Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Rimini

  • Accuse al sacerdote. Oratorio e fedeli stretti in preghiera

    Accuse al sacerdote. Oratorio e fedeli stretti in preghiera

    A messa nessun accenno alla vicenda di don Corsani. I fedeli: «Una vendetta, ha fatto tanto per i giovani»

    di Anna Ghezzi

    PAVIA. Nessun accenno durante la messa a Santa Maria delle Grazie alle accuse che pendono sulla testa di don Gabriele Corsani, economo e animatore del collegio universitario don Bosco gestito dai salesiani e che mercoledì 20 comparirà davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Rimini con l’accusa di violenza sessuale dopo la denuncia di un giovane ex allievo. Il gup dovrà decidere se rinviarlo a giudizio oppure no.

    Chiesa affollata, tanti anziani, quasi nessun giovane alla messa prefestiva delle 17. Qualcuno prima di entrare in chiesa mormora qualcosa, chiede agli amici, facce stranite. Ma poi non commenta: «Non lo conosco», dice una signora. «Non so nulla», dice un altro. «Ho visto il giornale ma non ci credo» afferma un signore sulla sessantina allontanandosi. «Sarà una vendetta, un ricatto. Ma così si rovina una persona che ha dato l’anima per i giovani» dice un altro. E c’è chi ipotizza che la politica, e la sua amicizia con Berlusconi, possano essere coinvolte.

    L’inchiesta della Procura della Repubblica di Rimini era cominciata il 5 luglio 2011: un giovane di 24 anni si era presentato dai carabinieri in una stazione in Lombardia e aveva raccontato che il sacerdote, quattro anni prima, l’avrebbe attirato in una stanza, avrebbe cercato di baciarlo e lo avrebbe palpeggiato sui genitali. L’ex allievo sarebbe riuscito a fuggire. Avrebbe poi raccontato ai carabinieri di avere raccolto testimonianze simili da amici, i carabinieri li avevano identificati e sentiti come testimoni. Uno di loro avrebbe messo a verbale che nel 2005 durante un corso di aggiornamento in Romagna, il sacerdote avrebbe provato a baciarlo.

    Il parroco don Gianni Pozzi non fa menzione dell’accaduto dal pulpito nella prima domenica di quaresima. Alle domande risponde: «Ci stringiamo nel silenzio e nella preghiera intorno a don Gabriele». Si sono riuniti per pregare anche i ragazzi dell’oratorio, lo stesso hanno fatto gli studenti del collegio don Bosco, molti parrocchiani. E arrivano messaggi di solidarietà: «Anche don Bosco è stato perseguitato – scrive un amico – ma le difficoltà si affrontano e si superano col sorriso e la preghiera».

    In oratorio ieri pomeriggio si giocava a calcetto come al solito, in chiesa i fedeli hanno affollato dal primo all’ultimo banco. Tanta gente, ma nessuno si è avvicinato al parroco per chiedere, prevale il silenzio. Lo stesso silenzio in cui è avvolto don Gabriele Corsani, parroco comunicatore per natura. E’ lontano da Pavia, forse in famiglia. Gli amici dicono sia sconvolto. Ieri mattina ha avuto un incontro con l’ispettore dei Salesiani di Lombardia, Emilia Romagna, San Marino e Svizzera da cui dipendono i salesiani di Pavia. La difesa punta all’assoluzione completa, e mette in dubbio accuse che, spiega l’avvocato Kira Vottone «Arrivano a sette anni dal fatto» e negate in toto dal sacerdote. La difesa ha depositato indagini difensive e punta a chiedere il rito abbreviato.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
    17 febbraio 2013

  • Violenza sessuale, sacerdote salesiano nei guai

    Violenza sessuale, sacerdote salesiano nei guai

    Don Gabriele Corsani davanti al Gip di Rimini. La denuncia di un giovane nei confronti del confessore di Berlusconi

    di Adriano Agatti

    PAVIA. Mercoledì prossimo comparirà davanti al Gip del tribunale di Rimini con l’accusa di violenza sessuale dopo la denuncia di un giovane. Lui è don Gabriele Corsani, 45 anni, economo del collegio salesiano di Pavia e già confessore dell’ex premier Silvio Berlusconi e padre spirituale di numerosi sportivi professionisti. Un personaggio molto noto a Pavia anche se i fatti risalgono ad alcuni anni prima del suo arrivo in città.

