Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Trapani

  • Trapani, abusi su minorenni per cacciare il diavolo: condannato un ex pastore evangelico

    Trapani, abusi su minorenni per cacciare il diavolo: condannato un ex pastore evangelico

    L’uomo, in passato ministro della chiesa pentecostale di Marsala, dovrà scontare 4 anni e 2 mesi. Va ai domiciliari

    Salvatore Lipari, 67 anni, di Trapani, ex pastore della Chiesa evangelica pentecostale di Marsala, è stato condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione dal Gup di Marsala Francesco Parrinello per abusi sessuali nei confronti di alcune ragazze minorenni che frequentavano il luogo di culto. Processato con rito abbreviato, è agli arresti domiciliari.

    Alla base del procedimento sono le denunce di alcuni genitori con le quali le minori si erano confidate. “Siete possedute da spiriti maligni – diceva alle giovani – ma con le mie mani io vi libererò. Avete il diavolo tra le gambe”. E con questa scusa, ne avrebbe abusato sessualmente per anni delle sue vittime: dal 2009 al 2015. Per “liberarle” le avrebbe palpeggiate facendo credere loro che quelle “pratiche” fossero “necessarie” per scacciare il “maligno”. Abusando, tra l’altro, secondo gli investigatori,

    “del suo ruolo di guida religiosa nell’ambito della comunità evangelica”, il cui tempio è a Marsala. A conferma delle ipotesi d’accusa ci sono anche alcune intercettazioni telefoniche. Il gup Parrinello ha condannato Lipari anche al risarcimento dei danni: 30 mila euro per i familiari costituitisi parti civili e 7500 per le vittime. Per l’imputato il pm Niccolò Volpe aveva chiesto 8 anni di carcere, ma il giudice ha escluso alcune aggravanti.

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/12/21/news/trapani_abusi_per_cacciare_il_diavolo_condannato_un_ex_pastore_evangelico-184811437/

  • “Violenza sessuale sui migranti”  Condanna annullata a don Librizzi

    “Violenza sessuale sui migranti” Condanna annullata a don Librizzi

    PALERMO – Senza annullata. Processo da rifare per don Sergio Librizzi, ex direttore della Caritas di Trapani. Lo ha deciso la Cassazione accogliendo il ricorso degli avvocati Donatella Buscaino e Vincenzo Lo Re.

    La Corte d’appello di Palermo aveva confermato la condanna a 9 anni di reclusione per le accuse di concussione e violenza sessuale.Librizzi, arrestato nel giugno 2014 e sospeso da ogni incarico, nella qualità di membro del comitato per il riconoscimento dello status di rifugiato politico avrebbe preteso prestazioni sessuali in cambio del visto.

    Dalle indagini della sezione di polizia giudiziaria della Forestale presso la Procura sarebbero emersi una quindicina di casi. I legali hanno sempre sostenuto che i rapporti sono consensuali, come emergeva dalle stesse intercettazioni ambientali. Così come hanno contestato la qualificazione del reato di concussione. Adesso dovrà essere celebrato un nuovo processo di appello. Librizzi si trova detenuto agli arresti domiciliari.

    http://livesicilia.it/2017/12/15/violenza-sessuale-prete-librizzi-migranti-trapani-caritas_915426/

  • Marsala, chiesta condanna per abusi sessuali per ex pastore evangelico

    Marsala, chiesta condanna per abusi sessuali per ex pastore evangelico

    La condanna a 8 anni di carcere è stata chiesta dal pm Niccolò Volpe per Salvatore Lipari, 67 anni, di Trapani, ex pastore della Chiesa evangelica pentecostale di Marsala, accusato di abusi sessuali ai danni di alcune ragazze minorenni.

    Lipari, che lo scorso 1 febbraio è stato posto agli arresti domiciliari, è processato con rito abbreviato davanti al Gup di Marsala Francesco Parrinello. A far scattare le indagini, condotte dalla sezione di pg dei carabinieri della Procura marsalese, furono alcuni genitori, con le quali le minori si erano confidate.

    «Siete possedute da spiriti maligni – avrebbe detto il Lipari alle giovani – ma con le mie mani io vi libererò. Avete il diavolo tra le gambe».

