Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Cile, un vescovo sotto inchiesta per abusi di minori

    Cile, un vescovo sotto inchiesta per abusi di minori

    4/10/2012
    Cile, un vescovo sotto inchiesta per abusi di minori
    La Santa Sede ha avviato un’indagine nei confronti di Marco Antonio Órdenes Fernández. Il prelato “a riposo” in Perù, è tornato nel Paese
    Andrés Beltramo Álvarez
    Città del Vaticano

    La Chiesa cattolica del Cile ha dovuto affrontare, questa settimana, una notizia inattesa. La Santa Sede ha aperto un’inchiesta nei confronti del vescovo della diocesi di Iquique, nella regione di Tarapacá, Marco Antonio Órdenes Fernández, per denunce di abusi sessuali nei confronti di minori. La nunziatura apostolica di Santiago ha confermato la notizia. Mentre i suoi fedeli si trovano in stato di shock, il religioso li avrebbe abbandonati sin da settembre, quando si è recato in Perù per seguire una presunta terapia medica.

    La situazione è grave e ci sono pochi precedenti. Quello più famoso è lo scandalo dell’ex vescovo di Bruges (nel Belgio), Roger Vangheluwe, che ha presentato le sue dimissioni nell’aprile del 2011 dopo aver ammesso in pubblico l’abuso di un suo nipote. Il caso cileno, però, è un po’ diverso, perché l’imputato non ha mai ammesso la colpa né ha presentato le dimissioni, nonostante l’inchiesta nei suoi confronti sia cominciata più di cinque mesi fa.

    In Cile come a Roma si attendono un intervento della Congregazione per i Vescovi del Vaticano, per chiedere le dimissioni del religioso “per cause di forze maggiori” o per proporre la sua destituzione al Pontefice, come avvenuto in altri casi simili. Soprattutto perché, secondo la testimonianza di una delle vittime, le accuse avrebbero un alto grado di affidabilità.

    Lo scorso 2 ottobre, l’ambasciata vaticana in Cile ha steso un breve comunicato nel quale riconosceva gli sviluppi dell’inchiesta dallo scorso aprile e chiariva anche che, trattandosi di un vescovo, la procedura è in mano alla Santa Sede, tramite il nunzio apostolico Ivo Scapolo, che ha gestito con assoluta serietà tutta la vicenda.

    «Sin dall’inizio di questo caso, la nunziatura ha cercato di offrire supporto psicologico e accompagnamento per le persone colpite, ed è anche stata in contatto con monsigniore Órdenes, che ha chiesto un permesso medico», si legge nella nota.

    Lo stesso giorno, il dipartimento di comunicazioni della diocesi di Iquique ha confermato che il religioso «soffre di una vecchia complicazione al fegato, che ha finito per diventare uno scompenso enzimatico e un acuto stato di stress». Sarebbe questo, dunque, il motivo del suo viaggio in Perù: a riposo su consiglio dei medici.

    Ma è significativo il fatto che, nel mezzo dell’inchiesta, il prelato abbia avuto il permesso di uscire dal paese. In ogni caso, se la richiesta delle sue dimissioni non procedesse, per mancanza di prove, andrebbe avanti in ogni caso per motivi di salute, perché risulta evidente che le sue condizioni mediche gli hanno impedito di compiere i suoi doveri di vescovo.

    Perciò il Nunzio Scapolo si è recato ieri alla città cilena di Arica nella quale si trova il religioso, dopo il suo ritorno dalla vicina località di Tacna in Perù.

    L’inchiesta canonica, comunque, non è la prima nei confronti del pastore di Iquique. Un giudice di Tarapacá ha riconosciuto che era stato indagato nel 2009 per una denuncia di abusi sessuali presentata dai genitori di una vittima maggiorenne.

    «Io non chiedo soldi: chiedo giustizia e serenità per me […] Vorrei soltanto vederlo lontano dal sacerdozio, e chiedo da lui il riconoscimento e l’assunzione delle sue responsabilità», aveva affermato in un’intervista con CNN Rodrigo Pino, il quale accusa il religioso di aver abusato di lui quando aveva 15 anni ed era il suo chierichetto. Ha anche aggiunto che «nella via di Dio c’è gente buona e gente cattiva. Io ho sperimentato la cattiveria con tutto il male che mi ha fatto, perché in quel momento io ho messo in questione anche la mia identità sessuale». Lo scorso 3 ottobre, lo stesso Pino ha rivelato di aver ricevuto «una risposta molto positiva dal Vaticano, una risposta che ci ha rallegrati». Ma Pino non ha voluto fornire più dettagli.

