Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: violenza sessuale

  • Don Seppia – Chiesto il rito abbreviato: se condannato avrà uno sconto di pena

    Don Seppia – Chiesto il rito abbreviato: se condannato avrà uno sconto di pena

    Don Seppia – Chiesto il rito abbreviato: se condannato avrà uno sconto di pena

    I legali di Don Riccardo Seppia chiederanno domattina il rito abbreviato, che implica la riduzione di un terzo della pena, per il loro assistito. Se il sacerdote genovese arrestato nel maggio scorso per avere offerto droga e chiesto prestazioni sessuali a un suo chierichetto minorenne verrà condannato quindi, potrà beneficiare di un consistente ‘sconto’ sul tempo di permanenza dietro le sbarre.

    “Chiediamo che Don Seppia sia processato con rito abbreviato a seguito dell’approfondito esame del fascicolo da cui non sono emersi elementi nuovi rispetto alle prime contestazioni. Non esistono inoltre immagini o filmati che possano ricondurre alla pedopornografia” ha infatti dichiarato l’avvocato Paolo Bonanni, difensore del prete pedofilo.

    L’ex parroco della parrocchia dello Spirito Santo di Sestri Ponente, risponde di tentata violenza sessuale pluriaggravata per i palpeggiamenti a un chierichetto, diverse offerte di cocaina a minori e al complice e amico Emanuele Alfano che andrà a processo insieme a lui, tentata induzione alla prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico.

     

  • Don Seppia: il chierichetto che riceveva gli sms porno dal prete è attendibile

    Don Seppia: il chierichetto che riceveva gli sms porno dal prete è attendibile

    Il chierichetto che avrebbe subito violenze sessuali da parte di Don Riccardo Seppia in almeno due occasioni sarebbe “attendibile” secondo il perito nominato dal tribunale Renata Rizzitelli che ha effettuato la valutazione psichiatrica sul ragazzo. il ragazzino “E’ perfettamente in grado di riferire con lucidità e logica quanto gli è accaduto” con l’ex parroco della chiesa dello Spirito Santo di Genova Sestri Ponente
    La prima volta il prete lo avrebbe abbracciato tentando forzatamente di baciarlo, imentre la seconda il parroco gli avrebbe accarezzato esplicitamente una gamba durante una confessione. Ma, soprattutto, Don Seppia avrebbe inviato al giovane numerosi sms dal contenuto decisamente hard e inequivocabile. Intanto in settimana il legale di don Seppia, l’avvocato genovese Paolo Bonanni, deciderà quale rito scegliere per il processo: Don Riccardo Seppia è stato infatti rinviato a giudizio e insieme a lui è stato disposto il giudizio anche per l’ex seminarista Emanuele Alfano, suo amico, confidente e complice. La prima udienza e’ stata fissata il 12 gennaio di fronte ai giudici del tribunale ordinario.
    Seppia deve rispondere di tentata violenza sessuale pluriaggravata per i palpeggiamenti ad un chierichetto, plurime offerte di cocaina, anche a minori, offerta di cocaina al complice e amico Emanuele Alfano, tentata induzione alla prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Quattro invece i capi di imputazione per Alfano: induzione alla prostituzione minorile; favoreggiamento della prostituzione minorile; prostituzione minorile; detenzione di materiale pedopornografico.

  • Prete accusato di violenza sessuale e molestie rinviato a giudizio

    Prete accusato di violenza sessuale e molestie rinviato a giudizio

    Rovigo, 2 novembre 2011 – Il Gip del tribunale di Rovigo, Carlo Negri su richiesta del pm Sabrina Duò ha rinviato a giudizio don Lauro Manzin, prete di 52 anni, residente a Lendinara per violenza sessuale e molestie. Ex parroco a Villamarzana e, prima ancora a Saguedo, il sacerdote negli ultimi anni si è occupato, come responsabile dell’associazione ‘La Tenda onlus’, di una ‘casa famiglia’ che è a Lendinara. Una struttura in cui vengono accolte donne vittime di tratta e altre forme di sfruttamento. Don Lauro Manzin è noto per il suo impegno a favore di queste persone, ex prostitute o minori, che hanno avuto vite segnate dal disagio e da problemi di tossicodipendenze.

