Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Pedofilia – Cardinale australiano ammette errori nelle strategie legali

    Pedofilia – Cardinale australiano ammette errori nelle strategie legali

    Sydney (Australia) – Maggiore riguardo per la difesa del patrimonio economico della Chiesa rispetto ai diritti delle vittime di abusi sessuali da parte di preti.
    E’ quanto avrebbe ammesso l’ex arcivescovo di Sydney, il cardinale George Pell, oggi prefetto degli Affari economici del Vaticano.
    Secondo i Media australiani avrebbe dichiarato di aver privilegiato gli interessi finanziari della Chiesa rispetto agli obblighi verso le vittime di preti pedofili, nell’ambito di un’aggressiva strategia legale volta a proteggere il patrimonio dell’arcidiocesi.

    La notizia è stata diffusa dalla Commissione nazionale d’inchiesta sulle risposte delle istituzioni agli abusi sessuali nei confronti di minori, che in un rapporto preliminare descrive tre “casi di studio” e sostiene che alle vittime fu negata giustizia e compassione da parte dell’arcidiocesi. E osserva che questa si difese vigorosamente e con successo in tribunale dalle richieste di risarcimento, pur avendo riconosciuto che le vittime dicevano la verità.

    “L’arcidiocesi accettò i consigli dei suoi avvocati di difendersi vigorosamente dalle accuse”, scrive la commissione.
    “Una ragione per cui il card. Pell decise di accettare tali consigli era di scoraggiare altri potenziali querelanti dal citare in giudizio la Chiesa per abusi sessuali”, aggiunge il rapporto, osservando che il prelato “mancò di agire equamente da un punto di vista cristiano” nel corso delle dispute legali.

    Nella testimonianza davanti alla commissione d’inchiesta lo scorso marzo, Pell ha ammesso che la Chiesa non aveva agito equamente. Ha espresso rincrescimento per la maniera in cui le dispute furono gestite, riconoscendo di essere stato motivato dal desiderio di proteggere i fiduciari della Chiesa, che ne controllano il patrimonio.

    http://www.liguriaoggi.it/2015/02/12/pedofilia-cardinale-australiano-ammette-errori-nelle-strategie-legali/

  • Condannato per pedofilia a 19 anni di carcere un prete in Canada

    Condannato per pedofilia a 19 anni di carcere un prete in Canada

    L’ex prete belga Eric Dejaeger è stato condannato a 19 anni di carcere per abusi sessuali nei confronti di minori in Canada. Dejaeger era stato giudicato colpevole nel settembre 2014 per aver abusato di più di venti bambini tra gli otto e i dodici anni durante il suo sacerdozio a Iglulik, nel territorio del Nunavut. I reati sarebbero stati commessi tra il 1978 e il 1982. Eric Dejaeger è stato sospeso a divinis dalle sue funzioni.

    Radio Canada International

    http://www.internazionale.it/notizie/2015/02/04/condannato-a-19-anni-di-carcere-un-prete-per-pedofilia-in-canada

  • Spagna: 10 sacerdoti e 2 laici imputati d’abusi su minorenni

    Spagna: 10 sacerdoti e 2 laici imputati d’abusi su minorenni

    Madrid – Il Tribunale di Granada, titolare dell’inchiesta su 10 sacerdoti e due laici imputati di presunti abusi sessuali commessi fra il 2004 e il 2007 su due minorenni che all’epoca dei fatti avevano 14 e 17 anni, ha tolto oggi il segreto istruttorio sulla vicenda.

    Gli imputati, fra i quali un professore di religione, erano stati arrestati nel novembre scorso ed erano poi tornati in libertà rimanendo tuttavia imputati a piede libero per presunti abusi commessi nell’ultimo decennio.

    L’inchiesta, secondo fonti giudiziarie, vede come principale sospettato un sacerdote indicato come il promotore di una banda di maniaci chiamata “Los Romanes” o “Romanones”, dal nome del principale imputato, don Roman Martinez. Banda che si sarebbe resa responsabile di «una condotta degradante e vessatoria» nei confronti di almeno uno dei due denuncianti, per due anni vittima di abusi.