    In ballo ci sarebbero due episodi distinti risalenti o al 2005 e al 2007. Vicende lontane nel tempo che dovranno essere ricostruite davanti al Giudice delle indagini preliminari di Rimini che dovrà decidere se prosciogliere il sacerdote, originario di Sesto San Giovanni, oppure se rinviarlo a giudizio.

    Don Gabriele Corsani è accusato da un ex allievo che ha poi chiamato in causa anche un amico: le loro testimonianze dovranno essere valutate con attenzione.

    L’inchiesta della Procura della repubblica di Rimini era iniziata il 5 luglio del 2011. Un giovane di 24 anni si era presentato ai carabinieri di una stazione della Lombardia e aveva raccontato una vicenda che sarebbe successa quattro anni prima in un albergo di Rimini. Il sacerdote, secondo l’accusa, avrebbe attirato in una stanza l’ex allievo di una scuola di ispirazione cattolica del milanese. Gli avrebbe proposto di dormire insieme e lo avrebbe palpeggiato sui genitali.

    L’ex allievo sarebbe riuscito a fuggire e, all’inizio, non avrebbe raccontato quello che era successo. Ma non sarebbe riuscito a dimenticare l’imbarazzante vicenda. Il giovane aveva anche raccontato ai carabinieri di aver raccolto confidenze di amici, vittime di vicende simili. I carabinieri li avevano identificati e li avevano sentiti come testimoni. Uno di loro, in particolare avrebbe messo a verbale una vicenda che risaliva addirittura al 2005. Durante un corso di aggiornamento, che prevedeva il pernottamento, don Gabriele (che era in pigiama) avrebbe cercato di baciarlo. «In una maniera non certo amichevole», aveva detto ai carabinieri ma senza sporgere denuncia.

    La procura di Rimini ha contestato l’aggravante del ruolo direttivo ricoperto dal sacerdote. L’inchiesta era stata conclusa alcuni mesi fa e i magistrati avevano chiesto il rinvio a giudizio del sacerdote. Mercoledì prossimo è stata quindi fissata l’udienza preliminare davanti al Gip. Impossibile parlare con il salesiano in questi giorni. «Don Gabriele non c’è per qualche giorno», ripetono in collegio. Probabilmente i superiori lo hanno tenuto lontano dalla curiosità in attesa che la vicenda si chiarisca in un modo o nell’altro.
    16 febbraio 2013

  • Rimini. Sacerdote rischia il processo per violenza sessuale ai danni di due ex allievi.

    Rimini. Sacerdote rischia il processo per violenza sessuale ai danni di due ex allievi.

    Rimini. Sacerdote rischia il processo per violenza sessuale ai danni di due ex allievi. Corriere Romagna
    di Francesco De Luigi
    pubblicato giovedì 14 febbraio 2013 alle 05:05

    Andrea Rossini – Corriere Romagna: La procura chiede il rinvio a giudizio del religioso, un salesiano di 45 anni noto per il suo impegno, ma anche per le amicizie con sportivi e politici famosi / Molestie su ex allievi, sacerdote nei guai / Toccamenti e un bacio rubato: le accuse “tardive” al confessore di Berlusconi

    RIMINI. Rischia un processo con l’accusa di violenza sessuale, per le presunte molestie subite da due giovani uomini, entrambi maggiorenni al momento dei fatti, due distinti episodi che risalirebbero al 2005 e al 2007. La procura di Rimini ha infatti da tempo chiesto il rinvio a giudizio dell’indagato, un notissimo sacerdote milanese. Si tratta di don Gabriele Corsani, 45 anni, originario di Sesto San Giovanni (Milano), economo del Collegio Salesiano Don Bosco di Pavia, già confessore dell’ex premier Silvio Berlusconi e padre spirituale di calciatori e cestisti professionisti. A puntare il dito contro di lui sono due persone, entrambi ex allievi, ma la vicenda presenta degli aspetti controversi. Tra una settimana è previsto un primo vaglio da parte del giudice: è infatti fissata per il prossimo il 20 febbraio l’udienza preliminare nel corso della quale il Gup del Tribunale di Rimini valuterà se archiviare gli addebiti o mandare alla sbarra il prete salesiano.

    http://www.libertas.sm/cont/news/rimini-sacerdote-rischia-il-processo-per-violenza-sessuale-ai-danni-di-due-ex-allievi-corriere-romagna/73821/1.html

