Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Preti Pedofili: sospeso Delgado, ex segretario beato Oscar Romero

    Preti Pedofili: sospeso Delgado, ex segretario beato Oscar Romero

    (AGI) – San Salvador, 27 nov. – La chiesa cattolica salvadoregna ha sospeso ‘a divinis’ monsignore Jesus Delgado, 77 anni, ex segretario e biografo del beato arcivescovo Oscar Romero, ucciso nel 1980 da un cecchino degli squadroni della morte mentre stava celebrando messa.

    Delgado e’ accusato di aver abusato di una bambina da quando questa aveva 9 anni fino a quando ne ha comopiuti 17. Lo ha reso noto l’arcidiocesi di San Salvador. Delgado e’ il terzo sacerdote piu’ alto in grado nella gerarchia della chiesa locale.

    Oggi la sua vittima ne ha 42 e ha denunciato il sacerdote alle autorita’ salvadorgen.
    “Non intendiamo coprire alcun caso di abuso sui minori”, ha dichiarati Monsignor Rafael Urrutia, cacncelliere dell’arcidiocesi.

    Delgado non potra comunque essere processato dalla magistratura salvadoregna perche’ i reati sono caduti in prescrizione dopo 20 anni. (AGI) .

    http://www.agi.it/estero/notizie/preti_pedofili_sospeso_delgado_ex_segretario_beato_oscar_romero-201511270551-est-rt10004

  • TENTA IL SUICIDIO DOPO GLI ABUSI DEL PADRE. PRETE ACCUSA: “VUOLE SOLO ATTIRARE L’ATTENZIONE”

    TENTA IL SUICIDIO DOPO GLI ABUSI DEL PADRE. PRETE ACCUSA: “VUOLE SOLO ATTIRARE L’ATTENZIONE”

    di Alessia Strinati

    Una ragazza trenta il suicidio dopo essere stata ripetutamente abusata sessualmente dal padre e il prete della sua chiesa l’accusa di essere stata una sciocca superficiale e di aver rovinato la sua famiglia.

    Becky Herbert, oggi ha 20 anni, e ha finalmente trovato il coraggio di portare avanti la battaglia legale contro il padre mostro, David Manning. L’uomo ha ripetutamente abusato sessualmente di Becky quando era solo una bambina, portandola quasi al suicidio. L’episodio è uscito sui giornali e sulla vicenda è intervenuto il sacerdote della parrocchia della famiglia della ragazza, David Hodge, che ha accusato Becky di essere stata una sciocca superficiale che ha alzato un gran polverone per nulla. Sul Mirror viene riportata una lunga intervista al pastore della chiesa Evangelica Betania di Plymouth, Devon, in cui il sacerdote cerca di spiegare il suo punto di vista, motivo di indignazione per molti.
    Il pastore sostiene che la Bibbia insegni il persono e che con questo gesto lei ha rotto e rovinato una famiglia: «Sin da piccola voleva stare al centro dell’attenzione, la sua è stata tutta una finta», prosegue il sacerdote, «Concordo nel pensare che sia stato un trauma, ma ora il padre vive in prigione, questo dovrebbe essere ancora più traumatico».

    http://www.leggo.it/NEWS/ESTERI/becky_herbert_abusi_sessuali_padre_prete/notizie/1683238.shtml

  • STATI UNITI. La Rete americana dei sopravvissuti agli abusi sessuali dei sacerdoti (SNAP) interviene sul caso degli anziani di una congregazione geovista, citati a giudizio per l’omessa segnalazione di un crimine sessuale in danno di minore

    STATI UNITI. La Rete americana dei sopravvissuti agli abusi sessuali dei sacerdoti (SNAP) interviene sul caso degli anziani di una congregazione geovista, citati a giudizio per l’omessa segnalazione di un crimine sessuale in danno di minore

    Al via la causa civile contro gli anziani di una congregazione geovista per la mancata segnalazione di un caso di relazione sessuale illegale con un minore.

    DICHIARAZIONE DI DAVID CLOHESSY  direttore della SNAP-Survivors Network of those abused by Priests-

    9 novembre 2015

    ” Ci auguriamo che il Procuratore generale di Delaware, riesca a ottenere una condanna contro i funzionari dei Testimoni di Geova che non segnalarono il caso di un presunto crimine sessuale su minore alle autorità laiche.

