Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Vaticano, espulsi due sacerdoti cileni per abusi sessuali

    Vaticano, espulsi due sacerdoti cileni per abusi sessuali

     La Congregazione vaticana per il clero ha ordinato l’espulsione dal ministero sacerdotale di due sacerdoti cileni colpevoli di abusi sessuali, in base ai risultati di un’inchiesta apertasi nel 2012 sulle loro attività nella diocesi di Copiapò, circa 800 km a nord di Santiago.

    Lo rende noto la conferenza episcopale del paese sudamericano. Daniel Aurelio Pauvif Rojas e Casiano Rojas Viera sono stati trovati colpevoli di «atti gravemente contrari alla santità sacerdotale» e «atti che hanno causato gravi danni alla comunione ecclesiale», includendo abusi sessuali di cui sono stati vittime vari maggiorenni e almeno un minorenne, secondo un comunicato dei vescovi cileno.

    Il vescovo di Copiapò, monsignor Gaspar Quintana, ha condotto le indagini ordinate in base a denunce che gli erano state trasmesse e ne ha comunicato l’esito al Vaticano, che ha considerato che «le imputazione erano sufficientemente provate» da giustificare l’espulsione dei due sacerdoti.

    http://www.ilmattino.it/PRIMOPIANO/VATICANO/vaticano-espulsi-sacerdoti-abusi-sessuali/notizie/817691.shtml

  • CANTON TICINO. PARROCCHIANI FANNO CACCIARE DON SANDRO COLONNA, LOCO, VALLE ONSERNONE. VIOLENZE SU MINORI E RISTRUTTURAZIONE PARROCCHIA

    CANTON TICINO. PARROCCHIANI FANNO CACCIARE DON SANDRO COLONNA, LOCO, VALLE ONSERNONE. VIOLENZE SU MINORI E RISTRUTTURAZIONE PARROCCHIA

    Prete allontanato in Valle Onsernone
    Don Sandro Colonna è stato sollevato dall’incarico. Problemi con i Consigli parrocchiali. Segnalato anche un intervento violento su due ragazzi

    La causa dei problemi sembra sia da ricercare nella ristrutturazione della casa parrocchiale di Loco (tipress)

    In Valle Onsernone i parroci non sembrano aver proprio vita lunga, salvo qualche rara eccezione. Anche Don Sandro Colonna non celebrerà più messa.

    Stando a nostre informazioni confermate dai suoi superiori, si tratta di una decisione legata soprattutto alle tensioni nate pochi mesi dopo il suo arrivo con il consiglio parrocchiale e con i ragazzi delle scuole elementari e medie. Forti dissapori con i suoi fedeli, quindi, che hanno indotto la Curia a sollevarlo dall’incarico. È il terzo parroco che viene sostituito in Valle in pochi anni. Prima di lui, era stata la volta di don Stanislaw Zawada e prima ancora di don Sutor Ceslao.

    Questa volta la goccia che ha fatto traboccare il vaso sembra essere stata la ristrutturazione della casa parrocchiale di Loco, contestata dal prete e finita in insulti al Consiglio parrocchiale e agli operai al lavoro. Oltre a ciò si sono aggiunti anche problemi con i ragazzi a scuola, ai quali le sue maniere forti non sembrano esser proprio piaciute.
    La conferma della Curia

    “Le disposizioni riguardanti don Sandro Colonna – rileva la Curia prendendo posizione sulle anticipazioni del nostro portale – sono state prese e intimate in data 11 febbraio 2014, in seguito alle tensioni venutesi a creare negli ultimi mesi tra lo stesso don Colonna ed i Consigli parrocchiali della Valle, in particolare quello di Loco. Oggetto delle incomprensioni sono stati I lavori di ristrutturazione alla casa parrocchiale di Loco”.
    Intervento violento nei confronti di due allievi

    “Successivamente – aggiunge la Curia -, è sopraggiunta la segnalazione da parte dell’Autorità comunale di Isorno, circa un intervento violento nei confronti di due alunni, durante la lezione; intervento non consono al ruolo educativo. Ciò ha confermato l’opportunità del provvedimento precedentemente assunto, che permetterà una più attenta e approfondita valutazione anche di questo ultimo fatto”.

