Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Rimini

  • Pedofilia nella Chiesa: il caso delle Filippine

    Pedofilia nella Chiesa: il caso delle Filippine

    Mentre in Occidente gli scandali di pedofilia nella Chiesa provocano terremoti mediatici e giudiziari, nelle Filippine – paese con 80 milioni di fedeli cattolici – l’argomento resta ancora tabù.

    A Biliran, il sacerdote americano Padre “Pius” Hendricks fu sottoposto a processo nel 2018, ma la potente rete di influenze della Conferenza Episcopale locale sembra assicurare l’impunità di certi crimini.

  • Pedofilia nella Chiesa, Borrelli chiede che il suo caso venga riaperto

    Pedofilia nella Chiesa, Borrelli chiede che il suo caso venga riaperto

    Di Carmelo Giuffrè
    Arturo Borrelli ha denunciato anni fa un sacerdote per pedofilia e adesso denuncia la superficialità con cui la chiesa ha processato l’uomo.

    Tra i 13 e i 17 anni, Arturo Borrelli ha raccontato di essere stato vittima di abusi sessuali da parte di un prete. Era il suo professore di religione a scuola e quel bambino che adesso è un uomo, racconta di come un giorno lo abbia invitato a casa sua per poi iniziare a toccarlo e dare il via a una storia che sarebbe durata anni. Il prete in questione si chiama Don Silverio, giudicato recentemente innocente di tutti i crimini di cui era accusato dal tribunale ecclesiastico. Un verdetto che ha fatto un discutere per alcune risposte fornite dall’imputato. Le vittime chiamate a testimoniare conoscevano una malformazione del prete ai genitali. Un particolare che poteva venir conosciuto soltanto in situazioni di intimità. E il punto è che Don Silverio ha spiegato al Tribunale che per lui era la normalità farsi la doccia nudo con gli altri bambini, ed è così che questi sono venuti a conoscenza del suo problema.

    Borrelli: “Ascoltano quello che sai per poi nasconderlo”

    Borrelli ha iniziato tanto tempo fa una lotta per denunciare quello che lui considera un vero e proprio mostro, il suo carnefice, e nel suo percorso ha trovato altre tre persone che sostengono di essere stati vittima degli stessi abusi da parte di Don Silverio. Ma nonostante fosse stato Papa Francesco a voler riaprire il caso nel 2018, per il momento si è tutto risolto nell’assoluzione del prete. Ma non solo, come ha raccontato ai giornalisti di Fanpage in un’intervista, Borrelli ha perso il lavoro per seguire al meglio questa vicenda. L’uomo è convinto che la Chiesa non abbia mostrato un reale interesse a cercare la verità: “Una vicina di casa aveva dichiarato per prima che in quell’appartamento c’erano troppi bambini e che qualcosa non tornava. Ha rilasciato la sua testimonianza al tribunale e tutto quello che ha rivelato è stato gettato nel cestino. Fanno così: ascoltano quello che sai per poi nasconderlo”. 

  • Ex prete cattolico irlandese incarcerato per possesso di pornografia infantile

    Ex prete cattolico irlandese incarcerato per possesso di pornografia infantile

    Oliver O’Grady, 75 anni, già protagonista del documentario candidato all’Oscar Deliver Us from Evil , è stato giudicato colpevole da una giuria due settimane fa.

    È stato accusato di un conteggio di possesso di un video di una ragazza minorenne impegnata in un atto sessuale.

    Il caso è nato dopo che uno dei coinquilini di O’Grady lo ha denunciato a gardaí dopo aver scoperto un video sessualmente esplicito sul computer.

    Mentre O’Grady ha affermato di non essere a conoscenza dell’esistenza del video fino a quando non è stato scoperto durante le indagini di Gardaí.

    Tuttavia ha accettato il verdetto di colpevolezza.

    O’Grady era già apparso nel documentario del 2006 Deliver Us from Evil .