    Studenti molestati: indagato sacerdote
    Coinvolto un prete milanese che avrebbe commesso gli abusi durante una gita a Rimini

    14/02/2013 08:56

    RIMINI – Prete 45enne indagato per violenza sessuale su due studenti. Si sono chiuse le indagini su un caso di violenza sessuale che vede implicato un parroco milanese in gita con i suoi studenti a Rimini. A denunciare di essere stato importunato dal sacerdote, che oltre tutto era suo professore in una scuola parificata di ispirazione cattolica dell’hinterland milanese, è stato un giovane all’epoca dei fatti ventenne. Il ragazzo ha però tenuto per sè il suo scabroso segreto per oltre quattro anni e solo nel luglio del 2011 si è deciso a raccontare ai carabinieri le attenzioni di cui era stato vittima anni prima, durante una gita scolastica a Rimini. In quell’occasione il sacerdote, che accompagnava la comitiva, secondo quanto denunciato dalla vittima, avrebbe importunato lo studente toccandolo nelle parti intime con un gesto repentino e imprevedibile.

    Il tutto si sarebbe verificato in una camera d’albergo dove gli studenti avevano preso alloggio per la breve vacanza. A seguito della denuncia la Procura ha svolto indagini e interrogando altri studenti che erano presenti alla gita, avrebbe trovato elementi di prova contro il parroco per un secondo episodio che si sarebbe verificato due anni prima, nel 2005, in un paese nei pressi di Milano. Qui un ex allievo dello stesso insegnante ha denunciato attenzioni equivoche da parte del professore che in un’occasione avrebbe cercato di baciarlo senza però riuscirvi. Accuse molto gravi, quelle formulate dai due giovani che all’epoca dei fatti avevano 19 e 20 anni, che però non sono state ancora dimostrate. La Procura riminese dopo aver completato le indagini ha chiesto il rinvio a giudizio del prete. L’udienza per verificare se sussistano le condizioni per portare a giudizio il sacerdote milanese è stata fissata per il 20 febbraio

    14 febbraio 2013

    Sesto, prete alla sbarra per molestie sessuali: sarà processato mercoledì prossimo

    Prete molestatore SESTO SAN GIOVANNI – Il Papa, dopo le dimissioni, ha parlato di stare insieme per superare le divisioni della Chiesa e per dare una nuova immagine di unità al mondo cristiano, forse conscio dei mali che si annidano dentro la sfera del mondo cattolico. Infatti uno dei momenti più difficili per Papa Benedetto XVI è stato quello della pedofilia.

    L’episodio di cui è protagonista un prete di Sesto San Giovanni è simbolico di questa realtà: un soldato di Dio è accusato di avere molestato due suoi studenti, uno nell’ambito della scuola dove insegnava a Sesto e l’altro durante una gita a Rimini. Tentativi di carezze e contatti fisici che i due ragazzi hanno trovato la forza di denunciare e ora il prete sta per essere processato. Mercoledì prossimo c’è la prima udienza. L’uomo nega ogni accusa, ma gli inquirenti avrebbero trovato abbastanza riscontri alle accuse per ritenere che il prete ha veramente insidiato i due studenti. I fatti risalgono a circa sette anni fa, ma la giustizia si sa è lenta. Ma arriva!

    La notizia ha messo un po’ a rumore l’ambiente ecclesiastico sestese, ma nessuno vuole commentare mantenendo ilmassimo riserbo, almeno fino alla sentenza dei giudici.

    Violenze su un 20enne, sacerdote nei guai

    I fatti risalgono al 2007, il giovane ha trovato il coraggio di denunciare nel 2011. Dalle indagini emerso un altro caso

