Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Olanda, nuovo scandalo pedofili nella Chiesa “Le vittime dei religiosi venivano castrate”

    Olanda, nuovo scandalo pedofili nella Chiesa “Le vittime dei religiosi venivano castrate”

    La Chiesa cattolica torna sotto i riflettori dei media per i casi di pedofilia. A riaprire una storia che sembra non avere mai fine è stato questa volta il quotidiano olandese Nrc Handelsblad. Il giornale di Rotterdam sostiene di aver raccolto prove che indicano la responsabilità della Chiesa olandese in una decina di casi di castrazione di minori avvenuti negli anni Cinquanta. Della vicenda si occuperà ora anche il Parlamento.

    La prossima settimana i deputati olandesi interrogheranno e ascolteranno Weim Deetman, capo della commissione d’inchiesta indipendente che ha indagato per quasi due anni sui casi di abusi sessuali avvenuti nel Paese, ma che nel suo rapporto conclusivo non ha fatto alcun cenno a episodi di castrazione. Le prove più evidenti – documenti giudiziari, referti medici, lettere di avvocati e corrispondenza privata – che sarebbero state raccolte dal quotidiano riguardano la vicenda di Henk Heithuis, un sedicenne che nel 1956 denunciò alla polizia di aver subito abusi da parte di preti. Ma successivamente, secondo la ricostruzione del giornale, il giovane fu affidato a un ospedale psichiatrico cattolico dove venne castrato apparentemente a causa del suo comportamento omosessuale. Episodi analoghi sarebbero avvenuti con l’intento di scoraggiare altre vittime a denunciare gli abusi subiti.

    Per Nrc Handelsblad, la commissione Deetman, istituita su iniziativa della stessa Chiesa cattolica, sarebbe venuta a conoscenza delle castrazioni nel 2010. Nel denunciare che circa 800 tra preti e monaci si sono resi responsabili di abusi su minori affidati alle loro cure tra il 1945 e il 1985, ha però omesso di farvi esplicito riferimento. Come avrebbe “dimenticato” di parlare della vicenda di Vic Marijnen, rampante politico cattolico che nel 1963 sarebbe poi diventato primo ministro. E che nel 1958 si adoperò per evitare che alcuni preti accusati di aver commesso abusi sessuali su bambini finissero in prigione. Lo stesso Marijnen, ricorda il giornale di Rotterdam,  era il responsabile della casa per l’infanzia dove Heithuis e altri ragazzi subirono violenze fino al 1959.

    La commissione Deetman si è difesa dalle accuse sostenendo di non aver inserito nel suo rapporto alcun riferimento a casi di castrazione di minori vittime di abusi perchè aveva elementi troppo scarsi per procedere ad ulteriori indagini. E di non aver parlato del caso Marijnen perchè “troppo facilmente identificabile” (nel documento, in nome della privacy, molte identità sono rimaste anonime). Tutto ciò ha riaperto il dibattito sulla necessità di svolgere un’inchiesta parlamentare sugli abusi sessuali, così come avvenuto in Irlanda e Belgio. Una prospettiva a cui il governo di minoranza di Mark Rutte formato da conservatori e cristiano-democratici (con il sostegno esterno dello xenofobo Wim Wilders) si è però finora opposto.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/17/olanda-nuovo-scandalo-pedofilia-nella-chiesa-vittime-religiosi-venivano-castrate/198196/

  • Le vittime di Maciel Degollado accusano Benedetto XVI. Protesse i crimini del prete pedofilo, Viaggio in Messico

    Le vittime di Maciel Degollado accusano Benedetto XVI. Protesse i crimini del prete pedofilo, Viaggio in Messico

    Le vittime di Maciel, il fondatore dei Legionari di Cristo, alla vigilia del viaggio di Benedetto XVI in Messico diffondono un manifesto pubblico per chiedere chiarimenti e limpidezza sul ruolo dei vertici della Chiesa, messicana e romana, a cui si erano rivolti per denunciare il comportamento dell’uomo responsabile di crimini odiosi contro di loro.

