Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: video

  • Morrovalle (MC). “Don Lino Pieragostini tocca le bimbe di 10 anni”, Accuse in rete: “Trasferito da Diocesi di Fermo; Genitori pagati per non denunciare”

    Morrovalle (MC). “Don Lino Pieragostini tocca le bimbe di 10 anni”, Accuse in rete: “Trasferito da Diocesi di Fermo; Genitori pagati per non denunciare”

    mescalina – 18-5-2007 at 17:34

    Basta pensare che a Trodica c’è un prete pedofilo che tocca le ragazzine da circa 10 anni e i genitori di quelle poracce, invece di denunciarlo, sono i primi che alle figlie gli dicono frasi tipo “Zitta zitta, lascialo fà”….
    DendO – 18-5-2007 at 17:59

    Che gente schifosa…non ho parole.

    Quote:
    Originally posted by mescalina
    Basta pensare che a Trodica c’è un prete pedofilo che tocca le ragazzine da circa 10 anni e i genitori di quelle poracce, invece di denunciarlo, sono i primi che alle figlie gli dicono frasi tipo “Zitta zitta, lascialo fà”….

    Ma chi? L’orsetto? Ma non mi dire…
    mescalina – 18-5-2007 at 20:06

    Non so esattamente… io non ho mai frequentato ma si chiama/va Don Lino.
    DendO – 18-5-2007 at 20:31

    Sisi…lui! aHuahuahUHAuh. Adesso ci porto mia sorella e se la tocca lo meno, lo lego, gli faccio vedere il video e lo ricatto quotidiamamente…così potrò comprarmi presto un set di pads con la centralina ipercazzuta… :rocenrol:
    Lele – 18-5-2007 at 21:05

    Ucciderei tutti I Preti ecccccc……..!!!!!!!!!!!!!! Mi stanno proprio sulle @@ ….!!!!!!!!!!!!! Grazie alla loto tonaca fanno tutti i cazzi loro…… Al Rogo…!!!!!!!!!!!! :scazzott::scazzott:
    Cappe – 18-5-2007 at 21:15

    Conoscete la UAAR? Ci sono i moduli dello sbattezzo!
    Chiedi di non far più parte della chiesa cattolica e pam… ne sei fuori! Se poi si ribellano o non rispondono alla raccomandata, il processo è praticamente vinto perché è un diritto! Il 98% dell’Italia è cattolico? Non ci credo…
    Da ciò si potrebbe passare alla questione dell’8 per mille… che è una vergogna!:sdong:
    Pando – 19-5-2007 at 08:43

    Quote:
    Originally posted by mescalina
    Basta pensare che a Trodica c’è un prete pedofilo che tocca le ragazzine da circa 10 anni e i genitori di quelle poracce, invece di denunciarlo, sono i primi che alle figlie gli dicono frasi tipo “Zitta zitta, lascialo fà”….

    Spedizione punitiva! :rocenrol:
    Laopa – 19-5-2007 at 08:50

    Quote:
    Originally posted by mescalina
    Non so esattamente… io non ho mai frequentato ma si chiama/va Don Lino.

    E c’è ancora, aggiungerei. Personalmente non mi è mai successo nulla, ma certe voci giravano anche quando ero piccola. Che schifo :sbott:
    fafalla – 19-5-2007 at 15:47

    Mi sento proprio fortunata di non essere mai stata a catechismo! Grazie mamma! :rocenrol:
    Disorder – 19-5-2007 at 16:28

    Ma Ele che aspettiamo ad andare a Trodeca ad infilzare il crocifisso nel deretano di quel parassita in bontà di Dio????????
    fragoletta – 23-5-2007 at 02:16

    :whahahahaha::whahahahaha::whahahahaha::whahahahaha::whahahahaha::whahahahaha::whahahahaha::whahahahaha::whahahahaha:
    che commento meraviglioso!
    ma, guardate cosa ho trovato adesso online

    Preti pedofili, Rai: ok a Santoro per acquisto video Bbc

    Roma, 22 mag. (Apcom) – Tutte le parti coinvolte nel tema toccato dall’inchiesta della Bbc ‘Sex crimes and Vatican’ devono essere “ampiamente rappresentate e in maniera autorevole”. E’ la garanzia chiesta dal dg Claudio Cappon a Michele Santoro, che intende mandarlo in onda nel suo “Annozero”, secondo quanto lo stesso dg ha riferito questa mattina ai consiglieri riuniti al settimo piano di Viale Mazzini. L’acquisto del video, comunque, è stato sbloccato.

    Da parte sua, il giornalista avrebbe fatto sapere che intende condurre approfondimenti editoriali su alcuni profili giudicati un po’ deboli del documentario britannico e che quindi la puntata che affronterà la questione dei preti pedofili non andrà in onda questa settimana.

    Intanto il segretario generale della Cei monsignor Giuseppe Betori spiega che non c’è alcuna “censura” da parte della conferenza episcopale italiana al documentario sui preti pedofili prodotto dalla Bbc, bensì la “lamentela” per il fatto che il filmato contiene “molte falsità di fatto”.

    Speriamo che il modo in cui viene presentato faccia emergere le falsità, altrimenti non sarebbe un servizio alla verità”, ha aggiunto Betori durante una conferenza stampa che si è svolta in occasione dell’assemblea generale della Cei. Monsignor Betori ha denunciato, in particolar modo, due problemi relativi al documentario della Bbc. Il primo è che la ‘crimen sollicitationis’ – il documento Vaticano sui preti pedofili – è stato pubblicato nel 1962 e non può, quindi, essere attribuito a Ratzinger. “Egli non può essere reso responsabile di un documento di una congregazione di cui diventerà prefetto 18 anni dopo”, ha detto il segretario generale della Cei. In secondo luogo monsignor Betori ha affermato che l’istruzione vaticana “aggrava e non diminuisce” l’attenzione sui reati di pedofilia.

    L’annuncio da parte del giornalista della Rai di voler acquistare l’inchiesta firmata dalla Bbc aveva provocato la levata di scudi del quotidiano dei vescovi, prima, e di parte del mondo politico, dopo, a cominciare dal presidente della Vigilanza, Mario Landolfi, che ha chiesto al direttore generale Claudio Cappon di bloccare la strada al giornalista.

