Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Sacerdote arrestato, le accuse: dalla coazione sessuale all’abuso di fanciulli

    Sacerdote arrestato, le accuse: dalla coazione sessuale all’abuso di fanciulli

    Il 64enne, senza più incarichi diocesani e pastorali fissi, è da ieri in arresto

    LUGANO – E’ arrivata in serata la conferma da parte del Ministero Pubblico e della Polizia cantonale della decisione della Procuratrice Pubblica Chiara Borelli di aprire un procedimento penale nei confronti di un sacerdote svizzero di 64 anni domiciliato nel Luganese.

    Si tratta, come anticipato questo pomeriggio, di un sacerdote senza più incarichi diocesani e pastorali fissi. Nei suoi riguardi si ipotizzano diversi reati: atti sessuali con persone dipendenti, coazione sessuale, sfruttamento dello stato di bisogno, favoreggiamento e sviamento della Giustizia, nonché atti sessuali con fanciulli.

    L’uomo si trova da ieri in stato d’arresto, e sulla sua carcerazione preventiva dovrà ora esprimersi il Giudice per i provvedimenti coercitivi.

    http://www.tio.ch/News/Ticino/Cronaca/1049071/Sacerdote-arrestato-le-accuse-dalla-coazione-sessuale-all-abuso-di-fanciulli/

  • Sul prete finito in carcere l’ombra della pedofilia: è accusato di atti sessuali con fanciulli.

    Sul prete finito in carcere l’ombra della pedofilia: è accusato di atti sessuali con fanciulli.

    La Procura chiarisce i contorni generali della vicenda che ha portato dietro le sbarre un sacerdote di 64 anni del Luganese. Su di lui pende anche l’accusa più infamante.

    LUGANO – Atti sessuali con fanciulli. C’è anche l’accusa più grave e infamante a carico del prete finito in manette ieri. La conferma è arrivata questa sera dal Ministero Pubblico che ha precisato i termini generali della vicenda.

    Il sacerdoti, cittadino svizzero di 64 anni, è domiciliato nel Luganese. Come immediatamente si era saputo l’uomo non ricopre più incarichi diocesani e pastorali fissi. Nei suoi riguardi si ipotizzano diversi reati: atti sessuali con persone dipendenti, coazione sessuale, sfruttamento dello stato di bisogno, favoreggiamento e sviamento della Giustizia, nonché atti sessuali con fanciulli. Atti sessuali con fanciulli che risalirebbero ad anni passati: non è ancora chiaro se a quel tempo il “Don” fosse in servizio come parroco.

    Sulla carcerazione preventiva del prete dovrà ora esprimersi il Giudice per i provvedimenti coercitivi. L’inchiesta è coordinata dalla Procuratrice Chiara Borelli.

    E in serata è giunta anche dalla Curia di Lugano la presa di posizione del Vescovo. “Monsignor Valerio Lazzeri – riferisce un comunicato stampa – ha appreso con dolore la notizia dell’arresto di un sacerdote per cui si ipotizza l’imputazione di reati gravi. Il vescovo, in questa circostanza, desidera esprimere da subito la sua vicinanza alle vittime e a tutte le persone coinvolte, manifestando il suo profondo rincrescimento. In un frangente tanto delicato, è vivo desiderio dell’autorità diocesana che i fatti siano interamente portati alla luce grazie al lavoro della Magistratura, a cui si assicura sin da ora piena collaborazione”.

    http://www.liberatv.ch/articolo/30738/sul-prete-finito-carcere-lombra-della-pedofilia-%C3%A8-accusato-di-atti-sessuali-con

  • Arrestato prete in pensione

    Arrestato prete in pensione

    Un anziano sacerdote del Luganese è sospettato di abusi sessuali. In queste ore è in corso l’interrogatorio.

    Un anziano sacerdote del Luganese è stato arrestato negli scorsi giorni con l’accusa di abusi sessuali.

    Si tratta di un prete in pensione che in queste ore sta rispondendo alle domande degli inquirenti.

