Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Città del Vaticano

  • Chiesto l’arresto di Zanchetta, il vescovo “rifugiato” dal Papa

    Chiesto l’arresto di Zanchetta, il vescovo “rifugiato” dal Papa

    E adesso contro Gustavo Zanchetta, l’ex vescovo di Oran protetto da papa Francesco, è stato chiesto un mandato di cattura internazionale. L’accusa è quella di aver abusato sessualmente di due seminaristi. La magistratura argentina lamenta che l’imputato non abbia risposto a numerose chiamate telefoniche, né a mail. Ma ora Zanchetta ha stabilito il suo domicilio in Vaticano, pertanto si apre una partita ad alto rischio con la Nunziatura per l’estradizione. Sempre che il Papa non lo convinca a consegnarsi.

    Marco Tosatti

    E adesso contro Gustavo Zanchetta, l’ex vescovo di Oran protetto da papa Francesco è stato chiesto un mandato di cattura internazionale. L’iniziativa è stata del giudice Maria Soledad Filtrìn Cuezzo. L’accusa è quella di aver abusato sessualmente di due seminaristi.

    Zanchetta era scomparso – accampando motivi di salute dalla sua diocesi all’improvviso – e poi era riapparso in Vaticano, dove il Pontefice aveva creato apposta per lui il posto mai esistito fino ad allora di Assessore all’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA). Ora, posto che fra l’altro a Zanchetta si rimproverava in Argentina di aver gestito in maniera disastrosa le finanze della sua diocesi, il nuovo incarico poteva sollevare certamente dei dubbi.

    Nel frattempo però il caso Zanchetta era esploso. Infatti, se come ha rivelato il giornale “El Tribuno” pubblicando documenti che dimostrano come vescovi, il cardinale Primate di Argentina, il Nunzio il Vaticano e il Pontefice in persona sin dal 2015 fossero a conoscenza del caso del vescovo, poi a queste rivelazioni si sono aggiunte denunce penali da parte delle vittime. Ma le ombre che pesano sul vertice della Chiesa argentina, sul Vaticano e sul Pontefice stesso sono molto serie. Fra l’altro sono state pubblicate fotografie di una relazione del 2016, firmata da cinque sacerdoti, di cui tre ex vicari diocesani, da cui appare chiaro che Gustavo Zanchetta era accusato non solo di avere sul suo cellulare foto oscene di sesso omosessuale, ma di molestie ai seminaristi, di non aver registrato la vendita di una proprietà importante della diocesi e di cattiva gestione sia delle finanze che del personale di Oran.

    Zanchetta aveva trovato rifugio in Vaticano, grazie al Pontefice, e poi era tornato brevemente in Argentina, per espletare obblighi giudiziari. Un giudice gli aveva poi concesso di tornare in Vaticano, per motivi di lavoro; anche se in conseguenza dello scandalo era stato sospeso dal servizio.

    Ma ora la magistrata ha deciso di chiedere l’arresto. Fra l’altro la magistrata lamenta che l’imputato non abbia risposto a numerose chiamate telefoniche, né a mail inviate all’indirizzo (e al numero di telefono) che i difensori avevano indicato in maniera volontaria per essere contattato. Maria Filtrìn Cuezzo si era opposta tempo fa all’abolizione delle restrizioni che erano state imposte a Zanchetta, affinché non lasciasse il Paese. Zanchetta ha stabilito il suo domicilio in Vaticano, e la magistrata ricorda che in molte occasioni è stato necessario ricorrere ai buoni uffici della Nunziatura apostolica per ottenere che Zanchetta si presentasse.

    La richiesta di arresto include anche un rapporto psichiatrico che indica che l’accusato “presenta una personalità con tratti psicopatici (indicatori di manipolazione, emozioni superficiali, scarsa capaità empatica); non presenta psicosi né altro disturbo mentale che alteri la relazione con la realtà. Si lega con interrelazioni disequilibrate, esercitando potere sull’altro; può comprendere la condotta seguita, e discernere gli atti socialmente riprovevoli”.