    MARCO TOSATTI

    Le vittime di Maciel, il fondatore dei Legionari di Cristo, alla vigilia del viaggio di Benedetto XVI in Messico diffondono un manifesto pubblico per chiedere chiarimenti e limpidezza sul ruolo dei vertici della Chiesa, messicana e romana, a cui si erano rivolti per denunciare il comportamento dell’uomo responsabile di crimini odiosi contro di loro. “Sono venuti a mancare ormai, come le nostre speranze di verità e di giustizia nella Chiesa, vari degli ex legionari di Cristo che insieme con i firmatari della lettera aperta al vostro predecessore speravano dal 1997 di ricevere una risposta invece di essere ignorati o rimproverati dall’autorità ecclesiastica”.

    Le vittime ricordano che il 17 ottobre del 1998 presentarono a Roma una domanda canonica, presentata dall’allora nunzio apostolico. Justo Mullor Garcia, indirizzata a Giovanni Paolo II. In essa si offrivano di presentarsi per essere interrogati e giudicati; e di essere sottoposti, sia loro che Marcial Maciel, a un processo canonico, “affinché apparisse la verità, per il bene della società e della Chiesa”. Erano costernati, ricordano, dal fatto che “una saggezza tanto antica come quella della Chiesa abbia potuto essere ingannata tanto facilmente, a livelli gerarchici tanto alti, per tanto tempo, in tanti luoghi, nonostante tante vittime e tante denunce”. E il nodo, mai risolto, di chi, fra i collaboratori più stretti di Papa Wojtyla, e perché, possa aver contribuito a proteggere Maciel. Il manifesto ricorda che Benedetto XVI, nel suo libro intervista a Peter Seewald, parla di Marcial Maciel come di un enigma.

    “Per noi il problema è la labilità della saggezza millenaria di una Chiesa che non ha risolto a tempo questo enigma, né ha risolto la metastasi istituzionale delle sue opere”. E le vittime non usano termini diplomatici: “Una Chiesa intimidita da poteri occulti ma molto reali. E’ ragione di scandalo, Sanità, la presenza nell’alto clero di pastori dalla vita sregolata vergognosamente tollerata dalla Chiesa, da parte dei quali fummo oggetto di attacchi empi, perché abbiamo manifestato la verità di Marcial Maciel”. E aggiungono: “L’episcopato messicano, costituito da uomini timorati, che sono la sua grande maggioranza, si è mostrato in questo caso non impegnato, irresponsabile e persino servile”. Le vittime puntano poi il dito sul più grave de problemi, e cioè su chi in Vaticano ha insabbiato le accuse.

    “Lo studio minuzioso dei documenti ecclesiastici” ha mostrato che le denunce “sono state mantenute nascoste deliberatamente nel Vaticano, anche se è umanamente inconcepibile che il prefetto e il personale responsabile dei dicasteri incaricati di accuse tanto gravi potessero in buon fede ignorarle”. “Non abbiamo mai ricevuto una risposta alle nostre proteste giuste formulate in base al diritto canonico stabilito dalla Chiesa stessa”, dicono le vittime di Maciel, e avanzano delle critiche all’operato del card. Joseph Ratzinger, perché hanno presentato la loro denuncia il 17 ottobre del 1998, e solo due anni più tardi, secondo l’intervista di Benedetto XVI a Seewald, la Congregazione avrebbe avuto elementi concreti; e rimproverano la modifica della norma 1378 del decreto “De delictis gravioribus” sulla non prescrizione, dei crimini, che ha potuto favorire Marcial Maciel.

     

  • Colombia, Prete pedofilo condannato a 33 anni di carcere per violenza sessuale

    Colombia, Prete pedofilo condannato a 33 anni di carcere per violenza sessuale

    BOGOTA’ – Un sacerdote colombiano e’ stato condannato a 33 anni di prigione con l’accusa di violenza sessuale su quattro minori tra i 10 e i 12 anni, tre dei quali fratelli tra loro. Lo si e’ appreso da fonti giudiziarie.

    Il sacerdote, William Mazo, e’ stato condannato dal Tribunale di Cali, a 500 chilometri a dus di Bogota’. Secondo la sentenza, il sacerdote, di 59 anni, arrestato nel luglio del 2009 quando era parroco della chiesa di Nostra signora di Candelaria, avrebbe abusato dei quattro minori nella sacrestia, dove erano stati invitati a fermarsi a dormire dopo una prova del coro di cui facevano parte.

