Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Rete l’Abuso alla conferenza sulla pedofilia organizzata dalla Diocesi (Video)

    Rete l’Abuso alla conferenza sulla pedofilia organizzata dalla Diocesi (Video)

    Con il suo lungo curriculum di preti e laici coinvolti, di coperture criminali attuate proprio dai vertici, la Diocesi di Savona-Noli organizza una serie di corsi nei quali si tratta il tema dell’abuso sessuale a danno di minori.

    Al di la del fatto che la psicologa Rosita Bormida ha saputo trattare l’argomento con estrema competenza, purtroppo ci sfugge il fine di questi incontri e sopratutto ci sfugge di comprendere quale possa essere la loro utilità. Ci suona un po’ ipocrita il fatto che ad organizzare questi corsi, udite udite, sia proprio la chiaccheratissima Diocesi di Savona-Noli, la quale, negli ultimi decenni ha permesso ai preti pedofili e ai laici pedofili savonesi di produrre decine di vittime, vittime che dalla stessa Diocesi, malgrado che la magistratura savonese abbia appurato la veridicità delle accuse, si sono viste negate qualunque tipo di sostegno.
    Per la verità non è che non si sia interessata di loro ma forse lo ha fatto con modi che a noi, comuni mortali, suonano un tantino persecutori e non risolutivi del danno prodotto. Nella vicenda savonese infatti abbiamo visto vittime sfrattate dalla stessa Diocesi, altre licenziate in tronco dopo l’apertura delle indagini, altre ancora oggetto di promesse mai mantenute, altre querelate dalla Diocesi o dal pedofilo solo perché avevano osato denunciare le violenze subite.
    Con questo non vogliamo certo dire che la prevenzione non sia di fondamentale importanza, ma quando questa viene usata come fumo negli occhi per nascondere e snobbare le proprie responsabilità, non può non venirci qualche dubbio su quale sia il fine.

    Francesco Zanardi Presidente Rete L’ABUSO ONLUS

  • Il frate e gli aberranti abusi sui minori (Video Le Iene)

    Il frate e gli aberranti abusi sui minori (Video Le Iene)

    Durante la puntata di ieri, 7 maggio 2015, Le Iene hanno mandato in onda un servizio che ha visto protagonista Andrea Baldon, noto ormai come “l’incastrapreti”, sempre a caccia di abusi. Questo ragazzo, con metodi molto poco ortodossi, ha già incastrato, appunto, alcuni preti che conducevano una vita sessualmente sregolata, ma questa volta su suggerimento di un amico, si è imbattuto in un frate che avrebbe commesso crimini aberranti nei confronti di bambini e ragazzi.

    Durante una chat su WhatsApp con Andrea, il frate della provincia di Rovigo racconta di orge con escort e ragazzi tutto pagato con i soldi delle offerte dei fedeli, ma soprattutto rivela di aver addirittura abusato di un bambino di 6 anni, venduto dal padre per 100 euro poiché in astinenza da cocaina. Il frate racconta senza problemi, inviando anche foto raccapriccianti e parlando anche della disponibilità di sostanze stupefacenti. Al termine della chiacchierata, l’incastrapreti ha sporto denuncia sia presso l’autorità ecclesiastica, sia presso i carabinieri del posto.

    Guarda il video: “Incastrapreti colpisce ancora”

  • Violenza sessuale sui ragazzini, parroco arrestato nel Cagliaritano

    Violenza sessuale sui ragazzini, parroco arrestato nel Cagliaritano

    Li seduceva promettendo regali e quando non bastava li sedava. Così don Pascal riusciva ad abusare dei ragazzini che frequentavano la parrocchia di Villamar: dodicenni e sedicenni che a lungo avevano subito le sue attenzioni morbose. Da quando è scoppiato lo scandalo lui ha sempre negato, ma questo pomeriggio i carabinieri lo hanno arrestato con l’accusa di violenza sessuale su minori.

    L’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla procura di Cagliari ricostruisce diversi episodi e si basa principalmente sul pericolo di reiterazione del reato. Perché don Pascal Manca, 43 anni, è già recidivo: le prime contestazioni risalgono al 2012, quando era parroco a Mandas, altro paese della provincia di Cagliari.

