Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Spagna, arrestati tre preti e insegnante di religione accusati di pedofilia

    Spagna, arrestati tre preti e insegnante di religione accusati di pedofilia

    Il “clan dei Romanones”, così venivano chiamati in onore al loro capo padre Román, per anni ha costretto giovani chierichetti a ad avere rapporti sessuali. L’arcivescovo Martìnez si è prostrato davanti ai fedeli per chiedere scusa.

    Si è prostrato a terra per qualche minuto, davanti all’altare. La cattedrale di Granada, alla funzione domenicale, era stracolma di fedeli esterrefatti. Così ha chiesto perdono l’arcivescovo della città spagnola, Francisco Javier Martínez, per lo scandalo sui presunti abusi sessuali a minori commessi dai suoi sacerdoti: 10 preti e due laici per la precisione.

    Il “clan dei Romanones”, così venivano chiamati in onore al loro capo padre Román, per anni ha costretto giovani chierichetti a ad avere rapporti sessuali. Lunedì 24 novembre gli agenti della polizianazionale hanno arrestato tre sacerdoti – tra cui il capo padreRomán, padre Francisco e padre Manuel – e un professore direligione molto vicino al gruppo di religiosi, con l’accusa dipedofilia. Lo scandalo, portato a compimento con l’apertura di un’inchiesta e l’arresto, comincia lo scorso agosto, quando papaFrancesco riceve la lettera di un giovane (oggi un professore 24enne) che denunciava alcuni presunti abusi subiti da almeno 9 religiosi della curia di Granada, quando era solo un bambino. Dopo aver letto la lettera, il pontefice ha chiamato il giovane per chiedergli perdono a nome della Chiesa cattolica e ha invitato il ragazzo a denunciare il caso in procura.

    Ma l’inchiesta, partita adottobre, aveva solo avuto una conseguenza minima nella diocesi andalusa. Finora l’arcivescovo diGranada ha sollevato dall’incarico solo tre dei sacerdoti implicati nel presunto scandalo, mantenendo la faccenda sotto tono. Al Vaticanoperò la risposta della Chiesa spagnola non sarebbe piaciuta affatto, tanto che secondo alcune fonti il pontefice avrebbe già pensando di rimuovere dal suo uffizio Martínez, che frattanto ha deciso di non collaborare con la Giustizia, né recarsi di persona alla Santa Sede.

    Secondo Religión Digital, il principale portale d’informazione religiosa in Spagna, questo gruppo di sacerdoti adescava i minori e consumava gli abusi in appartamenti di lusso e una villa a mare che il “clan de Romanones” possiede a Granada e in due comuni vicini. In questi luoghi i sospetti si davano ad attività sessuali violente e orge, esercitando la loro superiorità sui minori.

    La vittima ha dichiarato di aver subito abusi a partire dai 13 anni e fino ai 18, quando era chierichetto alla parrocchia di Juan María de Vianneimeno. Padre Román – il presunto capo e parroco principale della chiesa – lo avrebbe convinto ad allontanarsi dalla sua famiglia. “Seguendo i suoi consigli, – racconta il giovane – lasciai la casa dei miei genitori a 17 anni e andai a vivere nell’abitazione parrocchiale con Román e due laici”. Uno di questi due laici sarebbe il quarto uomo arrestato dalla polizia spagnola. Il giovane parla anche di almeno un altro vittima, anche lui minorenne, e di una ragazzina che sarebbe stata utilizzata come esca per gli abusi.

    Twitter: @si_ragu

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/24/spagna-arrestati-preti-insegnante-religione-accusati-pedofilia/1231845/

  • Adescavano minori per la messa e li violentavano: arrestati quattro sacerdoti

    Adescavano minori per la messa e li violentavano: arrestati quattro sacerdoti

    Quattro sacerdoti sono stati arrestati a Granada dalla polizia nell’ambito di un’inchiesta per abuso su minori legata alla denuncia di una vittima, che era minorenne all’epoca dei fatti.

    Lo si apprende da fonti giudiziarie. Nei giorni scorsi l’arcivescovado di Granada, in Spagna, aveva sospeso dall’esercizio sacerdotale una decina di preti e presumibilmente coinvolti negli abusi, dopo che la vittima – che oggi ha 24 anni – aveva scritto ad agosto una lettera al Papa denunciando le violenze sofferte per anni.

