Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Proteggeva i preti pedofili, arrestato Monsignor Lynn, Quando arresteranno vescovi e cardinali italiani?

    Proteggeva i preti pedofili, arrestato Monsignor Lynn, Quando arresteranno vescovi e cardinali italiani?

    L’uomo è stato condannato per aver coperto gli abusi perpetrati da altri preti a minori, riassegnandoli ad altre parrocchie.
    di Simona Vitale 25 luglio 2012 16:04

    Un giudice ha condannato Monsignor William Lynn, il più alto esponente della Chiesa Romana Cattolica negli Stati Uniti, a trascorrere da tre a sei anni in una prigione di Stato, facendo di lui il più alto funzionario in grado della chiesa cattolica degli Stati Uniti ad essere imprigionato nello scandalo mondiale che ha coinvolto il mondo del clero per il reato di pedofilia. Lynn, che ha servito come segretario per il clero dell’arcidiocesi di Philadelphia dal 1992 al 2004, è stato condannato lo scorso 22 giugno per aver coperto degli abusi sessuali a danni di bambini commessi da preti pedofili, anziché denunciarli. Il tutto al fine di evitare lo scandalo.

    Lynn non è mai stato accusato di abusi e non ha mai incontrato le vittime dei preti in questione. Alla sentenza, letta nella giornata di ieri 24 luglio, il giudice M. Teresa Sarmina ha biasimato Monsignor Lynn per non aver sostenuto e protetto i bambini, vittime degli abusi dei preti. Lynn è stato descritto come un uomo colto che sa distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ma che ha scelto male, dicendo che aveva schermato, protetto e aiutato dei veri e propri “mostri in abito talare”.

    Proteggeva i preti pedofili, arrestato Monsignor Lynn

  • Il prete pedofilo è sieropositivo. Vittime a rischio AIDS, Il vescovo: “lo sapevo dal 1990, era meglio se usava il preservativo”

    Il prete pedofilo è sieropositivo. Vittime a rischio AIDS, Il vescovo: “lo sapevo dal 1990, era meglio se usava il preservativo”

    Un prêtre a été condamné, vendredi, à huit ans de prison pour le viol d’un enfant de chœur, âgé de 14 ans au moment des faits. Séropositif, le prêtre n’avait pas contaminé la victime.
    Le prêtre de Sainte-Marie, Jacky Hoarau, a été condamné par la cour d’assises de Saint-Denis-de-la-Réunion.

    Accusé d’avoir violé un adolescent âgé de 14 ans, le père Jacky Hoarau a été condamné ce vendredi à 8 ans de prison, l’avocat général ayant requis une peine qui ne soit pas inférieure à 7 ans de prison.

    La mère d’un enfant de chœur a découvert en 2010 que son fils avait subi plusieurs viols entre 2008 et 2009 par le père Hoarau, prêtre de la paroisse Sainte-Marie de Saint-Denis de La Réunion. Séropositif, le prêtre n’a toutefois pas contaminé le jeune garçon. Ce dernier raconte à sa mère le calvaire qu’il subit : régulièrement après la messe, le père Hoarau l’embrasse en évoquant le baiser des apôtres, avant de lui imposer des actes sexuels, notamment des fellations.

    Incarcéré pendant six mois après son arrestation en 2010, le père Hoareau est jugé depuis jeudi 26 avril devant la cour d’assises de Saint-Denis de La Réunion. C’est la première fois qu’un prêtre est jugé pour de tels faits sur cette île.
    L’évêque de la Réunion : “Mieux vaut le préservatif que donner la mort”

    Appelé à témoigner durant l’audience, l’évêque de la Réunion, Mgr Gilbert Aubry, a bien précisé que la mère de l’enfant de chœur a dit que « l’Église n’a fait aucune pression et aucune menace sur elle », décrit le Journal de l’île de la Réunion. L’évêque a précisé que, durant les années 1990, le père Jacky Hoarau lui avait confié qu’il était homosexuel et séropositif. Le curé avait alors été envoyé au Québec pour y suivre une « thérapie sexuelle. Je lui ai dit que si son comportement débordait sur des enfants, je ferai un signalement », a poursuivi à l’audience Mgr Aubry, dont les propos sont rapportés par le quotidien régional réunionnais.

    « Le père Hoarau aurait pu transmettre la mort à cet enfant », a souligné le président de la cour d’assises. « Evidemment », a répondu l’évêque. « Ma position est connue. Mieux vaut le préservatif que donner la mort et recevoir la mort ».

