Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Preti pedofili, Santa Sede sotto accusa.

    Preti pedofili, Santa Sede sotto accusa.

    Preti pedofili, Santa Sede sotto accusa.

    Le scelte del Vaticano hanno permesso abusi sessuali su decine di migliaia di bambini, violando la convenzione per i diritti dei minori.
    Lo ha detto l’Onu in un rapporto in cui sottolinea le responsabilità della Chiesa nello scandalo dei preti pedofili (leggi il pdf).
    Il pesante atto d’accusa è arrivato dalla commissione delle Nazioni Unite per i diritti dei minori, che ha denunciato le politiche della Santa Sede che hanno permesso a religiosi di abusare sessualmente di decine di migliaia di bambini e ragazzi. Nel mirino sono finite anche le posizioni del Vaticano su omosessualità e aborto.
    La Santa Sede ha replicato vedendo in alcune di queste critiche un «tentativo di interferire nell’insegnamento della Chiesa cattolica sulla dignità della persona umana e nell’esercizio della libertà religiosa».
    «RIMUOVERE I RESPONSABILI». L’organismo dell’Onu ha chiesto «l’immediata rimozione» dei responsabili di abusi sui minori, che dovrebbero essere «consegnati» alle autorità civili, oltre all’apertura degli archivi sui pedofili e sugli uomini di Chiesa che hanno coperto i loro crimini.
    «LA CHIESA NON HA RICONOSCIUTO I CRIMINI». Il Comitato si è detto «seriamente preoccupato» dal fatto che la Santa Sede «non abbia riconosciuto la portata dei crimini commessi e non abbia adottato le misure necessarie per affrontare i casi di abusi sessuali su minori e per proteggere i bambini».
    POLITICHE E PRATICHE SOTTO ACCUSA. Inoltre il Vaticano «ha adottato politiche e pratiche» che hanno portato alla prosecuzione di abusi e all’impunità degli autori.
    Le osservazioni finali sono state stilate in seguito all’esame del rapporto della Santa Sede dello scorso gennaio sul rispetto della Convenzione sui diritti del fanciullo.
    SANTA SEDE: «LINEA IDEOLOGICA». La replica del Vaticano è stata piccata. «L’aspetto negativo del documento che l’Onu ha prodotto è che sembra quasi che fosse già stato preparato prima dell’incontro del Comitato con la delegazione della Santa Sede», ha detto monsignor Tomasi, osservatore vaticano all’Onu di Ginevra, che ha parlato di «linea ideologica».
    Successivamente il segretario di Stato Pietro Parolin ha fatto sapere che «la Santa Sede si riserva di rispondere dopo aver preso conoscenza e aver approfondito i rilievi fatti» dal rapporto.

    La S.Sede rimuova “immediatamente” dal loro incarico chi ha commesso abusi sessuali sui bambini, o che ne è sospettato, perché finora ha “adottato politiche e pratiche” che hanno portato a continuare abusi su decine di migliaia di bambini e all’impunità degli autori. Lo si legge nel rapporto del Comitato Onu sui diritti dei bambini. Le denunce di abuso sessuale giunte in Vaticano dal 2000 al 2011 e, in particolre, i casi di pedofilia

    «Codice del silenzio per coprire i crimini»

    L’organismo Onu garante dei diritti dei minori ha ricordato in particolare lo scandalo irlandese delle ‘case Magdalene’, istituti gestiti da suore in cui le ragazze facevano le lavandaie, in condizioni di semi-schiavitù.
    Nel rapporto si ricorda che i responsabili degli abusi sono stati spostati di parrocchia in parrocchia «in un tentativo di coprire questi crimini», difficilmente riferibili alle autorità giudiziarie nei Paesi in cui sono stati commessi «a causa di un codice del silenzio imposto su tutti i membri del clero sotto la pena della scomunica».
    «QUANTI SONO I FIGLI DEI PRETI?». Il Comitato dell’Onu ha esortato la Santa Sede a «valutare il numero di bambini nati da preti cattolici, scoprire chi sono e prendere tutte le misure necessarie per garantire i diritti di questi bambini a conoscere e ad essere curati dai loro padri», ponendo fine alla pratica degli «accordi di riservatezza» nell’ambito dei piani di sostegno finanziario per le madri.
    «DEPENALIZZARE L’OMOSESSUALITÀ». Al Vaticano è stato chiesto poi di «condannare tutte le forme di molestia, discriminazione o violenza contro bambini sulla base del loro orientamento sessuale o quello dei loro genitori e di sostenere gli sforzi a livello internazionale per la depenalizzazione dell’omosessualità».
    CRITICHE SULL’ABORTO. Infine l’Onu ha invitato la Chiesa a «rivedere la propria posizione sull’aborto» quando è a rischio la vita e la salute delle donne incinte e a «identificare circostanze in cui l’accesso ai servizi di aborto possa essere ammesso» modificando il canone 1398 in materia. Il Comitato ha citato con «profonda preoccupazione» le sanzioni decise dalla Chiesa nel 2009 in Brasile contro una madre e un medico che praticò l’aborto per salvare la vita a una bimba di nove anni, rimasta incinta dopo essere stata violentata dal patrigno.