    La richiesta di cattura internazionale – che aprirà uno spinoso caso diplomatico con la Santa Sede, se il Pontefice, che in questo momento è in viaggio in Estremo Oriente non riuscirà a convincere Zanchetta a rientrare in Argentina sua sponte – è avvenuta pochi giorni dopo che l’Unità di Delitti Economici ha perquisito la sede della diocesi di Oran, il 7 novembre. Nell’operazione sono stati confiscati documenti e computer con le informazioni contabili dal 2013 al 2017.

    Le accuse contro Zanchetta sono quelle di abuso sessuale continuato aggravato nei confronti di due seminaristi quando era vescovo di Oran.

    https://lanuovabq.it/it/chiesto-larresto-di-zanchetta-il-vescovo-rifugiato-dal-papa

  • Argentina, mandato di cattura internazionale per il vescovo Zanchetta. Accusato di abusi sessuali

    Argentina, mandato di cattura internazionale per il vescovo Zanchetta. Accusato di abusi sessuali

    Le vittime sarebbero due seminaristi. La decisione del pm è arrivata dopo che l’ex vescovo di Orán, considerato vicino a papa Francesco, non ha risposto alla notifica degli atti processuali ed ha deciso di costituire il suo domicilio in Vaticano

    BANGKOK. La magistratura di Salta, in Argentina, ha spiccato un mandato di cattura internazionale nei confronti del vescovo argentino Gustavo Zanchetta, domiciliato in Vaticano, accusato del reato di abuso sessuale semplice e continuato ai danni di due seminaristi, aggravato dal fatto di essere stato commesso da un ministro di culto.

    La pm María Soledad Filtrín ha deciso di emettere il mandato nei confronti dell’ex vescovo di Orán, considerato vicino a papa Francesco, dopo che lo stesso non ha risposto a ripetute telefonate e email inviategli al fine di procedere alla notifica degli atti processuali e dopo la sua decisione di costituire il suo domicilio nello Stato del Vaticano.

    Nel 2017 Zanchetta era stato richiamato a Roma dal Pontefice (fino a poco tempo fa era assessore dell’Apsa) che ha autorizzato nel maggio di quest’anno l’apertura nei suoi confronti di un giudizio canonico.

    Il mondo conservatore in questi mesi ha più volte usato il caso Zanchetta per attaccare il Papa. Nell’elenco delle persone responsabili di scandali, diversi siti di area conservatrice inseriscono sempre il suo nome. Adesso in molti attendono una parola da parte del Vaticano. Bergoglio non ha mai voluto parlare direttamente di queste vicende anche se l’anno scorso, alla televisione messicana Televisa, aveva accennato che Zanchetta sarebbe rimasto in Vaticano perché nel dubbio bisogna sostenere il presunto colpevole. In dubbio pro reo. Zanchetta si proclama innocente. Tutto ora dovrà chiarirsi in tribunale anche se, in assenza di accordi, non è prevista nessuna estradizione dal Vaticano all’Argentina. Spetterà a Francesco decidere cosa fare.

    https://www.repubblica.it/esteri/2019/11/21/news/argentina_cattura_zanchetta_abusi-241584054/

  • ‘Chierichetti’ del Papa, altri tre presunti abusi

    ‘Chierichetti’ del Papa, altri tre presunti abusi

    Altri tre presunti abusi a chierichetti del papa nel pre-seminario San Pio X, unico posto all’interno delle mura Vaticane dove vivono dei bambini a 200 metri dalla basilica di San Pietro. Lo rivelano Le Iene nella puntata di ieri sera mentre la notizia rimbalza sui media internazionali dal britannico ‘The Guardian‘ all’americano ‘New York Times‘ che hanno visionato in anteprima l’inchiesta di Italia Uno. Con altre tre testimonianze inedite, salirebbero dunque a cinque i casi di presunti abusi e a tre quelli dei sacerdoti coinvolti, dagli anni 70 fino ai giorni nostri. Vatican Youth Seminary Scandal Grows With New Abuse Claims