    La telefonata di Papa Francesco. Il giovane aveva ricevuto il 10 agosto una telefonata da Papa Francesco, nella quale il pontefice gli chiedeva perdono «a nome della Chiesa di Cristo». Secondo i primi accertamenti, i sacerdoti accusati di pedofilia agivano in una parrocchia del popolare quartiere Zaidin di Granata. Il gruppo, del cosiddetto ‘clan dei Romanones’, agiva come una setta e attirava minori perchè servissero la messa.

    Riunioni segrete per gli abusi. Ma, allo stesso tempo, li persuadevano a partecipare a riunioni segrete, nelle quali si parlava apertamente di sesso e li obbligavano a brutali pratiche sessuali. Secondo le fonti investigative citate, i sacerdoti avevano rapporti sessuali anche fra di loro. I quattro arrestati, tre dei quali vivevano nella stessa casa parrocchiale, sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli interrogatori. Gli investigatori non escludono che, dopo gli arresti, altre vittime possano denunciare gli abusi subiti.

  • Chiesa e abusi, la diocesi di Granada sospende i sacerdoti accusati

    Chiesa e abusi, la diocesi di Granada sospende i sacerdoti accusati

    Alcuni vescovi avrebbero abusato sessualmente di un uomo, minore all’epoca dei fatti: sono stati allontanati dal ministero sacerdotale.

     L’arcivescovado di Granada, in Andalusia, ha ordinato l’allontanamento dal ministero sacerdotale di alcuni sacerdoti accusati di abusi sessuali su un uomo, che era minore all’epoca dei fatti. Lo si è appreso da un comunicato della diocesi, anticipato dalla sito web spagnolo “Religion Digital”.

    Dopo aver ricevuto ad agosto una telefonata di Papa Francesco, in cui gli chiedeva perdono a nome della Chiesa, la vittima ha formalizzato una denuncia alla Procura superiore dell’Andalusia, che ha disposto l’apertura di un’inchiesta, in fase istruttoria e i cui atti sono stati secretati. I sacerdoti sono accusati di abusi sessuali, mentre alcuni laici, sacrestani, sono sotto indagine per aver coperto i fatti.

    Secondo la nota dell’arcivescovado, è stato seguito il procedimento previsto dalla “disciplina canonica”. Dopo essere venuto a conoscenza dei fatti, la diocesi ha avviato un’indagine preliminare per verificare che “l’accusa fosse verosimile”, dopo di che sono state adottate le misure cautelari previste, cioè allontanare dal ministero sacerdotale i sacerdoti denunciati. Inoltre, le informazioni raccolte sono state trasmesse alla Santa Sede.

    Nel comunicato l’arcivescovado sottolinea di aver seguito “la disciplina della Chiesa”, che prevede “tolleranza zero con gli abusi e coloro che li commettono”, un aiuto alle presunte vittime e, una volta comprovati i fatti, massima cooperazione con le autorità giudiziarie.

    http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=65370&typeb=0

  • XXX FILES! L’ARCIDIOCESI DI CHICAGO PUBBLICA SUL SITO I DOCUMENTI SEGRETI SUI 36 PRETI CHE HANNO ABUSATO DI 350 MINORI DAL 1950 IN POI – 1500 PAGINE DI LURIDI CRIMINI COPERTI DAL CLERO – – – – –

    XXX FILES! L’ARCIDIOCESI DI CHICAGO PUBBLICA SUL SITO I DOCUMENTI SEGRETI SUI 36 PRETI CHE HANNO ABUSATO DI 350 MINORI DAL 1950 IN POI – 1500 PAGINE DI LURIDI CRIMINI COPERTI DAL CLERO – – – – –

    Da www.thedailybeast.com

    Molte accuse nei confronti di preti pervertiti sono lettere scritte a mano di madri preoccupate. Altre sono e-mail mandate anni dopo gli abusi. Ci sono lettere così vecchie che la scrittura è difficile da leggere. Ci sono e mail così recenti che ci si chiede da quanto tempo questi abusi vadano avanti.

    CARDINALE FRANCIS GEORGE

    In tutto, si tratta di 15.000 pagine degli archivi segreti dell’ufficio sugli abusi su minori dell’Arcidiocesi di Chicago, che la stessa Arcidiocesi ha pubblicato sul sito. Riguardano centinaia di luridi crimini sessuali perpetrati da 36 preti dagli anni Cinquanta in poi. I più recenti sono di un anno fa. Tutta la lista suhttp://docinfo.archchicago.org.