  • Argentina. Prete abusò di 50 ragazzini in seminario, Non mandate i vostri figli dai preti

    Argentina. Prete abusò di 50 ragazzini in seminario, Non mandate i vostri figli dai preti

    Aperta un’inchiesta su Justo Josè Ilarraz, ex direttore del seminario di Parana, 500 km a nordest di Buenos Aires. Avrebbe abusato di adolescenti tra i 12 e i 14 anni.
    sabato 15 settembre 2012 09:25
    In Argentina è stata aperta un’inchiesta su un prete accusato di abusi sessuali su almeno 50 giovani seminaristi. Il procuratore generale della Corte di giustizia della provincia nordorientale di Entre Rios, Jorge Garcia, ha avviato il procedimento in seguito alla pubblicazione di un articolo da parte della stampa locale che denuncia gli abusi che sarebbero stati commessi vent’anni fa da Justo Josè Ilarraz, ex direttore del seminario di Parana, 500 km a nordest di Buenos Aires.

    Secondo le accuse della procura, almeno 50 adolescenti di età comprese tra i 12 ed i 14 anni sono stati vittima del religioso tra il 1984 ed il 1992. In un comunicato, l’arcivescovo di Parana ha condannato i “gravissimi errori” del parte del prete pedofilo ed espresso “profonda vergogna ed immenso dolore” per i fatti e le vittime. Secondo la Chiesa argentina, Justo Jos, Ilarraz ? stato rimosso da ogni funzione sacerdotale.

  • Innocenti evasioni dei salesiani di Dublino…, bambini che leccano la panna dalle ginocchia dei pretii

    Innocenti evasioni dei salesiani di Dublino…, bambini che leccano la panna dalle ginocchia dei pretii

    Ora dico io, ma la mente che io inizio a sospettare gravemente malata di questa gente di “dio” non è talora attraversata dal pensiero di stare esagerando un po’ ?
    il forum mi segna ogni link come “non valido” quindi mi vedo costretto ad aggiungere il testo dell’articolo. cercate pure su un motore di ricerca a vostro piacere riscontri a questa storia. c’è anche il video su youtube di questo osceno episodio.

    Viene rappresentato una sorta di “rito d’iniziazione”. Ci sono i sacerdoti, ci sono i bambini, c’è la panna montata. E’ scoppiato un caso nazionale in Polonia. L’intenzione, probabilmente, non aveva finalità sessuali, visto che le foto sono apparse sul sito della scuola, il cui direttore, padre Marcin Kozyra, ha spiegato che si tratta di un rito praticato da molti anni. Le foto, nel frattempo, sono state rimosse dal sito.

    Secondo le autorità competenti, non ci sono reati contestabili. Il cattivo gusto, non rappresenta un reato. Ad essere penalizzata è ovviamente l’immagine della chiesa nella cattolicissima Polonia.

    Questo episodio segue le farneticanti affermazioni di padre Benedict Groeschel, appartenente all’ordine dei frati francescani del Rinnovamento, da lui stesso fondato, hanno accesso un forte dibattito negli Stati Uniti. Ne parla l’Huffington Post in un recente articolo.

    L’uomo è stato intervistato dal National Catholic Register. Per l’occasione, padre Benedict ha pronunciato le seguenti parole:

    “La gente crede che siano i preti a coltivare cattive intenzioni. Ma non è così. Nella maggior parte dei casi è il giovane a sedurre il sacerdote”.

    Per il religioso sono i sacerdoti, uomini deboli e con la mente straziata, le prede degli adolescenti in cerca di sesso.

    ma davvero credono di poter continuare così PER SEMPRE senza che, prima o poi, gli caschi la scure sul collo ? sarà la forza della fede che infonde loro la sicurezza dell’impunità ma ora io spero che la mannaia di cui parlo si materializzi al più presto .

    Che dire… mandare i figli a scuola dai preti è un crimine in sé stesso.