    L’inchiesta del programma di Italia Uno, condotta da Gaetano Pecoraro e Riccardo Spagnoli, risale a due anni fa. La trasmissione aveva già raccontato la storia di uno degli ospiti del pre-seminario che, dopo aver servito per anni sia Joseph Ratzinger che papa Francesco, aveva rivelato di essere stato testimone oculare di abusi sessuali che il suo compagno di stanza avrebbe subìto da ragazzino nel pre-seminario. Dopo il primo servizio andato in onda, si era unito al coro degli accusatori anche un secondo ragazzo, che aveva puntato il dito sempre contro lo stesso seminarista, poi diventato sacerdote, che respingeva fermamente le accuse proprio come avevano fatto anche tutte le più alte cariche sopra di lui.

    Il 17 settembre di quest’anno, direttamente dalla sala stampa della Santa Sede, lo stato del Vaticano aveva chiesto il rinvio a giudizio di due sacerdoti con l’accusa di favoreggiamento. “Per la prima volta nella storia della Chiesa si indaga su quello che sarebbe accaduto, secondo i testimoni, tra le mura del Vaticano – commentano Le Iene – Il processo non si sarebbe mai potuto svolgere se non fosse stato per la diretta e personale volontà di Bergoglio che, sul caso specifico, ha modificato la procedura rimuovendo la causa di improcedibilità”.

    Nel servizio di ieri, partendo da una email contenente quelle che sono le nuove accuse, Gaetano Pecoraro ha incontrato altri tre presunti abusati e presunti abusatori. Le accuse sono sempre le stesse: alcuni seminaristi testimoniano di essere state vittime o di essere a conoscenza di abusi sessuali ai danni di ragazzini di soli 11 anni. Arrivano dunque a ben cinque i casi di pedofilia e a tre quelli dei sacerdoti coinvolti.

  • Abusi sui “chierichetti del Papa”, il nuovo servizio delle Iene: «Molestie a ragazzini di soli 11 anni»

    Abusi sui “chierichetti del Papa”, il nuovo servizio delle Iene: «Molestie a ragazzini di soli 11 anni»

    I presunti abusi in Vaticano sui “chierichetti del Papa” sono al centro della nuova inchiesta de “Le Iene” a cura di Gaetano Pecoraro. Il caso non è nuovo: già nel 2017 la trasmissione di Italia 1 si era occupata di questa storia di molestie su minori all’interno del pre-seminario San Pio X. A finire nell’occhio del ciclone è stato don Gabriele Martinelli, accusato di di abusi da due minori e rinviato a giudizio (insieme al rettore don Enrico Radice) lo scorso settembre per volontà proprio di Papa Francesco.

    Le Iene tornano a occuparsi di questa storia, raccogliendo nuove testimonianze e accuse verso i presunti religiosi pedofili. Nelle nuove testimonianze emergono i dettagli di quanto sarebbe avvenuto. «L’ha buttato sul letto e sembrava che voleva fargli qualcosa, con intenzioni ambigue. Lui gli ha dato una gomitata ed è scappato via». E ancora: «Si è trovato in braccio sulla sedia e gli ha detto di tirarlo fuori».

    «Mi ha detto di salire nella sua stanza – racconta un ex alunno – Non ci vedevo nulla di male, avevo undici anni. Mi chiese di avvicinarmi, mi mise una mano sulla gamba, poi piano piano salì. Mi mise una mano sul p***, il dito sopra e la mano sopra, a cucchiaio. E mi chiese se avessi avuto voglia di farglielo vedere, più di una volta». Il servizio si chiude con la versione del prete: «Io non ho mai toccato i ragazzi. Ma per l’amor del cielo. Quando ero Rettore non andavo nemmeno a guardarli mentre facevano la doccia».