    La vicenda risalirebbe al marzo e al maggio 2009. Teatro dei fatti sarebbe stata sempre la ‘casa famiglia’ di Lendinara. Secondo l’accusa il prete, in occasione di un incontro organizzato durante il Sinodo, cui partecipavano numerose famiglie, avrebbe palpeggiato una ragazza, minorenne all’epoca dei fatti, che si era recata all’incontro in compagnia dei familiari. L’episodio sarebbe emerso, quasi per caso, all’interno di un’altra indagine, effettuata dalla Squadra Mobile di Rovigo, per una denuncia di tentata estorsione. Secondo la minorenne, in altre occasioni, in particolare durante la confessione, il sacerdote le avrebbe rivolto domande sulle sue fantasie sessuali.
    Ad accusare il sacerdote, oltre alla ragazza minorenne, due ospiti della ‘casa famiglia’, giovani donne, una romena, un’altra italiana, tutte rappresentate dall’avvocato Giampietro Berti.

    http://www.ilrestodelcarlino.it/rovigo/cronaca/2011/11/02/612403-prete_accusato_violenza.shtml

  • GB, Pedofilia scandalo si allarga a Plymouth

    GB, Pedofilia scandalo si allarga a Plymouth

    28 ottobre 2011

    Continua lo scandalo dei preti pedofili in Gran Bretagna. La chiesa cattolica ha infatti ordinato una revisione urgente della sua politica per la protezione dei bambini dopo che un suo funzionario laico, incaricato di indagare su alcune accuse di abusi sessuali nella diocesi di Plymouth, è stato incriminato per possesso di 4.000 immagini pedopornografiche.

    Chris Jarvis, questo il nome dell’ex assistente sociale, era a capo di un’inchiesta su un’accusa di violenza sessuale a Buckfast Abbey, un monastero benedettino nel Devon.

    Non è la prima volta che un istituzione benedettina finisce sotto inchiesta. Questa settimana il Vaticano ha ordinato una visita apostolica all’abbazia benedettina di Ealing nella parte occidentale della capitale britannica, nella cui adiacente scuola, St Benedict’s, sarebbero stati compiuti abusi sui bambini dagli anni Sessanta fino al 2009.

    Il fatto che la chiesa abbia ingaggiato un pedofilo proprio per un’indagine sulla protezione dei bambini aumenterà la sensazione di crisi che già respira nella chiesa cattolica d’Inghilterra e Galles. Jarvis, secondo le indagini, è stato a capo per nove anni delle politiche dell’infanzia in 120 chiese nella diocesi di Plymouth.

    Il vescovo Christopher Budd ha chiesto la revisione del sistema ed ha affidato all’associazione per l’infanzia NSPCC di gestire l’indagine. Budd ha inoltre scritto alla vittima che aveva denunciato il caso di Buckfast affermando: “Capisco che scoprire che Chris Jarvis guardava immagini di bambini vittime di abusi ti ha fatto sentire nuovamente una vittima. Ha tradito la nostra fiducia e quella di molti alti con cui ha lavorato. sia vittime di abusi che colleghi”.

    Jarvis dovrà essere oggi presente ad un’udienza al Tribunale di Plymouth durante la quale gli verrà comunicata la sentenza. Si è dichiarato colpevole di undici capi d’accusa relativi alla produzione e al possesso di immagini pedo-pornografiche.

  • DON PIERINO: TRIBUNALE DISPONE VISITA FISCALE

    DON PIERINO: TRIBUNALE DISPONE VISITA FISCALE

    25 Ottobre 2011 12.35 – di Claudia Sensi – Fonte: Radio Galileo – cod.306542

    Il processo riprenderà il 7 febbraio prossimo
    Visita fiscale approfondita: l’ha disposta il tribunale di Terni per accertare le condizioni di salute di don Pierino Gelmini, il fondatore della Comunità Incontro accusato di violenza sessuale nei confronti di una decina di ex ospiti di Molino Silla di Amelia. L’esame clinico documentato sarà affidato al dottor Luigi Carlini dell’istituto di medicina legale dell’ospedale Santa Maria di Terni che avrà 30 giorni di tempo per compiere gli accertamenti avvalendosi, nel caso in cui ne abbia bisogno, anche della consulenza di uno specialista. La decisione è stata presa nel corso dell’udienza odierna, durante la quale i legali di don Gelmini hanno presentato un’istanza di rinvio del processo di almeno 6 mesi per via dell’aggravamento dello stato di salute dell’ex sacerdote. I pm Barbara Mazzullo e Raffaella Gammarota si sono però opposti alla richiesta così come gli avvocati di parte civile, che avevano richiesto, in subordine, una visita fiscale dell’imputato e la sospensione dei tempi di prescrizione. Il processo riprenderà il 7 febbraio prossimo.

