Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: violenza sessuale

  • Vittime di abusi sessuali denunciano il Papa e il Vaticano al Tribunale dell’Aja

    Vittime di abusi sessuali denunciano il Papa e il Vaticano al Tribunale dell’Aja

    Un gruppo di associazioni delle vittime di preti pedofili ha depositato oggi presso la Corte penale internazionale dell’Aja un ricorso in cui accusa Benedetto XVI, il cardinale Tarcisio Bertone e altri alti esponenti della gerarchia vaticana di crimini contro l’umanità per la presunta copertura dei reati commessi da ecclesiastici contro i minori.

    L’organizzazione statunitense Snap, che riunisce vittime di abusi sessuali ad opera di religiosi cattolici, ha chiesto ufficialmente al Tribunale penale internazionale dell’Aja di investigare nei confronti delle massime gerarchie vaticane per l’accusa di stupro, violenza sessuale e tortura. Snap, insieme all’organizzazione per i diritti umani Center for Constitutional Rights, ha presentato un dettagliato e voluminoso fascicolo (circa 20mila pagine) al tribunale dell’Aja per dimostrare che il Vaticano «tollera e permette la sistematica e diffusa protezione» di chi commette abusi e molestie su minori in tutto il mondo. I rappresentanti statunitensi ed europei dell’associazione hanno lanciato per i prossimi giorni un tour europeo che li porterà a toccare le principali capitali europee.

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/201…l?uuid=AaQIu33D

  • «Sesso con l’immigrato» Nardò, parroco a giudizio

    «Sesso con l’immigrato» Nardò, parroco a giudizio

    LECCE – La Procura ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del parroco di Nardò accusato di violenza sessuale per aver palpeggiato un marocchino. Il sostituto procuratore Stefania Mininni ritiene di aver acquisito elementi sufficienti a carico di don Quintino De Lorenzis, 34enne, di Alliste, che dal primo luglio del 2010 è alla guida della parrocchia di San Gerardo Majella di Nardò. La richiesta di rinvio a giudizio non è una condanna anticipata. E, adesso, sarà il gup che dovrà verificare se sussistano a carico dell’imputato elementi idonei a sostenere un’accusa in giudizio.

    Il marocchino sostiene di essere stato molestato dal parroco al quale si era rivolto per chiedere cibo e vestiario. L’episodio, secondo quanto raccontato dal marocchino, risale al 14 ottobre scorso.

    Tutti i particolari sull’edizione di Quotidiano Lecce oggi in edicola

    Martedì 06 Settembre 2011 – 23:50 Ultimo aggiornamento: Mercoledì 07 Settembre – 10:50

    www.quotidianodipuglia.it/articolo.php?id=162162&sez=LECCE

  • Violenza sessuale, la Cassazione: il prete deve denunciare abusi

    Violenza sessuale, la Cassazione: il prete deve denunciare abusi

    Se un sacerdote che presiede una struttura d’accoglienza viene a conoscenza del fatto che nella sua comunità si stanno verificando episodi di abusi sessuali, deve immediatamente adottare «i provvedimenti più opportuni». È con questa sentenza che la Corte di Cassazione annulla l’assoluzione di monsignor Renzo Cavallini, ex direttore della struttura d’accoglienza “Casa del giovane la Madonnina”, accusato di concorso in violenza sessuale e condannato in primo grado a 4 anni.

    Cavallini infatti, ai tempi in cui dirigeva la comunità, non avrebbe impedito a un operatore laico, Massimiliano Azzolini, di abusare di due giovani di 17 e 18 anni, ospiti della struttura milanese. Per i giudici della Suprema Corte, che hanno accolto il ricorso del sostituto pg di Milano Laura Barbaini, ciò che conta infatti è il «ruolo di autorità e di responsabilità» che Cavallini aveva nella struttura.

    «Già di fronte alla prima e anche più modesta segnalazione di abusi», scrivono i giudici, «deve scattare la responsabilità del preposto che deve intervenire, chiarire e adottare i provvedimenti più opportuni del caso per prevenire il rischio di ripetersi di episodi del genere (e ciò ancor prima che si valichi la soglia del penalmente rilevante)».