    Il film acclamato dalla critica esplora la vita di O’Grady come prete cattolico irlandese negli Stati Uniti.

    O’Grady ha ammesso di aver molestato e violentato circa 25 bambini nel nord della California dalla fine degli anni ’70 fino all’inizio degli anni ’90.

    Utilizzando filmati di una deposizione videoregistrata di 15 ore in cui O’Grady ha dettagliato i suoi numerosi crimini, il film racconta i crimini commessi dall’ex prete e la copertura che ne è seguita ed è stata orchestrata all’interno della Chiesa cattolica.

    Affronta anche il tumulto emotivo e l’impatto delle azioni di O’Grady sulle sue vittime e sulle loro famiglie.

    Un orologio difficile ma necessario,  Deliver Us from Evil è stato nominato per l’Oscar del miglior documentario agli Academy Awards del 2006, perdendo infine contro An Inconvenient Truth.

    https://www.irishpost.com/news/former-irish-catholic-priest-jailed-for-possession-of-child-pornography-196445

  • Vi dà fastidio anche Meter? La frase shock di don Alessio Magoga alle vittime dei preti pedofili

    Vi dà fastidio anche Meter? La frase shock di don Alessio Magoga alle vittime dei preti pedofili

    Cinque parole e quel “anche” di troppo che non lascia dubbi su quale sia la posizione di don Alessio Magoga, direttore del giornale L’AZIONE e dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali della diocesi di Vittorio Veneto.

    È proprio gente come don Magoga a far sì che ci si domandi a chi lasciamo in mano i nostri figli, a chiedersi quale educazione possano mai avere da uomini di chiesa come lui e ancor peggio, quale è il livello di tutela quando li affidiamo nelle loro mani.

    Quell’infelice “Vi dà fastidio anche Meter?” detto da un prete ad una associazione di vittime di preti pedofili, esterna tutta l’irritazione sul fatto che chi ha subito un crimine così efferato da parte del clero, sia per lo stesso solamente irritante nel reclamare legittima giustizia.

    Purtroppo ci sono tanti don Alessio Magoga, basta ricordare le dichiarazioni di don Gino Flaim, di Padre Benedict Groeschel e via dicendo.

    L’infelice affermazione di don Alessio Magoga arriva a seguito di un articolo nel quale la Rete L’ABUSO sottolineava la strumentalizzazione da parte dell’associazione METER, riguardo ai dati della pedofilia online, utilizzati sulla pelle delle stesse vittime, come uno specchietto per le allodole per minimizzare sul problema dei preti pedofili.

    Un atteggiamento che per la chiesa è diventato una triste abitudine, basti vedere quello che le gerarchie cattoliche stanno facendo in Polonia, dove a fronte dello scandalo che come in tutto il mondo sta facendo emergere anche li, i crimini e gli insabbiamenti del clero a danno di minori, la chiesa, anziché fare pulizia e chiarezza sui propri crimini, ha dato vita ad un altro specchietto per le allodole, la crociata contro l’omosessualità, da sempre per la chiesa, un crimine ben più grave che lo stupro sistematico di minori.

    Il dato davvero triste che insistentemente emerge, è che malgrado i sacerdoti non siano tutti pedofili, oltre all’impossibilità di documentarne almeno uno che per amore dei minori abbia mai denunciato un collega pedofilo, troppo spesso li troviamo compatti solo contro chi ha subito molestie e reclama giustizia, mai in favore delle vittime o quanto meno nell’esigere pulizia in quella chiesa che li vede suoi ministri.

    Redazione Web
    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webp2020/09/22/abusi-sui-neonati-e-19-milioni-di-pedofili-in-europa-come-meter-onlus-strumentalizza-ad-hoc-i-dati/

  • Il segreto sessuale della Chiesa

    Il segreto sessuale della Chiesa

    Slavoj Zizek
    Pedofilia
    (Il segreto sessuale della Chiesa)
    Mimesis, Milano, 2019, pagine 111, euro 9,00
    Breve saggio scritto da un sociologo sloveno, i cui libri sono già più volte stati tradotti in italiano, noto per “l’acuta intelligenza delle argomentazioni, unita alla loro graffiante irriverenza”.

