Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Triveneto

  • Pedofilia, l’Argentina chiede l’estradizione di un prete del Provolo di Verona

    Pedofilia, l’Argentina chiede l’estradizione di un prete del Provolo di Verona

    Lo scandalo si allarga: accuse di abusi e stupro a un anziano sacerdote ora in Veneto

    VERONA«Obbligati a subire anni di violenze e sopraffazioni». Bambini e ragazzi sordomuti «costretti a sopportare abusi e vessazioni senza potersi opporre né difendere». A distanza di due anni e mezzo dall’arresto del sacerdote veronese Nicola Corradi (tuttora ristretto ai domiciliari a Mendoza in attesa del processo), in Argentina lo scandalo per le presunte violenze commesse nelle succursali sudamericane dell’Istituto Provolo per sordomuti (la cui sede è a Verona) si estende a un secondo religioso. Nelle scorse ore, infatti, dalla procura di La Plata è scattato un ordine di carcerazione internazionale per don Eliseo Josè Primati. Quest’ultimo, al momento, si troverebbe in una casa di cura della provincia di Verona e, in comune con don Corradi, ha l’età (entrambi 83enni) e soprattutto le pesantissime accuse che gli contesta la magistratura d’oltreoceano: abusi e atti sessuali, stupro, corruzione di minori ai danni di alunni sordomuti dell’Istituto Provolo di La Plata, dove don Primati ha operato per anni prima di rientrare in tempi recenti nella casa madre del Provolo in terra scaligera. Adesso, invece, don Eliseo sarebbe ricoverato presso una struttura di cura veronese per motivi d’età e di salute: i gravissimi crimini di cui, secondo l’accusa, si sarebbe reso responsabile a La Plata, hanno comunque indotto la magistratura argentina a chiederne oltre all’arresto anche l’estradizione dall’Italia. Un caso che rischia di diventare internazionale.
    La testimonianza

    «Quel prete mi ha violentato. Per colpa di don Eliseo ho vissuto anni di abusi e vergogna, costretto per lungo tempo a sopportare senza poter reagire». Daniel Sgardelis ha 43 anni, è nato e vive a Tartagal, Salta, in Argentina. Ma la sua infanzia e l’adolescenza li ha trascorsi nella città sudamericana di La Plata,a studiare e vivere all’Antonio Provolo Institute. «La mia vita è stata rovinata da tutto questo, era come un buco nero. Ho sofferto troppo e mi sono quasi ucciso. State facendo giustizia per gli abusi commessi dai preti dell’Istituto Provolo sui ragazzi sordomuti nella sede di Lujan de Cuyo, a Mendoza (dove esercitava don Corradi, ndr), ma ora vogliamo la verità anche per i crimini avvenuti nella sede di La Plata. Conosco persone che si sono suicidate per tutto quello che è successo». Ed è stato così che, a partire dalle denunce di Sgardelis e di «decine di altri ex allievi», il procuratore di La Plata Cecilia Cordfield, specializzata in reati a sfondo sessuale, ha deciso di aprire in Argentina una seconda inchiesta sulle presunte violenze commesse ai danni di bambini e adolescenti sordomuti da personale religioso e civile delle sedi locali del Provolo. Erano quasi due anni che, nel riserbo più totale, gli inquirenti di La Plata indagavano, raccoglievano denunce e testimonianze, cercavano riscontri. Una seconda inchiesta che, negli ultimi giorni, è giunta alla svolta: il procuratore Corfield ha chiesto la carcerazione di don Primati e il «giudice delle garanzie» (l’equivalente argentino del nostro gip, giudice per le indagini preliminari) Silver Jorge Moya Panisello ha firmato l’ordine di arresto internazionale due notti fa, tra martedì e mercoledì. Stando alla procura di La Plata, al momento ammonterebbero a undici le vittime di abusi sessuali nella locale sede del Provolo che chiamano in causa don Eliseo. Violenze che, stando all’accusa, l’anziano religioso avrebbe commesso tra il 1982 e il 2002, prima di far ritorno in Italia.