  • Pedofilia. Primo vescovo condannato per non aver bloccato prete pedofilo, Migliaia di vescovi meritano la galera

    Pedofilia. Primo vescovo condannato per non aver bloccato prete pedofilo, Migliaia di vescovi meritano la galera

    WASHINGTON – È il primo vescovo cattolico a venire condannato per reati legati ad atti di pedofilia negli Stati Uniti. Robert W. Finn, 59 anni, vescovo dell’arcidiocesi di Kansas City, è stato riconosciuto colpevole di aver protetto il prelato a lui sottoposto, padre Shawn Ratigan, che per anni ha scattato foto porno di bambini della parrocchia.

    In un processo lampo durato meno di un’ora, John Torrence, giudice della contea, ha accettato parte della tesi dell’accusa ed ha condannato Finn a due anni di libertà vigilata, a una multa di 1.000 dollari e all’obbligo di costituire un fondo di 10.000 dollari per le spese di assistenza psicologica alle famiglie delle piccole vittime degli atti di pedofilia commessi da padre Ratigan.

    Prima che venisse letta la sentenza, il vescovo ha detto: «Sono profondamente dispiaciuto per il dolore causato, ma sono grato che l’accusa e la Corte di giustizia abbiano chiuso questa storia».

    Il vescovo era stato messo in guardia sin dal dicembre 2010 delle tendenze pedofile di padre Ratigan: un tecnico che stava riparando il computer del prete aveva scoperto centinaia di foto di genitali di bambini e lo avevo riferito alla diocesi.

    Finn aveva relegato il prete all’interno del convento e gli aveva proibito di avere contatti con i ragazzini. Ma padre Ratigan aveva continuato a frequentare picnic con bambini, prime comunioni ed altre riunioni sociali. E le foto porno continuarono a venire scattate sino al maggio 2011.

    Nuovi rapporti fecero intervenire la polizia: padre Ratigan tentò il suicidio ma fu salvato. Ora attende il suo processo. Non è chiaro se il vescovo Finn resterà o pressioni dal Vaticano lo spingeranno alle dimissioni: «Bisognerebbe chiamare Roma per conoscere il suo futuro», ha commento secco Peter Baker, il procuratore.
    Venerdì 07 Settembre 2012 – 20:09 Ultimo aggiornamento: 20:11

  • Australia, arrestato ex vicario che coprì casi di pedofilia

    Australia, arrestato ex vicario che coprì casi di pedofilia

    31/08/2012
    Australia, arrestato ex vicario che coprì casi di pedofilia
    Preti australiani

    Preti australiani
    Padre Tom Brennan è imputato di omissioni di denuncia di gravi reati, relativi ad abusi nei confronti di giovani da parte di un ex sacerdote John Denham

    L’ex vicario generale di una diocesi è il primo sacerdote cattolico in Australia arrestato e incriminato per aver tenuto nascoste le denunce di reati di pedofilia di un altro prete. Padre Tom Brennan, 74 anni, è imputato di omissione di denuncia di gravi reati, relativi ad abusi sessuali su due ragazzi da parte dell’ ex sacerdote John Denham.

    I reati sarebbero stati commessi verso la fine degli anni Settanta in una scuola di Newcastle, a nord di Sydney, in cui padre Denham era insegnante e padre Brennan il preside.

    Il sergente Kristi Faber, detective di una task force dedicata agli abusi di pedofilia in istituzioni religiose, ha accusato Brennan anche di otto episodi di abuso su un ragazzo di 8 anni in una chiesa, nel 1984 e 1985, e di due reati di
    aggressione fisica per aver infierito contro i due ragazzi dopo che avevano denunciato di aver subito abusi da Denham.

    Il dott. Bernard Barrett, del gruppo di supporto delle vittime di religiosi pedofili, ha descritto le incriminazioni come «una pietra miliare in Australia». «È la prima volta che un leader religioso di tale livello è incriminato per aver nascosto reati di pedofilia di un altro presunto trasgressore», ha detto.

    Il vescovo di Newcastle, Bill Wright, in un comunicato esprime «profonda tristezza». «Dobbiamo trovare la forza dentro di noi per sostenere coloro che guardano alla Chiesa perchè spieghi l’inspiegabile», dichiara fra l’altro.