    Per Cavallini era arrivata poi l’assoluzione in appello, poiché i giudici avevano ritenuto che il sacerdote non era consapevole degli effetti causati dalla sua inerzia, nonostante le molte segnalazioni ricevute. La Cassazione, invece, sottolinea proprio «la totale inerzia dell’imputato Cavallini a qualsiasi livello (anche il più modesto intervento verbale censorio)».

    http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2010/09/06/AM8Lsg1D-denunciare_sessuale_cassazione.shtml

  • Quel silenzio colpevole sui suicidi delle vittime dei preti pedofili

    Quel silenzio colpevole sui suicidi delle vittime dei preti pedofili

    E’ boom di suicidi fra gli alunni delle scuole cattoliche australiane, alunni che in passato sono caduti vittime delle attenzioni non esattamente amichevoli dei sacerdoti. Preti pedofili insomma, preti che violentano ragazzi che poi si suicidano: e la polizia gradirebbe indagare per capire cosa sta succedendo. Ma sulla strada delle forze dell’ordine c’è il vescovo di Ballarat, Peter Connors, che teorizza l’inutilità dell’approfondimento investigativo su casi di tale importanza perché, dice il prelato, non servirebbe a niente e nulla si scoprirebbe in questo modo.

    OLTRE VENTI I SUICIDI – Ma andiamo con ordine. Da alcune settimane, nelle scuole australiane gestite dalle diocesi cattoliche si registra un vero e proprio picco di suicidi fra gli adolescenti, già vittime di sacerdoti e prelati. Qualcosa non va.

    La polizia che indaga sui casi del pedofilo Robert Best, frate, crede che almeno 26 vittime di abusi sessuali nelle scuole in cui il religioso ha insegnato si sarebbero suicidate. Uno degli ufficiali delle indagini chiede addirittura una inchiesta parlamentare sul tema. “Sarei più che felice se aiutasse le vittime”, dice il vescovo di Ballarat Peter Conners. “Ma non credo che riusciranno a capire molto di più…credo che noi siamo riusciti a fare il meglio che potevamo negli ultimi anni”.

    Secondo il vescovo, nemmeno le ultime, incredibili notizie che racconterebbero, appunto, di 26 ragazzi che si sarebbero tolti la vita perché non riuscivano a superare il trauma della violenza sessuale sarebbero un buon motivo per far procedere senza intoppi l’indagine di polizia.

    “Credo che finora siamo riusciti a sapere un sacco di cose riguardo i comportamenti appropriati e non appropriati”, ha detto il vescovo Connors. “Credo che le persone siano molto ben informate oggi come oggi su quali siano gli approcci da rifiutare da una persona di sesso maschile”.

    Nella diocesi di sua competenza sono accaduti atti di gravità inaudita.

    “NON SERVE A NIENTE” – Religiosi pedofili si aggiravano fuori da qualsiasi controllo; primo fra tutti il caso del pedofilo Best, di cui abbiamo già accennato.

    Best, che insegnava in molte scuole in tutto lo stato di Victoria, incluso a Ballarat, avrà una condanna lunedì dopo aver confessato la propria colpevolezza su 27 accuse di abuso per 11 ragazzi fra il 1969 e il 1988. Best era il preside alla scuola primaria di Ballarat nello stesso tempo in cui il pedofilo seriale e prete Gerald Ridsdale era il cappellano scolastico.

    Davanti a questi atti terribili, secondo il vescovo non ci sarebbe da indagare. Non che ovviamente possa fermare le indagini di polizia, ma le sue dichiarazioni sono molto esemplificative dello zoccolo duro della Gerarchia cattolica che ancora tarda ad uniformarsi persino alle direttive di Papa Ratzinger, che ha affrontato con sorprendente piglio la vicenda dei pedofili nel clero. Per il vescovo australiano, approfondire la questione nella migliore delle ipotesi sarebbe inutile.

    http://www.giornalettismo.com/archives/137…preti-pedofili/

  • Don Seppia, niente abusi a Recco gli ex ragazzi scagionano il prete

    Don Seppia, niente abusi a Recco gli ex ragazzi scagionano il prete

    Don Seppia, niente abusi a Recco gli ex ragazzi scagionano il prete
    Il filone d’inchiesta aperta dopo la denuncia di don Pier Carlo Casassa
    di GIUSEPPE FILETTO

    Don Seppia, niente abusi a Recco gli ex ragazzi scagionano il prete

    SCAGIONATO da una dozzina di ex parrocchiani, uomini tra i 30 ed i 35 anni, nell’86 però ragazzini che frequentavano la chiesa di Recco. Don Riccardo Seppia, il parroco accusato di pedofilia, violenza sessuale, induzione alla prostituzione minorile e cessione di droga quando era in servizio a Sestri, invece non avrebbe molestato alcuno di quei bambini di Recco.