    L’associazione Rete L’Abuso

    «Ci è voluto tempo, ma finalmente – reagisce Francesco Zanardi, presidente dell’associazione Rete L’Abuso org – gli inquirenti argentini con questo mandato d’arresto per don Primati attestano la totale veridicità delle nostre denunce. Con un ampio dossier che raccoglieva numerose e documentate segnalazioni, puntavamo il dito proprio all’indirizzo di don Eliseo». E non è tutto: «Dal nostro pool di legali argentini, ci giunge notizia che – rivela Zanardi – questa nuova inchiesta di La Plata potrebbe estendersi ad altri soggetti e riservare ulteriori sviluppi. Finalmente le vittime, dopo anni e anni di porte sbattute in faccia, stanno ricevendo la giustizia che tanto invocavano». Altri colpi di scena all’orizzonte?

    https://corrieredelveneto.corriere.it/verona/cronaca/19_aprile_25/pedofilia-pm-argentini-chiedonol-estradizione-un-prete-provolo-2369f50a-672b-11e9-9051-8227cfae5472.shtml

  • «Anche tu, come me, sei stato vittima di abusi del prete? Scrivici»

    «Anche tu, come me, sei stato vittima di abusi del prete? Scrivici»

    È il messaggio presente su alcuni volantini comparsi nella zona di Ponte Crencano, a Verona. La notizia è stata riportata dall’associazione Rete L’Abuso, che suppone si tratti di un nuovo caso collegato a quello già denunciato da un suo assistito

    Forse affissi nella notte tra notte tra domenica e lunedì, o forse in quella precedente, sono comparsi nella zona di Ponte Crencano, a Verona, alcuni volantini di denuncia di alcuni presunti abusi sessuali da parte di un religioso.

    Se sei stato anche tu, come me in passato, vittima di abusi sessuali da parte di un prete (di questa parrocchia) ora anziano che non c’è più. Aiutaci a fare chiarezza, dai info su questa brutta storia a info@retelabuso.org

    Questo il messaggio riportato su fogli appesi nei pressi della parrocchia di S. Maria Ausiliatrice, dagli impianti sportivi dove gioca il Cadore ai giardini comunali, dalle Poste di via Mameli alle scuole medie Cesare Battisti. A divulgare la notizia è stata l’Associazione Rete L’ABUSO, la quale però sottolinea di non sapere niente di questa vicenda e neppure chi sia stato ad appendere i volantini nel quartiere.
    L’Associazione dei sopravvissuti all’abuso sessuale del clero, suppone si tratti di una vicenda collegata ai presunti fatti denunciati da un proprio assistito all’autorità civile nel 2017 e alla chiesa nel 2018, con al centro in prete veronese della parrocchia. La presunta vittima, mantenendo l’anonimato, ha raccontato quanto avrebbe subito sul sito della Rete L’ABUSO.

    Alla tenera età di 12 anni, nel frequentare il catechismo e in preparazione alla cresima, in occasione delle numerose confessioni settimanali, ho subito delle molestie sessuali e violenze ripetute da questo prete all’interno del confessionale e non solo ma anche altrove al di fuori della parrocchia, costretto psicologicamente, intrappolato in quella comunemente chiamata “sindrome di Stoccolma”.

    Intrappolato quindi dal mio carceriere, ho vissuto due anni in questo incubo.

    Trovata la forza di liberarmi all’età di 15anni, forse data da una maturata voglia di ribellarmi da questi soprusi, successivamente sono caduto in una forte depressione dalla quale non sono più uscito, ho vissuto il periodo della pubertà rinchiuso in me stesso assieme a tutto il periodo adolescenziale portando problemi di carattere relazionale e vivendo una sessualità in maniera rovinosa con paure e fobie riguardanti la sfera sessuale. Per me il sesso era sporco e contaminante, sentendomi perennemente sporco.

