Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Pedopornografia on line, la Congregazione Salesiana sospende don Giorgio Porcellana

    Pedopornografia on line, la Congregazione Salesiana sospende don Giorgio Porcellana

    Presa di posizione dei Salesiani piemontesi: “Accuse gravissime”

    Asti. Sul caso di don Giorgio Porcellana, il sacerdote salesiano di 49 anni, di Asti, arrestato dalla polizia postale di Genova e Milano per materiale pedopornografico, interviene anche la Circoscrizione Salesiana del Piemonte e Valle d’Aosta.

    Dalla comunità salesiana piemontese profondo dolore e sconcerto per l’arresto del sacerdote: “Si tratta di accuse gravissime, incompatibili con la vocazione e la missione sacerdotale. Esprimiamo la nostra piena fiducia nella magistratura perché possa fare luce sulla vicenda e manifestiamo incondizionata solidarietà a chiunque possa essere stato anche indirettamente vittima di abuso e strumentalizzazione tramite immagini e video su internet”.

    “Don Porcellana non ricopriva alcun incarico di responsabilità ed era presente da qualche mese ad Alassio, presso l’Istituto Salesiano Madonna degli Angeli, esclusivamente per motivi di salute. La Congregazione ha immediatamente disposto, nei confronti del sacerdote, in via cautelativa, la sospensione da ogni ministero pastorale e sacramentale”.

    La polizia postale ha sequestrato numerosi computer, smartphone e dispositivi informatici contenenti elementi probatori significativi nell’ambito dell’indagine.

    http://www.ivg.it/2015/05/pedopornografia-on-line-la-congregazione-salesiana-sospende-don-giorgio-porcellana/

  • Pedofilia: interrogatori garanzia in carcere per rogatoria. Davanti al gip prete e altri 3 arrestati in blitz polizia Milano

    Pedofilia: interrogatori garanzia in carcere per rogatoria. Davanti al gip prete e altri 3 arrestati in blitz polizia Milano

    Davanti al gip prete e altri 3 arrestati in blitz polizia Milano (ANSA) – MILANO, 27 MAG – Verranno effettuati per rogatoria gli interrogatori di garanzia delle quattro persone, tra cui un prete salesiano di 49 anni, arrestate ieri nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano su un giro pedopornografico internazionale. Il gip di Milano Paolo Guidi ha delegato infatti i colleghi delle varie sedi giudiziarie dove sono stati bloccati i presunti pedofili. Gli interrogatori si terranno quindi, probabilmente, nelle carceri dove sono detenuti. Gli arresti sono stati eseguiti ad Alassio (Savona), Roma, Livorno e Torrecuso (Benevento). Oltre ai quattro arrestati, sono una trentina gli italiani indagati. Secondo quanto e’ emerso dalle indagini condotte dalla polizia postale, coordinate dal pm di Milano Giovanni Polizzi, avrebbero acquisito e scambiato materiale pedopornografico sul web, tra cui fotografie e video di bambini di pochi anni. (ANSA).

     

  • Pedopornografia, arrestato sacerdote ad Alassio

    Pedopornografia, arrestato sacerdote ad Alassio

    Alassio. C’è anche un sacerdote tra le quattro persone arrestate, questa mattina, dalla Polizia di Stato nell’ambito di una vasta operazione sulla pedofilia online. Il religioso, 49 anni, è stato arrestato ad Alassio con l’accusa di “cessione aggravata” di materiale pedopornografico: si tratterebbe di un salesiano piemontese, ospite in questi giorni dell’istituto Don Bosco. Al religioso vengono contestati gli articoli 600 e 602 del codice penale, ovvero aver trattato materiale “con minori di 16 anni” e in numero “maggiore di tre”.

