Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: vittime

  • “Piccolo Alan Onlus” sostiene Zanardi e la lotta ai preti pedofili

    “Piccolo Alan Onlus” sostiene Zanardi e la lotta ai preti pedofili

    L’Associazione “Piccolo Alan Onlus”, da anni impegnata nella difesa dei diritti dei bambini.

    Come presidente dell’Associazione “Piccolo Alan Onlus”, da anni impegnata nella difesa dei diritti dei bambini, manifesto rammarico e sdegno per le dichiarazioni dei rappresentanti dell’UDC di Savona in merito alle denunce del sig. Francesco Zanardi nei confronti del Clero savonese e in particolare del vescovo, mons. Vittorio Lupi per gravi e persistenti casi di pedofilia. Nell’esprimere massima stima e appoggio al sig. Zanardi, sottolineo quanto i vertici dell’UDC savonese siano disinformati in merito ai fatti. Di fronte a un dramma come la pedofilia che genera immense sofferenze ogni cittadino (e a maggior ragione ogni politico) dovrebbe avere la coerenza, il senso civico e il coraggio di mettersi a fianco delle vittime e non dei carnefici. La nostra Associazione appoggia con fermezza, senza timore e senza paura la denuncia del sig. Francesco Zanardi e di tutte le vittime dei pedofili sacerdoti e di quanti, colpevolmente e consapevolmente, li hanno coperti. Con la speranza che la nostra protesta unita a quella di tutte le persone che esigono verità e giustizia in merito ai fatti denunciati trovi degno spazio e rilievo.

    Alberto Sala

    http://www.sanremonews.it/leggi-notizia/articolo/piccolo-alan-onlus-sostiene-zanardi-e-la-lotta-ai-preti-pedofili.html

  • Usa: nuovi gravi accuse di abusi sessuali per la Chiesa americana

    Usa: nuovi gravi accuse di abusi sessuali per la Chiesa americana

    Secondo il Grand Jury «è noto che nel corso degli anni il cardinale venne costantemente informato delle attività di mons. Lynn, ma per il momento non è possibile procedere in modo efficace anche nel perseguimento penale del cardinale». Da parte sua, l’attuale arcivescovo di Philadelphia, Justin Rigali, ha osservato: «È mia intenzione di considerare attentamente e prendere molto sul serio le osservazioni e le raccomandazioni del grand jury». L’incriminazione però non si ferma a quella contro mons. Lynn. Nell’attuale procedimento, insieme a lui, sono finiti sotto accusa altri tre sacerdoti -uno dei quali però ridotto allo stato laicale nel 2006- e un insegnante. La vicenda processuale riguarda in particolare due vittime; di queste una era all’epoca dei fatti un bambino che sarebbe stato abusato da due sacerdoti e da uno dei suoi insegnanti nella scuola primaria. Il bambino, di 10 anni, era chierichetto nel 1998.

  • Gli scheletri nell’armadio della diocesi di Savona e dei vescovi savonesi

    Gli scheletri nell’armadio della diocesi di Savona e dei vescovi savonesi

    Vi proponiamo alcuni minuti degli audio che il clero savonese non avrebbe mai voluto fossero ascoltati. Esistono più di 400 minuti di registrazioni ambientali con vari prelati, abbiamo selezionato una delle storie, quella di cui abbiamo anche la confessione del pedofilo, oltre all’ammissione del vescovo che ne era perfettamente al corrente già nel 2008, registrazioni precedenti al 2008 dimostrano che già il vicario generale e gli ultimi quattro vescovi erano perfettamente al corrente degli abusi, la testimonianza anche dei due colleghi di Giraudo, parroco e vice che affermano che negli anni 80, furono informati dai vescovi della situazione di Giraudo.

    Ancora la testimonianza di un altro sacerdote che denuncia l’omertà dei vescovi. Ma adesso ascoltate, vi chiarirà le idee soprattutto sulle ultime dichiarazioni del vescovo di Savona. http://www.youtube.com/watch?v=ZJz8mP… Questo documento sarà consegnato personalmente al vescovo Lupi giovedì mattina presso il Vescovado di Savona, corredato di un fascicolo contenete un video messaggio, documentazione e la petizione di firme raccolta per chiedere al vescovo Lupi di dimettersi.