    La storia allora era arrivata alle orecchie del vescovo ma era stata tenuta sotto silenzio e così il sacerdote era stato semplicemente trasferito a Villamar, 2800 abitati a una cinquantina di chilometri da Cagliari. Qui ci è cascato di nuovo e proprio da qui è partito l’esposto anonimo che ha fatto scattare l’indagine. La denuncia è arrivata ai carabinieri della stazione del paese e gli accertamenti hanno consentito ai militari di scoperchiare una storia orribile.

    Tutti gli episodi si sarebbero svolti nella canonica, ma i dettagli venuti fuori dagli interrogatori sono rigorosamente coperti dal segreto istruttorio. Anche per tutelare i ragazzini vittime degli abusi. Dalle indagini emerge solo un altro dettaglio: ai giovani corteggiati, don Pascal forniva spesso alcuni video porno che avevano come protagonisti atri ragazzini.

    Il sonnifero utilizzato per sedare le sue vittime, secondo i carabinieri, don Pascal se lo procurava nella farmacia di una casa di riposo gestita da una comunità di suore. Fingeva di avere problemi di insonnia e poi utilizzava quei farmaci per abusare dei ragazzini che frequentavano la parrocchia.

    Quando è scoppiato lo scandalo, nelle scorse settimane, l’arcivescovo di Cagliari, Arrigo Miglio, aveva deciso di sospendere il sacerdote e don Manca era stato costretto a lasciare in tutta fretta la parrocchia e il paese. Era sparito nel nulla e tutti erano convinti fosse andato via dalla Sardegna per evitare l’arresto ma questo pomeriggio i carabinieri lo hanno trovato a casa della famiglia in un altro paese della provincia.

    http://www.lastampa.it/2015/05/06/italia/cronache/violenza-sessuale-sui-ragazzini-parroco-arrestato-nel-cagliaritano-PtFDVCHFYZJ9R1QeOGSmQK/pagina.html

  • Villamar, le accuse al parroco: drogava i ragazzi e ne abusava

    Villamar, le accuse al parroco: drogava i ragazzi e ne abusava

    Dall’ordinanza di custodia cautelare emergono le storie raccontate dalle presunte vittime. Nei paesi dove don Pascal Manca aveva esercitato il suo ministero veniva notato come si accattivasse i maschi e scoraggiasse le fermmine dal frequentare la parrocchia

    VILLAMAR – In tanti sapevano degli abusi di don Pascal Manca, il sacerdote di 43 anni, parroco di Villamar  arrestato ieri dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di diversi ragazzini. Anche i vertici della chiesa erano stati informati.

    È quanto emerge dall’ordinanza firmata dal gip di Cagliari Mauro Grandesso su richiesta del pm Liliana Ledda, dove il sacerdote, che viene definito «un soggetto privo di scrupoli», visto che somministrava un farmaco potenzialmente dannoso a minori di 18 anni, e «incapace di controllare i propri impulsi sessuali».

    Sia a Mandas, dove il sacerdote era rimasto fino al 2012, che a Villamar in tanti avevano notato che al prete piaceva circondarsi di adolescenti maschi. Il fatto che trattasse male e allontanasse le ragazze non era sfuggito, così in molti avevano iniziato a farsi domande su questo comportamento. Troppe le stranezze, tanto che un nonno aveva affrontato il religioso intimandogli di non toccare più suo nipote. Molti sapevano, emerge dagli atti, che don Manca praticava massaggi ai giovani lasciati a torso nudo. E di questi comportamenti erano state informate anche le alte sfere della chiesa: una delle vittime, sentita dagli inquirenti, ha detto che – una volta compreso quello che gli era successo – aveva inviato una lettera a Roma e una a monsignor Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari, dal quale avrebbe ricevuto rassicurazioni in merito a un suo intervento nella vicenda.