    Siamo innanzitutto grati siano state presentate queste denunce. Troppo spesso le autorità di contrasto, nei casi di abuso sessuale infantile perseguono solo ” la frutta che cresce sui rami più bassi”: unicamente l’autore di reato.

    Molto raramente le procure perseguono funzionari di chiesa che erano a conoscenza oppure sospettavano i crimini ma sono rimasti in silenzio o li hanno nascosti.

    Gli anziani Joel Mulchansingh e William Perkins della Sala del Regno di Seaford (Contea di Sussex), sono accusati di omessa segnalazione dell’abuso sessuale commesso da Katheryn Harris Carmean White, un membro della congregazione e insegnante di sostegno alla scuola media di Seaford, dal momento che la madre della vittima riferì loro dei crimini.

    Rivolgiamo preghiera ai fedeli di tutte le confessioni: di contattare, quando si vede, si sospetta o si è vittima di abuso sessuale infantile, professionisti, indipendenti e imparziali in applicazione della legge. Non allertate funzionari della chiesa nel segnalare l’abuso.

    Chiediamo a polizie e procure di dedicare maggior tempo ed energie prevenendo la pedofilia e gli insabbiamenti e imputando coloro che occultano crimini sessuali sui bambini.

    Infine preghiamo chiunque sia legato alla scuola media o alla Sala del Regno di Seaford  di ricercare con decisione altri che potrebbero essere stati danneggiati da K. H.C. White.

    Se Perkins e Mulchansignh saranno giudicati colpevoli, auspichiamo ricevano la più rigorosa condanna possibile. Questo è il modo migliore per costringere altri anziani all’obbedienza della legge, alla protezione dei minori e alla segnalazione dei crimini.

    FONTE: SNAP

    STATI UNITI. La Rete americana dei sopravvissuti agli abusi sessuali dei sacerdoti (SNAP) interviene sul caso degli anziani di una congregazione geovista, citati a giudizio per l’omessa segnalazione di un crimine sessuale in danno di minore

  • Vittima critica il perdono del Papa alla congregazione pedofila

    Vittima critica il perdono del Papa alla congregazione pedofila

    José Barba, vittima di Marcial Maciel, dice che i Legionari di Cristo preparano il terreno per la visita del Papa in Messico

    Marcial Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo, ed il papa Francesco. (EFE / Reuters).

    Città del Messico. Una vittima di pedofilia ha criticato giovedì il perdono del Vaticano ai Legionari di Cristo, assicurando che la poemica congregazione messicana ha ottenuto questa indulgenza come una strategia opportunista previa alla visita del papa Francesco.

    In un comunicato ufficiale, la congregazione ultraconservatrice, impegnata nel ripulire la propria immagine macchiata dalla pedofilia del suo fondatore Marcial Maciel (1920-2008), ha informato mercoledì della decisione del papa di concedere il perdono della chiesa.

    L’indulgenza plenaria, richiesta dagli stessi Legionari di Cristo per “celebrare degnamente” il 75º anniversario della loro congregazione, è stata comunicata mediante una nota della Penitenzieria Apostolica della Santa Sede con data 27 di luglio del 2015.

    “Non sembra che sia l’esercizio di un perdono ma, per meglio dire, un’opportunità che loro stessi si sono procurati per mettere un’altra volta nel candeliere la Legione di Cristo”, disse alla AFP José Barba, una delle vittime di abuso sessuale. Barba ha considerato che i legionari stanno mettendo le mani avanti rispetto ad “un’ opportunità molto importante, che è la prossima visita del papa Francesco in Messico” nel 2016.

    Due anni prima della sua morte, Marcial Maciel ha ricevuto l’ordine del Vaticano di ritirarsi dal ministero pubblico della sua attività sacerdotale, a causa degli scandali.

    Anche se Barba avverte che il documento non è stato firmato dal papa Francesco, ma dal titolare della penitenzieria della chiesa cattolica in Roma, dice che alle vittime dei legionari non importa che il pontefice si riunisca con loro durante la sua permanenza in Messico nel 2016.

    “Non ci importa perchè non ci è mai stata data una risposta canonica rispetto a ciò di cui abbiamo diritto”, ha detto Barba, il quale inoltre interpreta l’ indulgenza concessa come dice la Real Academia Española: una dissimulazione di colpe.