    rimini (TT) È accusato di violenza sessuale, commessa ai danni di due suoi ex alunni, G.C. sacerdote milanese 45enne che, almeno in una occasione, avrebbe approfittato di un 26enne che si trovava con il religioso a Rimini. I fatti risalgono al 2007 e, solo nel luglio del 2011, il giovane trova il coraggio di denunciare il sacerdote che lo ha molestato. Il ragazzo, all’epoca 20enne, faceva parte di una comitiva di studenti, tutti alunni del sacerdote che insegnava in un istituto religioso nell’hinterland milanese, arrivati a Rimini per un corso di aggiornamento. Secondo quanto dichiarato dalla vittima, il sacerdote lo avrebbe attirato nella stanza d’albergo e, dopo avergli proposto di dormire insieme, avrebbe allungato le mani sui genitali del giovane. Il ragazzo, impaurito e sconcertato per l’accaduto, sarebbe comunque riuscito a divincolarsi e a fuggire dopo il pesante palpeggiamento intimo. A quattro anni dall’episodio, la vittima delle attenzioni del religioso è riuscita a vincere la paura e la vergogna per quanto successo denunciando tutta la vicenda ai carabinieri che, con la Procura di Rimini, aprono quindi un fascicolo.
    Nel corso delle indagini, tuttavia, emerge che il sacerdote non sarebbe nuovo a questo tipo di attenzioni nei confronti dei suoi studenti tanto che torna a galla una vecchia storia molto simile. In quell’occasione, nel 2005, ad essere oggetto delle attenzioni del sacerdote è un altro ragazzo all’epoca 19enne che, interrogato dai carabinieri, racconta agli inquirenti di come G.C. lo abbia avvicinato e tentato di baciare in bocca. Questo secondo episodio, tuttavia, non sarebbe avvenuto a Rimini ma nel paese dell’hinterland milanese dove si trova l’istituto scolastico nel quale il sacerdote insegnava. Il prossimo 20 febbraio, nel Tribunale di Rimini, si terrà l’udienza preliminare per chiedere il rinvio a giudizio del sacerdote.

    http://www.nqnews.it/news/142213/Violenze_…e_nei_guai.html

  • Sesso con minorenni: Prete condannato. E si è pure fregato 44.000 euro

    Sesso con minorenni: Prete condannato. E si è pure fregato 44.000 euro

    Il prete di Murazzano è stato condannato a sei anni di carcere, più un’ammenda di di 30.000 euro. Don Martin Varket Parappillil ha consumato atti sessuali con minorenni e, non contento, ed è stato trovato in possesso di materiale pedopornografico (di cui, in un primo momento, si è ritenuto anche produttore in prima persona). L’appropriazione indebita di ben 44.000 euro è relativa ai conti della parrocchia di Mallare, da cui Don Martin ha sottratto l’ingente somma. Il processo si è svolto con rito abbreviato. La pena potrebbe apparire troppo clemente, nei confronti di simili crimini. Ma, almeno, rincuoriamoci pensando che ogni tanto anche in Italia i processi penali arrivano a una conclusione.

     

  • Anonymous vs Don Ruggeri, hacker pubblicano mail prete: il comunicato

    Anonymous vs Don Ruggeri, hacker pubblicano mail prete: il comunicato

    giovedì 13 settembre 2012 | Scritto da Michele Pacella

    Anonymous: mail Don Ruggeri online Anonymous all’attacco del clero.
    La nota rete di hacktivisti ha infatti appena pubblicato online le mail di Don Giacomo Ruggeri, un prete recentemente protagonista di una vicenda legata a presunti abusi su minori.

    Con un apposito comunicato diffuso sul blog ufficiale di Anonymous Italia e su varie pagine su Facebook collegate all’associazione di hacktivisti, sono stati pubblicati diversi link nei quali sarebbero contenuti, a detta degli autori dell’azione compiuta sul web, ben 2GB di mail private del prete accusato di presunte violenze.
    Foto Anonymous: mail Don Ruggeri online

    Il furto dei dati contenuti nella casella di posta elettronica di Don Ruggeri sarebbe stato compiuto nello specifico da AntiSec, come sottolineato anche dal titolo del post di rivendicazione diffuso in rete:

    “#AntiSec Vs Clero: Trasparenza Vs Insabbiamento. Pubblicati 2Gb di mail di Don Giacomo Ruggeri: we are watching you.”

    Nel comunicato da parte di Anonymous sono stati pertanto spiegati i motivi all’origine del gesto appena compiuto.
    Ecco un estratto del post in questione:

    “Anonymous intende provare a far luce sul vostro losco mondo, membri del Clero.
    Ancora una volta siete teatro di oscurantismi, crimini ai danni dei più deboli, corruzione e crociate omofobe.
    La vicenda di Don Ruggeri è l’ennesima dimostrazione di come la vostra Istituzione abbia affossato i principi ai quali dovrebbe ispirarsi. Fomentate odio e stigma verso chiunque mostri un orientamento sessuale differente da quello che voi definite “naturale”, in linea con un modello di società patriarcale e discriminante. La vera innaturalità sta nel vostro disgustoso modus operandi. La vostra avidità, la vostra cupidigia sono disdicevoli.”

