Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: World

  • UK, prete pedofilo stuprò 18 bambini: fu salvato dalla famiglia reale

    UK, prete pedofilo stuprò 18 bambini: fu salvato dalla famiglia reale

    La sigla PP può riferirsi a molte cose: un fervente cattolico osservante potrebbe immediatamente scomporla in “Padre Pio“, mentre la mente di un bambino-se adeguatamente ispirata dai capolavoriDisney-l’assocerebbe probabilmente all’intramontabile Paolino Paperino; e ancora, mantenendoci nell’ambito del fumetto, gli amanti dei supereroi potrebbero vederci le iniziali di Peter Parker, il formidabile Uomo Ragno partorito dal fertile ingegno di Stan Lee.

    Chiedendo d’interpretarla ad un amante dei giochi di ruolo invece, la sigla PPverrebbe quasi certamente intesa come abbreviazione di “Power Player“. Ma in questo caso con quelle due lettere-anzi, con quell’unica lettera ripetuta-ci rifaremo ad un binomio ben più nefasto, eppure purtroppo non meno ricorrente o conosciuto di quelli già citati: stiamo parlando della ben nota associazione tra Preti e Pedofilia.

    La vicenda in questione è quella di Peter Ball, l’ex vescovo di Lewes (Inghilterra), recentemente incarcerato per aver abusato di almeno 18 bambini tra il 1977 ed il 1992. La storia di Ball è atroce e sconcertante, una sorta di incubo ad occhi aperti; non tanto per gli orrori commessi dall’ex vescovo inglese, quanto per i contornidell’intera vicenda.

    Perché quando 22 anni fa Peter Ball finì a processo per la prima volta, in seguito alla denuncia di una delle sue vittime, vi fu una mobilitazione generale per difenderlo da parte delle più alte cariche del Regno Unito: parlamentari, un Lord Chief Justice (storicamente la più alta carica della magistratura d’Inghilterra e Galles, subito dopo il Lord cancelliere, figura quest’ultima destituita nel 2005),prèsidi di istituti scolastici, persino membri della famiglia reale.

    Tutti si adoperarono per salvare Peter Ball, colpevole di aver violentato 18 bambininell’arco di 15 anni. Bobbie Cheema, Consulente della Regina, ha recentemente reso noto che arrivarono lettere che sollecitarono il giudice a far cadere le accuse persino dal gabinetto del Primo Ministro britannico. “E’ un prete, un uomo di Dio, quei bambini devono essersi inventati tutto”. Eh, già.

    Lo tsunami di cariche di Stato e della Magistratura tra le più alte del Regno Unito si abbatté così sul processo, consentendo a Peter Ball-amico intimo tra gli altri anche del Principe Carlo d’Inghilterra-di non venire incriminato per i capi d’accusa a lui ascritti. Neil Todd, il giovane che trovò la forza di denunciare gli abusi subiti anche di fronte ad un clima di omertà tanto opprimente e soffocante, si tolse la vita nel 2012. Proprio quell’anno in cui la polizia decise di riaprire le indagini; ma lui-la prima vittima a farsi avanti-aveva già assistico al traumatico esito del processo-farsa ai danni del suo stupratore. E la riapertura di quella ferita l’ha spinto alsuicidio.

    Solo il mese scorso, a 22 anni di distanza da quel lontano ed ignominioso 1993, un Peter Ball oramai prossimo al trapasso ha deciso di confessare, di alleggerirsi la coscienza. Li aveva stuprati lui, quei bambini. Dopo più di due decenni di silenzi e segreti, ora è ufficiale. Così il prete anglicano ex vescovo di Lewes, ora 83enne, è finito in carcere la scorsa settimana. Dove trascorrerà presumibilmente gli ultimi mesi della sua vita, con oltre un ventennio di ritardo.

    http://news.fidelityhouse.eu/esteri/uk-prete-pedofilo-stupro-18-bambini-fu-salvato-dalla-famiglia-reale-162415.html

  • Abusi sessuali. Il vescovo di Osorno ha un superavvocato: il papa

    Abusi sessuali. Il vescovo di Osorno ha un superavvocato: il papa

    Interrogato dai giornalisti durante il volo di ritorno dagli Stati Uniti, papa Francesco ha rinnovato il suo rimprovero ai vescovi colpevoli di coprire gli abusi sessuali su minori compiuti da loro sacerdoti:

    “Anche alcuni vescovi hanno coperto questo. È una cosa bruttissima”.