    Il sacerdote aveva offerto denaro e regali ai bambini affinche’ non lo denunciassero. Il Suo avvocato ha annunciato che presentera’ appello, basandosi sul fatto che i minori avrebbero cambiato per due volte la loro versione dei fatti. Da parte loro, i legali delle vittime hanno annunciato che chiederanno alla Chiesa cattolica un congruo risarcimento.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/colombia-prete-pedofilo-condannato-a-33-anni-di-carcere-per-violenza-sessuale-1141891/

  • Prete aggredì un ragazzo, ora ritornerà in chiesa

    Prete aggredì un ragazzo, ora ritornerà in chiesa

    Prete aggredì un ragazzo, ora ritornerà in chiesa
    Bufera sul rientro di padre Lynch condannato per reati sessuali
    OTTAWA – È ritornato in chiesa il reverendo Wayne Lynch. Il prete era stato condannato nel 1999 per aver aggredito sessualmente un ragazzo di 13 anni negli anni ’70.
    Per quel reato aveva dovuto scontare una pena di due anni meno un giorno con la condizionale per poi passare altri 18 mesi in libertà vigilata.
    Da allora il prelato aveva progressivamente “riguadagnato” la sua reputazione ricoprendo sempre più incarichi nella chiesa anglicana di ST. Luke ad Annapolis Royal. Ma com’era comprensibile il ritorno ai ranghi ha provocato le proteste dei parrocchiani e naturalmente della vittima.
    Ora Lynch potrà predicare e leggere il vangelo durante la messa e con un altro permesso potrà persino celebrare i matrimoni. Ma non avrà responsabilità pastorali, non potrà dispensare consigli ai suoi parrocchiani e nemmeno visitarli.
    «Noi crediamo nella riconciliazione – ha detto il reverendo Ron Cutler – se questa è possibile». Lynch aveva volontariamente rinunciato alla sua licenza pastorale dopo che era stato accusato.
    Dopo aver scontato la pena, aveva chiesto il reintegro. Al momento non risulta ancora in possesso della licenza e non ricopre nessun incarico in chiesa.
    Cutler ha assicurato di non aver ricevuto nessuna lamentela ufficiale nei suoi confronti anche se parecchi parrocchiani hanno dichiarato di sentirsi molto a disagio riguardo al suo ritorno. «Aveva sbagliato – ha detto una donna – e nessuno lo rivuole».
    Lynch è stato anche contattato da una televisione ma si è rifiutato di rilasciare dichiarazioni. Per rassicurare la comunità, il reverendo Cutler ha dichiarato che ogni lamentela futura riguardo alla sua condotta, verrà presa seriamente in considerazione.

    www.corriere.com/viewstory.php?storyid=115762

     

  • Pedofilia,Costa a Chiesa 2,2 mld dollari,100mila vittime solo Usa Le cifre fornite da due esperti statunitensi alla Gregoriana

    Pedofilia,Costa a Chiesa 2,2 mld dollari,100mila vittime solo Usa Le cifre fornite da due esperti statunitensi alla Gregoriana

    TM News | 09/02/2012 – 12.22

    CITTÀ DEL VATICANO – “E’ verosimile stimare che l’esborso attuale per la crisi della Chiesa internazionale superi i due miliardi di dollari”. E’ la stima esposta da due esperti statunitensi Michael J. Bemi e Patricia Neal al convegno sulla pedofilia del clero sostenuto dal Vaticano che si conclude oggi alla Pontificia università Gregoriana.

    “Impiegando i due milioni di dollari da noi stimati (vale a dire circa 1.450.000,00 euro) o più – hanno detto i due esperti parlando ai rappresentanti di oltre cento episcopati di tutto il mondo – nel tentativo di valutare i costi opportunità dovremmo porci domande del tipo: quanti ospedali, seminari, scuole, chiese, centri di ascolto per donne e bambini maltrattati, mense per poveri, cliniche mediche e dentistiche gratuite, ecc. si sarebbero potuti realizzare con questa quantità di soldi? Quanti programmi di servizio caritativo/sociale e ulteriori opportunità si sarebbero potuti finanziare? Quanti nuovi impiegati, estremamente necessari, si sarebbero potuti assumere? Invece non abbiamo realizzato, non abbiamo finanziato e non abbiamo assunto”. Per quanto riguarda gli Usa, “almeno 1,8 miliardi di dollari di transazioni sono stati segnalati negli Stati Uniti”.

