Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: seminario

  • Abusi sessuali in Vaticano: i responsabili si difendono dopo aver insabbiato

    Abusi sessuali in Vaticano: i responsabili si difendono dopo aver insabbiato

    Il presunto molestatore diventato sacerdote; vittima e testimone cacciati. Ora il cardinale Comastri e la diocesi di Como tentato di giustificarsi

    La diocesi di Como ora promette piena luce
    “Si confida di poter fare finalmente piena luce su quanto effettivamente accaduto, con la massima determinazione, senza alcuna reticenza”. E’ quanto scrive la diocesi di Como in una nota pubblicata dopo la seconda puntata della trasmissione delle “Iene” dedicata ai presunti abusi sessuali ad opera di un ex allievo del Preseminario San Pio X in Vaticano, oggi sacerdote a Como (nella foto).
    “I presunti fatti denunciati a mezzo lettera nel 2013 – si legge nella nota – in seguito agli accertamenti conclusi nel 2014 da parte di tutte le competenti sedi ecclesiastiche, erano stati ritenuti infondati e tutte le valutazioni sulla personalita’ del seminarista erano risultate positive. Tra la documentazione prodotta non risultava alcun parere negativo da parte delle persone a conoscenza della vicenda”.
    “Per questa ragione – prosegue la Diocesi di Como – monsignor Oscar Cantoni, nominato Vescovo di Como il 4 ottobre 2016, ha ordinato presbitero il giovane, non ravvisando in quel momento alcun elemento ostativo. Solo recentemente sono stati portati all’attenzione della Diocesi di Como nuovi elementi che sono stati oggetto di disamina durante la scorsa settimana. Auspicando da parte di tutti i soggetti coinvolti in questa triste vicenda la piena collaborazione e la prudenza di non emettere giudizi affrettati prima di una sentenza definitiva, unitamente alla Santa Sede -. conclude la nota – si confida di poter fare finalmente piena luce su quanto effettivamente accaduto, con la massima determinazione, senza alcuna reticenza”.
    http://www.globalist.it/news/articolo/2015144/abusi-sessuali-in-vaticano-i-responsabili-si-difendono-dopo-aver-insabbiato.html
  • Caso molestie in Vaticano, “ecco chi ha insabbiato”

    Caso molestie in Vaticano, “ecco chi ha insabbiato”

    Molestie in Vaticano, arrivano nuove testimonianze. Secondo quanto mostrato da Le Iene potrebbero esserci stati degli insabbiamenti

    Arrivano ulteriori sconcertanti rivelazioni sul caso riguardante le molestie sessuali che sarebbero avvenute in Vaticano, nel preseminario San Pio X.

    La vicenda pubblicata nel libro di Gianlugi Nuzzi è stata approfondita in queste settimane da Le Iene. Il programma di Italia Uno – durante i servizi mandati in onda nelle recenti puntate – ha fatto emergere una serie di testimonianze che confermerebbero la veridicità delle accuse mosse nei confronti di un ex seminarista, lo stesso che ora presterebbe servizio come sacerdote presso la diocesi di Como. Una storia potenzialmente sconcertante, che coinvolgerebbe persone all’epoca minorenni. Il primo ad essere stato intercettato da Gaetano Pecoraro de Le Iene è stato Kamil, un possibile testimone chiave che aveva segnalato le presunte molestie sessuali mediante un esposto caduto nel vuoto. Pecorario ha poi intervistato la prima presunta vittima, che ha confermato pienamente quanto raccontato dal giovane testimone polacco.