    Don Manca nei giorni scorsi era stato sospeso. I minorenni hanno riferito di essere stati sedati e di aver ricevuto foto e video pornografici. Il prete li invitava a fare gite, a mangiare la pizza o guardare la tv a casa sua. Ed è qui che, secondo le tante vittime sentite dagli inquirenti, che si sono consumati i fatti più gravi. Spesso il prete offriva alle sue vittime bibite – mai acqua che diceva sempre di non avere – che contenevano Delorazepam, farmaco simile al Lexotan ma più potente. I ragazzini poco dopo venivano colti da forte sonnolenza e si ritrovavano sul divano dove subivano gli abusi. Anche se semiaddormentati, i giovani ricordano e riferiscono qualche flash di quanto subito.

    Il sacerdote avrebbe poi inviato foto e video di carattere pornografico a più di un ragazzino. Uno di questi ha raccontato che per almeno tre mesi don Manca gli aveva mandato sul cellulare materiale di questo tipo ogni giorno. Lui, per cercare di farlo smettere, gli aveva raccontato di aver rotto il telefono e di non poter più ricevere i suoi messaggi, ma per tutta risposta il religioso gli aveva promesso un cellulare nuovo in regalo.

     

  • Le Iene, Riccardo Trombetta incontra Andrea Bardon: “Incastra-preti gay” VIDEO

    Le Iene, Riccardo Trombetta incontra Andrea Bardon: “Incastra-preti gay” VIDEO

    ROMA – Foto, messaggini e video hot di sesso con preti e sacerdoti. A svelare i preti omosessuali, bisessuali e “sporcaccioni” è Andrea Bardon, un ragazzo di 32 anni di Adria, in provincia di Rovigo. Riccardo Trombetta, inviato de Le Iene, ha intervistato Andrea e si èfatto spiegare la sua strategia per incastrare e smascherare i preti gay.

    (Per vedere il video del servizio di Riccardo Trombetta “Incastrapreti” clicca qui).

    Andrea spiega a Trombetta di essere rimasto molto scandalizzato dai preti corrotti che fanno voto di castità e poi cercano sesso in chat. Il giovane, che il servizio di Trombetta ribattezza come “Incastrapreti”, mostra i messaggi e le foto usate per indurre i preti a rivelare la loro vera natura.

    Qualcosa però nella storia non quadra: come il fatto che nonostante Andrea, che ha presentato le denunce alla curia, dice di fare questo lavoro per spirito cristiano, un quotidiano pugliese ha raccontato che le foto gli sono state proposte in cambio di soldi. Su un sito poi appare anche un annuncio per un ragazzo che cerca compagnia di altri uomini e che riporta il suo numero di telefono.

    Andrea allora spiega che a cercare compagnia di omosessuali e a vendere le foto è stato Nicola, il suo fratello gemello, che non combatte per la purezza della Chiesa come invece fa lui….

    (Per vedere il video del servizio di Riccardo Trombetta “Incastrapreti” clicca qui).

    http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/le-iene-roberto-trombetta-incontra-andrea-bardon-incastra-preti-gay-video-2174019/

  • Comunicato della Questura sull’arresto di don Massimo Iuculano

    Comunicato della Questura sull’arresto di don Massimo Iuculano

    Vercelli, 24 aprile 2015

    La Polizia di Stato di Vercelli ha eseguito nella mattinata del 24 aprile l’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di Massimo Iuculano, noto in città perché parroco della chiesa Sacro Cuore, dell’annesso oratorio salesiano “Belvedere”.

    Da qualche tempo, infatti, alcuni frequentatori dell’oratorio e dell’Istituto scolastico segnalavano comportamenti anomali posti in essere dal sacerdote: adescamenti con la motivazione di essere sottoposti a sedute di “massaggi”, dissimulando competenze terapeutiche e sportive.

    I successivi accertamenti esperiti dalla seconda sezione della Squadra mobile della Questura di Vercelli facevano emergere uno scenario inquietante: il sacerdote contattava giovani vittime attraverso gli abituali canali di comunicazione giovanile (SMS, WhatsApp o per mezzo di chiamate telefoniche) oppure mediante l’utilizzo del noto social-network “Facebook”. Il sacerdote risultava essere piuttosto attivo anche al di fuori della scuola: in quelle occasioni il prete mentiva sulla sua professione asserendo spesso di essere impiegato presso una non meglio precisata società e di essere attualmente in cassa integrazione per carenza di lavoro, così da indurli ad accettare incontri privati.