    E l’affaire Santoro ha agitato anche le acque della politica. Gridano alla censura preventiva Peppino Caldarola, deputato dell’Ulivo vicino alla costituente socialista, il vicesegretario dello Sdi, Roberto Villetti e il radicale Marco Beltrandi. Invocano l’intervento della Vigilanza Alessio Butti, di An, e Rocco Buttiglione, dell’Udc, mentre Silvana Mura dell’Idv, il comunista Pino Sgobio e il verde Natale Ripamonti, rivendicano l’autonomia decisionale di Viale Mazzini. Autonomia ribadita ieri anche dal ministro Paolo Gentiloni, secondo cui si tratta di “un problema che riguarda la Rai, e non certo il governo”. E se Piero Fassino aveva invitato alla prudenza raccogliendo il plauso del presidente della Vigilanza Landolfi, oggi Casini taglia corto e dice no alla messa in onda di un “documentario spazzatura”.

    © Apcom
    Pando – 23-5-2007 at 08:06

    Ma ceeeerto…documentario spazzatura…ma siiii…censura preventiva.:sbott:
    Raccomandazioni del tipo “noi non diciamo che il filmato non deve essere mandato…ma che ci auguriamo che sia mandato bene…con la nostra verità, come diciamo noi…ovvero come Dio comanda!” :saint: :bonk:
    Lo strapotere del vaticano sui governi italiani mi ha strarotto il cazzo…non vedo nessuna differenza tra questa gentaglia e il + bieco e squallido dei neo fascisti/nazisti…e ancora sbandieriamo in giro di essere uno stato laioco…ma vaffanculo!:fankul:
    harrymanback – 23-5-2007 at 23:43

    la chiesa vanta tanta merda ma la cosa più assurda è che chi anche ce l’ha davanti fa finta di non vedere! ma non si può fingere a lungo quando c’è tanta puzza
    Skeleton – 27-5-2007 at 16:47

    ATTENZIONE! COMUNICATO URGENTE PER TUTTI GLI AMICI INTERNAUTI!!
    IL VIDEO “Sex Crimes and Vatican” E’ STATO CENSURATO!!!

    Ennesima dimostrazione di fittizia democrazia italiana, siamo sull’orlo del baratro dove i nostri burocrati ci stanno facendo assaporare l’inizio di UNA REALE DITTATURA OCCULTA!
    E’ stato cancellato anche da YouTube.
    SIETE CONTENTI?
    Allora che fare:
    DIVULGARE!
    DARE NOTIZIA!
    SCRIVERE NEI VOSTRI PORTALI, BLOG,
    INFORMARE GLI AMICI!

    DIVULGATE L’ENNESIMA CENSURA nei Vostri Portali, Blog.
    LA RETE DEVE RIMANERE L I B E R A!!!
    REALIZZATE POST E ESPRIMETE LA VOSTRA INDIGNAZIONE!!!
    Pando – 28-5-2007 at 14:36

    Quote:
    Originally posted by Skeleton
    ATTENZIONE! COMUNICATO URGENTE PER TUTTI GLI AMICI INTERNAUTI!!
    IL VIDEO “Sex Crimes and Vatican” E’ STATO CENSURATO!!!

    Ennesima dimostrazione di fittizia democrazia italiana, siamo sull’orlo del baratro dove i nostri burocrati ci stanno facendo assaporare l’inizio di UNA REALE DITTATURA OCCULTA!
    E’ stato cancellato anche da YouTube.
    SIETE CONTENTI?
    Allora che fare:
    DIVULGARE!
    DARE NOTIZIA!
    SCRIVERE NEI VOSTRI PORTALI, BLOG,
    INFORMARE GLI AMICI!

    DIVULGATE L’ENNESIMA CENSURA nei Vostri Portali, Blog.
    LA RETE DEVE RIMANERE L I B E R A!!!
    REALIZZATE POST E ESPRIMETE LA VOSTRA INDIGNAZIONE!!!

    MA COMEEEE!!!! IO AVEVO SENTITO CHE LA RAI, O MEGLIO SANTORO TRAMITE LA RAI, LO AVEVA COMPRATO PER TRASMETTERLO!!!!!
    SAPEVO CHE LA CAZZO DI PAPALINA DEL PAPA SI ERA INDIGNATA PER QUESTO, MA PENSAVO CHE ALLA FINE AVESSERO DECISO DI TRASMETTERLO…TIPO ALLE 2 DI NOTTE PRECEDUTO DA PROGRAMMI CHE INNEGGIAVANO ALLA BELLEZZA DELLA CHIESA E A “QUANTO BENE HA FATTO E FA PER IL MONDO”!
    c1-p8 – 2-6-2007 at 18:02

    dannatissimi corvacci.

    Quote:
    Originally posted by mescalina
    Basta pensare che a Trodica c’è un prete pedofilo che tocca le ragazzine da circa 10 anni e i genitori di quelle poracce, invece di denunciarlo, sono i primi che alle figlie gli dicono frasi tipo “Zitta zitta, lascialo fà”….

    :sbott:

    di sicuro mo’ lo trasferiscono.
    a noi ci dicono che è per punirlo (che punizione tremenda, eh?), ma in realtà è perché si annoia e vuole cambiare.
    c1-p8 – 2-6-2007 at 18:02

    e comunque, anche io voglio esprimere la mia indignazione.
    Pando – 3-6-2007 at 00:14

    Quote:
    Originally posted by c1-p8
    dannatissimi corvacci.

    Quote:
    Originally posted by mescalina
    Basta pensare che a Trodica c’è un prete pedofilo che tocca le ragazzine da circa 10 anni e i genitori di quelle poracce, invece di denunciarlo, sono i primi che alle figlie gli dicono frasi tipo “Zitta zitta, lascialo fà”….

    :sbott:

    di sicuro mo’ lo trasferiscono.
    a noi ci dicono che è per punirlo (che punizione tremenda, eh?), ma in realtà è perché si annoia e vuole cambiare.

