Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Chiesa d’Inghilterra ai preti: “Negare assoluzione ai peccatori di gravi crimini”

    Chiesa d’Inghilterra ai preti: “Negare assoluzione ai peccatori di gravi crimini”

    LONDRA – Al peccatore che confessa gravi crimini a un prete dovrebbe essere “negata l’assoluzione e detto di consegnarsi alla polizia”: è il nuovo parere della Chiesa d’Inghilterra ma aggiunge che i preti non possono violare il segreto della confessione e denunciare il criminale. Le linee guida dei vescovi arrivano dopo mesi difficili per la Chiesa d’Inghilterra sull’opportunità di abolire il principio secondo il quale i peccati confessati devono rimanere segreti.

    I vescovi hanno ammesso che la scorsa estate erano divisi sul ruolo della confessione e il dovere del clero di riferire eventuali informazioni. Le nuove linee guida, che riguardano anche come trattare i parrocchiani pedofili conclamati e “toccamenti ammissibili”, seguono una serie di scandali sugli abusi sessuali, scrive il Daily Mail.

    L’ex vescovo di Gloucester, Peter Ball, nel 2015 è stato in carcere 32 mesi per aver abusato sessualmente di 18 ragazzi nell’arco di trent’anni. Nel 2016 l’ex arcivescovo di York, Lord Hope, è stato oggetto di indagini della polizia per aver coperto gravi violenze sui minori da parte dell’ex presidente del Manchester Robert Waddington.

    Altre sezioni delle linee guida dicono ai vicari che non possono rifiutarsi di ammettere un pedofilo nei servizi ecclesiastici ma dovrebbe seguirlo, sedere sullo stesso banco e assicurarsi che non provochi problemi. Alle parrocchie sono state fornite anche le regole sul “toccamento ammissibile”, ovvero come avere un contatto fisico con i bambini.

    I Vicari e chiunque altro frequenti i bambini in una parrocchia, possono abbracciarli ma in pubblico e prendere le loro mani solo per aiutarli a spostarsi; possono sedersi fianco a fianco a un bambino ma non che “sieda sulle ginocchia” di un adulto. La Chiesa d’Inghilterra non ha confessionali e i sacerdoti possono ascoltare i peccati dei fedeli in privato. Il segreto della confessione è previsto da una legge della Chiesa nel 1603 che i vescovi avevano considerato di abrogare.

    Le nuove linee guida sostengono che se l’ammissione di abusi sui minori viene fatta in confessione da una persona che chiede l’assoluzione, al prete “è vietato rivelare qualsiasi cosa, inclusi reati penali”. Tuttavia, aggiungono: “Quando un penitente nel corso della confessione rivela di aver commesso un grave crimine, il sacerdote dovrebbe chiedere di consegnarsi alla polizia o ad altra autorità e se rifiuta, non dare l’assoluzione”. Le linee guida non indicano in ogni caso come un prete possa verificare se il peccatore abbia contattato la polizia. Sottolineano inoltre che a chi ha commesso reati sessuali può essere vietato prendere un tè o un caffè dopo un servizio religioso, di unirsi al coro o ai campanari.

  • I vescovi americani scrivono al Papa: siamo umiliati per il fallimento sulla pedofilia

    I vescovi americani scrivono al Papa: siamo umiliati per il fallimento sulla pedofilia

    La conferenza episcopale statunitense, riunita per l’assemblea generale d’autunno, si è rivolta al Pontefice

    Ora facciano pulizia una volta e per sempre: i Vescovi americani hanno scritto al Papa: “È una vergogna sapere che i crimini di abuso sessuale hanno coinvolto alcuni dei nostri vescovi. Siamo umiliati da questi fallimenti scandalosi e ci impegniamo a rinnovare e approfondire i nostri sforzi per proteggere i minori e gli adulti vulnerabili”.
    I Vescovi americani – riuniti per l’assemblea generale d’autunno – hanno scritto al Pontefice – come riferisce il Sir – dopo che ieri una lettera della Congregazione per i vescovi aveva bloccato la procedura di voto su alcune proposte di indirizzo che la Conferenza episcopale avrebbe voluto votare soprattutto su un codice di comportamento dei vescovi nei casi di abuso e sull’istituzione di una commissione di laici, chiamati a raccogliere le accuse contro i prelati responsabili di coperture e inazioni.
    L’assemblea di Baltimora continua a discutere sulle modalità con cui continuare il percorso di rinnovamento e di risanamento delle ferite del passato e non mancano espressioni di criticità per la scelta vaticana: c’è chi ricorda alla Santa Sede che la Conferenza americana “ha responsabilità pastorali locali” e che “c’è una sinodalità territoriale che va tenuta in conto senza per questo disubbidire a Francesco”.