    Benedetto XVI si è rifiutato di incontrare le vittime di Maciel durante la visita che ha realizzato in Messico nel 2012.

    Il Vaticano è “stato indulgente con i legionari per decenni”, lo provano i più di 200 documenti sugli abusi pubblicati nel 2012 dalle vittime, che sono stati in possesso del Vaticano per decine di anni senza portarli alla luce, ha lamentato l’ ex sacerdote di questa congregazione.

    I legionari sono coloro che hanno promosso la richiesta di indulgenza “per averne un profitto futuro” perchè sanno che “le vittime principali (…) sono qui”, ha puntualizzato.

    Il papa Giovanni Paolo II ha visitato in cinque occasioni il Messico durante i suoi più di 26 anni di pontificado ed il papa emerito Benedetto XVI una sola volta  nel marzo del 2012. La congregazione ha partecipato attivamente a questi viaggi.

    Fonte: AFP

    http://elcomercio.pe/mundo/actualidad/victima-critica-perdon-papa-congregacion-pederasta-noticia-1852093?ref=nota_mundo&ft=mod_leatambien&e=titulo

  • Molto sodali, poco cristiani. Gli abusi all’interno di Sodalitium Christianae Vitae

    Molto sodali, poco cristiani. Gli abusi all’interno di Sodalitium Christianae Vitae

    38314 LIMA-ADISTA. A Lima si torna a parlare degli abusi sessuali che avrebbe perpetrato contro minorenni della sua stessa comunità il fondatore di Sodalitium Christianae Vitae (Scv), Luis Fernando Figari. L’occasione è stata la presentazione, durante la trasmissione “Cuarto Poder” dell’emittente AmericaTv, il 18 ottobre scorso, del libro Mitad monjes, mitad soldados (“Metà monaci, metà soldati”), scritto a quattro mani dal giornalista-scrittore ed ex-sodalite Pedro Salinas – autore nel 2002 diMateo Diez, in cui in forma romanzata racconta l’esperienza (la sua) vissuta da un giovane in una setta religiosa dove trova fanatismo, sesso e perversione – e dalla giornalista Paola Ugaz. I due hanno raccolto una trentina di testimonianze di vittime di stupri e di soprusi fisici e psicologici perpetrati dai “leader spirituali” della società di vita apostolica. “Leader” al plurale perché, già prima che si sapesse di Figari, erano stati scoperti gli abusi commessi dal numero due della Scv, l’ex vicario generale German Doig, morto il 13 febbraio 2001 e del quale era stato avviato a Roma il processo di beatificazione (poi bloccato). «Conduceva una doppia vita» e era dominato da «cattive condotte sessuali», avevano ammesso i membri di Sodalitium in un comunicato pubblicato a gennaio 2011, a conclusione dell’Assemblea generale del Scv per l’elezione del nuovo superiore generale. Contesto non secondario, perché la carica era vacante in seguito alle dimissioni presentate da Figari solo un mese prima, l’8 dicembre, probabilmente per cercare di evitare accuse di complicità e distrarre dalla sua persona. Anche perché, secondo quanto raccontò in quel periodo un altro giornalista, José Enrique Escardó, che da oltre un decennio andava denunciando abusi e maltrattamenti subiti da lui e da altri “sodali” all’interno della comunità, «non c’era nulla che Doig facesse di cui Figari non fosse al corrente, erano come una sola persona»; perciò «Figari non solo sapeva, ma oscurò gli atti commessi da Doig, e la sua rinuncia – evidenziava – ha a che fare con questo». D’altronde, lo stesso Figari già nel 2011 era stato denunciato al Tribunale ecclesiastico dell’arcivescovato di Lima, retto dal card. Juan Luis Cipriani, membro dell’Opus Dei, e ai competenti organi del Vaticano da un ex affiliato della “famiglia sodalite” per «abusi sessuali gravi» e «maltrattamenti fisici, psicologici e spirituali». Ma sui risultati di tali denunce nulla si sa.

