Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Rimini

  • Su donne o bambini, la violenza è la stessa

    Su donne o bambini, la violenza è la stessa

    di Federico Tullli – La violenza sessuale non è mai scissa da quella psicologica. Sta qui uno dei nessi stringenti che ci sono tra la violenza sulle donne e quelle sui bambini, anche in ambito ecclesiastico. Ne abbiamo parlato in questa settimana di avvicinamento alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre, con la psichiatra e psicoterapeuta Irene Calesini.

    “Nella cosiddetta violenza sessuale, che chiamerei sempre stupro -dice Calesini – è sempre insita la violenza psicologica. Viene lesa l’immagine che la vittima ha di sé che è insieme fisica e psichica.

    La costrizione ad avere un contatto fisico intimo non voluto è violenza psichica, in qualunque modo questo avvenga, perché il soggetto agente non tiene in nessun conto la volontà dell’altra. Accade spesso che chi è violentato si paralizzi per il terrore. In ogni caso è chiaro che non viene rispettata (o recepita) la condizione emotiva, psichica dell’altra. L’altra o anche l’altro nel caso dei crimini di pedofilia, è un oggetto per il violentatore. In termini psichiatrici egli annulla la realtà interna dell’altra (è un oggetto per masturbarsi o per dimostrare a se stessi la propria “virilità”) o la nega (“è buona solo per quello”, “anche se dice no, vuole dire sì”). In genere nello stupro c’è la volontà di sottomettere, dominare l’altra, umiliarla, distruggerne le capacità emotive, psichiche: la vitalità, la affettività”.

    Come si curano queste ferite? Chiediamo alla dottoressa Calesini

    “Queste ferite purtroppo possono cronicizzare e non guarire mai, se non vengono scoperte. Ovviamente si curano con la psicoterapia e spesso occorrono molti anni. Possono servire anche cure somatiche perché molto spesso si ammala anche il corpo: malattie dell’apparato intestinale, genito-urinario; danni al sistema osteoarticolare, all’apparato masticatorio. Problemi cardiaci e cardiovascolari, malattie della pelle, sistema immunitario compromesso, ecc. La pericolosità della condizione di violenza risiede nel fatto che spesso è sconosciuta alla stessa donna o bambino che la vive, o è sottostimata. Specie se non è anche fisica. Accade spesso che chi si rivolge ai Servizi di salute mentale pubblici o privati per disturbi di ansia o depressione abbia una lunga storia di violenza alle spalle o comunque relazionale, che è misconosciuta e che emerge solo dopo diverso tempo. Magari può emergere solo attraverso i sogni, ma va intuita, cercata”.

  • Il Papa ordina al Vaticano di riaprire il caso del sacerdote accusato di abusi sugli adulti ma autorizzato a continuare a ministrare

    Il Papa ordina al Vaticano di riaprire il caso del sacerdote accusato di abusi sugli adulti ma autorizzato a continuare a ministrare

    ROMA (AP) – Papa Francesco ha ordinato al Vaticano di riaprire il caso di un noto sacerdote-artista accusato di aver abusato sessualmente, psicologicamente e spiritualmente di donne adulte , e ha rimosso i termini di prescrizione sulle loro accuse, ha detto venerdì il Vaticano.

    L’annuncio ha segnato una svolta importante per la Santa Sede e ha fatto seguito alla protesta tra le vittime e i loro sostenitori per la gestione del caso del Rev. Marko Ivan Rupnik , un ex gesuita i cui mosaici abbelliscono chiese e basiliche in tutto il mondo.

    Lo scandalo è stato un grattacapo per i gesuiti, il Vaticano e lo stesso Francesco a causa del sospetto che Rupnik avesse ricevuto un trattamento di favore dalla Santa Sede, dove un gesuita è papa e altri gesuiti sono a capo dell’ufficio per i crimini sessuali che ha indagato su Rupnik e ha rifiutato di perseguirlo perché le pretese contro di lui erano ritenute troppo vecchie.

