Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Ratisbona, abusi sessuali sui bambini del coro del Duomo, oltre 200 casi

    Ratisbona, abusi sessuali sui bambini del coro del Duomo, oltre 200 casi

    La vicenda venne alla luce nel 2010, ma solo oggi è stato rivelato il numero delle vittime.

    Dal 1953 al 1992 diversi bambini del famoso coro del duomo di Ratisbona sono stati picchiati o hanno subito abusi sessuali da parte di preti o insegnanti della diocesi. La vicenda non è nuova, se ne era parlato nel 2010, quando lo scandalo era venuto alla luce. Quello che non era chiaro era l’entità di questo orrore.

    Oggi Ulrich Weber, l’avvocato incaricato dall’episcopato e dai responsabili del coro di far luce sulla vicenda, ha dichiarato che i casi di abusi sui bambini sono stati almeno 231. Molto superiori rispetto a quanto finora ritenuto: “Le aggressioni di tipo sessuale vanno dalle molestie fino a vere e proprie violenze carnali”, ha spiegato Weber, che si dice convinto che la dimensione reale delle violenze avvenute sia ancora maggiore rispetto a quel che è emerso.

    “Vigeva un sistema di paura”, ha aggiunto. La sua stima è che almeno un terzo dei 2.100 scolari tra il 1953 e il 1992 abbia subito violenze corporali di vario genere. Nel febbraio dello scorso anno, la diocesi diRatisbona aveva comunicato che 72 ex scolari del famoso coro erano stati picchiati con tanta violenza da aver subito lesioni corporali. Ad essi la chiesa aveva offerto un risarcimento economico pari a 2.500 euro ciascuno.

    Nel 2010 il vescovo di Ratisbona aveva ammesso abusi sessuali nell’ambiente del famosissimo coro (che con oltre mille anni di storia, probabilmente è il più antico del mondo). Il periodo degli abusi risale, in parte, all’epoca in cui il coro era diretto dal fratello di papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger, che lo ha guidato dal 1964 al 1993. Ratzinger però aveva precisato di non essere a conoscenza di casi di pedofilia.

    In una lettera inviata nel 2010 ai genitori dei ragazzi del coro di Ratisbona, il vescovo sosteneva di “essere venuto a conoscenza di un caso di abusi sessuali (…) negli anni ’50”. “Il direttore del convitto dell’epoca, a quanto ci risulta, è stato condannato. Successivamente è morto”, si legge ancora nel sito del vescovado.

    La diocesi tedesca di Ratisbonaha condotto un’indagine sulla vicenda, con una commissione.

    http://www.panorama.it/news/esteri/ratisbona-abusi-sessuali-bambini-coro-duomo/

     

  • I Preti hanno abusato di almeno 231 bimbi del coro di Ratisbona

    I Preti hanno abusato di almeno 231 bimbi del coro di Ratisbona

    Gli atti pedofili si sono consumati tra il 1953 e il 1992

    BERLINO – Dal 1953 al 1992 sono stati almeno 231 i bambini del famoso coro del duomo di Ratisbona picchiati o su cui sono stati compiuti abusi sessuali da parte di preti o insegnanti della diocesi. Lo ha reso noto Ulrich Weber, l’avvocato incaricato dall’episcopato e dai responsabili del coro di far luce sulla vicenda.

    I casi di abusi sessuali nei confronti dei bambini del coro sono stati dunque di molto superiori rispetto a quanto finora ritenuto: “Le aggressioni di tipo sessuale vanno dalle molestie fino a vere e proprie violenze carnali”, ha spiegato Weber, che si dice convinto che la dimensione reale delle violenze avvenute sia ancora maggiore rispetto a quel che è emerso. “Vigeva un sistema di paura”, ha aggiunto. La sua stima è che almeno un terzo dei 2.100 scolari tra il 1953 e il 1992 abbia subito violenze corporali di vario genere.