    Lo stesso materiale verrà inviato alla Santa Sede presso la Città del Vaticano alla quale chiederemo che venga esaminato ed utilizzato per sottoporre a Processo Canonico gli ultimi quattro vescovi savonesi, in quanto crediamo ci siano delle gravi responsabilità oggettive e soggettive dalle quali però, il clero savonese non sembra volersi assumere responsabilità alcuna.

    Nella Denunzia-Querela che presenteremo al Tribunale Canonico, chiederemo l’immediata rimozione di Vittorio Lupi dalla carica di vescovo. Chiederemo in oltre che vengano risarcite le vittime note, quelle che a causa della mancata denuncia di Lupi nel 2008 non potranno più essere risarcite. Chiederemo anche di valutare la mancata applicazione da parte dei vescovi delle recenti direttive disposte dal Papa e dalla Santa Sede. In queste ore un nostro esperto in Codice Canonico, sta terminando la corretta stesura dell’esposto che sarà inviato alle varie autorità Vaticane competenti chiedendo che intervengano.

  • GERMANIA: ABUSI PRETI, GESUITI INDENNIZZANO LE VITTIME

    GERMANIA: ABUSI PRETI, GESUITI INDENNIZZANO LE VITTIME

    18:54 24 GEN 2011

    (AGI) -erlino – I gesuiti tedeschi sono pronti ad indennizzare le vittime di abusi sessuali commessi negli anni e decenni scorsi dai religiosi dell’ordine. Lo annuncia al “Berliner Zeitung’ il padre Klaus Mertes, preside del “Canisius Kolleg”, il liceo berlinese nel quale esattamente un anno fa scoppio’ lo scandalo, che poi assunse una dimensione nazionale. Si tratta del primo indennizzo messo in atto in Germania da parte di un’istituzione ecclesiastica, che dovrebbe ammontare “ad oltre un milione di euro”, in modo da risarcire ognuna delle 205 vittime berlinesi con una somma a quattro cifre .

    www.agi.it/iphone/notizie/201101241…zano_le_vittime

     

  • PEDOFILIA, PRESO PRETE IN FUGA DA 15 ANNI: ERA IN BELGIO

    PEDOFILIA, PRESO PRETE IN FUGA DA 15 ANNI: ERA IN BELGIO

    Giovedì 20 Gennaio 2011 – 22:44

    Eric Dejaeger

    TORONTO – È finita la fuga di un sacerdote canadese sfuggito per 15 anni al processo per accuse di crimini sessuali nei confronti di bambini Inuit. Eric Dejaeger (foto), 63 anni, è dovuto rientrare in Canada per aver violato le leggi sull’immigrazione in Belgio, dove viveva. Dejaeger è stato accompagnato a Iqaluit, nel territorio di Nunavut, dove deve affrontare sei capi d’accusa per abusi sessuali compiuti su bambini almeno 30 anni fa. Il sindaco di Igloolik, cittadina di circa duemila abitanti vicino all’Isola di Baffin, dove i crimini sarebbero stati compiuti, ha dichiarato che i cittadini sono sollevati dall’arresto di Dejaeger. Sembra che il prete sia riuscito a sfuggire alla giustizia per tutti questi anni perchè il governo belga non era al corrente del fatto che aveva preso cittadinanza canadese nel 1977, anche se questo risulta dai documenti dell’Rcmp, la polizia canadese. Dopo aver vissuto nell’Artide dagli anni Settanta, Dejaeger era stato condannato nel 1990 a cinque anni per nove imputazioni di abusi sessuali su bambini a Baker Lake, nella costa occidentale della Baia di Hudson. Nel 1995, dopo aver terminato il periodo di carcere, altre presunte vittime provenienti da Igloolik lo hanno denunciato. Ma Dejaeger non si è presentato in tribunale ed è scappato in Belgio, suo paese natio. Dejaeger è nella lista dei ricercarti dall’Interpol dal 2002. Ma il Belgio ha un limite di dieci anni sui crimini sessuali sui bambini, dopo che la vittima ha compiuto 18 anni e perciò non ha estradato il sacerdote – che ritenevano essere ancora un cittadino belga – per essere processato in Canada, dove non c’è alcun limite di tempo per essere processati. Dejaeger ha vissuto da uomo libero fino allo scorso autunno, quando le autorità hanno scoperto che gli era scaduto il passaporto nel 1997 facendone un immigrato illegale nel suo paese di nascita.

