Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Lione, il cardinale troppo misericordioso con il prete abusatore

    Lione, il cardinale troppo misericordioso con il prete abusatore

    Le storie, nel loro orrore, rivelano sofferenze tenute nascoste per decenni. “Quel prete creava intorno a se una piccola corte… mi baciava sulla bocca… Ogni sabato, alle riunioni, dovevamo fuggire le sue attenzioni… Durante un pellegrinaggio a Fatima ha tentato di stuprarmi in tenda… Molti genitori non ci credevano e ci dicevano di non parlare così di un prete… Io sono stato abusato…  era un personaggio autoritario e carismatico”. Seduto nell’ufficio di una piccola impresa edile di Lione, ascolto il giovane imprenditore François Devaux, trentasettenne, Alexandre Hezez-Dussot, operatore finanziario quarantasettenne, Bertrand Virieux, cardiologo quarantaquattrenne.

    Una minuscola pattuglia degli abusi di massa, di cui è responsabile il prete Bernard Preynat per lunghi anni guida riverita di scout cattolici. Ben sessantasette sono le vittime di questo predatore negli anni dal 1979 al 1991, che ancora nel 2015 esercitava tranquillamente il suo ministero sacerdotale nella diocesi di Lione. Come se niente fosse accaduto. Quando i tre hanno scoperto l’ampiezza degli abusi, hanno fondato l’associazione La Parole liberée (La Parola liberata) e hanno chiesto invano di essere ricevuti dal Papa.

    Scrivo sul taccuino la cifra: 67. Perché bisogna immaginarsele in fila una dopo l’altra, a riempire una stanza, le vittime adolescenti di quelle che papa Francesco ha chiamato una volta le “messe nere” degli abusi, vittime mai risarcite, mai raggiunte dalla notizia che il colpevole era stato punito. Anche François, Alexandre e Bertrand non potevano credere alla sistematicità di questi abusi, finché lo scandalo quest’anno non è scoppiato a Lione ed è diventato materia di discussione in tutta la Francia.

    Realizzare una riforma radicale – come quella di superare la pratica secolare degli insabbiamenti, portare alla luce gli abusi, punire in maniera esemplare gli stupratori e mettere finalmente al centro le vittime come chiedeva Benedetto XVI già nel 2010 – è un’opera che non può essere compiuta soltanto in Vaticano. Quando si tratta di cambiare mentalità e prassi delle gerarchie ecclesiastiche nei cinque continenti i papi sono molto meno sovrani di quanto si creda.

    Francesco si è impegnato sin dalla sua elezione. Già nel luglio 2013 ha inasprito nel codice penale vaticano le sanzioni contro laviolenza sessuale e il possesso di materiale pedopornografico. Nel 2015 ha creato una sezione giudiziaria speciale presso la Congregazione per la Dottrina delle fede, dove si possono denunciare per “abuso d’ufficio” i vescovi negligenti nel perseguire violenze sessuali nelle proprie diocesi. Per guidare la sezione Francesco ha istituito un Segretario aggiunto della Congregazione, incaricato di occuparsi unicamente della questione. Infine, poco più di un mese fa il papa ha stabilito le procedure per rimuovere i vescovi, che non si sono attivati per colpire gli abusi e per loro negligenza abbiano causato un “grave danno ad altri”.

    Insomma, la cornice giuridica per perseguire in ogni modo i colpevoli di abusi e i vescovi, che non intervengono tempestivamente, c’è tutta. Ma fare le leggi è solo il primo passo. Serve che nell’ambito delle diocesi e soprattutto delle conferenze episcopali – nello spirito di decentramento perseguito dal pontefice – si metta in atto una politica rigorosa di attuazione delle norme.