    Nel febbraio dello scorso anno, la diocesi di Ratisbona aveva comunicato che 72 ex scolari del famoso coro erano stati picchiati con tanta violenza da aver subito lesioni corporali. Ad essi la chiesa aveva offerto un risarcimento economico pari a 2500 euro ciascuno.

    http://www.tio.ch/News/Estero/Cronaca/1065047/I-Preti-hanno-abusato-di-almeno-231-bimbi-del-coro-di-Ratisbona/

  • DIOCESI USA NASCOSE PRETE PEDOFILO

    DIOCESI USA NASCOSE PRETE PEDOFILO

    Un nuovo scandalo sessuale investe la Chiesa cattolica negli Usa. Sei uomini del Maine, del New Hampshire e di New York hanno citato in giudizio la diocesi di Portland, nel Maine. L’accusa: i vertici ecclesiastici locali avrebbero nascosto “fraudolentemente” le accuse secondo cui un prete avrebbe abusato sessualmente di alcuni ragazzini, tra il 1958 e il 1977. Gli autori della denuncia sostengono di essere rimasti vittime degli abusi di un reverendo, morto nel 1997. Per i legali della difesa non c’è prescrizione.

    http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-b4fcbe52-cbce-4568-9346-f84793fccce1.html

  • Papa, durante visita in Messico incontrerà vittime pedofilia

    Papa, durante visita in Messico incontrerà vittime pedofilia

    Città del Vaticano, 24 dic. (LaPresse) – Monsignor Jesús Carlos Cabrero Romero, arcivescovo di San Luis Potosí, in Messico, ha confermato che Papa Francesco nel corso della sua visita tra il 12 e il 18 febbraio incontrerà un gruppo di vittime di abusi sessuali da parte di membri del clero e alcuni loro familiari. Lo scrive il sito di informazione religiosa Il Sismografo. Ricordando un incontro simile di Papa Francesco negli Stati Uniti, monsignor Cabrero Romero ha voluto spiegare che per il Santo Padre si tratta di una questione prioritaria e centrale.

    http://www.lapresse.it/cronaca/papa-durante-visita-in-messico-incontrera-vittime-pedofilia-1.815302

  • REGNO UNITO. EX TESTIMONE DI GEOVA DENUNCIA PUBBLICAMENTE LA MANCATA PROTEZIONE DA PARTE DELLA CHIESA DEI BAMBINI E DI ALTRE VITTIME DI ABUSO SESSUALE.

    REGNO UNITO. EX TESTIMONE DI GEOVA DENUNCIA PUBBLICAMENTE LA MANCATA PROTEZIONE DA PARTE DELLA CHIESA DEI BAMBINI E DI ALTRE VITTIME DI ABUSO SESSUALE.

    I membri della chiesa geovista continuano a sostenere che le loro politiche interne di gestione dell’abuso sessuale infantile e di tutela dei minori  funzionano, a dispetto di quanto dichiarato da un membro del Corpo Direttivo della Società Torre di Guardia, che ne ha espressamente ammesso l’imperfezione nel corso della sua audizione presso la Commissione governativa australiana sulle risposte istituzionali alle accuse di abusi sui minori …

    LE PRATICHE DELL’ORGANIZZAZIONE GEOVISTA BASATE SULLA BIBBIA OSTACOLANO LE ACCUSE DI ABUSI SU MINORI, NON PROTEGGONO LA CONGREGAZIONE DAI CRIMINALI SESSUALI E AI POTENZIALI FEDELI NON VIENE RIVELATA LA REGOLA DEI DUE TESTIMONI. UN PORTAVOCE DELLA CHIESA NEGA TUTTO.

    Un ex testimone di Geova sta chiedendo un cambiamento nelle pratiche interne della chiesa, che sostiene non aiutino le vittime di abusi sessuali

    Steve Rose, un 51enne di  Hartlepool, ritiene che le politiche della chiesa geovista, basate sulla Bibbia, rendano difficile portare alla luce le affermazioni concernenti abusi sui bambini e altri abusi sessuali e agire di conseguenza. L’uomo spera di vedere l’eliminazione della “regola dei due testimoni”,  per la quale gli anziani di congregazione non possono assumere provvedimenti contro le accuse di illeciti a meno che non siano testimoniate da almeno due persone.