    Dalle prime ore di stamane gli agenti stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Milano nei confronti di 29 persone dedite, secondo l’accusa, al traffico o all’acquisizione di video “hot” con minori su web. La Polizia Postale di Milano avrebbe infatti scoperto un diffuso smercio di materiale pedopornografico che coinvolgerebbe in totale 233 persone in 35 nazioni. La rete criminale era dedita, spiegano le forze dell’ordine, “alla diffusione e alla cessione aggravata di materiali pedopornografici che hanno ad oggetto anche pesanti violenze ed atti sessuali in danno di minori degli anni dieci e di altri minori costretti tra di loro o con animali“.

    Sono quattro al momento gli arrestati: oltre al sacerdote sono finiti in manette due disoccupati di 58 e 51 anni e un operaio di 51, arrestati a Bordighera e in provincia di Roma. La Procura ha ordinato perquisizioni nelle case e sui computer di tutti i 29 indagati italiani.

    Le indagini, avviate nel 2012, hanno avuto inizio monitorando alcuni siti web e in particolare alcuni servizi di condivisione di immagini sospette perché gli utenti facevano continui riferimenti a minori. Si trattava di una sorta di anticamera per gli interessati alla pornografia minorile, che si spostavano su altri canali di comunicazione per scambiare file multimediali illeciti, utilizzando anche le caselle di posta elettronica. Per la particolare segretezza delle comunicazioni fra gli stessi indagati, è stato necessario usare delle tecniche speciali di investigazione come le attività sotto copertura, intercettazione telematica e intercettazioni telefoniche.

    http://www.ivg.it/2015/05/arrestato-sacerdote-ad-alassio-per-cessione-aggravata-di-materiale-pedopornografico/

  • Pedofilia: 6 sacerdoti arrestati in 5 mesi

    Pedofilia: 6 sacerdoti arrestati in 5 mesi

    L’operazione Meeting Point alla stazione Termini di Roma

    Sei sacerdoti in meno di 5 mesi. Un numero sconvolgente di preti sono finiti in carcere con l’accusa di pedofilia o di omicidio. Un numero impressionante, come impressionante è quello degli abusi che hanno commesso su decine di minorenni, bambini e adolescenti, che frequentavano l’oratorio o la parrocchia per la Prima Comunione e per la Cresima. Sacerdoti pedofili che si sono “spacciati” come esperti di massaggi sportivi per abusare di ingenui ragazzini in cambio di ricariche telefoniche oppure che hanno abusato di adolescenti ‘comprandoseli’ direttamente com’è accaduto alla stazione centrale della Capitale: sesso per 10 euro nei treni della stazione.

    Le vittime erano ragazzini rom tra i 13 e i 17 anni. I clienti dell’operazione Meeting point, erano uomini di mezza età, tra i 35 e gli 80 anni, quasi tutti viaggiatori di passaggio dalla Stazione Termini, lo scalo principale di Roma. Tra di loro, gli investigatori, hanno trovato un insospettabile professionista ma anche un prete 68enne di una parrocchia di Viterbo che non esitava ad abusare di ragazzini per pochi euro.

    In casa del religioso, arrestato assieme ad altre sette persone, durante una perquisizione della Polizia di Stato, è stato trovato un archivio di pedopornografia: foto, video, file di ragazzini ritratti in atteggiamenti inequivocabili. Ma il prete di Viterbo è, appunto, solo l’ultimo di una lunga ed impressionante lista di sacerdoti arresati per reati sessuali in poche settimane.

    Da Nord a Sud Italia, le forze dell’ordine sono riusciti ad individuare decine di abusi su ragazzi minorenni commessi da preti che da anni vivevano nelle zone interessate. Abusi su adolescenti, spesso conosciuti anche dalla Curia vescovile ma taciuti e nascosti. Solo in un caso, quello di Padre Grazianoarrestato poche settimane fa, il sacerdote è accusato dell’omicidio di una donna, Guerrina Piscaglia. Tutti gli altri casi riguardano religiosi e minori.