    Il caso scoppiato nella diocesi di Lione è particolarmenteilluminante. I crimini del prete Preynat sono stati commessi prima dell’insediamento dell’attuale vescovo, il cardinale Philippe Barbarin arrivato in diocesi nel 2002. Ma fin dall’inizio la vicenda ha lo stigma del classico insabbiamento. Il suo predecessore cardinale Albert Decourtray, allertato da alcuni genitori, allontana Preynat dalla sua parrocchia promettendo che non avrà più a che fare con adolescenti. Di fatto Preynat finisce in una zona di campagna, naturalmente a contatto con dei giovani. “Ancora nel 2014 – racconta Alexandre Hezez-Dussot – Preynat stava con bambini: era attivo come cappellano della scuola Saint Marc a Cour la Ville e lavorava nel patronato St.Claire di una colonia estiva a Coteau. Ne ho informato personalmente il cardinale Barbarin”.

    Già, il cardinale Barbarin. Mentre guida la diocesi, non si ha notizia di nessun crimine commesso da Preynat. Il prete gli ha promesso che il passato gli fa schifo ed è una pagina chiusa. Ma il cardinale non lo ha denunciato all’autorità giudiziaria come la legge francese espressamente esige. Sulla data relativa al momento in cui sarebbe venuto a conoscenza dei reati di Preynat (naturalmente tutti prescritti tranne quattro), Barbarin è stato contraddittorio. Prima ha affermato di averlo saputo solo nel 2014, poi ha dichiarato che era successo nel 2007 (e in tal caso potrebbe cadere in prescrizione la sua mancata denuncia). In ogni caso i suoi critici si domandano perché abbia atteso soltanto il 2015 – dopo un intervento del Vaticano, a cui si era rivolta una delle vittime – per allontanare il prete predatore da ogni incarico. Perché tra i tanti controsensi della vicenda c’è anche che Preynat era stato nominato a capo di un decanato e a far parte del Centro di formazione dei laici della diocesi di Lione (Sedif).

    A maggio il Papa ha dichiarato al giornale cattolico francese la Croixche Barbarin aveva preso le “misure necessarie” e lo aveva definito una personalità “coraggiosa, creativa, missionaria”. Ma dinanzi alla conferenza episcopale francese restano tre interrogativi pesanti: 1.Può un cardinale violare la legge? 2. Non è un pessimo precedente lasciare in attività sulla parola chi ha commesso abusi su minori, sapendo che quasi sempre sono criminali seriali? 3. Mettere tutto nel dimenticatoio, non è un modo di denegare giustizia alle vittime?

    Giugno scorso il cardinale Barbarin è stato interrogato per dieci ore dalla polizia di Lione per potenziale “messa in pericolo della vita altrui”. La vicenda continua.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/07/24/lione-il-cardinale-troppo-misericordioso-con-il-prete-abusatore/2928637/

  • Francia, nuovi casi di pedofilia: accusati quattro preti

    Francia, nuovi casi di pedofilia: accusati quattro preti

    Sono stati sospesi dall’arcivescovo di Lione, nel mirino per aver coperto alcuni casi

    L’arcivescovo di Lione, il cardinale Philippe Barbarin, ha annunciato di aver sospeso quattro preti accusati di pedofilia, spiegando che i loro casi sono stati posti all’attenzione delle autorità giudiziarie francesi. Barbarin si è limitato a dire che i quattro lavoravano nellaregione di Lione, nel centro della Francia, senza fornire altri dettagli. Ha poi aggiunto che altri preti sono “oggetto di misure speciali”, ma non ha precisato quanti. Questo mese la polizia aveva interrogato Barbarin per oltre 10 ore sulle attività di un prete pedofilo, padre Bernard Preynat, risalenti ai primi anni ’90, chiedendo perché i casi non fossero stati segnalati alle autorità civili. Preynat è stato messo sotto indagine a gennaio per i suoi presunti abusi sessuali sui boy scout nel 1991 e il suo avvocato riferisce che ha ammesso gli abusi; è stato rilasciato su cauzione. Diverse vittime di pedofilia hanno denunciato il cardinale Barbarini accusandolo di non avere segnalato gli incidenti alle autorità e di avere lasciato al loro posto i preti accusati.