    22/09/2012
    Australia, rapporto choc: 600 bimbi abusati da preti tra il 1930 e il 1980
    La piaga della pedofilia

    La denuncia arriva della chiesa cattolica. L’arcivescovo di Melbourne: “Episodi vergognosi”

    Oltre 600 bambini hanno subito violenze da sacerdoti a partire dagli anni ’30 del secolo scorso in Australia. Lo afferma la chiesa cattolica dello Stato di Vittoria, in un rapporto presentato a una commissione parlamentare, ripreso dai media nazionali. Secondo il documento, almeno 620 adolescenti sono stati vittime di abusi sessuali con una maggioranza di casi registrati tra gli anni ’60 e ’80.

    L’arcivescovo di Melbourne, Denis Hart, in una nota diffusa alla stampa, parla di episodi “orribili” e “vergognosi”, mentre le associazioni delle vittime sostengono che i giovani abusati potrebbe essere oltre 10.000.

    Durante la visita in Australia nel luglio 2008, papa Benedetto XVI ha incontrato alcune delle vittime e ha chiesto pubblicamente scusa per gli abusi.

    16/11/2012
    In Australia aperta un’inchiesta federale sugli abusi sessuali
    Melbourne

    Melbourne
    La premier Julia Gillard è intenzionata a far luce alle centinaia di accuse
    Maria Teresa Pontara Pederiva
    Roma

    Un mese fa aveva destato scalpore l’affermazione di un docente presso il Royal Institute of Technology di Melbourne, Des Cahill, secondo il quale, stando ai dati, in Australia , precisamente fra quanti avevano studiato al Corpus Christi Colleg (il seminario), quasi 1 sacerdote su 20 avrebbe compiuto atti di abuso sessuale su minori tra il 1940 e il 1966 (14 su 378 preti condannati).

    “Cristiani ossessionati dal sesso” era stata la risposta di Zac Alstin, ricercatore di bioetica ad Adelaide: dentro la Chiesa esistono persone con un approccio “malsano” nei confronti della morale sessuale.

    Ed è di questi giorni la notizia dell’apertura di un’inchiesta federale sugli abusi all’interno di istituzioni statali o religiose con centinaia di accuse a partire dalla metà degli anni ‘90: non è sotto torchio solo la Chiesa, ma centinaia scuole e comunità, circoli sportivi e attività ricreative. La premier australiana Julia Gillard ha dichiarato alla stampa: “troppi bambini hanno subito abusi in questi anni, ma hanno visto anche adulti deluderli perché è stata tradita la loro fiducia in chi ha compiuto l’abuso e contemporaneamente nei confronti di quelli che avrebbero potuto aiutarli e non l’hanno fatto”.

    Il cardinale George Pell, arcivescovo di Sidney e presidente della conferenza episcopale australiana, dapprima, parlando dalla Cattedrale di St. Mary, ha definito “sproporzionata” un’inchiesta federale, poi è tornato sui suoi passi dichiarando che la Chiesa è disposta a collaborare per far emergere la verità. Le accuse sono diversificate e giungono anche alla persona del cardinale Pell accusato, insieme ad altri, di aver coperto casi di abuso versando direttamente i risarcimenti alle vittime, ma torna di nuovo sul tappeto il tema del segreto confessionale che avrebbe impedito le denunce.

    L’indagine giunge a pochi giorni dall’apertura di un’indagine nel Nuovo Galles del Sud sulle accuse mosse nei confronti di religiosi e preti. Nel frattempo nello stato di Victoria sono stati ascritti alla responsabilità di membri della Chiesa ben 620 abusi perpetuati dagli anni ’30 in qua.

  • Prete antigay si masturba al parco giochi, Appartenente a congregazione evangelica

    Prete antigay si masturba al parco giochi, Appartenente a congregazione evangelica

    Condanna di tre anni per atti osceni inflitta al pastore Storms. Nel 2003 divenne noto negli Stati Uniti per aver guidato a New Orleans una marcia contro il festival gay della città
    venerdì 24 agosto 2012 09:20