    www.leggo.it/articolo.php?id=101887&sez=ESTERI

     

  • La lettera con cui il Vaticano chiedeva di nascondere i casi di pedofilia

    La lettera con cui il Vaticano chiedeva di nascondere i casi di pedofilia

    La rete televisiva irlandese RTE ha da poco diffuso un documento del 1997 scritto dalle autorità vaticane e inviato all’epoca ai vescovi dell’Irlanda per indurli a non denunciare i casi di pedofilia nella Chiesa alle forze di polizia. La lettera suggeriva ai responsabili delle diocesi irlandesi di gestire internamente i casi di abuso contro i minori, stabilendo punizioni per i possibili colpevoli.

    La lettera era stata firmata dall’arcivescovo Luciano Storero, che all’epoca era stato incaricato da Giovanni Paolo II di occuparsi della Chiesa irlandese. Il documento venne inviato a un anno di distanza dal rifiuto delle autorità vaticane di consentire alla Chiesa in Irlanda di dare il proprio contributo per identificare alcuni preti accusati di pedofilia dagli inquirenti del paese.

    Federico Lombardi, il responsabile della sala stampa del Vaticano, ha ricordato che la lettera era stata inviata per ricordare ai vescovi irlandesi la necessità di seguire fedelmente le leggi canoniche, così da non lasciare scampo ai preti pedofili. Secondo gli attivisti e i parenti delle vittime che da anni si battono contro la Chiesa irlandese e lo scandalo della pedofilia, il documento dimostra invece come la protezione dei preti pedofili fosse ordinata direttamente da Roma.

    Il nuovo documento potrebbe essere utilizzato dagli avvocati delle vittime per dimostrare le responsabilità della Chiesa sia in Irlanda che in Vaticano nel trattamento dei casi di pedofilia. Alcune associazioni a difesa delle vittime, come il Survivors Network of those Abused by the Priests, temono che il documento inviato nel 1997 abbia potuto influenzare l’attività di quei vescovi che avevano deciso di fare chiarezza e di allontanare e denunciare i preti coinvolti nei casi sospetti di abusi sui minori.

    La lettera secondo le autorità vaticane è stata profondamente fraintesa dai mezzi di comunicazione e dall’opinione pubblica. Il documento dimostra comunque l’atteggiamento ambivalente assunto dal Vaticano negli anni Novanta per affrontare la prima ondata di scandali legati ai casi di pedofilia in Irlanda. Secondo diversi osservatori, la lettera non prova comunque una responsabilità diretta delle autorità vaticane dell’epoca: il documento contiene una serie di opinioni e consigli, ma nessuna direttiva o norma da osservare obbligatoriamente.

    http://www.ilpost.it/2011/01/19/la-lettera-con-cui-il-vaticano-chiedeva-di-nascondere-i-casi-di-pedofilia/

