Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: World

  • Preti pedofili – Arcidiocesi di Seattle pagherà 12 milioni di dollari

    Preti pedofili – Arcidiocesi di Seattle pagherà 12 milioni di dollari

     Seattle (Usa) – Un maxi risarcimento da 12 milioni di dollari per l’arcidiocesi della città americana dove si sarebbero registrati almeno 30 casi di abusi sessuali su bambini da parte di preti pedofili.

    Gli abusi sarebbero avvenuti tra il 1950 al 1984. Lo riporta la Cnn. Il pagamento avverra’ in tre rate nei mesi di giugno, luglio e agosto.

    “Mi rammarico profondamente per il dolore patito da queste persone”, ha detto l’arcivescovo J. Peter Sartain. “La nostra speranza – ha aggiunto – e’ che questo accordo permettera’ loro di chiudere definitivamente questa vicenda”.

    ogginotizie.it
    http://sacerdotisposati.altervista.org/?p=25785416
  • ARGENTINA; “La Corte Suprema ha negato la scarcerazione di Julio Cesar Grassi”

    ARGENTINA; “La Corte Suprema ha negato la scarcerazione di Julio Cesar Grassi”

    Il Tribunale Supremo di Giustizia di Buenos Aires ha rigettato come “inammissibile” il ricorso presentato dal sacerdote, condannato a 15 anni di carcere per abusi sessuali e adescamento nei confronti di un minore. La motivazione si basa sulla “congruita’ della pena” e i “numerosi fatti” commessi dall’ex responsabile della Fondaziine “Felices los Niños”.

    La Plata – Buenos Aires (ANDigital) La Corte Suprema di Giustizia ha rigettato come “inammissibile” il ricorso di appello presentato dall’ex prete Julio Cesar Grassi condannato a 15 anni di carcere per abuso sessuale e adescamento ai danni di minori.

    L’ex responsabile della Fondazione “Felices los Niños” fu rinchiuso nel carcere di Ituzaingo’ il 23 Settembre 2013 e il giorno successivo venne trasferito al carcere di Campana nel quale sta scontando da allora la pena.

    La sentenza, firmata dai giudici Hector Negri, Luis Esteban Genoud, Hilda Krogan ed Eduardo Nestor de Lazzari, nega che vi sia “qualche aspetto processuale che giustifichi la revoca della custodia in carcere” e rifiuto’ le motivazione apportate dalla difesa di Grassi secondo le quali “si starebbe rendendo esecutiva una pena anticipata”.

    La Corte ha spiegato che la sua decisione ha tenuto conto della “congruita’ della pena” alla quale fu condannato Grassi e ha affermato che il reato commesso  “non ammette la scarcerazione”.

    Il Massimo Tribunale della Provincia ha anche giustificato il diniego alla scarcerazione “per i numerosi fatti commessi contro la vittima, il luogo in cui sono stati commessi e per il ruolo di sacerdote” di Grassi.

    Il prete, tramite il suo avvocato difensore Rodrigo Gonzalez, baso’ il suo ricorso alla Corte sul fatto che “il rischio di fuga (per il quale e’ stata disposta la carcerazione preventiva) e’ una scusa per emettere una condanna che non e’ ancora definitiva”.

    Occorre ricordare che il religioso fu arrestato il 7 Ottobre scorso per decisione del Tribunale Criminale numero 1 di Moron, che lo aveva condannato nel 2009 ritenendolo responsabile di “abuso sessuale aggravato dal ruolo di sacerdote, incaricato dell’educazione e della custodia della vittima minore”.

    (ANDigital) http://www.andigital.com.ar/policiales-y-judiciales/item/38212-la-suprema-corte-rechazo-la-excarcelacion-de-julio-cesar-grassi

  • Julieta Añazco ha qualcosa da chiedere a Papa Francesco

    Julieta Añazco ha qualcosa da chiedere a Papa Francesco

     Julieta Añazco, vittima di abuso: Añasco ha lottato per anni per denunciare il caso alle autorità cattoliche. In gennaio, lei e altri 18 vittime, hanno scritto una lettera al Vaticano nella quale descrivono le loro denunce contro il Rev. Ricardo Gimenez, un sacerdote di la Plata, a est della provincia di Buenos Aires.