    Questi, dopo aver informato in passato l’arcivescovado di Granada senza ottenere risposte soddisfacenti, si era rivolto a Papa Francesco. E il Pontefice, in una conversazione telefonica avuta nei mesi scorsi, si era mostrato personalmente interessato a seguire il caso.

    http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2015/01/27/AResGPKD-minorenni_sacerdoti_imputati.shtml

  • Sacerdote condannato a 7 anni per abusi sessuali

    Sacerdote condannato a 7 anni per abusi sessuali

    Non sono state rivelate le generalità complete del sacerdote

    VARSAVIA – Un tribunale polacco ha riconosciuto un sacerdote cattolico colpevole di abusi sessuali nei confronti dei minori e lo ha condannato a sette anni di prigione. Il tribunale della città occidentale di Wroclaw ha inoltre proibito, a vita, al 44/enne prete di ‘lavorare’ con i giovani e gli ha prescritto un trattamento psicologico.

    In linea con la legge polacca sulla privacy, non sono state rivelate le generalità complete del sacerdote, identificato come Pawel K.

    ats ansa

     

  • Abusi sessuali in un istituto cattolico, ora si cerca la verità

    Abusi sessuali in un istituto cattolico, ora si cerca la verità

    FRIBURGO – Esperti dovranno far luce su sospetti casi di abusi sessuali e maltrattamenti avvenuti fra il 1930 e il 1950 in un ex orfanotrofio e collegio cattolico nel canton Friburgo, l’istituto Marini. Monsignor Charles Morerod, vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo vuole rendere giustizia alle vittime e imparare dagli errori del passato, ha annunciato oggi la diocesi.

    Due esperti dovranno esaminare le testimonianze e tentare di capire come si sia arrivati a tanto nella struttura che aveva sede a Montet. Fondato nel 1881 e chiuso nel 1979, l’istituto Marini era diretto da preti e dipendeva direttamente dal vescovo.

    Vittime e testimoni sono stati invitati a contattare la diocesi o a rivolgersi al centro di consultazione LAV (Legge federale sull’aiuto alla vittime di reati).

    Ats

    http://www.tio.ch/News/Svizzera/Attualita/1013651/Abusi-sessuali-in-un-istituto-cattolico-ora-si-cerca-la-verita/

  • Le Case Degli Orrori, Abusi Sessuali Sui Ragazzi Da Parte Di Preti Che Li Avevano In Tutela

    Le Case Degli Orrori, Abusi Sessuali Sui Ragazzi Da Parte Di Preti Che Li Avevano In Tutela

    Ragazzini fragili dati un custodia a preti cattolici nelle case per ragazzi, sarebbero stati violentati sessualmente in numerose occasioni dagli stessi prelati. Il caso riguarda abusi commessi dall’anno 1995 in avanti. Le indagini sono condotte dagli inquirenti del tribunale di Banbridge, nella contea di Down.

    La Chiesa cattolica ha ammesso di avere “catastroficamente e tragicamente” fallito nella tutela di alcuni bambini che erano stati affidati. Padre Tim Bartlett, rappresentante delle diocesi di Down e Connor, ha fornito prove  all’Historical Institutional Abuse Inquiry dell’ Irlanda del Nord. Si sta attualmente esaminando le denunce di abusi sessuali avvenuti nelle case di alcuni ragazzini nella Contea di Down. “La diocesi non vorrebbe offrire alcuna giustificazione in questa fase. si è limitata solamente a scusarsi” ha detto Padre Bartlett. “Persone molto malvagie” Ha detto all’udienza del tribunale di Banbridge ribadendo che gli abusi sarebbero avvenuti su dei bambini vulnerabili che erano stati affidati in tutela e la tutela dovrebbe essere invece cosa “nobile”. Tuttavia, è stato accertato che alcuni bambini sono stati abusati da alcuni esponenti della Chiesa Cattolica che hanno trovato forza nei ruoli di tutela e di autorità che ricoprivano in queste situazioni. Padre Bartlett ha detto durante l’inchiesta che “persone buone hanno commesso degli errori fondamentali e alcune persone molto malvagie hanno abusato dei loro ruoli per commettere delle azioni grottesche”. Il sacerdote delle contee di Down e Connor sacerdote stato accolto calorosamente da alcuni sopravvissuti di atti di  abusi, valutando come fondamentale la sua testimonianza.