    http://www.panorama.it/news/cronaca/pedofilia-sacerdoti-arrestati/

  • Operazione Meeting Point; Ragazzini in vendita stazione Roma. VIDEO

    Operazione Meeting Point; Ragazzini in vendita stazione Roma. VIDEO

     Guarda il VIDEO

    Le vittime erano ragazzini rom tra i 13 e i 17 anni. I clienti uomini di mezza età, tra i 35 e gli 80 anni. Tra loro tanti viaggiatori di passaggio alla Stazione Termini, lo scalo principale di Roma, un professionista e anche un parroco 68enne di due chiese nel Viterbese. In casa del prete, arrestato assieme ad altre sette persone, durante una perquisizione è stato trovato un archivio di pedopornografia: foto, video, file di ragazzini ritratti in atteggiamenti inequivocabili. Ma non è l’unico religioso ad essere coinvolto nell’inchiesta. Un ex parroco, originario della Toscana, è stato infatti denunciato. L’uomo era stato allontanato dalla parrocchia di cui era titolare in seguito ad altri reati. I ragazzini si prostituivano anche nei pressi dei binari e vicino ai negozi della galleria. Anche di giorno. Per una manciata di euro, tra i 10 e i 50, seguivano i clienti nei bagni della stazione e persino sui treni in sosta. Dietro di loro, è convinta la Procura di Roma e la Polfer, non c’era una vera e propria organizzazione.

    Ma un disgustoso passaparola tra i clienti, moltissimi habituè, che adescavano i ragazzini. E’ la drammatica storia di prostituzione minorile portata alla luce dall’operazione Meeting Point della polizia che ha fatto scattare le manette nei confronti di otto persone non solo nel Lazio, ma anche a Napoli, Chieti e Vigevano, dove sono state eseguite anche le perquisizioni domiciliari. Il punto d’incontro che ha dato il nome all’inchiesta è la stazione Termini di Roma, crocevia di migliaia di persone ogni giorno. Tra loro si celavano anche insospettabili passeggeri alla ricerca di sesso, tra cui anche un pr dei locali sul litorale, commercianti ed operai. Si facevano trovare nell’area delle scale mobili dove attendevano i minori, poi si appartavano in albergo, nelle loro abitazioni, nei parchi ma anche nei bagni pubblici e a bordo dei treni fermi in stazione. Per avere i contatti con i ragazzini era bastato il passaparola, che in breve tempo aveva però messo in allerta gli uomini della polizia ferroviaria, insospettiti da uno strano viavai e da quegli incontri immortalati nelle telecamere di sorveglianza. Proprio dall’analisi dei telefonini dei minori gli agenti hanno avuto la certezza dei rapporti che ogni giorno si consumavano alla stazione, anche in pieno giorno.

    I minorenni, in tutto una quindicina tra ragazzi e ragazze, venivano infatti contattati dai “clienti” attraverso telefonate o sms. Ma quelli di oggi sono solo gli ultimi arresti effettuati ultimamente e non è escluso che attraverso le indagini si possa risalire anche ad altri “clienti”. Nel corso dell’inchiesta, nei mesi scorsi, erano già finiti in manette un 59enne e un 79enne, colti in flagranza di reato mentre consumavano rapporti sessuali con i minori. Nei prossimi giorni, intanto, la commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza chiederà un’audizione con i funzionari della Polizia ferroviaria. “Il reato di prostituzione minorile conferma che il fenomeno, anche per la sua particolare gravità e ripugnanza – afferma la vicepresidente, Sandra Zampa -, va seguito con attenzione da parte delle istituzioni e, in particolare, da quanti hanno a cuore il futuro dei minori”.

    http://www.ansa.it/lazio/notizie/2015/05/21/prostituzione-minorile-6-arresti-a-roma_d4ed3ae7-70ce-4b7f-bd34-ed3d7d26501d.html

  • Roma, a Termini giro di prostituzione minorile, sesso vicino ai binari e nei bagni: arrestato parroco

    Roma, a Termini giro di prostituzione minorile, sesso vicino ai binari e nei bagni: arrestato parroco