    Sodalitium, dopo i servizi televisivi e di altri media sul libro di Salinas-Ugaz, ha diffuso un comunicato (19 ottobre), in cui esprime innanzitutto «dolore e vicinanza a tutte quelle persone che hanno sofferto e soffrono per azioni o omissioni commesse da alcuni membri della nostra comunità». Poi precisa che, «sulle testimonianze che sarebbero state presentate al Tribunale Ecclesiastico di Lima o a Roma, non essendo stati informati dei loro contenuti né da coloro che le hanno presentate né dalle predette istanze, non possiamo che assicurare la nostra preghiera e la nostra disposizione ad accogliere ogni testimonianza con rispetto, responsabilità e discrezione».

    Si informa anche che dal 2010 (da subito dopo le dimissioni?) «Luis Fernando Figari vive a Roma in una comunità sodalite», lontano dalla vita pubblica e «da qualsiasi ingerenza con il governo della comunità». Chissà perché poi, visto che non si ha notizia di qualsivoglia punizione nei suoi confronti. Comunque, pare non si sia comportato bene neanche ultimamente. Aggiunge infatti il comunicato: «Nel corso del 2014, il superiore generale attuale, dopo aver ricevuto una serie di testimonianze di diversa indole (sic!), ha disposto che intensificasse questa vita di ritiro».

    Figari, laico consacrato, già consultore del Pontificio Consiglio dei Laici, su nomina nel 2002 diGiovanni Paolo II, membro del Sinodo sull’eucarestia nel 2005 per volere di Benedetto XVI, ha fondato Sodalitium Christianae Vitae l’8 dicembre 1971. Noto per le sue simpatie naziste e franchiste, prima di quella data aveva partecipato alla fondazione in Perù di Tradizione, Famiglia e Proprietà, l’associazione legata alle più feroci dittature latinoamericane.

    Ecco come, nel dicembre 2010, Salinas  descriveva la Scv: un «gruppo religioso» che «si regge sull’autoritarismo assoluto, dispotico e dittatoriale», cresciuto – aggiungeva contestualmente il quotidiano (Perù21, 26/12) – «sotto l’ala destra della Chiesa alimentata da conservatorismo, adesione ad idee vecchie, difesa di idee obsolete» (per ulteriori informazioni, v. Adista Notizie nn. 12 e 71/11).

    * Il simbolo di Sodalitium Christianae Vitae. Immagine di SajoR, tratta dal sito Wikimedia Commons, immagine originale e licenza. L’immagine è stata tagliata, le utilizzazioni in difformità della licenza potranno essere perseguite.

    http://www.adista.it/articolo/55595

  • Colombia, chiesa cattolica dovrà risarcire vittime pedofilia

    Colombia, chiesa cattolica dovrà risarcire vittime pedofilia

    Bogota, 9 ott. (askanews) – La Corte suprema della Colombia ha deciso che la Chiesa cattolica dovrà risarcire le due vittime di un prete condannato per abusi sessuali su minori. La Corte ha fissato in 22.300 dollari il risarcimento alle vittime, che oggi hanno 15 e 16 anni, in 13.200 dollari quello ai genitori delle vittime e in 5.600 dollari quello per ognuno dei loro fratelli.

    La Diocesi di Libano-Honda, nella zona settentrionale di Tolima, aveva presentato appello nel 2011 contro la sentenza che imponeva un risarcimento alle vittime di padre Luis Enrique Padua, condannato nel 2010 a 18 anni di prigione per abusi commessi sui due bambini, che all’epoca avevano 7 e 8 anni. (fonte Afp)

    http://www.askanews.it/esteri/colombia-chiesa-cattolica-dovra-risarcire-vittime-pedofilia_711625607.htm

  • Papa Francesco, polemiche in Cile: “Il papa ha coperto nomina di un pedofilo”

    Papa Francesco, polemiche in Cile: “Il papa ha coperto nomina di un pedofilo”

    Papa Francesco è sotto l’occhio del ciclone in Cile, dopo la diffusione del video in cui difende la nomina di Juan Barros Madrid, il sacerdote che insabbiò le accuse di pedofilia contro l’amico prelato Fernando Karadima

    Polemiche a non finire in Cile, dopo la diffusione da parte della testata Ahora Noticias di un filmato su Papa Francesco, durante il quale il Pontefice difende strenuamente la nomina di Juan Barros Madrid a vescovo di Osorno, in Cile appunto, eletto il 21 marzo scorso. Tutto normale, se non fosse che Juan Barros Madrid è uno dei personaggi più discussi, tra i fedeli cileni e non.

