Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: vittime

  • Colombia, Prete pedofilo condannato a 33 anni di carcere per violenza sessuale

    Colombia, Prete pedofilo condannato a 33 anni di carcere per violenza sessuale

    BOGOTA’ – Un sacerdote colombiano e’ stato condannato a 33 anni di prigione con l’accusa di violenza sessuale su quattro minori tra i 10 e i 12 anni, tre dei quali fratelli tra loro. Lo si e’ appreso da fonti giudiziarie.

    Il sacerdote, William Mazo, e’ stato condannato dal Tribunale di Cali, a 500 chilometri a dus di Bogota’. Secondo la sentenza, il sacerdote, di 59 anni, arrestato nel luglio del 2009 quando era parroco della chiesa di Nostra signora di Candelaria, avrebbe abusato dei quattro minori nella sacrestia, dove erano stati invitati a fermarsi a dormire dopo una prova del coro di cui facevano parte.

    Il sacerdote aveva offerto denaro e regali ai bambini affinche’ non lo denunciassero. Il Suo avvocato ha annunciato che presentera’ appello, basandosi sul fatto che i minori avrebbero cambiato per due volte la loro versione dei fatti. Da parte loro, i legali delle vittime hanno annunciato che chiederanno alla Chiesa cattolica un congruo risarcimento.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/colombia-prete-pedofilo-condannato-a-33-anni-di-carcere-per-violenza-sessuale-1141891/

  • Pedofilia nella Chiesa Parla la vittima

    Pedofilia nella Chiesa Parla la vittima

    di Andrea Cottone

    mercoledì 29 febbraio 2012
    “Noi non siamo i colpevoli, siamo le vittime e non dobbiamo avere paura. Non c’è nulla da temere, non c’è niente di cui vergognarsi. Per questo lancio un appello a venir fuori perché ci sono tante altre vittime. Rivolgetevi alla Caramella buona, agli investigatori, agli inquirenti”. Salvo ha appena passato il suo primo “week end di liberazione” da quando “S” ha raccontato la sua denuncia sugli abusi subiti dal prete del suo paese. “Mi sento bene, veramente bene” dice e racconta come per lui questo sia stato un atto liberatorio. “Sono venuti fuori i miei pensieri e la mia sofferenza, è come se il mio dolore fosse sceso in piazza. Adesso la verità è fuori e forse ci sarà giustizia. Una gioia che non si può spiegare a parole”. Salvo vive in una sorta di metaforico purgatorio. L’inferno è ormai alle spalle, e il paradiso è lì davanti, condito dalla “consapevolezza che qualcuno si batta per me”.

    “Vorrei essere a casa in questo momento – spiega Salvo – dalla mia famiglia dalla quale ho avuto un grande supporto. Sono stati al mio fianco e, quando parlo di famiglia, parlo di quella allargata, i tanti amici che si sono fatti sentire. Nei forum, su Facebook, in tanti commenti lasciati in diversi siti. Li ringrazio, per l’amore e il supporto che mi stanno dando. Gente che non vedo da anni e che oggi mi infonde coraggio. È un grande regalo quello che mi stanno facendo”. E, raccontandolo, mostra una pagina di giornale simulata pubblicata su Facebook in cui campeggia la scritta “Scoppia la città”, con in coda messaggi di solidarietà nei suoi confronti.

    Ma, nella giostra dei commenti, c’è anche chi parla di invenzioni, chi difende a spada tratta il prete. Salvo dice che si tratta di “cecità, o meglio, cecità voluta. Ho riconosciuto alcuni dei commentatori, gente che parla così perché ha paura delle indagini e di rimanerci coinvolto. Gente che sa e che non ha mai parlato. Per questo getta fango su di me – continua Salvo – ma io sono pronto a tutto, non ho paura di niente e di nessuno”. Lui ha già deciso di venire allo scoperto, metterci la faccia, tenere una conferenza stampa per raccontare a tutti ciò che ha subito ma, soprattutto, ciò che ancora altri subirebbero. “Perché non sono l’unico, che si sappia. Per questo lancio un appello affinché vengano fuori le altre vittime. Io ho voluto fermare quest’uomo che continuano a vedere portare i ragazzini a mare, in montagna, a cena. Quante ancora ne deve fare?”.