    ROMA – Si prostituivano a pochi passi dai treni, dai viaggiatori e nei bagni della stazione. Un giro di baby squillo è stato smascherato e fermato da parte della polizia a Termini, lo scalo ferroviario principale della capitale. Ragazzini rom tra i 13 e i 17 anni. I clienti uomini tra i 35 e gli 80 anni. Tra loro tanti viaggiatori di passaggio alla scalo principale di Roma, un professionista e anche un parroco 68enne di due chiese nel Viterbese. In casa del prete, arrestato assieme ad altre sette persone, durante una perquisizione è stato trovato un archivio di pedopornografia: foto, video, file di ragazzini ritratti in atteggiamenti inequivocabili. Ma non è l’unico religioso ad essere coinvolto nell’inchiesta. Un ex parroco, originario della Toscana, è stato infatti denunciato. L’uomo era stato allontanato dalla parrocchia di cui era titolare in seguito ad altri reati. ”Finora abbiamo eseguito sette ordinanze di custodia cautelare su otto, visto che una persona risulta irreperibile. Una custodia cautelare in carcere e le altre ai domiciliari. Cinque persone sono state arrestate a Roma, una a Rieti e un’altra a Vigevano in provincia di Pavia. E sono 17 gli indagati totali”, ha spiegato Emanuele Fattori, dirigente del settore operativo della polizia ferroviaria di Roma Termini.

    I ragazzini si prostituivano nei pressi dei binari e vicino ai negozi della galleria. Anche di giorno. Per una manciata di euro, tra i 10 e i 50, seguivano i clienti nei bagni della stazione e persino sui treni in sosta. Dietro di loro, è convinta la Procura di Roma e la Polfer, non c’era una vera e propria organizzazione. Ma un disgustoso passaparola tra i clienti, moltissimi habituè, che adescavano i ragazzini. E’ la drammatica storia di prostituzione minorile portata alla luce dall’operazione Meeting Point della polizia che ha fatto scattare le manette nei confronti di otto persone non solo nel Lazio, ma anche a Napoli, Chieti e Vigevano, dove sono state eseguite anche le perquisizioni domiciliari.

    Il punto d’incontro che ha dato il nome all’inchiesta è la stazione Termini di Roma, crocevia di migliaia di persone ogni giorno. Tra loro gli insospettabili passeggeri alla ricerca di sesso, anche un pr dei locali sul litorale, commercianti ed operai. Si facevano trovare nell’area delle scale mobili dove attendevano i ragazzini, poi si appartavano in albergo, nelle loro abitazioni, nei parchi ma anche nei bagni pubblici e a bordo dei treni fermi in stazione. Per avere i contatti con i ragazzini era bastato il passaparola, che in breve tempo aveva però messo in allerta gli uomini della polizia ferroviaria, insospettiti da uno strano viavai e da quegli incontri immortalati nelle telecamere di sorveglianza. Proprio dall’analisi dei telefonini dei minori gli agenti hanno avuto la certezza dei rapporti che ogni giorno si consumavano alla stazione, anche in pieno giorno. I minorenni, in tutto una quindicina tra ragazzi e ragazze, venivano infatti contattati dai “clienti” attraverso telefonate o sms.

    Ma quelli di oggi sono solo gli ultimi arresti effettuati ultimamente e non è escluso che attraverso le indagini si possa risalire anche ad altri “clienti”. Nel corso dell’inchiesta, nei mesi scorsi, erano già finiti in manette un 59enne e un 79enne, colti in flagranza di reato mentre consumavano rapporti sessuali con i minori. Nei prossimi giorni, intanto, la commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza chiederà un’audizione con i funzionari della Polizia ferroviaria. “Il reato di prostituzione minorile conferma che il fenomeno, anche per la sua particolare gravità e ripugnanza – afferma Sandra Zampa, deputata del Pd e vice presidente della commissione bicamerale sull’Infanzia e l’adolescenza – va seguito con attenzione da parte delle istituzioni e, in particolare, da quanti hanno a cuore il futuro dei minori”.