    E con questa scusa, ne avrebbe abusato sessualmente per anni: dal 2009 al 2015. Per «liberarle» le avrebbe palpeggiate nelle parti intime, facendo credere loro che quelle «pratiche» fossero «necessarie» per scacciare il «maligno». Abusando, tra l’altro, secondo gli investigatori, «del suo ruolo di guida religiosa nell’ambito della comunità evangelica», il cui tempio è in una contrada del versante nord di Marsala. A sostegno delle ipotesi d’accusa ci sono anche alcune intercettazioni telefoniche.

    http://www.lasicilia.it/news/trapani/124370/marsala-chiesta-condanna-per-abusi-sessuali-per-ex-pastore-evangelico.html

  • Marsala, Padre Genna. “Io, pugnalato alle spalle. Contro di me solo calunnie”

    Marsala, Padre Genna. “Io, pugnalato alle spalle. Contro di me solo calunnie”

    Padre Nicolò Genna, lei è il sacerdote molto noto a Marsala, attualmente indagato per per detenzione di materiale pedopornografico. Per chi indossa l’abito talare questa è una delle accuse più infamanti e pesanti da cui si può essere colpiti. Chiariamo che lei non è in stato di arresto, come invece si vocifera in giro; è stata aperta un’indagine nei suoi confronti dopo che una lettera anonima con queste accuse ha raggiunto la Procura di Palermo. Lei è stato parroco della Chiesa di Contrada Addolorata per ben 41 anni. Un’intera comunità è sbigottita. Lei come sta?
    Come devo stare? Sto male, mi sento tradito…violentato….
    Che cosa è successo?
    Sono solo calunnie verso la mia persona! Alla mia età poi? 75 anni! Mi sono occupato di adozioni dalla Tunisia e dal Marocco. I ragazzi di cui parlano oggi nell’inchiesta sono grandi, sono sposati e hanno moglie e figli!
    Lei pensa che tutta l’inchiesta nasca da una sorta di complotto per farla dimettere. Tutto parte da una lettera anonima
    Penso di si, non ho mai fatto nulla. Sono mortificato da queste calunnie. Sono stato pugnalato alle spalle.
    Quando si è visto le forze dell’ordine, la polizia, in parrocchia e in casa cosa ha pensato?
    Non sapevo per cosa fossero venuti, li ho fatti entrare e ho fornito loro tutto ciò di cui avevano bisogno e che mi chiedevano senza alcuni problemi.
    Se non ha fatto nulla ed è convinto della calunnia perché dimettersi?
    Il vescovo ha accettato subito le mie dimissioni. Non mi sono dimesso per questo scandalo ma semplicemente per motivi di salute: lo scorso anno ho subito un intervento al cuore e sono stato sotto i ferri per nove ore. Ho già traslocato tutti i miei mobili nella mia casa di via Trapani dove mi sono trasferito stabilmente da Domenica.
    Certo, Padre Genna, alcune cose dobbiamo dirle. Lei è stato l’unico Parroco a non cambiare mai parrocchia a Marsala così come vuole la diocesi? Tutti gli altri si e lei no. Mai. Un’intoccabile.
    In 41 anni mi sono arrivate offerte come arciprete in altre chiese, semplicemente ho rifiutato perché mi sembrava inutile: le cose che potevo fare in altri posti potevo farle dove stavo, alla parrocchia dell’Addolorata.
    Alcuni membri del consiglio della sua parrocchia in contrasto con la sua gestione in realtà nel tempo si sono dimessi.
    Non è vero. Si sono dimessi anche loro per motivi di età.
    Ma c’è chi dice che ha amministrato male i soldi della parrocchia, che c’era molta confusione, diciamo, nella gestione del denaro delle offerte…
    Coi soldi delle offerte della domenica non copriamo nessuna spesa. Ho fatto costruire il parcheggio di fronte la chiesa che non c’era, spendendo 40 milioni di vecchie lire, e ho fatto la canonica, anche questa non c’era. Ho chiesto al vescovo un rimborso di queste spese e lui sai cosa m’ha risposto: Ma chi te l’ha fatto fare? Ad ogni festa ella Contrada davo di tasca mia 2000, 3000 euro in più…
    Ha qualche rimpianto?
    Me ne vado senza rimpianti. Tutte le pratiche riguardo questa faccenda le ha il mio avvocato Stefano Pellegrino, io non ne parlo più.
    Domenica 7 Agosto nella Chiesa dell’Addolorata dopo ben 41 anni, per la prima volta il pulpito ha presentato un nuovo parroco, Sergio De Vita, conscio di un’eredità difficile da coltivare ma confortato dagli applausi di tutta la Chiesa dopo il suo discorso di insediamento. A pochi metri, in Via Trapani l’ex parroco si prepara ad affrontare una delle situazioni più difficili e delicate della sua vita….