    Il reverendo Grant Storms

    Un reverendo americano, Grant Storms, divenuto noto come il “patriota cristiano” per le sue iniziative anti-gay, è stato condannato per oscenità in luogo pubblico dopo esser stato sorpreso a masturbarsi in un parco di New Orleans, nei pressi di un parco giochi per bambini. Il processo, riferisce il Times Picayune, è iniziato mercoledì si è concluso in poche ore con una condanna a tre anni di libertà vigilata inflitta al reverendo, che ha 55 anni e che nella sua confessione ha descritto la masturbazione in pubblico come «un’ebbrezza», rivelando anche che il giorno che è stato arrestato, nel febbraio dello scorso anno, era il terzo in una settimana che andava a masturbarsi in quel parco. Allo stesso tempo, nonostante un testimone oculare abbia riferito di avere visto Sotrms guardare verso il paco giochi con la patta dei pantaloni slacciata, i sospetti di pedofilia che gravavano su di lui sono stati fortemente ridimensionati dal giudice. Storm, riporta l’Ansa, ottenne una certa notorietà nel 2003 per aver guidato la sua piccola congregazione evangelica in una marcia attraverso il quartiere francese di New Orleans per protestare contro il festival gay che si svolge ogni anno nella città della Louisiana. La sua iniziativa venne seguita dai media nazionali e lo portò anche ad uno scontro legale con l’associazione commercianti di Bourbon Street.

  • Polonia/ Ritrovato carbonizzato sacerdote accusato di pedofilia

    Polonia/ Ritrovato carbonizzato sacerdote accusato di pedofilia

    Polonia/ Ritrovato carbonizzato sacerdote accusato di pedofilia
    Boguslaw P. fermato e poi rilasciato qualche giorno fa
    AFP

    Varsavia, 10 ago. (TMNews) – I corpo di un sacerdote cattolico polacco di 53 anni accusato di pedofilia è stato ritrovato carbonizzato davanti alla tomba di famiglia nel cimitero del villaggio di Lopiennik Nadrzeczny, nel sud della Polonia. Lo ha reso noto la locale procura di di Zamosc. Il sacerdote, identificato solo con il nome di Boguslaw P., era imputato in un processo per molestie sessuali commesse negli anni 2004-2005 ai danni di un suo chierichetto a Pocking, in Germania, dove era parroco. Il religioso era sospettato di aver commesso lo stesso reato nei confronti di altri due ragazzi dieci anni fa a Turka, nel sudest della Polonia.

    “L’identità del cadavere è stata confermata da un amico” ha detto all’Afp Miroslaw Buczek, procuratore aggiunto di Zamosc. Secondo il sito gazeta.pl, un coltello e una bottiglia di liquido infiammabile sono stati ritrovati accanto al corpo parzialmente carbonizzato. Il sacerdote era stato fermato martedì dalla polizia in seguito all’indagine sui fatti di Turka, ma rilasciato la mattina seguente a condizione di non lasciare il luogo di soggiorno abituale e di non avvicinare la sue presunte vittime. Boguslaw P., che si dichiarava non colpevole, rischiava 12 anni di prigione. Nonostante qualche caso isolato negli anni scorsi, in Polonia non è mai scoppiato un vero e proprio scandalo pedofilia nei ranghi della chiesa cattolica, in un Paese in cui il 90% degli abitanti si professa cattolico.

  • Cile. Preti pedofili, più di 200 denunce per abusi nei collegi, Le scuole cattoliche paradiso dei preti criminali

    Cile. Preti pedofili, più di 200 denunce per abusi nei collegi, Le scuole cattoliche paradiso dei preti criminali

    6/08/2012
    Giacomo Galeazzi – Città del Vaticano

    E’ soprattutto il Colegio Cumbres, uno degli istituti scolastici più rinomati di Santiago del Cile al centro della bufera. In particolare è stato sospeso dalla sua attività il sacerdote di origine irlandese John O’ Reilly, appartenente ai Legionari di Cristo, in seguito alla denuncia della famiglia di un’alunna, per presunti abusi sessuali che avrebbe commesso su di lei dal 2010 al 2012.

    Lo ha reso noto la stessa scuola in un comunicato ai genitori degli allievi, precisando che il sacerdote si è detto innocente e pronto a collaborare con la giustizia. In merito, il quotidiano on line «El Mostrador», rileva che il Colegio Cumbres, appartiene alla Congregazione dei Legionari di Cristo fondata dal messicano Marcial Maciel e che John O’Reilly è legato alle famiglie più ricche del Paese ed ha abituali contatti con l’establishment imprenditoriale. La “tolleranza zero” introdotta da Benedetto XVI ha fatto crollare ultradecennali coperture garantite dalle gerarchie ecclesiastiche agli abusi del clero. Inoltre il provvedimento dell’istituto, situato in una zona residenziale di Santiago, ha luogo nella stessa settimana in cui la Procura della Repubblica ha avviato le indagini, sempre per presunti casi di pedofilia, in altre 48 scuole della stessa aerea della capitale.