    Padre Bartlett lavora come vicario episcopale per l’educazione nelle diocesi di Down e Connor, ed è anche un membro del Consiglio Cattolico Sociale L’inchiesta è stata istituita nel 2013 per indagare sugli abusi nei confronti dei minori in istituti residenziali in Irlanda del Nord nel corso di un determinato periodo dal 1995 in avanti. Un totale di 13 istituzioni in Irlanda del Nord sono in fase di studio investigativo. Si sta attualmente esaminando denunce di abusi in una “Casa per ragazzi”,  nelle diocesi di Down e Connor. La casa è stata gestita dall’ordine religioso De La Salle.

  • “Il celibato può causare episodi di pedofilia”. Ammissione storica della chiesa australiana

    “Il celibato può causare episodi di pedofilia”. Ammissione storica della chiesa australiana

    “Il celibato obbligatorio può causare un aumento degli abusi in alcune circostanze”. A dichiararlo è un rapporto stilato nei giorni scorsi in Australia dal “Truth, Justice and Healing Council”, organizzazione cattolica comprendente, tra gli altri, gli arcivescovi di Melbourne, Brisbane, Perth, Canberra e Adelaide. La dichiarazione contenuta nel dossier è di portata storica perché per la prima volta membri delle alte gerarchie ecclesiastiche riconoscono pubblicamente un collegamento tra il celibato e gli abusi sui minori. La chiave di lettura, finora adottata prevalentemente dai critici della Chiesa Cattolica, ora è stata fatta propria persino da alcuni suoi leader autraliani, che hanno visionato 160mila documenti ecclesiastici ed ascoltato 50 testimonianze.

    Il dossier: “Necessaria formazione psico sessuale sui sacerdoti”

    Intervistato dal quotidiano The Australian Francis Sullivan, responsabile del Truth, Justice and Healing Council, ha precisato: “Ciò non significa che il celibato debba essere sradicato, ma crediamo che sia arrivato il momento di effettuare una discussione onesta e aperta all’interno della Chiesa Cattolica”. Secondo il dossier, infatti, sarebbe sufficiente un’adeguata formazione “psico sessuale” sui sacerdoti, che in questo modo avrebbero maggiori strumenti per prevenire gli abusi sui minori. Il risultato del rapporto australiano è in netto contrasto con quello realizzato nel 2011 negli Stati Uniti e finanziato dalla Chiesa Cattolica americana: “L’aumento dei casi di violenze sessuali è stato innescato da fattori sociali nella società”, si spiegava allora, anche se il rapporto ricevette pesanti critiche per la sua presunta parzialità.

    “Abuso di potere della Chiesa Cattolica”

    Il dossier australiano è il primo in cui la chiesa cattolica sembra fare una decisa autocritica. Secondo Sullivan è molto importante che il Vaticano abbia il coraggio di riconoscere di aver “abusato del suo potere” anche per aver avuto una linea a lungo morbida sugli scandali sessuali che l’hanno investito in ogni angolo del mondo: “I dirigenti della Chiesa nel corso dei decenni hanno preferito chiudere gli occhi di fronte alle violenze che si consumavano nelle diocesi, avendo più a cuore le sorti dell’istituzione rispetto a quelle dei bambini abusati”. Negli ultimi anni i leader cattolici australiani si sono impegnati molto per far luce sulle responsabilità della chiesa nei casi di abusi sui minori, anche mettendo a disposizione migliaia di documenti a un’apposita commissione di inchiesta indipendente chiamata a indagare sul tema. Al contempo Papa Francesco, in una recente conversazione con Eugenio Scalfari, ha ammesso: “Molti miei collaboratori che lottano con me mi rassicurano con dati attendibili che valutano la pedofilia dentro la Chiesa al livello del due per cento. Questo dato dovrebbe tranquillizzarmi ma debbo dirle che non mi tranquillizza affatto. Lo reputo anzi gravissimo. Il due per cento di pedofili sono sacerdoti e perfino vescovi e cardinali. E altri, ancor più numerosi, sanno ma tacciono, puniscono ma senza dirne il motivo. Io trovo questo stato di cose insostenibile ed è mia intenzione affrontarlo con la severità che richiede”.