    Cambiare aria o bimbe?
    Che merda la chiesa!!! :fankul:
    Laopa – 3-6-2007 at 10:02

    Quote:
    Originally posted by Pando
    Quote:
    Originally posted by c1-p8
    dannatissimi corvacci.

    Quote:
    Originally posted by mescalina
    Basta pensare che a Trodica c’è un prete pedofilo che tocca le ragazzine da circa 10 anni e i genitori di quelle poracce, invece di denunciarlo, sono i primi che alle figlie gli dicono frasi tipo “Zitta zitta, lascialo fà”….

    :sbott:

    di sicuro mo’ lo trasferiscono.
    a noi ci dicono che è per punirlo (che punizione tremenda, eh?), ma in realtà è perché si annoia e vuole cambiare.

    Cambiare aria o bimbe?
    Che merda la chiesa!!! :fankul:

    Non mi risulta che vogliano trasferirlo, e comunque saranno 20 anni che è qui quindi… a che pro? Si sposterebbe soltanto il problema!
    GiordanoBruno – 19-7-2007 at 13:23

    Quote:
    Originally posted by mescalina
    Basta pensare che a Trodica c’è un prete pedofilo che tocca le ragazzine da circa 10 anni e i genitori di quelle poracce, invece di denunciarlo, sono i primi che alle figlie gli dicono frasi tipo “Zitta zitta, lascialo fà”….

    www.webdiocesi.chiesacattolica.it/pls/cci_dioc_new/bd_dioc_a…

    Don LINO PIERAGOSTINI
    Indirizzo: VIA D.ALIGHIERI TRODICA DI MORROVALLE 62010 MORROVALLE MC –
    Tel: 0733 XXXXXXX

    Dati Anagrafici

    Luogo di nascita: Fermo
    Data di nascita: 09/01/1939
    Data ordinazione: 19/03/1965

    Gli Incarichi

    MEMBRO presso CONSIGLIO PRESBITERALE DIOCESANO (Fermo)
    MEMBRO presso COLLEGIO DEI CONSULTORI (Fermo)
    PARROCO presso Sacro Cuore di Gesù (Morrovalle)
    Epica – 5-8-2007 at 15:41

    Il Vaticano è stato paragonato a Cosa Nostra, per la segretezza con cui tratta le faccende interne.
    L’unica cosa che li rende differenti è il fatto che la Chiesa ne esce comunque immacolata, in quanto istituzione religiosa e quindi santa di principio (se lo dicono da soli a messa ogni volta!), quando di santo non rimane nulla…
    Comunque, la pedofilia all’interno della Chiesa non è nulla di nuovo: la cosa è arrivata a galla solo ora proprio per la natura del documento di cui parla il video.
    Il Crimen Sollicitationis impone di per sè il silenzio assoluto nel caso in cui vengono commessi abusi di tipo sessuale, soprattutto su minorenni…un silenzio imposto sia agli abusatori (vi pare che i preti, con l’istituzione intera che li spalleggia, si sputtanano così a gratis raccontando ciò che fanno?) che alle vittime (quando cominciano ad essere bambini sotto i 10 anni, come è successo in Brasile, che ci vuole a spaventarli e farli tacere?).
    Tale documento, stilato nel ’62, è passato sotto il naso di ogni papa che è stato eletto, e quel tenero Rottweiler di Ratzinga ne ha semplicemente ribadito l’esistenza e la validità.
    La cosa più triste è che, se mai situazioni del genere riescono ad uscire allo scoperto, passano prima per la legge vaticana, quindi le vittime non ci guadagnano mai nulla; inoltre, ‘sti maniaci sessuali vengono spostati di diocesi, e non spretati o castrati o roba simile; quindi, quello che facevano prima da una parte, lo fanno adesso da un’altra.
    Non meravigliatevi più di nulla ormai…
    Lovecraft81 – 8-8-2007 at 15:54

    Purtroppo qualche prete che si salva c’è, ma non lo fanno rimanere in italia o nei paesi occidentali, li spediscono nelle missioni, in mezzo alle foreste sperduto, tra malattie di ogni tipo e loro combattono lo stesso e vanno avanti.
    Purtroppo la chiesa è un istituzione di uomini e come tale fatta per sbagliare. Gli schifosi che compiono quegli atti sono dei viscidi vermi che potrebbero stare dovunque. Quelli nella chiesa fanno più stacco solo perché ci si aspetta comportamenti più onesti da chi predica tante belle cose. Quelli, anche se hanno la tonaca (o se se la tolgono) non sono veri preti, ma teste di cazzo abusive, come tanti sbirri corrotti, maestri/e, militari, politici ecc.. Se si parla di loro non bisogna parlare di preti, ma di persone insulse che fanno quel mestiere. Dire che tutti i preti fanno schifo è solo un luogo comune. E’ l’istituzione che è sbagliata alla radice, ma non tutte le persone che ne fanno parte sono così
    Un saluto a tutti
    ronin – 15-6-2010 at 18:12

    Mi sono iscritto perchè ho letto sul forum del prete di Trodica.
    Sappiate che è tutto vero.
    Lui si chiama PIERAGOSTINI don LINO, giò parroco di Gualdo, ma trasferito per pedofilia, poi alla zona industriale di Piediripa, idem.
    I genitori delle persone indicate da Mescalina, hanno ricevuto 60.ooo.000 a testa oer non testimoniare.
    E questo tizio è ancora protetto!!!!!!!!!!!!:bonk:
    Lele – 23-8-2010 at 10:45

    ALLLLLLLLLucinanteeeeeeeeeeeeeeee

    http://laici.forumcommunity.net/?t=56976788

  • Processo al video hard del prete

    Processo al video hard del prete

    Un sacerdote accusa l’uomo che ospitava di averlo ricattato per il filmino girato di nascosto in casa.

     FERRARA. La vicenda che vede protagonisti un prete di Ferrara e un cittadino serbo ospitato con la sua famiglia nella casa del sacerdote, che da anni si accusano a vicenda – il primo di essere stato ricattato con accuse inventate e il secondo per le violenze subite dal figlio da parte del prete – è destinata a diventare una storia infinita, visto che ormai sono sei i processi che li vedono rivali.