    In questo libro mette sotto accusa la pedofilia ecclesiastica che sarebbe “un prodotto intrinseco della sua stessa organizzazione simbolica”. Secondo l’Autore “il vero grande mistero della Chiesa cattolica sarebbe proprio la pedofilia, inscritta in modo profondo nell’identità stessa dell’istituzione”. Esisterebbe addirittura una controcultura clericale, dedita in maniera clandestina alla sistematica corruzione dei minorenni, affidati a preti e frati da genitori ingannati o conniventi : “si può effettivamente parlare di un’articolata controcultura all’interno della Chiesa, con il suo sistema di regole nascoste”. La pedofilia ecclesiastica è una “sua oscena appendice segreta”.

    L’abuso contro i minori è concepito dai preti come una specie di rito di iniziazione tipico delle società chiuse, l’Autore fa un paragone con il nonnismo militaresco contro le reclute e quello universitario contro le matricole.

    La Chiesa deve affrontare seriamente le conseguenze civili e penali di tale spregevole fenomeno da essa stessa generato.

    L’istituzione clericale deve riconoscere la realtà di tali crimini e porvi rimedio ma, senza una radicale riforma della sua teologia, sembra impossibile!

    L’Autore suggerisce alla magistratura di non limitarsi a indagare caso per caso, ma di ampliare le indagini sulla gerarchia clericale: “La Chiesa in quanto istituzione dovrebbe venire essa stessa indagata riguardo al modo in cui crea sistematicamente le condizioni per simili crimini”.
    Pierino Marazzani, luglio 2020

  • Pedofilia nella Chiesa, ora procedure standard: i vescovi denuncino a polizia e magistrati

    Pedofilia nella Chiesa, ora procedure standard: i vescovi denuncino a polizia e magistrati

    Città del Vaticano – «Anche in assenza di un esplicito obbligo normativo, l’autorità ecclesiastica presenti denuncia alle autorità civili competenti ogni qualvolta ritenga che ciò sia indispensabile per tutelare la persona offesa o altri minori dal pericolo di ulteriori atti delittuosi». In pratica i vescovi che vengono a conoscenza di abusi su minori sono invitati a denunciare i reati a carabinieri e magistrati: un invito che per i vescovi italiani sembra superare la non obbligatorietà all’azione dovuta ad una anomalia giuridica contenuta nel Concordato. Più di una volta l’episcopato italiano aveva affermato – parlando con i giornalisti – che da parte loro non vi era alcun obbligo alla denuncia, come invece accade in altri paesi.

    Per uniformare le procedure utili a punire i preti pedofili il Vaticano ha diffuso un Vademecum contente le procedure da seguire per istruire processi canonici, fornendo anche un modulo valido per tutte le conferenze episcopali. L’obiettivo è arrivare ad una standardizzazione delle procedure. Viene ricordato che una notizia di abuso appresa in confessione resta sigillata dal sacramento e non è divulgabile. Il confessore però può «convincere il penitente a rendere note le sue informazioni per altre vie, al fine di mettere in condizione di operare chi di dovere». Al vescovo spetta vigilare sui suoi parroci ma senza arrivare a «controlli investigativi»: dovrà però tenersi informato «soprattutto se sia giunto a conoscenza di sospetti, comportamenti scandalosi, condotte che turbano gravemente l’ordine».

    Nel Vademecum si chiarisce che la tipologia del delitto è molto ampia e può comprendere, ad esempio, rapporti sessuali (consenzienti e non consenzienti), contatto fisico a sfondo sessuale, esibizionismo, masturbazione, produzione di pornografia, induzione alla prostituzione, conversazioni e/o proposte di carattere sessuale anche mediante mezzi di comunicazione.