    In calce al comunicato sono stati poi pubblicati i link per effettuare il download dei contenuti prelevati dalla mail di Don Ruggeri.
    Nella Galleria Fotografica del presente articolo tutti i dettagli del post pubblicato da Anonymous sulla vicenda.

    Il comunicato sul blog ufficiale di Anonymous Italia
    Guarda le foto Anonymous: mail Don Ruggeri online
    Foto Anonymous: mail Don Ruggeri online

    La rete di hacktivisti ha pubblicato online le mail di Don Ruggeri, prete accusato di presunte violenze su minori

    mercoledì 12 settembre 2012
    #AntiSec Vs Clero: Trasparenza Vs Insabbiamento. Pubblicati 2Gb di mail di Don Giacomo Ruggeri: we are watching you.

    Anonymous intende provare a far luce sul vostro losco mondo, membri del Clero.
    Ancora una volta siete teatro di oscurantismi, crimini ai danni dei più deboli, corruzione e crociate omofobe.
    La vicenda di Don Ruggeri è l’ennesima dimostrazione di come la vostra Istituzione abbia affossato i principi ai quali dovrebbe ispirarsi. Fomentate odio e stigma verso chiunque mostri un orientamento sessuale differente da quello che voi definite “naturale”, in linea con un modello di società patriarcale e discriminante. La vera innaturalità sta nel vostro disgustoso modus operandi. La vostra avidità, la vostra cupidigia sono disdicevoli.
    Con quale coraggio, La Chiesa, che sempre più spesso si rivela una congrega di pedofili, può permettersi di giudicare della sessualità e della vita altrui?
    Con quale autorità morale, La Chiesa impone di non usare anticoncezionali, trincerando dietro severi ammonimenti e sermoni una vera e propria campagna di disinformazione i cui effetti nefasti sono ormai palesi?
    Sferrate continui attacchi alla libertà delle donne, contribuendo a minare ciò che è stato conquistato grazie a dure lotte.
    Pensiamo ad un contesto come quello Africano, dove l’AIDS dilaga: lì, il divieto degli anticoncezionali ha un chiaro intento genocida. Pensiamo anche al contesto generale, dove i giovani (e non solo) dovrebbero aver diritto a una corretta informazione sessuale, nonchè agli strumenti necessari atti a tutelare la propria salute e poter gestire e al meglio la propria sessualità. La vostra politica repressiva è complice di numerose piaghe sociali.
    E con quale coraggio, con quale coerenza di fronte a tutto ciò, gerarchi e gregari della Chiesa Cattolica possono predicare l’amore per il prossimo, quando sono i primi a scagliarsi contro il principio dell’Amore universale?
    Don Ruggeri, il tuo comportamento è deplorevole. Hai tentato di occultare la vergognosa vicenda che ti ha visto come protagonista nell’abuso di minori. Nonostante ciò, prendiamo atto che con grande spavalderia continui a ribadire di voler dirigere la diocesi in nome della vocazione. In realtà, la tua vocazione è una sola: quella della viltà.

  • Parroco sotto accusa, parla la 13enne

    Parroco sotto accusa, parla la 13enne

    Don Giangiacomo Ruggeri è finito in carcere per presunti abusi sessuali. La giovane ha negato vi siano stati dei precedenti

    RIMINI (mda) Sentita ieri, in incidente probatorio, la 13enne presunta vittima di attenzioni a sfondo sessuale da parte di don Giangiacomo Ruggeri, parroco, fino alla sospensione degli incarichi, della chiesa di Santa Maria in Orciano a Fano, ex portavoce del vescovo di Fano e docente, due anni fa, del corso di Teologia della Comunicazione – Etica dei New Media presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Alberto Marvelli” di Rimini. “La ragazza ha risposto alle domande, facendo riferimento al solo fatto contestato, negando altri precedenti”, ha spiegato l’avvocato Omar Severi, rappresentante della famiglia della minore. Durante l’incidente probatorio, durato circa due ore, sarebbe emersa la figura che il parroco rappresentava agli occhi della ragazza, e cioè un punto di riferimento, un amico. L’episodio contestato risale a 12 luglio, quando sulla spiaggia il sacerdote si sarebbe lasciato andare a carezze e baci con la minore. “Don Ruggeri è ancora in carcere, ma stiamo valutando di presentare presto istanza per la scarcerazione”, ha affermato l’avvocato Gianluca Sposito, difensore del parroco. Per non causare turbamenti, l’audizione della 13enne è avvenuta in una stanza protetta perchè durante il colloquio preliminare con la psicologa, aveva manifestato il disagio di parlare davanti ai genitori e al sacerdote, che erano presenti in stanze diverse.