    Dopo il primo processo in cui il prete è stato condannato per molestie sessuali sul figlio piccolo dell’uomo ospitato (condanna di 1 anno e 4 mesi) i casi pendenti tra procura e tribunale sono diventati altri cinque. Uno di questi è approdato ieri davanti al giudice Monica Bighetti in cui si discuteva dell’accusa mossa dal prete verso il serbo e suo cognato per aver filmato il sacerdote durante un rapporto sessuale: un filmato poi acquisito al primo processo, diventato una delle prove contro il prete stesso.

    Il legale del sacerdote si è opposto all’archiviazione della procura per il reato di interferenze illecite della vita privata, perchè quel video venne – secondo il sacerdote – realizzato a sua insaputa, in casa sua, con l’inganno (dice di esser stato drogato prima dell’atto sessuale) e poi il ricatto. Ieri la discussione davanti al gip Bighetti è stata aggiornata al 18 novembre, per difetto di notifiche.

    Lo stesso video è al centro di un terzo processo parallelo ai primi due, per estorsione nei confronti dell’uomo sul sacerdote, perchè quel video sarebbe stato uno degli strumenti del ricatto per aver soldi e restare nella casa in cui era ospitato con la famiglia. Il processo per estorsione è pendente in Cassazione, perchè nei mesi scorsi dopo l’archiviazione presentata dalla procura per l’estorsione e l’opposizione del prete, il giudice Piera Tassoni ordinò l’imputazione coatta, ma la procura fece ricorso in Cassazione per «abnormità» del provvedimento e ora si attende la decisione.

    Quarto procedimento in corso in procura, titolare la pm Ombretta Volta, quello relativo al video pubblicato su YouTube dalla Rete contro l’abuso, in cui l’uomo racconta la sua storia, la violenza sessuale su figlio da parte del prete e altri fatti mai denunciati ai magistrati: il legale del sacerdote ha presentato pertanto denuncia per diffamazione via Internet e il procedimento è ancora aperto.

    Quinto caso relativo alle accuse di violenza privata nei confronti dell’uomo ospitato dal prete, perchè avrebbe sequestrato in casa sua il sacerdote stesso e altri amici, chiudendolo all’interno impedendo loro di uscire: processo fissato il 18 novembre.

    Sesto ed ultimo, il procedimento che ha chiuso il rapporto tra prete e il cittadino serbo: dopo essere stato sfrattato dalla casa del prete che occupava senza averne diritto (dopo i processi), il prete ha denunciato la sottrazione dei mobili di casa: anche in questo caso il procedimento per appropriazione indebita in carico al pm Nicola Proto è pendente.

  • Brindisi, prete indagato per abusi sessuali

    Brindisi, prete indagato per abusi sessuali

    Perquisizioni nella chiesa di Santa Lucia e nella casa di don Giampiero Peschiulli.

     BRINDISI – Sono in corso perquisizioni nella Chiesa di Santa Lucia di Brindisi e nella dimora di don Giampiero Peschiulli, il sacerdote èndagato per atti sessuali commessi su minori. Il pm Giuseppe De Nozza ha avviato le indagini dopo un blitz della trasmissione Mediaset Le iene. Lo scorso 15 settembre, infatti, una troupe della trasmissione tentó di intervistare il parroco che è da circa dieci anni nella parrocchia del centro storico mentre in precedenza era al quartiere la Rosa. Quando Giulio Golia provó ad intervistarlo, l’uomo si barricó in chiesa e chiese l’aiuto dei carabinieri. Da qui è partita l’inchiesta: proprio i militari hanno chiesto alla troupe televisiva quali fossero i motivi del loro arrivo a brindisi e della loro insistenza a voler ascoltare il sacerdote. Ai carabinieri sono stati mostrati i video della testimonianza di un giovane di Brindisi che ha raccontato di abusi subiti quando era minorenne e frequentava la parrocchia di don Giampiero. Il racconto è stato confermato e il sacerdote é stato iscritto nel registro degli indagati. Oggi i carabinieri stanno eseguendo delle perquisizioni nella dimora dell’uomo e in sagrestia. Sono alla ricerca di materiale pedopornografico. Non escludono neppure che la vittima non sia l’unica.

    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/notizie/cronaca/2014/29-ottobre-2014/brindisi-prete-indagatoper-abusi-sessuali-230436065777.shtml

  • Wesolowski, parlano i bambini: “Ci dava dieci euro per andare con lui”

    Wesolowski, parlano i bambini: “Ci dava dieci euro per andare con lui”

    Il quadro accusatorio nei confronti dell’ex nunzio arrestato per pedofilia si fa sempre più grave.

    L’arresto dell’ex nunzio Wesolowski – indagato per pedofilia e attualmente rinchiuso nella gendarmeria vaticana su precisa indicazione di Papa Francesco – potrebbe tramutarsi in pochi mesi in una condanna, visto il quadro accusatorio nei suoi confronti che si fa sempre più chiaro e che sembra lasciar ben poche speranze all’ex nunzio apostolico.

    Prima la scoperta dell’archivio segreto tenuto tra il computer di lavoro e il portatile personale (si parla di oltre centomila immagini e di centinaia di video, alcuni scaricati da internet, altri “creati” da lui stesso); ora iniziano a spuntare anche le prime testimonianze di bambini che sono stati oggetto delle attenzioni dell’arcivescovo.

    Lo racconta il Corriere della Sera: Le testimonianze dei tre bambini e delle loro mamme, allegate al fascicolo processuale, svelano quali fossero le aberranti modalità utilizzate dall’alto prelato. Alcuni di loro hanno accettato di raccontarlo davanti alle telecamere della televisione dominicana, che ha svolto un’approfondita inchiesta sugli abusi compiuti dal nunzio, provocando l’apertura dell’inchiesta da parte della magistratura del Paese. I minori hanno spiegato di non sapere che «quell’uomo era un prete, lui non ce lo ha mai detto.