    La mia mente per salvarmi, ha rimosso gli abusi sessuali ma al contempo ha creato paure e fobie sociali, ipocondria ed ossessioni compulsive con rituali di lavaggi di tutto il corpo e delle mani fino a rovinare la pelle e queste non mi hanno più abbandonato limitandomi così nel tempo sempre più la vita, al punto di non riuscire più a lavorare precludendomi la dignità personale. 

    Per l’associazione dunque «è verosimile pensare che un’altra presunta vittima, probabilmente dopo aver letto il racconto del nostro assistito, a suo modo si sia fatto avanti» e chiede dunque che l’autore di questo gesto si faccia avanti. Sarà ovviamente poi compito della giustizia ordinaria, fare luce sull’intera faccenda.

    https://www.veronasera.it/cronaca/vittima-abusi-prete-volantini-verona-9-aprile-2019.html

  • «Sei stato una vittima di abusi  da parte del prete? Segnalacelo»

    «Sei stato una vittima di abusi da parte del prete? Segnalacelo»

    «Se sei stato anche tu, come me in passato, vittima di abusi sessuali da parte di un prete (di questa parrocchia) ora anziano che non c’è più. Aiutaci a fare chiarezza, dai info su questa brutta storia a info@laretelabuso.org». Alcuni volantini con queste frasi, da qualche giorno, campeggiano in zona Ponte Crencano. Ce n’erano forse altri, ma sono stati rimossi. Questi si trovano ancora davanti alla chiesa, ai giardini comunali di fronte alla chiesa, in via Prati, negli altri giardini comunali di via Locchi. E poi davanti alla sede della Società sportiva US Cadore, davanti alla posta di via Mameli, alla fermata del bus in via Tommaseo e davanti scuole medie Cesare Battisti dove c’è l’attraversamento pedonale.

    Ogni giorno, emergono nuovi casi legati alla pedofilia dei preti. Ma questo messaggio, lasciato da quello che ora sarà certamente diventato un uomo, è un pugno allo stomaco, perchè i preti, come gli insegnanti sono quelle figure cui affidiamo i nostri figli, credendo che siano nelle mani giuste di persone che dovrebbero farli crescere in personalità e cultura. L’Associazione dei sopravvissuti all’abuso sessuale del clero ha già pubblicato sul loro sito la storia di un altro giovane, i cui abusi sarebbero fatti risalire allo stesso prete. Ma questo, secondo i volontari della Rete, è un altro caso, che loro non conoscono. Nel frattempo, il prete che si denuncia essere stato abusatore è deceduto.

    Era ospite della sua congregazione a Genova ed è deceduto il 12 febbraio scorso, quindis epolto al Verona di Roma. Toccante la testimonianza riportata dal sito della Rete, di un altro caso veronese. «A 12 anni, nel frequentare il catechismo e in preparazione alla cresima, in occasione delle numerose confessioni settimanali, ho subito delle molestie sessuali e violenze ripetute da questo prete all’interno del confessionale e non solo ma anche altrove al di fuori della parrocchia, costretto psicologicamente, intrappolato in quella comunemente chiamata “sindrome di Stoccolma”. Intrappolato quindi dal mio carceriere, ho vissuto due anni in questo incubo.

    Trovata la forza di liberarmi all’età di 15 anni, forse data da una maturata voglia di ribellarmi da questi soprusi, successivamente sono caduto in una forte depressione dalla quale non sono più uscito, ho vissuto il periodo della pubertà rinchiuso in me stesso assieme a tutto il periodo adolescenziale portando problemi di carattere relazionale e vivendo una sessualità in maniera rovinosa con paure e fobie riguardanti la sfera sessuale. Per me il sesso era sporco e contaminante, sentendomi perennemente sporco. La mia mente per salvarmi, ha rimosso gli abusi sessuali, ma al contempo ha creato paure e fobie sociali, ipocondria ed ossessioni compulsive con rituali di lavaggi di tutto il corpo e delle mani fino a rovinare la pelle e queste non mi hanno più abbandonato limitandomi così nel tempo sempre più la vita, al punto di non riuscire più a lavorare precludendomi la dignità personale». •