  • DON PIERINO: RIPRENDE IL PROCESSO A TERNI.

    DON PIERINO: RIPRENDE IL PROCESSO A TERNI.

    24 Ottobre 2011 16.23 – di Claudia Sensi – Fonte: Radio Galileo – cod.306424

    Il dibattimento si svolgerà davanti alla corte presieduta dal nuovo presidente della sezione penale del tribunale
    Il processo a carico di don Pierino Gelmini, il fondatore della Comunità Incontro accusato di violenza sessuale nei confronti di una decina di ex ospiti della struttura di Molino Silla di Amelia, riprenderà domani davanti al tribunale di Terni.

    La prima udienza, svoltasi nel marzo scorso, era stata rinviata su richiesta dei legali di don Pierino a causa delle sue condizioni di salute. Dopo il ricovero di gennaio per uno scompenso cardiaco, all’ex sacerdote era stato infatti raccomandato un periodo di riposo.

    Nelle ultime settimane si sono presentati nuovi problemi di salute per l’ex sacerdote ed ora le sue condizioni sono considerate stabili ma tenute sotto stretto controllo dal personale medico che continua a raccomandare a don Pierino riposo assoluto.

    Domani dovrebbe prendere il via il dibattimento davanti alla corte presieduta dal nuovo presidente della sezione penale del tribunale di Terni Massimo Zanetti.

  • Piange in aula davanti al prete che la violentò

    Piange in aula davanti al prete che la violentò

    Il sacerdote è accusato a Ferrara di aver promesso denaro per testimoniare il falso

    Copparo. Cercò di convincere la donna che lo accusava di averla violentata a ritirare la denuncia nei suoi confronti e a cambiare versione. In premio le avrebbe promesso tremila euro. Abbastanza per farlo accusare di subornazione, reato specifico del codice penale.

    Lui è don Walter Mariani, 69 anni, parroco di San Leonardo, parrocchia della diocesi di Mantova, che per anni ha tenuto una comunità di recupero di tossicodipendenti e inseguito anche una casa di accoglienza, la Casa di Ruth. Della vicenda, che risale a qualche anno fa, se ne occupa per competenza territoriale il tribunale di Ferrara. L’incontro contestato sarebbe avvenuti infatti a Copparo. Sul periodo però, il 2008 o il 2009, vige la scarsa memoria dei testimoni chiamati in aula.

    A partire dalla stessa donna, una 43enne di nazionalità romena, che a Mantova lo accusò di violenza sessuale (il primo grado finì con la condanna del sacerdote a cinque anni, sentenza contro la quale il difensore, l’avvocato Sandro Somenzi, ha già presentato ricorso in appello). La donna, chiamata a deporre davanti al giudice Silvia Giorgi, è crollata emotivamente e, in preda a una crisi di pianto, ha dovuto interrompere l’esame, per riprenderlo un’ora dopo. Nonostante l’intervallo però la memoria ha continuato a non aiutarla e non ha saputo collocare l’incontro con il parroco nel 2008 o nel 2009.

    Lo stesso vale per chi l’accompagnò in piazza a Copparo. L’unico dettaglio utile del secondo teste per collocare il giorno del presunto reato sarebbe l’aver accompagnato la figlioletta al pronto soccorso per una frattura. Ma anche qui l’uomo, un amico che insieme alla moglie ospitò per un periodo la donna in casa propria, cade in contraddizione parlando prima di una mano rotta, poi di un polso slogato, salvo correggersi alla fine e ricordare che “nella caduta mia figlia si procurò anche una contusione alla clavicola”.