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/05/21/news/prostituzione_minorile_termini-114882538/

  • Salgono a 2 i sacerdoti coinvolti. Prostituzione minorile a Roma Termini: don Dino, parroco nel viterbese, scriveva anche romanzi pornografici

    Salgono a 2 i sacerdoti coinvolti. Prostituzione minorile a Roma Termini: don Dino, parroco nel viterbese, scriveva anche romanzi pornografici

    Le vittime erano ragazzini rom tra i 13 e i 17 anni. I clienti uomini di mezza età, tra i 35 e gli 80 anni. Tra loro tanti viaggiatori di passaggio alla Stazione Termini, lo scalo principale di Roma, un professionista e anche un parroco 68enne di due chiese nel Viterbese. In casa del prete, don Dino, arrestato assieme ad altre sette persone, durante una perquisizione è stato trovato un archivio di pedopornografia: foto, video, file di ragazzini ritratti in atteggiamenti inequivocabili. Un altro dettaglio inquietante della storia, come racconta Repubblica, è che il prete, padre Placido Greco, scriveva anche racconti a sfondo sessuale sotto pseudonimo.

    A sancire definitivamente lo sdoppiamento di personalità è lo pseudonimo di don Dino. Il prete infatti scriveva romanzi pornografici sotto il nome di Gabriele Doni. Gabriele, come il santo patrono dei bambini.

    Ma non è l’unico religioso ad essere coinvolto nell’inchiesta. Un ex parroco, originario della Toscana, è stato infatti denunciato. L’uomo era stato allontanato dalla parrocchia di cui era titolare in seguito ad altri reati. I ragazzini si prostituivano anche nei pressi dei binari e vicino ai negozi della galleria. Anche di giorno. Per una manciata di euro, tra i 10 e i 50, seguivano i clienti nei bagni della stazione e persino sui treni in sosta. Dietro di loro, è convinta la Procura di Roma e la Polfer, non c’era una vera e propria organizzazione. Ma un disgustoso passaparola tra i clienti, moltissimi habituè, che adescavano i ragazzini. È la drammatica storia di prostituzione minorile portata alla luce dall’operazione Meeting Point della polizia che ha fatto scattare le manette nei confronti di otto persone non solo nel Lazio, ma anche a Napoli, Chieti e Vigevano, dove sono state eseguite anche le perquisizioni domiciliari.

    Il punto d’incontro che ha dato il nome all’inchiesta è la stazione Termini di Roma, crocevia di migliaia di persone ogni giorno. Tra loro si celavano anche insospettabili passeggeri alla ricerca di sesso, tra cui anche un pr dei locali sul litorale, commercianti ed operai. Si facevano trovare nell’area delle scale mobili dove attendevano i minori, poi si appartavano in albergo, nelle loro abitazioni, nei parchi ma anche nei bagni pubblici e a bordo dei treni fermi in stazione. Per avere i contatti con i ragazzini era bastato il passaparola, che in breve tempo aveva però messo in allerta gli uomini della polizia ferroviaria, insospettiti da uno strano viavai e da quegli incontri immortalati nelle telecamere di sorveglianza. Proprio dall’analisi dei telefonini dei minori gli agenti hanno avuto la certezza dei rapporti che ogni giorno si consumavano alla stazione, anche in pieno giorno. I minorenni, in tutto una quindicina tra ragazzi e ragazze, venivano infatti contattati dai “clienti” attraverso telefonate o sms.

    http://www.huffingtonpost.it/2015/05/22/prete-arrestato-prostituzione-minorile-roma-termini_n_7419176.html

  • La registrazione di monsignor Mani:  “Andate a morì ammazzati”

    La registrazione di monsignor Mani: “Andate a morì ammazzati”

    “Andate a morì ammazzati, voi e il vostro proprietario, il giornale è un porcaio. Scrivete questo”. Giuseppe Mani, ex arcivescovo di Cagliari, risponde così a chi gli chiede un commento sulle vicende che riguardano la sua vecchia diocesi.