    Alessandra Vaccari
    http://www.larena.it/territori/citt%C3%A0/sei-stato-una-vittima-di-abusi-da-parte-del-prete-segnalacelo-1.7253510?fbclid=IwAR2_nXSBDwfODBkBycSP0AekwNtzBwwYXAdR5j_Jfy3RGUBUutUXBKfnw94
  • VERONA PRETE PEDOFILO: Vittima denuncia abusi al vescovo di Verona Giuseppe Zenti, ma lui neppure gli risponde. Nel frattempo, qualcuno fa un blitz di volantini in parrocchia

    VERONA PRETE PEDOFILO: Vittima denuncia abusi al vescovo di Verona Giuseppe Zenti, ma lui neppure gli risponde. Nel frattempo, qualcuno fa un blitz di volantini in parrocchia

    Quante sono nel veronese le vittime di padre Antenone Marangon?  

    Chissà se anche il volantinaggio avvenuto nei pressi della parrocchia di S. Maria Ausiliatrice nelle notti scorse (dove Marangon esercitava), è mano di un altra presunta vittima del prete, magari anche lei delusa da Zenti & C.

    Non sappiamo con esattezza – presumibilmente nelle notti tra venerdì e sabato, forse domenica – qualcuno ha affisso, nei pressi della parrocchia di S. Maria Ausiliatrice, dei volantini di denuncia nei confronti di un prete pedofilo, presumibilmente padre Antenone Marangon, già accreditato all’Associazione Rete L’ABUSO con accuse di pedofilia.

    A darne notizia è un nostro assistito, vittima che nel 2017 ha denunciato all’autorità civile e, nel marzo 2018, anche alla chiesa, nelle persone del vescovo di Verona Giuseppe Zenti, parrocchia di (povera) Santa Maria Ausiliatrice e alla Congregazione di Santa Maria Immacolata, le violenze sessuali commesse dal prete veronese. Inutile dire che dalla chiesa non ha ottenuto alcuna risposta alla sua denuncia, tuttavia, quanto ci segnala il nostro assistito, darebbe ulteriore credito al fatto che il sacerdote accusato in quei volantini sia proprio Marangon.

    Sui volantini appare come riferimento, il logo e la mail della nostra associazione “Rete L’ABUSO” e dal momento che noi non abbiamo affisso i volantini, è verosimile pensare che un’altra presunta vittima, probabilmente dopo aver letto il racconto del nostro assistito, a suo modo si sia fatto avanti.

    Come associazione, ci limitiamo solamente ad invitare questa persona a contattarci; anche se i recapiti a quanto pare li conosce, li proponiamo per altri info@retelabuso.org .

    Francesco Zanardi

  • “I preti onesti ci sono, sei un esempio per tutti”

    “I preti onesti ci sono, sei un esempio per tutti”

    Centinaia di messaggi di solidarietà per don Giovanni, che ha rivelato di essere stato vittima di abusi

    MONTEBELLUNA – Oltre 700 messaggi di solidarietà in poche ore da tutta Italia, per don Gatto. «Chiedo scusa a tutti perché non riesco a rispondere a tutti i messaggi di solidarietà che mi stanno arrivando. Sono quasi 700 messaggi. Chiedo scusa ma vi ringrazio di cuore tutti. Dio vi benedica. Ho tanti impegni se no risponderei a tutti ben volentieri. Vi abbraccio forte. Gesù è con noi e ci ama!».

    La notizia delle minacce si è sparsa rapidamente e in molti hanno voluto testimoniare la loro vicinanza al sacerdote. Sommerso da telefonate, mail e messaggi sui social, don Gatto, posta l’articolo di Oggi Treviso e manifesta tutta la sua soddisfazione per la vicinanza delle persone: «Grazie mille di cuore a chi mi sta dimostrando tanta solidarietà. Siete tantissimi. Vi benedico».