    La verità emerge dagli interrogatori compiuti dai carabinieri del Nas di Milano, titolari dell’inchiesta che lo scorso maggio ha portato don Seppia in carcere per i fatti riguardanti la chiesa di Santo Spirito di Sestri Ponente. Gli uomini dell’Arma e il pm Stefano Puppo hanno aperto un fronte di indagine parallelo, basato sulle denunce fatte da don Pier Carlo Casassa, ex parroco di Recco. Che all’indomani dello scandalo ricordò che nell’86 don Riccardo era suo vice nella chiesa San Giovanni Battista, e ancora oggi sostiene di aver segnalato alla Curia gli inusuali comportamenti del suo curato: «Ricordo che dopo una gita al mare con i bambini effettuata dal Seppia, molti ragazzi mi manifestarono la volontà di non voler più andare in gita con don Riccardo». Molti di quei bambini si erano allontanati dalla parrocchia.
    Con ogni probabilità il sacerdote (da un paio d’anni in pensione) e Bernardina Masia (Dina), la sua “perpetua” hanno ricordato nomi e cognomi. I carabinieri hanno rintracciato e chiamato a testimoniare i bambini di allora, ma nessuno di loro, oggi adulti, ha confermato i “sospetti” di don Casassa: nessun comportamento anomalo dell’allora vice parroco.

    Lo stralcio d’indagine si smorza, e le attenzioni degli investigatori tornano sulla vicenda principale, che ruota attorno alla chiesa di Sestri Ponente. Il chierichetto di 15 anni, davanti al gip Annalisa Giacalone, ha confermato le sue deposizioni, prima rese ai carabinieri durante le indagini, poi al pm Puppo: per due volte Riccardo Seppia lo avrebbe toccato. La prima, in sacrestia, quando l’ha abbracciato da dietro e si è sentito premere sui glutei; la seconda, in parrocchia, mentre si stava confessando, quando il sacerdote gli ha accarezzato una gamba. Il ragazzo ha confermato anche di aver ricevuto alcuni sms di “significato esplicito”.
    L’incidente probatorio, durato quasi due ore e tenuto a Palazzo di Giustizia nella stanza riservata agli interrogatori dei minori, si è reso necessario per cristallizzare la deposizione della giovane vittima. Don Seppia (in carcere a Sanremo) e il suo amico-amante, Emanuele Alfano (prima in cella a Marassi, ora per motivi di salute trasferito nel reparto detenuti dell’ospedale San Martino) però hanno rinunciato ad assistere.

    (26 luglio 2011)

    http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/0…prete-19661190/

  • Oristano: processo a don Usai rinviato a settembre

    Oristano: processo a don Usai rinviato a settembre

    E’ stata rinviata al prossimo 23 settembre l’apertura del processo contro don Giovanni Usai, il sacerdote fondatore della Comunità per il recupero dei detenuti “Il Samaritano” di Arborea, accusato di favoreggiamento della prostituzione e violenza sessuale. Il rinvio è dovuto alla necessità di nominare un perito per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche compiute durante le indagini. Una parte delle intercettazioni riguarda conversazioni tra persone di nazionalità e lingua nigeriana e dovranno quindi anche essere tradotte in italiano. All’udienza di questa mattina, durata pochi minuti, non era presente don Usai, che poco prima ha accusato un malore ed è stato ricoverato all’ospedale di Oristano per accertamenti. I fatti per i quali don Usai sarà processato erano avvenuti all’interno della Comunità. Secondo l’accusa, due nigeriani avevano organizzato un giro di prostituzione attorno ad alcune connazionali ospiti della struttura e il sacerdote non poteva non essere a conoscenza di quanto avveniva e non avrebbe fatto nulla per impedirlo. L’accusa di violenza sessuale proviene invece da un’altra ospite della struttura, che sostiene di aver dovuto cedere alle avances di don Usai per non perdere un’opportunità di lavoro all’interno della Comunità. Don Usai ha sempre respinto le accuse sostenendo di essere vittima di una sorta di complotto da parte di qualcuno che aveva interesse a ostacolare l’attività della Comunità.