    Questa lettera non ha mai ricevuto risposta, ha detto Añasco. Añasco sostiene che lei è stata abusata da Giménez quando era bambina. Giménez fu arrestato per abusi su minori nel 1996, ma è stato rilasciato nel 1997.

    È ancora un sacerdote a Buenos Aires e mantiene la sua innocenza, affermando che coloro che hanno accusato sono stati posseduti dai demoni.

    Redazione Rete L’ABUSO

  • AUSTRALIA: ABUSI SESSUALI SU MINORI, IL GOVERNO CHIEDE L’INTERVENTO DEL VATICANO

    AUSTRALIA: ABUSI SESSUALI SU MINORI, IL GOVERNO CHIEDE L’INTERVENTO DEL VATICANO

    La commissione governativa che in Australia indaga sugli abusi sessuali su minori commessi all’interno delle istituzioni religiose e statali ha chiesto aiuto al Vaticano per fare luce su alcune denunce contro i sacerdoti, riportano i media locali.

    Il presidente della commissione, il giudice Peter McClellan, ha chiesto al Vaticano la consegna di tutti i documenti archiviati a Roma in relazione alle denunce di abusi sessuali commessi dai membri degli ordini religiosi.

    “Abbiamo chiesto le copie di quei documenti che rivelano la natura e la portata delle comunicazioni tra le congregazioni cattoliche in Australia e la Santa Sede”, ha detto ieri in conferenza stampa a Brisbane McClellan.

    Al momento, il Vaticano non ha ancora risposto alla richiesta, ha aggiunto il giudice.

    La commissione vuole determinare come le autorità ecclesiastiche in Australia, sotto il consiglio o la direzione del Vaticano, hanno risposto ai vari casi di abusi sessuali sui minori perpetrati in seno a queste istituzioni.

    McClellan ha inoltre affermato che la commissione ha ricevuto in udienze private circa 1.700 denunce di abusi sessuali. Di queste, più di un migliaio coinvolgono istituzioni irreligiose, tra cui quelle cattoliche.

    La commissione prevede di terminare il suo lavoro entro la fine dell’anno.

    La creazione di questo comitato fu annunciata nel novembre 2012 dopo che la polizia di stato del New South Wales aveva accusato la chiesa cattolica di coprire numerosi casi di pedofilia e cercare di ostacolare le indagini distruggendo alcune prove di cruciale importanza.

    Lo scorso settembre la Chiesa cattolica ha ammesso circa 620 casi di abusi sessuali su minori commessi da sacerdoti in Australia dal 1930.

    http://atlasweb.it/2014/06/13/australia-abusi-sessuali-su-minori-il-governo-chiede-lintervento-del-vaticano-579.html

  • Pedofilia, l’arcivescovo a processo per pedofilia non ricorda se negli anni ’80 violentare un bambino fosse reato (FOTO)

    Pedofilia, l’arcivescovo a processo per pedofilia non ricorda se negli anni ’80 violentare un bambino fosse reato (FOTO)

     Un processo per pedofilia coinvolge la diocesi americana di Saint Paul e Minneapolis e quella di Winona, in Minnesota. Si tratterebbe di un abuso sessuale compiuto negli anni ’70 da un sacerdote ai danni di un bambino che soltanto ora, diventato adulto, ha deciso di trascinare in tribunale i responsabili. E così lunedì è arrivata la deposizione dell’arcivescovo di Saint Paul, Robert J.Carlson,che all’epoca della presunta violenza svolgeva l’incarico di vescovo ausiliare nella diocesi incriminata.

    Carlson ha però sorpreso il procuratore affermando di non ricordare se in quegli anni stuprare un bambino fosse reato. O meglio: non ricorda di averlo saputo. Queste le sue parole durante l’interrogatorio: “Non sono sicuro di aver saputo che fosse un reato, ma so che oggi lo è”. Il procuratore, sorpreso dalla risposta, ha insistito. Carlson ha spiegato di avere subito sette interventi chirurgici a causa di un tumore, addebitando ai medicinali la mancanza di memoria.

    La diocesi ha ritenuto necessario diramare un comunicato per dare ulteriori spiegazioni alle sue parole: “Nonostante non sia in grado di ricordare la sua conoscenza della legge in fatti accaduti molti anni fa, l’arcivescovo ha chiaramente affermato di sapere che oggi l’abuso sessuale nei confronti dei minori è reato”. E poi: “La domanda (del procuratore, ndr) non riguarda il giudizio morale dell’arcivescovo sulla pedofilia, che egli ritiene un crimine orrendo”.