    Nelle puntate successive, la Iena ha intervistato una seconda presunta presunta vittima e un sacerdote. Entrambi hanno aggiunto particolari utili a chiarire una storia che appare sempre più sconvolgente. Tuttavia, il vescovo di Como Diego Coletti sembra non essere dello stesso parere: “…Mi è parso di capire che molte delle cose avevano un nucleo di verità ma erano arricchite da fantasie. Io ho fatto un paio di visite specifiche su questo punto al seminario cercando di mettermi a disposizione di chi aveva qualcosa da denunciare o da lamentarsi o da dire – ha dichiarato Coletti a Le Iene – Venivano a parlare con me a quattrocchi, ho cercato di ascoltare gli altri e non è venuto fuori nessun riscontro…”. Secondo Marco – la prima presunta vittima ascoltata da Le Iene – Coletti non avrebbe mai ascoltato ufficialmente i chierichetti del preseminario San Pio X, almeno durante gli anni nei quali lo stesso Marco è stato presente in Vaticano. Sarebbe stata la vittima, in realtà, a recarsi da Monsignor Coletti per segnalare le presunte molestie.

    Ma è un’altra la testimonianza che rischia di scuotere le mura vaticane: Gaetano Pecoraro ha raggiunto don Andrea Stabellini, vicario giudiziale. Il giudice del tribunale ecclesiastico – secondo quanto raccontato da una fonte a Le Iene – si sarebbe recato a Roma, in passato, per rimuovere Mons. Radice, proprio per via delle lettere sui presunti casi di abusi avvenuti nel preseminario. Radice – ai tempi – era superiore del San Pio X. Ma Strabellini – dice il sacerdote intervistato sul caso degli abusi – sarebbe rimasto al suo posto grazie al Cardinale Comastri, vicario generale del Papa, che avrebbe detto al giudice ecclesiastico di “cestinare tutto”.

    Strabellini, intervistato da Pecoraro, ha dichiarato di non avere la competenza di rimuovere nessuno, di aver avuto però l’intenzione di sostituire Monsignor Radice e di aver portato il suo parere al vescovo riguardo la vicenda delle presunte molestie sessuali. Le frasi che Le Iene carpiscono a Strabellini abbassando la telecamera, però, sembrano svelare l’esistenza di alcune possibili coperture: “Bisognava procedere con i gradi giusti di giudizio. Ho provato a risolvere il caso diversamente, il mio giudizio era che c’era sostanza sufficiente per procedere”. E ancora: “Io le assicuro che non sono un disonesto. Io avevo il ragionevole dubbio che si dovesse procedere…Diego Coletti chiese di non dar luogo a procedere. Dice di aver fatto ulteriori indagini e che il caso è risolto così…Mi disse di aver sentito due persone… hanno parlato Comastri e Coletti”. Pecoraro, che incalza con le domande, a quel punto chiede a Strabellini: “Chi ha insabbiato tra Coletti e Comastri?” Il vicario giudiziale risponde: “Entrambi”.

    Nel frattempo è partita la caccia via web alla persona che sarebbe al centro di tutta questa storia, quella accusata di molestie sessuali. Secondo alcuni, il sacerdote in questione sarebbe don Gabriele Martinelli.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/caso-molestie-vaticano-ecco-chi-ha-coperto-1464969.html

  • Presunti abusi al preseminario, il Vaticano riapre le indagini / VIDEO

    Presunti abusi al preseminario, il Vaticano riapre le indagini / VIDEO

    Il caso continua a far discutere. Il prete a Colorina sino a pochi giorni fa

    Colorina, 19 novembre 2017 – Presunti abusi al preseminario San Pio X: il Vaticano ha ordinato una nuova indagine per fare piena luce sulle presunte violenze che un giovane sacerdote, nato in provincia di Sondrio e che fino a pochi giorni fa operava a Colorina,avrebbe usato nei confronti di almeno un chierichetto poco più giovane di lui. Il prete oggi 25enne, che dalla nascita e fino ai 12 anni ha vissuto con la famiglia nel Comasco prima di trasferirsi al preseminario, da giorni non si è più visto in Valtellina, forse allontanato dalla Diocesi di Como quando è scoppiato lo scandalo.