    Lunedì 18 luglio 2011 12.15

    www.unionesarda.it/Articoli/News/229281

  • Don Dessì, il processo torna in appello

    Don Dessì, il processo torna in appello

    Monica Tiezzi
    La Cassazione annulla per la seconda volta la sentenza di condanna della Corte d’Appello nei confronti di Marco Dessì, l’ex missionario sardo della Confraternita «Gesù divino operaio», accusato di abusi sessuali su alcuni bambini del Nicaragua, e rinvia di nuovo il procedimento ai giudici di secondo grado.
    Il nuovo colpo di scena nell’intricata vicenda giuridica è arrivato ieri sera dalla quarta sezione penale della Cassazione, chiamata a giudicare la sentenza di appello che, nel luglio 2010, aveva condannato Dessì a sette anni per abusi sessuali su minori.
    La motivazione della Cassazione sarà depositata nei prossimi giorni, ma dal dispositivo della sentenza sembrano essenzialmente tre i punti che, accogliendo le motivazione della difesa, hanno indotto i giudici supremi ad annullare la condanna: il non dovuto risarcimento danni e pagamento delle spese processuali nei confronti di uno dei ragazzi denuncianti, previsto invece dalla sentenza d’appello; la caduta dell’aggravante di atti di violenza su infraquattordicenni; una valutazione errata del computo della pena nella continuazione dei reati.
    Il primo punto fa riferimento alla denuncia di una vittima che aveva sostenuto di essere stata molestata durante un tour del coro fondato dall’ex missionario, a Houston, mentre la difesa ha dimostrato, con documenti doganali, che il ragazzo non si trovava negli Usa quando sarebbero avvenuti i fatti. Le vittime quindi avrebbero tutte compiuto i 15 anni all’epoca degli abusi e, anche in considerazione di questo, cadrebbe un’aggravante e sarebbe sbagliato il computo della pena.
    «Siamo soddisfatti, la Cassazione ci ha dato ragione», ha commentato ieri sera a caldo Massimo Jasonni, legale di Dessì assieme a Pierluigi Concas.
    Marco Dessì, 63 anni, – che nel febbraio 2010 è stato «dimesso dallo stato clericale» da papa Benedetto XVI in seguito all’inchiesta interna del Vaticano – ha atteso la sentenza nella casa di famiglia in Sardegna, dove si trova da circa sei mesi, quando – scaduti i termini della custodia cautelare – ha lasciato il carcere di Saluzzo.
    Resterà libero finchè non sarà messa la parola fine alla sua vicenda processuale.
    L’inchiesta aveva preso le mosse nel 2006 dalla denuncia delle associazione umanitarie «Rock no war» e «Solidando» – rappresentate dall’avvocato reggiano Marco Scarpati – che avevano raccolto, con show e manifestazioni, fondi per la missione «Betania» di Chinandega gestita da don Dessì, e alle quali erano giunte voci inquietanti sul comportamento del sacerdote.
    Le denunce di sei ragazzini – raccolte su dvd da un volontario che si era recato in Nicaragua – erano quindi approdate alla procura di Parma.
    La complessa inchiesta del pm Lucia Russo aveva scoperto, tra l’altro, che Dessì aveva archiviato nel suo pc 1440 file con immagini pedopornografiche, scaricate fino a due giorni prima dell’arresto, il 4 dicembre 2006.
    Il sacerdote era stato condannato in primo grado il 23 maggio 2007 dal gup Roberto Spanò a 12 anni per violenza sessuale su tre ragazzi, ed era stato rinchiuso nel carcere di Saluzzo. Pena ridotta a otto anni in appello.
    La Cassazione però, nel maggio 2009, aveva annullato senza rinvio la sentenza di condanna per tutte le imputazioni relative a fatti avvenuti prima dell’agosto ’98, e stabilito che si doveva tornare al giudizio della Corte d’Appello per i restanti episodi. La seconda sentenza dei giudici di Bologna, nel luglio 2010, aveva ulteriormente ridotto la pena a sette anni.
    Ora, dopo il secondo pronunciamento della Cassazione, il procedimento torna, per la terza volta, in Corte d’Appello.

    http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/…n_appello_.html

     

  • Il pedofilo ospitato dal prete violenta due bimbe

    Il pedofilo ospitato dal prete violenta due bimbe

    6 luglio 2011

    Recidivo, il brasiliano è stato denunciato dalle famiglie delle vittime

    Storia di violenza sessuale in parrocchia, ma questa volta il parroco c’entra solo in parte: l’imputato è un trettottenne brasiliano che per la parrocchia collaborava in un centro estivo. E la particolarità è che era stato accolto dal parroco in quella sede proprio perché il commissariato di Poggibonsi, Siena, tentava di trovare una destinazione “socialmente utile” ad un soggetto già interessato da procedimento penale per pedofilia.

    VIOLENZA IN PARROCCHIA – Già. L’uomo in questione era recidivo, ma è stato comunque messo a contatto con dei bambini.