    Dal pubblico Ministero bocche cucite, vista la delicatezza del caso. L’inchiesta è coordinata dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli.

    http://www.ticinonews.ch/ticino/250437/arrestato-prete-in-pensione

  • UN EX VESCOVO DELLA CHIESA ANGLICANA HA AMMESSO DI AVER ABUSATO SESSUALMENTE DI OLTRE 20 RAGAZZI, DAL 1977 AL 1992

    UN EX VESCOVO DELLA CHIESA ANGLICANA HA AMMESSO DI AVER ABUSATO SESSUALMENTE DI OLTRE 20 RAGAZZI, DAL 1977 AL 1992

    Non appena le vittime si fecero avanti nel 1993 per denunciare gli abusi, infatti, iniziò un intenso scambio di informazioni tra la polizia, i pubblici ministeri e la chiesa anglicana, al termine del quale si decise di avvertire il vescovo, piuttosto che portare Peter Ball in tribunale….

    Un ex vescovo della chiesa anglicana ha ammesso di aver abusato sessualmente di oltre 20 ragazzi nel corso di ben 15 anni, dal 1977 al 1992. Peter Ball, già vescovo di Lewes e Gloucester, si è dichiarato colpevole stamattina in un processo che riguardava l’abuso di due giovani ragazzi, riconoscendo anche la sua cattiva condotta per quanto riguarda l’abuso sessuale di altri 19 minori.

    A seguito della confessione, è emerso anche che i pubblici ministeri e la polizia – con il benestare dell’allora arcivescovo di Canterbury, George Carey – avevano permesso a Ball di sfuggire il processo penale quando gli vennero mosse le prime accuse ben 22 anni fa. Non appena le vittime si fecero avanti nel 1993 per denunciare gli abusi, infatti, iniziò un intenso scambio di informazioni tra la polizia, i pubblici ministeri e la chiesa anglicana, al termine del quale si decise di avvertire il vescovo, piuttosto che portare Peter Ball in tribunale.

    È stato solo nel 2012 che, dopo numerose richieste, la Chiesa d’Inghilterra si è decisa a consegnare i documenti della vicenda alla polizia, in base ai quali Peter Ball è stato arrestato e accusato di abuso sessuale oltre che di 4 aggressioni ai danni di altrettanti ragazzi.

    Ball, 83 anni, è in rapporti con il principe Carlo, che aveva descritto in passato come un “un amico leale”. L’uomo era una figura di alto livello nella diocesi anglicana e venne nominato vescovo di Gloucester nel 1991, in una cerimonia alla quale partecipò anche il principe Carlo. Quando, due anni dopo, si dimise dall’incarico, Ball si trasferì a Manor Lodge, una proprietà nel Somerset appartenente a Carlo.

    http://www.theguardian.com

  • “Vergogna e dolore”  della Chiesa di Scozia per la pedofilia

    “Vergogna e dolore” della Chiesa di Scozia per la pedofilia

    Nelle 500 parrocchie cattoliche del Paese sono stati distribuiti 100mila opuscoli ai fedeli durante le messe domenicali con gli impegni presi dalla Chiesa per rispondere dei crimini commessi ed un testo dell’arcivescovo Philip Tartaglia, presidente della Conferenza episcopale scozzese, in cui a nome dei vescovi chiede scusa alla popolazione
    Maria Chiara Biagioni

    Alla politica della tolleranza zero contro gli abusi sessuali commessi all’interno della Chiesa aderisce con fermezza anche la Chiesa cattolica di Scozia. Il 22 e il 23 agosto nelle 500 parrocchie cattoliche del Paese sono stati distribuiti 100mila opuscoli ai fedeli durante le messe domenicali con gli impegni presi dalla Chiesa per rispondere dei crimini commessi ed un testo dell’arcivescovo Philip Tartaglia, presidente della Conferenza episcopale scozzese, in cui a nome dei vescovi chiede scusa alla popolazione. L’iniziativa è stata presa in seguito alla pubblicazione la scorsa settimana di un Rapporto redatto da una Commissione presieduta da Andrew McLellan e istituita dagli stessi presuli cattolici scozzesi nel novembre 2013. Il Rapporto – dal titolo “Review of Safeguarding Protocols and Procedures” – contiene una minuziosa rassegna del lavoro condotto in questi anni a fianco delle vittime degli abusi, ed una serie di raccomandazioni per migliorare la risposta, fino ad oggi purtroppo ancora inadeguata, della Chiesa a tutti i livelli, a cominciare dal vescovo.