    Il motivo? Il prelato è accusato dai maggiori media cileni di aver insabbiato le accuse di pedofilia contro il sacerdote 84enne Fernando Karadima, di cui era molto amico tra le altre cose. E quelle su Karadima non erano solo voci, visto che il sacerdote è stato condannato per il reato di pedofilia nel 2011, al termine di un processo sostenuto dalla Congregazione per la Dottrina della fede. La condanna? Il ritiro in una vita di preghiera e penitenza, che ha comportato anche l’abbandono forzato di ogni tipo di attività relativa al suo ministero.

    Ed è per questo che la nomina di Barros a vescovo di Osorno aveva creato polemiche non solo verbali: le proteste sfociarono anche in un vero e proprio scontro fisico davanti alla diocesi di Osorno. La sua nomina fu però appoggiata dalla conferenza episcopale del Cile, ma a mesi di distanza è vivissima la polemica, con un sacerdote di Osorno che, appoggiato da 20 parlamentari, ha chiesto al Papa di sospendere la nomina di Barros.

    Ma, a quanto pare, il Papa non sembra voler sentire ragioni, come dimostra nel ‘video della discordia’: “La Chiesa ha perso la libertà, lasciandosi riempire la testa dai politici e accusando un vescovo senza avere nessuna prova, dopo vent’anni di servizio. Quindi, pensate con la testa e non vi lasciate prendere per il naso da tutti i sinistrorsi che hanno messo in piedi questa cosa. L’unica accusa contro questo vescovo è stata screditata dalla Corte di Giustizia. Quindi, per favore non perdete la serenità. Voi soffrite sì, ma perché siete sciocche, perché non aprite il vostro cuore a quello che dice Dio e vi lasciate trasportare da questi spropositi che dice tutta questa gente. Non lasciatevi prendere per il naso“.

    http://news.fidelityhouse.eu/cronaca/papa-francesco-polemiche-in-cile-ha-coperto-nomina-di-un-pedofilo-162612.html

  • Prete violentò due bambini, la Chiesa condannata a risarcire i genitori

    Prete violentò due bambini, la Chiesa condannata a risarcire i genitori

    La Chiesa colombiana dovrà pagare un indennizzo di 800 milioni di pesos (poco meno di 250mila euro) ai genitori di due bambini violentati da un prete di una parrocchia di Tolima (centro del paese). Lo ha deciso la Corte Suprema di Bogotà, in una sentenza senza precedenti. E’ la prima volta, infatti, che la giustizia colombiana riconosce con una sentenza la responsabilità civile della Chiesa in quanto istituzione per abusi sessuali commessi da un suo prete: i pochi casi finora finiti i tribunale si erano risolti con accordi extragiudiziari.

    18 anni di carcere per il prete

    Il sacerdote Luis Enrique Duque è stato condannato a 18 anni di carcere per aver violentato nel 2007 due fratelli, di 7 e 8 anni, figli di una coppia di contadini poveri che avevano cercato aiuto nella loro parrocchia di Libano, una cittadina del dipartimento di Tolima. La diocesi responsabile della parrocchia in causa si era però rifiutata di pagare un indennizzo ai genitori dei bambini, sostenendo che le azioni illegali del prete nulla avevano a che fare con il lavoro della chiesa, e dunque non era considerare responsabile. La Corte Suprema ha però stabilito che se un sacerdote «ha approfittato della fiducia che i fedeli attribuiscono alla sua riputazione spirituale e morale di pastore religioso, questo fa sì che la sua diocesi risulti direttamente responsabile per le conseguenze civili delle sue azioni».

  • Abusi su 20 giovani, condannato ex vescovo Peter Ball

    Abusi su 20 giovani, condannato ex vescovo Peter Ball

    E’ stata una giornata anomala e choccante per la Chiesa Anglicana. L’ex Vescovo di Lewes e GloucesterPeter Ball si è dichiarato colpevole di aver abusato, dal 1977 al 1992, di oltre 20 ragazzi. Quindici anni di abusi e silenzi, che la Chiesa Anglicana ha tentato con tutti i mezzi a disposizione di insabbiare, coadiuvata da pubblici ministeri e persino dalla stessa Polizia. Un vaso colmo di menzogne e racconti ai limiti dell’orrido che finalmente, dopo oltre 20 anni, qualcuno ha avuto il coraggio di scoperchiare.