    La chiesa afferma che le sue regole non impediscono che le accuse vengano considerate seriamente o segnalate alle forze di polizia. Rose, che è stato membro della Sala del Regno di Hartlepool in Ashgrove Avenue, è preoccupato anche del fatto che agli autori di reati sessuali condannati, come Richard Ogilvie, verso il quale è stata recentemente emessa una sentenza per adescamento di una minore, siano autorizzati a rimanere nella chiesa.

    A Richard Ogilvie, un 32enne di di Scott Grove, (Hartlepool) è stato risparmiato il carcere tuttavia l’uomo è soggetto a un’ordinanza di prevenzione a tempo indefinito finalizzata a limitare i suoi contatti con i bambini e dovrà seguire un trattamento  per sex offenders per due anni.

    Nel contempo Rose è stato disassociato per aver espresso alla congregazione preoccupazioni circa un anziano e ora è ostracizzato dalla chiesa.

    La Charity Commission sta svolgendo un’inchiesta statutaria nei confronti dell’organo direttivo dei Testimoni di Geova del Regno Unito (Watch Tower Bible and Tract Society of Britain), proprio in ordine a problemi di politiche di tutela.

    Rose ha aggiunto che i Testimoni di Geova “fanno tutto secondo la Bibbia. Nessun abusatore però andrà mai a chiedere a due testimoni di essere presenti al suo misfatto. La mia principale preoccupazione“, ha dichiarato l’uomo, “ è che le persone che si stanno cerando di reclutare come nuovi membri, in centro città, non conoscano la regola dei due testimoni. L’ argomento preferito della chiesa è che Dio rivelerà la verità. Ma mentre noi attendiamo che Dio prenda una decisione, tanti bambini potrebbero essere abusati. Negli otto anni e mezzo che ho trascorso in questa organizzazione noi non abbiamo mai parlato di tutela e di regola dei due testimoni“.

    Per quanto concerne gli autori di reato a cui è consentito rimanere nella chiesa, Rose ha detto <<Nella comunità dei Testimoni di Geova se sei pentito puoi ancora far parte della congregazione. E’ più che probabile che chi ha abusato un bambino, lo farà di nuovo>>.

    Le politiche geoviste di protezione dei bambini affermano” La cura e la tutela dei bambini e la promozione del loro benessere sono di massima preoccupazione e importanza nella congregazione. Riconoscendo questa responsabilità i nostri obiettivi devono garantire che se mai una questione che richiede la tutela di un bambino, dovesse sorgere nella congregazione sarà trattata prontamente e correttamente e i bambini della congregazione saranno protetti da danni prevenibili”

    Per quanto riguarda la regola dei due testimoni, un portavoce della chiesa ha affermato che un peccato non deve essere testimoniato da due o più persone nello stesso momento. I Testimoni di Geova hanno aggiunto “Noi non pensiamo che le Sacre Scritture ci autorizzino ad agire su una segnalazione non comprovata, ma una analoga segnalazione fatta da un altro individuo costituisce una conferma. Se qualcuno è stato vittima di un crimine e vuole recarsi dalle autorità queste hanno molti poteri di indagine che noi non abbiamo”.

    Sulla questione dei criminali sessuali condannati e a cui è permesso continuare a far parte della chiesa, il portavoce ha sostenuto che costoro vengono attentamente monitorati e non gli è permesso di rimanere da soli con i bambini ma ha aggiunto “Io non conosco nessuna chiesa che chiude le porte, controlla le persone e impedisce di assistere alle funzioni religiose”

    La polizia di Cleveland ha lanciato un messaggio “Incoraggiamo tutti coloro che sospettano abusi sui  bambini a contattare immediatamente la polizia”

    VEDI APPROFONDIMENTI ALLA NOTIZIA SU HARTLEPOOL MAIL, qui:

    http://www.hartlepoolmail.co.uk/news/local/former-jehovah-s-witness-says-church-s-policies-don-t-help-abuse-victims-1-7588106

    FONTE https://associazionevittimetorrediguardia.wordpress.com/

  • Abusi, la Chiesa indennizza

    Abusi, la Chiesa indennizza

    La conferenza dei vescovi svizzeri istituisce un fondo a favore delle vittime di reati prescritti.