    La cura pastorale della Valle Onsernone è stata affidata ad interim a don Donato Brianza residente presso il Collegio Papio di Ascona.

    redMM/joe.p.

    http://www.rsi.ch/home/channels/comunicazi…ni-prete-allont

    Fonte

  • Quebec giudice ordina a un gruppo religioso di risarcire le vittime di abusi sessuali

    Quebec giudice ordina a un gruppo religioso di risarcire le vittime di abusi sessuali

     MONTREAL – Un tribunale del Quebec ha ordinato a un gruppo religioso di risarcire le vittime di abusi sessuali che coinvolgono diversi sacerdoti dell’organizzazione – un totale complessivo che potrebbe alla fine raggiungere milioni di dollari.

    La Corte Superiore del Quebec condanna l’Ordine dei Redentoristi a pagare almeno $ 75.000 di danni per ogni vittima che ha partecipato al Seminario di Saint-Alphonse tra il 1960 e il 1987.

    Finora, 70 ex-allievi si sono fatti avanti , altri furono abusati mentre frequentavano la scuola di Quebec City  che ormai non è più in attività.

    Un avvocato che rappresenta le vittime dice che si aspetta che questa decisione incoraggi gli studenti più vecchi a denunciare, e crede che il compenso totale potrebbe raddoppiare o triplicare.

    “E ‘la punta di un iceberg”, ha detto l’avvocato Pierre Boivin.

    “In una class-action, le persone non comunicano con noi finché non ci sarà un giudizio.”

    Nella sua sentenza, il Giudice Claude Bouchard ha detto che gli ex-studenti che possono dimostrare di essere stati vittime di aggressioni “di natura particolare” potranno inoltre beneficiare di un ulteriore $ 75.000.

    Boivin ha dichiarato che l’ordine cattolico romano ha i fondi sufficienti per pagare i danni, che potrebbero ammontare a un totale di diversi milioni di dollari.

    L’ex studente di Frank Tremblay ha lanciato l’accusa nel 2010 contro l’ordine, la scuola e il suo aggressore, il Rev. Raymond-Marie Lavoie.

    Fino ad oggi, solo Lavoie è stato condannato per accuse penali. Nel 2011, si è dichiarato colpevole di 18 conteggi riguardanti 13 vittime su un periodo di 11 anni 1973-1984 ed è stato condannato al carcere.

    Dei nove sacerdoti citati nella class action, sei sono morti e altri tre hanno sostengono di vivere al di sotto della soglia di povertà.

    Il giudice ha ordinato Tremblay sarà aggiudicato l’intero importo di 150.000 dollari.

    Tremblay definito la sentenza una “vittoria storica”.

    Ma ha detto Giovedi la sua principale fonte di soddisfazione deriva dal fatto la Corte Superiore del Quebec gli ha creduto.

    “L’intera organizzazione è stata una cancrena per la giustizia,  Bouchard si dichiara soddisfatto”, ha dichiarato Tremblay al The Canadian Press.

    Carlo Tarini, un portavoce per l’Associazione Quebec di vittime dei preti, chiama Tremblay “, un eroe vero e proprio” per il coraggio nel farsi avanti.

    “Il Redentorista ha lottato come gatti randagi a difendere l’indifendibile”, ha detto Tarini.

    “Hanno fatto di tutto per evitare che le vittime di testimoniassero, e ogni volta che accadeva, erano storie diaboliche soprattutto per le persone che danno lezioni di moralità.”

    http://www.winnipegfreepress.com/arts-and-life/life/faith/quebec-court-orders-religious-group-to-compensate-victims-of-sexual-abuse-266665101.html?device=mobile

  • USA: fedele al segreto del confessionale, sacerdote rischia il carcere.

    USA: fedele al segreto del confessionale, sacerdote rischia il carcere.

    La diocesi di Baton Rouge difende con fermezza l’atteggiamento del suo presbitero di fronte a un ordine giudiziario.

     Facendo un’eccezione alla sua politica di non commentare casi giudiziari ancora non conclusi, la diocesi di Baton Rouge (Stati Uniti) ha diffuso una dichiarazione ufficiale per respingere un giudizio della Corte Suprema della Louisiana che ha chiamato un sacerdote a rilasciare delle dichiarazioni per chiarire un caso.