    Per tale motivo, coordinati dalla Procura della Repubblica di Torino, iniziava attività consistente in investigazioni tecniche sia video che sonore, mediante apparecchiature audio-video idonee a catturare le conversazioni che avvenivano sia all’interno della autovettura utilizzata dal sacerdote sia nei locali della struttura salesiana, e più specificatamente all’interno dell’ufficio del parroco e della saletta attrezzata per i “massaggi”.

    L’attività in argomento consentiva di individuare quali vittime di reato 3 minori (un minore italiano di anni 14 e 2 minori di origine straniera di anni 17) i quali a vario titolo soggiacevano alle pressanti richieste sessuali avanzate dal parroco.

    Più nello specifico, per quanto riguarda i riscontri ottenuti grazieall’incessante attività di polizia giudiziaria, è emerso che il sacerdote intrattenevauna serie di rapporti con soggetti, maggiorenni e minorenni, con i quali organizzava incontri a scopo sessuale.

    Le risultanze emergevano anche mediante una incessante attività di osservazione, pedinamento e controllo, nonché dall’esame di persone informate sui fatti che hanno messo in lucecome l’indagato fossealla continua ricerca di partner.

    L’attività investigativa posta in essere consentiva altresì di appurare che gli incontri, né sporadici né occasionali, avvenivano non solo all’interno della struttura, ma anche nascosti all’interno dell’autovettura usata alla bisogna per il compimento degli atti sessuali.

    Il sacerdote riusciva a carpire la fiducia dei soggetti, dall’alto della sua carica e stimolava l’interesse dei minori–e dei soggettiin genere -offrendo a

    conclusione del rapporto sessuale dei “regalini”, considerati utili per giovani di quell’età (ricariche telefoniche, scarpe da calcio, denaro ecc…)

    Pertanto, l’attività di polizia giudiziaria che si è protratta nel tempo ha consentito di individuare chiari e incontrovertibili elementi di prova a carico di IUCULANO Massimo e di conseguenza veniva richiesta ed ottenuta ordinanza, eseguita in data odierna per i reati, commessi ai danni dei tre minori (un minore di anni 14 e 2 minori di anni 17), di cui agli artt. 609 bis comma 1° e 2° nr.1 C.P. 609 ter comma 1° nr.5 bis (violenza sessuale aggravata dall’aver commesso il fatto all’interno di un istituto di istruzione), e 600 bis comma 2 C.P (prostituzione minorile). Per tale motivo veniva associato alla Casa Circondariale di Vercelli, a disposizione dell’A.G. procedente.

    Comunicato della Questura sull’arresto di don Massimo Iuculano

  • Sacerdote bresciano gay: sesso con ragazzi all’oratorio

    Sacerdote bresciano gay: sesso con ragazzi all’oratorio

    Intervista ad Andrea B., il 32enne che ha sporto denuncia contro un sacerdote di una parrocchia della Bassa: “Ha fatto sesso dentro l’oratorio con ragazzi e altri sacerdoti. Dalla diocesi di Brescia non mi hanno più contattato.

    Un ragazzo di 32 anni, Andrea B. di Rovigo, ha presentato nei giorni scorsi una denuncia presso il tribunale ecclesiastico di Brescia contro il parroco di un Comune della Bassa, accusato di aver avanzato nei suoi confronti proposte esplicite di attività sessuali.

    Assieme alla denuncia, il cui deposito è stato firmato dal vicario giudiziale monsignor Marco Alba, Andrea ha fornito anche una serie di materiali inequivocabili, dagli ‘screenshot’ delle conversazioni avvenute su skype e whatsapp, ad alcuni video in cui si vede il sacerdote compiere veri e propri atti sessuali, anche di natura blasfema.