    L’inquietante documento è stato reso noto ieri, mentre il Cardinale Francis George si prepara a lasciare un posto che occupa dal 1997. A gennaio erano già state rese note 6.000 pagine su 30 preti pedofili. L’arcidiocesi di Chicago ha già dovuto pagare 130 milioni di dollari di risarcimento, ma, come dice il Cardinale: «Non possiamo cambiare il passato. Speriamo solo di ricostruire la fiducia attraverso un dialogo aperto e onesto. L’abuso sui minori è un crimine e un peccato».

    RIVELATI I FILE SUI PRETI PEDOFILI

    Molti nomi e molti dettagli sono oscurati per motivi di privacy, ma si parla di preti che fornivano ai ragazzini alcol e sigarette, li accarezzavano, li masturbavano, praticavano sesso orale. Tutto coperto dalla Chiesa di Roma. Basta prendere il caso di Padre Gregory Miller: un dossier di 275 pagine pieno di lettere di congratulazioni per la promozione all’interno dell’Arcidiocesi, nonostante le frequenti segnalazioni di cattiva condotta. In diversi punti si parla di sue erezioni, di masturbazioni, di denudamenti. Eppure ha sempre ricevuto promozioni. L’ultima accusatrice racconta di essere stata abusata da lui a 13 anni. Miller ha prima negato di conoscerla, poi ha chiesto cosa si intendesse per “abuso sessuale”.

    PRETI PEDOFILI

    L’arcidiocesi ha spiegato che l“abuso sessuale” non è necessariamente penetrazione, ma anche toccare o essere toccati, mostrare immagini pornografiche. L’arcidiocesi ha investigato dopo l’ennesima lamentela e ha disposto che Miller non rimanesse mai da solo in presenza di minori. La comunicazione però è irritante: «Non è un giudizio di colpevolezza né una sospensione. Sarà fatto ogni sforzo per evitare inutile pubblicità. Dovesse uscire fuori questa informazione, noi proteggeremo la sua reputazione e la sua privacy».

    E ancora, Padre William Lupo è stato trovato nudo in canonica davanti a una quattordicenne, seminudo vicino alla doccia con due ragazzine, e mentre baciava altre tre adolescenti. La chiesa ne era così informata che mandò un prete spia a controllarlo.

    Padre Joseph Savage non solo ha stuprato minori ma li ha anche portati a rubare preziose reliquie dalle chiese di zona. Gli è stato concesso di restare prete. I pedofili sono sempre stati protetti, mai rimossi.

    STOP PEDOFILIA X

    David Clohessy, a capo del “Survivors Network of Those Abused by Priests”, associazione di vittime degli abusi perpetrati dai preti, è infuriato: «Le vite potevano essere salvate. I crimini potevano essere evitati. Le famiglie potevano essere tutelate. Invece il clero ha pensato prima alla propria reputazione».

    Sembra che la pubblicazione di questi documenti sia stata caldeggiata da Papa Francesco, che ha creato una squadra speciale anti-pedofilia per amore della giustizia e della trasparenza. Il Cardinale George voleva lasciare il suo posto dopo aver chiuso la questione. Le vittime speravano che la questione finisse venti anni fa.

    http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/xxx-files-arcidiocesi-chicago-pubblica-sito-documenti-segreti-88212.htm

  • Polonia, finita l’inchiesta su padre Gil, indagato per pedofilia

    Polonia, finita l’inchiesta su padre Gil, indagato per pedofilia

    Avrebbe abusato di sette ragazzi. Il suo caso è legato a quello dell’ex-nunzio apostolico in Repubblica Dominicana Wesolowski.

    Il governo della Polonia ha notificato ai pubblici ministeri della Repubblica Dominicana le conclusioni dell’inchiesta nei confronti dell’ex-sacerdote polacco Wojciech Waldemar Gil, accusato di pedofilia in entrambi i paesi. Lo hanno riferito oggi le autorità dominicane, secondo quanto riferiscono i media locali.