    Una dichiarazione del Vaticano afferma che la commissione per la prevenzione degli abusi di Francesco ha segnalato “seri problemi” nel modo in cui il suo caso è stato gestito inizialmente, in particolare nella “mancanza di contatto con le vittime”. Quella terminologia era significativa perché le autorità ecclesiastiche in precedenza si rifiutavano di considerare anche le donne che avanzavano rivendicazioni contro Rupnik come “vittime”.

    https://apnews.com/article/vatican-jesuit-pope-abuse-rupnik-cb8e67c99fd8ecfb8517f6282765d70e

  • La Compagnia di Gesù nega la responsabilità istituzionale nei casi di pedofilia in Bolivia

    La Compagnia di Gesù nega la responsabilità istituzionale nei casi di pedofilia in Bolivia

    La Paz, 3 ott (EFE).- La Compagnia di Gesù in Bolivia ha negato una presunta responsabilità istituzionale nei casi di pedofilia commessi da alcuni sacerdoti e per i quali martedì alcune vittime hanno sporto denuncia contro il superiore dell’ordine del paese.

    “I crimini che alcuni gesuiti potrebbero aver commesso sono interamente di loro responsabilità e la Compagnia di Gesù in Bolivia sarà la prima a prevedere sanzioni che meritano (…) e non vede alcun senso nella causa presentata”, si legge nell’ordinanza. … è una dichiarazione.

    Gli ex alunni del collegio Juan XXIII, della città di Cochabamba, hanno presentato una denuncia contro il superiore provinciale dei gesuiti, Bernardo Mercado, ritenendo che la congregazione cattolica avesse una responsabilità “istituzionale” nei casi in cui nove gesuiti sono accusati di pedofilia.

    Ci sono anche otto ex provinciali che, secondo i denuncianti, erano a conoscenza degli abusi commessi dai gesuiti e che devono rispondere come “complici e complici”.

    La denuncia si basa sul “blocco di costituzionalità” secondo cui i membri dell’organizzazione religiosa hanno commesso “violazioni sistematiche” nei confronti di una popolazione specifica e sono considerati “contro l’umanità”, quindi non prescrivono.

    A questo proposito, la Compagnia di Gesù ha sottolineato che i delitti denunciati “sono di carattere personale” e che tali responsabilità individuali “devono essere punite, determinate e sanzionate dalla giustizia”.

    “La Compagnia di Gesù riafferma che il suo dovere istituzionale viene adempiuto e garantito, con la priorità che le vittime trovino giustizia”, ​​ha aggiunto.

    I casi di pedofilia nella Compagnia di Gesù sono venuti alla luce lo scorso maggio quando il media spagnolo El País ha pubblicato in un’inchiesta il contenuto del diario del gesuita spagnolo Alfonso Pedrajas, in cui racconta i presunti abusi da lui commessi contro minori in Bolivia.

    In quel testo, il religioso, morto nel 2009, fa riferimento ai presunti abusi da lui perpetrati su decine di bambini quando era responsabile della scuola Juan XXIII di Cochabamba, dal 1971.

    Nel 2019, l’EFE ha annunciato il caso del sacerdote Luis Roma, ora deceduto, attraverso la denuncia di un ex membro della Compagnia di Gesù, che ha chiesto l’anonimato, e che ha basato le accuse su trenta fotografie esplicite in cui affermava di riconoscere l’aggressore di numerosi minori tra i 6 ed i 12 anni.

    In seguito a questi avvenimenti, la Procura boliviana ha avviato un’indagine in diversi dipartimenti del Paese per denunce di pedofilia che coinvolgono soprattutto preti cattolici.

    Lo scorso maggio, il governo di Luis Arce ha presentato un disegno di legge affinché i reati sessuali contro i minori non siano prescritti, progetto respinto dal Parlamento pochi giorni fa, che ha suscitato le proteste di diversi settori che difendono l’infanzia e l’adolescenza. 

    EFE

  • ZERO TOLLERANZA della Questura di Roma contro i bambini abusati dai preti

    ZERO TOLLERANZA della Questura di Roma contro i bambini abusati dai preti

    Oggi vi racconto una storia incredibile ma purtroppo vera.

    Durante il meeting dei sopravvissuti agli abusi sessuali del clero arrivati a Roma da tutto il mondo, dalla Germania è arrivato un carro rappresentante due croci che reggono una amaca nella quale dorme un cardinale e sulla quale una scritta dice “L’instancabile investigazione sugli abusi sessuali sui minori”.

    Ebbene, appena il carro è arrivato a Roma gli autisti sono stati arrestati e multati in zona Colosseo, il motivo scritto sul verbale, è che il carro impediva ai turisti la vista del monumento…

    Subito rilasciati in quanto non sussisteva alcun reato, gli autisti hanno portato il carro presso uno dei due Hotels che ospitano i sopravvissuti.