    http://www.nqnews.it/news/137776/Parroco_s…_la___enne.html

  • FANO, ABUSI SESSUALI SU UNA MINORE: IN MANETTE PARROCO 43ENNE

    FANO, ABUSI SESSUALI SU UNA MINORE: IN MANETTE PARROCO 43ENNE

    Pedofilia, arrestato prete a Fano è il portavoce del vescovo locale
    Don Giangiacomo Ruggeri arrestato per presunti abusi su una ragazzina minorenne. 43 anni, è parroco della Chiesa di Santa Maria in Orciano. La solidarietà dell’alto prelato alla vittima degli abusi
    Lo leggo dopo
    FANO (PESARO URBINO) – Ancora uno scandalo della pedofilia che vede coinvolto il mondo ecclesiastico. Questa volta ad essere stato arrestato, per presunti abusi su una minorenne, è il portavoce del vescovo di Fano (Pesaro Urbino), don Giangiacomo Ruggeri. 43 anni, l’uomo è parocco della Chiesa di Santa Maria in Orciano e portavoce di monsignor Armando Trasarti.

    Gli agenti hanno eseguito oggi l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip su richiesta della procura. L’inchiesta per i presunti abusi è coordinata dal procuratore di Pesaro Manfredi Palumbo. Stando alle poche notizie che trapelano, la ragazzina che avrebbe subito abusi da parte del sacerdote ha solo 13 anni. Don Ruggeri, sospeso “da ogni ministero pastorale”, è stato rinchiuso nel carcere di Villa Fastiggi, a Pesaro, in isolamento. Nessun commento sull’indagine da parte del procuratore Manfredi Palumbo, nè del questore Italo D’Angelo. “C’è il segreto istruttorio” dicono entrambi.

    La notizia dell’arresto del sacerdote è trapelata in città solo nel pomeriggio, accolta con sgomento a Fano e nella piccola comunità parrocchiale di Orciano. Il vescovo di Fano si è chiuso nella sua stanza e al momento non nessuno ma ha espresso “sconcerto e dolore per la gravità dell’accaduto e piena solidarietà a chi è stato oggetto di abuso”.

    Il suo vicario, monsignor Giuseppe Tintori, liquida i cronisti con un “non so nulla. Arrivederci…”. Altri, sacerdoti e laici, pur sotto choc, abbozzano una difesa. “Don Giangiacomo è una persona stimata da tutti, ha lavorato tanto per i giovani, è nato nel mondo scout, non può aver fatto una cosa del genere” mormora Domenico, un laico che si dà molto da fare in diocesi. Dello stesso tenore le parole di un sacerdote, Antonio: “Non c’era alcun sospetto, non è possibile, non posso credere a una notizia così”.

    Don Ruggeri, originario di Fossombrone, è giornalista pubblicista e svolge anche l’incarico di direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali. Di bell’aspetto, dal 2007 è anche assistente ecclesiastico regionale dell’Associazione cattolica Guide e Scout d’Europa, branca Scolte. Parroco di Santa Maria a Orciano dal 2008, dal 1994 al 2000 è stato vice parroco presso la parrocchia S. Famiglia in Fano. Ha insegnato religione cattolica nel Liceo classico, linguistico e artistico di Fano fino al 2000.

    Nel 1996 è stato nominato direttore dell’Ufficio Diocesano di Pastorale giovanile, un incarico che ha retto fino al 1999. Rientrato nella diocesi di Fano nell’ottobre del 2002 dopo l’esperienza alla Cei, è stato nominato direttore del Centro Diocesano Vocazioni. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti dal 2003, e scrittore, collabora anche con “Avvenire”, il quotidiano della Cei.