    In una telefonata di dieci minuti, l’ex arcivescovo condensa modi curiali e insulti ai cronisti. Dice di non sapere nulla della vicenda di don Pascal Manca: “È finito in carcere, come Gesù Cristo”. Poi spiega: “Non è vero che dirigo la curia cagliaritana da Roma”.

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/05/16/l_ex_arcivescovo_mani_andate_a_mor_ammazzati_voi_e_il_vostro_gior-68-419186.html

  • “Perché l’hai fatto?” Il faccia a faccia tra l’ex seminarista e il prete degli abusi

    “Perché l’hai fatto?” Il faccia a faccia tra l’ex seminarista e il prete degli abusi

    “Tu mi hai distrutto la vita, ma ora voglio perdonarti”. Dopo 45 anni Mark Murray riesce a trovare a Verona, Romano Nardo, il sacerdote responsabile delle violenze che avvenivano in un istituto inglese. La risposta: “Mi spiace se ti ho fatto del male”. Però dopo l’incontro la vittima viene denunciata.

    di MARCO ANSALDO

    VERONA – Un abusato e il suo presunto carnefice. Un ex seminarista, che ha smesso di credere nella Chiesa, e il sacerdote, oggi anziano, che indossa ancora la veste talare. Uno di fronte all’altro. Per la prima volta. 45 anni dopo. Che cosa può accadere? Che cosa si può provare?

    La scena è avvenuta nei giorni scorsi a Verona, nella Casa dei padri Comboniani. Mark Murray, 59 anni, di Sant’Asaph, nord del Galles, dopo decenni in cui aveva chiesto  –  senza successo  –  di poter incontrare l’uomo che nel seminario di Mirfield, Yorkshire, in Inghilterra, aveva più volte abusato sessualmente di lui, ha deciso di bussare a sorpresa alla sua porta. Ha chiesto di padre Romano Nardo, 73 anni, friulano di Pordenone. Di sé ha dato il proprio secondo nome, Christopher. “Altrimenti  –  spiega  –  mi avrebbero fermato”. È stato fatto entrare.

    Il prete pedofilo e l’ex seminarista, faccia a faccia dopo 45 anni: “Chiedo scusa al Signore se ho sbagliato”

    Quello che è accaduto nella cappella è documentato in un video-reportage esclusivo di repubblica.it, curato da chi scrive e dai colleghi Francesco Gilioli e Antonio Nasso. E, come si vede nella registrazione, i primi momenti non sono facili. “Ti ricordi di me?”, chiede l’ex seminarista al prete conosciuto nel 1970. E in un lampo, quasi mezzo secolo di dolore, pensieri, frustrazioni, notti insonni, sedute dallo psicologo, rapporti matrimoniali irrisolti, si scaricano in una frase: “Tu hai avuto un impatto devastante sulla mia vita!”.Il sacerdote è shockato. Appare confuso. È a testa bassa. Prima nega di ricordare. Poi, in inglese, dice: “Se ho causato quello che tu dici, mi dispiace. Sono veramente dispiaciuto”. Mark aggiunge: “Sono venuto qui per perdonarti. Vai per favore a chiamare il padre superiore”. Il prete lascia la cappella.

    Dal Galles a Verona: il lungo viaggio dell’ex seminarista abusato in cerca della verità

    L’ex seminarista, oggi sposato con due figli, impiegato in un’associazione che si occupa di persone disabili, è venuto appositamente dal Galles, dopo anni di riflessione e dinieghi ottenuti. Chiede ora di incontrare il responsabile della Casa di Verona. Ma la replica non è affatto amichevole. Il superiore della struttura è a Bari, rientrerà anzi in tutta fretta. A Mark viene dato un appuntamento per il giorno successivo. Al ritorno, però, troverà visi torvi. Sono stati chiamati i carabinieri, pronti ad arrivare. Murray è sconvolto. Non si aspettava tanta acrimonia e una simile reazione. Quasi fugge, torna in albergo, vuole ripartire. Passa una notte insonne, con le pillole sul comodino. Poi decide: torna alla Casa dei Comboniani. Il superiore questa volta lo accoglie. Lo ascolta. Gli dice: “Noi preghiamo per te”. Padre Romano Nardo, fa sapere intanto il suo amministratore di sostegno, è stato spostato in una struttura protetta. “È parzialmente incapace  –  aggiunge  –  . E poi non è mai stato processato né condannato”.