    Le cifre. Dai dati diffusi dalla Conferenza episcopale della Scozia emerge che sono state 46 le denunce di abusi presentate tra il 2006 e il 2012. Più della metà sono per abusi sessuali. Nel 2013 sono state presentate altre 15 denunce, sei delle quali relative ad eventi accaduti prima del 1990. Come risultato, tre individui sono stati rimossi dal ministero, e altri due casi sono, al momento della stesura del Rapporto, ancora al vaglio del Procuratore. Nella relazione, la Commissione sottolinea quanto sia difficile per le persone che hanno subito abusi, denunciare il fatto. Provano vergogna; si sentono sleali e disobbedienti se parlano; molto spesso si reputano addirittura loro stessi i colpevoli. Per questi motivi, l’abuso è tenuto segreto anche ai familiari più stretti e possono passare quindi molti anni prima che le vittime siano in grado di parlare della violenza subita e denunciarla. Le cose, per fortuna, almeno da questo punto di vista, sono un po’ cambiate. E ciò accade grazie alla testimonianza data da persone che hanno confessato la stessa esperienza; al lavoro di denuncia e investigazione svolto dai media; e infine grazie alla svolta di politica intrapresa dalla Chiesa cattolica in tutto il mondo che ha riconosciuto il male commesso al suo interno promettendo di dare priorità alle vittime.

    Shock e il dolore quasi “insopportabili”. Il racconto della violenza subita è sempre una esperienza dura sia per chi la racconta come vittima, sia per chi la ascolta. Lo shock e il dolore – si legge nel Rapporto – sono quasi “insopportabili”. La crudeltà e la spietatezza narrate “vanno oltre l’esperienza vissuta dalla maggior parte delle persone”. Il Rapporto cita stralci di quei racconti. “Quando avevo otto anni, ero regolarmente chiuso in una stanza buia dalla suora che era la mia assistente. Mi diceva che ero stato punito perché nessuno mi amava. La stessa suora mi ha anche abusato sessualmente. Ho parlato con un prete in confessione. Quel sacerdote ne ha parlato con la suora e insieme mi hanno violentato. Avevo solo otto anni”. L’infamia più grande di cui si è macchiata la Chiesa – si legge nel Rapporto – è quella di aver coperto i colpevoli per proteggere la reputazione della Chiesa ed evitare “lo scandalo”. A questo riguardo, vengono ricordate le parole di Papa san Gregorio I: “è meglio consentire la nascita di uno scandalo, piuttosto che abbandonare la verità”. La testimonianza più eclatante dei sopravvissuti è l’esperienza quasi universale di essere lasciati soli. Una vittime racconta: “Non ho mai sentito alcuna compassione”. Il Rapporto scozzese dedica un paragrafo al caso del cardinale Keith O’Brien, finito nel 2013 al centro di una inchiesta per abusi ai danni di sacerdoti. Una accusa gravissima che gli impedì di partecipare al conclave e che lo ha oggi relegato, per volontà di papa Francesco, a vita privata. Nel Rapporto si recrimina il fatto che anche in questo caso, la Chiesa non ha dato resoconto “aperto e trasparente” di quello che era successo. Alcuni sacerdoti della diocesi dove il cardinale O’Brien era arcivescovo, hanno detto alla Commissione di essere stati “lasciati al buio”. Ma nel caso del cardinale O’Brien era intervenuto il Vaticano e pertanto i vescovi locali non erano in possesso di tutte le informazione richieste ed erano comunque tenuti alla riservatezza.

    Il Rapporto riserva una sezione alle “buone pratiche”, indicando cosa si deve fare e cosa non fare con i minori e in caso di una “confessione” o di un sospetto come ci si deve comportare. La raccomandazione è quella di “mantenere la calma”, “non cedere allo shock”, rassicurare il bambino o il giovane di aver fatto la cosa giusta a parlarne, non investigare ma raccogliere tutti i dati utili per riferire a chi di competenza. “Gli abusi sui minori sono un crimine orribile”, scrive l’arcivescovo Tartaglia nel volantino distribuito nelle parrocchie. “E lo è ancora di più se perpetrato all’interno della Chiesa, e da sacerdoti e religiosi. Tali azioni sono imperdonabili e intollerabili. Il danno causato è prima di tutto alle vittime, ma si estende anche alle loro famiglie e agli amici, così come alla Chiesa e alla società intera. Vorrei assicurare le vittime degli abusi che i vescovi cattolici della Scozia provano vergogna e dolore per quello che hanno sofferto. Siamo addolorati e chiediamo perdono”.