    In effetti sono ancora freschi negli Stati Uniti i contraccolpi della rimozione, ordinata da Francesco lo scorso aprile, del vescovo di Kansas City-Saint Joseph, Robert W. Finn, reo d’aver protetto un suo sacerdote poi condannato per abusi.

    Ma evidentemente il papa non include tra i colpevoli il vescovo di Osorno in Cile, Juan de la Cruz Barros Madrid, che ha insediato in diocesi lo scorso 10 gennaio e lì ha mantenuto, nonostante le imponenti manifestazioni di protesta, anche politiche, e le accuse scagliate contro di lui da tre vittime e da numerosi sacerdoti e fedeli, che gli imputano di essere stato complice degli abusi sessuali compiuti dal sacerdote Fernando Karadima, per molti anni una celebrità della Chiesa cilena ma alla fine condannato a “preghiera e penitenza” dalla stessa Santa Sede per le sue accertate malefatte.

    Il 31 marzo, la congregazione vaticana per i vescovi ha fatto sapere che “ha studiato attentamente la candidatura del presule e non ha trovato ragioni oggettive che ne ostacolassero la nomina”.

    E si intuiva che papa Francesco fosse anche lui convinto dell’innocenza dell’accusato. Ma non una dichiarazione pubblica è mai uscita in proposito dalla sua bocca.

    Invece ora si sa che Francesco ha parlato. Il 2 ottobre la testata cilena “Ahora Noticias” ha messo in rete un video di un minuto e venti secondi girato lo scorso maggio in piazza San Pietro, nel quale il papa, con espressione risentita, si scaglia contro gli accusatori del vescovo:

    > Papa Francisco: “Osorno sufre por tonta”

    All’inizio del video si ode Jaime Coiro, un funzionario della conferenza episcopale cilena, presente con i famigliari, dire al papa che in Cile la Chiesa “prega e soffre” per lui.

    Ed ecco le parole testuali di Francesco.

    NELL’ORIGINALE SPAGNOLO

    “Es una Iglesia que perdió la libertad dejándose llenar la cabeza por políticos, juzgando a un obispo sin ninguna prueba después de veinte años de servicio. O sea, que piensen con la cabeza, no se dejen llevar por las narices de todos los zurdos que son los que armaron la cosa.

    “Además, la única acusación que hubo contra ese obispo fue desacreditada por la corte judicial. O sea, por favor, eh… no pierdan la serenidad. Osorno sufre sí, por tonta, porque no abre su corazón a lo que Dios dice y se deja llevar por las macanas que dice toda esa gente. Yo soy el primero en juzgar y castigar a alguien que tiene acusaciones de ese tipo… Pero en este caso ni una prueba, al contrario… De corazón se lo digo. No se dejen llevar por las narices de estos que buscan lío no más, que buscan calumnias…”-

    E IN ITALIANO

    “È una Chiesa che ha perso la libertà perché si è lasciata riempire la testa dai politici, giudicando un vescovo senza nessuna prova dopo venti anni di servizio. Per cui, che pensino con la testa, non si lascino tirare per il naso da tutti quei sinistrorsi che sono quelli che hanno montato la cosa.

    “Inoltre, l’unica accusa che c’è stata contro questo vescovo è stata screditata dalla corte giudiziaria. Per cui, per favore, eh… non perdano la serenità. [La diocesi di] Osorno soffre, certo, perché intontita, perché non apre il suo cuore a quello che Dio dice e si lascia trascinare dalle stupidaggini che dice tutta quella gente. Io sono il primo a giudicare e punire chi è accusato per cose del genere… Ma in questo caso manca la prova, anzi, al contrario…  Glielo dico di cuore. Non si lascino tirare per il naso da questi che cercano solo di fare ‘lío’, confusione, che cercano di calunniare…”.

    I “sinistrorsi” – “zurdos” nel gergo argentino – che hanno irritato particolarmente il papa comprendono presumibilmente i 51 deputati cileni, per la maggior parte del partito socialista della presidente Michelle Bachelet, che hanno firmato una petizione contro la nomina di Barros a vescovo di Osorno.

    Le reazioni di uno degli accusatori:

    > Víctima de Karadima tras declaraciones de Papa Francisco

    <<<  >>>

    NOTA BENE !