    Ieri in una nota della sala stampa il Vaticano ha precisato che «a seguito di alcune segnalazioni, anonime e non, a partire dal 2013 furono compiute, a più riprese, delle indagini sia da parte dei Superiori del preseminario sia da parte del vescovo di Como, atteso che la Comunità degli educatori appartiene alla sua Diocesi. – I fatti denunciati, che risalivano agli anni precedenti e che avrebbero coinvolto alunni coetanei tra loro, alcuni dei quali non più presenti nell’Istituto al momento degli accertamenti, non trovarono adeguata conferma. In considerazione di nuovi elementi recentemente emersi, è in corso una nuova indagine che faccia piena luce su quanto realmente accaduto».

    Dopo il servizio giornalistico del programma televisivo «Le Iene» e la denuncia di un testimone dei presunti abusi raccolta da Gianluigi Nuzzi nel libro «Vaticano Spa» ha indotto il Vaticano a riprendere in mano le indagini. E ad occuparsi del caso negli ultimi giorni è stata anche la «Rete l’abuso», «un gruppo di attivisti, vittime e professionisti volontari – come si definiscono sul loro sito internet – sparsi su tutto territorio italiano, i quali hanno formato non solo una rete di supporto alla quale le vittime possono rivolgersi, ma anche un importante deterrente per evitare che la chiesa «nasconda» i preti pedofili». La onlus «Rete l’abuso», dopo aver reso pubblico sul web il nome del prete accusato di molestie e violenze sessuali, chiede l’intervento di papa Francesco «affinché si faccia chiarezza e giustizia». E la risposta del pontefice non si è fatta attendere.

    http://www.ilgiorno.it/sondrio/cronaca/vaticano-prete-abusi-1.3543841

  • Il Vaticano sul Collegio dei chierichetti: «Ci furono rapporti omosessuali»

    Il Vaticano sul Collegio dei chierichetti: «Ci furono rapporti omosessuali»

    La nuova indagine ribalta le conclusioni precedenti. Ancora non si parla di abusi

    Un ragazzo italiano, ormai maggiorenne, ha già annunciato via sms la sua volontà di presentare formale denuncia per gli abusi sessuali subìti tra il 2013 e il 2014 nel Preseminario «San Pio X», il collegio di palazzo San Carlo, dentro le mura leonine, dove alloggiano i cosiddetti «chierichetti» del Papa.

    Un altro ex alunno, a distanza di anni, non riesce ancora a superare lo choc, si sente sporco e «continua a farsi fino a 15 docce al giorno», racconta il giornalista Gianluigi Nuzzi che nel suo ultimo libro, Peccato originale, ha sollevato per primo il caso. Poi c’è stata l’intervista de Le Iene, il programma di Italia 1, una decina di giorni fa, a un’altra presunta vittima di abusi compiuti in quegli anni dentro il preseminario. Abusi a opera di un ragazzo poco più grande di lui che è appena stato ordinato sacerdote a Como. Ma tra i presunti «orchi», secondo Nuzzi, ci sarebbe pure un monsignore. Così, ecco che il Vaticano adesso ha avviato un’indagine interna, da cui sono emersi «nuovi elementi»: lo ha ammesso ieri la Santa Sede.

    I primi risultati di questa nuova inchiesta ribalterebbero le conclusioni di precedenti accertamenti svolti. Gli inquirenti della Santa Sede, dopo aver esaminato un centinaio di casi, avrebbero verificato la consumazione di rapporti omosessuali, avvenuti in quegli anni all’interno del Preseminario, «che avrebbero coinvolto alcuni coetanei tra loro». Non si parla, ancora, ufficialmente di abusi né di pedofilia. Ma il Papa ha già chiesto di poter vedere il dossier quando l’indagine sarà terminata.

    «È un primo passo», commenta Nuzzi, che venerdì sera ha portato ospite nella sua trasmissione Quarto grado su Rete 4 il supertestimone di quest’inchiesta, il giovane polacco Kamil Tadeusz Jarzembowski, oggi maggiorenne, che ha già messo per iscritto le sue accuse in una lettera consegnata a Bergoglio.