    “E’ un abominio che la Chiesa, a causa delle azioni di alcuni dei suoi membri più credibili ed ammirati, abbia effettivamente creato migliaia di vittime”, hanno detto Bemi e Neal. “Solo negli Stati Uniti, lo studio citato della John Jay ‘Nature and Scope’ identificava 10.667 accuse di vittime fatte nel periodo 1950-2002, il cui numero è aumentato a 15.235 tenendo conto dei dati fino al 2009. Tenendo conto del fenomeno ben noto ed accettato che molte vittime di aggressioni sessuali non le riferiscono mai, alcuni osservatori hanno stimato che possano esserci almeno 100.000 vittime in totale, solamente negli Stati Uniti”.

  • Morto il cardinale Bevilacqua, protettore di preti pedofili, Definì l’omosessualità un’aberrazione e un male morale. Ma non è finito in galera

    Morto il cardinale Bevilacqua, protettore di preti pedofili, Definì l’omosessualità un’aberrazione e un male morale. Ma non è finito in galera

    Esteri – 09 Marzo 2011 – 08:49
    Pedofilia, Usa: sospesi 21 sacerdoti

    Il provvedimento è scattato perchè 37 preti accusati di condotta impropria verso i minorenni erano ancora impegnati nei loro incarichi pastorali

    L’arcidiocesi di Filadelfia ha sospeso dai loro incarichi Ventuno preti accusati di abusi sessuali nei confronti di minorenni sono stati sospesi dall’arcidiocesi di Filadelfia che, con 1,5 milioni di fedeli, è la sesta comunità cattolica più grande degli Stati Uniti. Il provvedimento è scattato dopo che un gran giurì aveva trovato in febbraio 37 preti accusati di condotta impropria verso i minorenni ancora impegnati nei loro incarichi pastorali. Dopo il verdetto del grand giurì l’arcidiocesi aveva designato una ispettrice esterna con l’incarico di esaminare la situazione dei 37 preti menzionati dal gran giurì; le indagini hanno quindi portato alle denunce nei confronti di un ex sacerdote e di un insegnante, che avrebbero aggredito due ragazzi. Una delle vittime avrebbe denunciato anche il cardinale Anthony Bevilacqua, che al tempo degli abusi era il capo dell’arcidiocesi, perchè avrebbe taciuto per non esporre l’istituzione allo scandalo.

    www.essenzialeonline.it/esteri/Pedo…doti_22668.html

    Usa, morto cardinale Bevilacqua, fu indagato per abusi minori

    Philadelphia (Pennsylvania, Usa), 1 feb. (LaPresse/AP) – È morto a 88 anni il cardinale di Philadelphia in pensione, Anthony Bevilacqua, noto per essere stato al centro di un’indagine per abusi sessuali su minori, in cui non fu però mai accusato formalmente. È stato a capo dell’arcidiocesi di Philadelphia, in Pennsylvania, dal 1988 al 2003. La portavoce dell’arcidiocesi, Donna Farrell, spiega che Bevilacqua è deceduto questa notte nel sonno al seminario San Carlo Borromeo di Wynnewood, dove abitava. Da anni combatteva contro la demenza e una forma di cancro. Due gran giurì di Philadelphia lo avevano indagato in relazione a denunce di abusi su minori, presentate contro decine di preti della sua arcidiocesi. Recentemente, il 30 gennaio, un giudice di Philadelphia lo aveva dichiarato in grado di testimoniare al processo, nonostante la demenza che secondo gli avvocati gli avrebbe reso impossibile la testimonianza. Nel 2002 finì nuovamente sotto accusa quando definì l’omosessualità “un’aberrazione e un male morale”. Era andato in pensione nel 2003.
    Pubblicato il 1 febbraio 2012

  • Pedofilia, perquisiti ordini e comunità religiose in Belgio

    Pedofilia, perquisiti ordini e comunità religiose in Belgio

    ROMA – Proseguono in Belgio le perquisizioni compiute dalle autorita’ inquirenti nell’ambito di quella che ormai viene chiamata ”l’Operazione Calice-bis”, l’indagine sui casi di abuso sessuale compiuti nell’ambito della Chiesa. L’agenzia della Conferenza episcopale belga (catho.be), citata dal Sir, riferisce che, dopo le ispezioni avvenute la scorsa settimana negli uffici di praticamente tutte le diocesi belghe (Malines-Bruxelles, Hasselt, Gand, Bruges, Tournai e Namur), le perquisizioni sono proseguite negli ordini, nelle congregazioni e comunita’ religiose del Paese.

