Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Arcivescovo arrestato, l’indagine sui complici estesa a tutto il mondo

    Arcivescovo arrestato, l’indagine sui complici estesa a tutto il mondo

    Il Papa: in questi giorni Chiesa sballottata dalle onde

    GIACOMO GALEAZZI – CITTÀ DEL VATICANO

    Si allarga a Porto Rico l’inchiesta sull’arcivescovo pedofilo, già ridotto allo stato laicale dall’ex Sant’Uffizio e adesso in attesa del giudizio penale. Nell’isola caraibica, Josef Wesolowski, da cinque giorni agli arresti domiciliari in Vaticano, è sotto inchiesta per altri abusi su minori, oltre a quelli commessi nella Repubblica Domenicana che hanno portato al suo arresto. Inoltre a Porto Rico l’ex ambasciatore papale avrebbe protetto un sacerdote, Colón Otero, accusato di abusi sessuali su minori nella città di Arecibo.

    Una vera e propria rete di sacerdoti finiti negli ultimi tre anni nella rete della giustizia (Tomás Pagán, Andrés Dávila, Edwin Mercado, Pedro Hernández, Efraín Montesino) che avrebbero trovato coperture nell’ex nunzio. Nel pieno del caso Wesolowski, il Pontefice evoca l’insidia del male nella Chiesa, nella nave di Pietro «sballottata dalle onde». Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti vaticani non ci sono solo le vicende attribuite a Wesolowski durante la sua permanenza a Santo Domingo, dal gennaio 2008 all’agosto dello scorso anno. Al setaccio vengono passati anche gli anni in cui il 66enne presule polacco ha prestato la propria opera in numerose missioni diplomatiche in Africa meridionale, Costa Rica, Giappone, Svizzera, India e Danimarca, quindi come nunzio apostolico in Bolivia, dal 1999 al 2002, e nei Paesi ex-sovietici dell’Asia centrale (Kazakhstan, Tagikistan, Kirghizistan e Uzbekistan), dal 2002 al 2008, quando infine è approdato alla nunziatura della Repubblica Dominicana. Il mirino è puntato sulle precedenti permanenze dell’ex diplomatico vaticano, acquisendo informazioni per verificare la possibilità altri casi di abuso. Il Pontefice vuole vederci chiaro sui motivi dei continui trasferimenti di sede diplomatica dell’ex nunzio e su quali coperture all’interno delle gerarchie ecclesiastiche gli avevano consentito di restare a piede libero fino ad oggi.

    La giurisdizione penale si estende anche a reati commessi fuori dal territorio vaticano dal personale diplomatico. Il procuratore generale Francisco Dominguez Brito annuncia la partecipazione del pm dominicano al processo in Vaticano. E così pure per l’altra vicenda di un altro prete polacco accusato di pedofilia nella Repubblica centro americana, Wojciech Gil, sotto processo in Polonia per abusi su minori. Le manette per l’ex nunzio sono scattate in Curia prima del mandato di cattura internazionale. Il dossier sul presule polacco comprende gli interrogatori all’ex seminarista Francisco Occi Reyes, che già in stato di arresto dal giugno 2013. Ha riferito di essere stato l’amante dell’ex nunzio, al quale avrebbe anche procurato adolescenti. Dunque gli inquirenti vaticani, prima canonici e ora penali, allargano lo sguardo anche agli altri Paesi dove Wesolowski ha svolto funzioni diplomatiche.

    Nel passato dell’ex nunzio c’è anche il lungo periodo in cui ha svolto le funzioni di visitatore apostolico per la comunità polacca, risiedendo a Roma nella parrocchia di San Stanislao alle Botteghe Oscure, incarico che lo portava a continue trasferte per visitare i fedeli polacchi nel mondo. In attesa degli esiti penali in Vaticano, l’iter giudiziario contro Wesolowski diventa una sconvolgente ragnatela internazionale di accuse e testimonianze.

    http://www.lastampa.it/2014/09/28/italia/cronache/arcivescovo-arrestato-lindagine-sui-complici-estesa-a-tutto-il-mondo-u6TS4P3mYGzR5JoX0VLwfI/pagina.html

  • Wesolowski, parlano i bambini: “Ci dava dieci euro per andare con lui”

    Wesolowski, parlano i bambini: “Ci dava dieci euro per andare con lui”

    Il quadro accusatorio nei confronti dell’ex nunzio arrestato per pedofilia si fa sempre più grave.