     

  • Preti pedofili, la diocesi di Milwaukee risarcisce le vittime con 21 milioni di dollari

    Preti pedofili, la diocesi di Milwaukee risarcisce le vittime con 21 milioni di dollari

    La decisione dell’arcivescovo eviterà la bancarotta dell’arcidiocesi.

    21 milioni di dollari per risarcire 330 vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti o laici che lavoravano per la Chiesa cattolica. E’ quanto ha offerto l’arcidiocesi statunitense di Milwaukee agli avvocati dei suoi accusatori nelle scorse ore: nel caso l’accordo sia accettato, sarà evitata la bancarotta per l’istituzione ecclesiastica. “Questo accordo – ha spiegato l’arcivescovo Jerome Listecki – rappresenta per noi una nuova Pentecoste, un giorno di rinascita che rinnova la nostra attenzione alla parola, all’adorazione ed al servizio.” Ciascuna delle 330 presunte vittime riceverà una cifra media di 44mila dollari, determinata caso per caso da un amministratore esterno e sarà costituito un fondo di mezzo milione di dollari per coprire i costi di terapie psicologiche per chi ne avesse ancora bisogno. A questi costi verranno aggiunti quelli delle spese legali per pagare lo studio di avvocati che ha seguito la maggior parte dei richiedenti il risarcimento. L’arcidiocesi finanzierà l’accordo con 11 milioni di dollari pagato da una compagnia assicurativa, mentre 16 milioni verranno prelevati dal fondo di gestione dei cimiteri cattolici della zona.

    “Chiudere questo accordo è il modo migliore per riconoscere il male fatto in passato e cercare riconciliazione per il futuro. – ha proseguito l’arcivescovo – Sono contento che l’accordo sia stato chiuso e che sia le vittime di abuso che noi possiamo girare pagina e chiudere questo terribile capitolo della nostra storia. E’ importante che non dimentichiamo il dolore dei sopravvissuti agli  abusi.” Quella di Milwaukee è una delle dodici diocesi statunitensi che hanno dovuto dichiarare bancarotta in seguito alle richieste economiche da parte di persone che hanno denunciato molestie e abusi sessuali. Fino ad oggi la Curia ha già speso 20 milioni di dollari in avvocati e spese legali per difendersi dalle accuse.

    David Clohessy, direttore del “Survivors Network of those Abused by Priests” (Rete dei sopravvissuti agli abusi dei preti) ha comunque criticato l’accordo definendolo “il più grande tradimento di massa delle vittime di abusi sessuali da parte di una diocesi” in quanto, in genere una vittima di abusi riceve circa 300mila euro in casi simili.

    http://www.fanpage.it/preti-pedofili-la-diocesi-di-milwaukee-risarcisce-le-vittime-con-21-milioni-di-dollari/

  • Pedofilia, in Gran Bretagna «parrocchie sicure al 95%». Rete L’ABUSO; è quel 5% che li ha sempre fregati…

    Pedofilia, in Gran Bretagna «parrocchie sicure al 95%». Rete L’ABUSO; è quel 5% che li ha sempre fregati…

    Il dato emerge dal rapporto del National Catholic Safeguarding Commission, organismo indipendente della Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles.

    Oltre il 95% delle parrocchie cattoliche di Inghilterra e Galles hanno almeno un rappresentante preposto a monitorare la sicurezza dell’ambiente in cui vivono i minori in modo da garantire che sia esente da rischi di abusi e violenze di ogni tipo. È il dato positivo più rilevante che emerge dal Rapporto annuale presentato oggi dal National Catholic Safeguarding Commission, organismo indipendente della Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles stabilito nel 2008.

    Dal Rapporto emerge un lavoro di monitoraggio e prevenzione a tappeto su tutto il territorio: la percentuale di parrocchie senza un rappresentante sulla salvaguardia è sceso al di sotto del 5%. Nel 2014, sono state 79 le denunce di abusi contro i bambini. Esse hanno coinvolto 118 vittime e 83 colpevoli. Ci sono anche casi che riguardano la diffusione di immagini pedo-pornografiche per cui – sottolinea il Rapporto – il numero complessivo delle vittime accertate è probabilmente molto più alto.