    E’ docente di Teologia e Pastorale della Comunicazione e responsabile dell’Ufficio stampa dell’Istituto Teologico Marchigiano. Ha una licenza in teologia pastorale, nel settore della Teologia della comunicazione, nel 2007, presso la Pontificia Università Lateranense in Roma. Dal 2010 insegna Teologia della comunicazione ed Etica dei new media presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “A. Marvelli” di Rimini. Da un anno amministra anche la parrocchia di Santa Lucia in Piagge.

    http://www.repubblica.it/cronaca/2012/07/1…54/?ref=HREC2-6

  • Pedofilia, arrestato prete a Fano è il portavoce del vescovo locale

    Pedofilia, arrestato prete a Fano è il portavoce del vescovo locale

    Don Giangiacomo Ruggeri arrestato per presunti abusi su una ragazzina minorenne. 43 anni, è parroco della Chiesa di Santa Maria in Orciano. La solidarietà dell’alto prelato alla vittima degli abusi

    FANO (PESARO URBINO) – Ancora uno scandalo della pedofilia che vede coinvolto il mondo ecclesiastico. Questa volta ad essere stato arrestato, per presunti abusi su una minorenne, è il portavoce del vescovo di Fano (Pesaro Urbino), don Giangiacomo Ruggeri. 43 anni, l’uomo è parocco della Chiesa di Santa Maria in Orciano e portavoce di monsignor Armando Trasarti.

    Gli agenti hanno eseguito oggi l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip su richiesta della procura. L’inchiesta per i presunti abusi è coordinata dal procuratore di Pesaro Manfredi Palumbo. Stando alle poche notizie che trapelano, la ragazzina che avrebbe subito abusi da parte del sacerdote ha solo 13 anni. Don Ruggeri, sospeso “da ogni ministero pastorale”, è stato rinchiuso nel carcere di Villa Fastiggi, a Pesaro, in isolamento. Nessun commento sull’indagine da parte del procuratore Manfredi Palumbo, nè del questore Italo D’Angelo. “C’è il segreto istruttorio” dicono entrambi.

    La notizia dell’arresto del sacerdote è trapelata in città solo nel pomeriggio, accolta con sgomento a Fano e nella piccola comunità parrocchiale di Orciano. Il vescovo di Fano si è chiuso nella sua stanza e al momento non nessuno ma ha espresso “sconcerto e dolore per la gravità dell’accaduto e piena solidarietà a chi è stato oggetto di abuso”.

    Il suo vicario, monsignor Giuseppe Tintori, liquida i cronisti con un “non so nulla. Arrivederci…”. Altri, sacerdoti e laici, pur sotto choc, abbozzano una difesa. “Don Giangiacomo è una persona stimata da tutti, ha lavorato tanto per i giovani, è nato nel mondo scout, non può aver fatto una cosa del genere” mormora Domenico, un laico che si dà molto da fare in diocesi. Dello stesso tenore le parole di un sacerdote, Antonio: “Non c’era alcun sospetto, non è possibile, non posso credere a una notizia così”.

    Don Ruggeri, originario di Fossombrone, è giornalista pubblicista e svolge anche l’incarico di direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali. Di bell’aspetto, dal 2007 è anche assistente ecclesiastico regionale dell’Associazione cattolica Guide e Scout d’Europa, branca Scolte. Parroco di Santa Maria a Orciano dal 2008, dal 1994 al 2000 è stato vice parroco presso la parrocchia S. Famiglia in Fano. Ha insegnato religione cattolica nel Liceo classico, linguistico e artistico di Fano fino al 2000.

    Nel 1996 è stato nominato direttore dell’Ufficio Diocesano di Pastorale giovanile, un incarico che ha retto fino al 1999. Rientrato nella diocesi di Fano nell’ottobre del 2002 dopo l’esperienza alla Cei, è stato nominato direttore del Centro Diocesano Vocazioni. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti dal 2003, e scrittore, collabora anche con “Avvenire”, il quotidiano della Cei.

    E’ docente di Teologia e Pastorale della Comunicazione e responsabile dell’Ufficio stampa dell’Istituto Teologico Marchigiano. Ha una licenza in teologia pastorale, nel settore della Teologia della comunicazione, nel 2007, presso la Pontificia Università Lateranense in Roma. Dal 2010 insegna Teologia della comunicazione ed Etica dei new media presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “A. Marvelli” di Rimini. Da un anno amministra anche la parrocchia di Santa Lucia in Piagge.

    http://www.repubblica.it/cronaca/2012/07/13/news/pedofilia_arrestato_prete_a_fano_il_portavoce_del_vescovo-39011754/

  • Rimini: Prete sudamericano in carcere per pedofilia

    Rimini: Prete sudamericano in carcere per pedofilia

    pubblicato mercoledì 29 febbraio 2012 alle 08:50
    Il Gup di Rimini aveva condannato a 8 anni il prete pedofilo sudamericano, già sospeso a divinis.