    L’arresto dell’ex nunzio Wesolowski – indagato per pedofilia e attualmente rinchiuso nella gendarmeria vaticana su precisa indicazione di Papa Francesco – potrebbe tramutarsi in pochi mesi in una condanna, visto il quadro accusatorio nei suoi confronti che si fa sempre più chiaro e che sembra lasciar ben poche speranze all’ex nunzio apostolico.

    Prima la scoperta dell’archivio segreto tenuto tra il computer di lavoro e il portatile personale (si parla di oltre centomila immagini e di centinaia di video, alcuni scaricati da internet, altri “creati” da lui stesso); ora iniziano a spuntare anche le prime testimonianze di bambini che sono stati oggetto delle attenzioni dell’arcivescovo.

    Lo racconta il Corriere della Sera: Le testimonianze dei tre bambini e delle loro mamme, allegate al fascicolo processuale, svelano quali fossero le aberranti modalità utilizzate dall’alto prelato. Alcuni di loro hanno accettato di raccontarlo davanti alle telecamere della televisione dominicana, che ha svolto un’approfondita inchiesta sugli abusi compiuti dal nunzio, provocando l’apertura dell’inchiesta da parte della magistratura del Paese. I minori hanno spiegato di non sapere che «quell’uomo era un prete, lui non ce lo ha mai detto.

    Ci avvicinava e ci dava dieci euro ogni volta che accettavamo di andare con lui. Ci portava in una casa che aveva affittato a Boca Chica. Eravamo quattro o cinque, ci faceva stare tutti insieme e poi voleva sempre farci stare con lui». Ma non è solo in Bolivia che Wesolowski avrebbe commesso i terribili reati che gli vengono imputati, le indagini si concentrano anche su alcuni viaggi all’estero organizzati apposta per partecipare a incontri a luci rosse con ragazzini,viaggi che venivano però cammuffati da viaggi pastorali.

    In particolare, sotto la lente degli inquirenti ci sono almeno tre soggiorni a Francoforte e su altri spostamenti all’estero avvenuti tra il 2011 e il 2013. Adesso si cerca soprattutto di capire quali siano le altre persone della rete pedofila di cui l’ex nunzio faceva parte.

    Da questo punto di vista, potrebbero essere molto utili le ricevute dei biglietti aerei dei suoi viaggi: “Proprio i controlli sugli spostamenti del prelato hanno consentito di individuare le persone che erano con lui, coloro che lo hanno accompagnato e assistito in quelle missioni. E avrebbero agevolato l’organizzazione di festini con ragazzini reclutati attraverso le connessioni Internet. Un viaggio certamente è avvenuto nel 2011 e da lì si parte per ricostruire la rete degli incontri in Germania e altrove”, spiega sempre il Corriere della Sera.

    http://www.crimeblog.it/post/139046/wesolowski-testimonianze-bambini-ex-nunzio-arrestato-per-pedofilia-vaticano

  • FINTA RIVOLUZIONE ECCLESIALE: PAPA BERGOGLIO TRASFERISCE VESCOVO ACCUSATO DI ABUSI SESSUALI

    FINTA RIVOLUZIONE ECCLESIALE: PAPA BERGOGLIO TRASFERISCE VESCOVO ACCUSATO DI ABUSI SESSUALI

     Il Papa ha disposto lo spostamento dalla diocesi Ciudad del Este in Paraguay di mons. Rogelio Ricardo Livieres Plano, nominando al suo posto come “amministratore apostolico” mons. Ricardo Jorge Valenzuela Rios. Livieres è accusato tra l’altro di malversazione e copertura di abusi sessuali di preti della sua diocesi.