    http://www.lettera43.it/cronaca/l-onu-vaticano-responsabile-degli-abusi-sessuali-sui-bambini_43675121598.htm

  • «Abusi su allievo», prete si autosospende

    «Abusi su allievo», prete si autosospende

    PAVIA. Un passo indietro, in attesa di un verdetto finale da parte dei giudici. Don Gabriele Corsani, 45 anni, sacerdote salesiano ex economo del collegio Don Bosco di Pavia, condannato in primo grado a tre anni e quattro mesi per violenza sessuale su un giovane allievo, ha deciso di autosospendersi da prete. A confermarlo è lo stesso sacerdote, che da Sesto San Giovanni, dove fino a poco tempo fa ha esercitato il suo ministero, anche dopo l’inchiesta e il processo di Rimini, fa sapere di essersi preso «una pausa di riflessione» e di non esercitare più «il ministero presbiterale per evitare un coinvolgimento pregiudiziale nei confronti della congregazione salesiana e della Chiesa».

    La decisione del sacerdote arriva mentre è in corso l’appello a Milano contro la condanna inflitta a luglio dell’anno scorso dal giudice di Rimini Stefania Di Rienzo, che ha ritenuto il religioso responsabile di violenza sessuale su un allievo all’epoca 19enne (il ragazzo, che è rappresentato dall’avvocato Monica Gnesi di Monza, è stato di recente risarcito). Un verdetto impugnato qualche mese fa dall’avvocato difensore Girolamo De Rada, che punta a «una rilettura della vicenda», e quindi non definitivo.

    I fatti al centro della sentenza del tribunale di Rimini, che i giudici di secondo grado devono riesaminare, risalgono al 2007, anche se l’inchiesta della procura di Rimini era partita nel 2011. Soltanto allora infatti un 24enne ex allievo di don Corsani aveva presentato denuncia, raccontando quello che sarebbe successo in un albergo di Rimini dove un gruppo di allievi di un istituto tecnico di ispirazione cattolica del milanese si trovava per un seminario. Secondo l’accusa e secondo i giudici di primo grado, in quell’occasione il sacerdote aveva attirato in una stanza dell’albergo il giovane allievo, proponendogli di dormire insieme.

    Ci sarebbero state molestie, prima che il ragazzo riuscisse a fuggire. Una ricostruzione che il giudice di Rimini aveva ritenuto attendibile, ma su cui ora è atteso un pronunciamento della Corte di appello. «Confido nell’operato della magistratura e della giustizia», si limita a dire il sacerdote, che non vuole però entrare nel merito della sua vicenda giudiziaria. In attesa che il caso possa chiudersi davanti ai giudici, ha deciso di chiedere quindi una pausa dall’esercizio del suo ministero. In altre parole don Gabriele Corsani non farà il prete, pur continuando a restare sacerdote, fino a che la sua posizione non sarà del tutto chiarita. Oltre all’appello sulla condanna, resta anche da capire come si evolverà un’altra indagine della procura di Pavia, a cui il giudice di Rimini aveva trasmesso gli atti per il caso di un altro allievo, che aveva parlato di presunte molestie avvenute all’interno del collegio Don Bosco di Pavia che lo aveva ospitato nel 2008.

    http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2014/01/21/news/abusi-su-allievo-prete-si-autosospende-1.8506693

  • Molestie a giovane allievo prete risarcisce la vittima

    Molestie a giovane allievo prete risarcisce la vittima

    PAVIA. La difesa proverà a far ribaltare il verdetto di colpevolezza del giudice di Rimini, che a luglio aveva inflitto tre anni e quattro mesi per il reato di violenza sessuale. Ma in attesa dell’esito del processo d’appello, don Gabriele Corsani, 45 anni, ex economo del collegio salesiano “Don Bosco” di Pavia, ha risarcito pochi giorni fa l’allievo che lo denunciò per molestie e che nel processo di Rimini, dove aveva avuto luogo la vicenda, si era costituito parte civile con l’avvocato Monica Gnesi di Monza.