    Stefano Frungillo

    http://www.tp24.it/2016/08/09/cronaca/marsala-padre-genna-io-pugnalato-alle-spalle-contro-di-me-solo-calunnie/102412

  • La storia di Don Sergio Librizzi. Potere, abusi e protezioni che in tanti sapevano

    La storia di Don Sergio Librizzi. Potere, abusi e protezioni che in tanti sapevano

    Sono passati quasi tre anni da quel giugno del 2014 in cui l’ex direttore della Caritas di Trapani Don Sergio Librizzi venne arrestato per concussione e abusi sessuali dagli uomini della Forestale in servizio alla Procura. A tre anni di distanza, la settimana scorsa è arrivata anche la conferma della condanna a nove anni di reclusione già emessa in primo grado a Trapani. Per la Corte d’Appello di Palermo Librizzi ha abusato del suo ruolo all’interno della Commissione territoriale per il riconoscimento dello status di asilo politico e, in cambio di agevolazioni nell’ottenimento della documentazione, ha chiesto, e ottenuto, favori di tipo sessuale da alcuni migranti.

    Le indagini – Le indagini che portarono all’arresto di Don Librizzi furono condotte dall’ex procuratore di Trapani Marcello Viola e dai sostituti Paolo Di Sciuva, Andrea Tarondo e Sara Morri. Di fondamentale importanza si rivelarono le intercettazioni ambientali e le dichiarazioni di alcune delle vittime. Le accuse riguardavano episodi accaduti nell’arco temporale che va dal 2009 ai giorni precedenti l’arresto, ma in particolare si concentravano negli ultimi sei mesi. Le prestazioni sessuali appurate dagli inquirenti sarebbero avvenute nell’auto del sacerdote, sulla quale gli investigatori avevano collocato le “cimici”.

    L’arresto – Don Librizzi quando venne arrestato è stato prelevato nella canonica della chiesa di San Pietro e interrogato dagli agenti presso l’ufficio di p.g. della Guardia Forestale. Gli è stato sequestrato il computer, insieme a somme di denaro che erano nella sua disponibilità, tra le quali alcune banconote trovate dietro il tabernacolo della chiesa. Per don Librizzi fu chiesta ed ottenuta la custodia cautelare in perché c’era il rischio di inquinamento delle prove, ma anche della reiterazione del reato.

    Don Librizzi e il potere – Era davvero potente Don Librizzi, a Trapani, al centro, da anni, di una vasta rete di potere sul fronte dell’immigrazione. Controllava Ipab ed enti, cooperative ed associazioni, un business, quello dell’accoglienza, più che mai florido a causa dell’emergenza di questi ultimi anni. Era di casa al Cie di Trapani Milo come al Cara di Salinagrande. E per i ruoli che rivestiva con una sua parola era in grado davvero di cambiare la vita di un immigrato, facendogli avere lo status di rifiugiato o il rinnovo di un permesso. Tutti sapevano del vizietto di Don Librizzi, nessuno parlava. Scrisse il Gip Cersosimo nella sua ordinanza: “I pochi coraggiosi che hanno avuto la forza di tentare di opporsi alle sue reiterate malefatte hanno subito intimidazioni, minacce, vere e proprie aggressioni”. Qualcuno voleva fare denuncia, ma c’è stato chi, all’interno delle istituzioni, ha “invitato a non sporgere denuncia e di mettere tutto a tacere con il chiaro effetto di creare intorno al Librizzi l’aura di soggetto intoccabile e impunibile”.