    Pendant l’audience, le père Hoarau a avoué les actes sexuels, mais a nié les viols. Il reconnaît sa faute mais parle toutefois d’un « accident ». L’affaire a déclenché l’indignation dans la communauté catholique de l’île.
    Actu France-Soir / Service Faits Divers (avec l’AFP)

  • Prete pedofilo violenta 17 bambini. “Anche io vittima”

    Prete pedofilo violenta 17 bambini. “Anche io vittima”

    Un documento eccezionale rivela i meandri perversi della mente di un prete pedofilo, il quale si definisce “una vittima” pur avendo violentato 17 ragazzi, tra cui suo nipote.

    Ha violentato 17 ragazzi, tra cui suo nipote, frequentatori della parrocchia e dei seminari da lui tenuti, ma  si definisce “una vittima”. Un ex prete pedofilo Robert Van Handel  in un racconto di 27 pagine parla di come le sue paure della pubertà e le sue repressioni sessuali abbiano contribuito a farlo diventare un pedofilo. Lui stesso fu vittima di un prete pedofilo quando aveva 15 anni. Il Reverendo Robert Van Handel iniziava il suo “gioco” sempre nello stesso modo. Inizialmente toglieva gli indumenti intimi al ragazzoper fargli indossare dei pantaloni corti abbastanza larghi. Successivamente lo accarezzava fino a toccare tutto il suo corpo mentre teneva le cuffie del walkman facendo finta di dormire. Il racconto dell’ex francescano è stato scritto tra il 1993 e 1994 mentre era in terapia al Pacific Treatment Associates a Santa Cruz in California ed è avvalorato da lettere, interviste alle vittime e atti giudiziari. Questa vicenda è stata divulgata  La storia di Van Handel è stata rivelata a seguito di un accordo da 28 milioni di dollari tra i francescani e sei vittime di abusi da parte di ecclesiastici, su precisa richiesta di queste ultime. La divulgazione è stata resa possibile grazie ad una senteza della Corte Suprema degli Stati Uniti, perchè le autorità religiose si erano, inizialmente, opposte.

  • Cile: accuse di abusi contro prete oppositore Pinochet

    Cile: accuse di abusi contro prete oppositore Pinochet

    Santiago del Cile, 30 giu. (Adnkronos/Dpa) – L’arcivescovo di Santiago del Cile, Ricardo Ezzati, ha denunciato per abusi sessuali su minori un sacerdote considerato un simbolo della lotta per la difesa dei diritti umani durante la dittatura di Augusto Pinochet.

    Ezzati ha detto che un’inchiesta ha determinato che nei confronti di Cristian Precht vi sono “informazioni verosimili di abusi nei confronti di minorenni e maggiorenni”.

    Precht e’ il fondatore di Vicari’a de la Solidaridad, associazione che hanno difeso e protetto i perseguitati e torturati durante la dittatura.

    L’indagine nei suoi confronti e’ stata avviata nel 2011 a seguito di una prima denuncia, chiusa dalla chiesa e poi riaperta quando erano arrivate nuove denunce e testimonianze considerate appunto adesso “verosimili”.

  • Condanna per prete pedofilo Era parroco a Aadorf (Turgovia)

    Condanna per prete pedofilo Era parroco a Aadorf (Turgovia)

    La chiesa cattolica del comune turgoviese (keystone)

    Un decreto d’accusa per atti sessuali con minori è stato emessi nei confronti dell’ex parroco cattolico di Aadorf (TG). Si tratta di un 42enne svizzero che nel 2010 è stato posto in detenzione preventiva per un mese. La procura turgoviese lo ha condannato a una pena pecuniaria di 80 aliquote giornaliere da 50 franchi.

    L’inchiesta ha permesso di appurare che fra il 1999 e il 2010 l’accusato ha avuto contatti fisici con diversi giovani e che in un caso ha oltrepassato il limite della rilevanza penale, rende noto il Ministero pubblico turgoviese. Il decreto d’accusa non è ancora passato in giudicato, precisa la procura. L’ex parroco era stato arrestato nel marzo 2010. Dopo l’avvio dell’indagine il vescovo di Basilea lo aveva sospeso da ogni incarico e dopo il rilascio dalla detenzione preventiva il prete aveva rassegnato le dimissioni.

    http://info.rsi.ch/home/channels/informazione/info_on_line/2012/06/27–Condanna-per-prete-pedofilo-Era