    Ci avvicinava e ci dava dieci euro ogni volta che accettavamo di andare con lui. Ci portava in una casa che aveva affittato a Boca Chica. Eravamo quattro o cinque, ci faceva stare tutti insieme e poi voleva sempre farci stare con lui». Ma non è solo in Bolivia che Wesolowski avrebbe commesso i terribili reati che gli vengono imputati, le indagini si concentrano anche su alcuni viaggi all’estero organizzati apposta per partecipare a incontri a luci rosse con ragazzini,viaggi che venivano però cammuffati da viaggi pastorali.

    In particolare, sotto la lente degli inquirenti ci sono almeno tre soggiorni a Francoforte e su altri spostamenti all’estero avvenuti tra il 2011 e il 2013. Adesso si cerca soprattutto di capire quali siano le altre persone della rete pedofila di cui l’ex nunzio faceva parte.

    Da questo punto di vista, potrebbero essere molto utili le ricevute dei biglietti aerei dei suoi viaggi: “Proprio i controlli sugli spostamenti del prelato hanno consentito di individuare le persone che erano con lui, coloro che lo hanno accompagnato e assistito in quelle missioni. E avrebbero agevolato l’organizzazione di festini con ragazzini reclutati attraverso le connessioni Internet. Un viaggio certamente è avvenuto nel 2011 e da lì si parte per ricostruire la rete degli incontri in Germania e altrove”, spiega sempre il Corriere della Sera.

    http://www.crimeblog.it/post/139046/wesolowski-testimonianze-bambini-ex-nunzio-arrestato-per-pedofilia-vaticano

  • Le missioni all’estero del vescovo  per organizzare festini con minori

    Le missioni all’estero del vescovo per organizzare festini con minori

    Si indaga sui viaggi a Francoforte. I bambini testimoni: ci pagava dieci euro.Già lunedì i promotori di giustizia dovrebbero fissare l’interrogatorio di Wesolowski.

     ROMA Missioni all’estero per partecipare a incontri a «luci rosse» con minori. Viaggi pastorali che in realtà servivano a nascondere la doppia vita dell’allora nunzio di Santo Domingo, monsignor Jozef Wesolowski. Si concentrano su almeno tre soggiorni a Francoforte e su altri spostamenti all’estero avvenuti tra il 2011 e il 2013, gli accertamenti della gendarmeria vaticana che indaga sugli abusi sessuali su minori compiuti dall’alto prelato arrestato quattro giorni fa per volontà di papa Francesco e tuttora agli arresti domiciliari all’interno della Santa Sede, presso il Collegio dei Penitenzieri. Quanto emerso finora avvalora l’ipotesi che l’arcivescovo fosse inserito in una rete internazionale di pedofili e proprio su questo si concentrano le verifiche disposte dai promotori di giustizia. Anche tenendo conto che durante quei soggiorni in Germania risultano accessi ai siti specializzati in appuntamenti gay per cercare compagnia e scambiare materiale pedopornografico. È un abisso che sembra non avere fine quello svelato dall’indagine delle autorità dominicane che poi hanno trasmesso una parte degli atti alle autorità ecclesiastiche. Perché l’esame degli oltre 100 mila files trovati nel computer della nunziatura e nel portatile dell’arcivescovo, avrebbe già consentito di avere indicazioni utili sui suoi complici, sulle persone che lo aiutavano ad adescare i ragazzini e soprattutto su coloro che lo avrebbero protetto per anni. Appare infatti impossibile, vista la mole di materiale archiviato e l’attività definita «compulsiva» dagli stessi inquirenti, che nessuno sapesse che cosa accadeva. Per questo l’inchiesta riguarda tutti gli altri luoghi dove è stato prima di arrivare a Santo Domingo.

    I biglietti aerei

    Sono le ricevute dei biglietti a rivelare le date in cui Wesolowski è stato a Francoforte mentre aveva l’incarico di nunzio nel Paese centroamericano. E proprio i controlli sugli spostamenti del prelato hanno consentito di individuare le persone che erano con lui, coloro che lo hanno accompagnato e assistito in quelle missioni. E avrebbero agevolato l’organizzazione di festini con ragazzini reclutati attraverso le connessioni Internet. Un viaggio certamente è avvenuto nel 2011 e da lì si parte per ricostruire la rete degli incontri in Germania e altrove.
    Oltre a «catalogare» foto e video «scaricati» da Internet, Wesolowski filmava gli appuntamenti con i ragazzini, talvolta utilizzando il telefonino. Aveva rapporti sessuali con loro oppure assisteva ai loro amplessi, coinvolgendo anche altri adulti. E quando arrivava in un posto nuovo, si preoccupava immediatamente di attivare la connessione web per poter trovare compagnia. Un’attività alla quale si sarebbe dedicato anche quando era in missione in Germania e sono proprio questi gli indizi utili per svelare la «rete» di complicità che ha agito per anni.

    I tre piccoli e le mamme

    Le testimonianze dei tre bambini e delle loro mamme, allegate al fascicolo processuale, svelano quali fossero le aberranti modalità utilizzate dall’alto prelato. Alcuni di loro hanno accettato di raccontarlo davanti alle telecamere della televisione dominicana, che ha svolto un’approfondita inchiesta sugli abusi compiuti dal nunzio, provocando l’apertura dell’inchiesta da parte della magistratura del Paese.
    I minori hanno spiegato di non sapere che «quell’uomo era un prete, lui non ce lo ha mai detto. Ci avvicinava e ci dava dieci euro ogni volta che accettavamo di andare con lui. Ci portava in una casa che aveva affittato a Boca Chica. Eravamo quattro o cinque, ci faceva stare tutti insieme e poi voleva sempre farci stare con lui».