    Un fondo speciale verrà creato per indennizzare, con un massimo di 10’000 franchi ciascuna, le vittime di abusi sessuali commessi da religiosi e caduti in prescrizione. Lo ha annunciato la Conferenza dei vescovi svizzeri al termine della 310ma assemblea, tenutasi dal 30 novembre al 2 dicembre a St-Maurice.

    Secondo i dati più recenti, sono meno di 200 le persone che tra il 2009 e il 2012 hanno denunciato abusi nelle diocesi elvetiche, compiuti da 172 tra preti e laici. Nella maggior parte dei casi, che riguardano le diocesi di San Gallo, Coira e Basilea, il termine di prescrizione è scaduto e spesso i preti coinvolti sono già morti.

    Solo pochi casi si sono conclusi con una condanna, una sospensione del sacerdote o un risarcimento. Una lacuna definita “dolorosa” e che la conferenza episcopale vuole in qualche modo colmare. Si calcola che il fondo, alimentato per lo più dalle stesse diocesi, sarà dotato di 500’000 franchi. Chi ne abbia diritto, chi possa essere considerata vittima, lo deciderà una commissione, non necessariamente composta da religiosi.

    ludoC/Radiogiornale

    http://www.rsi.ch/news/svizzera/Abusi-la-Chiesa-indennizza-6525241.html

     

     

  • PRESENTATA LA RELAZIONE DEL CONSIGLIERE DELLA COMMISSIONE REALE AUSTRALIANA

    PRESENTATA LA RELAZIONE DEL CONSIGLIERE DELLA COMMISSIONE REALE AUSTRALIANA

    La relazione scritta presentata quest’oggi da Angus Stewart, consigliere della Commissione reale australiana, infligge un durissimo colpo all’organizzazione geovista. I Testimoni di Geova hanno promosso diffidenza verso le autorità secolari e le risposte della chiesa all’abuso sessuale infantile sono  ben lontane dalla prassi più adeguata. Denunciata anche la crudeltà verso le vittime di abusi e di ostracismo.

    Il consigliere della “Commissione Reale australiana sulle risposte istituzionali alle accuse di abusi sessuali sui bambini” ha presentato oggi una relazione schiacciante contenente 77 conclusioni negative contro i Testimoni di Geova in Australia.

    Nella sua relazione Angus Stewart SC, ha osservato che alla chiesa dei Testimoni di Geova pervengono circa tre-quattro segnalazioni di abusi su minori ogni mese. Dal 1950 sono state 1006 le accuse contro i suoi membri relative ad almeno 1800 vittime ma non una singola accusa è mai stata segnalata alla polizia o ad altre autorità australiane, nonostante 579 persone abbiano confessato gli abusi. I pareri di Stewart derivano dalle audizioni pubbliche dei Testimoni di Geova e del loro organo supervisore, la Società Torre di Guardia dell’Australia (Watchtower Bible and Tract Society of Australia), tenutesi nel luglio scorso.

    L’organizzazione dei Testimoni di Geova ha sottoposto i suoi membri a ” insegnamenti ambigui e contradditori che concernono il loro rapporto con le autorità secolari contribuendo così a favorire la sfiducia verso tali autorità“, ha affermato Stewart.

    Il consigliere ha inoltre criticato la chiesa sia per aver obbligato una vittima di abusi nominata BCB, (che aveva reso la sua testimonianza alla Commissione nel luglio scorso), a confrontarsi con il suo abusatore, sia per non aver consentito la partecipazione di donne quando la sua denuncia era stata esaminata. Stewart ha detto che l’asserita comprensione degli anziani di congregazione per BCB era inconsistente.