    Al banco dei testimoni arriva anche una coppia di conoscenti della 43enne. Lui è un agente di polizia locale presso il comando di Brescia. Lei, ex ospite della casa gestita da don Mariani, è diventata sua moglie. L’agente riporta un ulteriore elemento a carico del parroco: “mi chiamò nel 2009, il giorno prima dell’udienza in cui doveva testimoniare mia moglie per chiedere se si poteva modificare la sua deposizione. Disse che tutto (il processo allora in corso a Mantova per violenza sessuale, ndr) era un complotto contro di lui orchestrato dalla psicologa della struttura e dalla suora che ci lavora. Gli dissi che quanto stava facendo era una cosa gravissima” e lo riferì all’ispettore che seguì le indagini a carico dell’imputato. La mattina dell’udienza poi, “incontrammo Nela (questo il nome della donna che accusò il prete, ndr) fuori dalla procura di Mantova, che ci raccontò dell’episodio dell’offerta di denaro”.

    Al termine dell’udienza ferrarese don Mariani ha rinunciato ad essere ascoltato e ha chiesto di rendere dichiarazioni spontanee, nel corso delle quali ha raccontato come conobbe Nela: “dopo essere stata arrestata decise di denunciare i suoi sfruttatori, ottenendo così i benefici di legge che le evitarono l’espulsione e accettò un programma di reinserimento”.

    Programma che iniziò presso la Casa di Ruth, ma “dopo un periodo positivo – prosegue il sacerdote – non era più disposta ad accettare le regole della struttura e si allontanò”. Per questo don Mariani presentò alla questura una relazione negativa sul suo programma di reinserimento, che costò alla donna il mancato rinnovo del permesso di soggiorno e l’avviso del provvedimento di espulsione. “Lei mi chiamò supplicandomi di tornare sui miei passi, minacciando che altrimenti ‘sapeva come rovinarmi’. Quando poi seppi della denuncia a mio carico capii a cosa si riferiva. E lei, denunciandomi, è riuscita a ottenere il rinvio dell’espulsione”.

    Don Mariani nega poi che l’incontro di Copparo sia mai avvenuto, confermando invece la telefonata all’agente di polizia, “ma non ho assolutamente chiesto che la moglie cambiasse testimonianza, volevo solo poterli incontrare”.

    Terminato la fase dibattimentale, il processo si avvia ora alla discussione. L’udienza è fissata per il 18 gennaio.

    www.estense.com/?p=174458

  • Don Mauro, troppe cause La sentenza rinviata di mesi

    Don Mauro, troppe cause La sentenza rinviata di mesi

    La chiesa parrocchiale di Laglio, dov’era in servizio don Mauro Stefanoni (Foto by archivio)

    LAGLIO Troppe cause da discutere in Cassazione e i giudici della terza sezione sospendono tutto e rimandono la sentenza sull’ex parroco don Mauro Stefanoni a data da destinarsi.

    Suona come un vero e proprio colpo di scena la decisione, giunta nel primo pomeriggio, dei giudici romani di non discutere neppure il ricorso contro la condanna del sacerdote, riconosciuto colpevole di violenza sessuale nei confronti di un ragazzino del paese e a carico del quale era stata emessa una pena a 8 anni di reclusione.

    La terza sezione della Cassazione doveva discutere, oltre al ricorso dei legali di don Mauro, anche altri 27 fascicoli. Molti dei quali delicati. La discussione si è dunque protratta fino al pomeriggio e, giunto il momento di parlare del caso di Laglio, i giudici hanno deciso di rinviare la discussione a nuovo ruolo, dunque a data da destinarsi.

    Questo significa che l’attesa sentenza non arriverà, molto probabilmente, prima del 2012 o, al più presto, entro la fine dell’anno.

    http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cr…nviata_di_mesi/

  • Abusi sessuali, archiviata la posizione di don Stefano

    Abusi sessuali, archiviata la posizione di don Stefano

    Le quattro presunte vittime non avrebbero formulato le querele nei tempi previsti dalla legge. Negli interrogatori, il prete di Ugento avrebbe confermato i rapporti: “Ma loro erano consenzienti”

    Don Stefano Rocca.
    LECCE – Si è conclusa con un’archiviazione l’inchiesta sulle presunte molestie sessuali compiute da don Stefano Rocca, parroco di Ugento, iscritto nel registro degli indagati della Procura di Lecce con ‘’accusa di violenza sessuale. Il gip Annalisa De Benedictis ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dal sostituto procuratore titolare del procedimento, Stefania Mininni, poiché le presunte vittime, quattro in tutto, pur avendo raccontato le molestie subite, per cui sarebbero stati raccolti riscontri investigativi, non avrebbero formulato le querele nei tempi previsti dalla legge.