    Dal Rapporto emerge che nel 2014 i sacerdoti diocesani sono stati denunciati per 16 casi di abuso sessuale, tre di violenza fisica e quattro di pedo-pornografia. 11 sono le denunce per abuso sessuale e tre per uso di materiale pedo-pornografico a carico di religiosi. Le denunce coinvolgono anche il personale «volontario» e «impiegato» per un totale di 17. Non mancano purtroppo nella «lista» le religiose a carico delle quali ci sono cinque denunce (tre per violenza fisica, una per abuso sessuale e una per violenza emotiva).

    http://www.lastampa.it/2015/07/30/esteri/vatican-insider/it/pedofilia-in-gran-bretagna-parrocchie-sicure-al-kVAh7zAPDV5dghBEN3r5ZI/pagina.html

  • E i Testimoni di Geova “dimenticano” di denubciare 1006 presunti pedofili

    E i Testimoni di Geova “dimenticano” di denubciare 1006 presunti pedofili

    La Chiesa australiana dei Testimoni di Geova ha saputo di un migliaio di accuse di abusi sessuali su minori che coinvolgevano un migliaio di suoi membri negli ultimi sessant’anni, ma non ha mai segnalato alcun caso alla polizia

    La Chiesa australiana dei Testimoni di Geova ha saputo di un migliaio di accuse di abusi sessuali su minori che coinvolgevano un migliaio di suoi membri negli ultimi sessant’anni, ma non ha mai segnalato alcun caso alla polizia. Lo scrive il Sydney Morning Herald citando le conclusioni di un’inchiesta giudiziaria nel paese.

    E I TESTIMONI DI GEOVA DIMENTICANO DI DENUNCIARE I PEDOFILI

    La chiesa, che conta in Australia 70mila membri attivi, ha seguito la politica di gestire le accuse all’interno come per tanti anni ha fatto anche la Chiesa cattolica. La Commissione ha sentito i responsabili della Chiesa in un’interrogazione istituzionale sugli abusi sessuali sui minori, in particolare su due casi di anziani dell’istituzione accusati di pedofilia. Secondo le loro regole chi abusa di bambini può essere espulso dalla chiesa se le accuse sono dimostrati, ma tra i requisiti è necessario che almeno due testimoni parlino davanti a un comitato giudiziario interno, davanti al quale però molti accusati non sono stati interrogati. Angus Stewart della commissione che indaga sugli abusi ha detto che i testimoni di Geova hanno registrato 1006 casi di autori di presunti abusi all’interno dell’organizzazione a partire dal 1950, ma la Chiesa ha seguito pedissequamente l’indicazione di non denunciare le accuse di abusi alle autorità secolari. La commissione ha sentito che la Chiesa aborrisce abusi sessuali su minori, che riconosce come “un peccato grave e un crimine”. “I testimoni di Geova credono che l’unico modo per porre fine finalmente gli abusi sui minori è, come dicono loro, ‘abbracciare il regno di Dio retto da Cristo’ e ‘amare Dio con tutto il tuo cuore e il tuo prossimo come te stesso’, in modo da essere salvati quando arriverà la fine del mondo”, ha detto Stewart.

    I MILLE CASI DIMENTICATI

    La commissione ha saputo che 401 membri erano stati cacciati in base alle accuse supportate da due testimoni, ma la metà di loro era stata poi successivamente reintegrata. Una sessantina di persone ha confessato alla Commissione d’indagine di aver accusato anziani membri dei Testimoni di Geova davanti alle autorità religiose portando i testimoni: uno di questi ha raccontato di essere stato molestato dall’età di 15 anni, ma quando ha parlato dell’accaduto è stato costretto a confrontarsi con l’autore, che ha scherzato sulla sua condotta. Un anziano della chiesa avrebbe detto che il testimone voleva trascinare il nome di Geova nel fango. Un altro testimone ha raccontato che il padre è stato condannato a tre anni di carcere per violenza sessuale dopo che lui si è rivolto alle autorità secolari per avere giustizia.

    http://www.nextquotidiano.it/e-i-testimoni-di-geova-dimenticano-di-denunciare-1006-presunti-pedofili/

  • L’inchiesta australiana: i Testimoni di Geova non hanno denunciato 1.000 casi di pedofilia. La prima audizione di una teste vittima di abusi sessuali

    L’inchiesta australiana: i Testimoni di Geova non hanno denunciato 1.000 casi di pedofilia. La prima audizione di una teste vittima di abusi sessuali

    Il testimone chiamato BCG ha dichiarato alla Commissione reale di poter provare che l’abuso sessuale di suo padre non veniva considerato ‘reato’ dalla chiesa.