    Per altro lo stesso presidente Sebastian Pinera ha annunciato nuove misure per arginare i crescenti casi di abusi sessuali nei confronti di minorenni in tutto il Paese, situazione ritenuta da molti una sorta di piaga sociale. Intanto si estendono a macchia d’olio, in Cile, le denunce di pedofilia nelle scuole: il procuratore della Repubblica, Sabas Chahuan, ha confermato l’avvio di indagini in oltre 120 istituti scolastici di Santiago del Cile a seguito di più di 200 denunce di pedofilia registrate. «I genitori sono preoccupati, disperati ed angosciati», ha ammesso il procuratore generale Sabas Chauan, dopo una riunione con l’associazione nazionale che li rappresenta.

    Più netto l’antropologo Osvaldo Torres, sul quotidiano on line “El Mostrador”: «Che un capo di Stato debba parlare al Paese su questo tema, testimonia la gravità e la diffusione di questo tipo di reati, la debolezza delle politiche in merito ed il ritardo legislativo nella difesa dei diritti dei bambini». A spingere prima Pinera e poi Chaun è stato innanzitutto l’aumento delle denunce di pedofilia: il 22% a livello nazionale nell’ultimo semestre per ragazzi sotto i 14 anni, secondo la Procura. Ma anche l’indignazione perchè non pochi colpevoli o presunti tali finiscono per restare impuniti. Negli ultimi giorni, nei rioni in di Santiago, ci sono stati i casi di 3 bambini delle elementari e 4 di asili d’infanzia. Tutti gli accusati sono maestre o assistenti sociali. Anche se, a far più spicco mediatico nella piaga della pedofilia, sono stati esponenti della Chiesa cattolica. Come l’influente sacerdote Fernando Karadima (per il quale l’Arcivescovado ha chiesto formalmente scusa, pur se il processo è ancora in corso) o suor Paola, ex superiora di un prestigioso collegio di Santiago, deceduta nei giorni scordi per un tumore.

    Per tentare di arginare la situazione, Pinera ha annunciato, tra l’altro, la creazione di un «Ombudsman del bambino», un «Registro dei pedofili», l’assegnazione di 1,6 milioni di dollari al Servizio Medico Legale e l’aumento delle pene per i condannati. «Pur se positive sono insufficienti», ha assicura Torres. E gli organismi che si occupano dell’infanzia hanno specificato che Pinera ha praticamente ignorato la loro quotidiana esperienza in merito. I loro specialisti sottolineano però che la società cilena, proprio per questi casi, si sta squassando di dosso la sua proverbiale introversione, come evidenzia il continuo aumento delle denunce.

    «È indispensabile che il governo presenti in parlamento un progetto di legge per la protezione di diritti dei bambini», avverte Torres. Quella in vigore risale al 1929, riciclata nel 1968. Il che la dice lunga sul cammino politico del Paese. L’ultimo caso è stato appunto quello che ha coinvolto il sacerdote di origine irlandese John O’ Reilly: il prete è stato sospeso dalle attività di direttore spirituale nel «Colegio Cumbres», uno dei più rinomati della città, dopo la denuncia della famiglia di un’alunna, per presunti abusi sessuali commessi dal 2010 al 2012. Davanti all’aggravarsi della situazione, il governo di Sebastian Pinera ha nel frattempo annunciato l’applicazione di una decina di misure per rafforzare la prevenzione e la lotta alla pedofilia nel Paese.

  • Boston, Prete polacco 39enne arrestato per pedopornografia, Bimbe tra 8 e 10 anni. Rilasciato su cauzione

    Boston, Prete polacco 39enne arrestato per pedopornografia, Bimbe tra 8 e 10 anni. Rilasciato su cauzione

    Sacerdote de South Boston arrestado por cargos de pornografía infantil

    Publicado por Primer Momento en 01/08/2012 y bajo Actualidad, Fotogalería. Sigue las respuestas en RSS 2.0. Puedes dejar un comentario a esta entrada

    SOUTH BOSTON, Massachusetts.- Un sacerdote católico romano en South Boston, se enfrenta a cargos de pornografía infantil, de acuerdo a la cadena CBS y otros medios digitales locales.