    ORRORE. Il processo tenutosi nella mattinata di oggi ha visto, per la prima volta dopo 22 anni, l’ex Vescovo Peter Ball ammettere i soprusi sessuali ai quali ha sottoposto oltre 20 giovani innocenti, e che per tutto questo tempo l’allora Arcivescovo di Canterbury George Carey ha contribuito, con la complicità dei cosiddetti “poteri forti”, a nascondere sotto il tappeto. Una lunga parentesi di orrore e “sporcizia” che ha permesso all’83enne Ball di condurre una vita serena, circondato da amicizie influenti, prima fra tutti quella del principe Carlo d’Inghilterra.

    Quando, nel lontano 1993, arrivarono in Polizia le prime denunce contro l’allora Vescovo, le forze dell’ordine preferirono avvertire Ball piuttosto che proseguire con le indagini. Una vicenda vergognosa per la religione anglicana e non solo, che è rimasta celata sino a 3 anni fa quando, dopo continue insistenze, la Chiesa d’Inghilterra ha deciso finalmente di passare gli incartamenti riguardanti Ball agli investigatori. I poteri religiosi continuano a perdere forza e credibilità all’interno della comunità, dopo i continui e terribili casi di abusi registrati ogni giorno che vedono protagonisti sacerdoti, vescovi e cardinali provenienti da ogni “dottrina”.Peter Ball è stato immediatamente arrestato: l’ex Vescovo è stato condannato, ancor prima che dalla giustizia “ordinaria”, da quella degli uomini perbene e da quel Dio che Ball aveva promesso di servire con umiltà e, soprattutto, senza macchiare il Suo nome.

    Abusi su 20 giovani, condannato ex Vescovo Peter Ball

  • Gran Bretagna. Vescovo condannato per pedofilia coperto dalla Royal Family

    Gran Bretagna. Vescovo condannato per pedofilia coperto dalla Royal Family

    Grande imbarazzo dell’estabilishment britannico, per gli ultimi sviluppi dello scandalo pedofilia che ha visto coinvolto l’ex vescovo anglicano di Gloucester, oggi 83enne, Peter Ball, che ha abusato sessualmente di almeno 18 novizi alle sue dipendenze per ben 15 anni.

    Ball, è emerso durante il processo, sarebbe riuscito riuscito a farla franca solo ed esclusivamente grazie al sostegno di molti esponenti di spicco della “ruling class” britannica, incluso un membro della Royal Family, la cui identità, in tribunale. è stata tenuta segreta.

    Il conservatore Daily Telegraph ha comunque ricordato come Ball, una volta caduto in disgrazia, sia stato ospite a lungo dell’erede al trono, il principe Carlo, in un cottage nel Ducato di Cornovaglia.

    Un portavoce di corte ha, però, negato che il principe Carlo abbia fatto pressioni in merito al caso di Ball, il quale definì Carlo, “un amico leale”.

    Condannato ieri all’Old Bailey (la Corte Suprema Criminale) a 2 anni e 8 mesi di reclusione per i suoi crimini, nel corso del processo è venuta alla luce la rete di protezione che ha consentito all’ex vescovo di continuare a fare i suoi comodi.

    Venne denunciato per la prima volta alla polizia di Gloucester nel 1992 da un monaco novizio, ma non venne mai incriminato dopo che la polizia – dimostrando una totale e imbarazzante assenza di indipendenza – ricevette decine di telefonate di sostegno a Ball; tra queste, quelle di molti parlamentari e perfino del ‘Lord Chief of Justice’ dell’epoca.

    Ball si dimise nel 1993, ma proseguì nelle molestie fino al 2008 quando alla fine anche la Chiesa anglicana lo denunciò alla polizia.
    A causa di una maldestra riforma voluta  dieci anni fa dalla Chiesa d’Inghilterra – a differenza dei preti cattolici – Ball non potè mai essere “ridotto allo stato laicale” né gli si è mai potuto impedire di continuare ad usare il titolo di vescovo.

    http://www.articolotre.com/2015/10/gran-bretagna-vescovo-condannato-per-pedofilia-coperto-dalla-royal-family/