    Il blog “Settimo cielo” fa da corredo al sito “www.chiesa”, curato anch’esso da Sandro Magister, che offre a un pubblico internazionale notizie, analisi e documenti sulla Chiesa cattolica, in italiano, inglese, francese e spagnolo.

    Gli ultimi tre servizi di “www.chiesa”:

    3.10.2015
    > Nuovi processi matrimoniali. Un giurista demolisce la riforma di papa Francesco
    È il professor Danilo Castellano, uno dei maggiori esperti della materia. Giudica la riforma “contraddittoria e incoerente”. Ma anche al cardinale Kasper non piace

    1.10.2015
    > Le due facce del viaggio americano
    A Cuba l’ossequio ai fratelli Castro, il silenzio sulle vittime del regime, il rifiuto di incontrare gli oppositori. Negli Stati Uniti l’esaltazione della libertà contro le “forme di tirannia moderne”. Il grido di dolore di un esule cubano

    29.9.2015
    > “Inaccettabile”. Il documento base del sinodo “compromette la verità”
    Alla vigilia dell’assise, tre teologi con il sostegno di cardinali e vescovi criticano e rigettano l’”Instrumentum laboris”. Ecco il testo integrale del loro atto d’accusa

  • “Il papa deve cacciare chi ha stuprato bambini”

    “Il papa deve cacciare chi ha stuprato bambini”

    Non è tutta bontà quella che luccica. Ieri il Papa ha fatto sapere di avere incontrato le vittime di preti pedofili negli Stati Uniti a Philadelphia. Ma a Barbara Blaine, capo di un’associazione di vittime della pedofilia chiamata Snap (Survivors network of those abused by priest), non è per niente convinta della liceità del gesto di Bergoglio: «È stata solo un’abile mossa di pubbliche relazioni», dice ad Arturo Zampaglione di Repubblica:

    Blaine, come mai la Snap non ha partecipato all’incontro con il Santo Padre a Filadelfia?
    «Non siamo mai stati invitati: né ieri né agli incontri precedenti. Le ragioni? Forse perché non ci accontentiamo di un selfie con il Papa.

    “Dio piange per gli abusi dei preti”, ha detto il Papa con un senso di vergogna: non è un’ammissione sincera e toccante?
    «Sì, Francesco è andato oltre le posizioni di Benedetto, ma non basta: bisogna passare ai fatti, cominciando con l’imporre un principio molto elementare: così come le donne non possono dire messa; così come agli uomini sposati è vietato diventare sacerdoti, anche quei preti che hanno commesso un crimine orrendo come la pedofilia dovrebbero essere mandati subito via dalla chiesa».

    E invece?
    «Non accade quasi mai. E in questo, la chiesa è una eccezione: in ogni altra organizzazione che si occupa di bambini, i pedofili sarebbero buttati fuori. Invece i vescovi spesso li proteggono: invece di denunciare i preti pedofili alla polizia».

    Non ritiene che nella prudenza manifestata su questo tema ci sia la paura di altre offensive legali, dopo quelle che sono costate alla chiesa cattolica americana 3 miliardi di risarcimenti? «Il più grande pericolo non è quello dei tribunali ma per i bambini minacciati dai preti pedofili. E’ un fenomeno immenso. Negli Stati Uniti le vittime sono circa 100mila. È una piaga che va fermata».

    http://www.nextquotidiano.it/il-papa-deve-cacciare-chi-ha-stuprato-bambini/

  • Pedofilia nella Chiesa, i comboniani eleggono il nuovo Superiore: vittime inglesi chiedono intervento Papa

    Pedofilia nella Chiesa, i comboniani eleggono il nuovo Superiore: vittime inglesi chiedono intervento Papa

    A Roma la congregazione sceglie il nuovo vertice. E in corrispondenza del monito di Francesco a Filadelfia, tornano alla ribalta i casi di abusi nel seminario di Mirfield

    di MARCO ANSALDO

    FILADELFIA  –  E ora, pulizia totale nella Chiesa per i crimini sessuali compiuti in passato nei confronti dei minori. E’ il Papa a chiederlo, ammettendo la propria “vergogna”, nell’ultimo giorno del suo viaggio americano. “I crimini per gli abusi sessuali contro i bambini non devono ripetersi mai più. Dio stesso piange, e i responsabili vanno puniti”.