    Era sottoposto a obbligo di dimora perche’ alcuni mesi fa aveva molestato dei bambini. Ma questo non gli ha impedito di ripetere le sue ‘attenzioni’, questa volta su due bambine di 9 e 10 anni, alle quali avrebbe dovuto invece insegnare musica in un campo estivo organizzato dalla parrocchia. Lui, un trentottenne di origini brasiliane, e’ stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Ma a pagare e’ in qualche modo anche il sacerdote che aveva organizzato il campo estivo: la curia lo ha temporaneamente sospeso dalla parrocchia in cui presta servizio. Il prete si giustifica dicendo che quell’uomo gli era stato presentato dal commissariato di polizia di Poggibonsi perche’ gli trovasse un ricovero. Cosi’ lo ha ospitato, ma senza chiedere l’autorizzazione al vescovo.

    Vittime delle sue attenzioni sono due bambine che hanno denunciato alle famiglie le violenze subite. Sono così state le mamme ad attivare le forze dell’ordine perché prendessero nuovamente in custodia l’uomo.

    Il brasiliano, che nel campo insegnava musica ai ragazzi, avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito.

    Il tutto si svolge, come abbiamo visto, in un centro estivo parrocchiale.

    SCONCERTO PUBBLICO – Quel che non si immagina – ma che comunque è abbastanza comune – è che l’amministrazione comunale di Poggibonsi aveva ben contribuito al finanziamento del centro estivo, affidandolo interamente alla sorveglianza del parroco; che ora, ovviamente, potrebbe rispondere penalmente della sua omessa vigilanza.

    A chiedere di fare luce su quanto accaduto e’ anche il comune senese. Tanto piu’ che al campo estivo organizzato dalla parrocchia l’amministrazione comunale eroga un contributo economico. Ma il Comune ha anche annunciato di ‘si mettera’ anche in contatto coi genitori dei bambini coinvolti’ e convochera’ gli organizzatori del gruppo estivo ‘per avere maggiori informazioni e avere conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attivita’ dedicate ai bambini’. Il tutto, precisa il Comune senza scalfire ‘la volonta’ di collaborare con parrocchie e associazioni di volontariato per la realizzazione di attivita’ socio-educative rivolte a ragazzi, adolescenti e fasce deboli della popolazione’.

    Non essendo stata allertata in nessun modo di quanto stava succedendo nella parrocchia, anche l’autorità ecclesiastica ha chiesto di poter avere informazioni sulla vicenda: e ha convocato il parroco che, come abbiamo visto, per adesso è stato sospeso dalla direzione della comunità che gli era assegnata.

    Da parte sua l’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani ha espresso ‘vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie’. Buoncristiani ha ‘immediatamente convocato il parroco’. Il prete si e’ giustificato dicendo di avere agito ‘per mero spirito di carita’ cristiana’, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al Vescovo’ e solo successivamente, ricostruisce in vescovo in una nota, il parroco avrebbe appreso ‘da voci’ dei precedenti dell’uomo

    http://www.giornalettismo.com/archives/132…enta-due-bimbe/

    ABUSI SU BIMBE DI 9 ANNI:
    SIENA, PARROCO SOSPESO
    Mercoledì 06 Luglio 2011 – 21:43 [Aumenta la dimensione del testo] [Diminuisci la dimensione del testo] [Commenti]

    SIENA – Era sottoposto a obbligo di dimora perchè alcuni mesi fa aveva molestato dei bambini. Ma questo non gli ha impedito di ripetere le sue «attenzioni», questa volta su due bambine di 9 e 10 anni, alle quali avrebbe dovuto invece insegnare musica in un campo estivo organizzato dalla parrocchia. Lui, un trentottenne di origini brasiliane, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Ma a pagare è in qualche modo anche il sacerdote che aveva organizzato il campo estivo: la curia lo ha temporaneamente sospeso dalla parrocchia in cui presta servizio. Il prete si giustifica dicendo che quell’uomo gli era stato presentato dal commissariato di polizia di Poggibonsi perchè gli trovasse un ricovero. Così lo ha ospitato, ma senza chiedere l’autorizzazione al vescovo. Il brasiliano, che nel campo insegnava musica ai ragazzi, avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito. A chiedere di fare luce su quanto accaduto è anche il comune senese. Tanto più che al campo estivo organizzato dalla parrocchia l’amministrazione comunale eroga un contributo economico. Ma il Comune ha anche annunciato di «si metterà anche in contatto coi genitori dei bambini coinvolti» e convocherà gli organizzatori del gruppo estivo «per avere maggiori informazioni e avere conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attività dedicate ai bambini». Il tutto, precisa il Comune senza scalfire «la volontà di collaborare con parrocchie e associazioni di volontariato per la realizzazione di attività socio-educative rivolte a ragazzi, adolescenti e fasce deboli della popolazione».