    L’interrogatorio e il processo

    Già lunedì i promotori di giustizia dovrebbero fissare l’interrogatorio di Wesolowski che dopo l’arresto aveva detto di voler «chiarire la mia posizione perché è uno sbaglio, non sono io ad aver commesso queste cose». In quella sede gli sarà contestata formalmente non solo l’accusa di aver abusato di minori, ma anche di aver commesso «grave violazione dei suoi doveri istituzionali tanto da aver cagionato un danno all’immagine dello Stato e della Santa Sede».
    Per arrivare al processo sono necessari anche numerosi accertamenti. L’ipotesi più probabile è che il dibattimento cominci entro la fine dell’anno, forse subito dopo il giudizio di appello contro la decisione di «dimissioni» dallo stato clericale presa nei confronti dell’arcivescovo pochi mesi dopo la scoperta dell’indagine avviata dalle autorità dominicane.

    http://www.corriere.it/cronache/14_settembre_27/missioni-all-estero-vescovo-organizzare-festini-minori-05beefc4-4610-11e4-a490-06a66b2e25ed.shtml

  • Wesolowski, scoperto un archivio dell’orrore nel PC

    Wesolowski, scoperto un archivio dell’orrore nel PC

    Ora gli investigatori verificheranno email e tutti i dati per risalire ad eventuali complici. Il sospetto, infatti, è che Wesolowski possa far parte di una rete internazionale dedita alla pedofilia. Intanto sarebbero quattro i vescovi sotto inchiesta e 5mila sacerdoti denunciati

    – Si complica la situazione di monsignor Jozef Wesolowski, l’arcivescovo polacco arrestato dalla gendarmeria vaticana per pedofilia. L’ex nunzio di Santo Domingo aveva un archivio segreto nel suo pc. All’interno oltre 100mila foto e video con minori. Ora gli investigatori verificheranno email e tutti i dati per risalire ad eventuali complici. Il sospetto, infatti, è che Wesolowski possa far parte di una rete internazionale.

    L’archivio, secondo il Corriere della Sera, diviso in quattro volumi, conteneva circa 130 video e più di 86mila immagini. Una parte era stata salvata da Wesolowski nel suo computer portatile durante i viaggi. Le cartelle sono divise per genere e tutti i file sono catalogati: bambine ma soprattutto bambini ripresi in attività erotiche.

    Galleria degli orrori – In questa galleria degli orrori, gli investigatori stanno cercando anche contatti e nomi con i quali l’ex nunzio è venuto a contatto scambiandosi le immagini. Le verifiche ora si concentrano anche nei Paesi frequentati da Wesolowski prima del suo arrivo a Santo Domingo.

    Denunce, 600 casi all’anno – Sarebbero quattro i vescovi sotto inchiesta con oltre 5mila sacerdoti denunciati. Negli ultimi tre anni la Congregazione per la dottrina della fede ha ricevuto in medai 600 segnalazioni all’anno, per abusi commessi dal 1965 al 1985. Sotto accusa anche molti alti prelati: anche se non sono coinvolti direttamente, sono accusati di aver coperto i casi più scottanti.

    http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lazio/2014/notizia/pedofilia-scoperto-un-archivio-segreto-nei-pc-dell-ex-nunzio-wesolowski_2070433.shtml

  • Il presidente della Rete L’ABUSO sull’arresto di Wesolowski

    Il presidente della Rete L’ABUSO sull’arresto di Wesolowski

     Wesolowski: Rete Abuso, arresto buon segno di apertura Presidente Zanardi, speriamo che quest’opera continui  “Sono soddisfatto. Lo considero un buon segno di apertura. Non dico che sia risolutivo ma e’ un bel segnale”. Francesco Zanardi, 44 anni, presidente della Rete L’Abuso nata cinque anni fa a Savona che oggi conta circa 400 vittime di abusi sessuali perpetrati da sacerdoti, commenta cosi’ l’arresto dell’ex nunzio Jozef Wesolowski “Direi una bugia se dicessi che non e’ un segnale – ha detto Zanardi -. Speriamo che quest’opera continui. Abbiamo tanti altri cardinali che sono stati nascosti in Vaticano”. Zanardi da tempo porta avanti battaglie e denunce nei confronti di alti prelati accusati di abusi.

    Durante il pontificato di Ratzinger ando’ per protesta a piedi da Savona a Roma “senza essere ascoltato ne’ ricevuto. Da quei tempi a oggi qualcosa sembrerebbe cambiato. Questo gesto e’ positivo – ha concluso Zanardi – e spero che ne siano altri”. Lo scorso maggio, quelli della Rete l’Abuso ci misero la faccia, il loro nome e la loro accusa nei confronti di chi abuso’ di loro: giovani, anziani, disabili, italiani e non, furono protagonisti di un video di circa otto minuti che l’associazione invio’ a Papa Francesco: un video con un appello diretto delle vittime di abusi del clero italiano per chiedere “giustizia” direttamente a Bergoglio.

    Fonte ANSA

  • Parole, opere e omissioni. Sabato 13 settembre ore 18, libreria UBIK Savona

    Parole, opere e omissioni. Sabato 13 settembre ore 18, libreria UBIK Savona

    Sabato 13 settembre ore 18 davanti alla libreria Ubik: “PAROLE, OPERE E OMISSIONI”

    Il docufilm che racconta il dramma e i retroscena degli abusati savonesi.

    Parole mai dette. Opere di intimidazione. Omissioni di denuncia.

    Le violenze che hanno scosso un’intera provincia distruggendo la vita di decine di bambini e delle loro famiglie. Una giustizia che non arriverà mai e che ha lasciato impuniti coloro che sapevano “e nulla hanno fatto per evitare che ciò accadesse”.

    Una vicenda che non ha coinvolto solo la chiesa savonese, ma anche i servizi sociali di molti paesi della provincia… e non solo.

    Dai documenti e dagli audio, una ricostruzione dello scandalo pedofilia che ha coinvolto mezza Liguria, da Genova a Ventimiglia, ma soprattutto Savona.

    Un orrore che non ha coinvolto solo il sacerdote Nello Giraudo ma anche altri, sacerdoti e non.

    Un docu-film di denuncia di chi ha nascosto per anni gli abusi, permettendo che si riperpetuassero.

    Per dare giustizia ai bambini di ieri e tutelare i bambini di oggi.

    Per non dimenticare.

    Perchè tutto ciò non accada mai più.