    Forte del successo ottenuto nella sua visita negli Stati Uniti, Papa Francesco non ha però voluto perdere l’occasione di affrontare uno dei problemi più imbarazzanti per la Chiesa degli ultimi decenni: quello degli abusi sessuali verso i minori. Una questione emersa con forza nel 2010, e che da allora, entrata nell’occhio dell’opinione pubblica mondiale, l’istituzione ecclesiastica ha mostrato di voler sradicare, pena una questione innanzitutto di credibilità nei confronti dei fedeli. Incontrando così un gruppo di abusati, nella tappa finale di quest’ultimo viaggio, a Filadelfia, il Pontefice ha mostrato di tenere molto a cercare di mettere una pietra tombale sullo scandalo.

    Ma negli stessi giorni della visita papale a Cuba e in tre grandi città americane, a Roma, si è riunito il Capitolo generale dei missionari comboniani. Dal 29 agosto al 4 ottobre, la Congregazione, che nel corso dei secoli ha giustamente acquisito molti meriti evangelizzando in tutto il mondo, con numerosi sacrifici dei propri esponenti, sta decidendo la nomina del nuovo Superiore generale, in rappresentanza degli oltre 1700 missionari in tutti i Continenti.

    C’è un caso di pedofilia, però, a cui l’attuale vertice della Congregazione non ha ancora risposto adeguatamente. E’ quello clamoroso degli abusi perpetrati nel seminario di Mirfield, in Inghilterra, fra gli anni ’60 e ’70, nei confronti di almeno 12 ragazzini di età compresa fra gli 11 e i 15 anni, e per i quali di recente sono stati pagati come compensazione solo 166.000 euro, suddivisi per alcuni di loro, oggi tutti sessantenni, violentati secondo le accuse da tre sacerdoti, padre John Pinkman di Liverpool, padre Domenico Valmaggia di Como e padre Romano Nardo di Pordenone. Mai nessuna parola di ammissione di responsabilità, di scuse, è venuta dalla Congregazione come istituzione in sé.

    Di quei sacerdoti, oggi solo l’ultimo di loro è in vita. E lo scorso maggio, uno degli abusati, Mark Murray, 59 anni, residente in Galles, dopo aver cercato padre Nardo, il suo violentatore, per decenni, è infine riuscito a incontrarlo, partendo per l’Italia e bussando alla porta della Casa dei Comboniani di Verona, dove il prete viveva da tempo. Un servizio che repubblica. it ha curato in esclusiva. Padre Nardo si è scusato con Murray (“se ho causato quello che tu dici sono veramente dispiaciuto”). Ma il giorno dopo, l’ex vittima è stata allontanata in malo modo dai custodi della residenza e dall’amministratore di sostegno del sacerdote, con la minaccia di far intervenire la forza pubblica. E il sacerdote accusato di violenza trasferito in segreto in un’altra struttura.

    Il caso ha suscitato molto clamore, in Italia e in tutto il Regno Unito, con servizi successivi della BBC e delle maggiori testate britanniche, senza però che la Congregazione decidesse di farsi carico di affrontare il problema  –  ammettendo le responsabilità dei singoli, proprie, e scusandosi – nei confronti di un gruppo di persone che ha visto rovinare la propria vita per gli abusi subiti in tenera età. “Ti ricordi di me?  –  ha detto Murray a Nardo, che lo aveva violentato ripetutamente, nel momento in cui gli si è trovato di fronte, 45 anni dopo – tu hai avuto un impatto devastante sulla mia vita!”. Poi, fra i due, parole di comprensione e di spiegazione. Ma dai Comboniani è calato il silenzio.

    Ora, però, la Congregazione è riunita a Roma per scegliere i suoi nuovi vertici entro la fine di questa settimana. E Papa Francesco, ancora una volta, ricordando i crimini degli abusi sessuali nella Chiesa, ha lanciato un monito durissimo dichiarando il proprio impegno personale e quello dell’istituzione ecclesiale, affinché il passato sia affrontato con vigore e il futuro assicurato nei confronti di questo bubbone. Queste le sue esatte parole a Filadelfia: “Mi vergogno profondamente. Dagli abusati ho ascoltato un lamento profondo. E mi dispiace profondamente che alcuni vescovi abbiano mancato nella loro responsabilità di proteggere i bambini. Dio stesso piange. I reati di abusi sessuali contro minori non possono essere mantenuti in segreto per più tempo. Prometto l’impegno alla vigilanza della Chiesa per proteggere i minori. Tutti i responsabili dovranno renderne conto”.