    Alcuni anziani dei Testimoni di Geova costrinsero una ragazza a un confronto con suo padre che stava abusando di lei e che la incolpava di averlo sedotto.

    Gli anziani erano amici di suo padre che era un membro molto apprezzato della chiesa, organizzazione che usa tenere i propri membri isolati dal resto della società, è stato affermato alla Commissione reale australiana sulle risposte istituzionali agli abusi sessuali sui minori.

    Il Consigliere della Commissione, Angus Stewart SC, ha riferito che una testimone chiamato BCG avrebbe dato prova del fatto che l’abuso sessuale di suo padre non venne considerato “reato” dalla chiesa.

    Nella sua dichiarazione di apertura all’udienza sugli abusi sessuali su minori all’interno dei Testimoni di Geova, Stewart ha rivelato che dei 1.006 presunti casi di abusi sui minori individuati dai Testimoni di Geova dal 1950, nessuno è stato segnalato alle autorità.

    La chiesa si preoccupa del peccato e ha una struttura patriarcale in cui l’uomo è a capo della famiglia e gli anziani,- tutti uomini –, conducono la congregazione, ha spiegato Stewart.

    Credono che la Bibbia sia la parola ispirata da Dio e la interpretano letteralmente. Credono anche che la fine del mondo sia vicina.

    Stewart ha aggiunto che la testimone BCG ha detto alla Commissione reale che suo padre aveva abusato anche di sua sorella maggiore e delle due sorelle più giovani, ma i tre anziani che si occuparono del suo caso non tennero in considerazione tali reati.

    Il padre di BCG è stato infine “disassociato”, non per gli abusi sessuali, ma per aver mentito. Suo padre ha fatto immediatamente ricorso contro la decisione di espellerlo della comunità dei Testimoni di Geova a Mareeba nel nord del Queensland.

    Nell’ udienza di appello alla chiesa ha ammesso gli abusi e gli è stata confermata la disassociazione, ma pochi anni dopo è stato reintegrato.

    Nel 1995, la testimone BCG ha scritto alla Società Torre di Guardia dell’Australia. Tre mesi più tardi ha ricevuto una risposta che prometteva un’inchiesta, consigliandola di avere fede in Geova, ha detto Stewart.

    Lei alla fine ha abbandonato la chiesa ed è andata alla polizia. Suo padre è stato arrestato e incarcerato nel 2004 e condannato a tre anni di prigione per atti di libidine e tentato stupro in danno di BCG.

    Nel corso delle prossime due settimane dinanzi al giudice Peter McClellan che presiede la Commissione reale, saranno ascoltate due vittime di abusi e 15 testimoni, tra cui gli anziani della chiesa dei Testimoni di Geova.

    La commissione ha raccolto le testimonianze di 57 persone che si sono fatte avanti per denunciare gli abusi avvenuti nella chiesa geovista.

    Libera traduzione a cura favisonlus

    FONTE ORIGINALE: THE GUARDIAN

    http://www.theguardian.com/australia-news/2015/jul/27/jehovahs-witnesses-did-not-report-1000-child-abusers-inquiry-hears

  • Australia: anche la Chiesa dei Testimoni di Geova travolta da 1.000 casi di pedofilia

    Australia: anche la Chiesa dei Testimoni di Geova travolta da 1.000 casi di pedofilia

    Anche la Chiesa dei Testimoni di Geova in Australia è accusata di aver coperto oltre 1.000 presunti casi di abusi sessuali secondo quanto sta emergendo nel corso di un’indagine condotta da un’apposita commissione. In alcuni casi si tratterebbe di fatti che risalirebbero addirittura al 1950.

    Lo Stato australiano ha avviato un’indagine nazionale sugli abusi sui minori nel 2013 dopo le numerose denunce che fino ad allora riguardavano solamente la Chiesa cattolica.

    I componenti la Commissione d’inchiesta sostengono di aver ricevuto più di 4.000 denunce da vittime che si sono fatte avanti raccontando quanto loro è capitato.

    Per quanto riguarda i casi denunciati tra i Testimoni di Geova sembra che mai la Chiesa in questione abbia segnalato la cosa alle autorità e che in 401 casi gli autori dei fatti loro contestati sono stati addirittura riammessi nella comunità.

    Australia: anche la Chiesa dei Testimoni di Geova travolta da 1.000 casi di pedofilia