    Partecipano;

    Christian Abbondanza (Presidente della Casa della Legalità),

    Francesco Zanardi (Presidente della Rete L’Abuso, ex vittima),

    Mario Molinari (giornalista)

    Roberto Nicolick (fratello di una vittima)

    Lo scandalo sui preti pedofili che ha travolto più volte la Diocesi di Savona ha fatto emergere anni di coperture sistematiche, non solo savonesi, ma attuate in tutto il mondo. Il perché lo ritroviamo in un documento del Vaticano del 1962 mandato ai vescovi di tutto il mondo. In questo documento,  noto come “Crimen sollicitationis” vi sono le istruzioni di come gestire i casi di pedofilia: più di 20 allegati spiegano come gestire sacerdoti, vittime e testimoni al fine di scongiurare lo scandalo. Nel 2001 il Cardinale Ratzinger e il Cardinale Bertone, alla vigilia dello scandalo che esploderà anzitutto negli Stati Uniti, decidono di inviare un’altra lettera ai vescovi di tutto il mondo, nella quale si diceva che la circolare del 1962 era tuttora in vigore. E’ così che solo nel 2001 si viene a conoscenza di questo documento “segreto”. L’intestazione recita “Questo è un documento segreto che va diligentemente nascosto in Curia, non va arricchito con commenti. Deve essere soltanto applicato”.

    Indubbiamente imperdonabile quello che è accaduto per mano del clero, ma il clero è l’unico responsabile? O forse ci sono responsabilità anche nella società?
    Temiamo di si.

    Secondo Zanardi “Nel savonese esistono infatti casi di madri che durante i campeggi organizzavano i turni per impedire che un presunto pedofilo entrasse nelle tende dei figli; mai nessuno denunciò. O casi in cui addirittura i servizi sociali del Comune si rifiutavano ormai di affidare minori a una comunità per minori della Diocesi gestita da preti pedofili, tanto era noto ciò che accadeva all’interno di quelle mura. Nemmeno in questo caso ci furono denunce alle autorità civili”.
    Non si può negare che le responsabilità non siano solo della Diocesi di Savona, ma onestamente vanno attribuite anche al nostro senso di responsabilità, venuto certamente meno.
    Oggi, alla luce di tutto ciò esiste un modo per parlarne alla luce del sole, e soprattutto per prevenire nuovi casi salvaguardando l’incolumità fisica e psicologica dei nostri figli ?

     Il primo servizio della trasmissione “Le Iene” su Italia1:

    http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/376460/trincia-abusi-coperti-dalla-chiesa.html

     Il secondo servizio della trasmissione “Le Iene” su Italia1:

    http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/377753/trincia-abusi-nascosti-dalla-chiesa.html

     CULTURA, LIBRI E IMPEGNO CIVILE A SAVONA

    Corso Italia, 116r Savona

    019/8386659   ste.milano@alice.it

    Ulteriori dettagli sull’evento

     

  • “Caso Orlandi, una centrale della pedofilia con 15 mila foto nel palazzo del Vaticano”

    “Caso Orlandi, una centrale della pedofilia con 15 mila foto nel palazzo del Vaticano”

    Un saggio di Fabrizio Peronaci racconta di un gruppo di potere dietro il sequestro di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi, nel 1983. Il testo è imperniato sul memoriale di Marco Fassoni Accetti, fotografo e superteste, che sostiene di essere il telefonista del gruppo che rapì la Orlandi…

     Da “il Fatto Quotidiano”

    Un enorme archivio di foto pedopornografiche, in un ufficio del Vaticano. Ne scrive “Il Ganglio”, libro di Fabrizio Peronaci edito da Fandango, che racconta di un gruppo di potere dietro il sequestro di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi, nel 1983. Il testo è imperniato sul memoriale di Marco Fassoni Accetti, fotografo e superteste, che sostiene di essere il telefonista del gruppo che rapì la Orlandi. Di seguito, un estratto dal libro.

    Ma che genere di filmato realizzò il creativo Marco Fassoni Accetti? (…) “Il video mostra la Gregori minacciata da un’arma calibro 357”. Dunque alla povera Mirella non fu risparmiato neanche questo, simulare la propria morte. Va notato il calibro: 357, usuale rimando alla data di Fatima (13-5-17). Come andò esattamente? “La scena non era così drammatica.

     IL GANGLIO LIBRO DI FABRIZIO PERONACI SU EMANUELA ORLANDI

    Si faceva vedere la pistola, poi la ragazza, la targa di Castel Porziano, in modo da rendere riconoscibile l’obiettivo. Alla fine c’era lo sparo, sì, ma fuori campo… Lasciando in sospeso se fosse o no ferale.” E Mirella? Era spaventata? “Ma no, lo sapeva che era una finta.” La minaccia, in ogni caso, funzionò: il presidente Pertini, lo vedremo, a meta ottobre interverrà per la prima volta sul caso Gregori, con un’importante intervista. A suggello di quel settembre da incubo, giunse, il 24, l’ultima telefonata al bar.

    L’Amerikano elencò i vestiti di Mirella: maglieria Antonia, jeans, scarpe Saroyan… “Vuoi sapere degli abiti? A entrambe, ovviamente, chiedemmo di cambiarli, per non essere riconosciute. I vecchi, eccetto la biancheria, furono presi dalla tedesca e rimasero in possesso del nostro gruppo. Li collocammo in certi posti, come messaggi dalla valenza intimidatoria nei confronti di prelati avversi”.

    Marco Fassoni Accetti sta svelando qualcosa di grave, attenzione.

    La sfida si degradò al piu abietto dei ricatti , lasciare capi d’abbigliamento di Emanuela e Mirella in uffici di monsignori? Finora è emerso che il “ganglio” usò la pedofilia come arma di pressione, un monito ad alto potere di convincimento, certo, ma comunque differente dall’utilizzo doloso e criminale di corpi di reato (la maglietta, i pantaloni, la cintura delle ragazze scomparse) per annientare, con prove false e schiaccianti, i propri avversari (…) In questo viaggio scandito da eventi tragici e riprovevoli, di vizi ne abbiamo incrociati più d’uno (…) La lussuria ancora no, è stata solo agitata, evocata.