    Al sacerdote è stato chiesto di rivelare il contenuto della confessione sacramentale di una presunta vittima. “Una dottrina fondamentale della Chiesa cattolica romana per migliaia di anni ordina che il segreto della confessione è assoluto e inviolabile”, ha indicato la diocesi in una nota di risposta ufficiale.

    Di fronte a questo, “un sacerdote è obbligato a non infrangere mai questo sigillo. Non gli è permesso neanche ammettere se qualcuno è andato a confessarsi da lui”. Per questo motivo, padre Jeff Bayhi, che opera in quella diocesi, deve astenersi dal rilasciare qualsiasi dichiarazione nel processo relativo a una bambina che – questa è la tesi sostenuta – avrebbe rivelato al sacerdote in confessionale alcuni dettagli riguardanti un crimine da lei subito. Il sacerdote, che non si è rifiutato di parlare sul caso, deve anche affrontare senza piegarsi le accuse di non aver denunciato i fatti qualora ne fosse stato a conoscenza.

    Il segreto della confessione va difeso ad ogni costo

    “Se fosse necessario, il sacerdote dovrebbe subire un processo di fronte a un tribunale civile e una condanna al carcere prima di violare il suo dovere sacro, violare il segreto della confessione e il suo dovere nei confronti del penitente”, ha affermato la diocesi in termini chiari parlando di quello che potrebbe essere il futuro di padre Bayhi, che continua a rifiutarsi di testimoniare. “Questa non è un’area grigia nella Dottrina della Chiesa cattolica romana”, aggiunge il comunicato.

    “Un sacerdote/confessore che viola il sigillo della confessione incorre in una scomunica immediata il cui perdono è riservato alla Sede Apostolica nella Città del Vaticano”.

    La libertà religiosa del sacerdote e il segreto della confessione erano stati difesi dalla Corte d’Appello del Primo Circuito, ma è stato presentato un ricorso presso la Corte Suprema della Louisiana, che a sua volta ha ordinato al Tribunale di Distretto di realizzare l’udienza e determinare se ci sia stato un sacramento della confessione suscettibile di essere difeso nel caso in esame. “La Corte Suprema della Louisiana non può ordinare al Tribunale di Distretto di fare quello che nessun tribunale civile potrebbe arrivare a fare: determinare in cosa consiste il sacramento della riconciliazione nella Chiesa cattolica”, ha protestato la diocesi.

    “La giurisprudenza statale e federale chiarisce che non c’è giurisdizione che possa arrogarsi reclami che rispondono a domande puramente religiose di questa natura”, ha ricordato.

    La diocesi ha allora sostenuto l’azione del sacerdote ed ha affermato che la legge della Chiesa non permette nemmeno che il penitente o un’altra persona riveli il contenuto della confessione sacramentale. Ha inoltre denunciato che il fatto che un tribunale civile pretenda di determinare se una situazione è o meno protetta dal segreto confessionale rappresenta “una violazione chiara e smisurata della Clausola fondamentale della Costituzione degli Stati Uniti”.

    “Questa materia ha serie conseguenze per tutte le religioni, non solo per la fede cattolica”, ha aggiunto la diocesi. “Gli statuti coinvolti nella questione si riferiscono alle ‘comunicazioni sacre’ che sono confidenziali ed esenti da un rapporto obbligatorio”. La Chiesa locale ha chiesto il rispetto della libertà religiosa ed ha invocato la separazione tra Chiesa e Stato, annunciando al tempo stesso che metterà in atto tutte le azioni legali possibili per difendere il libero esercizio della religione da parte dei suoi membri.


    [Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

    http://www.aleteia.org/it/sources/gaudium-press

  • Un Osservatorio sostiene che Papa Francesco abbia coperto casi di abusi sessuali.

    Un Osservatorio sostiene che Papa Francesco abbia coperto casi di abusi sessuali.

     Buenos Aires – Papa Francesco è accusato di avere distolto lo sguardo dagli abusi sessuali avvenuti mentre era Arcivescovo di Buenos Aires.

    Papa Francesco è al primo anno di pontificato ed è considerato da tanti un paladino dei poveri e degli emarginati; , il rapporto redatto da Bishop Accountabilty non sarebbe potuto arrivare in un momento peggiore del giorno in cui il Vescovo di Roma incontra le vittime di abusi sessuali per mano di preti Jorge Mario Bergoglio, ora conosciuto in tutto il mondo come Papa Francesco, è stato Arcivescovo di Buenos Aires dal 1998 al giorno in cui è stato eletto Papa, l’anno scorso.