    https://www.globalist.it/world/2018/11/13/i-vescovi-americani-scrivono-al-papa-siamo-umiliati-per-il-fallimento-sulla-pedofilia-2033578.html

  • #AllSurvivorsDay Giornata mondiale dei sopravvissuti a Venezia

    #AllSurvivorsDay Giornata mondiale dei sopravvissuti a Venezia

    Le associazioni che si occupano di abusi all’interno della Chiesa hanno fatto un flash mob, esponendo un grande striscione in inglese in cui vengono denunciati i crimini sessuali. di Vera Mantengoli VENEZIA.

    Hanno scelto piazza San Marco perché il loro richiamo potesse diffondersi in tutto il mondo.

    Oggi, Giornata Mondiale dei Sopravvissuti, alle 15 in Italia e in 37 Paesi al mondo,le associazioni che si occupano di abusi all’interno della Chiesa hanno fatto un flash mob, esponendo un grande striscione in inglese in cui vengono denunciati i crimini sessuali.

    Per sopravvissuti si intendono infatti le persone che, dopo aver subìto una violenza sessuale da parte di un prete, hanno continuato a vivere.

    L’associazione www.retelabuso.org ha invitato tutti gli abusati nel mondo del clero a uscire allo scoperto e ha ribadito il sostegno agli abusati e alle famiglie.

  • Giornata mondiale dei sopravvissuti a Venezia

    Giornata mondiale dei sopravvissuti a Venezia

    Le associazioni che si occupano di abusi all’interno della Chiesa hanno fatto un flash mob, esponendo un grande striscione in inglese in cui vengono denunciati i crimini sessuali.

    di Vera Mantengoli

    VENEZIA. Hanno scelto piazza San Marco perché il loro richiamo potesse diffondersi in tutto il mondo.

    Oggi, Giornata Mondiale dei Sopravvissuti, alle 15 in Italia e in 37 Paesi al mondo,le associazioni che si occupano di abusi all’interno della Chiesa hanno fatto un flash mob, esponendo un grande striscione in inglese in cui vengono denunciati i crimini sessuali. Per sopravvissuti si intendono infatti le persone che, dopo aver subìto una violenza sessuale da parte di un prete, hanno continuato a vivere.

    L’associazione www.retelabuso.org ha invitato tutti gli abusati nel mondo del clero a uscire allo scoperto e ha ribadito il sostegno agli abusati e alle famiglie.

    http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2018/11/03/news/55fffff-1.17423368

  • I sopravvissuti globali rispondono alla pubblicazione ufficiale dello studio tedesco sull’abuso della chiesa

    I sopravvissuti globali rispondono alla pubblicazione ufficiale dello studio tedesco sull’abuso della chiesa

    25 settembre 2018 . La versione ufficiale rilasciata oggi dai vescovi tedeschi del loro studio auto-autorizzato sull’abuso sessuale dei bambini nella chiesa tedesca, già ampiamente riportata la scorsa settimana da fonti trapelate, è significativa non solo per quello che dice, ma per ciò che non fa dire. Come ammettono gli autori della relazione, per quanto scioccanti e allarmanti siano le loro conclusioni, la vera portata dell’abuso è probabilmente molto più grande e il numero effettivo di vittime molto più alto.

    Di fatto, sebbene affermi di essere un rapporto nazionale sul problema dell’abuso clericale, chiaramente non lo è. Nessun esame di coloro che abusano di ordini religiosi è incluso nei risultati. Gli ordini religiosi maschili rappresentano circa un quarto di tutti i chierici cattolici tedeschi. Comprendono alcuni dei casi di abuso di più alto profilo che sono stati esposti pubblicamente in Germania, in particolare nelle scuole e nelle istituzioni scolastiche. Come mostrato in altri studi nazionali, gli ordini religiosi hanno una delle maggiori concentrazioni di molestatori e sono particolarmente inclini a trasferire reati sessuali clericali in ampie regioni geografiche, compresi gli altri paesi in cui operano i loro ordini.