    Il giovane, che all’epoca dei fatti aveva 19 anni e oggi ne ha 24, ha ottenuto il pagamento della provvisionale di 5mila euro che il giudice aveva disposto e che il sacerdote ha voluto mettere a disposizione. Nel frattempo, l’avvocato difensore Girolamo De Rada ha presentato appello contro il verdetto di primo grado. «Confidiamo in una rilettura dei fatti e quindi in un ribaltamento di quella sentenza», si limita a dire l’avvocato De Rada.

    I fatti al centro del verdetto del tribunale di Rimini, che ora i giudici di secondo grado sono chiamati a riesaminare, risalgono al 2007, anche se l’inchiesta della procura di Rimini era partita nel 2011. Soltanto allora infatti un 24enne ex allievo di don Corsani aveva presentato denuncia, raccontando quello che sarebbe successo in un albergo di Rimini dove un gruppo di allievi di un istituto tecnico di ispirazione cattolica del milanese si trovava per un seminario. Secondo l’accusa e secondo i giudici di primo grado, in quell’occasione il sacerdote aveva attirato in una stanza dell’albergo il giovane allievo, proponendogli di dormire insieme. Ci sarebbero state molestie, prima che il ragazzo riuscisse a fuggire.

    Una ricostruzione che il giudice Stefania Di Rienzo ha ritenuto attendibile. Lo stesso giudice aveva deciso, a luglio, anche di trasmettere gli atti alla procura di Pavia sulla base delle dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria da un altro ragazzo, che aveva parlato di presunte molestie avvenute all’interno del collegio Don Bosco di Pavia, che lo aveva ospitato nel 2008 mentre frequentava la facoltà di Medicina a Pavia. Da quanto risulta, le indagini relative a questo filone sono ancora in corso.

    http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2013/12/04/news/molestie-a-giovane-allievo-prete-risarcisce-la-vittima-1.8239977

  • Fuga d’amore del prete pedofilo con la madre della vittima

    Fuga d’amore del prete pedofilo con la madre della vittima

    RIMINI – Dopo quattro di carcere scontati con l’accusa di pedofilia nei confronti di un ragazzino di 14 anni che il padre le aveva affidato come guida spirituale, il prete, che al tempo dei fatti collaborava con una parrocchia a Rimini nell’assistenza agli anziani, ha trovato ad attenderlo la madre del ragazzo. Fra i due c’era gia un rapporto d’amore nato ai tempi della condanna, tanto che la donna durante al processo testimoniò a suo favore contro la tesi del marito che invece aveva denunciato il sacerdote. Tutto sembra la trama di un film. La relazione tra la donna e il prete ebbe inizio ai tempi precedenti il processo come un colpo di fulmine, scattato durante un pellegrinaggio a Medjugorie. Da allora, nonostante l’episodio giudiziario che costò quatto anni, che però erano otto ma poi scontati in appello, il prete è tornato libero e allo stato laico.

  • L’Onu apre un’inchiesta sui preti pedofili e interroga il Vaticano

    L’Onu apre un’inchiesta sui preti pedofili e interroga il Vaticano

    Il Comitato delle Nazioni Unite per i Diritti dei Bambini, l’organo che si occupa del rispetto della Convenzione Onusui Diritti dell’infanzia del 1989, ha sottoposto al Vaticano un lungo elenco di richieste di informazioni dettagliate su “tutti i casi di abusi sessuali su bambini commessi da membri del clero, religiosi e religiose, o portati all’attenzione della Santa Sede“.

    L’organo delle Nazioni Unite chiede, tra i vari punti, al Vaticano di specificare “quali misure sono state messe in atto per fare in modo che nessun prete accusato di abusi sessuali sia autorizzato a rimanere in contatto con i bambini”, o quali “istruzioni esplicite siano state date al clero, a tutti i livelli perché tutte le notizie di abuso vengano riferite alla polizia nei propri Paesi e in quali casi invece sia stato chiesto ai membri della gerarchia cattolica di non riferire questi crimini, e a quale livello”.