    Prima ancora, è stato Vescovo di Buenos Aires e Auca dal 1992 al 1997. Durante quel periodo, secondo la conversazione da lui tenuta con il Rabbino argentino e amico Abraham Skorka, la sua diocesi non ha dovuto confrontarsi con casi di abusi sessuali su minori. “Nella mia Diocesi non è mai successo, ma una volta mi ha chiamato un vescovo per chiedermi come comportarsi in una situazione come questa e io gli ho risposto di togliere al prete le facoltà clericali, di non permettergli più di esercitare il ministero e di dare inizio a un processo canonico.”

    Non tutti credono alla sua versione, comunque: secondo BishopAccountability.org più di 100 preti dell’arcidiocesi di Buenos Aires avrebbero abusato di minori; l’Osservatorio inoltre sostiene, nel suo rapporto, che almeno una dozzina di questi casi erano noti a Bergoglio.

    Cinque casi degni di nota vengono segnalati da Bishop Accountability come conosciuti dall’Arcivescovo Bergoglio.

    Nel 2009, padre Julio César Grassi, un prete della Diocesi suffraganea di Moron è stato dichiarato colpevole di avere molestato tre bambini presso una comunità di bambini di strada gestita dalla Fondazione Felices los Ninos, fondata da Grassi nel 1993. Essendo una diocesi suffraganea, a Moron Bergoglio aveva un’autorità limitata e secondo il diritto canonico sarebbe potuto intervenire soltanto a seguito di negligenza da parte delle autorità clericali, ” Grassi fu dichiarato colpevole di 32 abusi sessuali in uno dei più lunghi processi mai avvenuti nella storia dell’Argentina. Per tutto il periodo del processo, Grassi si vantò del sostegno che riceveva da numerosi vescovi e in particolare di quello che riceveva dal Cardinal Bergoglio. “(Il Cardinal Bergoglio) non ha mai smesso di tenermi la mano ed è sempre al mio fianco”, ha detto.

    Come Presidente della Conferenza dei Vescovi di Buenos Aires, Bergoglio approvò l’incarico all’eminente avvocato e accademico Marcello Sancinetti volto a condurre una ricerca privata sulla condanna di Grassi. Questa ricerca portò alla conclusione che Grassi era innocente riguardo a tutte le accuse. “La giustizia stabilirà l’innocenza di Grassi nonostante la campagna mediatica contro di lui e la condanna degli organi di informazione” disse il Cardinal Bergoglio alla rivista Veintitres, nel 2006.

    Nel 2003, padre Rubén Pardo, un prete cattolico di Berazategui, venne scoperto dall’esercito argentino mentre si nascondeva in un vicariato di Buenos Aires: insegnava in una scuola della vicina Flores e svolgeva confessioni. Solo un anno prima, Pardo aveva ammesso, con il Monsignor Luis Stoeckler, lo stupro di un quindicenne, Gabriel Ferrini, in un “momento di debolezza”. A Pardo venne imposto da un tribunale ecclesiastico di abbandonare la giurisdizione della sua parrocchia e astenersi dal parlare del fatto sia in pubblico che in privato. A due anni dall’apertura del fascicolo, Pardo morì di Aids. Il Cardinal Bergoglio fu moderatore all’udienza del tribunale ecclesiastico in cui, secondo quanto riportato, vennero poste alla vittima domande “lascive” riguardanti la sua sessualità, anche se non fu presente durante l’udienza.

    Sebastiàn Cuattromo riportò al Vicario del distretto Flores padre Mario Poli che, quando aveva 13 anni, fratello Fernando Enrique Picciochi della Society of Mary lo molestò due volte, nel 1989 e nel 1990, insieme a un altro ragazzo che era nella settima classe. Picciochi fuggì dall’Argentina e venne arrestato nel 2007. Tre anni dopo venne estradato dal Texas e rispedito in Argentina dove, nel 2012, venne condannato a una pena di12 anni per avere abusato sessualmente di quattro bambini. Cuattromo sostiene che padre Poli non diede alcun seguito alle sue accuse nei confronti di Picciochi. Nel 2013, Papa Francesco nominò Poli Arcivescovo di Buenos Aires.