    http://www.fanpage.it/il-celibato-puo-causare-episodi-di-pedofilia-ammissione-storica-della-chiesa-australiana/

     

  • «Il prete pedofilo che cambiò la mia infanzia»

    «Il prete pedofilo che cambiò la mia infanzia»

    POLA È certamente uno degli artisti teatrali della Croazia maggiormente apprezzati, con una carriera di successi a livello nazionale e internazionale. Stiamo parlando dell’artista multimediale Damir Zlatar Frey, che il pubblico fiumano ricorderà per essere stato regista, scenografo e coreografo della “Tosca”, del “Delitto all’isola delle capre” (produzione del Dramma Italiano) e delle “Nozze di sangue”, mentre quello istriano per essere l’ideatore del Festival del Teatro da camera “Leone d’Oro” di Umago e di tanti altri spettacoli.

    Da poco tempo, l’umaghese Damir Zlatar Frey si è confrontato anche con l’arte dello scrivere, per cui ha pubblicato il romanzo d’esordio “Kristalni Kardinal” (Cardinale di cristallo – Fraktura, ‘14). Il volume, strettamente autobiografico, è stato presentato ieri dall’autore stesso, con la partecipazione di Seid Serdarević e Gordana Jeromela Kaić, al Teatro Popolare Istriano nell’ambito del Festival del Libro di Pola. Oggi il volume sarà proposto anche al pubblico umaghese, ossia al Caffè Gala, con inizio alle ore 18. È stata un’occasione per raggiungerlo per parlare della sua fatica letteraria in cui affronta i difficili traumi dell’infanzia. Ecco cosa ci ha raccontato.

    Un processo catartico

    “Ho passato tre anni a scrivere questo romanzo – esordisce Zlatar Frey alla domanda su quale sia stata la genesi del volume autobiografico –. Un periodo abbastanza lungo in cui mi sono dedicato soltanto alla scrittura, lasciando completamente da parte l’attività di regista e coreografo teatrale. Scrivere questo libro ha rappresentato per me un processo catartico. Ripulire la propria vita utilizzando il mezzo dell’espressione artistico letterario. L’ho scritto per liberare me stesso, ma anche per ispirare altri a fare la stessa cosa. È un romanzo sulla mia vita. Un’esistenza passata a combattere e a sopravvivere. Basti soltanto il fatto che sono sempre stato un libero artista, vincolato da contratti a termine, ossia da progetti artistici teatrali che richiedevano la mia più completa dedizione. Se ciò fosse venuto meno, avrei rischiato la mia carriera. In altre parole, nella mia vita non ho mai potuto permettermi di commettere errori”.

    Un bambino senza genitori

    Al centro del romanzo troviamo la difficile e traumatica infanzia dell’autore. “Narro la vita di un bambino senza genitori – ci spiega Damir Zlatar Frey –, con tutte le difficili relazioni emotive e personali che implica un rapporto come questo. Sono esperienze che conosco molto bene, poiché sono stato proprio io a viverle. Quando i miei divorziarono, fui abbandonato a me stesso perché mio padre rimase menomato dalla separazione, completamente impreparato per qualsiasi altra cosa, mentre mia madre era presa da altri rapporti. Di conseguenza, ero un bambino che non poteva raggiungere nessuno né con la mano sinistra, né con quella destra. La città di Zagabria, dove nacqui, divenne la mia casa. Il tessuto urbano mi marchiò profondamente, tanto da diventare un bambino della strada, quasi un nomade. La conseguenza di questo modo di vivere fu che diventai un facile bersaglio per chiunque. Credevo a tutti quelli che avevano delle belle parole per me. Ciò andò avanti fino a quando qualcuno non mi prese per mano per portarmi in un brefotrofio”.