    Quanto al concetto di “minore” si intende una persona che non ha compiuto 18 anni. «Il fatto che si parli di “minore” non incide sulla distinzione, che si desume talora dalle scienze psicologiche, fra atti di “pedofilia” e atti di “efebofilia”, ossia con adolescenti già usciti dalla pubertà. La loro maturità sessuale non influisce sulla definizione canonica del delitto».

    L’obiettivo di questo prontuario è fornire un “manuale di istruzioni” per impostare correttamente le cause di abuso. Dalla notitia criminis alla definitiva conclusione della causa per aiutare passo passo i vescovi che devono procedere all’accertamento della verità nell’ambito dei delitti sopra menzionati. «Non è un testo normativo, non innova la legislazione in materia, ma si propone di rendere più chiaro un percorso».

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/pedofilia_abusi_vaticano_minori_papa_francesco_cei_vademecum_denuncia-5350091.html?fbclid=IwAR39UdlQICXpK2dIxd1NVNhdvaNz5WBqN44VqWyTa25S7TGZgrTNbt7WUEM
    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webp2020/01/06/preti-pedofili-il-vaticano-apre-gli-archivi-adesso-tocca-allitalia-rimuovere-gli-impedimenti-legislativi/

  • Scandalo pedofilia in Germania: «Inchiesta con 30mila sospettati»

    Scandalo pedofilia in Germania: «Inchiesta con 30mila sospettati»

    Il ministro della Giustizia del Land parla delle indagini e dice: «È ora che gli autori di questi crimini escano dall’anonimato».

    Se i sospetti dei procuratori saranno confermati il risultato sarà di aver sgominato la più grande rete di pedofili che la Repubblica Federale ricordi. In Nordreno-Vestfalia l’unità contro i crimini cibernetici indaga su 30mila persone. Lo ha dichiarato alla stampa il ministro della giustizia del Land Peter Bisenbach: «Vogliamo far uscire dall’anonimato di Internet le persone che abusano dei bambini e quelli che li sostengono».

    L’indagine riguarda la distribuzione e il possesso di materiale pedopornografico oltre che diverse forme di abusi come gli utenti che sui forum si danno persino consigli su come rendere i piccoli più docili.

    La task force

    Il primo luglio il ministero della Giustizia lancerà una task force speciale contro i pedofili. Si chiama ZAC (Zentrale Anlaufstelle Cybercrime) ed è guidata da Markus Hartmann. L’inchiesta è partita nell’ottobre 2019 quando la polizia ha arrestato un uomo di 43 anni a Bargish Gladbach con l’accusa di aver abusato della figlia quando era bambina. Secondo gli investigatori l’uomo aveva filmato l’orrore e lo aveva condiviso online. È così che si è arrivati a smascherare un network di pedofili che arriva fino all’Austria e alla Svizzera. Fino ad oggi sono 70 le persone identificate e, lo scorso maggio, uno di loro è stato condannato a 10 anni di prigione.

    Il materiale e i tempi

    Gli investigatori sono alle prese con una grande quantità di materiale che li sommerge di lavoro e rischia di rendere l’indagine molto lenta. In molti casi i sospettati sono degli sconosciuti, non ci sono nomi. Lo scorso giugno il ministro dell’interno di Nordreno-Vestfalia, Herbert Reul, aveva ammesso che «tanto più a lungo si cerca, più casi si scoprono».