    Padre Mario Napoleon Sasso venne giudicato pedofilo da un centro di terapia gestito dalla chiesa. L’anno seguente, Sasso venne assegnato alla parrocchia di san Miguel de La lonja nella Diocesi di Zarate-Campana; la parrocchia fungeva anche da mensa per i poveri. Fu là che Sasso, tra il 2002 e il 2003, venne accusato di avere stuprato cinque ragazze nella sua stanza presso il centro di accoglienza. Sasso fuggì dall’Argentina, si suppone con l’aiuto di alcuni colleghi della parrocchia. Sasso venne arrestato nel 2006 dopo essere tornato in Argentina dal Paraguay per rinnovare il passaporto.

    Poiché il suo caso iniziò a languire nei vari tribunali, le famiglie delle vittime fecero un appello al Cardinal Bergoglio, senza ricevere risposta.

    All’Istituto Monseñor Stillo, una scuola cattolica di Flores, il rev. Carlos Maria Gauna venne denunciato di molestie nei confronti di due adolescenti. Nel 2001 l’Arcivescovo Bergoglio dichiarò che avrebbe personalmente “risolto la situazione del prete”.

    A giudicare dal sito web dell’Arcidiocesi di Buenos Aires, lo stesso ora è diacono attivo e cappellano presso un ospedale.

    In un momento in cui diversi Vescovi negli Stati Uniti e in tutto il mondo attuano energici interventi contro gli abusi sessuali sui bimbi compiuti da membri della Chiesa Cattolica, durante il suo periodo da Arcivescovo Bergoglio non si è mai scusato pubblicamente, non ha mai messo a disposizione documenti e non ha mai fatto un elenco dei preti accusati di abusi, o delineato alcuna politica riguardante il modo in cui gestire le denunce di abusi.

    Oggi, come Papa Francesco, Bergoglio ha incontrato sei vittime di abusi, paragonando l’abuso di bambini per mano dei preti cattolici all’esecuzione di una messa nera satanica. “Di fronte a Dio e ai fedeli, esprimo il mio dolore per i peccati e i terribili crimini degli abusi sessuali clericali commessi su di voi” ha detto Francesco durante la sua omelia, secondo il testo diramato dal Vaticano “e umilmente io vi chiedo di perdonare, io vi imploro di perdonare – anche – il peccato di omissione da parte dei capi della Chiesa che non hanno risposto adeguatamente alle segnalazioni sporte dai familiari e dalle stesse vittime di abusi.”

    Traduzione Pia F.

    Fonte http://www.digitaljournal.com/news/religion/watchdog-group-alleges-pope-francis-covered-up-sex-abuse/article/388836#ixzz36rEW0hL0

  • La Chiesa olandese paga con 14 mln le vittime di abusi. La SNAP risponde.

    La Chiesa olandese paga con 14 mln le vittime di abusi. La SNAP risponde.

     Sono state 1.585 le persone che hanno presentato un reclamo per abusi sessuali da parte di funzionari della chiesa cattolica entro il 30 giugno.  Questa la data di scadenza per ottenere un rimborso.

    Dutchnews riporta che la maggior parte delle vittime sono uomini: 1.309. La scadenza per il rimborso viene applicata a denunce contro funzionari della Chiesa che sono morti oppure i cui crimini sono avvenuti talmente tanto tempo fa che non possono più essere portati in tribunale.

    Da quando il sistema di registrazione è stato fondato, 448 persone sono state risarciteeconomicamente, con una media di 30.700€ a testa. In 160 casi molto seri, il rimborso è arrivato a 60.000€. In totale, la Chiesta ha pagato 13.7 milioni di euro come risarcimento alle vittime.

    La SNAP (Survivor Network of those Abused by Priests) ha commentato questa notizia:

    Ora che la scadenza è passata, siamo preoccupati che molte vittime resteranno in silenzio. Anche se i soldi non possono riparare i danni causati dalla Chiesa, di certo aiutano. Ci auguriamo che chiunque stia soffrendo in silenzio, nel senso di colpa e non abbia rispettato la scadenza, non si scoraggi e parli, divulghi gli atti illeciti ed inizi a riprendersi.