    La Diocesi – L’arresto di Don Librizzi ha gettato nel panico e nello sconforto più assoluto l’intera Diocesi di Trapani. Nell’immediatezza dei fatti il Vescovo Pietro Maria Fragnelli annunciò di aver rimosso Librizzi da tutti i suoi incarichi.

    Protezione – Il “vizietto” di Don Sergio Librizzi era noto in città da anni. Solo che godeva a quanto pare di una vasta rete di protezione, che lo portava ad essere strafottente verso chi tentava di avvertirlo (“..devi guardarti dal di dentro Sergio…c’è gente che dice cose e le giura pure”, lo avverte un altro prete, Don Messan. Lui risponde: “Minchia allora sistemato sono…veramente”) e addirittura, in un caso finito nelle 400 pagine dell’ordinanza di arresto, spavaldo nel fare le avance ad un immigrato del Cie di Trapani davanti gli occhi esterrefatti di una interprete: “Tu parli con me e poi io dico alla commissione la tua storia” dice Librizzi all’uomo, avvicinandosi al soggetto, un tunisino, accarezzandolo, anche sotto la maglietta, passando un dito sulla bocca.

    Processo – Scelse il rito abbreviato don Sergio Librizzi per essere giudicato, sulla base quindi degli elementi raccolti in fase di indagine e, in caso di condanna, il prete trapanese otterrà la riduzione di un terzo della pena. Il processo a don Librizzi iniziò il 9 Marzo del 2015 saltando la fase dell’udienza preliminare. L’ex direttore della Caritas, componente della Commissione territoriale per i rifugiati politici, avrebbe promesso in cambio dei favori di agevolare le pratiche per il rilascio dei permessi di soggiorno.

    Patto tra Librizzi e l’ex vescovo Miccichè – Un patto segreto, per coprirsi a vicenda. Sarebbe quello che avrebbero stretto tra loro l’ex vescovo di Trapani Francesco Miccichè e l’ex direttore della Caritas don Sergio Librizzi. Un patto che però Librizzi ha svelato ai magistrati che indagavano sugli ammanchi nella curia trapanese quando a gestirla era Miccichè. Sui soldi che sarebbero stati sottratti dai fondi per l’8 per mille dall’ex vescovo trapanese. Il grande accordo svelato è quello di don Sergio Librizzi a cui i pm hanno fatto ascoltare una conversazione intercettata tra lui e l’ex vescovo Miccichè. “Sergio, voglio la tua solidarietà pubblica, non ti dimenticare cosa ho fatto per te, per coprire i tuoi problemi”. La voce è quella di Miccichè, e la conversazione avviene dopo l’esplosione dello scandalo del buco alla Diocesi trapanese, con Miccichè e Treppiedi uno contro l’altro. Ai pm Librizzi avrebbe confermato che una parte dei fondi dell’8 per mille sarebbero stati sottratti dall’ex vescovo attraverso una serie di false attestazioni fornite dallo stesso direttore della Caritas. Quello svelato è un accordo che girava attorno a fondazioni, cooperative, la gestione dell’accoglienza dei migranti. Miccichè, in sostanza, permetteva a Librizzi di gestire il sistema delle 14 cooperative che si appoggiavano alla Caritas per l’accoglienza dei migranti, ma anche per il servizio civile, raccolta di indumenti usati. C’era anche l’affitto al Ministero dell’Interno di un hotel a Valderice di proprietà della Curia, il Sant’Andrea, per 200 mila euro al mese. In cambio don Librizzi firmava false attestazioni della Caritas come giustificativo della spesa di 700 mila euro per le cosiddette opere di carità o altri progetti.

    Capace di intendere e di volere – Per i consulenti di parte, Librizzi era ammalato di una patologia che lo avrebbe indotto a compiere violenza. Per i periti Domenico Micale e Maurizio Marguglio, invece, l’ex direttore della Caritas di Trapani, don Sergio Librizzi, era pienamente capace di intendere e di volere e per nulla affetto dalla “Sindrome di Don Giovanni”.