    Il Preseminario è una scuola media di prestigio, un collegio per giovanissimi avviati sulla strada ecclesiastica. E Kamil, ex allievo anche lui, oggi studente d’arte all’università, ha raccontato a Francesco di essere «stato testimone nella mia stanza di atti sessuali che G. esigeva da P., atti che si compivano nonostante la mia presenza e che si svolgevano sempre di sera, intorno alle 23». I casi di abuso, secondo il ragazzo polacco, sarebbero almeno tre. Ma lo stesso Nuzzi sta lavorando su altre due testimonianze. «Per ora — conclude il giornalista di Rete 4 — è stata aperta un’inchiesta canonica. Ma l’auspicio è che se ne apra un’altra penale per far luce, non con un semplice fiammifero ma con un grosso faro, su una vicenda tristissima e grave».

  • Scandalo nel collegio dei ‘chierichetti’, indagine del Vaticano: no abusi, ci furono rapporti gay

    Scandalo nel collegio dei ‘chierichetti’, indagine del Vaticano: no abusi, ci furono rapporti gay

    La denuncia di un ex seminarista era stata ripresa da Gianluigi Nuzzi, all’interno del suo ultimo libro. Nuove indagini sulla vicenda confermano che negli ultimi anni si sono verificate vicende di rapporti tra i ragazzi ospiti

    di PAOLO RODARI

    CITTÀ DEL VATICANO. Si tinge sempre più di giallo la vicenda del preseminario San Pio X, il collegio situato a palazzo San Carlo, dentro le mura leonine, dove alloggiano i cosiddetti ‘chierichetti’ del Papa. Recentemente è stato il giornalista Gianluigi Nuzzi, all’interno del suo ultimo libro Peccato originale (Chiarelettere), a riportare la denuncia di un ex seminarista che scrive in una lettera di aver assistito ad abusi sessuali avvenuti proprio lì dentro. Oggi è l’Ansa a riportare la notizia che un nuovo e recente filone di indagini, condotto dalle autorità vaticane proprio nell’ambito del preseminario, avrebbe portato alla luce il fatto che negli ultimi anni si sono verificate soltanto vicende di rapporti omosessuali tra i ragazzi ospiti. Secondo quanto scrive l’Ansa, in sostanza, i risultati delle indagini andrebbero a ribaltare le conclusioni di precedenti accertamenti, che invece non avevano trovato riscontri per simili vicende. Nel pomeriggio la Sala Stampa Vaticana ha diramato un comunicato nel quale spiega che “i fatti denunciati avrebbero coinvolto alcuni coetanei tra loro”. Per questo è in corso una nuova indagine.

    La denuncia contenuta nel libro di Nuzzi è comunque precisa e circostanziata. L’autore di Vaticano S.p.A., Sua Santità e Via crucis, infatti, riporta una lettera di denuncia scritta dal polacco Kamil Tadeusz Jarzembowski. L’autore della missiva è un ex studente del preseminario che dichiara: “A settembre del primo anno di frequenza, cioè al mio rientro in Vaticano dopo le vacanze estive, il rettore mi assegnò una stanza dormitorio da dividere con Paolo, anch’egli alunno del preseminario. Nel corso dell’anno scolastico, e più precisamente dalla fine del mese di settembre fino all’inizio del mese di giugno, sono stato testimone di atti sessuali che Antonio esigeva da Paolo, atti sessuali che si compivano nonostante la mia presenza. Gli atti venivano svolti sempre di sera, intorno alle 23”.

    Secondo quanto ha spiegato Kamil, anche il molestatore era un ragazzo ma, ha precisato nel corso di un servizio de Le Iene, aveva comunque “una posizione di potere all’interno del seminario e anche della Basilica di San Pietro. Non era un normale seminarista perché godeva della massima fiducia del rettore. Era lui che sceglieva cosa facevo io, cosa faceva il mio amico e così via”.