     Almeno 800 preti e monaci sono stati coinvolti in abusi di minori di cui si occupavano tra il 1945 e il 1985, stando ad un resoconto molto dettagliato sullo scandalo degli abusi  sessuali della chiesa pubblicato il 16 dicembre 2011. Inoltre, la commissione (con a capo Wim Deetman, membro del Consiglio di Stato Olandese) sostiene che funzionari della chiesa, vescovi e laici erano a conoscenza di quello che stava accadendo, ma nessuno ha fatto nulla per proteggere i bambini.

    La commissione è stata istituita dalla chiesa cattolica nel marzo del 2010, dopo che lo scandalo degli abusi sessuali è arrivato in Olanda e centinaia di vittime si sono fatte avanti. Alcuni casi sono stati portati in tribunale.

  • Messico, lettera al Papa delle vittime di pedofilia.

    Messico, lettera al Papa delle vittime di pedofilia.

    Città del Messico, 4 lug. (TMNews) – Attivisti e vittime di pedofilia hanno presentato in Messico una lettera indirizzata a Papa Francesco in cui lo si invita ad adottare “misure concrete” contro gli abusi sessuali all’interno della Chiesa cattolica. I firmatari hanno chiesto al pontefice di dichiarare queste pratiche e il loro occultamento come “reati gravi” e di obbligare tutti i religiosi cattolici a denunciare e a cooperare con le autorità “al di là di ogni procedura interna” alla chiesa.

    Nella missiva vengono denunciati “gli spazi di protezione e impunità che permettono ai colpevoli di abusi di continuare a commettere reati”, perché i loro casi vengono affrontati solo all’interno del Vaticano e la pena massima in cui incorrono è “la cessazione delle loro funzioni”.

    “Questa procedura disciplinare amministrativa non ha nulla a che fare con i diritti delle vittime. È una gravissima violazione dei diritti del bambino”, ha sottolineato Alberto Athié, ex sacerdote messicano che si batte per il riconoscimento dei diritti delle vittime di pedofilia. Presentando la lettera in conferenza stampa, Athié ha precisato che l’iniziativa è stata adottata in vista del prossimo incontro tra il Pontefice e la Commssione creata lo scorso anno per indagare e prevenire i casi di abusi nella Chiesa. (fonte Afp)

    Questa è una notizia dell’agenzia TMNews.

    http://www.internazionale.it/news/tmnews/2014/07/04/messico-lettera-al-papa-delle-vittime-di-pedofilia/

  • Australia, incriminato per pedofilia il vescovo dell’esercito

    Australia, incriminato per pedofilia il vescovo dell’esercito

    Il capo della diocesi cattolica delle forze di Difesa australiane, il vescovo Max Davis, è stato incriminato dalla polizia per reati di pedofilia risalenti al 1969.Davis, 68 anni, il più alto prelato nella chiesa cattolica australiana, e il primo vescovo a essere incriminato per tali reati. Dovrà comparire davanti a un tribunale di Perth per rispondere di tre capi d’accusa di abusi su un minore di meno di 14 anni.

    I fatti risalirebbero a quando Davis, che ancora non era stato ordinato sacerdote, insegnava nel collegio di San Benedetto a Nova Norcia, a nordovest di Perth. Secondo un comunicato dell’Ordinariato Militare Cattolico d’Australia, Davis, che «nega con decisione» ogni addebito, si è autosospeso dalla posizione che occupa dal 2003, di membro cattolico del Comitato Consultivo Religioso delle forze di Difesa, mentre la causa viene trattata dai tribunali.

    Nell’aprile 2013 il governo australiano ha ordinato una commissione nazionale d’inchiesta sulle risposte delle istituzioni, fra cui la chiesa cattolica, alle denunce di abusi ai minori, che ha ascoltato circa 5000 presunte vittime, e ha appena presentato un rapporto preliminare.

    http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/vescovo_pedofilia_australia_esercito/notizie/773074.shtml

  • Vescovo australiano è accusato di pedofilia

    Vescovo australiano è accusato di pedofilia

     I media internazionali riportano che la giustizia australiana ha accusato il vescovo Max Davis, a capo di una diocesi militare della Chiesa cattolica nel Paese oceanico per presunti abusi sessuali su minori, pedofilia, commessi nel 1969.