    http://www.lapresse.it/francia-quattro-preti-accusati-di-pedofilia.html

  • Prete pedofilo, nelle lettere del bimbo le dichiarazioni d’amore: “Mi manchi”

    Prete pedofilo, nelle lettere del bimbo le dichiarazioni d’amore: “Mi manchi”

    VERSILIA – ( di Letizia Tassinari ) – Una brutta storia, quella del bambino – la cui famiglia, parte offesa, è tutelata dall’avvocato Cristiano Baroni –  e il prete indiano rinviato a giudizio, accusato di abusi sessuali nei confronti del minore – all’epoca dei fatti 12enne -, e per il quale il Gip del Tribunale di Lucca, dottoressa Silvia Mugnaini, ha chiesto, oltre alla citazione, come responsabile civile, del vescovo di Pisa, monsignor Benotto, la cui diocesi è competente territorialmente, la perizia calligrafica su alcune lettere scritte dal minore al sacerdote. Il piccolo – su delega di indagini del Pubblico Ministero dottor Antonio Mariotti – venne ascoltato dal personale specializzato del Commissariato di Polizia di Viareggio, in forma protetta e con l’ausilio del dottor Giorgio Pini, direttore del reparto di Neuropsichiatria Infantile dell’ospedale “Versilia”, che era a consocenza della triste vicenda dopo una gita fatta dal minore con i boy scout, durante la quale il bimbo aveva consegnato a delle amichette sue coetanee alcune letterine, manoscritte, uguali, o quanto meno simili, a quella ritrovata per caso dalla mamma e agli atti del fascicolo di indagine, che erano poi finite, per mano dei genitori delle bambine, ai responsabili degli scout e alle assistenti sociali. Missive, tutte, che alla prossima udienza, fissata per il 12 luglio prossimo, saranno periziate da un esperto calligrafo. “Caro padre, mi manchi tanto – si legge nelle righe dei fogli di un quaderno, piene di cuoricinini  e disegni dove il bimbo e il religioso si tengono per mano -: “Non sento più i tuoi baci e abbracci”. Poi altri frasi, di sesso, che descrivono incontri sotto le coperte, parti intime e amplessi, frutto, probabilmente, di un impatto dell’abuso di un “orco” sulla fragilità di un piccolo orfano che si propone addirittura come sposa che vorrebbe dargli dei figli: “Ricordati che ti amo”.  Ora spetterà alla perizia calligrafa stabilire se davvero il minore ha scritto quei “racconti”.