    Condanna in primo grado e motivazioni sentenza – Il 30 ottobre del 2015 il gup Antonio Cavasino ha emesso la sentenza a nove anni di reclusione per l’ex direttore della Caritas. Il pubblico ministero Andrea Tarondo nella requisitoria finale aveva chiesto per don Librizzi una condanna a dieci anni. E ci sono soprattutto le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche raccolte nelle 130 pagine delle motivazioni della sentenza. Il prete ha abusato del suo ruolo all’interno della Commissione territoriale per il riconoscimento dello status di asilo politico, e in cambio di agevolazioni per il rilascio della documentazione chiedeva ed otteneva favori di tipo sessuale dagli immigrati extracomunitari che arrivavano sulle coste siciliane. Librizzi si faceva forte della sua posizione di potere, al fine di abusare sessualmente dei malcapitati che si rivolgevano a lui per essere aiutati. L’ex direttore della Caritas, attraverso la cooperativa Badiagrande controllava tutti i centri di accoglienza migranti presenti nella provincia, tra i quali il Cie di Milo ed il Cara di Salinagrande, mediante una rete clientelare di cui facevano parte anche membri delle forze dell’ordine, del mondo del volontariato, della diocesi trapanese e dell’apparato amministrativo locale.

    http://www.tp24.it/2017/04/11/inchieste/la-storia-di-don-sergio-librizzi-potere-abusi-e-protezioni-che-in-tanti-sapevano/108693

  • Peccati, scandali e “scismi”  La Chiesa che non t’aspetti

    Peccati, scandali e “scismi” La Chiesa che non t’aspetti

    La lite Minutella-Lorefice è l’ultima contraddizione che segna la comunità religiosa.

    PALERMO – La Chiesa è la comunità dei fedeli. E nel suo essere comunità c’è la risposta alle mille contraddizioni che l’attraversano. Si pecca, si litiga, si commettono reati. Né più ne meno che altrove. Con una differenza sostanziale. Senza per forza essere tacciati di moralismo a buon mercato è lecito attendersi da chi predica bene che razzoli meglio.

    L’invito alla preghiera, raccolto da migliaia di persone che hanno affollato pochi giorni fa la messa serale in Cattedrale, a Palermo, non ha sopito la polemica. Don Alessandro Minutella lascerà la parrocchia di Romagnolo, ma non ha alcuna intenzione di chinare il capo. Ancora una volta ha scelto Facebook per dire che la Chiesa che ha servito per diciotto anni non gli piace più. Troppo aperta alle novità, troppo progressista da quando Papa Francesco ha preso il posto di Benedetto XVI, tanto che l’ha definita “falsa”. Si ritirerà a vita privata, come gli è stato intimato dal vescovo Corrado Lorefice, ma – c’è da scommetterci- non se ne starà il silenzio, forte anche dell’appoggio dei parrocchiani che stanno dalla sua parte e che oggi si sono radunati in Cattedrale.

    Si litiga nella Chiesa e si pecca. Di quei peccati che mettono tutti d’accordo nella critica feroce. Quei peccati per cui non basta la punizione divina, ma serve l’anticipazione di quella terrena, regolata dal codice penale. Le cronache si riempiono di sacerdoti accusati di violenze sessuali.

    Per tutti vale il principio della presunzione di non colpevolezza, ma le ricostruzioni degli investigatori, se confermate, non lasciano spazio alla misericordia. Padre Salvatore Anello tirava in ballo il demonio che si sarebbe impossessato di alcune donne qualora non si fossero piegate alle morbose attenzioni del sacerdote. Con la parola “esorcismi” avrebbe mascherato i rapporti carnali.

    Roberto Elice e Aldo Nuvola (entrambi parroci a Palermo), il novizio Giusto Francesco Palazzotto, Sergio Librizzi, ex direttore della Caritas di Trapani, sono solo gli ultimi uomini di Chiesa finiti sotto accusa.