    (Ha collaborato Ciszek Christina)

    https://www.corriere.it/esteri/20_giugno_29/scandalo-pedofilia-germania-inchiesta-30mila-sospettati-6eff90b4-b9fb-11ea-9342-5efe2ae204a0.shtml?fbclid=IwAR3oFhcH0ENTiybUQarip7ZoXjHT-q5FgUdzBvB2ZyRqfYDC9g8UqcPjqcw

  • Dopo lo scandalo in Umbria , Don Bastoni ci ricasca

    Dopo lo scandalo in Umbria , Don Bastoni ci ricasca

    Nella propria vita chi sceglie di fare il parroco sceglie anche di mettersi al servizio del buon Dio e quindi di iniziare una sorta di seconda vita.
    I sacerdoti quindi dovrebbero svolgere una vita all’insegna della misericordia e della povertà proprio come predicava Gesù a suo tempo , purtroppo oggi esiste una piccola percentuale che svolge questa missione non per vocazione ma per altri interessi , finendo inevitabilmente al centro di scandali davvero assai brutti.
    Per fortuna questa fetta di persone è davvero assai ristretta poichè la maggior parte vive una vita predicando la parola di Dio in maniera semplice e senza troppi sfarzi.

    La storia di Don Alberto Bastoni , parroco originario della città di Rimini ma legato e ormai pezzo importante della storia ecclesiastica della regione Umbria non è la prima volta che ha a che fare con la Magistratura , purtroppo sempre in maniera assai negativa , tanto da macchiarsi l’immagine in già troppe occasioni.
    Gia negli anni scorsi , precisamente nel 2012 fu indagato perchè ideatore di festini a luci rosse dove vi era un altro consumo di droghe in particolare la cocaina, dopo alcuni percorsi di riabilitazione finalmente la diocesi di  Ascoli Piceno aveva dato l’ok per il ritorno alla vita ecclesiastica.

    Da poco tempo era diventato vice parroco presso la chiesa del Carmine e sembrava che tutto andasse finalmente bene, tutti i vertici ecclesiastici contenti visto i suoi trascorsi poco felici.
    Pochi giorni fa i militari dell’Arma dei Carabinieri l’hanno fermato mentre era diretto a Città di Castello e qui hanno scoperto di nuovo alcuni abusi , subito è stato condotto in caserma.
    Il sacerdote è stato accusato di detenzione e attività di spaccio di sostanze stupefacenti , poi sul pc sono state ritrovate foto e video porno i cui protagonisti erano addirittura minorenni.
    Di nuovo un caos coinvolge la Chiesa , di nuovo un sacerdote non rispetta ciò per cui ha giurato solennemente davanti al volto di Gesù.

    https://www.umbriacity.it/dopo-lo-scandalo-don-bastoni-ritorna-in-umbria-2244/?fbclid=IwAR2brt3UiRyzRN0OPx7yuP96pXYK5IR_8iwMVr8HBqQxP9GqLoOIcn3cJKs

  • Nuovi guai per il prete riminese Don Alberto Bastoni, allontanato dalla diocesi

    Nuovi guai per il prete riminese Don Alberto Bastoni, allontanato dalla diocesi

    Nuovi problemi per il sacerdote riminese don Alberto Bastoni. Il parroco è stato infatti allontanato dal vescovo di Ascoli, dopo che delle indagini dei carabinieri si erano concentrate, tra gli altri, anche su di lui. Padre Alberto,  era stato accolto dalla curia di Ascoli dopo lo scandalo che lo aveva travolto nel 2012 per droga e sesso.

    Era infatti il 2012 quando venne trovato in possesso di alcune dosi di cocaina. Ma le accuse si allargarono, e si arrivò anche a parlare di festini. Don Alberto aveva trovato però la forza per rialzarsi, e dal 2016 era arrivato ad Ascoli dove il vescovo gli aveva dato una nuova possibilità.

    “Il sacerdote riminese – affermano dalla curia – che era stato accolto in prova nella circoscrizione vescovile di Ascoli Piceno, è stato allontanato dalla Diocesi. Apparentemente, infatti, sembrava che tutto procedesse nel migliore dei modi senonché, forse anche in conseguenza del lockdown, è caduto in una depressione maggiore unipolare che gli ha provocato un grave squilibrio mentale, umano e umorale che si è manifestato in comportamenti che hanno attirato una indagine da parte delle autorità competenti.