    Salvo è convinto che, in paese, tutti sappiano. “Sanno chi sono io, chi è lui. Chi sa, parli. L’omertà della nostra terra deve finire – prosegue – e qualcosa sta cambiando in Sicilia”. E il suo è un caso lampante che spera faccia da apripista. “I giovani sono cambiati – dice – adesso so che è un mondo diverso, che si può lottare per la giustizia. Se fossi a casa, in questo momento, scenderei in piazza con la gente che lotta per la mia causa. Sono orgoglioso di loro. Altri lottano con me e questo mi fa un enorme piacere”. Perché c’è stato chi ha fatto il giro delle edicole per comprare quante più copie di “S” possibile, per toglierle dalla circolazione. Ma c’è stato anche chi ha comprato 20-30 copie e le ha distribuite nei bar intorno alla parrocchia.

    E qualcosa, poi, è già successa. Il prete in questione è stato allontanato su iniziativa del vescovo della diocesi di Acireale, monsignor Antonino Raspanti. “È una prima soddisfazione – risponde Salvo – la gente inventa scuse per giustificare la sua assenza, ma ho visto un primo segnale con la Curia che si muove. Loro hanno in mano tutto, oltre le nostre denunce, ci sono molte lettere vecchie. Il vescovo non credo abbia altro potere. Spero che il Vaticano – conclude – si muova coerentemente con quanto postulato dal Papa”.

    http://www.livesicilia.it/2012/02/29/pedofilia-nella-chiesa-parla-la-vittima/

  • Si muove l’associazione antipedofilia: ”Il vescovo di Acireale ci riceva”

    Si muove l’associazione antipedofilia: ”Il vescovo di Acireale ci riceva”

    martedì 28 febbraio 2012
    Dopo la denuncia di “S” scende in campo la vittima. Il ragazzo che ha registrato la voce del sacerdote accusato di pedofilia sarà in Italia fra qualche settimana per una conferenza stampa che si terrà nella sede dell’associazione “La Caramella Buona“, che ha raccolto le sue denunce. “Il 36enne siciliano – si legge in una nota dell’associazione – racconterà personalmente, a viso scoperto, la terribile vicenda di abusi sessuali che lo ha visto vittima per anni nei locali di una chiesa della diocesi di Acireale. In occasione di questa importante testimonianza che verrà rilasciata alla stampa italiana ed estera, La Caramella Buona Onlus renderà nota l’identità del sacerdote accusato di pedofilia, invitando altre presumibili vittime a prendere coraggio e a parlare, aiutando il lavoro della magistratura”.

    Il presidente dell’associazione, Roberto Mirabile, ha inoltre inviato una lettera aperta al vescovo di Acireale, Antonino Raspanti, per chiedergli un appuntamento: “Apprezziamo molto le parole del vescovo, la decisione di allontanare il don ma soprattutto il riguardo anticipato rivolto alle vittime – dichiara Mirabile – Finalmente un intervento che lascia sperare. Ora l’obiettivo è superare l’ostacolo della prescrizione attraverso la testimonianza di vicende più recenti”. Per questo l’associazione, che può essere contattata tramite il numero verde 800.311960 e la mail segreteria@caramellabuona.org, lancia un appello ai fedeli catanesi perché denuncino eventuali altri casi nella stessa zona.

  • “Scandalo pedofilia” nella Chiesa catanese. ViDEO

    “Scandalo pedofilia” nella Chiesa catanese. ViDEO

    23 Febbraio 2012 ore 10:33

    Abusa sessualmente dei bambini della parrocchia per “liberarli” e col tempo “ha fatto carriera “. Con la telecamera nascosta nella sagrestia del potente prete pedofilo. Al momento non sappiamo se si tratta di un Monsignore o di un Arcivescovo. E’ certo invece che sul prossimo numero del mensile “S”, in edicola dal 25 febbraio, verranno pubblicate tutte le registrazioni del porporato catanese mentre tenta di giustificarsi degli abusi commessi parlando con un suo fedele. Esattamente si tratta di un pilastro della diocesi di Acireale, la più importante della Sicilia orientale.