    “I vescovi che sono stati negligenti riguardo ad abusi sessuali compiuti su minori saranno rimossi dal loro incarico” La battaglia contro la pedofilia, di Papa Francesco prosegue. E’ di pochi giorni fa il  Motu proprio “Come una madre amorevole” del pontefice – riportato da TGvaticano.it –  che rafforza l’impegno della Chiesa a tutela dei minori in materia di pedofilia Il Pontefice stabilisce che, tra le “cause gravi” che il Diritto Canonico già prevede per la rimozione dall’ufficio ecclesiastico va compresa anche la negligenza rispetto ai casi di abusi sessuali. Nel testo, composto di 5 articoli, si prevede che – qualora gli indizi appaiano seri – la competente Congregazione della Curia può iniziare un’indagine che può concludersi con il decreto di rimozione. La decisione deve comunque sempre essere sottomessa all’approvazione del Pontefice. Il “compito di protezione e di cura spetta alla Chiesa tutta, ma è specialmente attraverso i suoi Pastori che esso deve essere esercitato”. E’ quanto scrive il sommo pontefice, sottolineando la responsabilità dei Vescovi diocesani. “Occorre impiegare una particolare diligenza nel proteggere coloro che sono i più deboli tra le persone loro affidate”. Il Pontefice ricorda che il Diritto Canonico già prevede “la possibilità della rimozione dell’ufficio ecclesiastico per cause gravi”. Con il Motu Proprio, afferma il Papa, “intendo precisare che tra tali cause rientra anche la negligenza dei Vescovi  relativamente “ai casi di abusi sessuali compiuti su minori ed adulti vulnerabili”, come previsto dal Motu Propro di San Giovanni Paolo II, Sacramentorum Sanctitatis Tutela, aggiornato da Benedetto XVI. Con il documento firmato da Francesco, si stabilisce fin dal primo dei 5 articoli che il vescovo diocesano (o l’eparca o colui che ha una responsabilità temporanea di una Chiesa particolare) può essere “legittimamente rimosso dal suo incarico, se abbia, per negligenza, posto od omesso atti che abbiano provocato un danno grave ad altri”, sia persone che comunità. Si specifica inoltre che questo danno può essere “fisico, morale, spirituale o patrimoniale”. Il vescovo (al quale sono equiparati i Superiori Maggiori), prosegue l’articolo 1, può essere rimoso solo se “abbia oggettivamente mancato in maniera molto grave alla diligenza che gli è richiesta dal suo ufficio pastorale, anche senza grave colpa morale da parte sua”. Tuttavia, in caso di abusi su minori, “è sufficiente che la mancanza di diligenza sia grave”. Qualora gli indizi siano “seri”, prosegue l’articolo 2 del Motu Proprio, la competente Congregazione della Curia Romana può “iniziare un’indagine in merito” dando notizia all’interessato che ha “la possibilità di difendersi” con i “mezzi previsti dal diritto”. In seguito agli argomenti presentati dal vescovo, la Congregazione può “decidere un’indagine supplementare”. Negli articoli 3, 4 e 5 il Motu Proprio norma dunque la procedura con la quale si decide l’eventuale rimozione dall’incarico. La Congregazione che assume tale decisione, in Sessione ordinaria, può stabilire se dare “nel più breve tempo possibile, il decreto di rimozione” o esortare il vescovo “a presentare la sua rinuncia in un termine di 15 giorni”, concluso il quale il Dicastero potrà “emettere il decreto”. Nell’ultimo articolo si stabilisce che la decisione finale dovrà essere “sottomessa all’approvazione specifica del Romano Pontefice” che, “prima di assumere una decisione definitiva si farà assistere da un apposito Collegio di giuristi”.

    http://www.tgregione.it/cronaca-versilia/prete-pedofilo-nelle-lettere-del-bimbo-le-dichiarazioni-damore-mi-manchi/

  • Preti pedofili: interrogato arcivescovo di Lione accusato di omessa segnalazione

    Preti pedofili: interrogato arcivescovo di Lione accusato di omessa segnalazione

    Si stringe il cerchio delle indagini sull’arcivescovo di Lione, cardinale Philippe Barbarin, che è stato convocato e sentito dalla polizia francese che lo accusa di non aver segnalato casi di presunta pedofilia da parte di sacerdoti della diocesi retta dall’alto prelato. Le indagini preliminari nell’ambito delle due inchieste aperte dalla procura di Lione in merito si chiudono con questo interrogatorio.

    La parola passa ora ai magistrati che dovranno decidere se istituire o meno un procedimento a carico del cardinale, che non è in stato di fermo ed è stato sottoposto a interrogatorio in regime di audizione libera, come precisa Le Figaro.

    Barbarin è stato “sentito come testimone e come ogni testimone, gli viene chiesto ciò che sa” ha detto uno dei suoi legali, André Soulier. Il cardinale francese secondo gli investigatori non avrebbe denunciato abusi sessuali su minori, in dettaglio il caso di un sacerdote accusato di violenze sessuali commesse nell’arco di 5 anni, dal 1986 al 1991, ai danni di giovani scout.

    Il 25 aprile scorso il porporato ha riconosciuto “gli errori nella gestione e la nomina di alcuni sacerdoti” e chiesto scusa alle vittime. Di recente il Papa ha voluto un giro di vite sui vescovi che non denunciano gli abusi sessuali commessi dai “loro” sacerdoti.