    Il Comitato dell’Onu vuole anche avere maggiori informazioni “su quale sostegno la Santa Sede fornisca ai bambini vittime di abuso”, sulle “inchieste canoniche contro i preti molestatori” e “sulla cooperazione delle autorità ecclesiastiche con le magistrature nazionali”. Inoltre, il Comitato delle Nazioni Unite vuole anche capire “quale sia la politica della Chiesa per quel che riguarda i risarcimenti” (e se il pagamento di denaro sia mai stati collegato all’obbligo di mantenere il silenzio sugli abusi) e “quali misure di prevenzioni di nuovi abusi siano state adottate”.

    Dall’Onu vengono poi citati due casi in modo esplicito: le “Case Magdalene”, gli istituti femminili che accoglievano le ragazze orfane che in Irlanda sono stati teatro di “tortura e trattamenti crudeli, degradanti e inumani” e quello legato ai “Legionari di Cristo”, accusati di impedire ai seminaristi di avere contatti con le loro famiglie.

    Lo scorso 18 giugno, il Comitato delle Nazioni Unite ha ascoltato i rappresentanti delle vittime di abusi del “Survivors Network of those Abused by Priests”(Snap). Secondo il presidente della Snap, Barbara Blaine, ” il fatto che il Comitato delle Nazioni Unite abbia chiamato il Vaticano a rispondere per i suoi precedenti sui diritti dei minori… è un fatto che dà speranza alle vittime di abuso in tutto il mondo. Spero che l’esempio delle Nazioni Unite, con la richiesta di informazioni dettagliate sugli abusi, venga seguito anche da altre organizzazioni internazionali per portare alla luce la verità e prevenire nuovi crimini odiosi”.

  • Salesiano ex confessore di Berlusconi condannato per violenza sessuale

    Salesiano ex confessore di Berlusconi condannato per violenza sessuale

    Aveva attirato uno studente nella sua stanza durante una gita a Rimini. Don Gabriele Corsani nel 2010 era stato invitato a Palazzo Chigi con un gruppo di studenti universitari di Pavia. E proprio alla procura locale il gup ha trasmesso gli atti perché venga aperta una nuova indagine.

    “Un sacerdote molto coperto, molto protetto da un ambiente omertoso. Tutti sapevano, ma nessuno parlava. Era un personaggio chiacchierato da tempo”. L’avvocato Monica Gnesi punta il dito anche contro i superiori di don Gabriele Corsani, sacerdote vicino alla famiglia Berlusconi e già confessore dell’ex premier, condannato a 3 anni e 4 mesi per violenza sessuale dal giudice per l’udienza preliminare di Rimini Stefania Di Rienzo. Il pm, che aveva chiesto 6 anni di carcere, durante la requisitoria aveva parlato di “serialità” e infatti il gup ha trasmesso gli atti a Pavia perché proceda dopo la denuncia di uno studente della facoltà di Medicina di Pavia. Don Gabriele, economo del collegio salesiano della città lombarda e già celebrante ai funerali di Giorgio Gaber, ha insegnato anche religione all’Istituto Breda di Sesto San Giovanni. Il sospetto è che possa aver “circuito” altri giovani, magari anche minorenni ma che nessuno abbia voluto vedere questa sua propensione a baciare e ad accarezzare i ragazzini. Organizzava gite, insegnava ed era l’animatore di iniziative ma probabilmente per poter avvicinare sempre di più gli studenti.