    Il video di Antonio Condorelli, giornalista catanese di “S” che ha lavorato con Andrea Cottone al servizio, mostra alcune parti delle registrazioni e si sente il prete affermare che abusava sessualmente di un bambino per “liberarlo”. Secondo quanto riferito dal portale Livesicilia, Condorelli con le telecamere nascoste ha documentato che questo potente prelato “canta ancora messa circondato da bambini”.

    Una delle vittime, per dodici anni, ha dovuto affrontare la psicoterapia. Anni e anni di colloqui su un lettino per lavarsi di dosso l’orrore. Poi, dopo aver letto su un giornale di un’associazione, “La Caramella Buona onlus”, che si occupa di denunciare le storie di abusi sui bambini, ha deciso di raccontare la sua storia: le molestie subite da un prete quando era minorenne. Infine, un giorno dell’anno scorso, ha preso il coraggio a due mani e ha affrontato il suo carnefice registrando una conversazione nella quale il sacerdote ammette i rapporti sessuali (VIDEO). È la storia raccontata in un servizio di Andrea Cottone nel prossimo numero di “S”, in edicola da sabato: la storia di Salvo (il nome è di fantasia) e del prete della diocesi di Acireale che ha abusato di lui quando era ancora minorenne. Un caso non isolato.

    Già, perché l’associazione “La Caramella Buona” ha raccolto un’altra storia, proveniente dalla stessa parrocchia. A denunciare gli abusi, in questo caso, è una ragazza, che all’associazione ha detto di aver avuto rapporti sessuali completi con lo stesso sacerdote. “Diceva di amarmi – racconta la ragazza -, che quello che aveva provato e provava per me era un sentimento unico, che quello che aveva fatto con me non lo aveva fatto con nessuno, che non poteva fare a meno di vivere senza il mio amore”.

    Sullo sfondo il muro di “non ricordo” della Chiesa. Alla quale i ragazzi sostengono di essersi rivolti, e alla quale anche la stessa associazione ha scritto: “La Caramella Buona”, infatti, si è prima rivolta alla Congregazione per la dottrina della fede, che ha risposto invitando l’organizzazione a scrivere al vescovo. Così è partita una seconda lettera, questa volta indirizzata alla diocesi: la missiva, però, è rimasta senza risposta.

    E mentre a Roma si discute, il prete resta fra i bambini. Il sacerdote, infatti, continua a celebrare messa. Antonio Condorelli è andato per “S” nella chiesa del prelato accusato dai due ragazzi: la sua attività prosegue senza cambiamenti, e il prete è spesso circondato dai ragazzini. Nel silenzio generale.

  • Pedofilia, morto a Fiesole l’ex sacerdote Lelio Cantini

    Pedofilia, morto a Fiesole l’ex sacerdote Lelio Cantini

    È morto questa sera a Fiesole (Firenze), nel convento dei frati Francescani dove era ospite ormai da qualche anno, Lelio Cantini, l’ex sacerdote ridotto allo stato laicale nel 2008 dopo essere stato riconosciuto colpevole ‘di abuso plurimo e aggravato nei confronti di minorì. Nato nel 1923 Cantini, deceduto per un malore, era stato parroco fino al 2005 alla Regina della Pace, nel quartiere di Rifredi. I fatti di cui era accusato sarebbero avvenuti tra il 1973 e il 1987.