    La Procura generale della Repubblica Dominicana ha dichiarato che le accuse attribuite a Gil lo indicano come responsabile di dieci reati, tra cui sei per aver violato la libertà sessuale di minori che vivono a Juncalito, nella provincia di Santiago, 198 km a nord-ovest della capitale Santo Domingo. Gil, che era fuggito dalla Repubblica Dominicana nel maggio 2013 dopo essere stato accusato di aver commesso abusi sessuali nella città nel nord del paese, è stato arrestato lo scorso febbraio in Polonia, tre mesi dopo essere rientrato nella sua nazione d’origine.

    Le autorità dominicane hanno riferito che le investigazioni hanno stabilito che Gil, 37 anni, avrebbe abusato sessualmente di sette ragazzi nel distretto municipale di Juncalito, dove era parroco.

    La notificazione è stato inviata alla Repubblica Dominicana dal procuratore aggiunto di Varsavia, Malgorzata Adamajtys.

    Il caso del sacerdote è legato a quello dell’ex-nunzio apostolico in Repubblica Dominicana, Jozef Wesolowski, protagonista di quello che i media locali definiscono «il più grande scandalo di pedofilia registrato nel paese caraibico da più di 10 anni». Wesolowski è stato posto lo scorso settembre agli arresti domiciliari in Vaticano, quattro mesi dopo essere stato ridotto allo stato laicale e dopo aver perso anche l’immunità diplomatica.

    Le vicende di Gil e di Wesolowski hanno suscitato grande indignazione nella Repubblica Dominicana. La Chiesa cattolica locale ha chiesto perdono alle vittime dei sacerdoti «crudeli e inumani che hanno abusato di loro» e ha chiesto alla giustizia di procedere «seriamente e con fermezza».

  • “Coprì un prete pedofilo: vescovo rinuncia all’incarico“

    “Coprì un prete pedofilo: vescovo rinuncia all’incarico“

     L’arcivescovo di York David Hope ha rassegnato le sue dimissioni da vescovo della diocesi di Bradford dopo che un giudice lo ha ritenuto colpevole di aver coperto il reverendo Robert Waddington, accusato di abusi sessuali e morto nel 2007.

    Il giudice Sally Cahill ha dichiarato che “a causa delle sue decisioni e della sua inazione in altre occasioni, sono state perse diverse opportunità per un’indagine che avrebbe potuto portare a un procedimento penale contro Robert Waddington prima della sua morte”.

    Il giudice ha inoltre sottolineato il fallimento della Chiesa d’Inghilterra nel rispondere in maniera appropriata alle accuse contro Waddington.

    “Dopo aver molto ragionato e pregato, ho scritto all’inizio di questa settimana al vescovo di Leeds e alla luce della relazione sull’inchiesta Cahill ho rassegnato le mie dimissioni da vescovo assistente onorario di Bradford, ora Yorkshire Dales, con effetto immediato – ha fatto sapere Hope in un comunicato – Questo pone fine al mio ministero durati quasi cinquant’anni nella Chiesa di Inghilterra, che ho sempre cercato di servire con dedizione. Continuerò a pregare per l’importante lavoro ancora in corso per i sopravvissuti“.

    http://www.today.it/mondo/copri-un-prete-pedofilo-vescovo-rinuncia-all-incarico.html
  • Preti pedofili in diocesi Friburgo, Losanna, Ginevra

    Preti pedofili in diocesi Friburgo, Losanna, Ginevra

    Fra i sacerdoti della diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo indagati per abusi sessuali è stato smascherato un “predatore” di bimbi: il frate cappuccino di cui si era già parlato agli inizi dell’anno è sospettato di aver abusato di 24 fanciulli sull’arco di almeno 35 anni. Lo ha indicato oggi la giudice istruttrice friburghese Yvonne Gendre. Il caso di un altro prete è stato trasmesso alla magistratura neocastellana.

    La giudice ha reso conto stamani delle investigazioni avviate inizio estate sulla base di una “lista di sospetti” ricevuta dalle mani di un parroco attivo nel canton Vaud. Cinque indagini preliminari sono state avviate contro altrettanti sacerdoti. Due essendo deceduti, l’operato della giustizia si è concentrato sugli altri tre. Uno dei religiosi è stato scagionato e l’inchiesta che lo riguardava è stata archiviata.