    Il giudice lo ha riconosciuto colpevole di aver molestato sessualmente un giovane, all’epoca dei fatti, nel 2007, appena ventenne, in una camera d’albergo di Rimini dove il gruppo si trovava per un seminario, ma il legale di parte civile sostiene che l’avvicinamento al suo assistito sia avvenuto prima, quando aveva meno di 18 anni. L’inchiesta della Procura di Rimini nei riguardi del sacerdote, 44 anni, era partita il 5 luglio 2011, con la denuncia del ragazzo, che oramai 24enne aveva trovato il coraggio di raccontare tutto dopo cinque anni di tormenti e paura. “Sì perché sceglieva bene le sue vittime – prosegue l’avvocato – ragazzi con gravi problemi familiari, sensibili o timidi e che magari proprio per questo l’avrebbero protetto”. Il prete, che non ha mai partecipato al processo, durante la fase delle indagini preliminari ha negato tutto; anche di essere stato a Rimini dove  ha dichiarato di essere stato soltanto da bambino. Il magistrato gli ha anche inflitto l‘interdizione perpetua dai pubblici uffici.
    Secondo l’accusa, il sacerdote aveva attirato in una stanza l’ex allievo dell’istituto salesiano, proponendogli di dormire insieme per poi palpeggiarlo. Il ragazzo però non si era fermato ed era uscito dalla stanza. Nel corso delle indagini affidate ai carabinieri sarebbe emerso un altro episodio, raccontato ma non denunciato da un diciannovenne che, nel 2005, don Gabriele avrebbe tentato di baciare sulle labbra. Per l’episodio il prete è stato assolto, mentre per la violenza in camera d’albergo il giudice ha stabilito anche una provvisionale di 5.000 euro. Con la trasmissione degli atti a Pavia verrà aperta una nuova indagine: “Spero che altri ragazzi che non hanno ancora avuto il coraggio di denunciare lo trovino. Molto hanno paura e pensano che non saranno creduti” dice l’avvocato che non esclude anche una casa civile per ottenere un risarcimento.
    Don Corsani prima di questo episodio di cronaca giudiziaria era conosciuto per essere il primo sacerdote ad accorrere a casa di Rosa Bossi, madre di Silvio Berlusconi, alla notizia della sua morte nel febbraio 2008 a Milano. Un anno dopo il religioso aveva concelebrato ad Arcore la Messa funebre di Maria Antonietta Berlusconi, sorella dell’allora premier. Don Gabriele aveva conosciuto l’allora premier nel 2002: dai Salesiani l’ex presidente del Consiglio ha studiato e da allora è sempre rimasto legato all’ordine religioso. Tanto che nell’aprile del 2010 un gruppo di studenti universitari salesiani del Collegio Don Bosco di Pavia era stato in visita a Palazzo Chigi su invito del presidente del Consiglio e avevano assistito alle dichiarazioni alla stampa del premier con il collega libanese Saad Hariri al termine del loro incontro. Subito dopo, in un’affollatissima Sala dei Galeoni, Berlusconi ha portato Hariri, tenendolo sotto braccio, verso gli otto ragazzi accompagnati da don Gabriele Corsani per presentarglieli. ”Siamo salesiani – ha detto Berlusconi ad Hariri – una congregazione che si trova anche in Libano”.
  • Abusi, già 5 anni fa lettera di accuse contro don Gabriele

    Abusi, già 5 anni fa lettera di accuse contro don Gabriele

    di Maria Fiore

    PAVIA. Le presunte molestie nel collegio “Don Bosco”, su cui sta indagando la procura di Pavia, furono segnalate già cinque anni fa, nel 2008. A denunciarle, con una lettera, uno studente universitario di Medicina a Pavia che era ospite in quel periodo del collegio pavese. La lettera non si trova più. Ma il ragazzo, che oggi ha 31 anni ed è originario di Trento, ne parla con la polizia giudiziaria, che lo scorso febbraio mette nero su bianco il suo racconto, ora nelle mani della procura pavese, a cui il tribunale di Rimini ha trasmesso gli atti. Il verbale contiene nuove accuse per il sacerdote salesiano ed ex economo del collegio “Don Bosco”, Gabriele Corsani, già condannato tre giorni fa a Rimini per le presunte molestie su un ex allievo che sarebbero avvenute in un albergo in Romagna. Le nuove contestazioni sono relative a presunte molestie di cui sarebbe rimasto vittima lo stesso studente ma, secondo quanto riferito dal ragazzo, anche altri giovani che frequentavano la struttura pavese. Accuse che l’inchiesta, appena all’inizio, dovrà verificare.

    Ma il ragazzo parla anche di una missiva, da lui firmata, indirizzata all’allora rettore del collegio, don Ernesto Grignani. Una lettera in cui il giovane racconta al rettore quello che, a suo avviso, sta succedendo all’interno del collegio. La lettera viene inviata anche all’ispettore salesiano della Lombardia, di cui il giovane non ricorda il nome.

    Don Gabriele Corsani viene convocato e sentito, ma resta al suo posto. La vicenda, però, ha comunque i suoi effetti: nei giorni della convocazione del sacerdote, il ragazzo viene prima sospeso e poi espulso dal collegio. Alla fine del 2009, anche don Ernesto Grignani lascia l’incarico a Pavia per trasferirsi a Torino. Oggi l’ex rettore del collegio Don Bosco, che guidò la struttura proprio negli anni in cui si sarebbero verificati i presunti abusi, è rettore dell’istituto salesiano San Lorenzo di Novara. «Sì, ricordo bene quella lettera – conferma il sacerdote –. Il ragazzo raccontava di alcuni comportamenti di don Gabriele Corsani e io ritenni opportuno segnalare la questione all’ispettore salesiano». Don Ernesto Grignani respinge quindi con forza i sospetti di avere nascosto la denuncia o di essere intervenuto tardi. «Non solo, ma feci anche fare alcune verifiche interne al collegio», aggiunge. Il sacerdote non rivela cosa emerse dalla verifiche e non entra nel merito delle accuse a don Gabriele Corsani, ma ammette di non sapere «come andò a finire l’inchiesta degli ispettori».