  • Wojtyla: Messico; critiche da vittime preti pedofili

    Wojtyla: Messico; critiche da vittime preti pedofili

    Mercoledì 19 Gennaio 2011 17:01

    Persone che sono state vittime di preti pedofili hanno criticato oggi in Messico l’annuncio della prossima beatificazione di papa Giovanni Paolo II, affermando che il pontefice era al corrente delle sevizie sessuali ma ha chiuso gli occhi. «È una delusione per noi, in quanto vittime di sevizie da parte dei preti, sapere che non sono state analizzate tutte le prove che testimoniano come Giovanni Paolo II era al corrente di questi crimini», ha detto Joaquin Aguilar Mendez, portavoce della «Rete dei sopravvissuti alle sevizie sessuali (inflitte) da alcuni preti», all’agenzia di stampa France Presse. Secondo lui, che da bambino è stato vittima di un prete pedofilo, la beatificazione di papa Wojtyla indica che la Chiesa cattolica «vuole lavarsi le mani al più presto dello scandalo della pedofilia». «Non è possibile che Wojtyla non sia stato al corrente del caso di padre Marcial Maciel, uomo di primo piano durante il suo pontificato», ha aggiunto Mendez. Maciel, fondatore messicano dell’ordine dei Legionari di Cristo morto neglia Usa nel 2008 a 87 anni, ha avuto una figlia da una relazione clandestina ed è stato accusato di aver compiuto sevizie sessuali su otto ex seminaristi. Nel 2006 era stato sottoposto dal Vaticano a restrizioni al suo ministero religioso.

    www.lunico.eu/2011011936291/cronaca…i-pedofili.html

  • Malta, agghiaccianti storie di abusi in un orfanotrofio gestito dai preti

    Malta, agghiaccianti storie di abusi in un orfanotrofio gestito dai preti

    Malta, agghiaccianti storie di abusi in un orfanotrofio gestito dai preti
    Un ragazzino che subì violenza è diventato anni dopo un efferato assassino

    LA VALLETTA – Ancora gli stessi preti e lo stesso orfanotrofio. A una settimana dalla visita di papa Benedetto XVI, nuove accuse pesanti sono state sollevate verso la Chiesa maltese per atti di pedofilia ed abusi su minori nell’Istituto San Giuseppe di Santa Venera. Questa volta a puntare il dito è un abusato divenuto un efferato assassino, che, in un raptus di rabbia per essere stato toccato, ha ucciso e fatto a pezzi un omosessuale: un “mostro”, come lui stesso si definisce, che ha appena scontato 20 anni di carcere per quel delitto macabro che aveva sconvolto l’isola nel 1991.
    Gaetano Scerri, 46 anni, conosciuto meglio con il soprannome “l’uomo”, parla per la prima volta e rivela i dettagli della sua infanzia nelle mani dei preti pedofili nell’Istituto di San Giuseppe. La sua storia verrà pubblicata oggi anche sulla prima pagina del domenicale di Malta “Illum”. L’orfanotrofio è lo stesso da dove sono partite le denunce di altri dieci vittime degli abusi, tra cui Lawrence Grech e Joseph Magro che stanno preparando una protesta tra la folla che accoglierà il Pontefice per la messa domenica prossima a Floriana.
    Scerri racconta di una “infanzia rubata” e di essere diventato un “mostro omofobico” per colpa dei preti che lo abusarono per anni, spiegando che «gli abusi, gli stupri, la deprivazione e le botte hanno fatto di me un omicida spietato, pieno di rabbia verso la società».
    «Non ho meritato niente di questo», lamenta Gaetano Scerri che ricorda quella tragica notte del 7 aprile 1991 quando insieme ad un suo complice Reno Mercieca, uccise un uomo, e lo tagliò a pezzi con il vetro di una bottiglia rotta. I brandelli del cadavere furono buttati in mare ed altri invece sono state trovate sparsi in varie posti della capitale La Valletta.
    Il delitto, col suo sfondo omosessuale, aveva scioccato l’opinione pubblica. Ma mai nessuno aveva capito che Scerri aveva agito d’istinto contro un uomo che lo voleva “toccare”.
    «La vittima mi voleva toccare, ed io ho solamente reagito, il resto lo sapete com’è finito?», dice oggi. Scerri ricorda che da piccolo veniva forzato a dormire nudo e senza lenzuola, picchiato duramente dai preti tanto di fargli perdere un dente.
    «Io e gli altri – spiega – siamo cresciuti avendo paura delle donne, perché eravamo sempre esposti al sesso tra uomini, abbiamo creduto per molto tempo di essere omosessuali». Disoccupato e senza soldi, Gaetano Scerri adesso chiede che la giustizia sia fatta. «Io sono stato processato perché mi hanno fatto un mostro, ho pagato per i miei sbagli, ma adesso tocca ad altri di assumere le loro responsabilità davanti alla giustizia, e chiedo alla Chiesa che questi preti vengono processati e condannati senza nessuna pietà».
    Scerri insiste che non serve a niente se i vescovi di Malta si limitano a esprimere «dolore e pentimento: serve giustizia».
    I quattro preti, Charles Pulis, Joseph Bonnett, Godwin Scerri e Conrad Sciberras – accusa – rimangono protetti dalla Chiesa, con il loro processo messo in “Sine Die”, a causa di un accordo raggiunto tra lo Stato Maltese e la Chiesa negli anni sessanta, secondo cui i membri del clero rispondono solo alla giurisdizione del Tribunale Ecclesiatico e non quella criminale. Sabato e domenica prossima, Gaetano Scerri sarà presente insieme alle altre vittime dell’Istituto San Giuseppe alla protesta che viene preparata durante la visita del Papa.(f.a.)