    Ai ricercatori è stato anche concesso un accesso limitato e limitato ai file della chiesa, senza dubbio perché i vescovi tedeschi non vogliono un’indagine e un esame sulla propria condotta per trasferire sistematicamente e nascondere i reati sessuali nei confronti di minori nelle parrocchie e nelle scuole in tutta la Germania.

    Tutto quello che si deve fare è confrontare il rapporto di oggi con il recente rapporto del Gran jury della Pennsylvania negli Stati Uniti. La giuria del Gran jury è stata autorizzata dalla legge per ottenere tutti i file della chiesa e chiamare testimoni ed esperti per testimoniare. Anche alla chiesa fu data la piena libertà della legge. I vescovi potrebbero testimoniare e presentare prove, così come i sacerdoti accusati dai funzionari della chiesa di essere violentatori.

    La Germania ha un proprio sistema legale democraticamente diverso da quello degli Stati Uniti e di altri paesi. Ma sicuramente la giustizia dello stato e gli investigatori dei crimini penali possono eseguire una valutazione forense completa dei fascicoli ecclesiastici e richiedere la testimonianza e, se necessario, procedimenti giudiziari basati su prove scoperte di recente. Gli archivi devono essere resi pubblici. I cattolici tedeschi e il pubblico hanno il diritto di sapere esattamente come e quali funzionari della chiesa hanno gestito casi di abusi sessuali su minori.

    Infine, il rapporto non rivela chi sono i sacerdoti che anche la chiesa ha definito abusatori di bambini. La privacy è un diritto fondamentale delle società democratiche. Ma la privacy deve essere soppesata dalle questioni di sicurezza pubblica, in particolare quando un individuo commette crimini contro i bambini nel corso della sua occupazione professionale.

    Quello che il rapporto mostra è che l’abuso sessuale su minori e la crisi di copertura nella chiesa sono un problema globale. L’abuso di bambini in Germania e la complicità della gerarchia in questi atti criminali è accaduto in tutto il mondo. In definitiva, questo problema globale ha bisogno di una soluzione globale.

    (traduzione con Google)

    https://www.ecaglobal.org/global-survivors-respond-to-official-release-of-german-church-abuse-study/

  • Pedofilia, 20 cardinali olandesi su 39 sono coinvolti nella copertura delle violenze

    Pedofilia, 20 cardinali olandesi su 39 sono coinvolti nella copertura delle violenze

    A riportarlo è il quotidiano olandese Nrc in un lungo lavoro in cui sono elencati nomi e cognomi dei religiosi coinvolti. Stando al rapporto, quasi tutte le persone indicate come colpevoli (tra il ’45 e il 2010) non sono più in vita e quattro di queste hanno commesso violenze in prima persona

    Più della metà dei cardinali cattolici olandesi è stata coinvolta nella copertura di abusi sessuali nei confronti di minori, commessi tra il 1945 e il 2010. A riportarlo è il quotidiano olandese Nrc in un lungo lavoro in cui sono riportati i nomi e i cognomi dei 20 porporati coinvolti – su 39 presenti nel territorio. Stando al rapporto, quasi tutte le persone indicate come colpevoli non sono più in vita e quattro di queste hanno commesso violenze in prima persona. La portavoce della Chiesa olandese Daphne van Roosendaal – riferisce il Guardian, che riprende la notizia – sostiene che parte del rapporto potrebbe essere confermata. Il caso scoppia a poche settimane di distanza dalla lettera dell’ex nunzio Carlo Maria Viganò che accusava il Papa di essere a conoscenza delle coperture dei casi di pedofilia a Washington.

    “I nomi di diversi vescovi corrispondono a quelli citati in un rapporto commissionato dalla Chiesa nel 2010” spiega la portavoce. Il quotidiano olandese, nella pubblicazione, sostiene di aver contattato i religiosi coinvolti ancora in vita, senza però ottenere risposte. Brigitte Kicken, una delle vittime che ha sporto denuncia e che ora ha 62 anni, sostiene che sono almeno nove, tra ragazzi e ragazze, i giovani come lei che hanno subito violenza dallo stesso uomo nella diocesi di Roermond . E l’avvocato Noor Geraads, che assiste alcune delle vittime, sostiene plausibile che il numero di chi ha subito violenza sia più elevato. “In molti villaggi del Limburgo, la gente è ancora silenziosa”, spiega Kicken al giornale olandese.