    Il caso più grave è rappresentato dal frate cappuccino di 68 anni, sul quale agli inizi dell’anno la magistratura francese aveva aperto un’inchiesta. L’uomo “ha agito in tutta impunità per più di 35 anni”. Quando la giudice ha ricevuto il fascicolo riunito dalla diocesi, esso conteneva già i nomi di otto vittime, fra le quali il nipote dell’ecclesiastico. Dopo l’interrogatorio dell’interessato, il loro numero è salito a 22. L’apposita commissione della diocesi ha poi annunciato due vittime supplementari.

    Il frate contesta due casi, che sarebbero ormai caduti in prescrizione. Gli abusi sono stati commessi in svariati cantoni e in Francia. È tuttavia in questo paese che sono stati commessi i fatti non ancora coperti dalla prescrizione: l’ultimo risale al 1995, mentre il nipote è stato molestato nel 1992. La giudice friburghese ha già contattato un collega di Grenoble, cui saranno trasmessi i risultati dell’inchiesta. Il religioso potrebbe essere giudicato in Francia o nel cantone – il cui nome è stato taciuto – dove risiede attualmente.

    Le vittime dell’ecclesiastico erano tutti ragazzini dai 9 ai 14 anni “particolarmente vulnerabili”, ha dichiarato la giudice. Tre di loro erano handicappati. I primi abusi sono incominciati nel 1958 quando il religioso studiava in un convitto in Vallese. L’ecclesiastico era poi stato implicato in casi di pedofilia in Svizzera tra il 1968 e il 1972. Nel 1989 aveva lasciato il paese per la Francia. Nel 2002, la diocesi, venuta a conoscenza della situazione, aveva allertato la curia di Grenoble della pericolosità dell’uomo. Dopo essere stato trasferito a Lione, il frate era rientrato in Svizzera nel 2005.

    ATS

    http://www.ticinonews.ch/svizzera/29548/preti-pedofili-in-diocesi-friburgo-losanna-ginevra

  • Presunto prete pedofilo salvo per prescrizione, e la Svizzera paga

    Presunto prete pedofilo salvo per prescrizione, e la Svizzera paga

    Il processo era stato archiviato nonostante “il reato sia stato commesso”. La frase non era però piaciuta al religioso, che ha vinto il ricorso al TF.

    GINEVRA – La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo condanna la Svizzera per aver violato il principio della presunzione d’innocenza nei riguardi di un prete indagato a Ginevra per presunti abusi sessuali. Al sacerdote è stato assegnato un indennizzo di 14’400 franchi per torto morale e 18’000 franchi per le spese giudiziarie.

    Sospettato di aver abusato sessualmente di due ragazze agli inizi degli anni Novanta, il prelato aveva ammesso in un primo tempo i fatti, prima di ritrarsi. Nel 2008 il procuratore generale di Ginevra Daniel Zappelli aveva deciso di archiviare il procedimento dato il termine di prescrizione ormai scaduto, benché – aveva scritto esplicitamente – “il reato sia stato effettivamente commesso”.

    Il prete aveva interposto ricorso al Tribunale federale al fine di ottenere la cancellazione di questa frase, i cui termini erano stati fra l’altro ripresi dalla stampa locale. Ora Strasburgo gli ha dato ragione, ritenendo che la frase controversa e le successive decisioni di giustizia abbiano omesso di rispettare la presunzione d’innocenza.

    http://www.tio.ch/News/Svizzera/Cronaca/1002150/Presunto-prete-pedofilo-salvo-per-prescrizione-e-la-Svizzera-paga

  • “Ti do le caramelle se non dici nulla” Prete accusato di abusi su una bimba

    “Ti do le caramelle se non dici nulla” Prete accusato di abusi su una bimba

    Cile: John O’Reilly, sacerdote dei Legionari di Cristo, rischia 10 anni di carcere per violenza sessuale su minore.

    John O’Reilly, rappresentante in Cile dei Legionari di Cristo, è stato dichiarato colpevole di aver commesso ripetuti abusi sessuali su una bambina di 5 anni che frequentava una scuola nella quale il sacerdote lavorava come consigliere spirituale. L’accusa ha chiesto 10 anni di carcere, ma i giudici ratificheranno la pena solamente a novembre. Secondo quanto accertato dall’inchiesta, monsignor O’Reilly, 68 anni, ha palpeggiato la bambina in molte occasioni, dal 2010 al 2012, dopo essersi appartato con lei in un ufficio del Colegio Cumbres, convincendola a sopportare gli abusi con caramelle e promesse riguardanti la scuola. E’ stata la stessa bambina a denunciare il comportamento del sacerdote a una psicologa della scuola, che ha subito allertato la madre dell’allieva, che era già preoccupata dal rapporto “troppo vicino” fra sua figlia e il religioso.