  • Pedofilia: Usa, prete condannato, ha messo a rischio bambini

    Pedofilia: Usa, prete condannato, ha messo a rischio bambini

    Monsignor William Lynn, che per anni ha occupato un’alta posizione all’arcivescovado di Filadelfia, è stato oggi giudicato colpevole di aver messo a rischio dei bambini consentendo ad un prete pedofilo di continuare ad insegnare loro religione. Si tratta della prima condanna di un alto sacerdote negli Stati Uniti per aver tentato di coprire abusi sessuali commessi da preti ai danni di bambini. Lynn, a cui sarebbe spettato segnalare e investigare sulle accuse di abusi contro sacerdoti incaricati dell’istruzione dei bambini, rischia ora una condanna da tre anni e mezzo a sette di prigione. (ats)

  • Pedofilia, Usa: I Gesuiti pagheranno 166 mln di dollari alle vittime (Ansa)

    Pedofilia, Usa: I Gesuiti pagheranno 166 mln di dollari alle vittime (Ansa)

    I gesuiti del nord-ovest degli Usa hanno accettato di pagare la somma di 166,1 milioni di dollari a oltre 500 vittime di preti pedofili. L’accordo, che prevede anche una lettera di scuse alle vittime, comprende gli stati di Oregon, Washington, Idaho, Montana ed Alaska. «È finalmente venuto il giorno della giustizia», ha dichiarato Clarita Vargas, che aveva rivelato di essere stata abusata, insieme ad altre due sorelle, mentre frequentava una scuola in una riserva indiana nello stato di Washington, quando aveva sei anni. Quasi tutte le vittime sono indiani d’America e indigeni d’Alaska. Molti degli abusati vivevano in villaggi remoti e in riserve indiane. I gesuiti sono stati accusati di avere usato queste aree povere e remote per liberarsi dei preti che davano problemi altrove. L’accordo raggiunto è il terzo per valore del risarcimento dopo i 660 milioni di dollari pagati a suo tempo dalla Diocesi di Los Angeles a 508 vittime e i 198 milioni di dollari pagati da quella di San Diego a 144 vittime. (DI)

  • Buonuscite ai preti pedofili. Così la Chiesa “punisce” gli abusi

    Buonuscite ai preti pedofili. Così la Chiesa “punisce” gli abusi

    di Miriam Carraretto

    “Buonuscite” da 20 mila dollari, una pensione da 1.250 dollari al mese e l’assicurazione sanitaria fino a quando non avranno trovato un altro lavoro. Secondo il New York Times, è quanto avrebbe pagato la Chiesa cattolica negli Stati Uniti per compensare i preti accusati di pedofilia e favorire il loro ritorno alla vita laica e privata. Insomma, per dare una mano ai religiosi che hanno abusato di minori. Un gioco a carte invertite, in cui il risarcimento se lo piglia chi ha commesso il reato, non la sua vittima.

    Ad aver autorizzato i pagamenti sarebbe stato il cardinale Timothy Dolan, dal 2002 al 2009 arcivescovo di Milwaukee e oggi a capo della Conferenza episcopale statunitense, personaggio assai conosciuto negli States e inserito dal Time tra le 100 persone più influenti del mondo. All’epoca dei fatti, Dolan aveva negato tutto: “L’accusa” – si era difeso – “è falsa, pretestuosa e ingiusta”.

    Ma, oggi, un documento reso pubblico dagli avvocati delle vittime e riferito a una riunione del Consiglio finanziario dell’Arcidiocesi di Milwaukee del 7 marzo 2003 ha confermato la sua firma sulle autorizzazioni alle transazioni. Allora, la situazione degli abusi era così grave e indifendibile che persino la compagnia assicurativa dell’Arcidiocesi si rifiutò di coprire i costi: “La Chiesa è stata negligente”, disse il suo responsabile.

    Il primo caso analogo a Milwaukee risale al 1983. Il prete in questione, Franklyn Becker, era stato accusato di aver molestato e abusato di almeno 10 minori, sia maschi che femmine. Per lui, ci fu anche una vera e propria diagnosi di pedofilia. Rimosso dall’incarico solo nel 2004, si vide versare 10 mila dollari a titolo di aiuto. “Fu un atto di carità”, commentò allora il cardinale Dolan.