    L’abuso sessuale, secondo quanto afferma la vittima, sarebbe avvenuto una quarantina di anni fa all’interno della chiesa cattolica St. Thomas Aquinas a Saint Paul Park. Ma non è l’unico caso entrato nel processo: nel 1987 un altro ragazzino sarebbe stato molestato nella stessa diocesi di Carlson.

    L’arcivescovo ha ammesso di non aver mai riportato i presunti casi di pedofilia alle forze dell’ordine, ma di avere incoraggiato una coppia di genitori a farlo. Ha poi affermato che nel 1996 – quando altri casi di molestie stavano sorgendo – non sapeva la pedofilia fosse un disturbo impossibile da curare: “Non lo sapevo ma la mia preoccupazione continuava a crescere”.

    Carlson però è convinto di avere agito nella migliore maniera possibile, nonostante qualche errore: “Penso che se andiamo indietro nella storia, l’insieme della società non sapeva di cosa stessimo parlando (a proposito della pedofilia, ndr). Penso che nemmeno gli psicologi lo sapessero, e penso che non siamo riusciti a comprenderlo completamente. Anche i presidi delle scuole non sapevano cosa fosse, nessuno capiva che si trattava di un problema serio”. Una linea di difesa molto simile a quella utilizzata recentemente dal cardinale statunitense Roger Mahony: “All’epoca non capivamo“.

  • Parroco accusato di pedofilia a Visinada

    Parroco accusato di pedofilia a Visinada

    Incastrato dalle confessioni di una ragazzina rigetta le accuse. Ma la questura invia gli atti alla procura minorile di Pola.

    PARENZO. Una vicenda dai contorni inquietanti coinvolge sui media croati don Alojzije Baf. Il parroco del borgo di Visinada, 80 anni, è finito nel mirino di una denuncia anonima per presunte molestie sessuali nei confronti di minori. Un tema delicato e scottante, sul quale la prudenza non è mai troppa, finito sul tavolo della Questura istriana. «In base a una denuncia anonima e a quanto scritto da alcuni organi di stampa – spiega la portavoce, Natasa Vitasovic, confermando il caso – abbiamo effettuato alcune verifiche e, successivamente, trasferito l’intero fascicolo alla Procura comunale per i minori di Pola. Non possiamo aggiungere nulla in quanto c’è di mezzo un minorenne che va tutelato al massimo».

    Nel cuore della vicenda è però entrato il quotidiano 24 sata (24 ore) parlando della scioccanti rivelazioni da parte di una ragazzina di 14 anni che, dopo aver per subito “attenzioni” troppo particolari di don Alojzije Baf, ha deciso di raccontare tutto alla madre. «Dopo il catechismo il parroco mi ha invitato – il suo racconto – in sacrestia e lì ha cominciato ad abbracciarmi, a baciarmi e a toccarmi i seni e tra le gambe. Dopo la cresima ho smesso di andare in chiesa». Il caso non sarebbe isolato. L’insegnante di catechismo Marija Busic, che non lavora più nella scuola di Visinada, dice di aver più volte informato i vertici della Diocesi di Parenzo-Pola in merito alle deviazione sessuali dell’anziano prete, senza però ottenere alcun risultato. E di conseguenza i fedeli del luogo «continuano a subire supinamente i suoi maltrattamenti».

    Senza esito anche il volantino-denuncia inviato nel settembre scorso a vari indirizzi tra cui quello del vescovo da parte di “un gruppo di intellettuali, genitori e parrochiani”. Nel testo le accuse a don Alojzije Baf, un sacerdote che «non ha freni inibitori nel suo comportamento sessuale – si leggeva – e perciò va rimosso. Lo subiamo da 33 anni e adesso è giunta l’ora di dire basta, vogliamo un prete normale e più giovane».