    La vicenda di Lelio Cantini fece molto scalpore a Firenze: esplose nell’aprile 2007 dopo che alcuni parrocchiani denunciarono di essere stati vittime dei suoi abusi e anche la procura aprì un’inchiesta. In particolare l’ex sacerdote venne riconosciuto colpevole dalla Chiesa di abusi sessuali su alcune ragazze negli anni 1973-1987, di falso misticismo, di controllo e dominio delle coscienze. Nella vicenda venne chiamato in causa da alcune vittime anche il vescovo ausiliare Claudio Maniago (che proveniva e si era formato nella parrocchia della Regina della Pace) criticato perchè avrebbe «sottostimato» il caso. Un’accusa che Maniago ha sempre respinto. La decisione del Papa di ridurlo allo stato laicale venne annunciata il 12 ottobre 2008. Nel giugno dello scorso anno, con quello che definì «un atto di penitenza e di purificazione, in riparazione delle offese perpetrate» nei confronti delle vittime di tutti gli abusi, ma anche per chiedere «la conversione dei peccatori e la riconciliazione delle vittime e per sperimentare la grazia della rigenerazione delle comunità ecclesiali in una rinnovata speranza», l’arcivescovo di Firenze monsignor Giuseppe Betori organizzò una veglia di preghiera nella basilica della Santissima Annunziata. A questo momento parteciparono anche alcune delle vittime di Cantini.

    L’arcivescovo monsignor Giuseppe Betori, «prega» per Elio Cantini e «affida la sua anima alla Misericordia di Dio». Così l’arcivescovo di Firenze Betori appena informato della morte dell’ex sacerdote fiorentino, ridotto allo stato laicale nel 2008 per «abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori».

    La «definitiva scomparsa» di Lelio Cantini «ci auguriamo spezzi per sempre ogni legame con chi ancora credeva in lui». Così Francesco Aspettati, portavoce delle vittime dell’ex sacerdote di Firenze morto questa sera a Fiesole. «Di fronte alla morte di un uomo, che per il male compiuto ha segnato per sempre la vita di tante persone – continua Aspettati, noi che con determinazione abbiamo ricercato la verità e la giustizia, non possiamo che tacere di fronte al giudizio di Dio davanti al quale adesso lui si trova» .

  • Pedofilia: indagine Cei per stabilire numero casi in Italia

    Pedofilia: indagine Cei per stabilire numero casi in Italia

    09 Febbraio 2012 – 16:40

    (ASCA) – Roma, 9 feb – La Conferenza Episcopale Italiana ha inviato a tutte le diocesi italiane un questionario per sapere se sono a conoscenza di casi di preti indagati o condannati nei vari gradi di giudizio per casi di pedofilia o molestie su minori: lo ha rivelato don Fortunato di Noto, fondatore dell’associazione Meter, durante un incontro con i giornalisti a margine del simposio dell’Universita’ Gregoriana ”Verso la guarigione e il rinnovamento”. Don di Noto ha anche auspicato che venga condotto anche nel nostro Paese, come e’ accaduto negli Stati Uniti, uno studio scientifico per valutare correttamente le proporzioni del fenomeno. Ad oggi, secondo il sacerdote, si stima che ci siano stati circa 100-125 casi con circa 300 vittime negli ultimi 10 anni.

    Comunque, per don di Noto, ”il passato ormai e’ passato.

    Se oggi un vescovo per sue decisioni non ascolta le vittime e non prende provvedimenti, e’ contro la Chiesa. Ma una vittima di 30 anni fa non puo’ chiedere giustizia in Italia”, perche’ il crimine e’ prescritto.

    Mons. Lorenzo Ghizzoni, vescovo ausiliare di Reggio Emilia, delegato della Cei al simposio, ha sottolineato che la ”rivoluzione copernicana” per la Chiesa italiana e’ ”mettere al primo posto le vittime”: ”Il convegno – ha detto il presule – ha sottolineato l’importanza di dirsi la verita’. Non bisogna nascondersi che questo passaggio e’ avvenuto prima in America, poi in paesi del Nord Europa”.

    ”C’e’ stato un cambiamento di mentalita’ per tutti”, ha aggiunto, perche’ in passato ”non e’ che fosse facile parlare e denunciare questi fatti”. Per il vescovo, ”ci sono errori in cui si e’ caduti, in cui tanti sono caduti, e questo convegno e’ un contributo che potrebbe diventare positivo. Non c’e’ piu’ il diritto di dire ero impreparato, non sapevo”.