    Il Vescovo diocesano appena si è reso conto dello stato di salute e del totale cambiamento di personalità e avendo avuto notizia da lui stesso di un’indagine a suo carico, gli ha chiesto immediatamente di lasciare la Diocesi, riaffidandolo al Superiore generale della sua Congregazione religiosa per le cure necessarie. Con dispiacere, monsignor D’Ercole ne dà notizia auspicando che don Bastoni possa al più presto risolvere i suoi problemi di salute personali”. Don Alberto, oggi 60enne, si trova ora a Città di Castello.

    https://www.altarimini.it/News135445-nuovi-guai-per-il-prete-riminese-don-alberto-bastoni-allontanato-dalla-diocesi.php?fbclid=IwAR3mpV3aB8Oa4eDba3S4iEyDoa6phSybjWF0FpPbT9rKRl3GCJe5rbuLntU

  • Spaccio di cocaina e materiale pedopornografico: indagato don Alberto Bastoni

    Spaccio di cocaina e materiale pedopornografico: indagato don Alberto Bastoni

    Don Alberto Bastoni è indagato dalla Procura di Ascoli Piceno per l’ipotesi di reato di detenzione e cessione di piccoli quantitativi di cocaina e da quella di Ancona per detenzione e scambio di materiale pedopornografico. Il sacerdote è stato nel frattempo allontanato dalla diocesi di Ascoli Piceno.

    La curia di Ascoli Piceno – guidata dal vescovo Giovanni D’Ercole – ha allontanato il sacerdote don Alberto Bastoni, 56 anni: originario di Rimini, il prete era stato accolto nella provincia meridionale delle Marche dopo essere stato coinvolto in uno scandalo nel 2012, quando venne trovato in possesso di cocaina in macchina e in seguito indicato da un testimone come frequentatore di festini a base di sesso e droga. Ebbene, a otto anni di distanza il sacerdote è finito nuovamente nei guai ed è ora indagato dalla Procura di Ascoli Piceno per l’ipotesi di reato di detenzione e cessione di piccoli quantitativi di cocaina e da quella di Ancona per detenzione e scambio di materiale pedopornografico scaricato da internet. Attualmente il prete non è sottoposto a nessun provvedimento restrittivo.

    La diocesi di Ascoli: “I comportamenti di don Bastoni causati dal lockdown”

    Quello di don Bastoni è un curriculum ecclesiastico importante: tra i vari incarichi, ha ricoperto anche quello di rettore del Santuario dell’Amore misericordioso di Collevalenza, dove i vescovi italiani hanno a lungo svolto le loro assemblee generali e dove – in una casa annessa al santuario – vengono ospitati sacerdoti con vari problemi. A rendere noto l’allontanamento di Bastoni dalla diocesi ascolana è stato il vescovo Giovanni D’Ercole: “Apparentemente – si legge in una nota – sembrava che tutto procedesse nel migliore dei modi senonché, forse anche in conseguenza del lockdown, don Alberto Bastoni è caduto in una depressione maggiore unipolare che gli ha provocato un grave squilibrio mentale, umano e umorale che si è manifestato in comportamenti che hanno attirato una indagine da parte delle autorità competenti”.

    La Curia ha quindi confermato che il prete è il protagonista di un’inchiesta giudiziaria: “Il Vescovo diocesano appena si è reso conto dello stato di salute e del totale cambiamento di personalità e avendo avuto notizia da lui stesso di un’indagine a suo carico, gli ha chiesto immediatamente di lasciare la Diocesi, riaffidandolo al Superiore generale della sua Congregazione religiosa per le cure necessarie. Con dispiacere, mons. D’Ercole ne dà notizia auspicando che don Bastoni possa al più presto risolvere i suoi problemi di salute e personali. Da questo momento in poi ogni comunicazione o richiesta di informazioni andrà rivolta alla sua Congregazione di provenienza”.

    https://www.fanpage.it/attualita/spaccio-di-cocaina-e-materiale-pedopornografico-indagato-don-alberto-bastoni/