    Le attenzioni del reverendo

    Prima di andarci, però, catturò l’attenzione di un prete pedofilo… “Sono cresciuto in un ambiente cattolico molto rigoroso – narra l’autore del libro –, con una zia piena di devozione, ma gelida e senza emozioni, la quale si prendeva cura di me e desiderava per me la carriera sacerdotale. Tra l’ottavo e decimo anno della mia vita si compì il suo piano, quando con assidua devozione mi portava a catechismo e in chiesa, con il desiderio che mi dedicassi a Dio. Accadde, però, che la mia puerile innocenza conquistò il reverendo, il quale mi separò dagli altri bambini per poter compiere su di me atti indecenti. Ero un bambino indifeso e lui mi prese come il suo giocattolo. Mi disse tutte quelle cose che io da piccolo avrei desiderato sentire. Ogni giorno aveva regali e parole dolci per me. Mi offriva le caramelle e gelati. Io lo vivevo come una figura che s’interessava a me, desiderava proteggermi e aiutarmi. Le sue attenzioni, le sue avance e, infine, anche le sue morbosità non mi disturbavano tanto, fino a quando iniziarono a provocarmi dolore fisico. Da quel momento decisi di scappare da lui. In realtà sono stati i miei genitori, con la loro separazione e abbandono, a consegnarmi al sacerdote su un piatto, quasi come un trofeo. Tentai di riferire l’accaduto a mia zia, che in quel periodo si prendeva cura di me. La sua reazione fu tale che mi colpì in faccia. Capii che avrei dovuto tacere dell’accaduto. Lo sosteneva lo stesso sacerdote. Affermava che era un nostro segreto e che non avrei dovuto dirlo a nessuno”.

    Ogni giorno un nuovo trauma

    “Il prete che ha abusato di me ha avuto la sua carriera ecclesiastica – racconta Frey –. Ci divisero e io fui messo nel brefotrofio. Del resto, l’esatto succedersi dei fatti è descritto nel romanzo, per cui preferisco non svelare di più. Posso dire soltanto che ho proseguito la mia vita con nuove e interessanti sfide, come la crescita nell’istituzione per bambini. Non posso giudicare nessuno di questi protagonisti che hanno cambiato e influenzato la mia vita – continua –. Devo dire che non ho scritto il romanzo per accusarli, come fa di solito la maggior parte delle vittime che hanno subito queste mostruosità. L’ho fatto, invece, per esporre i fatti che sono accaduti”.
    Che cosa è successo dopo? Quanto questo trauma ha interferito nella vita di Frey e nei rapporti familiari e sociali? “Successivamente sono arrivati anche altri traumi. Per un bambino che ha subito queste cose, ogni giorno rappresenta un nuovo trauma. Il libro narra di come e cosa ho dovuto sopportare prima di poter approdare un giorno all’arte teatrale, dalla mia formazione alle scuole di danza e coreografia, fino alla mia carriera artistica”, ha concluso Damir Zlatar Frey.

    Foto di Goran Žiković

  • Pedofilia: dopo 50 anni abusi ex prete arrestato in Brasile

    Pedofilia: dopo 50 anni abusi ex prete arrestato in Brasile

    La polizia civile brasiliana ha arrestato stamani a Cacapava do Sul, nello Stato meridionale di Rio Grande do Sul, un ex vescovo accusato di praticare pedofilia da almeno 50 anni.

    Joao Marcos Porto Maciel, 74 anni, che si fa chiamare don Marcos de Santa Helena, è finito in manette nell’ambito dell’operazione “Silenzio degli Innocenti”, che sta indagando su sospetti di abuso sessuale nei confronti di bambini e adolescenti.

    Secondo il commissario titolare dell’inchiesta, Fabricio de Santis l’uomo “non è un religioso, ma un criminale”.

    http://www.unionesarda.it/news/news_24/2014/12/09/pedofilia_dopo_50_anni_abusi_ex_prete_arrestato_in_brasile-21-399740.html

  • Spagna. Pedofilia: libertà condizionale per 3 preti e un laico

    Spagna. Pedofilia: libertà condizionale per 3 preti e un laico

    Concessa la libertà condizionale, dietro pagamento di una cauzione da 10.000 euro, ai 3 sacerdoti e un laico arrestati lunedì con l’accusa d’abuso sussuale su minori. Le indagini erano scattate dopo la denuncia di un giovane, che ha oggi 24 anni, che aveva inviato una lettera al Papa. Una seconda denuncia è stata depositata ieri presso il tribunale di Granada.

    http://it.euronews.com/2014/11/27/spagna-pedofilia-liberta-condizionale-per-3-preti-e-un-laico/