    Con un motu proprio Francesco ha introdotto nuove misure che rendono possibile rimozione dei vescovi dal loro incarico nei casi di abusi sui minori: “fra le cosiddette gravi ragioni (di rimozione, Ndr) c’è sicuramente la negligenza dei vescovi nell’esercizio delle loro funzioni, specialmente nei casi di abusi sessuali sui minori o sugli adulti vulnerabili” ha chiarito il Pontefice.

    http://www.crimeblog.it/post/200561/preti-pedofili-interrogato-arcivescovo-di-lione-accusato-di-omessa-denuncia

  • Pedofilia, ascoltato dalla polizia a Lione il cardinale Barbarin

    Pedofilia, ascoltato dalla polizia a Lione il cardinale Barbarin

    Lione (askanews) – Il cardinale Philippe Barbarin è stato ascoltato a Lione dalla polizia francese nell’ambito di due inchieste per omessa denuncia di casi di presunta pedofilia da parte di sacerdoti della sua diocesi. L’interrogatorio segna la fine delle indagini preliminari nell’ambito delle due inchieste aperte dalla Procura di Lione che dovrà decidere se procedere o meno a carico del prelato. L’arcivescovo di Lione, è accusato di “non aver denunciato” abusi sessuali su minori e di aver messo in pericolo la vita degli altri. In particolare, non avrebbe denunciato il caso di un sacerdote accusato di violenze sessuali su giovani scout commesse tra il 1986 e il 1991. (Immagini Afp)

  • Don Nello Giraudo rinviato a giudizio. L’udienza è fissata per il 30 maggio.

    Don Nello Giraudo rinviato a giudizio. L’udienza è fissata per il 30 maggio.

    Rinviato a giudizio l’ex sacerdote Nello Giraudo imputato per gli articoli 99 e 612 c. I e II c.p. perché urlando e contestualmente proferendo le frasi “Te la farò pagare, molto presto” ad una delle vittime di abusi sessuali che lo aveva denunciato, minacciava alla persona un grave danno ingiusto.

    La denuncia di questo ennesimo episodio (querela integrale) era stata fatta per mandato dell’interessato dalla Rete L’ABUSO Onlus che assiste legalmente il ragazzo.

    Il Giraudo che aveva patteggiato nel 2012 una pena a 1 anno e sei mesi per aver molestato uno scout e che insieme alla diocesi di Savona è stato citato in sede civile da altre 5 sue vittime, per una richiesta danni che ammonta a 6.000.000 di euro, questa volta non se la caverà molto bene in quanto peserà sul suo giudizio la recidiva specifica nel quinquennio.

    Si legge nella citazione che nel caso l’ex sacerdote non si presentasse, sarà giudicato in contumacia.

    La Rete L’ABUSO si costituirà parte civile nel procedimento.

    Francesco Zanardi

    Portavoce della Rete L’ABUSO

  • Pedofilia: Chiesa francese collaborerà ma non espellerà i preti pedofili

    Pedofilia: Chiesa francese collaborerà ma non espellerà i preti pedofili

    Dopo gli ultimi scandali sulla pedofilia, la Chiesa cattolica francese collaborerà con le autorità giudiziarie per contrastare il fenomeno. L’arcivescovo di Marsiglia: “Preti pedofili non ricopriranno più cariche a contatto con giovani e bambini”.

    Di Emanuele Longobardi.

    Chiesa cattolica francese nel caos per lo scandalo pedofilia. Dopo la bufera per il cardinale Philippe Barbarin, accusato di aver insabbiato alcuni casi di pedofilia ecclesiastica avvenuti in gruppi scout lionesi, la Conferenza dei vescovi francesi (CEF) ha deciso di collaborare con le autorità per contrastare il fenomeno della pedofilia nella Chiesa cattolica francese.

    Più controlli nelle comunità cattoliche.