    La polizia lo ha seguito, non è noto il motivo, tuttavia da ieri notte quel carro che non è neppure stato sequestrato, è sorvegliato a vista dalla polizia che questa mattina, quando è stato portato nell’hotel più grosso per evitare l’inutile ingombro del parcheggio pubblico, è stato seguito da una volante, ora piazzata dietro il carro, dove resterà sicuramente tutto il giorno, la notte e domani.

    Un inutile spreco di forze di polizia non per prevenire un reato, ma per salvare la faccia al Papa, censurando le vittime che da anni inutilmente chiedono giustizia per i crimini subiti da bambini.

    Una vergogna tutta Made in Italy….

  • 𝐄 𝐚𝐥𝐥𝐨𝐫𝐚 𝐁𝐢𝐛𝐛𝐢𝐚𝐧𝐨!?!

    𝐄 𝐚𝐥𝐥𝐨𝐫𝐚 𝐁𝐢𝐛𝐛𝐢𝐚𝐧𝐨!?!

    𝐷𝑢𝑒 𝑖𝑛𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑟𝑒𝑙𝑖𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑟𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎𝑡𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑝𝑒𝑑𝑜𝑝𝑜𝑟𝑛𝑜𝑔𝑟𝑎𝑓𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑙 𝐿𝑎𝑧𝑖𝑜. 𝑆𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑒𝑣𝑎𝑛𝑜 𝑒 𝑠𝑖 𝑠𝑐𝑎𝑚𝑏𝑖𝑎𝑣𝑎𝑛𝑜 𝑖𝑚𝑚𝑎𝑔𝑖𝑛𝑖 𝑒 𝑣𝑖𝑑𝑒𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑡𝑢𝑝𝑟𝑖 𝑠𝑢 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑖 𝑒 𝑑𝑖 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑖 𝑡𝑟𝑎 𝑎𝑑𝑢𝑙𝑡𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑖𝑛𝑣𝑜𝑙𝑔𝑒𝑣𝑎𝑛𝑜 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑎𝑐𝑒𝑟𝑑𝑜𝑡𝑖.
    𝐶𝑎𝑠𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑠𝑖 𝑟𝑖𝑝𝑒𝑡𝑜𝑛𝑜 𝑖𝑛 𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎 𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑑𝑒𝑐𝑖𝑛𝑎 𝑑𝑖 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑒 𝑙’𝑎𝑛𝑛𝑜, 𝑙𝑒 𝑣𝑖𝑡𝑡𝑖𝑚𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑖𝑛𝑎𝑖𝑎, 𝑓𝑜𝑟𝑠𝑒 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎𝑖𝑎. 𝐸𝑝𝑝𝑢𝑟𝑒…

    Vale sempre la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva ma fatti di questo genere emergono mediamente in Italia almeno una decina di volte l’anno. Trattandosi di pedopornografia il numero delle vittime è imprecisato e mostruoso. Centinaia, forse migliaia di bambini e minori stuprati e “rivenduti” nella rete.

    Quello che mi sconcerta non è più tanto l’indifferenza dell’opinione pubblica – ci ho fatto il callo (l’articolo di cronaca su Fanpage*, per dire, condiviso solo una settantina di volte e nessun commento) – quanto quella del governo e delle istituzioni laiche. In particolare, di questo governo e di questo parlamento.

    Il silenzio di vetro, l’inerzia dei potenti di turno di fronte ai crimini compiuti in ambito ecclesiastico sono i più grandi alleati dei pedofili in tonaca e di chi li protegge.

    L’Italia è rimasto l’unico grande Paese a tradizione cattolica a non aver MAI realizzato un’inchiesta governativa o indipendente sulla pedofilia nella Chiesa nonostante gli allarmi degli esperti (anche da dentro la Chiesa stessa) e le stime raccapriccianti che ogni tanto riescono a bucare la censura vaticana e della Conferenza episcopale italiana.

    Allo stesso modo sono complici dei pedofili le parole vuote di circostanza tuonate con cipiglio studiato davanti allo specchio proferite dal celebratissimo papa Bergoglio e dai suoi gerarchi di tanto in tanto per dare l’idea di agire per il bene dei bambini.

    Moniti, condanne verbali e buoni propositi farlocchi come l’indignazione della destra cristiana e cattolica (oggi al governo) che anni fa urlava “e allora Bibbiano?!” e che oggi vorrebbe rendere obbligatorio il crocifisso nei luoghi pubblici, come durante il Ventennio.

    Di tutto ciò sono ben consapevoli i pedofili preti, liberi di agire pressoché indisturbati. Finché qualche vittima, in completa solitudine, non riesce dopo immane sforzo a far crollare il muro di inaccettabile e disumana ipocrisia e complicità con questi criminali.