    L’ “avvicendamento” alla guida della diocesi viene annunciato da una nota della sala stampa vaticana che ricorda le “conclusioni” delle visite apostoliche disposte dal Papa prima di decidere. Per ora però non si parla di riduzione allo Stato laicale: se non ora quando?

  • Le missioni all’estero del vescovo  per organizzare festini con minori

    Le missioni all’estero del vescovo per organizzare festini con minori

    Si indaga sui viaggi a Francoforte. I bambini testimoni: ci pagava dieci euro.Già lunedì i promotori di giustizia dovrebbero fissare l’interrogatorio di Wesolowski.

     ROMA Missioni all’estero per partecipare a incontri a «luci rosse» con minori. Viaggi pastorali che in realtà servivano a nascondere la doppia vita dell’allora nunzio di Santo Domingo, monsignor Jozef Wesolowski. Si concentrano su almeno tre soggiorni a Francoforte e su altri spostamenti all’estero avvenuti tra il 2011 e il 2013, gli accertamenti della gendarmeria vaticana che indaga sugli abusi sessuali su minori compiuti dall’alto prelato arrestato quattro giorni fa per volontà di papa Francesco e tuttora agli arresti domiciliari all’interno della Santa Sede, presso il Collegio dei Penitenzieri. Quanto emerso finora avvalora l’ipotesi che l’arcivescovo fosse inserito in una rete internazionale di pedofili e proprio su questo si concentrano le verifiche disposte dai promotori di giustizia. Anche tenendo conto che durante quei soggiorni in Germania risultano accessi ai siti specializzati in appuntamenti gay per cercare compagnia e scambiare materiale pedopornografico. È un abisso che sembra non avere fine quello svelato dall’indagine delle autorità dominicane che poi hanno trasmesso una parte degli atti alle autorità ecclesiastiche. Perché l’esame degli oltre 100 mila files trovati nel computer della nunziatura e nel portatile dell’arcivescovo, avrebbe già consentito di avere indicazioni utili sui suoi complici, sulle persone che lo aiutavano ad adescare i ragazzini e soprattutto su coloro che lo avrebbero protetto per anni. Appare infatti impossibile, vista la mole di materiale archiviato e l’attività definita «compulsiva» dagli stessi inquirenti, che nessuno sapesse che cosa accadeva. Per questo l’inchiesta riguarda tutti gli altri luoghi dove è stato prima di arrivare a Santo Domingo.

    I biglietti aerei

    Sono le ricevute dei biglietti a rivelare le date in cui Wesolowski è stato a Francoforte mentre aveva l’incarico di nunzio nel Paese centroamericano. E proprio i controlli sugli spostamenti del prelato hanno consentito di individuare le persone che erano con lui, coloro che lo hanno accompagnato e assistito in quelle missioni. E avrebbero agevolato l’organizzazione di festini con ragazzini reclutati attraverso le connessioni Internet. Un viaggio certamente è avvenuto nel 2011 e da lì si parte per ricostruire la rete degli incontri in Germania e altrove.
    Oltre a «catalogare» foto e video «scaricati» da Internet, Wesolowski filmava gli appuntamenti con i ragazzini, talvolta utilizzando il telefonino. Aveva rapporti sessuali con loro oppure assisteva ai loro amplessi, coinvolgendo anche altri adulti. E quando arrivava in un posto nuovo, si preoccupava immediatamente di attivare la connessione web per poter trovare compagnia. Un’attività alla quale si sarebbe dedicato anche quando era in missione in Germania e sono proprio questi gli indizi utili per svelare la «rete» di complicità che ha agito per anni.