    Nel trapanese le indagini avrebbero svelato un altro lato poco edificante della Chiesa e cioè l’attaccamento alle cose materiale che sfocia nell’illecito. Il vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero è indagato per truffa e appropriazione indebita. Non si trova traccia di parte dei contributi milionari – tra fondi della Cei, contributi regionali e donazione dell’8 per mille – che dovevano servire per costruire una nuova chiesa. E dire che Mogavero era stato inviato a controllare la gestione, anch’essa considerata poco trasparente, di un altro vescovo, quello di Trapani, Francesco Miccichè, sospeso dalla Curia e accusato di appropriazione indebita, malversazioni e calunnia. Aveva puntato il dito contro don Ninni Treppiedi, parroco ad Alcamo e suo braccio destro, che da accusato è diventato accusatore, dopo avere dimostrato la sua innocenza. Sono gli esempi di chi avrebbe predicato bene e razzolato malissimo in una Chiesa dove si pecca e si commettono reati. E si litiga, alzando i toni come nel caso dello “scisma di Romagnolo”, spia di una comunità rissosa ancora prima che misericordiosa.

    http://livesicilia.it/2017/04/10/peccati-scandali-e-scismi-la-chiesa-che-non-taspetti_844000/

  • Violenza sessuale, confermata la condanna a un prete

    Violenza sessuale, confermata la condanna a un prete

    La corte d’appello di Palermo ha confermato la condanna a 9 anni di reclusione per l’ex direttore della Caritas di Trapani, don Sergio Librizzi, accusato di concussione e violenza sessuale. Librizzi, arrestato nel giugno 2014 e sospeso da ogni incarico, nella qualità di membro del comitato per il riconoscimento dello status di rifugiato politico avrebbe preteso prestazioni sessuali in cambio del visto. Dalle indagini della sezione di pg della Forestale presso la Procura sarebbero emersi almeno 8 casi.

    http://www.gazzettadelsud.it/news/sicilia/240139/violenza-sessuale-confermata-la-condanna-a-un-prete.html

  • Marsala. Diceva che erano possedute, poi gli abusi sessuali. Arrestato pastore evangelico

    Marsala. Diceva che erano possedute, poi gli abusi sessuali. Arrestato pastore evangelico

    Diceva alle fedeli minorenni di essere possedute da “spiriti maligni” e le abusava sessualmente facendole credere che fosse necessario per “liberarle”. Per questa gravissima accusa è stato arrestato dai carabinieri Salvatore Lipari, di 67 anni, pastore della chiesa evangelica pentecostale di Marsala. L’uomo è stato tratto in arresto questa mattina dopo una lunga indagine svolta dalla Sezione Pg della Procura di Marsala che ha dato esecuzione all’ordine di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Gip. L’uomo si trova ai domiciliari presso la sua abitazione di Trapani.

    L’indagine svolta da Carabinieri e coordinata dalla Procura di Marsala, con il supporto di una consulente psicologa, ha permesso di accertare che Lipari, tra il 2009 e il 2015, “abusando del suo ruolo di guida religiosa nell’ambito della comunità evangelica marsalese, aveva costretto quattro ragazze, all’epoca dei fatti minorenni, a subire atti sessuali, inducendole a ritenere, e con esse i loro genitori, di essere possedute da ‘spiriti maligni’ e che, per affrancarle, fosse necessario che si sottoponessero a ‘riti liberatori’, che in realtà consistevano in veri e propri abusi sessuali”.

    Le indagini, continua la nota della Procura, sono state avviate “all’esito della denuncia del padre di una delle giovani vittime e, dopo non poche difficoltà dovute al disagio delle stesse nel rievocare esperienze traumatizzanti e alle reticenze di vari soggetti, fra cui anche taluni genitori delle parti offese, è stato possibile acquisire univoci elementi di reità a carico dell’indagato”, nei cui confronti veniva emessa la misura cautelare degli arresti domiciliari. L’indagine prosegue, intanto, perchè gli investigatori presumono che altre giovani, oltre a quelle identificate, siano rimaste vittime di abusi di Lipari.

    http://www.tp24.it/2017/02/01/cronaca/marsala-diceva-che-erano-possedute-poi-gli-abusi-sessuali-arrestato-pastore-evangelico/106669

  • Top News 2016. Scandali in parrocchia. Indagati e condannati, preti nei guai

    Top News 2016. Scandali in parrocchia. Indagati e condannati, preti nei guai

    I fatti di cronaca, le inchieste, la politica, la caccia a Matteo Messina Denaro. E poi notizie più curiose. Sono le top news del 2016 di Tp24.it. Una carrellata dei fatti più seguiti dai nostri lettori quest’anno e su cui abbiamo dedicato molta attenzione, con approfondimenti e aggiornamenti.