    Nrc ha messo insieme tutti i dettagli che collegano gli amministratori anziani della chiesa a denunce e casi di trasferimento. Perché le modalità di intervento è quasi sempre quella: una volta scoperte le violenze, il religioso veniva trasferitoin un’altra parrocchia. Nel caso in cui venisse a ripetersi la violenza, si procedeva a nuovo trasferimento, in alcuni casi anche all’estero. Dalle testimonianze è emerso che almeno quattro vescovi hanno commesso violenze in prima persona: Jan Niënhaus, vice vescovo di Utrecht, Jo Gijsen, vescovo di Roermond, Philippe Bär, vescovo di Rotterdam e Jan ter Schure, vescovo di Den Bosch. I casi hanno iniziato ad emergere dopo lo scandalo del 2010: i dati raccolti dal quotidiano provengono principalmente dai dati raccolti della Commissione Deetman, istituita ad hoc nel 2010-2011.

    Il quotidiano olandese mette però le mani avanti, sostenendo che “la panoramica non è completa”: non tutti i casi di pedofilia infatti, secondo il giornale, sono stati denunciati dalle vittime. Il caso scoppia a poche settimane di distanze dalle dichiarazioni di Papa Francesco a Dublino in occasione del “Meeting delle famiglie”. “Crimini ripugnanti”, così Bergoglio ha definito i casi di pedofilia scoperti negli Usa e in Irlanda, di fronte ai quali ha sostenuto di “aver fallito”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/09/16/pedofilia-20-cardinali-olandesi-su-39-sono-coinvolti-nella-copertura-delle-violenze/4629771/

  • Olanda, Chiesa cattolica coinvolta in “scandalo pedofilia”

    Olanda, Chiesa cattolica coinvolta in “scandalo pedofilia”

    Per le associazioni a difesa delle vittime degli abusi, l’inchiesta sui misfatti della Chiesa olandese sarebbe “di portata storica”

    Gerry Freda

    Dopo la Germania, anche i Paesi Bassi entrano a fare parte dell’elenco di nazioni europee nelle quali la Chiesa cattolica è coinvolta in “scandali pedofilia”.

    Le gerarchie ecclesiastiche olandesi sono infatti accusate di avere occultato e perpetrato abusi su minori verificatisi nelle diocesi del Paese tra il 1945 e il 2010.

    Un’inchiesta condotta dal quotidiano Nrc Handelsblad ha svelato molteplici crimini attribuibili a eminenti figure della Chiesa cattolica. Vescovi, cardinali e personale ausiliario delle diocesi olandesi avrebbero fornito, in tale periodo, protezione a sacerdoti “predatori sessuali”. I prelati si sarebbero rifiutati di informare la polizia e la magistratura circa il dilagare della pedofilia all’interno delle parrocchie e dei seminari del Paese. I vertici diocesani avrebbero addirittura distrutto centinaia di segnalazioni inviate dalle vittime dei parroci pedofili. Gli stessi importanti esponenti della comunità cattolica avrebbero personalmente commesso violenze e abusi ai danni di minori. Sarebbero più di una dozzinai vescovi e i cardinali olandesi oggetto dell’inchiesta giornalistica. Per il momento, il quotidiano non ha rivelato l’identità degli alti prelati coinvolti in questo ennesimo “scandalo sessuale” esploso ai danni della Chiesa cattolica.

    Le associazioni a difesa dei minori abusati hanno definito “di portata storica” l’inchiesta condotta dall’Nrc Handelsblad sui crimini e le connivenze ascrivibili al clero nazionale. Esse hanno accusato le gerarchie ecclesiastiche di avere adottato, nel contrasto alla pedofilia, misure “inefficaci”, se non, addirittura, “dannose”. I vertici della ong Child Rights Connect, in una nota, hanno infatti affermato: “In quasi settant’anni, i vertici diocesani non hanno varato alcun provvedimento adeguato a cancellare la piaga della pedofilia. I vescovi olandesi, invece di rimuovere da ogni incarico i chierici sospettati di reati sessuali, hanno semplicemente trasferito da una diocesi all’altra i religiosi responsabili di abusi. A causa di tale misura, la pedofilia non si è arrestata, ma, al contrario, ha iniziato a dilagare in tutti i Paesi Bassi. ”