    «I preti onesti ci sono. Forza don Giovanni Gatto continua a denunciare, le persone oneste ti sosterranno sempre – commenta Maria a cui fa eco Lino – Avanti sempre, con coraggio e coscienza! Sei un esempio per tutti noi!». Testimonianze di solidarietà che hanno rincuorato il sacerdote che nella sua denuncia di minacce e aggressione verbale, per aver detto di essere stato molestato da un pedofilo quand’era ragazzino, ha fatto anche qualche riferimento alle forze dell’ordine, per avvertire i suoi detrattori che non intende subire alcune pressione e intimidazione.

    http://www.oggitreviso.it/preti-onesti-ci-sono-sei-un-esempio-tutti-206130?fbclid=IwAR0BbJMaGgKQwmaaW5qdMol6dsFPIuQquB3mM77EsYLte6ekX94Ep5YK8Wc

  • Don Giovanni, vittima di un pedofilo, attaccato e minacciato per aver detto di essere stato abusato da bambino

    Don Giovanni, vittima di un pedofilo, attaccato e minacciato per aver detto di essere stato abusato da bambino

    MONTEBELLUNA – Don Giovanni Gatto, il prete che poche settimane fa ha raccontato di essere stato abusato da bambino è stato attaccato e minacciato per aver fatto outing. «Mi hanno criticato con dei messaggi privati e mi hanno pure detto che sbaglio a espormi pubblicamente contro la pedofilia». Ma don Gatto ribadisce: «No all’omertà».

    Originario di Caonada, dove è ancora molto forte il legame con parenti ed amici, da tempo vive in Abruzzo ed è parroco di Tempera, frazione di L’Aquila. Quando di recente Papa Francesco ha iniziato il summit contro la pedofilia ha trovato il coraggio di raccontarsi pubblicamente sui social, destando grande clamore anche a Montebelluna.

    «Sono molto sereno e confido sempre in Gesù, anche se, due persone, tramite messaggio privato, mi hanno criticato perché io e don Vinicio Albanesi, abbiamo pubblicamente confessato di essere stati abusati tanti anni fa da dei pedofili. Io da un laico, quindi non prete, invece don Vinicio è stato abusato quando era in seminario. Queste due persone, di cui non faccio il nome per rispetto della privacy, mi hanno pure scritto che io, don Vinicio Albanesi e don Fortunato Di Noto, presidente e fondatore di Meter, sbagliamo a esporci pubblicamente contro la pedofilia …».

    Un lungo sfogo in cui don Gatto rammenta anche quando, qualche anno fa, venne preso di mira dalla mafia per aver denunciato infiltrazioni nel tessuto economico della sua parrocchia: ne seguì un’inchiesta che ha portato in carcere chi voleva speculare sulla ricostruzione post terremoto de L’Aquila. Le sue dichiarazioni di poche ore fa hanno scatenato decine di messaggi di solidarietà e vicinanza da ogni parte d’Italia al prete coraggioso che ora, con l’associazione Meter, lavora per aiutare le vittime di pedofilia.

    http://www.oggitreviso.it/don-giovanni-vittima-di-un-pedofilo-attaccato-minacciato-aver-detto-di-essere-stato-abusato-da

  • Fedeli sconvolti, il vescovo buonista ha reintegrato il prete delle orge in canonica

    Fedeli sconvolti, il vescovo buonista ha reintegrato il prete delle orge in canonica

    di Franca Giansoldati

    Città del Vaticano – Il prete padovano che aveva organizzato orge in canonica assieme ad un altro prete che aveva costretto alla prostituzione una decina di ragazze è stato reintegrato dal vescovo. In pratica don Roberto Cavazzana potrà continuare a celebrare la messa, dispensare i sacramenti, confessare i fedeli, impartire i battesimi, benedire i matrimoni come se niente fosse. La notizia del reintegro ha creato parecchio sconcerto nella Chiesa, tanto che la vicenda è al centro di un attento editoriale sul sito vicino al Vaticano, Il Sismografo, diretto da Luis Badilla.

    «Da giorni, perlustrando il web, troviamo molte notizie piuttosto laceranti che analizzano e commentano molto negativamente l’incredibile decisione del vescovo di Padova, Claudio Cipolla, che lo scorso 7 marzo, all’inizio della Quaresima, ha comunicato al suo clero, alla diocesi e alla Chiesa tutta di aver perdonato il presbitero Roberto Cavazzana e di averlo reintegrato nelle mansioni del ministero sacerdotale dal quale era stato sospeso».