  • SVIZZERA “Il pedofilo non deve trovare rifugio nel confessionale”

    SVIZZERA “Il pedofilo non deve trovare rifugio nel confessionale”

    Notizia del 12/01/2011

    Sta facendo discutere l’iniziativa parlamentare lanciata da Carlo Sommaruga. Il consigliere nazionale socialista chiede l’abolizione del segreto confessionale degli ecclesiastici in materia di reati sessuali su minori. La reazione di Padre Callisto Caldelari: “Idea fuori di testa”

    BERNA – “Un prete che riceve una confessione da parte di un pedofilo, deve denunciare i fatti alla polizia. Basta col segreto”. Lo chiede il consigliere nazionale socialista Carlo Sommaruga con l’iniziativa parlamentare presentata a metà dicembre a Berna. Una modifica del Codice penale che spazzerebbe via il segreto professionale e confessionale degli ecclesiastici in materia di reati sessuali nei confronti di minori. La proposta sta suscitando le reazioni più disparate, sia per la schiettezza utilizzata da Sommaruga, sia per le contraddizioni che la stessa iniziativa contiene.

    Carlo Sommaruga, lei presenta questa iniziativa parlamentare includendo solo i reati sessuali nei confronti dei minori. Non sarebbe stato meglio allora includere tutti i reati gravi, come ad esempio l’omicidio e lo stupro?
    “Ma sono soprattutto i reati sessuali su minori a scivolare nel silenzio e nell’omertà. Per fare davvero giustizia e per fare in modo che le vittime abbiano un risarcimento questo silenzio bisogna romperlo. È in questo contesto che si inserisce la mia iniziativa parlamentare”.

    Di questo passo andrebbe ridiscusso anche il segreto professionale di avvocati e medici?
    “No. L’avvocato è un ausiliario di giustizia. Con la sua attività permette di difendere la vittima come l’autore. È consultato nell’ottica dell’azione giudiziaria. I medici hanno il compito di consigliare e di prendere a carico gli autori di abusi sessuali con un trattamento psicologico o psichiatrico. Infatti sappiamo che la maggior parte degli autori di reati hanno una personalità affettiva turbata e i loro comportamenti possono essere ‘corretti’ con un trattamento medico mirato. L’intervento di un religioso, invece, non evita la recidiva e non contribuisce al funzionamento della giustizia”.

    La sua, viste le considerazioni, sembra sempre più una proposta anticlericale. Soprattutto nei confronti dei cattolici. Sbaglio?
    “Sì, sbaglia. Perché si sa benissimo che in passato ci sono stati abusi sessuali da parte di religiosi oppure religiosi che hanno contribuito a nascondere i fatti. È una triste realtà. E comunque la mia iniziativa coinvolge tutti gli ecclesiastici, non solo i cattolici. Anche se, indubbiamente, visti i fatti emersi nell’ultimo anno, i cattolici sono fortemente coinvolti. A mio avviso la Chiesa in Svizzera non ha svolto un lavoro completo di introspezione, di riconoscimento pubblico degli errori, di scuse collettive e individuali, come è stato fatto in Irlanda, negli Stati Uniti o come si sta facendo in Germania. Io, comunque, ho deciso di lanciare questa iniziativa dopo essere venuto a conoscenza del grave occultamento di fatti tra i testimoni di Geova”.