    L’appello gli aveva dimezzato la pena nel 2010 per aver abusato sessualmente di un ragazzino 13enne.

    Ieri l’ex sacerdote 42enne è stato portato in carcere dai carabinieri perché deve scontare ancora 4 anni.

    La brutta vicenda era iniziata nel maggio del 2006 quando questo sacerdote, già sospeso a divinis, organizzò un pellegrinaggio a Medjugorje a cui partecipò anche la famiglia del ragazzino riminese.

    Il sacerdote era la guida e in quell’occasione fece amicizia coi riminesi.

    Una volta tornati a casa il sudamericano divenne una sorta di tutore spirituale della famiglia.

    Le visite, durante le quali molestò sessualmente il 13enne, continuarono fino al gennaio 2007, fino a quando il ragazzo trovò il coraggio di confidarsi con la nonna.

    Fonte: “Il Resto del Carlino”

  • Collevalenza, parroco trovato con tre dosi di cocaina scompare e poi si fa vivo via mail

    Collevalenza, parroco trovato con tre dosi di cocaina scompare e poi si fa vivo via mail

    Una seconda vita non esattamente casta e pura come richiederebbe l’abito che indossa. E’ quanto  emergerebbe da un articolo pubblicato da Panorama.it su un sacerdote di Collevalenza, padre Alberto Bastoni, fermato il 30 gennaio scorso dai carabinieri di Todi e trovato in possesso di tre dosi di cocaina. Per questo sarebbe stato segnalato in prefettura come assuntore.

    Coca da sei anni Secondo quanto riportato dal sito del settimanale, sarebbe stato lo stesso sacerdote a consegnare «spontaneamente» le dosi di droga ai carabinieri che avrebbe detto di aver pagato 200 euro. Ai carabinieri avrebbe consegnato anche dieci grammi di «tolylacetoethyle-thylamine»: un «fertilizzante» con effetti eccitanti.  Sempre secondo quanto riporta Panorama, ai militari il prete avrebbe detto: «Fumo la cocaina, tale metodo prevede che la droga venga sciolta con il calore in un cucchiaio, poi si versa in una bottiglia e si aspira». E ancora: «Ho iniziato a fare uso di droga da sei anni, da quando mi trovavo a Roma per motivi professionali».

    Dal sacerdote nomi di pusher Padre Alberto Bastoni, 48enne originario di Rimini, è stato anche rettore del Santuario dell’Amore misericordioso di Collevalenza, oltre che attualmente parroco di Collevalenza. Ai militari avrebbe anche detto: «Voglio dichiarare la mia disponibilità a collaborare» e lo avrebbe fatto fornendo numeri e riferimenti di molti pusher, alcuni dei quali arrestati nell’indagine ancora in corso.

    L’istruttore e la chat gay La stessa sera sarebbe stato fermato insieme a lui anche un istruttore di Torgiano che avrebbe dichiarato di aver conosciuto il sacerdote nella chat line per omosessuali «Gay Romeo»: «Utilizzavano casa mia perché lui non ha la piena disponibilità di un’abitazione. A volte aveva con sé droga che consumava coi suoi amici, offrendone occasionalmente anche a me».

    La lettera a La Nazione Da quella notte del 30 gennaio padre Alberto Bastoni è scomparso nel nulla. A Collevalenza nessuna  sa niente di lui. Era stata La Nazione a scrivere un articolo sulla sua strana scomparsa nell’edizione di martedì. E in quella di mercoledì ha riportato una mail ricevuta dallo stesso sacerdote in cui afferma che «ci sono momenti e situazioni che ti inducono a ripensare un po’ a tutto, a rimetterti in discussione non tanto sul piano vocazionale quanto su quello umano e spirituale. Motivi di famiglia e altre circostanze di cui non sono tenuto a dire hanno fatto sì che le cose andassero in questo modo». E a Collevalenza lo sgomento aumenta. Mentre dai vertici ecclesiastici non arriva nessun chiarimento.

    Collevalenza, parroco trovato con tre dosi di cocaina scompare e poi si fa vivo via mail