    Gli inquirenti – secondo l’agenzia dei vescovi belgi – stanno indagando ”su eventuali casi di negligenza e non assistenza alle persone in pericolo in seno alla Chiesa”.
    25 gennaio 2012 | 13:02

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-euro…belgio-1093934/

  • Belgio: preti pedofili, nuove perquisizioni della polizia

    Belgio: preti pedofili, nuove perquisizioni della polizia

    Bruxelles, 16 gen. – (Adnkronos/Dpa) – Nuove perquisizioni della polizia belga nell’inchiesta sui presunti abusi commessi dai preti a danno di minori. Secondo quanto riferito dai media locali, gli agenti, su mandato della magistratura nell’ambito dell’”Operazione calice”, hanno sequestrato materiale negli uffici dell’arcivescovo di Malin-Bruxelles ed in quelli dei vescovi di Anversa e Hasselt. “Stiamo cercando dossier personali riguardanti alcuni prelati i cui nomi sono stati citati nelle dichiarazioni delle vittime”, ha spiegato, citata dall’agenzia di stampa Belga, Lieve Pellens, portavoce dell’Ufficio della procura federale belga, sottolineando che l’operazione e’ “ad una fase importante”.

  • Preti pedofili. Belgio. Nuove perquisizioni in 3 diocesi, Indagini su 200 vittime e 87 azioni legali

    Preti pedofili. Belgio. Nuove perquisizioni in 3 diocesi, Indagini su 200 vittime e 87 azioni legali

    Bruxelles, 16 gen. – (Adnkronos/Dpa) – Nuove perquisizioni della polizia belga nell’inchiesta sui presunti abusi commessi dai preti a danno di minori. Secondo quanto riferito dai media locali, gli agenti, su mandato della magistratura nell’ambito dell’”Operazione calice”, hanno sequestrato materiale negli uffici dell’arcivescovo di Malin-Bruxelles ed in quelli dei vescovi di Anversa e Hasselt. “Stiamo cercando dossier personali riguardanti alcuni prelati i cui nomi sono stati citati nelle dichiarazioni delle vittime”, ha spiegato, citata dall’agenzia di stampa Belga, Lieve Pellens, portavoce dell’Ufficio della procura federale belga, sottolineando che l’operazione e’ “ad una fase importante”.

    La portavoce ha poi voluto chiarire che da parte della Chiesa cattolica – a differenza di quanto successe nel giugno del 2010, quando il Vaticano accuso’ le autorita’ belghe di comportarsi “peggio dei comunisti” – “c’e’ stata piena cooperazione, tutto e’ avvenuto in modo legale”. “Non abbiamo nulla da nascondere”, ha tenuto a sottolineare Clem Vande Broek, portavoce del vescovo di Hasselt.

    Nelle settimane scorse, una commissione interna istituita dalla Chiesa cattolica belga ha rivelato di aver ricevuto circa 500 denunce di abusi sui minori – tra loro persino un bambino di due anni – da parte dei preti. Alcuni di questi reati sarebbero stati commessi negli anni Sessanta e dunque sarebbero caduti in prescrizione, ma il mese scorso la Chiesa belga si e’ comunque detta pronta a pagare un risarcimento alle vittime tra i 2.500 ed i 25mila euro.

    16/01/2012

    Pedofilia: nuove perquisizioni in alcune diocesi del Belgio

    BRUXELLES – Nuove perquisizioni in alcune diocesi in Belgio nel quadro dell’operazione ‘Calice’ sugli abusi sessuali compiuti da preti. Su ordine del giudice istruttore Wim De Troy, la polizia federale si e’ recata nella diocesi di Anversa e Hasselt per acquisire nuovi elementi nell’ambito dell’indagine in corso. Le perquisizioni sono state confermate da un portavoce della conferenza episcopale belga, il quale ha detto che la diocesi di Anversa e’ stata autorizzata a conservare copie dei dossier sequestrati.
    16 gennaio 2012 | 14:14

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-euro…belgio-1082705/

  • Germania. Prete pedofilo confessa 280 abusi: “Bimbi erano daccordo”, Li portava a Disneyland e a messa per violentarli

    Germania. Prete pedofilo confessa 280 abusi: “Bimbi erano daccordo”, Li portava a Disneyland e a messa per violentarli

    Succede in Germania, abusi su tre bambini – Prete pedofilo al processo: ‘Credevo i bambini fossero d’accordo’

    Sul suo pc sono state ritrovate migliaia di foto a sfondo pornografico: tra queste, anche quelle delle sue vittime.