    E ancora: “Dopo che tutti gli altri alunni si erano coricati, Antonio accedeva nella stanza dormitorio condivisa da me e Paolo. Qui avvenivano rapporti di sesso orale, mentre alcune volte i due si recavano insieme in un’altra stanza per proseguire il rapporto. Antonio aveva libero accesso al preseminario, era particolarmente benvoluto da diversi monsignori, esercitando una certa influenza su noi allievi. Antonio poteva godere di forti e particolari rapporti di fiducia che gli consentivano, pur non avendo incarichi ufficiali nell’istituzione, di muoversi con potere nel preseminario. Questo garantiva la possibilità di esercitare una forma di potere e di intimidazione nei più giovani seminaristi (che si sentivano di fatto a lui subalterni). È questa la ragione per cui Paolo si sentiva obbligato a cedere alle sue richieste, le quali infatti sottendevano un sottile e inespresso ricatto: in caso di resistenza alle richieste, il mio amico studente avrebbe potuto avere dei problemi con i superiori o sarebbe stato ‘punito’ con l’assegnazione di un ruolo più marginale nello svolgimento del servizio liturgico, soprattutto in occasione delle celebrazioni pontificie”.

    “Le stesse preoccupazioni – scrive ancora l’ex seminarista – erano alla base del mio imbarazzo e della mia paura a denunciare apertamente i fatti dei quali ero testimone. Una mia presa di posizione diretta ed esplicita avrebbe infatti determinato il mio allontanamento dal seminario, essendo io consapevole del fatto che Antonio godeva di una speciale protezione da parte della gerarchia.La crescente angoscia di fronte al ripetersi degli avvenimenti sopra ricordati, unita alla paura di essere allontanato, mi indussero comunque a confidare le mie preoccupazioni e il mio sconcerto al mio direttore spirituale (e direttore spirituale dell’intero seminario), don Marco”.

    http://www.repubblica.it/vaticano/2017/11/18/news/vaticano_accertati_rapporti_gay_nel_collegio_dei_chierichetti-181432342/

  • Abusi sessuali sui chierichetti del Papa, il Vaticano conferma: “In corso indagine per far luce sull’accaduto”

    Abusi sessuali sui chierichetti del Papa, il Vaticano conferma: “In corso indagine per far luce sull’accaduto”

    I fatti denunciati dalle inchieste delle Iene e dall’ultimo libro di Gianluigi Nuzzi sono al centro di una nuova inchiesta penale. Ne dà notizia un comunicato ufficiale della Santa Sede, da cui si evince che già nel 2013 erano arrivate segnalazioni in tal senso

    Il Vaticano apre una nuova indagine sugli abusi sessuali commessi ai danni dei chierichetti del Papa. La notizia arriva dopo poco più di una settimana dall’uscita nel nuovo libro di Gianluigi Nuzzi, Peccato originale (Chiarelettere) e dalle inchieste de Le Iene, che svelano, tra l’altro, i rapporti omossessuali a cui erano costretti alcuni allievi del preseminario vaticano san Pio X. Le sconcertanti testimonianze pubblicate dal giornalista nella sua accurata inchiesta avevano già trovato ampio riscontro nelle dichiarazioni che proprio alcuni dei protagonisti avevano rilasciato a Le Iene. Il programma di Italia 1, però, è andato anche oltre, raccogliendo le parole della vittima di queste molestie.

    La conferma della nuova indagine vaticana in corso dopo la pubblicazione del libro di Nuzzi è contenuta in un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede: “In merito alla vicenda che vede coinvolto un ex alunno del preseminario san Pio X, successivamente ordinato sacerdote, si precisa quanto segue. A seguito di alcune segnalazioni, anonime e non, a partire dal 2013 furono compiute, a più riprese, delle indagini sia da parte dei superiori del preseminario sia da parte del vescovo di Como, atteso che la comunità degli educatori appartiene alla sua diocesi. I fatti denunciati, che risalivano agli anni precedenti e che avrebbero coinvolto alunni coetanei tra loro, alcuni dei quali non più presenti nell’Istituto al momento degli accertamenti, non trovarono adeguata conferma. In considerazione di nuovi elementi recentemente emersi, – prosegue la nota – è in corso una nuova indagine che faccia piena luce su quanto realmente accaduto”.