    Non è il primo caso sollevato dal ragazzo. Una settimana fa, il vescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, ha rimosso un parroco di 50 anni messo alle strette da prove poi risultate inconfutabili, sempre raccolte dal giovane Andrea. Una situazione del tutto analoga che, se da una parte dimostra l’attendibilità del 32enne (monsignor Santoro ha subito provveduto alla rimozione), dall’altro fa storcere il naso per la tempistica delle due situazioni all’apparenza così simili. Abbiamo così intervistato Andrea B., partendo proprio qui.

    “Entrambi i sacerdoti – racconta – li ho conosciuti tramite Facebook. Avevamo amici in comune e mi hanno chiesto l’amicizia. Poi sono iniziate la ‘avance’ sessuali, via via più esplicite. La tempistica è semplicemente dovuta al caso: io non vado in cerca di preti gay, sono pure eterosessuale. Anzi, ne conosco altri di religiosi omosessuali e non ho niente contro di loro. Ho deciso di denunciare quando la situazione si è fatta pesante. L’ho fatto perché sono un cattolico praticante, vado a messa tutte le domeniche e mi confesso: penso che persone come loro non facciano altro che danneggiare la Chiesa”.

    Cosa le chiedeva il prete bresciano su internet?
    “Come ha potuto vedere attraverso i video che le ho mostrato, era veramente pesante. Si masturbava avvolgendosi il rosario attorno al pene, mi incitava a dire frasi a sfondo sessuale condite di bestemmie. Mi ha chiesto persino se mi andava di farmi fare la pipì addosso e di inviargli mie foto completamente nudo”.

    Pensa che sia andato a letto anche con minori o ragazzi della parrocchia?
    “Non ho prove che sia andato a letto con minori. Ma di sicuro ha fatto sesso con ragazzi e altri sacerdoti dentro l’oratorio, come dichiara lui stesso in un video. Se poi siano giovani della parrocchia, questo non posso dirlo. I rapporti avvenivano solitamente di notte. Noi invece dovevamo vederci di giorno, e in quell’occasione mi aveva proposto una casa di sua proprietà al lago, sempre bel Bresciano. E’ anche iscritto a una ‘sex community’ per incontri gay”.

    Stando così le cose, non sembrano esserci elementi di rilevanza penale. Cosa l’ha spinta a rendere pubblico il caso?
    “Perché penso che, vivendo in mezzo ai ragazzi, possa comunque essere pericoloso e abusare della sua posizione. Basta guardare la sua pagina Facebook e vedere quanti giovani ha tra i suoi amici. E poi l’insistenza, la violenza e l’oscenità dei suoi messaggi sono di una gravità persino maggiore rispetto al caso di Taranto”.

    Ha più avuto notizie dalla diocesi di Brescia?
    “No, non si sono più fatti sentire. Dopo la denuncia al tribunale ecclesiastico di Taranto, mi informavano di continuo della situazione e il prete è stato velocemente rimosso. Dal vescovo Luciano Monari, invece, nessuna notizia. Io spero che una decisione sia presa il prima possibile”.

    http://www.bresciatoday.it/cronaca/sacerdote-gay-sesso-ragazzi.html

  • Si finge una ragazza su Facebook per adescare i minori dell’oratorio

    Si finge una ragazza su Facebook per adescare i minori dell’oratorio

    Un ventiduenne brianzolo faceva il volontario in oratorio e l’allenatore di basket. La mamma di un ragazzino ha scoperto tutto sbirciando sul tablet del figlio
    MONZA – Adescava minorenni su Facebook fingendosi una ragazza, quegli stessi minorenni che conosceva e frequentava come volontario all’oratorio e come allenatore di basket maschile. Un ventiduenne brianzolo ha patteggiato una pena di un anno e mezzo con la condizionale, e il divieto di frequentare luoghi destinati ai minori, per adescamento e possesso di materiale pedopornografico.“

    La vicenda risale al 2012 e ha coinvolto una mezza dozzina di ragazzini, ora tra i 16 e i 17 anni, di cui uno si è costituito parte civile attraverso i suoi genitori, ottenendo poi un risarcimento di poche migliaia di euro, secondo quanto riporta Il Giorno. A scoprire tutto era stata la mamma del ragazzino. Sbirciando nel tablet del figlio aveva scoperto che questi aveva stretto amicizia su Facebook con una ragazza che gli mandava foto e video porno e lo invitava a fare altrettanto. Dalle indagini era poi risultato che dietro il profilo Facebook si nascondeva proprio il ventiduenne. (MonzaToday)“