    I tre piccoli e le mamme

    Le testimonianze dei tre bambini e delle loro mamme, allegate al fascicolo processuale, svelano quali fossero le aberranti modalità utilizzate dall’alto prelato. Alcuni di loro hanno accettato di raccontarlo davanti alle telecamere della televisione dominicana, che ha svolto un’approfondita inchiesta sugli abusi compiuti dal nunzio, provocando l’apertura dell’inchiesta da parte della magistratura del Paese.
    I minori hanno spiegato di non sapere che «quell’uomo era un prete, lui non ce lo ha mai detto. Ci avvicinava e ci dava dieci euro ogni volta che accettavamo di andare con lui. Ci portava in una casa che aveva affittato a Boca Chica. Eravamo quattro o cinque, ci faceva stare tutti insieme e poi voleva sempre farci stare con lui».

    L’interrogatorio e il processo

    Già lunedì i promotori di giustizia dovrebbero fissare l’interrogatorio di Wesolowski che dopo l’arresto aveva detto di voler «chiarire la mia posizione perché è uno sbaglio, non sono io ad aver commesso queste cose». In quella sede gli sarà contestata formalmente non solo l’accusa di aver abusato di minori, ma anche di aver commesso «grave violazione dei suoi doveri istituzionali tanto da aver cagionato un danno all’immagine dello Stato e della Santa Sede».
    Per arrivare al processo sono necessari anche numerosi accertamenti. L’ipotesi più probabile è che il dibattimento cominci entro la fine dell’anno, forse subito dopo il giudizio di appello contro la decisione di «dimissioni» dallo stato clericale presa nei confronti dell’arcivescovo pochi mesi dopo la scoperta dell’indagine avviata dalle autorità dominicane.

    http://www.corriere.it/cronache/14_settembre_27/missioni-all-estero-vescovo-organizzare-festini-minori-05beefc4-4610-11e4-a490-06a66b2e25ed.shtml

  • Kubicki: “Io, vittima di abusi, ora chiedo giustizia. Il cardinale Nycz sapeva e ha taciuto”

    Kubicki: “Io, vittima di abusi, ora chiedo giustizia. Il cardinale Nycz sapeva e ha taciuto”

    Parla una vittima della pedofilia: 26 anni, studente, abusato appena 13enne nel 2001 da parte del sacerdote Zbigniew Ryckiewicz.

     di MARCO ANSALDO e AGNIESZKA ZAKRZEWICZ

    CITTÀ DEL VATICANO. “Il cardinale Nycz sapeva degli abusi sessuali compiuti da alcuni sacerdoti della sua diocesi, nella provincia di Stettino. Ma ha anche altri casi sulla coscienza, ad esempio ha trasferito di parrocchia un prete già condannato. I suoi nuovi fedeli però hanno capito, si sono ribellati e lo hanno fatto rimuovere”.

    Non c’è solo il caso del vescovo Wesolowksi, arrestato in Vaticano per pedofilia. C’è pure un cardinale, ora chiamato a testimoniare per abusi commessi da presbiteri, oggi processati, condannati e in un caso già in prigione. È il cardinale Kazimierz Nycz, attuale arcivescovo di Varsavia. A puntare il dito contro di lui con una lettera al Pontefice, è una vittima della pedofilia. Marcin Kubicki, 26 anni, studente, abusato appena 13enne nel 2001 da parte del sacerdote Zbigniew Ryckiewicz. Ecco che cosa ha detto Kubicki ieri al telefono con Repubblica.

    Signor Kubicki, quando ha deciso di parlare della sua vicenda e perché?
    “L’ho fatto dopo essermi sottoposto a una terapia per curarmi. Solo allora ho capito di non essere il colpevole di questi abusi, ma la vittima. Così l’ho fatto anche pubblicamente, andando in televisione”.

    Che cosa le è accaduto concretamente?
    “Ricordarlo ogni volta mi addolora. Comunque, ho conosciuto padre Zbigniew Ryckiewicz alle medie, dopo essere stato da lui agganciato nel cimitero di Kolobrzeg, provincia di Stettino, dove aveva officiato un rito funebre. Da lui sono stato abusato più volte. Cominciai ad avere paura. Mi disse di non riferire a nessuno quello che faceva. Gli abusi continuarono per 6 mesi. Mi pagò 500 zloty (125 euro) per il mio silenzio”.