    Da parte sua l’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani ha espresso «vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie». Buoncristiani ha «immediatamente convocato il parroco». Il prete si è giustificato dicendo di avere agito «per mero spirito di carità cristianà, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al Vescovo» e solo successivamente, ricostruisce in vescovo in una nota, il parroco avrebbe appreso «da voci» dei precedenti dell’uomo. Così «ha cominciato immediatamente ad adoperarsi per trovargli diversa collocazione, invano. Per questo l’imputato si trovava ancora nella Canonica al momento del campo scuola, pur non essendo coinvolto in alcun modo e a nessun titolo nelle attività estive parrocchiali». Ma Buoncristiani ha comunque deciso per la sospensione «da domani stesso»: «Nonostante tali precisazioni – spiega il vescovo – la gravità della vicenda che è sfociata nell’arresto dell’indagato, salva ogni decisione della Magistratura, impone un immediato approfondimento di eventuali leggerezze o negligenze».

    www.leggo.it/articolo.php?id=130796&sez=ITALIA

    PEDOFILIA
    Abusa di due bambine
    arrestato in parrocchia a Siena
    L’uomo, un brasiliano di 38 anni, insegnava musica in un centro estivo organizzato dalla chiesa.
    Stava scontando l’obbligo di dimora per un episodio simile avvenuto mesi fa. Intanto la Curia senese ha sospeso il parroco

    MONTERIGGIONI – Un uomo di 38 anni di origini brasiliane è stato arrestato lunedì con l’accusa di violenza sessuale su due bambine di 9 e 10 anni. L’uomo, maestro di musica, che stava scontando l’obbligo di dimora a Monteriggioni, vicino a Siena, per un altro episodio simile avvenuto alcuni mesi fa, avrebbe palpeggiato le due bambine durante un campo estivo organizzato dalla parrocchia.

    Sembra che il brasiliano insegnsse musica. Avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito. Sospeso dalla Curia senese il parrco delle chiesa di Monteriggioni. Lo ha annunciato in serata l’arcivescovo di Siena, Antonio Buncristiani, che esprime “vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie”, e fa sapere di avere “immediatamente convocato il parroco, non appena appresa la notizia”. Il sacerdote avrebbe riferito che il maestro di musica brasiliano “gli è stato presentato dal commissariato di polizia di Poggibonsi, con lo scopo di trovargli un ricovero per scontare un periodo di arresti domiciliari, senza però informarlo circa l’imputazione di reato che gli veniva contestata”, ospitandolo “per mero spirito di carità cristiana, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al vescovo”.

    Solo dopo il prete avrebbe appreso “da voci” dei precedenti dell’uomo e “ha cominciato immediatamente ad adoperarsi per trovargli diversa collocazione, invano. Per questo l’imputato si trovava ancora nella Canonica al momento del campo scuola, pur non essendo coinvolto in alcun modo e a nessun titolo nelle attività estive parrocchiali”. Buoncristiani spiega poi la sospensione del parroco, “da domani stesso”: “Nonostante tali precisazioni – scrive – la gravità della vicenda che è sfociata nell’arresto dell’indagato, salva ogni decisione della magistratura, impone un immediato approfondimento di eventuali leggerezze o negligenze”.

    Intanto il Comune stamani aveva subito chiesto di fare luce sull’episodio. L’amministrazione “si metterà anche in contatto coi genitori dei bambini coinvolti” e convocherà gli organizzatori del gruppo estivo “per avere maggiori informazioni e conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attività dedicate ai bambini”. Ma “quanto accaduto – spiega in una nota il Comune – non scalfisce la volontà di collaborare con parrocchie e associazioni di volontariato per la realizzazione di attività socio-educative rivolte a ragazzi, adolescenti e fasce deboli della popolazione”.

    (06 luglio 2011)

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/…siena-18738161/

    Monteriggioni
    Molestie a 2 bambine al campo estivo: arrestato un 38enne, un parroco sospeso dalla curia
    Le piccole hanno raccontato l’accaduto alle mamme ed è scattata la denuncia. L’uomo stava scontando l’obbligo di dimora nel paese di residenza per un altro episodio simile
    06/07/2011 – 11:21
    5 commenti

    Un uomo di 38 anni di origini brasiliane, è stato arrestato lunedì a Castellina Scalo, frazione di Monteriggioni, con l’accusa di violenza sessuale su due bambine di 9 e 10 anni.

    L’uomo, maestro di musica, che stava scontando l’obbligo di dimora nel paese di residenza, nel senese, per un altro episodio simile avvenuto alcuni mesi fa, avrebbe palpeggiato le due bambine durante un campo estivo organizzato dalla parrocchia.

    Il brasiliano, che nel campo insegnava musica ai ragazzi, avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito.