    L’arcivescovo di Marsiglia, Georges Pontier, ha dichiarato al quotidiano Le Monde che la Chiesa cattolica collaborerà con le autorità giudiziarie francesi affinché si faccia luce non solo sui recenti casi di pedofilia ecclesiastica, bensì anche su quelli più vecchi. Inoltre, saranno costituite delle cellule d’ascolto che accoglieranno tutte le segnalazioni di pedofilia provenienti da ogni diocesi e provincia della nazione. Questa nuova struttura di controllo sarà facilmente raggiungibile da chiunque grazie ad un sito web apposito.

    Una punizione a metà.

    Nonostante le roboanti promesse di un saldo sistema di sicurezza per i giovani cattolici, la Chiesa cattolica francese non sembra interessata a silurare dalle proprie fila i ministri di culto rei di aver molestato bambini.

    “Il rispetto per le vittime, il nostro dovere nei loro confronti e le nuove esigenze del legislatore, obbligano a informare le autorità giudiziarie circa i fatti di cui  siamo a conoscenza. Allo stesso momento, dobbiamo prendere le misure canoniche richieste e rimuovere l’autore di questi atti da tutte le responsabilità che riguardano giovani o bambini. La nostra collaborazione con le autorità giudiziarie deve essere totale, il nostro ascolto delle vittime aperto e ben disposto” ha dichiarato l’11 aprile, a Le Monde, l’arcivescovo di Marsiglia, facendo presagire che i preti pedofili saranno solo spostati di ambito e non spogliati della loro veste di rappresentanti della Chiesa cattolica.

  • Pedofilia, in Francia un laico guiderà la Commissione della Chiesa anti-abusi

    Pedofilia, in Francia un laico guiderà la Commissione della Chiesa anti-abusi

    Sarà Alain Christnacht, 70 anni, alto funzionario di Stato, attualmente membro, tra l’altro, dell’Osservatorio sulla laicità e del Consiglio scout e guide.

    Sarà Alain Christnacht, 70 anni, alto funzionario di Stato, a presiedere la Commissione nazionale indipendente di esperti della quale il Consiglio permanente della Conferenza episcopale francese il 12 aprile ha annunciato l’istituzione nell’ambito della lotta contro la pedofilia nella Chiesa. Il nuovo organismo avrà il compito di consigliare i presuli nella valutazione dei casi che vedono dei sacerdoti indagati o condannati per atti di pedofilia e dei compiti che eventualmente possono essere assegnati a questi preti senza far correre rischi ai minori. La Commissione non interferirà in alcun modo con i procedimenti giudiziari e sarà composta da persone diverse, scelte dal presidente in base alla loro competenza ed esperienza: giuristi, medici, psicologi, animatori di movimenti giovanili, genitori. L’organismo sarà attivo prima dell’estate e definirà esso stesso le proprie modalità di funzionamento.

    Christnacht è consigliere di Stato onorario. È stato prefetto, alto commissario in Nuova Caledonia, consigliere del primo ministro Lionel Jospin (1997-2002), consigliere (incaricato dei rapporti con le Chiese) del sindaco di Parigi, Bertrand Delanoe, e da giugno 2015 a gennaio 2016 responsabile di gabinetto di Christiane Taubira, ministro della Giustizia. È attualmente membro, tra l’altro, dell’Osservatorio sulla laicità e del Consiglio scout e guide di Francia.

    http://www.lastampa.it/2016/04/22/vaticaninsider/ita/nel-mondo/pedofilia-in-francia-un-laico-guider-la-commissione-della-chiesa-antiabusi-CQWwevDbQy2ktrUWSZKl2M/pagina.html

  • Fano, in attesa di giudizio il prete pedofilo: inviato a Perugia

    Fano, in attesa di giudizio il prete pedofilo: inviato a Perugia

    E’ pensantemente accusato di pedofilia Don Giacomo Ruggeri – 44 anni – ed è stato trasferito a Perugia dove lavora direttamente nella biblioteca della diocesi. Un luogo di fatto destinato ad essere a contatto con il pubblico anche se questa situazione varia a secondo delle mansioni e non si conoscono quelle del parroco. Don Ruggeri è stato filmato, seguito e arrestato da agenti in borghese dopo che aveva fatto del sesso sulla spiaggia di Torrette con una minorenne di 13 anni della sua parrocchia.