    Questo tipo di abusi avvenne solo su di lei oppure anche su altri minori?
    “Dopo la mia denuncia al processo si presentarono altri 5 uomini, ormai adulti. Ma solo uno di loro presentò denuncia formale”.

    E quale fu il verdetto del processo?
    “Il 4 settembre 2012 il prete è stato condannato dalla Corte penale a 2 anni di carcere. Ora sta scontando la sua pena nel carcere di Szczecinek. È stata una decisione coraggiosa della giustizia polacca”.

    E il processo civile?
    “È in corso ora. Ho chiesto un risarcimento per i danni subiti di 200.000 zloty (50mila euro) e scuse formali a mezzo stampa”.

    Lei ha scritto una lettera privata al Papa su questo caso: ha avuto risposta?
    “Sì, ho scritto una lettera al Santo Padre ma finora nessuna risposta. Non mi aspetto che mi dica qualcosa, ma sarò davvero grato a Papa Francesco per una breve lettera o una telefonata a monsignor Edmund Cisak, un tempo cappellano delle vittime delle deportazioni in Siberia, oggi sacerdote nella diocesi di Opole. Quest’uomo anziano, ultraottantenne e malato, deportato da bambino in Siberia, è la persona che mi paga la terapia e gli studi con la sua pensione di veterano, mentre vive in povertà”.

    Nella sua lettera si parla anche del cardinale Nycz. Perché?
    “Nel 2006 un giornalista polacco informò la diocesi, quando Nycz ne era a capo (fu nominato da Papa Wojtyla), sui casi plurimi di abuso dei minori compiuti da questo sacerdote. Ora difatti il cardinale è stato chiamato a testimoniare al processo in Polonia lo scorso 12 settembre. Certo non mi aspettavo che in questa occasione dicesse di sapere che Ryckiewicz abusava dei bambini”.

    Secondo lei ci sono altri casi di cui Nycz sapeva?
    “Il cardinale ha altro sulla coscienza. Ad esempio trasferì un sacerdote, il reverendo Jerzy Uberman, già condannato a 2 anni di prigione, a Barcin vicino a Slupsk. E solo quando i fedeli di quella piccola parrocchia appresero dai giornali del suo passato, venne rimosso”.

    http://www.repubblica.it/esteri/2014/09/27/news/kubicki_io_vittima_di_abusi_ora_chiedo_giustizia_il_cardinale_nycz_sapeva_e_ha_taciuto-96781229/

  • Pedofilia, l’ira del vescovo rimosso: il Papa dovrà rendere conto a Dio

    Pedofilia, l’ira del vescovo rimosso: il Papa dovrà rendere conto a Dio

    Monsignor Rogelio Ricardo Livieres Plano, rimosso ieri dal Papa dalla guida della diocesi paraguaiana di Ciudad del Este, in una lunga lettera inviata al prefetto della Congregazione per i Vescovi, cardinale Marc Ouellet, ha definito «infondata e arbitraria» la decisione presa dalla Santa Sede, della quale – precisa – «il Papa dovrà rendere conto a Dio, più che a me».

    La missiva Nella lettera scritta – precisa la stampa locale – da Roma dove il presule rimosso si trova da qualche giorno, monsignor Livieres accusa tra l’altro i media e «alcuni vescovi del Paraguay» di «manovrare in modo orchestrato e di passare indiscrezioni irresponsabili al fine di ‘orientare’ le azioni e l’opinione pubblica». «Al di là dei tanti errori umani che posso aver commesso, e per i quali chiedo perdono a Dio… ancora una volta affermo davanti a chi vorrà ascoltare che la sostanza del caso è stata un’opposizione e persecuzione ideologica», aggiunge Livieres che avrebbe anche incontrato il prefetto della Congregazione dei Vescovi.

