dopo 20 giorni in assenza di un nuovo provvedimento da parte del Gip di Bergamo) aveva deciso di rimetterlo in libertà. Ma il pubblico ministero Carmen Pugliese ha subito disposto il fermo del sacerdote (e di un coimputato) per il pericolo di fuga.

    Cosa possa avere scatenato nell’ animo di don Vittorio quella decisione è impossibile sapere. I suoi legali dicono che nelle ultime settimane il parroco era molto prostrato, ma non aveva mai manifestato propositi suicidi. «Noi avevamo proposto per il nostro assistito gli arresti domiciliari nel convento benedettino di Pontida – osservano gli avvocati Bruni e De Cobelli -. Il provvedimento preso dal pubblico ministero Pugliese era basato su presupposti inesistenti.

    Già il Tribunale di Genova aveva espressamente escluso il pericolo di fuga. Forse bisognava valutare meglio la situazione». Il magistrato si dice sereno: «Umanamente sono molto dispiaciuta per quel che è successo. Nessuno prova piacere a firmare certi provvedimenti. Ma il fermo era una scelta obbligata. Anzitutto perché la scarcerazione era stata disposta per meri motivi procedurali, senza che la gravità della posizione degli imputati fosse cambiata. E, in secondo luogo, a mio avviso esistevano concreti pericoli sia di reiterazione dei reati che di fuga all’ estero. Non dimentichiamoci che le accuse di cui doveva rispondere il sacerdote erano pesantissime. La cautela era doverosa». Cesare Zapperi

    Zapperi Cesare

    Pagina 46
    (19 luglio 2003) – Corriere della Sera

  • Brescia Prete indagato per pedofilia

    Brescia Prete indagato per pedofilia

    BRESCIA, 29 GIUGNO 2002 – Un prete 42enne di una parrocchia di un comune della Franciacorta (Bs) è indagato ocn l’accusa di pedofilia.

    A denunciare il prete sarebbero stati i genitori di alcuni bambini fatti oggetto di particolari attenzioni.

    Secondo quanto si è appreso, al religioso è stato imposto dal Tribunale l’obbligo di dimora in un comune diverso da quello in cui si sarebbero verificati i fatti. Le indagini sono state coordinate dal Pubblico ministero Paolo Guidi e sono state condotte dai Carabinieri.

    29 giugno 2002 http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2002/…2-Brescia.shtml

  • Un prete e un maestro sono stati condannati per violenza sessuale ai danni di minori

    Un prete e un maestro sono stati condannati per violenza sessuale ai danni di minori

    Repubblica — 28 novembre 2000 pagina 7 sezione: MILANO

    Un prete e un maestro sono stati condannati per violenza sessuale ai danni di minori, in due diversi processi, entrambi celebrati con il rito abbreviato.

    Il primo, un sacerdote arrestato in giugno al ritorno da un viaggio in India, è stato condannato a quattro anni e due mesi. Il secondo, un insegnante di scuola elementare incastrato da una telecamera nascosta dietro la lavagna, è stato condannato a 8 anni.

    La prima storia è forse quella più inquietante. Don Franco, nome ovviamente di fantasia, lavorava da anni in una comunità per l’infanzia nel bergamasco. Il pubblico ministero Pietro Forno dopo un anno di indagini lo ha accusato di aver usato violenze su tre bambini e una bambina. In giugno, dopo l’arresto eseguito su mandato del giudice per le indagini preliminari Fabio Paparella, l’uomo era stato messo ai domiciliari in un convento fuori Milano. Nel corso del processo ha ammesso in maniera parziale solamente uno dei quattro episodi contestati.

    La cosa gli è comunque valsa la condanna a quattro anni e due mesi (da considerare che, celebrandosi il processo con il rito alternativo, l’imputato aveva diritto a un terzo di sconto sulla pena). Tutto era cominciato quando, un ospite del centro, un giovane di quattordici anni, chiamò il padre sconvolto e lo pregò di raggiungerlo in comunità. L’uomo si precipitò e raccolse le confessioni del figlio, che gli raccontò di aver subito abusi sessuali, e che la stessa sorte era toccata ad altri suoi compagni, uno di undici e l’altro di quindici anni. Il sacerdote il dodici novembre dell’anno scorso venne rimosso dall’incarico dai vertici provinciali dell’ordine cui appartiene, e quando fu poi arrestato fece una parziale confessione.

    28 novembre 2000 http://ricerca.repubblica.it/repubblica/ar…ze.html

    A novembre un sacerdote milanese viene infine condannato con rito abbreviato a 4 anni e 2 mesi di reclusione per violenza sessuale su alcuni ragazzini ospitati della comunità che dirigeva. Nel corso delle indagini svolte dalla polizia emerso, oltre al fatto che i ragazzini sarebbero stati intimoriti e indotti al silenzio da chi all’interno dell’istituto sapeva, che il religioso nei primi anni ’90 aveva abusato anche di una bambina di 7 anni .

    novembre 2000

    http://albamontori.blogspot.com/2007_04_23_archive.html http://forum.quotidiano.net/phpBB2/viewtop…c3250cbd0d682ea