    Padre Andreas è un sacerdote 46enne di Salzgitter che si trova sotto processo a Braunschweig, Bassa Sassonia: è accusato di avere commesso oltre 280 abusi sessuali su tre minori che preparavano la comunione. Un caso che riporta in superficie il fenomeno della pedofilia anche all’interno della chiesa.

    Incredibile la giustificazione che il prete ha dato durante il processo, una frase ripetuta più volte: “Non ho mai avuto l’impressione che i bambini non fossero d’accordo”. Ma come si può parlare di bambini consenzienti? Minori, che non sanno distinguere ancora il bene dal male, ciò che è giusto e ciò che non lo è?

    “Non avevo alcuna intenzione di avvicinarmi a loro sessualmente, ho davvero perso la testa”, ha detto ancora Padre Andreas. Sul suo pc sono state ritrovate migliaia di foto a sfondo pornografico: tra queste, anche quelle delle sue vittime.

    Il sacerdote ha cominciato nel 2004 a importunare i giovianissimi ragazzini. Il primo è stato un bambino di 9 anni, che l’uomo di chiesa invitava addirittura a dormire nel suo letto. Lo “comprava” con regali costosi, come una macchina fotografica digitale, un computer, un cellulare di ultima generazione. E intanto continuava con gli abusi.

    Nel 2005 Don Andreas prende di mira due fratellini, di 9 e 13 anni: dopo che una delle due vittime ha raccontato tutta alla madre, la donna lo ha denunciato e il prete è stato arrestato.

    http://www.italiachiamaitalia.it/articoli/…accordo%20.html

    13 gennaio 2012

    Le violenze si ripetevano fin dal 2004, tre piccoli hanno subito più di 280 abusi in meno di una decina d’anni

    Ha ammesso di avere abusato di quei tre bambini per 280 volte nell’arco di otto anni. Un prete cattolico tedesco di 46 anni imputato presso la corte di Braunschweig, in Bassa Sassonia, ha confessato sperando in una sentenza più clemente.

    VACANZE PERICOLOSE – AndreaS L., questo il nome dell’uomo, ha raccontato alla corte che le violenze sui minori, di età compresa tra i nove e i quindici anni, si sono ripetute a partire dal 2004. Le tre vittime, due fratelli e un altro bambino che si preparavano alla prima comunione, sono state abusate in numerose occasioni. Compresi alcuni viaggi che il prete aveva organizzato al parco di divertimenti di Disneyland, vicino Parigi, a Salisburgo e in Egitto. Ma la maggior parte delle violenze sarebbero avvenute nella parrocchia dei Santi di Salzgitter-Lebenstedt – anche immediatamente prima della messa -, dove il prete cattolico era impegnato e dove, in alcune occasioni, le giovani vittime avevano trascorso la notte.

    L’INDIGNAZIONE – “La cosa peggiore è che ha sfruttato la loro fiducia”, ha attaccato in aula Klaus Ziehe, capo-procuratore di Braunschweig, secondo quanto riportato dal quotidiano Sueddeutsche Zeitung. L’imputato ha risposto di non essersi reso conto di aver recato danni ai bambini. “Non ho avuto l’impressione che non volesse”, ha aggiunto prima di tacere di fronte alla domanda del procuratore sul perchè un bambino di nove anni avrebbe dovuto avere interesse ad atti sessuali. Tra il pubblico presente al dibattimento alcuni parrocchiani, che hanno reagito con sdegno alla lettura delle accuse contro il religioso, molto ben voluto dalla comunità prima che si scoprissero gli abusi.

    L’ALLONTANAMENTO DALLA CHIESA – Andreas L., che si trova agli arresti domiciliari dalla scorsa estate, in aula ha preferito tenere nascosto il viso dietro una cartellina. Per ottenere la piena confessione dei reati commessi, dopo alcune parziali ammissioni, la procura di Braunschweig gli ha assicurato che la pena non sarà superiore ai sei anni e mezzo di carcere. Dopo gli scandali pedofilia degli anni passati, il caso di Andreas L. potrebbe assestare un altro colpo alla fiducia dei fedeli. Secondo uno studio recente 180mila cattolici tedeschi hanno lasciato la chiesa nel 2010, il 40% in piu’ rispetto all’anno precedente. (ANSA)

    http://www.giornalettismo.com/archives/188…i-a-disneyland/