    Mons. Ghizzoni ha anche evidenziato che i casi in Italia ”nella stragrande maggioranza riguardano adolescenti”. Le linee guida della Cei, di cui una bozza e’ stata presentata all’ultimo consiglio permanente, dovranno essere esaminate dalla prossima assemblea generale dei vescovi a maggio.

  • Pedofilia,Costa a Chiesa 2,2 mld dollari,100mila vittime solo Usa Le cifre fornite da due esperti statunitensi alla Gregoriana

    Pedofilia,Costa a Chiesa 2,2 mld dollari,100mila vittime solo Usa Le cifre fornite da due esperti statunitensi alla Gregoriana

    TM News | 09/02/2012 – 12.22

    CITTÀ DEL VATICANO – “E’ verosimile stimare che l’esborso attuale per la crisi della Chiesa internazionale superi i due miliardi di dollari”. E’ la stima esposta da due esperti statunitensi Michael J. Bemi e Patricia Neal al convegno sulla pedofilia del clero sostenuto dal Vaticano che si conclude oggi alla Pontificia università Gregoriana.

    “Impiegando i due milioni di dollari da noi stimati (vale a dire circa 1.450.000,00 euro) o più – hanno detto i due esperti parlando ai rappresentanti di oltre cento episcopati di tutto il mondo – nel tentativo di valutare i costi opportunità dovremmo porci domande del tipo: quanti ospedali, seminari, scuole, chiese, centri di ascolto per donne e bambini maltrattati, mense per poveri, cliniche mediche e dentistiche gratuite, ecc. si sarebbero potuti realizzare con questa quantità di soldi? Quanti programmi di servizio caritativo/sociale e ulteriori opportunità si sarebbero potuti finanziare? Quanti nuovi impiegati, estremamente necessari, si sarebbero potuti assumere? Invece non abbiamo realizzato, non abbiamo finanziato e non abbiamo assunto”. Per quanto riguarda gli Usa, “almeno 1,8 miliardi di dollari di transazioni sono stati segnalati negli Stati Uniti”.

    “E’ un abominio che la Chiesa, a causa delle azioni di alcuni dei suoi membri più credibili ed ammirati, abbia effettivamente creato migliaia di vittime”, hanno detto Bemi e Neal. “Solo negli Stati Uniti, lo studio citato della John Jay ‘Nature and Scope’ identificava 10.667 accuse di vittime fatte nel periodo 1950-2002, il cui numero è aumentato a 15.235 tenendo conto dei dati fino al 2009. Tenendo conto del fenomeno ben noto ed accettato che molte vittime di aggressioni sessuali non le riferiscono mai, alcuni osservatori hanno stimato che possano esserci almeno 100.000 vittime in totale, solamente negli Stati Uniti”.

  • Lo spettro della povertà

    Lo spettro della povertà

    Il mattino 8 febbraio 2012
    Sospeso definitivamente il processo a Piero Gelmini ex prete

    il mese scorso o giù di li, il “benefattore della umanità sofferente Piero Gelmini prete spretato ma con titolo ecclesiastico ancora adoperato da ogni mezzo di comunicazione, attraverso i suoi avvocati strapagati è definitivamente riuscito a beffare la corte di Terni e ad annullare definitivamente il processo a suo carico per ipotetici gravi motivi di salute di cui soffrirebbe, motivi mai palesati se non in modo vago, ma siamo certi che il mondo medico connivente gli abbia fornito “valide pezza d’appoggio”.

    Il tragico processo per il quale era stato rinviato a giudizio in una lunga istruttoria , piena di prove inconfutabili e dettagli scabrosi. Non si terrà mai.

    Ciò che è accaduto, macchia indelebile nella giustizia Itailana, sarà poi sottoposto alle revisioni della storia che consegneranno forse ai figli dei nostri figli la verità di quello che è accaduto dietro “confessionali” blindati” in Italia, Thailandia e Bolivia.

    Allora nessuno potrà più parlare, i Meluzzi e gli altri compagni di merende, dovranno scomparire dalla scena della verità storica e saranno archiviati come bugiardi e collusi.