    Nelle prove presentate a luglio era emerso che seppure gli anziani della congregazione di Narrogin in Australia occidentale, dove BCB era stata abusata dall’anziano Bill Neill, le aveano creduto, all’uomo era stato permesso di mantenere il suo posto perché secondo la regola del “testimone” basata su un precetto biblico del II sec., sono necessari due testimoni per provare un crimine.

    BCB che era un’adolescente ed era stata istruita per diversi anni da Neill, fu costretta a continuare a presenziare alle lezioni bibliche con l’uomo e scoraggiata dal discutere l’abuso con chiunque, ha rilevato Stewart.

    Fra le altre risultanze rese note alla Commissione, anche il fatto che non vi era alcuna giustificazione per i testimoni di Geova di non denunciare alla polizia quando la vittima era un minore e altri erano a rischio.

    Uno dei membri di grado più elevato della chiesa dei Testimoni di Geova, Geoffrey Jackson, che siede nel Corpo Direttivo con sede a New York, (l’organo che sovrintende le decisioni assunte a livello internazionale,) ha testimoniato l’ultimo giorno dell’udienza pubblica.

    Stewart sostiene potrebbe ravvisarsi il fatto che Jackson familiarizzando solo con le dichiarazioni dei testimoni della chiesa e non leggendo la testimonianza dei superstiti “smentisca la sua dichiarata empatia per i sopravvissuti di abuso e il suo asserito riconoscimento dell’importanza del loro punto di vista“.

    In una relazione in risposta alle conclusioni di Stewart, la Società Torre di Guardia ha riferito non esser vero che l’organizzazione dei Testimoni di Geova favorisca la diffidenza. La stessa relazione sostiene che Stewart sia stato selettivo in ciò che ha usato degli insegnamenti dottrinali per avvalorare le sue risultanze e che il suo ragionamento in merito alla relazione della chiesa con le autorità secolari sia viziato perché i testimoni affermano che è loro “responsabilità cristiana essere buoni cittadini” e incoraggiano l’obbedienza alla legge. La relazione della Società Torre di Guardia afferma che molte conclusioni proposte da Stewart siano basate su “asserzioni errate” e quelle riferite a Jackson non riflettano chi sia veramente quest’ultimo. Jackson si era recato in Australia per prendersi cura del padre malato e non si aspettava di essere chiamato dalla commissione, ha precisato la Società Torre di Guardia.

    Nell’articolo a firma di Tessa Akerman pubblicato ieri sul The Australian, l’autrice si è soffermata anche su un altro aspetto preso in esame nella relazione del consigliere Angus Stewart, quello concernete la politica di ostracismo dell’organizzazione. Nella sua relazione Stewart ha rilevato infatti che la pratica di ostracizzare coloro che hanno lasciato l’organizzazione non appare giustificata dalle Scritture che sono state citate a suo sostegno, bensì adottata e applicata per impedire alle persone di abbandonare il culto e in tal modo mantenere l’adesione dei membri. Tale pratica, riferisce il consigliere, appare inoltre particolarmente crudele nei confronti delle vittime di abusi che hanno manifestato la volontà di abbandonare l’organizzazione perché le loro denunce non sono state adeguatamente trattate. Stewart ha inoltre sostenuto che tale politica è in contrasto con l’asserito sostegno dell’organizzazione geovista alla libera scelta religiosa e con la credenza in un Dio che riconosce il valore e la dignità di tutti gli esseri umani.

    Presentata la relazione del consigliere della Commissione Reale australiana che investiga gli abusi sui minori: un macigno enorme sui Testimoni di Geova

  • Trafuga 242 ostie consacrate per comporre la parola “pedofilia”: scandalo in Spagna

    Trafuga 242 ostie consacrate per comporre la parola “pedofilia”: scandalo in Spagna

    A Pamplona un giovane artista ha realizzato la sua “opera d’arte” dopo aver portato via decine di particole durante riti religiosi.