    Dal Vaticano, quindi, arriva più di una conferma sull’attendibilità di quanto mandato in onda dalle Iene e pubblicato da Nuzzi. In Peccato originale il giornalista riporta anche la lettera scritta dal polacco Kamil Tadeusz Jarzembowski e consegnata nelle mani di Bergoglio. L’autore della missiva è un ex studente del preseminario vaticano che ha denunciato al Papa di essere “stato testimone di atti sessuali che Antonio esigeva da Paolo(entrambi nomi di fantasia, ndr), atti sessuali che si compivano nonostante la mia presenza. Gli atti venivano svolti sempre di sera, intorno alle ventitré”. Parole che Kamil ha poi ribadito a LeIene in un lungo servizio in cui ha parlato anche e soprattutto la vittima di questi abusi. Da qui la svolta investigativa. 

    Da quello che è emerso negli ultimi giorni, però, non sarebbero solo questi due ex seminaristi ad aver denunciato negli anni ai diretti superiori ciò che avveniva di sera nel collegio vaticano che li ospitava. Il cerchio si starebbe allargando e di molto con diverse altre testimonianze analoghe che hanno indotto la Santa Sede a riaprire l’indagine. Un procedimento che, se dovesse trovare tutti i riscontri positivi, confermerebbe che le denunce fatte da Kamil e da altri suoi compagni del preseminario all’epoca dei fatti sono state quanto meno sottovalutate, per usare un eufemismo, consentendo così all’autore di questi abusi di essere ordinato prete, cosa avvenuta proprio quest’anno, e di essere incardinato nella diocesi di Como.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/18/abusi-sessuali-sui-chierichetti-del-papa-il-vaticano-conferma-in-corso-indagine-per-far-luce-sullaccaduto/3986632/

  • Sacerdote accusato di abusi, choc a Colorina: “Ora serve chiarezza”

    Sacerdote accusato di abusi, choc a Colorina: “Ora serve chiarezza”

    Il sindaco Codega: siamo senza parole, speriamo in una rapida indagine

    Colorina (Sondrio), 15 novembre 2017 – Ancora prima che venisse “svelato” dall’articolo pubblicato ieri sul nostro quotidiano il fatto che il sacerdote accusato di molestie e abusi sessuali ora svolgesse la sua opera in Valtellina, in tanti, guardando il servizio del programma televisivo di Italia Uno “Le Iene”, avevano riconosciuto Colorina nelle riprese di Mediaset. Così, già lunedì sera su Facebook “piovevano” reazioni degli abitanti della zona, indignati perché, nonostante le pesanti accuse mosse da alcuni giovani, all’epoca dei fatti poco più che bambini, il giovane di origini valchiavennasche fosse stato ordinato sacerdote e operasse accanto a bambini e ragazzi.

    Riepiloghiamo la vicenda: nell’occhio del ciclone, come detto, un sacerdote 25enne di origine chiavennasca che da piccolo si è trasferito Città del Vaticano per frequentare il Preseminario San Pio X in Vaticano. E il preseminario, dove vengono formati i chierichetti a servizio del papa, stando alle accuse mosse da due giovani intervistati da “Le Iene”, sarebbe stato lo scenario di terribili abusi e molestie sessuali. Il chiavennasco, che a luglio è stato ordinato sacerdote dal vescovo Oscar Cantoni, è stato accusato di utilizzare la propria posizione, il fatto di essere un seminarista che sarebbe entrato a far parte dell’Opera don Folci che gestisce la struttura San Pio X in Vaticano, per avere rapporti sessuali non consenzienti con almeno un ragazzo poco più giovane di lui, che all’epoca dei primi presunti episodi aveva solo 13 anni.