    Ma vi pare normale?

    *
    Nei commenti il link all’articolo di cronaca su FP
  • Carpineto Romano: Padre Carlos Alberto Pérez condannato anche in appello

    Carpineto Romano: Padre Carlos Alberto Pérez condannato anche in appello

    Si è svolto questa mattina a Piazzale Clodio il processo di appello a padre Carlos Alberto Pérez, un colombiano con una serie di abusi alle spalle e trasferito per questo in Italia, a Carpineto Romano, dove ha reiterato su più minori gli stessi crimini.

    La Corte di appello di Roma questa mattina ha confermato la condanna in primo grado a otto anni, con uno sconto di pena di uno.

    Entro 90 giorni le motivazioni.

    FraZan

  • Dopo il contro report delle vittime italiane a quello CEI, il report sulle omissioni della Conferenza Episcopale Italiana

    Dopo il contro report delle vittime italiane a quello CEI, il report sulle omissioni della Conferenza Episcopale Italiana

    Premessa al REPORT SULLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

    Abbiamo escluso dal rapporto tutti i casi precedenti al 2010, una trentina.

    Non sono completi oltre che sporadici, in quanto antecedenti alla creazione della Rete e documentati indirettamente.

    332 casi a campione, un numero eccellente anche a livello statistico che ci ha costretti dopo lo spoglio a questa premessa sui “I DATI CHE ARRIVANO DALLE DIOCESI ITALIANE” attraverso i sopravvissuti.

    Al fine di non ripetere nel corso dell’esposizione questo dato, che sarà quindi sistematicamente sottointeso in quanto presente in tutti i 332 fascicoli in nostro possesso e esaminati;

    nel 100% dei casi la chiesa non ha reso giustizia neppure alla vittima;
    nel 100% dei casi è stata omessa la comunicazione da parte dell’autorità ecclesiastica alla Giustizia italiana;
    nel 100% dei casi i sopravvissuti non hanno ricevuto soccorso medico adeguato;
    nel 100% dei casi non è stato dato nessun indennizzo da parte della chiesa, tranne che in quei casi (circa l’8-10%) dove c’è stato l’interesse della chiesa ad un accordo tra le parti con il vincolo della riservatezza. Casi che non possono essere accolti come indennizzi, non solo per la cifra indignitosa rispetto al danno (in genere 25.000€), ma per la finalità stessa per la quale quella cifra viene elargita, ovvero vincolare la vittima al silenzio lasciando il sacerdote “anonimo” e libero di poter reiterare.

    Queste prime premesse che emergono sistematiche da tutte le 332 schede, in Italia trovano fondatezza anche sugli organi di informazione, particolarmente propensi nella penisola a queste notizie incensanti verso la chiesa.

    Ebbene, malgrado ciò nemmeno la cronaca italiana documenta un solo caso contrario ai dati in premessa.

    A breve la pubblicazione del dossier, nell’editoriale del TG NEWS della Rete L’ABUSO prima del sinodo.

    Qui il contro report delle vittime alla CEI, censurato da TG e media nazionali.

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webp2023/10/02/il-report-delle-vittime-italiane-sulla-conferenza-episcopale-e-le-sue-omissioni-al-motu-proprio/

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    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webp2023/09/10/la-procura-chiede-di-indagare-a-fondo-sugli-insabbiamenti-della-chiesa-nei-casi-di-pedofilia/

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webp2023/09/11/ordinata-unindagine-sugli-insabbiamenti-degli-abusi-sessuali-da-parte-della-chiesa-cattolica-in-svizzera/

  • Educatore 52enne di Comunione e liberazione arrestato per violenza sessuale su una ragazza di 14 anni: abusi anche durante un ritiro

    Educatore 52enne di Comunione e liberazione arrestato per violenza sessuale su una ragazza di 14 anni: abusi anche durante un ritiro

    Un educatore 52enne di Comunione e liberazione è stato arrestato per violenza sessuale su una ragazza di 14 anni. L’uomo è responsabile provinciale di Gioventù Studentesca “Don Giussani” a Reggio Emilia e, secondo quanto riferito dal Corriere della sera, è un professore delle scuole superiori. A firmare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stato il gip del Tribunale di Rimini, Vinicio Cantarini: la violenza denunciata risale infatti a un ritiro spirituale avvenuto ad aprile scorso nella città romagnola e in preparazione alla Pasqua. L’uomo, riferisce il Corriere, è accusato di aver abusato più volte della giovane: la ragazzina, al rientro dal ritiro, ha raccontato ai genitori di aver avuto un rapporto sessuale non protetto con l’educatore. Sono poi emersi altri episodi a Reggio Emilia, durante i quali ci sono state altre violenze: l’uomo prima di riaccompagnare a casa la ragazza dopo i momenti di preghiera, approfittava di lei in macchina. Secondo la Stampa, a scoprire tutto è stata la mamma dopo aver letto i messaggi sul cellulare tra i due. Per il momento non risultano altre vittime, ma le indagini sono in corso.