    Questa è L’italia che avete voluto. Che lasciamo ai nostri eredi.

    Un caso tra i tanti, forse il più emblematico.

    E qui la vicenda si chiude, il blog resta “open” a mie spese per chi un giorno avrà le palle e i la posizione per fare giustizia, non in aula, in questo paese non si può, ma almeno la scriveremo sui libri e chi voleva restare nella storia resterà per quello che è davvero stato.

    E’ finita

    Marco Salvia

    Scritto da Marco alle 13:54

    www.marcosalvia.it/?p=1377

    Gelmini Piero prete spretato quattro anni di istruttoria rinviato a giudizio e mai processato
    22 luglio 2012

    Poco tempo fa,troppo poco da poterlo calcolare oggi nell’arsura dei tribunali, un attimo fa o giù di li, mentre eravamo distratti, è successo: il “benefattore della umanità sofferente” : Piero Gelmini prete spretato ma con titolo ecclesiastico ancora adoperato da ogni mezzo di comunicazione, attraverso i suoi avvocati strapagati è definitivamente riuscito a beffare la corte di Terni e ad annullare definitivamente il processo a suo carico per ipotetici gravi motivi di salute di cui soffrirebbe, motivi mai palesati se non in modo vago, ma siamo certi che il mondo medico connivente gli abbia fornito “valide pezza d’appoggio”.

    Il tragico processo per il quale era stato rinviato a giudizio in una lunga istruttoria , piena di prove inconfutabili e dettagli scabrosi. Non si terrà ora mai più, a meno che non intervenga la corte costituzionale la qualcosa ovviamente fa solo sorridere .

    Ciò che è accaduto, macchia indelebile nella giustizia Itailana, sarà poi sottoposto alle revisioni della storia che consegneranno forse ai figli dei nostri figli la verità di quello che è accaduto a bambini dai 7 ai 15 dietro “confessionali” blindati” in Italia, Thailandia e Bolivia, insieme ai video che ora sono in compiacenti casseforti, ma che tra 30 anni usciranno certamente di fronte al richiamo del denaro. Nemmeno uno come Gelmini è al sicuro dalla verità su chip digitale.

    Allora nessuno potrà più parlare, i Meluzzi e gli altri compagni di merende, dovranno scomparire dalla scena della verità storica se ancora in vita e saranno archiviati come bugiardi e collusi.Figure marginali.

    Questa è del resto L’Italia che avete voluto fortemente e che lasciamo ai nostri eredi. Un Italia di bigotti che nemmeno gli anni 50 del 1900 avevano conosciuto.

    Gelmini ?

    Un caso tra i tanti, ma certo il più emblematico. Dove il potere del ricatto personale e della collusione politica offusca ogni verità fattiva, anche se nota a tantissimi.

    Mille silenti e attoniti mummificati spettatori, e vittime anche. O No ! Non coinvolgetemi per favore ! Questa la posizione generale.

    Eppure molti invece hanno parlato, hanno denunciato, hanno raccontato circostanze dettagliatissime , luoghi e fatti , nomi, tutto. Il perché e il come, con grande coraggio, fino agli stessi mesi in cui si imbastiva l’istruttoria sono andati acanti gli ultimi abusi sul minore M. P.

    Avevano diritto per legge di vedere il loro abusatore sul banco degli imputati.

    E qui la vicenda si chiude, il blog resta “open” a mie spese per chi un giorno avrà le palle e i la posizione per fare giustizia, non in aula, in questo paese non si può, ma almeno la scriveremo sui libri e chi voleva restare nella storia resterà per quello che è davvero stato.

    E’ finita. Ed anche per me non ci sono più parole.

    I soliti fanatici non si sprechino in insulti perché verranno cestinati.