    Nel servizio che andrà in onda stasera altre tre testimonianze inedite offrono ulteriori racconti su ciò che sarebbe successo sempre all’interno di quelle mura, facendo arrivare a ben cinque i casi di presunti abusi e a tre i sacerdoti coinvolti, dagli anni ’70 fino ai giorni nostri. Partendo da una email contenente quelle che sono nuove accuse, Gaetano Pecoraro incontra presunti abusati e presunti abusatori. Le accuse sono sempre le stesse: alcuni seminaristi testimoniano di essere state vittime o di essere a conoscenza di abusi sessuali ai danni di ragazzini di soli 11 anni.

    La trasmissione aveva già raccontato la storia di Kamil che, dopo aver servito per anni sia Joseph Ratzinger che Papa Francesco, un giorno ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti: sostiene infatti di essere stato testimone oculare di abusi sessuali che il suo compagno di stanza Marco avrebbe subìto da ragazzino durante la sua vita nel pre-seminario. Dopo il primo servizio andato in onda, si era unito al coro degli accusatori anche un secondo ragazzo, che aveva puntato il dito sempre contro la stessa persona, Don Gabriele Martinelli un seminarista, poi diventato sacerdote.

    Martinelli respingeva fermamente le accuse proprio come avevano fatto anche tutte le più alte cariche sopra di lui, partendo da Don Enrico Radice, rettore del pre-seminario (ai tempi in cui Marco e Kamil lo frequentavano) e di Don Gabriele Martinelli stesso. Il 17 settembre di quest’anno, direttamente dalla sala stampa della Santa Sede, risuona la notizia che «lo Stato del Vaticano ha chiesto il rinvio a giudizio di Don Gabriele Martinelli, con l’accusa di abusi sessuali e di don Enrico Radice, rettore del pre-seminario all’epoca dei fatti, con l’accusa di favoreggiamento». Un processo che non si sarebbe mai potuto svolgere se non fosse stato per la diretta e personale volontà proprio di papa Bergoglio che, sul caso specifico, ha modificato la procedura rimuovendo la causa di improcedibilità. Per la prima volta nella storia della Chiesa si indaga su quello che sarebbe accaduto, secondo i testimoni, tra le mura del Vaticano.

    https://www.ilmessaggero.it/televisione/pedofilia_preti_vaticano_chierichetti_papa_le_iene_servizio_ultime_notizie-4866991.html

  • Pedofilia, prete italiano a processo in Argentina per abusi su 20 bimbi sordomuti: «Il Papa era stato informato»

    Pedofilia, prete italiano a processo in Argentina per abusi su 20 bimbi sordomuti: «Il Papa era stato informato»

    di Franca Giansoldati – Città del Vaticano – Tra i vari penosi dossier sulla pedofilia che preoccupano molto il Papa c’è sicuramente quello dell’Istituto Provolo di Verona, una istituzione nata in Italia e diffusa in diversi paesi per curare  i bambini sordomuti. In questi giorni è arrivata la notizia che in Argentina verrà processato per reati legati ad abusi su minori un prete italiano che lavorava in una struttura situata nella provincia di Mendoza. Il processo partirà il 5 agosto e vede imputati due preti, entrambi accusati di avere abusato i bambini sordomuti.

    L’avvocato delle vittime ha riferito che «il prete italiano Nicola Corradi, il sacerdote Horacio Corbacho e un terzo uomo che ha lavorato all’istituto Provolo andranno sotto processo con l’accusa di avere abusato più di venti bambini». L’indagine, nei confronti degli insegnanti dell’istituto italiano, con sedi in Veneto e anche all’estero, come in Argentina, era cominciata nel 2016.

    Nei giorni scorsi la rete italiana delle vittime della pedofila, Rete L’Abuso, annunciato che due anni fa era stato riaperto il caso anche presso la Procura della Repubblica di Verona.