    La polizia britannica ha chiesto più volte l’estradizione di Romano Nardo, sulla base dei crimini commessi, per interrogarlo. Ottenendo però sempre un rifiuto, per ragioni di salute e di età avanzata. Dice ora Murray, ascoltato da Repubblica: “Papa Francesco si è scusato per gli abusi nella Chiesa cattolica e ha chiesto che simili crimini non avvengano più. Ma i missionari comboniani si rifiutano persino di ammettere che abusi da loro compiuti in passato siano mai avvenuti, e non intendono scusarsi con le persone, ragazzini allora in tenera età, di cui avrebbero dovuto avere cura”. Afferma un altro ex ragazzo del cosiddetto Gruppo di Mirfield, Gerry McLaughlin: “Abbiamo chiesto ai padri comboniani una chiara rottura rispetto al passato, e di eleggere di qualcuno che non abbia avuto a che fare con la copertura degli abusi. Chiediamo perciò che i Comboniani nominino qualcuno che segua l’insegnamento di Papa Francesco sulla pedofilia”.

    Il gruppo dei “12 di Mirfield”, come si sono ribattezzati gli ex seminaristi, ricordando quei ragazzini, soggetti allora alle violenze e al silenzio dietro le minacce, intendono incontrare il nuovo Superiore generale dei Comboniani. E chiedono al Pontefice di intervenire.

    http://www.repubblica.it/esteri/2015/09/28/news/pedofilia_nella_chiesa_i_comboniani_eleggono_il_nuovo_superiore_vittime_inglesi_chiedono_intervento_papa-123846616/

  • Papa in Usa, Bergoglio incontra vittime abusi sessuali: “Provo vergogna”

    Papa in Usa, Bergoglio incontra vittime abusi sessuali: “Provo vergogna”

    Il Pontefice ha pronunciato un fortissimo mea culpa per la pedofilia del clero incontrando i 300 vescovi ospiti dell’Incontro mondiale delle famiglie di Philadelphia, nel suo ultimo giorno negli Stati Uniti: “Dio piange, chiarire responsabilità”

    “Per gli abusi sessuali commessi da membri del clero su minori Dio piange”. Papa Francesco, a sorpresa, ha pronunciato un fortissimo mea culpa per la pedofilia del clero incontrando i 300 vescovi ospiti dell’Incontro mondiale delle famiglie diPhiladelphia, nel suo ultimo giorno negli Stati Uniti. Bergoglio, prima di leggere il testo del discorso che aveva preparato, ha svelato di aver incontrato, subito prima dell’udienza con i presuli, alcune vittime degli abusi insieme ai loro familiari nel Seminario di Carlo Borromeo dove risiede durante l’ultima tappa del suo viaggio negli Usa.

    “Provo vergogna per quello che è successo”, ha confidato subito il Papa ai vescovi presenti mettendo a nudo i propri sentimenti dopo l’incontro con un gruppo di vittime. “Dagli abusati sessualmente– ha affermato Francesco – ho ascoltato un lamento profondo. Questi crimini non possono essere mantenuti in segreto per tanto tempo”, ha aggiunto il Pontefice assicurando il suo impegno perché “siano chiarite le responsabilità” dei vescovi in merito alla inadeguata risposta davanti a quanto accaduto.

    Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha spiegato ai giornalisti che le vittime incontrate da Bergoglio erano 5 persone adulte, di cui 3 donne e 2 uomini. “Il Papa – ha aggiunto Lombardi – si è intrattenuto con i visitatori ascoltando le loro testimonianze e rivolgendo loro alcune parole in comune e poi salutandoli singolarmente. Ha pregato con loro. Ha manifestato la sua partecipazione alla loro sofferenza, il suo dolore e vergogna in particolare nel caso delle ferite loro arrecate da membri del clero o collaboratori ecclesiali. Ha rinnovato l’impegno suo e della Chiesa perché tutte le vittime siano ascoltate e trattate con giustizia, i colpevoli siano puniti e i crimini di abuso siano combattuti con una efficace opera di prevenzione nella Chiesa e nella società. Il Papa – ha concluso Lombardi – ha ringraziato le vittime per il loro contributo essenziale per ristabilire la verità e iniziare il cammino del risanamento. L’incontro è durato circa mezz’ora ed è terminato con la benedizione del Santo Padre”.