    http://www.unionesarda.it/articolo/notizie_mondo/2014/10/16/ti_do_le_caramelle_se_non_dici_nulla_prete_accusato_di_abusi_su_una_bimba-3-391142.html

  • Pedofilia, stampa Usa: “Il vescovo di Kansas City indagato dal Vaticano”

    Pedofilia, stampa Usa: “Il vescovo di Kansas City indagato dal Vaticano”

    Robert Finn è già stato condannato nel 2012 per aver protetto padre Shawn Ratigan, un prelato a lui sottoposto, che per anni aveva scattato foto pornografiche a bambini della parrocchia. Nonostante fosse stato riconosciuto colpevole, l’uomo non era stato rimosso dall’incarico.

     Il quinto vescovo sotto indagine del Vaticano per pedofilia. Si tratta di monsignor Robert Finn, vescovo della diocesi St. Joseph di Kansas City in Missouri. A dare la notizia è il sito specializzato d’informazione vaticana “National Catholic Reporter“, subito ripresa da diversi siti americani. Finn era stato il primo vescovo cattolico a essere condannato per reati legati ad atti di pedofilia negli Stati Uniti d’America. Nel 2012, infatti, era stato riconosciuto colpevole di aver protetto padre Shawn Ratigan che per numerosi anni aveva scattato foto pornografiche a bambini della sua parrocchia. Reato simile a quello di cui è accusato oggi l’ex nunzio polacco nella Repubblica Dominicana, monsignor Jozef Wesolowski, da una settimana agli arresti domiciliari in Vaticano per volontà di Papa Francesco.

    L’ex diplomatico, infatti, è sotto processo per abusi sui minori e pedopornografia e nel suo computer sono stati ritrovati 100mila file di immagini hard di minori, come testimoniato anche da una vittima tredicenne che ha portato alla luce i reati commessi da Wesolowski. Secondo i media americani che riportano la notizia dell’indagine vaticana su monsignor Finn, ci sarebbe stata già una visita a Kansas City da parte di un rappresentante della Congregazione per i vescovi presieduta dal cardinale canadese Marc Ouellet. E in questi giorni numerosi fedeli hanno sottoscritto una petizione inviata alla Santa Sede per chiedere al Papa l’immediata rimozione del presule.

    Finn guida la diocesi dal 2005 e nonostante la condanna riportata nel 2012 è rimasto al suo posto. Sarebbero stati ambienti della stessa Chiesa cattolica a chiedere ora un duro intervento del Vaticano anche alla luce dei provvedimenti all’insegna della tolleranza zero sulla pedofilia messi in atto da Papa Francesco. Attualmente, infatti, sono in corso i processi canonici per gli altri due vescovi indagati per abusi sui minori, il cileno Marco Antonio Órdenes e il peruviano Gabino Miranda Melgarejo.

    E Bergoglio ha rimosso anche il vescovo paraguayano Rogelio Ricardo Livieres Plano, accusato di malversazioni e di aver coperto la pedofilia del suo vicario generale. Ma in questi giorni in Vaticano è serio il rischio che la copertura della pedofilia possa coinvolgere anche il “consiglio della corona” di Papa Francesco, il cosiddetto “C9″. Gli occhi degli osservatori, infatti, sono tutti puntati sul “ranger australiano”, come lo chiama il Papa, George Pell, prefetto della Segreteria per l’economia, al centro di un’indagine per la gestione dei casi di pedofilia quando era arcivescovo di Melbourne in Australia dal 1996 al 2001.

    La vicenda di Pell, se le accuse saranno confermate, potrebbe sollevare lo stesso scandalo che in queste ore è alimentato da monsignor Finn con l’aggravante che la sua colpevolezza si tradurrebbe in un pesantissimo boomerang sulle riforme economiche, in particolare sullo Ior, messe in atto proprio dal cardinale australiano, d’intesa con Bergoglio, con il più classico spoil system curiale che ha privilegiato uomini a lui vicini.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/30/pedofilia-stampa-usa-il-vescovo-di-kansas-city-indagato-dal-vaticano/1139180/