    L’8 maggio 2014 la Rete L’Abuso e l’Associazione sordi Provolo avevano anche mosso pesanti accuse anche contro Papa Francesco sostenendo che quando era arcivescovo a Buenos Aires poteva essere stato a conoscenza dei fatti criminosi legati a don Nicola Corradi.

    Il 20 ottobre dello stesso anno, l’Associazione sordi Provolo ottenne udienza con il Papa e in quella occasione, consegnò di persona una lettera al Papa contenente la lista di preti accusati. Tra quei nomi c’era anche quello di don Corradi. La rete L’Abuso si chiede come mai il Papa “omise qualunque intervento, sia per  lui, che per gli altri nominativi. Due anni dopo infatti, quando la giustizia argentina arresterà don Nicola Corradi, lo troverà ancora al posto di direttore dell’istituto di Mendoza”.

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/pedofilia_abusi_prete_bambini_sordomuti_papa_francesco_argentina_vaticano-4557345.html

  • Pedofilia: caso Pell, Alta Corte decide se accettare appello

    Pedofilia: caso Pell, Alta Corte decide se accettare appello

    Il pronunciamento atteso per mercoledì in Australia
    Roma. L’Alta Corte australiana deciderà mercoledì 13 novembre se procedere con l’appello presentato dal cardinale George Pell condannato per pedofilia. Pell, ex Prefetto dell’Economia in Vaticano, 78 anni, è stato condannato in primo grado; condanna confermata in appello e deve scontare sei anni di carcere. Il ricorso all’Alta Corte è la sua ultima possibilità di tornare in libertà. Il cardinale si è sempre dichiarato innocente. Se i giudici accetteranno di riaprire il processo, come chiesto dalla difesa di Pell, il procedimento dovrebbe cominciare a febbraio, dopo la pausa estiva australiana. La richiesta all’Alta Corte è stata contestata dall’ufficio del pubblico ministero secondo il quale non ci sono le basi per riaprire giudizialmente il caso. Al momento il cardinale e’ in carcere, in regime di isolamento per proteggerlo dagli altri detenuti. Se l’Alta Corte riterra’ di non dover procedere, Pell dovra’ trascorrere in carcere tre anni e otto mesi prima di avere diritto alla libertà condizionale.
    ANSA

  • Papa Benedetto ha coperto autori di reati sessuali in Vaticano?

    Papa Benedetto ha coperto autori di reati sessuali in Vaticano?

    Bild sostiene di avere documenti e mail che provano un insabbiamento del caso di un alto prelato accusato di molestie sessuali proseguite per anni su altri sacerdoti in Vaticano: il prete guidava un reparto nella segreteria di Stato di Papa Benedetto. Dopo le accuse fu “trasferito all’estero come diplomatico papale” e in seguito presso il “vescovado di origine“.

    Un altro indizio fornito dal giornale tedesco, spiegando la presunta copertura con un ipotetico “grazie postumo” da parte di Ratzinger, è che si tratta della fonte che “informò un giornalista” sul gruppo di prelati detto spregiativamente “Mafia di San Gallo” i quali nel 2005 spinsero per l’elezione a papa dell’attuale pontefice Bergoglio in un tentativo fallito proprio a causa dell’indiscrezione. Del gruppo si racconta che nel 2005 cercò di costituire un nucleo di voti durante il conclave sull’attuale Francesco per evitare la vittoria di Ratzinger, cosa che in effetti è poi avvenuta. Secondo la storia, Bergoglio successivamente implorò il Conclave di non eleggerlo e vinse Benedetto XVI.