    Ci tiene a precisare, comunque, che l’espulsione del ragazzo dal collegio non fu legata alla lettera di denuncia, ma a un episodio che anche lo studente confessa alla polizia giudiziaria. «Un bravo ragazzo, ma fu espulso perché si comportò male – dice don Ernesto Grignani –. Un giorno inveì contro don Gabriele, urlandogli che non era degno di stare lì e lanciandosi in insulti. Tutto questo era inaccettabile. Don Gabriele avrà anche avuto le sue colpe, ma uno studente che inveisce contro un superiore non si poteva tollerare». E invece il trasferimento di don Ernesto Grignani da Pavia? «Lo chiesi io – dice il sacerdote salesiano –. Perché le cose non andavano come sarebbero dovute andare. Sì, mi riferisco alla vicenda di don Gabriele e al clima che si era venuto a creare all’interno della struttura».

    @mariafiore3

    18 luglio 2013

  • Violenza sessuale, condannato sacerdote

    Violenza sessuale, condannato sacerdote

    di Gabriele Conta

    PAVIA. Colpevole di violenza sessuale, e condannato a tre anni e quattro mesi di carcere per le molestie a un suo ex allievo. Arriva da Rimini la sentenza di primo grado che condanna don Gabriele Corsani, ex economo del collegio salesiano “don Bosco” di Pavia. Il sacerdote 45enne è stato anche interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, e dovrà risarcire un suo ex studente con 5mila euro.

    Ma dal collegio non commentano. «Eravamo informati – fanno sapere dalla struttura di via San Giovanni Bosco – ma aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza prima di fare qualunque dichiarazione». Motivazioni che potrebbero arrivare tra molto tempo, visto che il giudice si è preso 70 giorni per depositarle. Chi invece commenta la decisione arrivata ieri da Rimini è Chira Vittone, difensore del sacerdote. «Essendo innocente, don Corsani è molto provato dopo questa sentenza – dice l’avvocato del sacerdote, che non è più a Pavia –. Ma sono sicura che in appello, che presenteremo senza alcun dubbio, riusciremo a dimostrare e a far credere ai giudici che don Corsani è assolutamente estraneo a tutta questa vicenda». Soddisfatta invece Monica Gnesi, avvocato del ragazzo che aveva denunciato don Gabriele. «Sono contenta prima di tutto per il mio assistito – dice il legale – anche perché non è mai facile denunciare certe cose».

    I fatti per cui il sacerdote (noto anche per aver celebrato il funerale della mamma di Berlusconi e per essere molto vicino all’ex premier) è stato condannato ieri con rito abbreviato risalgono al 2007, anche se l’inchiesta della Procura di Rimini era partita nel 2011. Soltanto allora infatti un 24enne ex allievo di don Corsani aveva presentato denuncia, raccontando quello che sarebbe successo in un albergo di Rimini dove un gruppo di allievi di un istituto tecnico di ispirazione cattolica del milanese si trovava per un seminario. Secondo l’accusa, in quell’occasione il sacerdote aveva attirato in una stanza il suo ex allievo, proponendogli di dormire insieme e tentando di toccarlo nelle parti intime prima che il ragazzo riuscisse a fuggire. Nel corso delle indagini affidate ai carabinieri sarebbe emerso un altro episodio, raccontato ma non denunciato da un diciannovenne che, nel 2005, don Gabriele avrebbe tentato di baciare sulle labbra. Per l’episodio del presunto bacio don Corsani è stato assolto ieri dal tribunale di Rimini. Mentre per la violenza in camera d’albergo il giudice Stefania Di Rienzo ha ritenuto don Corsani colpevole di violenza sessuale.

    @GabrieleConta

    16 luglio 2013

  • Don Gabriele Corsani: il prete amico dei Berlusconi condannato

    Don Gabriele Corsani: il prete amico dei Berlusconi condannato

    di Dario Ferri – 16/07/2013 – La storia sulla Stampa

    Tre anni di galera per Don Gabriele Corsani, salesiano di Pavia che è stato riconosciuto colpevole di aver molestato sessualmente un giovane in un albergo a Rimini. La storia la racconta la Stampa:

    L’inchiesta della Procura di Rimini nei riguardi del sacerdote – vicino alla famiglia Berlusconi – era partita il 5 luglio 2011, con la denuncia del ragazzo, che oramai 24enne aveva trovato il coraggio di raccontare tutto. Secondo l’accusa, il sacerdote aveva attirato in una stanza l’ex allievo di una scuola di ispirazione cattolica del milanese, proponendogli di dormire insieme per poi palpeggiarlo.