    Proprio per fare in modo che questi crimini non si ripetano mai più, Francesco ha istituito una sezione giudiziaria, all’interno della Congregazione per la dottrina della fede, per processare i presuli che vengono denunciati per abuso d’ufficio episcopale per casi di violenza dei loro preti sui minori. Sulla pedofilia il Papa è stato sempre chiarissimo: “È come una messa nera”.

    Non è la prima volta che, durante il suo viaggio negli Stati Uniti, Bergoglio parla dello scandalo degli abusi sessuali del clero sui minori, deflagrato in modo impressionate nella diocesi di Bostonnel 2002 portando alle dimissioni del cardinale Bernard Francis Law, ritenuto dal Vaticano all’epoca incapace di gestire la vicenda. Non a caso il suo successore, il porporato cappuccino Sean Patrick O’Malley, che Bergoglio avrebbe visto bene al suo posto come Papa, è stato chiamato da Francesco a presiedere la Pontificia Commissione per la tutela dei minori, della quale sono membri anche due ex vittime di abusi.

    Un dicastero creato da Francesco “affinché – come ha detto lui stesso ai 400 vescovi statunitensi durante il suo viaggio – tali crimini non si ripetano mai più” . “Sono consapevole – ha affermato Bergoglio – del coraggio con cui avete affrontato momenti oscuridel vostro percorso ecclesiale senza temere autocritiche né risparmiare umiliazioni e sacrifici, senza cedere alla paura di spogliarsi di quanto è secondario pur di riacquistare l’autorevolezza e la fiducia richiesta ai ministri di Cristo, come desidera l’anima del vostro popolo. So – ha aggiunto il Papa – quanto ha pesato in voi la ferita degli ultimi anni, e ho accompagnato il vostro generoso impegno per guarire le vittime, consapevole che nel guarire siamo pur sempre guariti, e per continuare a operare affinché tali crimini non si ripetano mai più”.

    Dopo l’incontro con alcune vittime degli abusi, il Papa ha visitato l’Istituto di correzione Curran-Fromhold di Philadelphiadove sono rinchiusi 3mila detenuti. A loro Bergoglio, che al Congresso americano ha chiesto di abolire la pena di morte, ha spiegato che il “tempo di reclusione non è stato mai sinonimo di espulsione”. Francesco che, più volte ha definito l’ergastolo una “pena di morte nascosta”, ha denunciato che “è penoso riscontrare a volte il generarsi di sistemi penitenziari che non cercano di curare le piaghe, guarire le ferite, generare nuove opportunità”.

    Ai detenuti il Papa ha ribadito che “questo momento nella vostra vita può avere un unico scopo: tendere la mano per riprendere il cammino, tendere la mano che aiuti al reinserimento sociale. Un reinserimento di cui tutti facciamo parte, che tutti siamo chiamati a stimolare, accompagnare e realizzare. Un reinserimento cercato e desiderato da tutti: reclusi, famiglie, funzionari, politiche sociali e educative. Un reinserimento che benefica ed eleva il livello morale di tutta la comunità”.

    Twitter: @FrancescoGrana

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/27/papa-in-usa-bergoglio-incontra-vittime-abusi-sessuali-provo-vergogna/2072501/

  • Usa | prete accusato di pedofilia

    Usa | prete accusato di pedofilia

    Un prete cattolico accusato di pedofilia è stato messo in stato di accusa in Pennsylvania e dovrà rispondere di diversi capi di imputazione, tra cui quello di abusi e turismo …

    Usa, prete accusato di pedofilia (Di mercoledì 23 settembre 2015) : (Ultime Notizie – Ultim’ora) Un prete cattolico accusato dipedofilia è stato messo in stato di accusa in Pennsylvania e dovrà rispondere di diversi capi di imputazione, tra cui quello di abusi e turismo sessuale. Il reverendo Loseph Maurizio, oggi 70 anni, è accusato in particolare di molestie a 3 bambini poveri nel corso di alcuni viaggi in Honduras, dove avrebbe frequentato un orfanotrofio tra 2004 e 2009.Il sacerdote- sospeso dalla sua diocesi – dovrà rispondere anche di possesso di materiale pedopornografico e di trasferimento illegale di fondi.