    Si rileggano la Stampa del 1976 e facciano silenzio. Adesso gli è consentito per legge

  • “Sveleremo il nome del sacerdote pedofilo”

    “Sveleremo il nome del sacerdote pedofilo”

    ACIREALE (CATANIA) – La vittima del sacerdote di Acireale, all’epoca dei fatti minorenne e ora un affermato ricercatore scientifico che lavora in un prestigioso istituto di ricerca americano, sarà presto in Italia nella sede dell’associazione “La caramella buona”. Il 36enne siciliano racconterà a viso scoperto gli abusi sessuali che avrebbe subito e sui quali la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta. L’associazione annuncia anche che durante l’incontro sarà svelata anche l’identità del sacerdote.

    “Apprezziamo molto le parole del vescovo di Acireale e la sua decisione di allontanare il sacerdote, ma soprattutto il riguardo anticipato rivolto alle vittime finalmente un intervento che lascia sperare”, dice il presidente de ‘La caramella buona’, Roberto Mirabile, commentando le dichiarazioni di mons. Antonio Raspanti che è si è detto anche “fiducioso nell’operato della magistratura”.

  • DOPO IL PATTEGGIAMENTO DI DON NELLO GIRAUDO, LA RETE L’ABUSO CHIEDE IL PROCESSO CANONICO PER QUATTRO VESCOVI SAVONESI

    DOPO IL PATTEGGIAMENTO DI DON NELLO GIRAUDO, LA RETE L’ABUSO CHIEDE IL PROCESSO CANONICO PER QUATTRO VESCOVI SAVONESI

    Savona. Dopo la notizia dell’accordo per chiudere con un patteggiamento (ad un anno di reclusione) la vicenda giudiziaria che vede coinvolto il sacerdote Don Nello Giraudo per l’accusa di pedofilia, la Rete L’Abuso chiede la sospensione della nomina a Cardinale per Domenico Calcagno e il Processo Canonico per i 4 Vescovi savonesi.

    I fatti per i quali, se ci sarà anche il via libera del gip del tribunale di Savona, il prete savonese dovrebbe patteggiare risalgono al 2005 quando avrebbe molestato un giovane scout. Un episodio, che a differenza degli altri (risalenti a decine di anni fa) per i quali Don Nello è stato denunciato, non è andato in prescrizione.

    “E’ partita questa mattina, indirizzata a Benedetto XVI, alla CEI e alla Congregazione dei Vescovi la richiesta di sospensione della nomina di Domenico Calcagno a Cardinale e la richiesta di Processo Canonico per gli ultimi quattro Vescovi savonesi accusati non solo dalle vittime, ma anche da alcuni sacerdoti della Diocesi di Savona, nonché dallo stesso Giraudo di aver consapevolmente coperto reati di pedofilia a danno di decine di minori”. Così il portavoce dell’associazione Francesco Zanardi accusa in particolare gli ultimi due Vescovi, l’attuale segretario dell’APSA Domenico Calcagno che verrà nominato Cardinale il prossimo 18 febbraio e Vittorio Lupi, attuale Vescovo di Savona.

    Zanardi denuncia che dal 2001 segnalò più volte, insieme all’allora Economo della Diocesi di Savona, al neo Vescovo Domenico Calcagno diversi casi di pedofilia, ma senza che questo prendesse alcun provvedimento, neppure cautelativo. “Situazione che ben 4 anni dopo la mia denuncia ha prodotto l’ennesima vittima, che si sarebbe potuta sicuramente evitare” aggiunge Zanardi che prosegue: “Lo stesso Giraudo denuncia che i Vescovi erano al corrente della sua situazione, ma non sono mai intervenuti, se non quando costretti dalla magistratura”.

    Sempre Zanardi, documenti alla mano, denuncia “di aver più volte segnalato la grave situazione anche a Roma, alle autorità ecclesiastiche, che forse non mi hanno creduto, fino ad oggi almeno”. “Molto grave anche il comportamento omertoso dell’attuale Vescovo, Vittorio Lupi che nulla ha fatto malgrado le ripetute denunce” conclude Zanardi.

    I legali dell’associazione sono intenzionati ad aprire un procedimento civile, alla luce dei nuovi fatti chiederanno nei prossimi giorni, anche alla Magistratura savonese oltre che alle autorità Vaticane, di accertare le responsabilità della Curia.