    Un anno di inchieste giudiziarie, il 2016, in provincia di Trapani. Alcune di queste scandalose, e che hannon riguardato quelle persone che dovrebbero essere portatrici di valori sani e di misericordia. Tra le inchieste che hanno coinvolto i preti ha suscitato molto scalpore quella su un parroco di Marsala.

    Padre Nicolò Genna, il noto sacerdote della chiesa dell’Addolorata, indagato per detenzione di materiale pedopornografico. Il prete, rappresentato dall’avvocato Stefano Pellegrino, ha subito una perquisizione domiciliare in estate, che ha creato non poco trambusto nella popolosa contrada marsalese dove il sacerdote vive. Genna nei giorni dello scandalo si è comunque dimostrato tranquillo e certo di poter chiarire tutto con gli organi inquirenti, anche se, nel frattempo aveva rimesso al Vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero il suo “mandato” decennale nella chiesa dell’Addolorata, retta pro tempore da un altro sacerdote inviato dalla Curia.

    Dopo lo scandalo avevamo intervistato padre Genna. “Sto male, mi sento tradito, violentato”, ha detto il prete.
    “Sono solo calunnie verso la mia persona! Alla mia età poi? 75 anni! Mi sono occupato di adozioni dalla Tunisia e dal Marocco. I ragazzi di cui parlano oggi nell’inchiesta sono grandi, sono sposati e hanno moglie e figli! Non ho mai fatto nulla. Sono mortificato da queste calunnie. Sono stato pugnalato alle spalle. Quando mi sono visto le forze dell’ordine in parrocchia non sapevo per cosa fossero venuti, li ho fatti entrare e ho fornito loro tutto ciò di cui avevano bisogno e che mi chiedevano senza alcuni problemi.

    In 41 anni mi sono arrivate offerte come arciprete in altre chiese, semplicemente ho rifiutato perché mi sembrava inutile: le cose che potevo fare in altri posti potevo farle dove stavo, alla parrocchia dell’Addolorata.
    Padre Genna  è solo l’ultimo di una serie di prelati a Marsala e Trapani che hanno avuto o hanno a che fare con la giustizia, e spesso per reati di tipo sessuale. Il caso più emblematico è quello a Marsala di Don Vito Caradonna.
    L’ex parroco di San Leonardo soffriva di ludopatia, spendendo un sacco di soldi in Gratta & Vinci, e, dopo aver chiesto prestiti un po’ in giro ai sacerdoti marsalesi, avrebbe anche raggirato un suo parrocchiano. Per questi fatti è stato condannato a un anno e 8 mesi di reclusioni e 600 euro di multa. Alla base dell’accusa c’è un prestito di quasi 70 mila euro che l’ex parroco di San Leonardo chiese e ottenne da un parrocchiano, M.D.G., ex militare della Marina con problemi di salute. E che solo a fine ottobre 2011, dopo alcuni assegni andati in protesto, grazie all’intervento di un legale (l’avvocato Antonino Sammartano), l’ex militare riuscì a riavere indietro.

    Ma Don Vito Caradonna è stato condannato, con sentenza diventata definitiva in Cassazione, a due anni anche per tentata violenza sessuale nei confronti di un uomo. I  fatti risalgono al febbraio 2005. Ad accusare il prete era stato un uomo di 37 anni che nel corso del processo ha ribadito che don Vito lo invitò nella canonica della chiesa per prendere un caffè e che mentre era “stordito” (l’uomo ha sempre avuto il sospetto che nel caffè sia stato messo del sonnifero) avrebbe tentato di abusarne sessualmente. All’uomo che ha accusato il prete, il Tribunale di Marsala riconobbe un risarcimento danni di 25 mila euro.