     MARCO FASSONI ACCETTI

    Invece, in uno degli interrogatori… “Ricordo che un capo d’abbigliamento della Gregori fu nascosto nei locali della Pontificia commissione dei Migranti, ove vi era la segreteria del pro-presidente. Questa collocazione risale al 1985.” Ai magistrati ha fatto un nome che già conosciamo: monsignor Cheli, nunzio apostolico alle Nazioni Unite, esponente dell’osteggiata fazione opusiana, in quei mesi rientrato a Roma e incaricato di seguire le problematiche del nomadismo.

    Il prelato, morto all’età di 94 anni nel febbraio 2013, pochi giorni prima delle dimissioni di Benedetto XVI, che salutò in lui “lo zelante pastore fedele al Vangelo”, subì pesanti ricatti? Fu costretto a compromessi, o qualcosa di peggio, in conseguenza della spada posata dal “ganglio” sopra la sua testa? Non è tutto, purtroppo.

    “Ricordo altresì che un secondo capo d’abbigliamento della Gregori fu posto nell’edificio di via dell’Erba, dove aveva sede una organizzazione in passato presieduta dal cardinale Sergio Pignedoli e poi da monsignor Jadot. La collocazione in quell’ufficio ecclesiastico intendeva essere un monito” (…) La faccenda è scabrosa, spieghiamo bene. Marco Fassoni Accetti non produce prove, ma quanto dichiara finisce agli atti.

    Al termine dell’interrogatorio del 24 luglio 2013, quando oltre le imposte del Palazzo di giustizia è già sera, firma il verbale in calce a ogni pagina. Sta parlando di un palazzo vaticano a 300 metri da piazza San Pietro, in una traversa di via della Conciliazione, sulla destra provenendo da Castel Sant’Angelo.

    Qui, in via dell’Erba civico 1, aveva sede il Segretariato per i non cristiani, il cui nome è in seguito mutato in Pontificio consiglio per il Dialogo inter-religioso, a capo del quale lavorò fino alla morte il cardinale Pignedoli, figura di rilievo, sostenuto dall’ala progressista, papabile nel conclave che elesse Luciani. Nel 1980, in seguito al lutto improvviso, la presidenza passò a un altro prelato postconciliare, Jean Jadot, richiamato dagli Stati Uniti, dove, da nunzio apostolico, si era imposto come artefice della Chiesa pastorale sui temi della giustizia e del rispetto delle culture diverse, attirando a sé strali conservatori.

    Via dell’Erba 1… “In tali locali o comunque altri di spettanza del cardinale Pignedoli vi erano conservate numerose fotografie, circa 15 mila diapositive, che riprendevano ragazze e ragazzi, adolescenti e giovani. L’età andava dai 16 ai 30 anni. Qui inserimmo alcune diapositive della Orlandi e della Gregori”. La rivelazione è questa: esplode come una sventagliata.

     Marco Fassoni Accetti, dopo averci girato attorno, decide che è il caso di dirla tutta. Sta parlando di un archivio di migliaia di immagini la cui custodia e il cui utilizzo configurerebbero l’esistenza di una sorta di centrale pedopornografica a due passi da San Pietro.

     Il superteste se ne rende conto? Come conta di argomentare? I progressisti Pigne-doli e Jadot, il secondo morto nel 2009, a 99 anni, erano complici del traffico? Oppure – ricorrente doppia faccia, tipica in certe realtà – le immagini erano state artatamente poste in quelle “pertinenze” per incastrarli, per sconfiggere le forze favorevoli al rinnovamento in una Chiesa combattente sì, ma a senso unico, solo contro l’“impero del male” comunista? Le domande sulle presunte 15 mila foto di adolescenti stipate in armadi di proprietà ecclesiastica mettono ansia, spalancano dubbi. Ce n’è un’ultima, sul tema. “I vestiti della Gregori furono collocati in quattro sedi: due religiose, come ho messo a verbale, e due laiche”. Quali? “Non lo ricordo”.

    http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/vaticano-ano-ano-ano-caso-orlandi-centrale-pedofilia-15-79329.htm

  • Un video hard con protagonista don Andrea Margutti. Questo è quello che è emerso nel processo che lo ha visto condannato per pedofilia su bimbo di 3 anni

    Un video hard con protagonista don Andrea Margutti. Questo è quello che è emerso nel processo che lo ha visto condannato per pedofilia su bimbo di 3 anni

    «Quel sacerdote aveva mentito al pm»

    Il processo si è concluso l’altro ieri, in tribunale a Ferrara, con la condanna del parroco a un anno e quattro mesi. Molestie su un bimbo di tre anni, l’accusa. Ma all’avvocato Giovanni Montalto non…

    Il processo si è concluso l’altro ieri, in tribunale a Ferrara, con la condanna del parroco a un anno e quattro mesi. Molestie su un bimbo di tre anni, l’accusa. Ma all’avvocato Giovanni Montalto non è piaciuta la reazione della difesa del sacerdote. A parere di Montalto, parte civile per il padre del bimbo, la procura ha fatto un ottimo lavoro e il giudice non si è fatto condizionare da possibili suggestioni legate alla situazione personale dell’autore della denuncia, un cittadino straniero a sua volta indagato in un procedimento promosso dallo stesso parroco.

    L’avvocato del prete, Claudio Maruzzi, ha espresso invece il suo «sconcerto» per il verdetto: «È comprensibile – aveva dichiarato l’altro ieri – che il sacerdote viva questa decisione come una profonda ingiustizia e una persecuzione». Parole che ieri Montalto ha commentato in questo modo: «Trovo del tutto fuori luogo il clamore suscitato dalla sentenza che ha precisi riferimenti testimoniali e trova un ulteriore fondamento nella circostanza specifica che l’imputato ha mentito al pubblico ministero». Il riferimento è al contenuto di un video che vede protagonista, ricorda Montalto, lo stesso sacerdote. «Le denunce alla procura – prosegue Montalto – contengono spazi vuoti, con puntini da riempire. Spesso nelle denunce compaiono aspetti da accertare e approfondire e il compito degli inquirenti e della procura è proprio quello di trovare il contenuto di quegli spazi vuoti attraverso le inchieste. Proprio questo ha fatto la procura ferrarese e ha svolto egregiamente il suo lavoro».