    http://www.repubblica.it/cronaca/2015/05/13/news/_perche_l_hai_fatto_il_faccia_a_faccia_tra_l_ex_seminarista_e_il_prete_degli_abusi-114228998/

  • “Perché l’hai fatto?” Il faccia a faccia tra l’ex seminarista e il prete degli abusi

    “Perché l’hai fatto?” Il faccia a faccia tra l’ex seminarista e il prete degli abusi

    di MARCO ANSALDO

    VERONA – Un abusato e il suo presunto carnefice. Un ex seminarista, che ha smesso di credere nella Chiesa, e il sacerdote, oggi anziano, che indossa ancora la veste talare. Uno di fronte all’altro. Per la prima volta. 45 anni dopo. Che cosa può accadere? Che cosa si può provare?

    La scena è avvenuta nei giorni scorsi a Verona, nella Casa dei padri Comboniani. Mark Murray, 59 anni, di Sant’Asaph, nord del Galles, dopo decenni in cui aveva chiesto  –  senza successo  –  di poter incontrare l’uomo che nel seminario di Mirfield, Yorkshire, in Inghilterra, aveva più volte abusato sessualmente di lui, ha deciso di bussare a sorpresa alla sua porta. Ha chiesto di padre Romano Nardo, 73 anni, friulano di Pordenone. Di sé ha dato il proprio secondo nome, Christopher. “Altrimenti  –  spiega  –  mi avrebbero fermato”. È stato fatto entrare.

    Il prete pedofilo e l’ex seminarista, faccia a faccia dopo 45 anni: “Chiedo scusa al Signore se ho sbagliato”

    Quello che è accaduto nella cappella è documentato in un video-reportage esclusivo di repubblica.it, curato da chi scrive e dai colleghi Francesco Gilioli e Antonio Nasso. E, come si vede nella registrazione, i primi momenti non sono facili. “Ti ricordi di me?”, chiede l’ex seminarista al prete conosciuto nel 1970. E in un lampo, quasi mezzo secolo di dolore, pensieri, frustrazioni, notti insonni, sedute dallo psicologo, rapporti matrimoniali irrisolti, si scaricano in una frase: “Tu hai avuto un impatto devastante sulla mia vita!”.Il sacerdote è shockato. Appare confuso. È a testa bassa. Prima nega di ricordare. Poi, in inglese, dice: “Se ho causato quello che tu dici, mi dispiace. Sono veramente dispiaciuto”. Mark aggiunge: “Sono venuto qui per perdonarti. Vai per favore a chiamare il padre superiore”. Il prete lascia la cappella.

    Dal Galles a Verona: il lungo viaggio dell’ex seminarista abusato in cerca della verità

    L’ex seminarista, oggi sposato con due figli, impiegato in un’associazione che si occupa di persone disabili, è venuto appositamente dal Galles, dopo anni di riflessione e dinieghi ottenuti. Chiede ora di incontrare il responsabile della Casa di Verona. Ma la replica non è affatto amichevole. Il superiore della struttura è a Bari, rientrerà anzi in tutta fretta. A Mark viene dato un appuntamento per il giorno successivo. Al ritorno, però, troverà visi torvi. Sono stati chiamati i carabinieri, pronti ad arrivare. Murray è sconvolto. Non si aspettava tanta acrimonia e una simile reazione. Quasi fugge, torna in albergo, vuole ripartire. Passa una notte insonne, con le pillole sul comodino. Poi decide: torna alla Casa dei Comboniani. Il superiore questa volta lo accoglie. Lo ascolta. Gli dice: “Noi preghiamo per te”. Padre Romano Nardo, fa sapere intanto il suo amministratore di sostegno, è stato spostato in una struttura protetta. “È parzialmente incapace  –  aggiunge  –  . E poi non è mai stato processato né condannato”.