    I carabinieri di Rimini e Castelnuovo monti (Re) gli hanno notificato l’ordinanza questa mattina, mentre si trovava a casa dei genitori a a Caorle, Venezia. Gioventù Studentesca è il ramo giovanile del movimento cattolico Comunione e Liberazione, il cui meeting è previsto proprio a Rimini tra il 20 e il 25 agosto. L’organizzazione ha diffuso una nota in cui esprime “dispiacere e costernazione per quanto emerge dall’indagine in corso da parte della magistratura a carico di una persona coinvolta nell’attività educativa del movimento”. I vertici di Cl hanno inoltre fatto sapere che l’uomo “è già stato sospeso”. “In ottemperanza alla normativa per la tutela dei minori adottata dalla Fraternità di Comunione e Liberazione, la persona indagata è stata sospesa da ogni incarico educativo all’interno di CL già alcune settimane fa, non appena è stata segnalata l’eventualità di possibili abusi e contestualmente all’aver ricevuto l’informazione che tale segnalazione era già stata rivolta anche alla autorità giudiziaria competente”. E continuano: “Siamo in contatto con la famiglia della minore coinvolta per fornire ogni possibile supporto e aiuto, accompagnandoli anche nella preghiera in questa dolorosa vicenda”.

    L’indagato è anche membro dei Memores Domini, un’associazione laicale cattolica i cui membri vivono i precetti di povertà, castità e obbedienza. L’avvocato difensore dell’educatore Liborio Cataliotti si è limitato a dire che, qualche settimana fa, aveva presentato “un’istanza per conoscere se a suo carico vi fossero delle indagini pendenti perché aleggiava questa ipotesi. Poi è arrivata l’ordinanza di custodia cautelare”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/08/19/educatore-52enne-di-comunione-e-liberazione-arrestato-per-violenza-sessuale-su-una-ragazza-di-14-anni/7265587/

  • Ex presidente dei vescovi tedeschi, «gravi violazioni» nella gestione dei casi di abuso

    Ex presidente dei vescovi tedeschi, «gravi violazioni» nella gestione dei casi di abuso

    FRIBURGO-ADISTA. L’ex presidente della Conferenza episcopale tedesca (DBK) e arcivescovo di Friburgo, mons. Robert Zollitsch, risulta gravemente responsabile della pessima gestione degli abusi nella sua diocesi, secondo quanto risulta dal rapporto di 600 pagine sull’arcidiocesi di Friburgo pubblicato il 19/4, che riporta gravi comportamenti scorretti e violazioni della legge da parte di Zollitsch e del suo predecessore Oskar Saier nell’affrontare reati penali da parte di sacerdoti, dando la priorità alla protezione della Chiesa come istituzione e degli autori, ha spiegato l’autore dello studio Eugen Endress. Nessun aiuto per le persone colpite e le loro famiglie. Il capo della commissione indipendente per il trattamento degli abusi sessuali nell’arcidiocesi di Friburgo, Magnus Striet, presume che più di 250 sacerdoti si siano resi colpevoli di abusi o ne siano stati accusati dal 1945; almeno 540 le vittime presunte per difetto.

    L’inchiesta documenta che la Chiesa «è stata indifferente per decenni nei confronti dei bambini maltrattati e feriti nell’anima», secondo una dichiarazione iniziale della Commissione dell’arcidiocesi per le persone colpite, proteggendo al contrario gli autori dei crimini.

    Zollitsch ha restituito la Croce federale al merito, conferitagli nel 2014 per i suoi servizi alla Chiesa e alla società, e ha rinunciato al “privilegio” di essere sepolto nella cattedrale di Friburgo dopo la sua morte, come è consuetudine nella diocesi.