    Il vescovo, che nega le accuse, è accusato di aver abusato sessualmente di un allievo mentre insegnava a scuola San Benedetto nella città di New Norcia, nord-ovest della città di Perth (ovest).
    A questo proposito, il militare cattolica Order of Australia, subito rilasciato una dichiarazione in cui si afferma che, quando si è verificato l’incidente Davis non era ancora stato ordinato. Tuttavia, mentre il caso è risolto in tribunale, il vescovo non sarà più svolgere le proprie mansioni all’interno della Chiesa cattolica.

    L’inchiesta è stato ordinato sacerdote nel 1971 e divenne il primo vescovo militare del suo paese, una posizione che ha assunto nel 2003, dopo aver prestato servizio nella Forza di difesa australiana.
    La stessa Chiesa cattolica, nel 2012, circa 620 casi confermati di abusi sessuali su minori commessi da sacerdoti in Australia dal 1930.

    Negli ultimi dieci anni, il Vaticano ha indagato tremila 420 casi di preti che avrebbe abusato sessualmente dei bambini, dei quali 884 sacerdoti sono stati licenziati e rimossi dalla carica.

    http://lainfo.es/it/2014/06/30/vescovo-australiano-e-accusato-di-pedofilia/

  • “L’ex nunzio apostolico Wesolowski colpevole di pedofilia”. Rischia l’arresto a Santo Domingo.

    “L’ex nunzio apostolico Wesolowski colpevole di pedofilia”. Rischia l’arresto a Santo Domingo.

     Jozef Wesolowski, ex nunzio apostolico in carica presso la Repubblica Dominicana, è stato riconosciuto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede colpevole di aver abusato di minori.
    Lo scandalo che ha coinvolto Wesolowski è scoppiato dopo le denunce di una giornalista di Santo Domingo che in una inchiesta, andata in onda su una televisione privata, sosteneva che il porporato pagava per far sesso con i minori e frequentava assiduamente una zona di Santo Domingo, nota per la prostituzione minorile. Prove così inconfutabili, quelle portate dalla giornalista, che hanno costretto l’arcivescovo di Santo Domingo, cardinale Nicolas Lopez Rodriguez, a rivolgersi direttamente a papa Francesco e riferirgli sulle accuse di pedofilia mosse contro l’arcivescovo polacco. Era lo scorso agosto, poco prima del viaggio del papa in Brasile, e Wesolowski fu immediatamente richiamato in Vaticano.

    Ora, dopo la sentenza della Congregazione per la Dottrina della Fede che ha verificato le accuse a suo carico, il porporato è stato sottoposto a limitazioni della libertà personale, una sorta di arresti domiciliari in Santa Sede, affinché non si sottragga agli ulteriori processi penali, a cominciare da quello del Tribunale Vaticano.

    Il gesuita, padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, ha assicurato che “Tenuto conto della sentenza pronunciata dal Dicastero, sono stati adottati nei confronti dell’ex nunzio tutti i provvedimenti adeguati alla gravità del caso” . La pena comminata dalla Congregazione a Jozef Wesolowski è la dimissione dallo stato clericale. “L’accusato ha da questo momento due mesi di tempo per interporre appello prima che la sentenza diventi esecutiva” ha detto testualmente il portavoce vaticano. Il procedimento penale presso gli organi giudiziari vaticani – ha poi precisato – proseguirà non appena sarà definitiva la sentenza canonica”, dopo di che sarà a disposizione delle autorità dominicane e ogni probabilità arrestato.

    Dovrà passare molto tempo perché si alleggerisca, sulla chiesa cattolica, il peso degli scandali per gli innumerevoli casi di abusi su minori da parte di preti e porporati. E’ solo di gennaio l’energica critica presentata al Vaticano dal Comitato Onu per i diritti dell’infanzia per le modalità con cui la chiesa ha trattato il fenomeno al suo interno, tenendo nascosta la verità ad ogni costo pur di difendere la sua reputazione.

    Tuttavia, la velocità e la trasparenza con cui il Vaticano sta trattando quest’ultimo caso di “pedofilia ecclesiastica”, che vede sotto accusa l’ex nunzio apostolico Jozef Wesolowski,lascia travedere quella reale inversione di tendenza annunciata di recente da papa Francesco.

    “L’ex nunzio apostolico Wesolowski colpevole di pedofilia”. Rischia l’arresto a Santo Domingo.