    Il fatto che la “buonuscita” concessa ai preti pedofili sia una procedura formale all’interno della Chiesa, nota come “laicizzazione”, certo non rasserena. Anzi, scandalizza ancora di più. Soprattutto dopo la posizione assunta qualche giorno fa dalla Cei in merito ai casi di pedofilia: i vescovi non hanno l’obbligo di denunciare alle autorità i casi di abusi di cui vengano a conoscenza. La giustificazione data da alcuni esperti in materia, secondo cui “quando un uomo diventa prete, la Chiesa è chiamata a soddisfare i suoi bisogni per tutta la vita”, è sin troppo debole.

    Solo da noi, negli ultimi 11 anni, i casi accertati di pedofilia all’interno del clero sono stati 135. In America, la Chiesa ha già pagato oltre 16 milioni di dollari per sostenere i processi dei religiosi accusati di violenze su minori. Nel 2011, l’Arcidiocesi di Milwaukee è stata persino costretta a presentare istanza di fallimento.

    Nella lettera inviata pochi giorni fa all’attuale Arcivescovo di Milwaukee dall’associazione delle vittime Survivors Network of those Abused by Priests si legge: “In quale altra occupazione, soprattutto che opera con le famiglie, le scuole e i giovani, viene dato un bonus in denaro a un dipendente che abbia molestato e abusato sessualmente su dei bambini?”.

    http://www.affaritaliani.it/cronache/preti-pedofili010612.html

  • OLANDA, NEGLI ANNI ’50 «UN VESCOVO ORDINÒ: CASTRATE QUEI RAGAZZI ABUSATI»

    OLANDA, NEGLI ANNI ’50 «UN VESCOVO ORDINÒ: CASTRATE QUEI RAGAZZI ABUSATI»

    Tratto da: Adista Notizie n° 17 del 05/05/2012

    36662. AMSTERDAM-ADISTA. Secondo lo storico e medico Mart van Lieburg, negli anni ’50, un vescovo olandese ordinò la castrazione di minori per “curarli” dal loro «comportamento omosessuale», ma anche per castigarli se avevano denunciato abusi subìti da parte di ecclesiastici. Secondo un altro storico, Marnix Koolhaas, furono addirittura sette i pastori che intimarono analoga prescrizione. Queste le scioccanti dichiarazioni rese al Parlamento olandese, nei giorni appena trascorsi, dai due studiosi, che, per quanto si sa, finora non hanno fatto i nomi degli ecclesiastici e dei medici coinvolti. All’origine del dibattito e delle audizioni, un servizio del quotidiano Nrc Handelsblad del 20 marzo scorso sul drammatico vissuto di Henk Heithuis che, nel 1956, ancora minore di età, fu punito con la castrazione, praticatagli in un ospedale psichiatrico cattolico, perché aveva denunciato alla polizia di aver subito abusi sessuali per opera di un religioso.

    Nel 2010, il caso fu portato a conoscenza della Commissione Deetman (dal nome dell’ex ministro dell’Educazione che la presiedeva, Wim Deetman), incaricata dalla Chiesa di esaminare gli abusi del personale ecclesiastico, ma il rapporto – presentato nel dicembre scorso riferiva di un numero di vittime «fra le 10.000 e le 20.000» dal 1945 al 1981; ora sta investigando sugli abusi su minori di sesso femminile – non conteneva nessun accenno ai casi di castrazione. «Piste di indagine troppo scarse», è oggi la giustificazione avanzata della Commissione.

    Giustificazione poco credibile, secondo Joep Dohmen, autore dell’articolo sul quotidiano olandese, che afferma di aver raccolto in pochi mesi prove certe sul caso Heithuis e forti indizi sul fatto che altri dieci ragazzi avrebbero subìto il trattamento chirurgico riservato ad Heithuis, e gli abusi nello stesso collegio cattolico di Harreveld (nella provincia di Gelderland) e da parte dello stesso religioso, tale “Gregorius”. Dohmen formula piuttosto un’altra ipotesi, a partire dal fatto che il rapporto Deetman tace il nome di Vicotr Marijnen, primo ministro olandese dal 1963 al ’65. Eppure costui presiedeva il famigerato collegio proprio nel 1956 e, a quanto riferisce il Telegraph del 20 marzo, scrisse alla regina per ottenere l’indulto per “Gregorius” e per altri sacerdoti accusati di abuso di bambini. La Commissione Deetman era a conoscenza della lettera inviata da Marijnen alla regina. Il punto è che Marijnen (morto nel 1975) era membro del Partito Popolare Cattolico (Kvp), divenuto Partito Democristiano Olandese – Cda – quando nel 1977 si fuse con i partiti protestanti, e che Wim Deetman è membro proprio del Cda. Ora che la Commissione istituita dalla Chiesa ha dimostrato tutto il suo limite, tutto il suo conflitto di interesse, il Parlamento ha deciso di assumere “in proprio”  l’indagine dei casi di castrazione denunciati. (eletta cucuzza)

    http://www.adista.it/articolo/51569

  • Irlanda. Premier chiede dimissioni del Primate cattolico d’Irlanda, Il cardinale Séan Brady accusato di aver coperto preti pedofili in documentario della BBC