    Ma stando alle sue dichiarazioni e a quelle di un testimone oculare, entrambi intervistati dal giornalista Mediaset, ci sarebbero altre vittime. Accuse respinte al mittente dalla Diocesi di Como, che ha assicurato di aver svolto gli accertamenti necessari. Sul social network, però, in pochi pensano che il prete possa rivelarsi innocente, anche se c’è chi se lo augura. “Sono proprio curiosa di vedere come si comporterà il paese davanti a una cosa del genere” scrive qualcuno, e c’è chi aggiunge: “Ma vorrei sapere chi l’ha mandato, questo stava in mezzo ai nostri ragazzi sapendo cosa aveva fatto”. E se qualcuno afferma che girassero già strane voci in paese prima del servizio televisivo, la maggior parte degli abitanti, si dice scioccato. “La notizia ci ha scioccato – commenta infatti il primo cittadino, Doriano Codega -. Si parla di un un reato grave, abusi sui minori in una fase, quella dell’infanzia e della adolescenza, in cui dovrebbero fidarsi degli adulti. Ci aspettiamo che sia la Chiesa che la Magistratura facciano chiarezza per arrivare al più presto ad una conclusione. Ma ci aspettiamo anche azioni preventive per tutelare la sicurezza dei bambini”. La Valle è decisamente protagonista di questa brutta vicenda: mentre il neo sacerdote è stato assegnato all’Opera Don Folci (ma c’è chi assicura sia già stato allontanato, ndr), un altro protagonista della storia, il prete che avrebbe raccolto la denuncia dei due giovani chierichetti e che ha avviato le indagini nei confronti del chiavennasco, è stato invece trasferito, quasi si trattasse di una punizione, a Stazzona, nel Tiranese.

    http://www.ilgiorno.it/sondrio/cronaca/abusi-seminario-colorina-1.3535663

  • Don Gabriele Martinelli è il prete accusato di abusi nel seminario minore in Vaticano (non ancora rivelato da LE IENE) Bergoglio sia coerente e trasparente

    Don Gabriele Martinelli è il prete accusato di abusi nel seminario minore in Vaticano (non ancora rivelato da LE IENE) Bergoglio sia coerente e trasparente

    Sembra proprio lui, don Gabriele Martinelli il sacerdote accusato dalla trasmissione “LE IENE” nel servizio di Gaetano Pecoraro, di presunte molestie nel Preseminario San Pio X in Vaticano.

    Don Gabriele (come si evince anche dall’articolo de IL GIORNO di Sondrio a firma di Susanna Zambon) è nato a Chiavenna ma ha trascorso l’infanzia a Lanzo d’Intelvi per poi trasferirsi a Città del Vaticano dove ha frequentato il Preseminario San Pio X.

    Malgrado le accuse, non solo di molestie ma anche di aver utilizzato la propria posizione di potere per esercitare pressioni sulle presunte vittime, a luglio 2017 è stato ordinato sacerdote dal vescovo di Como Oscar Cantoni.

    Come riporta IL GIORNO, da giovedì scorso, quando «Le Iene» lo hanno raggiunto per tentare di intervistarlo, non si è più visto in paese e dintorni.

    Sotto il profilo giuridico, una bomba esplosa in casa per papa Francesco, che questa volta non potrà nascondersi dietro a nessuna scusa, perché la competenza giuridica del presunto reato non è della magistratura civile, ma essendo avvenuto nello Stato della Città del Vaticano, trova li anche la competenza territoriale e anche la serietà e la concretezza della “tolleranza zero” tanto acclamata nel pontificato di Bergoglio.

    Attendiamo…

  • “Abusi e molestie in seminari”. Le Iene a caccia di un sacerdote

    “Abusi e molestie in seminari”. Le Iene a caccia di un sacerdote

    Dopo l’inchiesta Mediaset lui è sparito da Colorina e dintorni

    Colorina (Sondrio), 14 novembre 2017 – A Colorina la scorsa settimana le telecamere della trasmissione di Italia Uno «Le Iene» non erano passate inosservate, ma nessuno aveva immaginato la portata dello scandalo, o presunto tale, portato alla luce dal giornalista Mediaset Gaetano Pecoraro.