    Il Sismografo ricorda che l’anno scorso, di questi tempi, lo stesso Papa Francesco, «tramite una lunga telefonata invitò il vescovo di Padova ad essere forte, fermo e deciso in questa orrenda vicenda che la stampa chiamò le orge in canonica e che ha coinvolto, seppure con modalità e responsabilità diverse don Roberto Cavazzana e soprattutto Andrea Conti, allora anche lui sacerdote».

    Il reintegro del prete è al centro di una lacerante riflessione relativa alla coerenza che i fedeli richiedono alla Chiesa e ai suoi pastori. «Con quali criteri di buon senso e di rispetto per i fedeli della chiesa e con quale discernimento di opportunità, Claudio Cipolla, ordinario diocesano di Padova, ha preso e amplificato una tale decisione? Come mai ha agito con questa modalità pur sapendo benissimo che l’opinione pubblica più informata non ha dimenticato chi è e cosa ha fatto padre Roberto Cavazzana, denunciato nel 2017 per aver partecipato in orge organizzate dall’ex prete Andrea Conti, accusato anche di aver fatto prostituire almeno 15 donne».

    Monsignor Cipolla, conclude Il Sismografo, deve essere di manica larga nell’esercitare il perdono. «Non abbiamo nessun dubbio sulle buone intenzioni del vescovo Cipolla, che tempo fa perdonò un altro sacerdote con le mani sporche in oscuri traffici finanziari, ma come cattolici dobbiamo dire con sincerità: lui, come tantissimi altri vescovi in giro per il mondo, sembrano di non aver preso piena coscienza che gli abusi sessuali nella Chiesa sono ancora più gravi e repellenti per l’opinione pubblica nella misura in cui vengono occultati, insabbiati o perdonati come se niente fosse. Si dovrebbe capire che il Popolo di Dio, e anche chi non è credente, è più inorridito per alcune comportamenti omertosi e poco trasparenti di membri della gerarchia cattolica che per la gravità stessa della pedofilia e delle condotti sessuali disinvolte di alcuni membri del clero». Insomma, un bruttissimo segnale.

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/papa_francesco_orge_prete_abusi_canonica_padova_vescovo-4363360.html

  • «La mia vita distrutta a 5 anni Colpevoli liberi»

    «La mia vita distrutta a 5 anni Colpevoli liberi»

    Serena Sartini

    Roma Giuseppe Consiglio ora ha 29 anni. Ne aveva 5 quando sono iniziati gli abusi sessuali, ripetuti, da parte di un sacerdote. Prima tre volte a settimana, poi ogni giorno, sempre più violenti. Gli abusi sono durati sei anni, fino a che Giuseppe ne aveva 11. Poi il ragazzo, di origini calabresi, è stato cacciato dall’Istituto Provolo per Sordomuti di Verona dove la famiglia lo aveva mandato per imparare la fonetica, in seguito alla sordità che lo accompagna dalla nascita. «Ci chiamava a gruppi di ragazzi, maschi e femmine racconta in una stanza vicino alla chiesa. Poi il sacerdote faceva entrare uno per uno. A 11 anni mi hanno mandato via e ho iniziato una vita tremenda; mi hanno riempito di farmaci, non riesco a trovare un lavoro, non ho una vita. La notte ho sempre incubi».

    E poi quando ha deciso di denunciare?

    «Non è stato facile. Per tanti anni ho cercato di nasconderlo a tutti, forse anche a me stesso. Poi nel 2012 ho denunciato tutto. Ho anche aperto un processo penale contro don Agostino Micheloni. Ma niente da fare. Lui è sempre nell’Istituto, sempre sacerdote. Nega tutto, ma io ho le prove, e le fotografie».

    Nel 2017 ha incontrato il Papa. Cosa è successo?