    Scandalo in Spagna per una esposizione “artistica” composta da 242 ostie consacrate e successivamente trafugate, messe a terra in modo da comporre la parola “pedofilia”. Sono decine di migliaia i cittadini infuriati per il lavoro dell’artista ventisettenne Abel Azcona, il quale ha confermato di aver trafugato le ostie nel corso di altrettante messe tra Pamplona e Madrid. La mostra che ha proposto al suo interno la discussa opera si chiama “Desenterrados” e sarà visibile nella città navarra fino a metà gennaio. Tra l’altro, la mostra è ospitata in locali concessi in uso dalla diocesi di Pamplona al Comune, che ha patrocinato l’iniziativa.

    Mentre la politica si è subito divisa tra chi difendeva i valori religiosi dei cristiani e chi sosteneva che avesse priorità la libertà di espressione di un artista, Abel Azcona è stato denunciato dall’Associazione Spagnola degli Avvocati Cattolici. Il codice penale iberico, infatti, sanziona con una pena tra gli otto ed i dodici mesi di reclusione le offese “ai sentimenti di una confessione religiosa” tramite dileggio “dei suoi dogma, credenze, riti e cerimonie.” Azcona ha spiegato, invece, di non aver compiuto nulla di particolarmente strano: “Ho deciso di mettermele in tasca e di uscire dalla chiesa. E’ tutto legale, me le hanno consegnate in mano.”

    Alla fine, nelle scorse ore, un cittadino ha deciso di porre da solo fine alla profanazione, visto che le autorità civili non si erano mosse, essendo troppo impegnati gli esponenti istituzionali a discutere tra di loro, mentre il sindaco di Pamplona cercava una mediazione politica per risolvere la faccenda, impegnandosi anche a cercare di convincere l’artista a ritirare il suo lavoro. Un uomo, dunque, Si è recato nel luogo dove si tiene la mostra e ha prelevato da terra le ostie una ad una, riponendole gelosamente in un contenitore, che è stato poi consegnato al parroco della vicina chiesa di Cristo Re di Pamplona, in modo da far conservare le ostie consacrate in un tabernacolo. Sono rimaste in bella vista all’interno dell’esposizione, però, alcuni grandi foto che ritraggono “l’opera d’arte” smantellata.

    continua su: http://www.fanpage.it/trafuga-242-ostie-consacrate-per-comporre-la-parola-pedofilia-scandalo-in-spagna/

  • MONSIGNOR DELGADO SOSPESO ‘A DIVINIS’: STUPRÒ BIMBA DI 9 ANNI

    MONSIGNOR DELGADO SOSPESO ‘A DIVINIS’: STUPRÒ BIMBA DI 9 ANNI

    Un altro caso di pedofilia scuote la chiesa cattolica. Il 77enne Joseph Delgado, ex segretario del beato arcivescovo Oscar Romero, è stato sospeso ‘ a divinis’ perché avrebbe abusato di una ragazzina per molti anni.

    Delgado, lo ricordiamo, ha anche scritto un’interessante biografia di Oscar Romero, religioso trucidato da un cecchino degli ‘squadroni della morte’ mentre officiava una funzione religiosa. Il 77enne è accusato dalla chiesa cattolica salvadoregna di aver violentato continuamente una bimba di 9 anni. La piccola vittima ha dovuto subire gli abusi fino all’età di 17 anni. Oggi quella bimba ha 42 anni ed ha trovato il coraggio per denunciare Delgado, sacerdote che occupa una posizione di rilievo nella chiesa locale. La notizia ha sconcertato non poco la comunità di fedeli salvadoregna.

    Monsignor Rafael Urrutia, cancelliere dell’arcidiocesi, ha asserito:

    “Non intendiamo coprire alcun caso di abuso sui minori”.

    I reati commessi da Delgado sono prescritti, quindi l’uomo non potrà essere giudicato dalla magistratura salvadoregna. E’ inammissibile, comunque, tutto ciò. Un soggetto del genere deve pagare il suo conto. Per certi reati è inaccettabile la prescrizione!