    Papa Francesco ha ripetutamente condannato la piaga dei crimini sessuali nella Chiesa, definendola un “flagello”. Durante il viaggio in Irlanda, lo scorso agosto, il Pontefice ha usato parole durissime nei confronti dei chierici che si sono macchiati di gravi reati ai danni di minori: “Nessuno di noi può restare impassibile dopo avere ascoltato i racconti di giovani che hanno subito violenze da membri del clero. Questi giovani hanno subito il furto della propria innocenza, il quale ha lasciato profonde cicatrici nella memoria delle vittime.”

    http://www.ilgiornale.it/news/mondo/olanda-chiesa-cattolica-coinvolta-scandalo-pedofilia-1576956.html

  • Pedofilia, Chiesa olandese coprì e commise abusi per anni: indagati alcuni vescovi

    Pedofilia, Chiesa olandese coprì e commise abusi per anni: indagati alcuni vescovi

    Una nuova bufera rischia di abbattersi sulle Chiese europee, sull’onda senza fine dello scandalo pedofilia. Nel corso di 65 anni, 20 dei 39 cardinali olandesi, vescovi e loro ausiliari che si sono susseguiti risulterebbero coinvolti nella copertura di abusi sessuali su minori, commessi tra il 1945 e il 2010. Quattro di loro avrebbero commesso abusi in prima persona. Lo riporta il quotidiano olandese Nrc.

    La portavoce della Chiesa olandese Daphne van Roosendaal – riferisce il Guardian, che riprende la notizia – sostiene che parte del rapporto potrebbe essere confermata. Sempre secondo la portavoce della Chiesa olandese «i nomi di diversi vescovi corrispondono a quelli citati in un rapporto commissionato dalla Chiesa nel 2010». Per la maggior parte, i religiosi accusati sono deceduti. Quelli ancora vivi, riporta l’olandese Nrc, si sono rifiutati di rilasciare dichiarazioni.

    Le nuove, pesanti ombre sulla Chiesa olandese arrivano solo a pochi giorni dal rapporto-shock sulla Germania, dove uno studio a tappeto nella Chiesa cattolica ha dato risultati inquietanti: 3.677 minori sono stati coinvolti in casi di abuso da parte dei sacerdoti in un arco di quasi 70 anni dal 1946 al 2014. In tutto sono 1.670 i sacerdoti accusati di aver abusato sessualmente di bambini, che nella metà dei casi avevano meno di 13 anni.

    A rivelarlo i media tedeschi Der Spiegel e Die Zeit, anticipando alcuni stralci del rapporto commissionato dalla Conferenza dei Vescovi della Germania a tre università tedesche, documento che dovrebbe essere presentato a Fulda, in Assia, il 25 settembre prossimo dal cardinale Reinhard Marx, capo dell’episcopato di Germania e tra i più stretti collaboratori di papa Francesco.

    Piove sul bagnato, si direbbe, dopo che i report d’indagine su Stati Usa, come la Pennsylvania, hanno dato esiti ugualmente angoscianti su decenni di crimini dei preti pedofili e sulle coperture anche da vescovi oggi in posizioni chiave, vedi il cardinale di Washington, Donald Wuerl, che sta per recarsi in Vaticano per discutere le dimissioni col Papa. Il capitolo pedofilia, quindi, si fa sempre più esplosivo, in un momento in cui gli oppositori al pontificato di Bergoglio ne fanno uso per attaccare il Papa: è il caso del ‘dossier’ Viganò, che ne ha chiesto le dimissioni per aver ignorato le informazioni sugli abusi gay dall’altro ex cardinale di Washington, Theodore McCarrick, cui poi Francesco ha revocato la porpora. Su questi temi è intervenuto oggi Steve Bannon, ex capo stratega della Casa Bianca, cattolico di area conservatrice, in un’intervista a News Mediaset trasmessa da Tgcom24.