    L’Amministrazione Comunale ha appreso con sgomento dalla stampa dell’arresto avvenuto a Castellina Scalo di una persona accusata di tentati abusi sessuali su due bambine, mentre frequentavano il gruppo estivo parrocchiale. Il Comune è estraneo all’organizzazione dei corsi, il tradizionale Grest organizzato da molte parrocchie in Toscana, una delle attività più importanti dell’animazione del tempo libero degli oratori, che a Monteriggioni anticipa i campi solari organizzati direttamente dal Comune a luglio ed agosto.

    Il Comune eroga un contributo economico, sulla base della verifica dell’esecuzione del progetto presentato, a chi organizza il Grest, che gestisce l’attività in autonomia, fornendo un servizio prezioso e molto apprezzato dalle famiglie. Al momento risulta che una persona estranea all’organizzazione dell’attività educativa e di intrattenimento, temporaneamente alloggiata in un immobile vicino alla struttura parrocchiale che accoglie i bambini, avrebbe tentato di molestare due bambine che hanno avvertito i genitori suscitando l’opportuno e tempestivo intervento delle forze dell’ordine.

    Gli Uffici Comunali convocheranno gli organizzatori del Grest per avere maggiori informazioni ed anche per programmare l’attività futura e per avere la conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attività dedicate ai bambini, sia per le caratteristiche dei locali e degli spazi, che per l’alimentazione, che per la competenza e l’affidabilità degli educatori. Quanto accaduto non scalfisce la volontà dell’Amministrazione Comunale di collaborare con Parrocchie ed Associazioni di volontariato per la realizzazione di attività socio-educative rivolte ai ragazzi ed agli adolescenti, così come ad altre fasce deboli della popolazione, rafforzando però l’attenzione verso le modalità di organizzazione del servizio, nell’interesse supremo dei bambini. Il Comune si metterà anche in contatto con i genitori dei bambini coinvolti nello spiacevole episodio.

    La Curia senese ha deciso di sospendere temporaneamente il sacerdote che presta servizio nella parrocchia che ha organizzato il campo estivo. Lo annuncia in una nota l’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani che, nell’esprimere “vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie”, fa sapere di avere “immediatamente convocato il parroco, non appena appresa la notizia a mezzo stampa”.

    Il sacerdote, secondo quanto detto nella nota, ha riferito che il maestro di musica brasiliano “gli è stato presentato dal commissariato di Polizia di Poggibonsi, al fine di trovargli un ricovero per scontare un periodo di arresti domiciliari, senza però informarlo circa l’imputazione di reato che gli veniva contestata”, ospitandolo “per mero spirito di carità cristiana, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al Vescovo”. Solo successivamente il parroco avrebbe appreso “da voci” dei precedenti dell’uomo e “ha cominciato immediatamente ad adoperarsi per trovargli diversa collocazione, invano. Per questo l’imputato si trovava ancora nella Canonica al momento del campo scuola, pur non essendo coinvolto in alcun modo e a nessun titolo nelle attività estive parrocchiali”.

    Buoncristiani spiega poi la sospensione del parroco, “da domani stesso”: “Nonostante tali precisazioni – dice la nota – la gravità della vicenda che è sfociata nell’arresto dell’indagato, salva ogni decisione della Magistratura, impone un immediato approfondimento di eventuali leggerezze o negligenze”.