    Rafael Urrutia, riferendosi a Delgado, ha detto:

    “Ha ammesso l’abuso e desidera incontrare la vittima per chiederle perdono“.

    I cattolici di El Salvador sono sconvolti, visto che hanno sempre considerato Delgado un religioso corretto e integerrimo. Un parrocchiano ha detto:

    “Non ci posso credere, era un buon uomo, un buon prete”.

    C’è chi, comunque, vuole che sia fatta subito giustizia:

    “Se davvero si è macchiato di abusi, Delgado dovrebbe finire in prigione“.

    La segretaria di inclusione sociale, Vanda Pignato, ha affermato nel corso della trasmissione radiofonica Pencho y Aida: “Al sacerdote piace fare messe per i bambini ma è un pedofilo”.

    Delgado, dunque, non potrà più esercitare la sua funzione pastorale, sacerdotale e amministrativa. Urrutia ha dichiarato nel corso di una recente conferenza stampa:

    “Mi sento male per queste situazioni, ci scusiamo con la vittima… è importante restare uniti nella preghiera”.

    Questo è l’ennesimo scandalo che travolge la chiesa cattolica e che, certamente, non fa onore a chi porta l’abito talare. Delgado, come detto, è pronto a chiedere scusa alla vittima degli abusi. Il religioso deve sapere che non bastano semplici scuse per far dimenticare a una persona violenze subite per 9 anni e in tenera età. Forse Delgado farebbe meglio a tacere, riflettendo sulle sue squallide e agghiaccianti azioni.

    Urrutia ha precisato, comunque, che lo scandalo non influenzerà il processo di canonizzazione di monsignor Oscar Arnulfo Romero e il processo di beatificazione di Rutilio Grande.

    Attualmente Joseph Delgado si trova in una casa religiosa. Quella dei preti pedofili è una vera spina per la chiesa cattolica, anche perché la maggior parte delle violenze non vengono allo scoperto e non sono denunciate dalle vittime; inoltre, spesso, i religiosi vengono coperti dai confratelli.

    Hanno destato scalpore, ad esempio, le parole proferite recentemente da don Paolo Farinella, sacerdote della diocesi di Genova, durante un’intervista rilasciata alla trasmissione radiofonica ‘La Zanzara’:

    “Se mi confessano un omicidio o un atto di pedofilia non vado dal giudice. Se una persona, un prete pedofilo o una vittima viene da me a confessarsi e mi vincola al segreto io non vado dal giudice. Sono vincolato dal sacramento… I preti pedofili saranno il 3/4% del totale. Giovanni Paolo II li ha coperti tutti, almeno quelli che venivano fuori”.

    http://www.bloguominiedonne.info/monsignor-delgado-sospeso-a-divinis-stupro-bimba-di-9-anni/

  • Gb: maxi-inchiesta pedofilia, indagate scuole cattoliche

    Gb: maxi-inchiesta pedofilia, indagate scuole cattoliche

    Londra, 27 nov. – Ci sono anche alcune istituzioni cattoliche nella lista degli indagati di 12 inchieste parallele sulla pedofilia nel Regno Unito che vanno avanti nell’ambito della piu’ grande operazione mai realizzata in Gran Bretagna contro gli abusi sessuali su minori.

    A rivelarlo e’ l’Independent, che spiega come l’operazione, alla cui guida e’ stata messa dal governo la giudice neozelandese Lowell Goddard, stia cercando di fare luce sul presunto giro di pedofilia che per alcuni decenni avrebbe coinvolto ‘ambienti molto alti’ nei palazzi del potere di Westminster e in istituzioni vicine alla politica.

    Nell’indagine cosi’ sono al momento messe sotto torchio anche chiese anglicane e cattoliche, istituzioni collegiali, scuole private e persino singole amministrazioni comunali, spesso accusate di aver insabbiato le indagini per motivi di opportunismo politico o per evitare tensioni fra le diverse comunita’ etniche .

    http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/gb-maxi-inchiesta-pedofilia-indagate-scuole-cattoliche/news-dettaglio/4610991