  • Condannato don Joseph Maurizio per abusi su 3 bimbi, turismo sessuale, possesso di materiale pedopornografico

    Condannato don Joseph Maurizio per abusi su 3 bimbi, turismo sessuale, possesso di materiale pedopornografico

    Un prete cattolico, Joseph Maurizio, condannato per pedofilia è stato messo in stato di arresto in Pennsylvania e dovrà rispondere di diversi capi di imputazione, tra cui quello di abusi sessuali, detenzione di materiale pedopornografico e turismo sessuale. Il reverendo Joseph Maurizio, oggi 70 anni, è stato condannato dal tribunale  per numerosi reati, in particolare di molestie sessuali ai danni di tre bambini in stato di disagio, reati che sarebbero stati consumati nel corso dei suoi numerosi viaggi in Honduras,  qui don Joseph Maurizio era assiduo frequentatore di un orfanotrofio. Le violenze carnali sui bambini risalirebbero al periodo tra gli anni 2004 e 2009.

    Il sacerdote – che è stato sospeso dalla sua diocesi – dovrà rispondere anche di possesso di materiale pedopornografico, rinvenuto in sede di perquisizione ambientale dalla polizia e di aver illegalmente trasferito denaro a una organizzazione di beneficenza per finanziare i suoi numerosi viaggi. Il sacerdote, che è stato sospeso da “Nostra Signora Regina degli Angeli” parrocchia nella contea di Somerset, non ha mostrato alcuna reazione quando la sentenza di colpevolezza è stata letta in aula. È il suo legale a parlare coi media, affermando che il suo assistito si proclama innocente e presentando istanza in supposizione del fatto che, gli psicologi intervistatori dei bambini che sarebbero stati abusati, avrebbero involontariamente suggerito falsi ricordi, tesi che però contrasta col ritrovamento effettivo di materiale pornografico con protagonisti bambini.

    Don Joseph Maurizio Durante l’udienza, un testimone chiave ritrattò la testimonianza affermando di non essere stato violentato all’età di 14 anni, ma il pubblico ministero ha sostenuto che un altro ragazzino aveva assistito agli abusi dei coetanei. Altri due ragazzini hanno testimoniato che don Joseph Maurizio ha abusato sessualmente di loro, il prete gli avrebbe convinti con regalini e caramelle, coccole che si sarebberto trasformate in carezze nelle parti intime, fotografie sotto la doccia. L’avvocato difensore, Steven Passarello,  ha inoltre riferito che il suo cliente è “molto deluso” per il decreto di colpevolezza  deciso dalla giuria e che ricorrerà in appello se necessario. Elizabeth Williams, presidente di ProNino Stati Uniti d’America, la struttura orfanotrofio no-profit, ha detto che il verdetto è stato una validazione delle accuse degli ex orfani abusati.

    Dopo il verdetto di colpevolezza, emesso recentemente dalla giuria, bisognerà attendere febbraio per quantificare la condanna. Marco Dimitri

  • LUGANO Prete arrestato, la prima volta fu denunciato dalla famiglia della vittima, ma l’inchiesta finì in nulla. Monsignor Grampa: “Lo trasferii per motivi morali”

    LUGANO Prete arrestato, la prima volta fu denunciato dalla famiglia della vittima, ma l’inchiesta finì in nulla. Monsignor Grampa: “Lo trasferii per motivi morali”

    Il prete finì sotto inchiesta nei primi anni Duemila e nel 2005 la Curia lo trasferì dal Locarnese al Malcantone.

    LUGANO – Il sacerdote 64enne arrestato per caoazione sessuale e abusi su minorenni fu già oggetto di una denuncia da parte della famiglia della ragazza di cui era curatore, oggi 27enne, quando ancora era parroco nel Locarnese, all’inizio del Duemila. Il Corriere del Ticino precisa quindi che fu la stessa famiglia a denuncialo. Ma com’è noto l’inchiesta, aperta tra il 2002 e il 2003 per sospetti simili a quelli che l’hanno portato in carcere settimana scorsa, finì in nulla, con un decreto di non luogo a procedere.

    Nel 2005 la Curia decise comunque di trasferirlo nel Malcantone, dove fu amministratore parrocchiale per cinque anni, fino a che nel 2010 gli venne tolta ogni responsabilità pastorale. Il Corriere del Ticino ha interpellato sul caso il vescovo emerito di Lugano Pier Giacomo Grampa.