    Il ragazzo era riuscito a fuggire:

    Don Corsani era stato il primo sacerdote ad accorrere a casa di Rosa Bossi Berlusconi, madre di Silvio Berlusconi, alla notizia della sua morte nel febbraio 2008 aMilano.Un anno dopo il religioso aveva concelebrato ad Arcore la Messa funebre di Maria Antonietta Berlusconi, sorella dell’allora premier.

    http://www.giornalettismo.com/archives/1031447/don-gabriele-corsani-il-prete-amico-dei-berlusconi-condannato/

    Molestie, tre anni a don Gabriele Sesto sotto choc per il “suo” prete
    Violenza sessuale su allievo, condannato
    Condannato dal Tribunale di Rimini dopo la denuncia di un giovane

    di Patrizia Longo
    Don Gabriele Corsani (Spf)

    Sesto San Giovanni, 16 luglio 2013 – Una città incredula e sotto choc. Non potrebbe essere altrimenti di fronte alla notizia della condanna a tre anni (ieri il rito abbreviato a Rimini) per don Gabriele Corsani, 45 anni da compiere, accusato di molestie sessuali da un suo ex studente. Perché il “Donga”, come lo chiamavano i suoi alunni dai Salesiani – che il sacerdote ha frequentato da ragazzo e dove poi si è ritrovato a lavorare per tanti anni – non è un un prete qualsiasi.
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    Nella Sesto delle acciaierie, don Gabriele è nato e cresciuto. Qui ha frequentato gli istituti Don Bosco di viale Matteotti: prima la media Marelli e poi il centro di formazione professionale Falck e l’istituto tecnico Breda, dove è diventato perito elettronico. A Sesto, figlio di Salesiani, ha scoperto la sua vocazione. E qui è stato ordinato sacerdote: proprio nella parrocchia al quartiere Rondinella, dove giocava da bambino. Monsignor Luigi Olgiati, per tanti anni guida spirituale della città, lo aveva particolarmente a cuore: gli donò i suoi breviari, quando divenne sacerdote, e gli lasciò il calice della sua prima messa.

    A rendere il “Donga” un prete speciale, a Sesto San Giovanni, è stata anche la sua passione per il basket e per il calcio, il suo carisma e la capacità di organizzare grandi eventi: tornato in città dopo quindici anni (dopo il noviziato, gli studi di filosofia, il tirocinio, la licenza in teologia e il diaconato), non si è mai perso una partita dell’Olimpia Milano o del Milan, a cui ha sempre portato i suoi alunni. I biglietti e il lasciapassare negli spogliatoi, come premio per i più meritevoli.

    Tanto stimato da Silvio Berlusconi, che lo ha chiamato al capezzale di mamma Rosa come amico di famiglia, e da Ombretta Colli, che lo ha voluto per l’omelia al funerale di Giorgio Gaber, ha portato a Sesto San Giovanni il «Gospel Festival», manifestazione benefica di grande successo, con artisti di livello internazionale. L’organizzatore della Festa di San Giovanni, cinque anni fa, è stata la naturale conseguenza. La promozione a Pavia, come economo al collegio dei Salesiani, non ha spezzato il legame con la sua città. Che, inevitabilmente, ha accolto con stupore la notizia della condanna.«Mi sembra tutto così assurdo» aveva detto don Gabriele lo scorso febbraio, quando la procura di Rimini aveva chiesto il suo rinvio a giudizio. Ieri il suo avvocato, Kira Vittone, ha annunciato che farà appello.

    patrizia.longo@ilgiorno.net

    http://www.ilgiorno.it/sesto/cronaca/2013/07/16/920311-violenza-sessuale-don-gabriele-corsani-condannato.shtml

    Condannato per violenza sessuale sacerdote sestese

    Il giudice ha riconosciuto colpevole don Gabriele Corsani di aver molestato sessualmente un giovane, all’epoca dei fatti, nel 2007, appena ventenne, in una camera d’albergo di Rimini dove il gruppo si trovava per un seminario
    Redazione15 luglio 2013

    È stato condannato a Rimini con rito abbreviato a tre anni di reclusione, per violenza sessuale su un ex allievo, don Gabriele Corsani, 45 anni, economo del collegio salesiano di Pavia. Il giudice ha riconosciuto colpevole don Corsani di aver molestato sessualmente un giovane, all’epoca dei fatti, nel 2007, appena ventenne, in una camera d’albergo di Rimini dove il gruppo si trovava per un seminario.