    Alcuni fedeli avevano anche raccontato delle fantasie sessuali del parroco indirizzate alle donne. Porgendole loro la mano, secondo alcune etstimonianze, le attirava a se appoggiandola poi sul loro seno. E anche le confessioni erano, per così dire, a luci rosse. «Il parroco mi ha chiesto come e quante volte alla settimana facessi l’amore – il racconto di una donna – se usavo il contraccettivo, se praticavo il sesso orale, se guardavo filmetti porno, se facevo le corna a mio marito…». Il prete però si difende e rigetta accuse che definisce calunniose e infamanti. Adesso la questione passa nelle mani della Procura per i minori che dovrà esprimersi sul rinvio a giudizio del sacerdote. Se riconosciuto colpevole rischia fino a tre anni di carcere. (p.r.)

    http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2014/06/03/news/parroco-accusato-di-pedofilia-a-visinada-1.9347937

  • Visinada (Istria) don Alojzije Baf indagato per pedofilia da procura di Pola, Denunce inascoltate dei genitori a vescovo di Parenzo. E’ sempre al suo posto

    Visinada (Istria) don Alojzije Baf indagato per pedofilia da procura di Pola, Denunce inascoltate dei genitori a vescovo di Parenzo. E’ sempre al suo posto

     Parroco accusato di pedofilia a Visinada
    Incastrato dalle confessioni di una ragazzina rigetta le accuse. Ma la questura invia gli atti alla procura minorile di Pola.

    PARENZO. Una vicenda dai contorni inquietanti coinvolge sui media croati don Alojzije Baf. Il parroco del borgo di Visinada, 80 anni, è finito nel mirino di una denuncia anonima per presunte molestie sessuali nei confronti di minori. Un tema delicato e scottante, sul quale la prudenza non è mai troppa, finito sul tavolo della Questura istriana. «In base a una denuncia anonima e a quanto scritto da alcuni organi di stampa – spiega la portavoce, Natasa Vitasovic, confermando il caso – abbiamo effettuato alcune verifiche e, successivamente, trasferito l’intero fascicolo alla Procura comunale per i minori di Pola. Non possiamo aggiungere nulla in quanto c’è di mezzo un minorenne che va tutelato al massimo».


    Nel cuore della vicenda è però entrato il quotidiano 24 sata (24 ore) parlando della scioccanti rivelazioni da parte di una ragazzina di 14 anni che, dopo aver per subito “attenzioni” troppo particolari di don Alojzije Baf, ha deciso di raccontare tutto alla madre. «Dopo il catechismo il parroco mi ha invitato – il suo racconto – in sacrestia e lì ha cominciato ad abbracciarmi, a baciarmi e a toccarmi i seni e tra le gambe. Dopo la cresima ho smesso di andare in chiesa». Il caso non sarebbe isolato. L’insegnante di catechismo Marija Busic, che non lavora più nella scuola di Visinada, dice di aver più volte informato i vertici della Diocesi di Parenzo-Pola in merito alle deviazione sessuali dell’anziano prete, senza però ottenere alcun risultato. E di conseguenza i fedeli del luogo «continuano a subire supinamente i suoi maltrattamenti».


    Senza esito anche il volantino-denuncia inviato nel settembre scorso a vari indirizzi tra cui quello del vescovo da parte di “un gruppo di intellettuali, genitori e parrochiani”. Nel testo le accuse a don Alojzije Baf, un sacerdote che «non ha freni inibitori nel suo comportamento sessuale – si leggeva – e perciò va rimosso. Lo subiamo da 33 anni e adesso è giunta l’ora di dire basta, vogliamo un prete normale e più giovane».


    Alcuni fedeli avevano anche raccontato delle fantasie sessuali del parroco indirizzate alle donne. Porgendole loro la mano, secondo alcune etstimonianze, le attirava a se appoggiandola poi sul loro seno. E anche le confessioni erano, per così dire, a luci rosse. «Il parroco mi ha chiesto come e quante volte alla settimana facessi l’amore – il racconto di una donna – se usavo il contraccettivo, se praticavo il sesso orale, se guardavo filmetti porno, se facevo le corna a mio marito…». Il prete però si difende e rigetta accuse che definisce calunniose e infamanti. Adesso la questione passa nelle mani della Procura per i minori che dovrà esprimersi sul rinvio a giudizio del sacerdote. Se riconosciuto colpevole rischia fino a tre anni di carcere. (p.r.)
    03 giugno 2014

    http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2014/06/03/news/parroco-accusato-di-pedofilia-a-visinada-1.9347937

  • Svitto: abusi sessuali in collegio?

    Svitto: abusi sessuali in collegio?