    Amareggiato «Nonostante i tanti discorsi sul dialogo, la misericordia, l’apertura, la decentralizzazione e il rispetto nei confronti dell’autorità delle Chiese locali, non ho avuto l’opportunità di parlare con Papa Francesco, quanto meno – conclude Livieres – per chiarirgli qualche dubbio o preoccupazione».

    http://retelabuso.org/pedofilia-in-arrivo-lettera-vaticano-a-vescovi-di-tutto-il-mondo-linee-guida-dopo-aggiornamento-di-diritto-canonico-di-anno-scorso/

  • Prete russo sospettato di pedofilia arrestato in Israele

    Prete russo sospettato di pedofilia arrestato in Israele

    Il sacerdote di San Pietroburgo Gleb Grozovsky, accusato in Russia di abusi sessuali su minori, è stato arrestato dall’Interpol in Israele.

    Lo scorso aprile la Procura Generale della Federazione Russa aveva inviato in Israele la richiesta di estradizione di Grozovsky. Dopodichè era emerso che il religioso stava cercando di ottenere la cittadinanza israeliana.

    Nel novembre 2013 il sacerdote era stato incluso nella lista dei ricercati internazionali.

    Al momento Israele sta effettuando le procedure per l’estradizione.

  • In pensione il primate d’Irlanda accusato di insabbiare un caso di pedofilia

    In pensione il primate d’Irlanda accusato di insabbiare un caso di pedofilia

    Il caso del silenzio chiesto ad una vittima all’epoca in cui il cardinale Sean Brady era un giovane sacerdote. “Chiedo scusa”. Subentra il coadiutore, mons. Eamon Martin. 

    IACOPO SCARAMUZZI (VATICAN INSIDER)

    Va in pensione il cardinale Sean Brady, arcivescovo di Armagh e primate d’Irlanda, bersaglio da anni di polemiche sull’insabbiamento del caso di un prete pedofilo avvenuto all’epoca in cui il porporato era un giovane sacerdote. Papa Francesco ha accettato oggi le sue dimissioni per raggiunti limiti di età ed ha contestualmente nominato arcivescovo di Armagh, sede primaziale d’Irlanda,   monsignor Eamon Martin, finora arcivescovo coadiutore della diocesi.

    Nominato vescovo della città irlandese nel 1996, Brady aveva rassegnato le dimissioni nelle mani del Papa al compimento del 75esimo anno di età, lo scorso 16 agosto. Il porporato, già accusato negli anni scorsi, è tornato di recente nell’occhio del ciclone in connessione alla vicenda di un prete pedofilo. Brendan Boland, all’epoca 14enne, lo aveva già accusato pubblicamente e ha recentemente pubblicato il libro “Sworn to Secrecy” nel quale racconta gli abusi subiti da un sacerdote, padre Brendan Smyth, negli anni Settanta.

    Nel volume è riprodotto il documento di impegno al silenzio che egli fu costretto dalla diocesi a firmare alla presenza di Brady, allora giovane sacerdote con funzione di notaio. In seguito padre Smyth ha abusato numerosi altri bambini. A quanto fu riportato dalla stampa irlandese, due vittime di preti pedofili, Marie Kane e Mark Vincent Healy, avevano chiesto al Papa le dimissioni anticipate di Brady nel corso di un incontro in Vaticano a luglio. Jorge Mario Bergoglio, in quella occasione, ha celebrato messa alla presenza di un piccolo gruppo di sopravvissuti ai preti pedofili. Nell’omelia dedicata a questo “crimine e grave peccato”, il Pontefice argentino, tra l’altro, aveva chiesto perdono anche “per  i peccati di omissione da parte dei capi della Chiesa”.

    “Il Santo Padre Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi di Armagh (Irlanda), presentata dall’Em.mo Card. Sean Baptist Brady, in conformità al canone 401 canone 1 del Codice di Diritto Canonico”, si è limitata a comunicare la sala stampa della Santa Sede. “Gli succede S.E. Mons. Eamon Martin, finora Arcivescovo Coadiutore della medesima diocesi”.