  • PEDOFILIA: DIFESA DON SEPPIA RICORRE IN CASSAZIONE

    PEDOFILIA: DIFESA DON SEPPIA RICORRE IN CASSAZIONE

    16:27 04 LUG 2011

    (AGI) – Genova, 4 lug. – Dopo il rigetto del ricorso al tribunale del Riesame di Genova, il difensore di don Riccardo Seppia, il parroco genovese in carcere dal 13 maggio per tentata violenza sessuale su un chierichetto, offerta di droga e tentata induzione alla prostituzione minorile, il suo difensore Paolo Bonanni ha fatto ricorso in Cassazione. Chiede l’annullamento dell’ordinanza del Riesame genovese, che giudica non adeguatamente motivato. La richiesta e’ quella della scarcerazione o, in subordine, dell’attenuazione della misura cautelare in arresti domiciliari o nel trasferimento in una struttura di cura. “Si e’ qui in presenza di un pericolo di recidiva particolarmente elevato. L’indagato – avevano sottolineato i giudici del Riesame – dimostra di non preoccuparsi affatto della sofferenza che la sua condotta puo’ causare nelle vite altrui (e’ significativo, in proposito, il fatto che pur sapendo di essere sieropositivo dal 2003, nel concordare incontri, richieda che il rapporto sessuale avvenga senza protezione); ne deriva che egli non appare in grado di contenere i propri impulsi piu’ negativi e pericolosi, pur essendo consapevole del danno che da cio’ puo’ derivare ad altri”. In relazione alla tentata violenza sessuale sul chierichetto, i giudici avevano scritto: “Non vi e’ dubbio circa la sussistenza a carico dell’indagato di gravi indizi di colpevolezza”. Per quanto concerne la tentata induzione alla prostituzione minorile e l’offerta di droga, e’ opinione dei giudici che il sacerdote avrebbe portato a termine i suoi incontri con giovani extracomunitari gia’ organizzati, anche in cambio di soldi e droga: “Le sue offerte di stupefacente hanno il carattere della serieta’ e non possono quindi essere valutate come mere vanterie” cosi’ come aveva sottolineato la difesa. Avendo don Seppia avvicinato due ragazzini stranieri che vivevano in una comunita’ alloggio, sottolineano i giudici: “Seppia ha dimostrato di voler scegliere le vittime dei suoi particolari desideri sessuali tra coloro che per l’eta’ e/o per le condizioni di vita erano meno in grado di difendersi”. (AGI) ge1

    http://www.agi.it/genova/notizie/201107041…e_in_cassazione

  • Provolo, gli ex allievi in corteo «Via il velo sui preti pedofili»

    Provolo, gli ex allievi in corteo «Via il velo sui preti pedofili»

    PROTESTA. In piazza Bra manifestazione nazionale delle vittime di violenza sessuale. Il caso era esploso due anni fa. I sordomuti: «La Chiesa copre i religiosi». Il giudice Sannite a Matrix: «A Verona tre sacerdoti hanno ammesso gli abusi»
    02/07/2011

    La manifestazione nazionale sordomuti contro i preti pedofili FOTO MARCHIORI

    Una lunghissima corda, il filo al quale tutti si sono aggrappati percorrendo via Provolo, via Roma per arrivare infine in Bra. Un filo che ha legato gli ex allievi dell’istituto sordi Provolo ai rappresentanti dell’unione atei e agnostici razionalisti di Verona i parlamentari radicali Turco e Farina Coscioni, Pontesilli, segretario di Anticlericale.net, di associazioni come La colpa e Survivor’s voice europe. Un corteo che per la seconda volta è stato organizzato a Verona, per sostenere chi ha denunciato di aver subito violenze sessuali e fisiche e per chiedere che la Chiesa non protegga i sacerdoti che hanno commesso abusi.
    Da una parte loro, gli ex allievi sordi che dagli anni Cinquanta e fino al 1984 frequentarono il Provolo, loro e i racconti di attenzioni morbose, di percosse e umiliazioni, dall’altra la richiesta che oltrepassa il confine della città e arriva a Roma, al Vaticano.
    «Chiediamo che i cattolici italiani che hanno subito violenze da parte di religiosi siano trattati come i cattolici americani, belgi, inglesi», l’intervento del deputato Maurizio Turco, «che alle vittime di abusi italiane sia riconosciuto il diritto alla verità, che possano avere accesso agli atti redatti da commissioni indipendenti». Una marcia non solo per gli ex allievi del Provolo, una giornata per ricordare le altre vittime di religiosi pedofili. «È arrivato il momento di fare uno scatto in avanti, il silenzio deve smettere ed è indispensabile conoscere gli atti redatti dalle commissioni», ha aggiunto Carlo Pontesilli, «da sempre il nostro sostegno va a chi ha subìto e la cui vita è stata sconvolta».
    Quel filo retto da un centinaio di mani, legati gli uni agli altri e che rappresenta il simbolo di una richiesta, l’ennesima al Vaticano, avanzata dagli ex allievi dell’istituto veronese: «Roma si esprima in fretta dopo che la commissione curiale istituita nel 2010 e presieduta dal dottor Mario Sannite (il magistrato già presidente della sezione penale del tribunale di Verona, ndr) ha ascoltato le vittime». Un silenzio che per gli ex allievi del Provolo diventa ancor più difficile da accettare dopo che in maggio, nel corso di una puntata di Matrix dedicata alla pedofilia, il dottor Sannite dichiarò che «almeno tre tra preti e religiosi avevano commesso abusi. Alla commissione i sordi hanno fatto il nome dei preti e dei fratelli laici coinvolti: questi», sostengono gli ex allievi, «sono ancora all’istituto e nessun provvedimento nei loro confronti è stato preso». Chiedono che crolli quel «muro di omertà» che li offende, quel muro che si incrinò nel 2009, quando i racconti degli ex allievi vennero pubblicati. E da allora aspettano.

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