    Quali saranno ora le prossime tappe?
    “L’iniziativa seguirà le tappe ordinarie. Sarà trattata in commissione e poi dal Consiglio nazionale. Spero che chi solitamente si scaglia sistematicamente contro gli autori degli abusi, spesso con proposte altamente repressive, stavolta colga l’opportunità”.

    Patrick Mancini

    Foto d’archivio Keystone
    Padre Callisto: “Ma i preti fanno il possibile per spingere verso l’autodenuncia”

    “È un’idea fuori di testa, che dimostra anche una certa ignoranza in materia”. Padre Callisto Caldelari non le manda a dire a Carlo Sommaurga. Per il frate della parrocchia del Sacro Cuore di Bellinzona non c’è alcun bisogno di toccare il segreto confessionale e professionale degli ecclesiastici: “Perché un prete che riceve la confessione di un reato grave ha già il dovere di fare di tutto per convincere l’autore del reato a costituirsi. Addirittura, in caso di rifiuto, può arrivare a negargli l’assoluzione dai peccati”. Poi Padre Callisto cita un’esperienza personale. “Una volta – racconta – è arrivato da me un uomo che mi ha confessato di avere abusato della figlia della sua compagna. Io l’ho esortato ad autodenunciarsi, spiegandogli che visto il suo pentimento avrebbe anche avuto qualche sconto di pena. Lui ha accettato. L’ho accompagnato io, di persona, dal procuratore”. E nel caso di religiosi che commettono reati di pedofilia? Padre Callisto non ha dubbi: “I vescovi devono esortare il prete ad autodenunciarsi alle autorità. È successo anche in Ticino, in passato”. Infine, una riflessione sul valore della confessione: “La confessione è finalizzata alla conversione e al cambiamento di vita. Se non c’è un segreto, uno rischia di non convertirsi più. Non bisogna, infine, dimenticare che una proposta come quella di Sommaruga dovrebbe passare perlomeno anche dal Vaticano, non solo da Palazzo federale”.

    http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articol…to=1&idtipo=290

  • Pedofilia: Vaticano Ordina a Chiesa Malta Di Creare Tribunale Per Abusi

    Pedofilia: Vaticano Ordina a Chiesa Malta Di Creare Tribunale Per Abusi

    (ASCA) – Citta’ del Vaticano, 11 gen – Dopo la protesta di un gruppo di vittime che ha scritto una lettera a papa Benedetto XVI lamentando la lentezza dei tempi della giustizia ecclesiastica, la Congregazione vaticana per la dottrina della fede ha ordinato alla Chiesa cattolica di Malta di creare uno speciale tribunale per giudicare i preti responsabili di pedofilia. Lo scrive il Times of Malta, sottolineando che una inchiesta preliminare da parte dell’arcidiocesi di Malta ha trovato fondato le accuse di otto uomini. Ma i tempi per l’apertura del processo canonico vero e proprio si stanno allungando indefinitamente. Nel processo civile, la Curia ha presentato un ricorso contro le vittime contestando l’eccessiva ”esposizione mediatica” delle vittime, che pregiudicherebbe la correttezza del verdetto. In seguito alla lettera delle vittime, ”l’arcidiocesi ha ricevuto istruzioni dal Vaticano per creare un tribale che condurra’ il processo contro i tre preti accusati”, ha dichiarato un portavoce dell’arcidiocesi. Il caso riguarda gli abusi subiti da un gruppo di ragazzi in un orfantrofio cattolico, St. Joseph’s Home a St. Venera, una ventina di anni fa. Alcune delle vittime hanno incontrato papa Ratzinger durante il suo viaggio a Malta l’anno scorso

    http://it.notizie.yahoo.com/19/20110111/tp…-m-1204c2b.html