    Il primo ministro del Baden-Württemberg Winfried Kretschmann ha informato l’agenzia KNA che Zollitsch si era offerto di restituire la medaglia Staufer assegnata nel 2014 e l’Ordine al merito statale del 2011. «Accetto questa offerta», ha detto Kretschmann, che è anche commissario del governo statale per la religione. «I risultati dello studio sugli abusi di Friburgo mi sconvolgono. Mi lasciano sbalordito. Le vittime di abusi sono state esposte impotenti a questo evidente fallimento delle strutture ecclesiastiche per anni».

    Gli autori dello studio non hanno trovato, invece, evidenze di insabbiamenti a carico dell’arcivescovo in carica Stephan Burger (dal 2014). Il quale è rimasto sconvolto dai risultati: «I miei predecessori in carica hanno semplicemente ignorato la legge ecclesiastica applicabile, che prevedeva l’intervento e la segnalazione dei casi».

    Contro Zollitsch è stato avviato un procedimento canonico secondo il motu proprio Vos estis lux mundi, che regolamenta le modalità di denuncia dei vescovi. In qualità di arcivescovo, Burger ha chiesto perdono alle vittime e ha assicurato loro il sostegno. «Lo faccio con piena convinzione», ha affermato (katholisch.de, 18/4). Nessun commento sul processo in corso.

    Quanto a Zollitsch, non ha voluto commentare la questione, per il momento. «Per rispetto nei confronti delle vittime di violenze sessuali e per rispetto di un lavoro necessario e completo», Zollitsch ha imposto il silenzio, ha detto il suo portavoce. A ottobre aveva ammesso di aver commesso errori in passato.

    https://www.adista.it/articolo/69912

  • Sacerdoti pedofili in tutto il mondo – la sola Italia detiene il 43% dell’Europa, il 12,7% nel mondo

    Sacerdoti pedofili in tutto il mondo – la sola Italia detiene il 43% dell’Europa, il 12,7% nel mondo

    L’Italia è il paese al mondo con la maggiore popolazione di sacerdoti e il maggior numero percentuale di cattolici, ossia, potenziali prede.

    L’irlandese Mark Vincent Healy ripropone su base  statistica questa volta globale, il potenziale italiano.

    Livello stimato di abusi sessuali da parte del clero sul livello stimato di preti pedofili

    L’Italia rappresenta il 46% della popolazione cattolica dell’UE che subisce abusi sessuali su minori.

    L’Italia rappresenta il 12,7% della popolazione cattolica mondiale di abusi sessuali su minori.

    Ci sono circa 3,6 milioni di vittime di abusi sessuali su minori cattolici nell’Unione europea.

    Ci sono circa 7,9 milioni di vittime di abusi sessuali su minori cattolici nel mondo.

    È un imperativo delle Nazioni Unite invitare l’Italia, in qualità di firmatario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, a condurre un’inchiesta nazionale come parte di tale trattato sulla portata, la cultura e le cause degli abusi sessuali su minori perpetrati da membri della Chiesa cattolica nei delitti contro l’umanità in Italia.

    È un imperativo dell’Unione europea attraverso il Parlamento europeo invitare l’Italia come Stato membro a condurre un’inchiesta nazionale sulla portata, la cultura e le cause degli abusi sessuali su minori perpetrati da membri della Chiesa cattolica in reati contro cittadini europei in Italia .

    Inoltre, la Chiesa cattolica deve essere indagata dalle Nazioni Unite per i gravi reati perpetrati contro i bambini a livello globale, come crimini contro l’umanità per lo stupro e la contaminazione sessuale dei bambini.

    Va ricordato che Papa Francesco ha riconosciuto che il 2% dei preti cattolici sono pedofili (intervista a Eugenio Scalfari [IT https://bit.ly/1m6Uy5S – EN https://bit.ly/2O1u6VS]) secondo il dott. Richard Sipe nel 1990, John Jay Report su https://bit.ly/3lio1TM pagina 216.

    Il 2% dei sacerdoti cattolici nel mondo rappresenta e stima 1,9 milioni di vittime da parte di 7.929 sacerdoti cattolici.

    Inoltre, la Chiesa cattolica deve essere indagata da un appello emesso dal Parlamento europeo per i gravi reati perpetrati contro i bambini in quanto cittadini europei, come crimini contro l’umanità per stupro e contaminazione sessuale dei bambini all’interno dell’Unione europea.

    Mark-Vincent Healy [ mvh@onevoice.ie ] www.onevoice.ie ©2023

    https://www.mvh.ie/research/230419-IT-Percentuale-stimata-del-sacerdote-pedofilo.pdf