    Irlanda. Premier chiede dimissioni del Primate cattolico d’Irlanda, Il cardinale Séan Brady accusato di aver coperto preti pedofili in documentario della BBC

    Il vicepremier irlandese Eamon Gilmore ha chiesto le dimissioni del primate Séan Brady dopo un documentario della BBC che lo accusa di omertà su diversi casi di pedofilia
    3 maggio 2012

    Oggi il vicepremier irlandese (e ministro degli Esteri) Eamon Gilmore ha chiesto le dimissioni del primate della Chiesa cattolica d’Irlanda, il cardinale Séan Brady, dopo il documentario “La vergogna della Chiesa Cattolica”, andato in onda martedì sera sulla BBC. Il documentario ha parlato di omertà e coperture su alcuni degli abusi sessuali commessi da religiosi della Chiesa d’Irlanda negli ultimi 50 anni. Il documentario si è concentrato soprattutto sulla figura di Brady, che, secondo l’accusa, avrebbe coperto gli abusi di Brendan Smyth, un prete cattolico irlandese colpevole di numerose violenze sessuali.

    Le vicende al centro delle accuse risalgono al 1975. Quell’anno, Brady era un semplice prete e un insegnante nella contea di Cavan, in Irlanda, che venne inviato dal suo vescovo a far parte di un team d’indagine interna alla Chiesa irlandese sul caso di un religioso sospettato di diversi abusi, cioè Smyth. Secondo il documentario, nonostante evidenti prove di colpevolezza emerse durante l’inchiesta interna, la Chiesa cattolica non fece nulla per fermare Smyth che continuò ad abusare di altri bambini per almeno altri 13 anni. Secondo le inchieste della magistratura, Smyth, nato nel 1927, ha abusato di circa 100 bambini in 40 anni tra Irlanda del Nord, Irlanda e Stati Uniti, prima di essere arrestato a Belfast nel 1991. Alla fine, nel 1997, venne condannato a 12 anni di carcere, ma scontò solo un mese di pena, prima di morire.

    L’accusa che viene fatta nel documentario è che nel 1975 Brady, essendo nel team di inchiesta della Chiesa, sapeva degli abusi di Smyth, confermati da almeno un paio di testimonianze di bambini violentati che avrebbero poi continuato a subire abusi. Brady sapeva perfino i nomi e gli indirizzi delle vittime, ma non avrebbe detto né fatto nulla negli anni per fermare Smyth. Ieri Brady si è difeso dicendo che il suo ruolo nell’inchiesta era quello di semplice “notaio”, cioè di scrivere testimonianze e altri documenti, ma non aveva alcun ruolo decisionale. Ha detto anzi di sentirsi “tradito” dalle autorità ecclesiastiche superiori che non avrebbero fatto nulla per fermare Smyth. Gilmore, invece, dice che Brady sarebbe stato complice della copertura fornita a Smyth, in quanto avrebbe dovuto parlare, per lo meno negli anni successivi.

    Da alcuni mesi, i rapporti tra Irlanda e Chiesa cattolica sono ai minimi storici, dopo le ultime inchieste sui casi di abusi sessuali che hanno notevolmente danneggiato l’immagine della Chiesa. Secondo un religioso molto famoso in Irlanda, Brian D’Arcy, Brady avrebbe offerto le sue dimissioni da primate della Chiesa d’Irlanda già due anni fa, ma il Vaticano le avrebbe respinte. Lo scorso novembre, per protesta, l’Irlanda ha chiuso la sua ambasciata in Vaticano. La decisione era stata presa dopo la pubblicazione del cosiddetto “Clyone Report”, in cui era emerso che il Vaticano aveva cercato di coprire gli abusi avvenuti nella diocesi di Cloyne, in Irlanda, dal 1996 al 2009.

    http://www.ilpost.it/2012/05/03/le-accuse-al-capo-della-chiesa-dirlanda/