    Dal dicembre scorso è stato rimesso in liberà ed è in servizio al Vescovado di Perugia. E tutto questo quando il Pm intorno al 20 aprile deciderà di chiudere le indagini e molto probabilmente chiedere il rinvio a giudizio. Molte le polemiche in questi giorni arrivano anche dalle Marche, sponda Fano, dato che il prete dopo essere stato sospeso dalla Curia di Fano e stato riportato in servizio in quella perugina.

    Don Ruggeri era stato denunciato dal bagnino testimone delle effusioni con la minore, una delle parrocchiane del sacerdote ad Orciano. Il 2 agosto scorso la tredicenne era stata ascoltata con la formula dell’incidente probatorio e l’assistenza di una psicologa. Una testimonianza secretata, nella quale la vittima avrebbe descritto un rapporto privilegiato con il sacerdote. “Non so cosa mi sia successo”: ha sempre detto agli inquirenti l’ indagato, che all’epoca dei fatti era anche direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali e della web tv della Diocesi, oltre che assistente regionale delle Scolte Scout. E adesso sta da noi.

    http://www.perugiatoday.it/cronaca/prete-sesso-spiaggia-minori-don-ruggeri.html

     
  • Le vittime di un prete pedofilo a Lione: ‘sì alle misure, ma il Cardinale Barbarin deve dimettersi’

    Le vittime di un prete pedofilo a Lione: ‘sì alle misure, ma il Cardinale Barbarin deve dimettersi’

    Le nuove norme antipedofilia decise dai vescovi francesi dovranno essere digerite e meditate dai cattolici e soprattutto da chi, nel mondo cattolico, è stato toccato direttamente dal fenomeno pedofilia nella Chiesa.

    A Lione, le vittime di Padre Preynat hanno creato un’associazione, La parole libérée .

    François Devaux, 37 anni, ne è il presidente. Ecco la sua prima reazione alle decisioni del clero:

    Le misure vanno nella giusta direzione, mostrano una vera evoluzione. Ma hanno saltato qualche tappa, nell’approvarle, anche se queste decisioni sembrano giuste e credibili, mancano ancora molti elementi.

    Devaux ha detto a Euronews che decine di persone stanno venendo allo scoperto mandando alla sua associazione mail o lettere per denunciare abusi. Quanto all’attuale arcivescovo di Lione, il Cardinale Philippe Barbarin :

    Adesso mi aspetto che il cardinale Barbarin si dimetta il più presto possibile. È stato al suo posto già quindici giorni di troppo. Quest’uomo deve lasciare le proprie funzioni. Finché non lo avrà fatto, la fiducia non verrà ripristinata.

    Devaux accusa anche il Vaticano e tutti i vescovi di aver ignorato le denunce fatte, nel corso del tempo:

    Ho cercato di contattare il Nunzio apostolico, ho chiamato il Vaticano almeno cinque volte. Nessun cardinale ha voluto parlarmi al telefono, neanche uno. E ho detto a tutti i segretari: attenzione questo affare diventerà un vero e proprio trauma per questa istituzione. Devono prendere delle decisioni, per far tornare la fiducia. E solo dopo ci potranno essere le azioni che hanno stabilito, che sono a priori molto buone, ma perché siano credibili, bisogna prima ritrovare la fiducia.

    Bernard Preynat è accusato di aver compiuto atti di pedofilia quando era alla guida di un gruppo scout, fra il 1986 e il 1991.

    A quell’epoca Philippe Barbarin non era ancora vescovo di Lione, ma l’associazione l’accusa di non aver denunciato i fatti una volta venutone a conoscenza.

    http://it.euronews.com/2016/04/12/le-vittime-di-un-prete-pedofilo-a-lione-si-alle-misure-ma-il-cardinale-barbarin/