    El reverendo Andrew Urbaniak, de 39 años, un sacerdote de la iglesia Nuestra Señora de Czestochowa, fue arrestado el martes por la tarde después de una investigación de dos meses.

    Esa investigación comenzó con una operación donde Urbaniak supuestamente compartió imágenes ilegales con un oficial encubierto de la Policía del Estado.

    Andrew Urbaniak, suspendido sacerdote (izquierda), el cardenal de Boston, Sean P. O’Malley, (centro) y el padre Mirek Bartos (derecha) (Foto: www.cardinalseansblog.org/)

    La policía confiscó su computadora en la rectoría de la iglesia y dijo que encontró varias imágenes pornográficas de niñas entre 8 y 10 años que lo acompañaban.

    Los fiscales dicen que confesó a la Policía que estaba al tanto de las imágenes en sus computadoras.

    Está acusado de posesión y difusión de pornografía infantil.

    “En este momento no se han presentado las víctimas y Urbaniak no está acusado de incitar a las niñas”, dijo la policía en un comunicado.

    Urbaniak fue instruido de cargos la mañana del miércoles y se mantiene en libertad bajo fianza tras pagar $ 10.000 en efectivo. Si él está en libertad bajo fianza, no se le permitirá tener contacto con menores de edad y no se le permitirá usar el Internet.

    Feligreses de la iglesia Nuestra Señora de Czestochowa llegaron a la misa este miércoles a 8 de la mañana sólo para enterarse de que cerraron las puertas del templo.

    La arquidiócesis de Boston, publicó este miércoles por la mañana la siguiente declaración:

    “La Arquidiócesis de Boston anuncia que el reverendo Andrzej Urbaniak, párroco de la iglesia Nuestra Señora de Czestochowa en South Boston, ha sido colocado en licencia administrativa después de su arresto por cargos de pornografía infantil que involucra el uso de un ordenador situado en la casa parroquial. El superior provincial de su orden religiosa en Polonia ha sido informado de la cuestión. Urbaniak ha sido suspendido y no se le permite trabajar como un sacerdote en la arquidiócesis. La arquidiócesis está cooperando plenamente con la Policía. La Iglesia reza por todos los afectados tras estos acontecimientos y se compromete a proporcionar el cuidado pastoral de la parroquia durante este tiempo difícil”.

    Redacción
    Primermomento

  • CILE, ALUNNA ABUSATA DA SACERDOTE : “ERA LA GUIDA SPIRITUALE DELLA SCUOLA”

    CILE, ALUNNA ABUSATA DA SACERDOTE : “ERA LA GUIDA SPIRITUALE DELLA SCUOLA”

    Mercoledì 25 Luglio 2012 – 21:12

    SANTIAGO DEL CILE – È stato sospeso da uno dei più prestigiosi istituti scolastici di Santiago Del Cile, il Colegio Cumbres, per presunti abusi sessuali su un’alunna. Il sacerdote di origine irlandese John ÒReilly, appartenente ai Legionari di Cristo, è stato sospeso dalla sua attività come direttore spirituale in seguito alla denuncia della famiglia della giovane, che ha raccontato di molestie subite dal 2010 al 2012.

    Lo ha reso noto la stessa scuola in un comunicato ai genitori degli allievi, precisando che il sacerdote si è detto innocente e pronto a collaborare con la giustizia. In merito, il quotidiano on line ‘El Mostrador’, rileva che il Colegio Cumbres, appartiene alla Congregazione dei Legionari di Cristo fondata dal messicano Marcial Maciel e che John ÒReilly è legato alle famiglie più ricche del Paese ed ha abituali contatti con l’establishment imprenditoriale. Da rilevare che la misura dell’istituto, situato in una zona residenziale di Santiago, avviene ad una sola settimana in cui la Procura della Repubblica ha avviato le indagini, sempre per presunti casi di pedofilia, in altre 48 scuole della stessa aerea della capitale. Per altro, solo due giorni prima, lo stesso presidente Sebastian Pinera ha annunciato una decina di misure per arginare i crescenti casi di abusi sessuali nei confronti di minorenni in tutto il Paese, situazione ritenuta da molti una sorta di piaga sociale.

    http://www.leggo.it/news/mondo/cile_alunna_abusata_da_sacerdote_era_la_guida_spirituale_della_scuola_foto/notizie/189606.shtml