    A sostegno della tesi dell’insabbiamento, il quotidiano popolare fornisce asseriti dettagli di una mail, di uno scritto e di una dichiarazione a Bild di padre George (che sostiene di aver informato del caso il “capo del personale di papa Benedetto”, cosa di cui il funzionario però non si ricorda). Il giornale cita fra l’altro anche l’accusato, “uno scritto di nove pagine” inviato alla “Procura” e, per dettagliare gli abusi, l’interrogatorio di un’imprecisata vittima.

    https://www.nextquotidiano.it/papa-benedetto-ha-coperto-autori-di-reati-sessuali-in-vaticano/?fbclid=IwAR16vPZVQ1WF4JGp7CL01X0txut5Q4n-T4M7dEVL0_UtzMfD7YrtNIgk_rQ

  • Il cardinale ceco Dominik Duka nella bufera per avere insabbiato un caso di pedofilia

    Il cardinale ceco Dominik Duka nella bufera per avere insabbiato un caso di pedofilia

    Città del Vaticano –  Il cardinale ceco Dominik Duka è sospettato di aver coperto e insabbiato un caso di abuso sessuale avvenuto all’interno dell’ordine domenicano. Lo rivela il portale informativo “Seznam.cz”. La presunta vittima, che è rimasta anonima, dichiara di aver subito abusi per molti anni durante la sua formazione per diventare sacerdote, e di averne informato a suo tempo il cardinale Duka.

    Duka fu il superiore dell’ordine domenicano nella Repubblica Ceca dal 1986 al 1998. A quel tempo, un sedicenne fu presumibilmente abusato da un sacerdote nel monastero domenicano di Praga, verso i primi anni ’90.  La vittima informò il superiore in quel momento.

    Duka – in precedenza – aveva confermato ai giornali di conoscere quel caso ma di averlo risolto  25 anni fa. Secondo una presunta vittima, un sacerdote è stato processato nel 2006 da un tribunale ecclesiastico dopo che altre persone erano state accusate di abusi sessuali. Il verdetto finale non è mai arrivato perchè il sacerdote è morto nel 2007.

    Il cardinale Dukaha ammesso di ricordare l’evento ma giustifica la sua mancata reazione perché il prete all’epoca avrebbe giurato sul Vangelo che la giovane vittima stava mentendo. Duka dice di essere pronto a collaborare con le forze dell’ordine.

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/pedofilia_vaticano_abusi_papa_francesco_duka_cardinale_domenicani_vittime-4769942.html#

  • Abusi sessuali in Vaticano?/ Chiesto processo per due preti (Quarto grado)

    Abusi sessuali in Vaticano?/ Chiesto processo per due preti (Quarto grado)

    Carmine Massimo Balsamo

    Presunti abusi sessuali in Vaticano, rinviati a giudizio don Gabriele Martinelli e don Enrico Radice: le ultime notizie a Quarto Grado.

    Presunti abusi sessuali in Vaticano, nuovi sviluppi dall’indagine sui fatti che sarebbero avvenuti nel Preseminario San Pio X in anni precedenti il 2012: come vi abbiamo raccontato, il promotore di giustizia del Tribunale dello Stato Vaticano ha chiesto il rinvio a giudizio di due preti. Parliamo di don Gabriele Martinelli, per l’ipotesi di reato di abusi sessuali, e di don Enrico Radice, per l’ipotesi di reato di favoreggiamento. Un’inchiesta che ha scosso la Santa Sede e che Quarto Grado seguirà da vicino nella puntata in onda questa sera, venerdì 27 settembre, su Rete 4. Le indagini erano state avviate nel novembre 2017, partite da indiscrezioni giornalistiche, e la sala stampa del Vaticano ha precisato: «Nonostante i fatti denunciati risalgano ad anni in cui la legge all’epoca in vigore impediva il processo in assenza di querela della persona offesa da presentarsi entro un anno dai fatti contestati, il rinvio è stato possibile in virtù di un apposito provvedimento del Santo Padre del 29 luglio scorso, che ha rimosso la causa di improcedibilità».