    “La denuncia e la relativa decisione di non luogo a procedere – dice Grampa – risalgono agli anni 2002-2003 quando ancora non ero vescovo. Nonostante il decreto di non luogo a procedere, per ragioni puramente morali e pastorali, ho ritenuto che non fosse opportuno che il sacerdote restasse vicino alla ragazza e alla famiglia che lo aveva denunciato. Una scelta, ripeto, di opportunità e non legata a ragioni penali, dal momento che l’indagine del procuratore pubblico non aveva portato in luce elementi costitutivi di reato”.

    “Su tutta questa vicenda – ha concluso Grampa – solidarizzo con la linea seguita dal vescovo Valerio Lazzeri” conclude Pier Giacomo Grampa. “Lasciamo ora che l’inchiesta faccia il proprio corso.”

    http://www.liberatv.ch/articolo/30789/prete-arrestato-la-prima-volta-fu-denunciato-dalla-famiglia-della-vittima-ma

  • Prete arrestato, forse ci sono altre vittime

    Prete arrestato, forse ci sono altre vittime

    L’uomo era anche il curatore della donna con cui aveva una relazione da un decennio, sin da quando essa era minorenne. L’avrebbe aiutata a vendere un orologio falso spacciandolo come di valore, convincendo un complice ad addossarsi la colpa.

    LUGANO – Si scava nella vita del prete 64enne arrestato settimana scorsa e accusato di coazione sessuale, atti sessuali con persone dipendenti e lo sfruttamento dello stato di bisogno. Il dubbio è che la 27enne, vittima accertata, non fosse l’unica, e dunque si indaga.

    La sua relazione con la donna, scoperta dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli quando essa si era resa protagonista di una rapina a Pura e di aver sparato contro degli automobilisti con un fucile ad aria compressa, è durata una decina d’anni. Sarebbe iniziata quando la ragazza, ora 27enne, era minorenne. Dopo voci di un interessamento eccessivo nei suoi confronti, pare che Monsignor Grampa abbia spostato l’uomo dal Locarnese al Malcantone, prima di mandarlo in pensione ufficialmente per problemi di salute.
    Dalle indagini, è risultato come l’uomo fosse anche il curatore della vittima (per cui ecco l’accusa di sfruttamento dello stato di bisogno), con cui rimase sempre in contatto, e che nel 2014 aiutò a vendere su internet un orologio falso, spacciandolo come di valore, consigliando al suo complice 51enne di addossarsi tutta la colpa (reato di favoreggiamento e sviamento della giustizia deriverebbero da qui)

    http://www.ticinolibero.ch/prete-arrestato-forse-ci-sono-altre-vittime/

  • Prete arrestato, quelle voci in paese…

    Prete arrestato, quelle voci in paese…

    All’indomani dell’arresto, emergono nuovi retroscena: il prete avrebbe approfittato di una minorenne e le voci si rincorrevano da tempo.

    La notizia del suo arresto scattato mercoledì scorso ha colto di sorpresa la curia vescovile, ma non i fedeli delle tante parrocchie in cui il prete, un 64enne del Luganese, ha prestato servizio. Perché le voci, sui suoi comportamenti compromettenti nei confronti di minorenni, in paese si rincorrevano da anni. Nulla di penale, nessuna denuncia. Ma dopo vari spostamenti dal Sopra al Sottoceneri, cinque anni fa il parroco sarebbe stato gentilmente invitato a ritirarsi a vita privata.

    Le accuse ipotizzate dalla procuratrice Chiara Borelli nei suoi confronti, sono pesantissime. Sul comunicato diramato ieri sera dal Ministero pubblico si passa dalla coazione sessuale, allo sfruttamento dello stato di bisogno, nonché atti sessuali con fanciulli e con persone dipendenti. Reati, questi ultimi, che sarebbero legati al rapporto che il prete avrebbe avuto, in particolare, con un’unica minorenne, la cui famiglia era molto vicina a lui.

    Dopo l’interrogatorio fiume di ieri, il prete è crollato di fronte alla procuratrice Borelli, confessando i fatti. Intanto l’inchiesta prosegue nel massimo riserbo.

    Verosimilmente nelle prossime ore il giudice dei provvedimenti coercitivi dovrebbe quindi convalidare l’arresto.

    In allegato il servizio di TeleTicino.

    http://www.ticinonews.ch/ticino/250594/prete-arrestato-quelle-voci-in-paese