    «Papa Francesco non dovrebbe assolutamente dimettersi. Lui è il vicario di Cristo sulla terra. Ma la gente deve capire la portata del danno inferto dalla e alla Chiesa cattolica. È per questo che invoco un Tribunale. Un Tribunale indipendente dalla Chiesa. Oggi la Chiesa cattolica a livello globale sta affrontando una minaccia esistenziale», ha detto. «Voglio essere brutalmente franco – ha poi aggiunto sull’ultima decisione del Papa -. Una riunione dei presidenti delle Conferenze episcopali a febbraio è troppo tardi. Il Papa dovrebbe convocare tutti i vescovi adesso per essere lì domani. Leggetevi il rapporto dei giudici della Pennsylvania – è ripugnante. Solo leggendolo si può capire quali siano le implicazioni non solo morali ma anche finanziarie per la Chiesa cattolica nel mondo. È una crisi esistenziale che deve essere affrontata adesso»

    https://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/pedofilia_vaticano_chiesa_olanda_abusi_vescovi-3977382.html

  • Il vescovo di Chicago, che non ha denunciato denunce di abusi sui minori, vive in proprietà dell’Arcidiocesi

    Il vescovo di Chicago, che non ha denunciato denunce di abusi sui minori, vive in proprietà dell’Arcidiocesi

    Di Marlena Baldacci e Dakin Andone , CNN

    (CNN)Un vescovo che ha ammesso di non aver mai riferito di sospetti di abusi sessuali su minori da parte di preti vive attualmente in una dimora storica di proprietà dell’Arcidiocesi di Chicago.

    In una deposizione del 2007, il vescovo ausiliare Raymond Goedert ha detto agli avvocati di non aver mai allertato le forze dell’ordine per le accuse di abuso sessuale da parte del clero cattolico prima di fornire agli avvocati i nomi di 25 membri del clero che sapeva essere stati accusati di tale comportamento.
    Oggi Goedert, 90 anni, vive presso l’Arcivescovado , uno storico edificio a tre piani di “mattoni rossi lisci” con 19 camini, tre dei quali sono in uso, secondo il sito web dell’Arcidiocesi , che la definisce “forse l’edificio più grande e meglio conservato del suo genere nell’area di Chicago. “
    Paula Waters, portavoce dell’Arcidiocesi di Chicago, ha detto che Goedert, che è in pensione, rimane “in regola perché non ha mai avuto un’accusa contro di lui”.
    “Si è ritirato come sacerdote in regola, ha vissuto a casa in regola”, ha detto Waters. “Non sta offrendo assistenza a nessuno ora, e ha seguito le procedure in quel momento per quello che dovevano fare riguardo ai preti che si trovano ad affrontare accuse di abusi sessuali su minori”.
    Waters ha detto che Goedert “vive in un posto che non è sontuoso”.
    Venerdì mattina, Goedert ha dichiarato alla CNN che era “difficile” parlare delle notizie sulla sua presunta cattiva gestione dei sacerdoti accusati e non voleva discutere di eventi accaduti 30 anni fa. Goedert riferì la CNN all’arcidiocesi di Chicago per tutti gli altri commenti.
    Mentre lo stesso Goedert non è stato accusato di aver commesso un illecito, un avvocato che lo ha deposto e che ha rappresentato presunte vittime di abusi sacerdotali ha detto alla CNN che le azioni del vescovo – non riferire le accuse di abuso – indicano una questione più ampia di come la Chiesa cattolica gestisce le accuse di abusi sessuali su minori.
    Il problema è stato messo in evidenza dal recente rilascio di un gran giurì della Pennsylvania che riportava dettagliatamente decenni di abusi sessuali da parte di sacerdoti.
    “Era proprio quello di Chicago che seguiva il libro dei giochi”, ha detto l’avvocato Marc Pearlman, che ha rappresentato centinaia di vittime di abusi sessuali nell’area di Chicago.
    Il Chicago Sun-Times ha riportato per la prima volta che Goedert viveva nella residenza.