    Le accuse sono state mosse dallo scrittore basilese Claude Cueni nel suo ultimo libro

    SVITTO – Il canton Svitto vuole fare luce sulle accuse di abusi sessuali alla scuola cantonale Kollegium Schwyz (KKS) mosse dallo scrittore basilese Claude Cueni nel suo ultimo libro. Cueni ha frequentato l’istituto per 14 mesi nel 1973 e 1974: nel suo romanzo autobiografico “Script Avenue” parla di abusi da parte di preti. In un comunicato odierno il dipartimento dell’istruzione ha invitato lo scrittore a concretizzare le denunce: nel frattempo sono già state avviate verifiche per stabilire i fatti. La KKS non ha più un internato dal 2001.

    http://www.cdt.ch/svizzera/cronaca/107461/svitto-abusi-sessuali-in-collegio.html

  • UN PRETE CATTOLICO ARRESTATO A PORTO RICO CON L’ACCUSA DI TRAFFICO SESSUALE DI MINORENNI

    UN PRETE CATTOLICO ARRESTATO A PORTO RICO CON L’ACCUSA DI TRAFFICO SESSUALE DI MINORENNI

    AG.RF 25.05.2014 (ore 23:12)

    (riverflash) – Succede a Porto Rico, Stato indipendente  associato agli USA, che un sacerdote cattolico è stato arrestato lo scorso 13 maggio con l’accusa di traffico sessuale di minorenni e di pedofilia.  A confermare la fondatezza della notizia è Miguel Pereira, portavoce del Dipartimento di Giustizia di Porto Rico.

    Il prete, Israel Berríos, portoricano di 58 anni, adesso è agli arresti domiciliari nella sua residenza di Naranjito, una cittadina ubicata nella zona centrale dell’isola. Sul suo profilo Facebook don Berríos ha messo una foto che lo ritrae mentre stringe la mano al defunto Papa Giovanni Paolo II ma è stato immediatamente sollevato dagli incarichi che espletava nella diocesi di Caguas. Il provvedimento è scattato appena la Chiesa ha saputo che il sacerdote era indagato per il reato di pedofilia.

    Si tratta del primo provvedimento restrittivo attuato dalla autorità federali degli Stati Uniti nei confronti di un prete a Porto Rico. Si spera adesso che le stesse autorità formalizzino un’accusa per colpire il secondo sacerdote accusato di crimini sessuali sull’isola.

    Il primo sacerdote accusato di crimini sessuali dalle autorità di Porto Rico, che è uno Stato indipendente associato agli USA, è stato Edwin Mercado Viera, ex-presidente del Tribunale Ecclesiastico della Diocesi di Arecibo, che il prossimo 30 maggio dovrà comparire per un’udienza preliminare al Tribunale Giudiziario di Arecibo.

    Padre Israel Berríos rischia una condanna minima di 10 anni di reclusione e a una massima che è l’ergastolo nel caso posse ritenuto colpevole delle inchieste che lo vedono imputato. Nella sua carriera ecclesiastica Berríos ha lavorato nelle parrocchie di San José de Aibonito e di San Andrés Apóstol a Barranquitas, entrambe ubicate nella zona centrale di Porto Rico.

    http://www.riverflash.it/wordpress/?p=35389

  • Polonia, abusi sessuali, suora in carcere Le violenze in un centro d’accoglienza

    Polonia, abusi sessuali, suora in carcere Le violenze in un centro d’accoglienza

     Suor Bernadetta condannata a due anni di carcere.

    Accusata di violenze, anche sessuali, commesse nei confronti di minori in un centro di accoglienza per ragazzi con disagi, a Zabrze, una suora polacca di 59 anni è stata condannata a 2 anni di reclusione. Suor Bernadetta aveva l’abitudine di punire le disobbedienze dei ragazzini chiudendo nelle stanze i più giovani con quelli più grandi, senza badare alle violenze che si svolgevano all’interno delle camere. I casi provati, dal 2005 al 2006, sono una ventina, e molte delle vittime degli abusi hanno subito dei traumi, rifugiandosi nell’uso di alcol e droghe.

    “Si tratta di una ferita profonda non solo per noi ma per l’intera chiesa” ha detto Claret Krol, superiora della congregazione a cui appartiene Bernardetta. Per tre anni la religiosa condannata era riuscita a evitare il carcere a causa del suo stato di salute, fino a ieri, quando la polizia l’ha prelevata dall’istituto in cui viveva e trasferita in cella.

    http://www.unionesarda.it/articoli/articolo/368945