    «Sì, ho incontrato Bergoglio in Vaticano. Gli ho consegnato una lettera, a nome mio e di tutte le vittime dell’Istituto. Gli ho chiesto giustizia, ho fatto l’elenco di tutti i sacerdoti che hanno abusato in quegli anni altri ragazzi come me. Sono più di dieci, 12, forse 13. Il Papa mi ha guardato negli occhi e mi ha chiesto scusa. Poi mi ha assicurato preghiere. Ma non mi basta».

    Cosa vorreste che facesse Francesco?

    «Che mandi via questi preti, che questi fatti gravissimi non si ripetano mai più, che adotti misure severe; che dalle parole, dalle scuse, dalle preghiere, si passi ai fatti. Questi sacerdoti sono ancora in circolazione, con l’abito, e non hanno subito punizioni».

    Il Papa ha convocato un summit contro la piaga della pedofilia nella chiesa. Cosa si aspetta?

    «Il Papa continua a proteggere i preti pedofili, ancora oggi. Non è cambiato niente, non è cambiato nulla. È rimasto tutto nel silenzio. Vorrei vedere questi abusatori in galera, ma in Italia purtroppo siamo con le mani legate. Vorrei incontrare di nuovo il Papa: voglio che gli abusi finiscano, i bambini non si toccano. E ancora oggi ci sono troppi preti pedofili in circolazione».

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/mia-vita-distrutta-5-anni-colpevoli-liberi-1649781.html?mobile_detect=false

  • Giornata mondiale dei sopravvissuti a Venezia

    Giornata mondiale dei sopravvissuti a Venezia

    Le associazioni che si occupano di abusi all’interno della Chiesa hanno fatto un flash mob, esponendo un grande striscione in inglese in cui vengono denunciati i crimini sessuali.

    di Vera Mantengoli

    VENEZIA. Hanno scelto piazza San Marco perché il loro richiamo potesse diffondersi in tutto il mondo.

    Oggi, Giornata Mondiale dei Sopravvissuti, alle 15 in Italia e in 37 Paesi al mondo,le associazioni che si occupano di abusi all’interno della Chiesa hanno fatto un flash mob, esponendo un grande striscione in inglese in cui vengono denunciati i crimini sessuali. Per sopravvissuti si intendono infatti le persone che, dopo aver subìto una violenza sessuale da parte di un prete, hanno continuato a vivere.

    L’associazione www.retelabuso.org ha invitato tutti gli abusati nel mondo del clero a uscire allo scoperto e ha ribadito il sostegno agli abusati e alle famiglie.

    http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2018/11/03/news/55fffff-1.17423368

  • Abusi sessuali su minori in Argentina: a processo la suora Kosaka Kumiko

    Abusi sessuali su minori in Argentina: a processo la suora Kosaka Kumiko

    Nella vicenda è coinvolto anche il sacerdote veronese Don Nicola Corradi. Per la monaca la procura sudamericana ha formulato le accuse di abuso sessuale e corruzione di minori

    Va avanti in Argentina la vicenda dei presunti abusi sessuali commessi all’istituto Provolo di Lujan de Cuyo, situato a Mendoza, che vedono tra gli imputati anche un sacerdote veronese, Don Nicola Corradi, attualmente ai domiciliari e accusato anche anche a Verona da alcuni ex alunni del centro.

    Come riporta TgVerona, il processo continua e nell’ultima udienza la suora giapponese Kosaka Kumiko è stata accusata di abuso sessuale e corruzione di minori. Il procuratore infatti avrebbe contestato sei episodi in cui avrebbe rivolto attenzioni sessuali inappropriate a minori non udenti che aveva in custodia. La monaca era stata arrestata il 2 maggio 2017 a Buenos Aires e ora si troverebbe a sua volta agli arresti domiciliari in attesa della sentenza: per la magistratura infatti ci sarebbe il pericolo che la donna provi a scappare in Giappone.

    http://www.veronasera.it/cronaca/abusi-sessuali-minori-argentina-suora-Kosaka-Kumiko-processo-2-novembre-2018.html