    Goedert conosceva 25 sacerdoti con accuse contro di loro

    La deposizione, che è disponibile online attraverso BishopAccountability.org, faceva parte dei negoziati per l’insediamento tra l’arcidiocesi e gli avvocati che rappresentano le vittime di abusi sessuali su minori, secondo Pearlman, che era coinvolto nel caso.
    Diversi funzionari di alto rango della chiesa sono stati anche deposti in negoziati prima dell’accordo, che è stato annunciato nell’agosto 2008, secondo BishopAccountability.org, un’organizzazione che aggrega documenti disponibili pubblicamente riguardanti accuse di abusi sui minori all’interno della Chiesa cattolica.
    Nella deposizione, un avvocato chiede a Goedert, “Vescovo, quante volte, se mai, hai denunciato personalmente sospetti di abuso sessuale di minori da parte del clero alle autorità di polizia?”
    “Quante volte ho personalmente denunciato alle autorità civili?” lui chiede.
    “Sì.”
    “Nessuno”, dice Goedert, aggiungendo che non ha mai “delegato” nessun altro a denunciare presunti abusi.
    “La nostra pratica abituale è stata quando è arrivata una denuncia, vorrei consultarmi con i nostri consulenti legali”, ha detto Goedert. “E se c’era bisogno che la questione venisse segnalata, avrebbero fatto in modo che fosse segnalata.”
    Più tardi nella deposizione, Goedert ha mostrato un elenco di dozzine di chierici che sono stati rimossi dal ministero o si sono dimessi perché le accuse di cattiva condotta sessuale con i bambini erano state “documentate”, dice il documento.
    Pearlman chiede a Goedert di passare attraverso la lista e di mettere una “X” accanto a ciascun nome di un prete che sapeva aveva affrontato delle accuse mentre era vicario per i sacerdoti, se fosse stato personalmente messo a conoscenza di loro o scoperto mentre esaminava i documenti.
    In totale, secondo la deposizione, Goedert ha inserito una “X” di 25 nomi diversi.

    “Non si tratta del Vescovo Goedert”

    Il Procuratore Generale dell’Illinois, Lisa Madigan, ha recentemente annunciato l’intenzione di incontrare l’Arcidiocesi di Chicago dopo che almeno sette sacerdoti con legami con il suo stato sono stati identificati nel rapporto della giuria della Pennsylvania.
    Pearlman, uno degli avvocati che depose Goedert, disse alla CNN che la sua prima impressione di Goedert era che fosse un “vecchio buono”.
    “Dico questo non in difesa di lui, ma questo è ciò che rende questo (scandalo) così inquietante e allarmante”, ha detto Pearlman alla CNN venerdì.
    “Non si tratta del vescovo Goedert, ce ne sono centinaia se non migliaia, proprio come lui in ogni arcidiocesi”, ha proseguito Pearlman. “Era proprio quello di Chicago che seguiva il libro dei giochi: non importa se è Chicago, Joliet, Los Angeles, Boston, tutti hanno un padre Goedert che ha fatto la stessa cosa”.
    Piuttosto che essere disciplinati, ha detto Pearlman, questi preti sono stati spostati e le accuse contro di loro non sono state segnalate alla polizia, “a spese di non posso immaginare quanti bambini”, che sarebbero stati risparmiati altrimenti.
    “Come atroce come i crimini di abusi sessuali”, ha detto, “la copertura è peggio”.
    https://edition.cnn.com/2018/09/08/us/chicago-catholic-bishop-never-reported-abuse/index.html?no-st=1536503969
    (traduzione con google translate)
  • Abusi sessuali nella Chiesa, il parroco di Grandate: “Trovare il coraggio di denunciare”

    Abusi sessuali nella Chiesa, il parroco di Grandate: “Trovare il coraggio di denunciare”

    Secondo Don Pandolfi spostare preti da una parrocchia all’altra curandosi solo del buon nome della Chiesa ha permesso a centinaia di abusatori di continuare nei loro crimini

    Nuovo intervento del parroco di Grandate don Roberto Pandolfi sul tema degli abusi sessuali commessi da preti. Un tema che sta particolarmente a cuore al sacerdote, prete della parrocchia di San Giuliano quando esplose lo scandalo degli abusi commessi dal suo predecessore Marco Mangiacasale.
    Sulla questione è tornato più volte soprattutto dopo il caso degli abusi insabbiati in Vaticano denunciato dalla trasmissione Le Iene. 

    Gli ultimi interventi, in ordine di tempo, sono quelli apparsi sul sito della parrocchia di Grandate il 27 agosto e il 3 settembre 2018. Nella consueta riflessione del lunedì, don Pandolfi parte dalla lettera scritta da Papa Francesco a proposito dello scandalo scoppiato nella Chiesa della Pennsylvania per poi allargare le sue considerazioni.

    Parole forti, quelle del Papa. Non nuove. Già lo scorso anno aveva detto alla Commissione vaticana per i minori: “La pedofilia è antica malattia. La Chiesa è arrivata tardi. Tardi nell’avere coscienza della gravità problema, tardi nell’assumersi le proprie responsabilità. E’ la realtà: siamo arrivati in ritardo. Forse l’antica pratica di spostare la gente ha addormentato un po’ le coscienze”.