    L’inchiesta della Procura di Rimini nei riguardi del sacerdote – vicino alla famiglia Berlusconi – era partita il 5 luglio 2011, con la denuncia del ragazzo, che oramai 24enne aveva trovato il coraggio di raccontare tutto. Secondo l’accusa, il sacerdote aveva attirato in una stanza l’ex allievo, di una scuola di ispirazione cattolica del Milanese, proponendogli di dormire insieme per poi palpeggiarlo sui genitali.

    Il ragazzo era riuscito a fuggire. Nel corso delle indagini affidate ai carabinieri sarebbe emerso un altro episodio, raccontato ma non denunciato da un diciannovenne che, nel 2005, don Gabriele avrebbe tentato di baciare sulle labbra. Per l’episodio del presunto bacio don Gabriele Corsani è stato assolto, mentre per la violenza in camera d’albergo il giudice ha stabilito, oltre alla condanna a tre anni, anche una provvisionale di 5.000 euro.

    La parte civile, rappresentata dall’avvocato Monica Gnesi di Monza, aveva chiesto almeno 20 mila euro. Non è da escludere quindi l’avvio di una causa civile nonchè dell’appello in sede penale.

    Don Corsani era stato il primo sacerdote ad accorrere a casa di Rosa Bossi Berlusconi, madre di Silvio Berlusconi, alla notizia della sua morte nel febbraio 2008 a Milano. Un anno dopo il religioso aveva concelebrato ad Arcore la Messa funebre di Maria Antonietta Berlusconi, sorella dell’allora premier. Don Gabriele aveva conosciuto Silvio Berlusconi nel 2002: dai Salesiani l’ex presidente del Consiglio ha studiato e da allora è sempre rimasto legato all’ordine religioso.

    http://www.milanotoday.it/cronaca/don-gabriele-corsani-condanna-violenza-sessuale.html

  • Rimini. Molestie sessuali, nuovo accusatore per don Gabriele Corsani. Corriere Romagna

    Rimini. Molestie sessuali, nuovo accusatore per don Gabriele Corsani. Corriere Romagna

    Rimini. Molestie sessuali, nuovo accusatore per don Gabriele Corsani. Corriere Romagna
    pubblicato giovedì 21 febbraio 2013 alle 10:30

    Andrea Rossini – Corriere Romagna: Nuove accuse al confessore dei vip / Molestie, spunta un altro ex allievo: la difesa prende tempo

    RIMINI. Spunta un nuovo accusatore contro don Gabriele Corsani, il sacerdote milanese accusato di aver molestato sessualmente due giovani uomini, entrambi maggiorenni al momento dei fatti, in due distinti episodi che risalirebbero al 2005 e al 2007. La novità è emersa ieri nel corso dell’udienza preliminare davanti al giudice. L’avvocato difensore Kira Vittone, convinta dell’innocenza del suo assistito e di poter chiarire quindi al più presto la vicenda, aveva annunciato l’intenzione di chiedere il rito abbreviato. La procura di Rimini, però, ha aggiunto al fascicolo un supplemento istruttorio: di qui la necessità di un rinvio (termini a difesa) per dare modo all’indagato di leggere le carte. Dopo la pubblicazione della notizia con il nome del noto sacerdote, già confessore dell’ex premier Silvio Berlusconi, da parte del Corriere di Rimini, ripresa da altri quotidiani, un altro suo ex allievo del nord Italia si è fatto avanti e ha deciso di mettere nero su bianco, in caserma, delle nuove accuse. Un racconto analogo a quello degli altri due denuncianti, per fatti risalenti al 2009.
    (…)
    La visibilità e le amicizie importanti di don Corsani, padre spirituale di personaggi del mondo della polititica, dello spettacolo e dello sport, potrebbero averlo reso inviso a qualcuno: l’esistenza dell’indagine nei suoi confronti era stata segnalata, ad esempio, senza riscontri e in forma anonima ad alcune redazioni di quotidiani, anche nazionali, e siti di gossip.

    http://www.corriere.it/cronache/13_febbraio_24/cardinale-scozzese_27112274-7e15-11e2-af5b-7a4139da51bb.shtml