    ABUSI SESSUALI IN VATICANO? CHIESTO PROCESSO PER DUE PRETI

    Come evidenziato dai colleghi di Avvenire, a far esplodere il caso furono il libro “Peccato originale”, scritto dal conduttore di Quarto Grado Gianluigi Nuzzi, nonché i servizi del medesimo programma e de Le Iene. Il giornalista raccontò nel suo scritto la storia di Kamil Jarzembowski, ex alunno di San Pio X, che denunciò abusi sessuali su un compagno di stanza nell’estate del 2014. Il polacco fu testimone oculare della violenza subita dal giovane e, oltre lui, altri due ex alunni si fecero avanti con accuse simili. Gli inquirenti della Santa Sede hanno condotto una lunga indagine e, dopo aver visionato almeno un centinaio di casi, avrebbero verificato la consumazione di rapporti omosessuali all’interno del preseminario San Pio X – che dal 1956 ospita alunni delle scuole medie per il cosiddetto “discernimento vocazionale” – come evidenziato dal Corriere della Sera, i rapporti avrebbero coinvolto alcuni coetanei tra loro.

    PRESUNTE VIOLENZE SESSUALI AL PRESEMINARIO SAN PIO X: LE ULTIME

    Voluto fortemente da Pio XIII, il preseminario San Pio X venne affidato a don Giovanni Folci e nel corso degli anni ha assunto l’importante ruolo di ospitare tutti quei giovani che intendono riflettere sul futuro e su una possibile chiamata alla vita sacerdotale. Come spiega Avvenire, i ragazzi frequentano la scuola parificata Sant’Apollinare a Roma durante il giorno, prestando poi servizio liturgico come ministranti nella Basilica di San Pietro. Don Gabriele Martinelli, 28enne, è stato ordinato in diocesi di Como il 10 giugno del 2017, mentre l’ex rettore don Radice è sacerdote della diocesi lariana. L’accusa di abusi sessuali chiama in causa il primo, che avrebbe perpetrato violenze su alunni poco più giovani di lui. Attesi aggiornamenti nel corso dei prossimi giorni su uno dei più grossi scandali della storia recente, la richiesta di rinvio a giudizio per i due preti traccia un solco…

    https://www.ilsussidiario.net/news/abusi-sessuali-in-vaticano-chiesto-processo-per-due-preti-quarto-grado/1930719/

  • Pedofilia in Vaticano, inchiesta choc: «Abusi anche nella sacrestia di San Pietro»

    Pedofilia in Vaticano, inchiesta choc: «Abusi anche nella sacrestia di San Pietro»

    di Franca Giansoldati e Giuseppe Scarpa

    CITTÀ DEL VATICANO Persino nella sacrestia della basilica di San Pietro. Persino lì, in quel luogo sacro e inviolabile, sarebbero avvenuti degli abusi sessuali tra due ragazzi quasi coetanei, entrambi ex studenti al pio collegio Opera di Don Folci, il pre-seminario vaticano, situato a due passi da Santa Marta, finito al centro di due differenti inchieste, una vaticana e l’altra avviata dalla Procura di Roma. Dagli elementi in mano ai magistrati italiani si fa riferimento a reati continuati relativi a violenze che si sarebbero sviluppate in un tempo ampio, attraverso imposizioni, abuso d’autorità, costrizioni, sudditanza psicologica tali da rendere la vittima – L.G. – impossibilitata a reagire con forza e autonomia.

    LA STRUTTURA EDUCATIVA
    Ad aggravare il quadro di tormento ci sarebbe stata anche la condizione di libertà limitata della vittima, visto che la struttura educativa è una specie di convitto in cui tante famiglie (soprattutto del Nord Italia) mandano i propri figli in modo che possano frequentare gratuitamente il San Pio X, uno dei licei privati più prestigiosi di Roma. Ogni mattina i ragazzi escono per le lezioni e rientrano di pomeriggio varcando il confine di Stato – per studiare, partecipare alle funzioni liturgiche del Papa e coltivare la eventuale futura vocazione sacerdotale. È in questa cornice, evidentemente sotto uno scarso controllo, che sono andate a svilupparsi amicizie morbose, legami malati e quasi patologici sfuggiti di mano agli educatori che non sono riusciti a riportare alla normalità. L’allora rettore del pre seminario, monsignor Enrico Radice, viene ritenuto responsabile di omissioni proprio per non aver fermato quelle violenze. Si parla anche di rapporti completi tra adolescenti.