    Si tratta di un’inchiesta nata da uno stralcio dell’indagine sull’omicidio di Pepino Basile, il consigliere dell’Idv assassinato ad Ugento la notte tra il 14 e il 15 giugno del 2008. Tra le centinaia di verbali di persone informate sui fatti raccolte dagli inquirenti, sarebbero emerse le accuse rivolte al parroco da quattro ragazzi. Racconti scottanti e dettagliati, a cui poi si sarebbero aggiunte alcune lettere recapitate direttamente negli uffici giudiziari del capoluogo salentino, raccolti in un fascicolo affidato al sostituto procuratore della Repubblica di Lecce Stefania Mininni.

    Gli abusi, secondo i racconti delle presunte vittime, sarebbero stati commessi all’interno della parrocchia, dove il prelato avrebbe attirato con una scusa i giovani fedeli. Nel lungo interrogatorio sostenuto dinanzi al pubblico ministero, don Stefano avrebbe ammesso di aver avuto rapporti sessuali fugaci e non completi con le persone che l’hanno accusato, spiegando però che queste sarebbero state consenzienti. Nell’ottobre scorso il prete ha lasciato la parrocchia di Ugento per trascorrere un periodo di preghiera in Umbria.
    (giovedì 29 settembre 2011)

    www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=30237

  • Pedofilia. Per il card. Bagnasco è una ferita remarginata, Ma non ha chiesto che ne pensano le vittime senza giustizia

    Pedofilia. Per il card. Bagnasco è una ferita remarginata, Ma non ha chiesto che ne pensano le vittime senza giustizia

    20:07 24 SET 2011

    (AGI) – Genova, 24 set – “E’ una ferita che si sta rimarginando”. Lo ha affermato il cardinale Angelo Bagnasco, al termine della Messa celebrata presso la Parrocchia dello Spirito Santo, in via Calda, a Sestri Ponente. Il porporato ha annunciato la nomina del nuovo parroco, Don Giovanni Benvenuto, che sostituisce l’ex parroco, Don Riccardo Seppia, in carcere dal maggio scorso con le accuse di tentata violenza sessuale su minore, tentata induzione alla prostituzione minorile e offerta plurima di stupefacenti.
    Dopo la celebrazione eucaristica il cardinale Bagnasco ha incontrato i fedeli accorsi per ricevere la buona notizia. “Non vediamo l’ora di conscere il nuovo parroco – ha affermato una signora, al termine della Messa – e siamo molto contenti del suo arrivo. Siamo anche contenti del fatto che il cardinale non ci abbia abbandonato”. Un’altro fedele ha aggiunto che, dal nuovo parroco, “ci aspettiamo che sia un parroco buono. In tutti noi e’ ancora vivo il ricordo di Don Federico Casissa, il fondatore di questa comunita’ che, grazie alle solide fondamenta che lui ha posto, ha saputo affrontare questo grande dolore”. Un’altra parrocchiana ha aggiunto che “speriamo che il nuovo parroco sia una persona seria e per bene”. Seduto in prima fila durante la Messa c’era anche l’attivista Francesco Zanardi, il giovane savonese che il 22 settembre scorso e’ partito dalla citta’ della Torretta per intraprendere un pellegrinaggio fino a Roma contro gli abusi dei preti pedofili e per sollecitare l’applicazione delle linee guida del Vaticano. Sulla maglietta del presidente dell’associazione ‘L’abuso’ sono stampate le scritte “Pellegrinaggio per la verita’, 22 settembre 2011” e “Tieni il ‘pretofilo’ fuori dalla porta dei bambini”. “Quelle linee guida – ha detto – sono lettera morta, non sono state applicate. Mi fermero’ a Genova qualche giorno e la prossima settimana, probabilmente martedi’, insieme ad altre associazioni, presentero’ al cardinale Bagnasco alcuni documenti e una lettera con pesanti denunce che non hanno avuto alcun seguito. A Genova – ha concluso – ho gia’ ricevuto una 30ina di segnalazioni di abusi ma, purtroppo, nella Chiesa c’e’ ancora molta omerta’”.(AGI) ge2

    http://www.agi.it/genova/notizie/201109242…ta_rimarginando