    Mark Murray, piuttosto, viene querelato per essersi “introdotto” nella Casa dei Comboniani. Non è così. Ha bussato alla porta. Viene accusato di essere ubriaco. Non è vero nemmeno questo. Da buon gallese, prima di incontrare dopo decenni il suo presunto abusatore, si è fatto un bicchiere di birra per darsi coraggio, come per noi un caffè. È anche tacciato di volere dei soldi. “Questa è la mia ultima preoccupazione  –  spiega a Repubblica  –  io, come altri ragazzi del seminario di Mirfield, abbiamo ottenuto in passato risarcimenti economici dai Comboniani, da 7mila a 30mila sterline (da 10mila a 40mila euro circa). Cifre risibili a fronte della nostra sofferenza. Quello che in realtà desidero adesso è dare a padre Nardo la possibilità di essere perdonato da me. Lo devo anche a me stesso. E poi, avere le scuse dai padri Comboniani, che per anni hanno protetto lui e gli altri sacerdoti pedofili”. Transazioni sono dunque avvenute. Per una colpa che evidentemente viene ammessa.

    La vicenda risale agli anni Settanta. Un’inchiesta interna ai Comboniani stabilì nel 1997 che il loro confratello “aveva agito in modo inappropriato”. E la polizia dello Yorkshire, competente sulla regione, chiese l’estradizione di padre Nardo per interrogarlo. Sempre rifiutata per motivi di salute. All’epoca il seminario di Mirfield era una sentina di abusi sessuali commessi da parte di alcuni sacerdoti e un insegnante laico nei confronti di un gruppo di ragazzi.

    Quei giovani di allora, oggi tutti sessantenni, si sono costituiti in un’associazione, “I 12 di Mirfield”, che da tempo reclama giustizia. I media inglesi ne hanno parlato più volte, dalla Bbc al Guardian. Ma almeno due preti, si scopre ora, erano italiani. E solo uno di loro rimane oggi in vita. Padre Romano Nardo, il quale a quel tempo, dopo essere stato scoperto anche da un suo confratello quando il 14enne seminarista Mark usciva furtivamente dalla sua stanza, in una delle tante notti di abusi, fu trasferito in Uganda. Dopo appena 4 mesi di permanenza a Mirfield.

    Poi, dopo il 1995, a seguito delle circostanziate accuse di Murray, che aveva elaborato lo shock della sua adolescenza, Nardo fu fatto rientrare in Italia, nella Casa di Verona. La Congregazione dei Comboniani, fondata nel 1867 da Daniele Comboni, beato e canonizzato da Giovanni Paolo II nel 2003, ha una tradizione di grandi missionari. E un patrimonio di opere di bene in tutto il mondo, particolarmente in Africa. Padre Romano Nardo lo si può vedere ancora in un video dire messa, anche se solo per i degenti anziani della struttura dove vive. Continua a vestire l’abito talare.

    I comboniani non possono istituzionalmente togliergli i voti, e il suo caso non è stato mai affrontato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, organo deputato a investigare sui casi di abusi sessuali nella Chiesa. A suo tempo, tra le persone contattate, Mark Murray aveva scritto al grande inquisitore della Santa Sede sulle questioni di pedofilia, monsignor Charles Scicluna, oggi vescovo e presidente del Collegio per l’esame dei ricorsi alla Sessione Ordinaria del dicastero, senza tuttavia ottenere risposta. Ancora di recente, Papa Francesco ha criticato senza mezzi termini e con grande fermezza coloro che nella Chiesa danno scandalo. Le voci del passato  –  Mark Murray e il gruppo di Mirfield, seminario poi chiuso  –  tornano. E chiedono, adesso, di essere ascoltate.

    http://www.repubblica.it/cronaca/2015/05/13/news/_perche_l_hai_fatto_il_faccia_a_faccia_tra_l_ex_seminarista_e_il_prete_degli_abusi-114228998/