    A Trapani, invece, ha suscitato gran clamore la vicenda di Don Sergio Librizzi, arrestato e poi condannato per violenza sessuale. Don Librizzi, arrestato nel Giugno del 2014, era direttore della Caritas, e avrebbe abusato sessualmente di richiedenti asilo e giovani immigrati. Librizzi è stato condannato a nove anni di reclusione per i reati di concussione e violenza sessuale. In cambio di agevolazioni nell’ottenimento della documentazione, Librizzi avrebbe chiesto, e ottenuto, favori di tipo sessuale da alcuni migranti. L’accusa aveva proposto una condanna a 10 anni, mentre la difesa, rappresentata dal legale Donatella Buscaino, aveva chiesto l’assoluzione affermando “che in molti casi sono stati i migranti stessi a proporsi per ottenere vantaggi dalla posizione di Librizzi”. Il gup ha dichiarato Librizzi interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e interdetto in perpetuo da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno. L’imputato è stato condannato al risarcimento dei danni, liquidati in somme che vanno dai 2mila ai 30mila euro, in favore del Comune di Trapani e dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’immigrazione.

    Ma i casi nel tempo sono tanti. A Custonaci Mons. Angelo Mustazza, sacerdote trapanese accusato di atti di libidine e induzione alla prostituzione nei confronti di alcune minorenni (ragazzine di dodici anni) è stato condannato a un anno e dieci mesi di reclusione con il patteggiamento. Qui la cosa grave è che anni dopo Mustazza lo troviamo sacerdote nella chiesa di Purgatorio, frazione di Custonaci, come se nulla fosse accaduto…
    Più recente è la condanna a nove  anni di carcere emessa nel 2014 dal Tribunale di Marsala per un ex frate originario di Pantelleria, il 39enne Biagio Alberto Almanza, accusato di violenza sessuale su un minore. La storia la raccontiamo qui.

    Più in generale, in Italia sono innumerevoli i casi di preti pedofili che sono stati insabbiati: la denuncia è della rete “L’Abuso”, che riunisce le vittime dei preti pedofili. Una denuncia con tanto di mappa dettagliata di tutta la Penisola. Caso per caso, desta impressione la mappa degli abusi sessuali commessi in Italia dai membri del clero. La rete fondata Francesco Zanardi raggruppa tutti i casi noti, quelli giunti al terzo grado di giudizio, quelli attualmente in corso e quelli di cui non si è più saputo nulla.  In tutto si tratta di quasi 200 casi, di cui circa 120 con condanne ormai definitive.

    http://www.tp24.it/2016/12/23/cronaca/top-news-2016-scandali-in-parrocchia-indagati-e-condannati-preti-nei-guai/105654

  • Trapani, dopo la condanna per sturpo, per don Vito Caradonna arriva anche quella per circonvenzione di incapace

    Trapani, dopo la condanna per sturpo, per don Vito Caradonna arriva anche quella per circonvenzione di incapace

    Don Vito Caradonna, 41 anni, ex parroco della chiesa di San Leonardo di Marsala, già condannato con sentenza definitiva per tentata violenza sessuale su un uomo (e per questo sospeso “a divinis”), è stato condannato a un anno e 8 mesi di reclusione per circonvenzione d’incapace. A emettere la sentenza è stato il giudice monocratico di Marsala Matteo Giacalone. Per il religioso, il pm Ignazia Uttoveggio aveva chiesto due anni e mezzo di reclusione.

    Oggetto del processo è un prestito di quasi 70 mila euro ottenuto da don Vito da un parrocchiano, M.D.G., ex militare della Marina, con problemi di salute mentale. Prestito che venne restituito solo a fine ottobre 2011, dopo alcuni assegni andati in protesto, con la vendita della casa che il prete aveva comprato poco tempo prima proprio con quel denaro.

    http://www.lasicilia.it/news/trapani/39318/trapani-dopo-la-condanna-per-sturpo-per-don-vito-caradonna-arriva-anche-quella-per-circonvenzione-di-incapace.html