    Potrebbe interessarti:http://www.today.it/citta/adescava-minori-facebook-oratorio.html
     
  • «Mi chiedeva anche diciassettenni» L’orgia tra preti finisce in procura

    «Mi chiedeva anche diciassettenni» L’orgia tra preti finisce in procura

    di Nazareno Dinoi – Dopo il Tribunale ecclesiastico della Puglia, il caso del sacerdote dell’ordine dei carmelitani di Taranto, don Antonio Calvieri, rimosso dalla curia jonica per «condotta moralmente riprovevole», è ora di competenza della Procura della Repubblica di Rovigo dove ieri il trentaduenne rovighese, Andrea Baldon, ha depositato una denuncia querela nei confronti del parroco destituito ritenuto presunto autore di vessazioni e abusi sessuali virtuali.

    Non soddisfatto dell’allontanamento di padre Calvieri, parroco della chiesa del Santissimo Crocefisso di Taranto e priore provinciale dei carmelitani, l’ex aiuto cuoco chiede un giudizio penale per il suo presunto aguzzino e un risarcimento in denaro che devolverà alla Caritas diocesana di Taranto. «Mi ha fatto cambiare stile di vita, mi ha stravolto, ho perso tutte le abitudini che avevo e ogni volta che vedo un prete ho paura», scrive Baldon nella denuncia riservandosi di presentare «elementi di prova video e fotografiche».

    Nella denuncia in cui si fa cenno a rapporti con minori («mi chiedeva se conosco ragazzi giovani anche diciassettenni magri ben dotati»), sono descritti tre mesi di rapporti via web con particolari imbarazzanti che descrivono veri e propri rapporti sessuali a distanza. «Don Antonio era sempre collegato 24 ore su 24 – si legge nell’esposto – e mi prometteva un lavoro a Taranto».

    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/cronaca/15_aprile_07/mi-chiedeva-anche-diciassettenni-l-orgia-preti-finisce-procura-d8aa119e-dd3b-11e4-beae-623f4d0cd4e0.shtml

  • Chi l’ha visto, l’incontro tra vittima e carnefice per abuso sessuale: ecco il video

    Chi l’ha visto, l’incontro tra vittima e carnefice per abuso sessuale: ecco il video

    Durante la puntata di Chi l’ha visto, andata in onda l’11 marzo, è stato divulgato un video molto toccante che racconta l’incontro di un uomo napoletano e della persona che purtroppo ha abusato di lui, senza aver mai pagato per tale scempio.

    L’uomo originario di Ponticelli, identificato con un nome fittizio, Diego, aveva subito, a soli 13 anni, abusi da parte del suo professore di religione, nonché prete, Don Silvano, che insegnava presso la scuola media Giosuè Borsi. Dopo tanti anni, divenuto adulto, si è recato personalmente dal prete, esprimendo senza mezzi termini e con grande angoscia e dolore il suo stato d’animo, animato dalla voglia di non nascondersi più, di far venire a galla la dura e cruda verità. Il prete lo ascolta e gli dice che dovrebbero fare una preghiera insieme, senza negare nulla. Putroppo non c’è nulla da fare per far sì che paghi: è passato troppo tempo ed il reato risulta prescritto. Diego, tra l’altro, si era rivolto anche a Papa Francesco, che l’ha ascoltato ed affermato che bisogna assolutamente fare le dovute indagini ed agire di conseguenza. Tutto ciò insomma non può passare inosservato.

    Ma a quanto pare, Diego non è stata l’unica vittima innocente del prete, secondo una testimone altri due bambini avrebbero avuto la stessa sorte. L’uomo invoglia, con grande sgomento, tutti coloro che hanno subito o subiscono violenza, a denunciare subito, diversamente da come ha agito lui.

    Chi l’ha visto, l’incontro tra vittima e carnefice per abuso sessuale: ecco il video