    Già, spostare preti da una parrocchia all’altra, confidando nella loro capacità di autocontrollo, accontentarsi di qualche percorso psicologico al termine del quale sentirsi dire che la persona è perfettamente guarita, avere come unica preoccupazione il “buon nome” della Chiesa, un malinteso senso della paternità, che sconfina nella dabbenaggine e nella difesa della casta, tutti ingredienti esplosivi che hanno permesso a centinaia di abusatori di continuare a perpetrare i loro crimini.

    Ma non basta. Perchè la denuncia era (è?) guardata con distacco e superficialità, quando non con ostilità. E non parliamo di quando la denuncia veniva fatta alla Magistratura dello Stato, anzichè all’istituzione ecclesiastica, dove tutto avrebbe rischiato di finire a tarallucci e vino, con qualche pacca sulla spalla e l’immancabile ringraziamento per il silenzio ossequioso e intriso di misericordia verso il povero prete che ha sbagliato e il povero vescovo profondamente ferito nella sua paternità sacerdotale.

    Parliamoci chiaro: denunciare esponeva (espone? Esporrà?) a tanti rischi. Bisognava (bisogna? Bisognerà?) mettere in conto l’ostracismo da parte della stessa comunità ecclesiale, le calunnie più tremende (persino quella di aver tradito il segreto confessionale) messe in giro per screditare i denuncianti, la disapprovazione di preti, laici e suore per aver suscitato scandalo (lo scandalo, ovviamente, non è, per i benpensanti, l’abuso sessuale, ma l’averlo portato alla luce), le accuse di incuria per i genitori e di immoralità per i minori coinvolti… Potrei continuare, ma forse è meglio guardare il positivo e pensare alle parole del Papa come ad uno stimolo per tutti ad essere coerenti con il Vangelo, anche quando non sembra essere così misericordioso come il “misericordismo”, oggi in voga, vorrebbe.

    Altrimenti dovremmo pensare che l’unico modo per convertire certi cuori induriti sia quello di colpire là dove quel cuore ha il suo tesoro, e cioè i soldi. Negli Stati Uniti già 17 diocesi hanno dichiarato fallimento dopo essersi sbancate per risarcire le vittime di abusi perpetrati da ecclesiastici.
    In Italia fino ad ora solo due diocesi sono state condannate a risarcire le vittime e hanno dovuto pagare. Sarebbe triste, ma anche questo potrebbe essere un incentivo alla vigilanza da parte di chi deve vigilare. E, in ogni caso, certe situazioni hanno goduto di fin troppe coperture, a tutti i livelli.

    E’ tempo di dare una svolta.
    E anche chi prova dentro di sè dolore e vergogna per essere stato abusato deve trovare il coraggio di aprirsi e denunciare, in tutte le sedi opportune, ciò che ha subito, certo di trovare, come vuole il Papa, ascolto, comprensione, solidarietà e, soprattutto, giustizia. Parlare e denunciare è l’unico modo per iniziare a guarire. E solo la guarigione può portare ad un perdono vero.

    Il vero bene della Chiesa è affrontare apertamente il peccato e sconfiggere l’opera di Satana, che predilige le tenebre, la menzogna e i silenzi omertosi e complici.

    Concludo con le parole di Hans Zollner, presidente del Centro per la protezione dei minori della Pontificia Università gregoriana, il quale, commentando la lettera del Papa in un’ intervista all’agenzia Sir, fa un paragone per niente lusinghiero tra la Chiesa statunitense e quella italiana: “Troppi sacerdoti – tra il 4 e il 6 per cento nell’arco di 50 anni- hanno agito contro il Vangelo e contro le leggi. Dal momento che i vescovi americani hanno preso sul serio la lotta contro questo male, dal 2002, non ci sono quasi più accuse di nuovi casi. Mi preme dire che l’Italia non ha ancora vissuto un tale momento di verità riguardo l’abuso sessuale e lo sfruttamento del potere riguardo il passato. Mi auguro che queste ultime settimane, con tante notizie sconvolgenti, abbiano aperto gli occhi e il cuore anche alla Chiesa italiana e ai suoi responsabili per impegnarsi senza esitazione e in modo consistente in ciò che è una chiamata urgente del Signore a tutto il Popolo di Dio”.
    C’è da riflettere.

    don Roberto

    https://www.quicomo.it/attualita/abusi-sessuali-chiesa-pandolfi-prete-grandate-como.html