    Sono pesanti come macigni le accuse rivolte da almeno due giovani nei confronti di un sacerdote 25enne nato a Chiavenna ma che ha trascorso l’infanzia a Lanzo d’Intelvi per poi trasferirsi a Città del Vaticano per frequentare il Preseminario San Pio X in Vaticano. E proprio il preseminario, dove vengono formati i chierichetti a servizio del Papa, stando alle accuse mosse da due giovani intervistati da «Le Iene», sarebbe stato lo scenario di abusi e molestie sessuali. Il chiavennasco, che a luglio è stato ordinato sacerdote dal vescovo Oscar Cantoni, è stato accusato di utilizzare la propria posizione, il fatto di essere un seminarista che sarebbe entrato a far parte dell’Opera Don Folci, la stessa che gestisce la struttura San Pio X in Vaticano, per avere rapporti non consenzienti con almeno un ragazzo poco più giovane di lui, che all’epoca dei primi presunti episodi aveva solo 13 anni. Ma stando alle sue dichiarazioni e a quelle di un testimone oculare, entrambi intervistati dal giornalista Mediaset, ci sarebbero altre vittime. Il testimone oculare ha anche denunciato di aver segnalato gli episodi al vescovo di Como prima che il giovane fosse ordinato sacerdote. E la Diocesi di Como ieri ha affidato ad una nota la risposta alle accuse mosse non solo al giovane prete, ma alla stessa Diocesi, che avrebbe chiuso un occhio sulle molestie.

    «Le accuse mosse sono già state oggetto di accertamento da parte delle competenti sedi ecclesiastiche: i Superiori canonici hanno osservato e valutato la persona e la sua condotta – spiegano dalla Diocesi – Il vescovo di Como, preso atto dell’esito di predetta indagine, di tutte le valutazioni sulla personalità e sul cammino vocazionale del seminarista e, dopo aver ritualmente compiuto quanto di propria spettanza, ha ordinato presbitero questo giovane». Il sacerdote al centro dello scandalo dall’ordinazione avvenuta a luglio prestava la sua opera in Valtellina, proprio presso l’Opera Don Folci di Colorina. Da giovedì scorso, quando «Le Iene» lo hanno raggiunto per tentare di intervistarlo, non si è più visto in paese e dintorni.

    http://www.ilgiorno.it/sondrio/cronaca/molestie-sacerdote-le-iene-1.3532898

  • Abusi sessuali in Vaticano | Le Iene dal vescovo di Como Oscar Cantoni

    Abusi sessuali in Vaticano | Le Iene dal vescovo di Como Oscar Cantoni

    Abusi sessuali in Vaticano | Le Iene dal vescovo di Como Oscar Cantoni

    Abusi sessuali in Vaticano. La sordida storia raccontata dalla trasmissione Le Iene di Italia Uno passa anche attraverso Como.

    Infatti, attraverso le presunte testimonianze dirette e oculari di due giovani che sono stati seminaristi all’interno delle mura vaticane, a pochi metri proprio dalla cupola di San Pietro, per la precisione nel pre-seminario San Pio XI.

    Tali testimonianze hanno portato la iena Gaetano Pecoraro sulle tracce di un seminarista che avrebbe abusato di alcuni ragazzini proprio lì, nel cuore della Chiesa cattolica, in Vaticano.

    Tale seminarista è stato nominato prete proprio dal vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni, la scorsa estate. Il neonominato prete è stato poi collocato in una parrocchia comasca. Per questo motivo Le Iene sono andate a chiedere lumi al vescovo Cantoni, siccome, tra l’altro, stando sempre alle testimonianze, sarebbe stato avvisato dei presunti abusi perpetrati dal seminarista.

    Alle domande di Pecoraro il vescovo ha risposto affermando che la nomina a prete è avvenuta nella piena regolarità ma non ha aggiunto molto altro.

    http://www.quicomo.it/cronaca/abusi-sessuali-vaticano-vescovo-como.html