    “Il motto di Papa Francesco, Miserando atque eligendo, mi sfida e mi ispira con il suo messaggio di Dio misericordioso che al tempo stesso ci sceglie, nonostante i nostri peccati”, ha commentato il card. Brady, a quanto riportato sul sito della diocesi, in un discorso che ha concluso la messa mattutina alla cattedrale di Saint Patrick. “Mi ricorda che anche io devo chiedere scusa e chiedere perdono. E lo faccio nuovamente, ora. Al contempo il motto di Papa Francesco mi ispira ad avere fiducia nella misericordia di Dio e a pregare per avere la forza di fare sempre ciò che Gesù vuole da me”.

    Monsignor Martin, da parte sua, ex segretario generale della conferenza episcopale irlandese nominato coadiutore di Armagh da Benedetto XVI, nel gennaio 2013, e ordinato vescovo con Francesco, nell’aprile successivo, ha ringraziato Brady ed ha sottolineato che “la gente mi chiede di mettere un cuore fresco nel rinnovamento della Chiesa in questo paese. Ma io sono solo una persona con tutte le mie inadeguatezze e peccaminosità. Il compito di portare incoraggiamento nella fede al mondo appartiene a tutti noi – fedeli, preti, religiosi, vescovi – che lavoriamo insieme in comunione con Cristo e tra di noi. Sono certo che un umile rinnovamento nella Chiesa in Irlanda arriverà solo se i fedeli laici eserciteranno la loro specifica vocazione e missione per trasmettere la fede e inserire il Vangelo nella realtà della loro vita e del loro lavoro quotidiano”.

    http://www.lastampa.it/2014/09/08/esteri/vatican-insider/it/in-pensione-il-primate-dirlanda-accusato-di-insabbiare-un-caso-di-pedofilia-JyZoy3rxkYYXRzV4luFY4M/pagina.html

  • 20 vittime di abusi si rivolgono all’Associazione del monastero di Fischingen

    20 vittime di abusi si rivolgono all’Associazione del monastero di Fischingen

    KREUZLINGEN – Venti persone vittime di violenze e abusi sessuali subite mentre erano ospiti nell’istituto di educazione St. Iddazell del monastero di Fischingen (TG) si sono fatti avanti dopo l’appello dell’associazione che ha ereditato le strutture allora gestite dal convento. Sui 20, sette chiedono un risarcimento finanziario.

    Lo ha indicato oggi alla radio svizzero tedesca SRF il direttore dell’Associazione Monastero di Fischingen Werner Ibig.

    Responsabili dell’associazione a inizio maggio si sono scusati con gli interessati e l’opinione pubblica e hanno annunciato il versamento di 250’000 franchi nel Fondo d’aiuto immediato per le vittime di misure coercitive a scopo assistenziale.

    Stando a un rapporto pubblicato a inizio maggio, bambini e adolescenti ospitati nell’istituto di educazione St. Iddazell hanno subito violenze e abusi sessuali fino negli anni ’70. Vittime erano sia maschi che femmine, autori i maestri, frati, suore, giardinieri e un direttore.

    http://www.tio.ch/News/Svizzera/803499/20-vittime-di-abusi-si-rivolgono-all-Associazione-del-monastero-di-Fischingen/

  • Turchia, stretta sui diritti con Erdogan: amnistia di fatto per gli aguzzini delle spose-bambine e pedofilia ‘depenalizzata’

    Turchia, stretta sui diritti con Erdogan: amnistia di fatto per gli aguzzini delle spose-bambine e pedofilia ‘depenalizzata’

    L’Alta Corte di Istanbul ha eliminato di fatto il reato di abusi su minori indifesi con il ‘perdono’ concesso agli uomini che violentano bambine e poi le sposano. Dai 13 anni in su le vittime sono considerate adolescenti consapevoli della natura di un atto sessuale. E niente più pena a 16 anni per chi è condannato per pedofilia