    Quattro giorni fa il tribunale vaticano ha chiesto il rinvio a giudizio di due preti, don Gabriele Martinelli, il presunto abusatore, all’epoca dei fatti era ancora studente, oggi sacerdote ammesso ai sacri ordini e consacrato dalle autorità ecclesiali; e don Radice. Entrambi erano stati ascoltati nei giorni scorsi. La settimana prima, invece, con una contemporaneità che forse potrebbe spiegare l’annuncio del Vaticano, la magistratura italiana ha effettuato una perquisizione nella casa di don Martinelli, in un paesino del comasco, per prelevare messaggi e conversazioni utili al caso, file audio, video, e documenti cartacei. Non solo. La Procura di Roma ha anche inoltrato la domanda di rogatoria internazionale in Vaticano ai fini di un processo in Italia. I reati contestati sono pesanti. Violenza continuata e abuso di autorità contestati nel periodo in cui Martinelli è maggiorenne, mentre gli altri episodi relativi a quando era minorenne sono stati stralciati e inviati alla Procura dei minori.

    Si è trattato «di un disegno criminoso» che portava Martinelli, all’epoca minore ad esigere dalla vittima, suo coetaneo di sei mesi più giovane, «prestazioni sessuali, in più occasioni, con una media di due volte la settimana, iniziando le condotte fin dal primo settembre 2006; fatti per i quali procede la Procura». Gli episodi sarebbero avvenuti all’interno del pre seminario e nelle aree limitrofe «in particolare nelle camerate, nella camera singola di Martinelli, nonché in altri luoghi dentro la Città del Vaticano, tra cui la sacrestia della basilica di San Pietro». Il quadro complessivo che sembra affiorare dalle carte e da diverse testimonianze, a proposito dell’ambiente circostante al convitto dei chierichetti, mostra di avere una dinamica non sempre lineare, come del resto provano anche alcune lettere anonime e ricattatorie che arrivarono in Segreteria di Stato già nel 2012 per descrivere comportamenti immorali e una sorta di giro gay parallelo che gravitava su San Pietro, e che difficilmente si concilia con un ambiente sacro. Per i magistrati italiani si tratta ora di ricostruire quelle relazioni e non sarà facile. L’omertà sembra contrassegnare la vita interna, così come la scarsa trasparenza.

    UN ALTRO ALLIEVO
    I vertici dell’istituto Don Folci, tuttavia, hanno sempre smentito con forza che vi siano stati abusi sessuali di qualsiasi natura all’interno, minimizzando e sconfessando anche le dichiarazioni di un altro allievo coinvolto, Kamil Jarembowki. Questo ragazzo entrato nel preseminario nel 2009 all’età di 13 anni venne allontanato per comportamenti immorali nel 2013. Fuggì dal preseminario per raggiungere un amico in Veneto, un altro ex alunno, per poi essere riammesso nella scuola previo impegno a mantenere fede alla vita comunitaria. È lui ad avere parlato con Gianluigi Nuzzi, il primo ad avere raccolto la testimonianza di Kamil che ha dato il via a tutto il filone di inchiesta. Due anni fa in Vaticano ci fu una riunione piuttosto burrascosa in cui si decise se procedere o meno per diffamazione contro Nuzzi per la pubblicazione del libro. Ma memori dei problemi che avevano dato i due processi precedenti di Vatileaks 1 e Vatileaks 2 si decise di lasciare correre. Adesso però i nodi sembrano essere arrivati al pettine.

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/pedofilia_vaticano_inchiesta_abusi_sessuali_sacrestia_papa_francesco-4747641.html