Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: World

  • Papa, da attivisti accuse di silenzio su 2 casi pedofilia in Argentina

    Papa, da attivisti accuse di silenzio su 2 casi pedofilia in Argentina

    Buenos Aires (Argentina), 19 mar. (LaPresse/AP) – Il gruppo statunitense ‘Bishop accountability’, che si occupa di monitorare gli abusi sessuali commessi da sacerdoti, ha chiesto a papa Francesco di scusarsi per quella che definisce la protezione fornita dalla Chiesa argentina a due preti accusati di pedofilia. Le accuse riguardano l’atteggiamento dell’allora cardinale Bergoglio, ai tempi arcivescovo di Buenos Aires, in relazione al caso di due sacerdoti: si tratta di padre Julio Cesar Grassi, che guidava la fondazione ‘Happy children’ e venne condannato per pedofilia nel 2008, e di padre Napoleon Sasso, condannato nel 2007 per avere abusato di alcune bambine a una mensa per poveri, posto a cui era stato assegnato dopo avere già avuto problemi di pedofilia nella provincia di San Juan. L’allora cardinale Jorge Bergoglio non è stato coinvolto direttamente in nessuno scandalo di abusi sessuali e in nessun insabbiamento, ma l’avvocato delle vittime Ernesto Moreau denuncia ad Associated Press che Bergoglio non avrebbe rimosso i sacerdoti e si sarebbe rifiutato di incontrare le vittime. Secondo Moreau, inoltre, Bergoglio avrebbe anzi finanziato con i soldi della Chiesa un rapporto a sostegno di Grassi, il quale è ora libero in seguito al processo d’appello. Prima della sentenza, Grassi ringraziò Bergoglio per “non averlo mai abbandonato”.

    Secondo l’avvocato delle vittime dei due sacerdoti, “Bergoglio è stato l’uomo più potente della Chiesa d’Argentina dall’inizio di questo secolo” e “la leadership della Chiesa non ha mai fatto niente per rimuovere queste persone dal loro posto e non è stato neanche fatto nulla per alleviare il dolore delle vittime”. La co-direttrice di Bishop accountability, Anne Doyle, parlando con Associated Press ha chiesto che papa Francesco si scusi e identifichi pubblicamente i preti che sono stati “credibilmente accusati”. Per mandare un messaggio di tolleranza zero, secondo Doyle, papa Francesco dovrebbe fare le seguenti cose: chiedere all’arcidiocesi di Buenos Aires di pubblicare i documenti completi relativi ai due preti accusati, identificare pubblicamente ogni sacerdote a carico del quale ci siano “accuse credibili”, appoggiare pubblicamente l’obbligo per i funzionari della Chiesa di denunciare alle autorità ogni caso di sospetti abusi sessuali, ammettere di avere sbagliato a difendere i due preti, chiedere scusa alle vittime di Grassi e Sasso e infine offrirsi di incontrare le vittime adesso.

    Per la co-direttrice Bishop accountability, l’episodio dei due sacerdoti dimostra che Bergoglio non era al passo con la lotta della Chiesa contro la pedofilia, cominciata nel 2002 dopo che migliaia di casi vennero denunciati negli Stati Uniti e nel resto del mondo. “Il fatto che Bergoglio lo abbia fatto appena cinque anni fa, mentre i vescovi in altri Paesi incontravano le vittime di pedofilia e applicavano regole dure, lo colloca di certo indietro rispetto ad altre figure americane”, dice Doyle ad AP. Doyle ha ricordato che a mettere in luce la vicenda, mentre tutto il mondo guardava la cerimonia di avvio del pontificato di papa Francesco, è stato il Washington Post. “Le vittime di questi due preti sono i veri figli di Dio dei quali ha parlato nell’omelia di oggi”, ha Anne Doyle. “Loro sono i più vulnerabili tra i poveri. Speriamo che Francesco considererà questa una priorità, tenderà le braccia alle vittime e correggerà la sua terribile indifferenza dimostrata quando era arcivescovo”, ha concluso.
    Pubblicato il 19 marzo 2013

    www.lapresse.it/cronaca/papa-da-att…entina-1.302175

  • “Papa Francesco ha taciuto sui casi di pedofilia in Argentina”

    “Papa Francesco ha taciuto sui casi di pedofilia in Argentina”

    Nel giorno dell’insediamento ufficiale di Papa Francesco, il Washington Post tira fuori qualche scheletro dall’armadio e racconta la vicenda giudiziaria di padre Julio Cesar Grassi, sacerdote argentino e fondatore di un programma a sostegno degli orfani, oggi condannato con la condizionale per molestie sessuali ai danni di un bambino sotto la sua tutela.

    CONDANNATO A 15 ANNI, LIBERO – Si chiama Julio Cesar Grassi e, nell’Arcidiocesi di Buenos Aires, è una specie di celebrità. Giovane, dinamico, interessato al mondo dei media e con un’interessante schiera di finanziatori, padre Grassi è il fondatore di una rete di scuole, orfanotrofi e programmi educativi a sostegno dei bambini e dei giovani argentini più sfortunati. La sua fondazione ha un nome solare: Felices los Niños, bambini felici. Grazie alle sue azioni, padre Grassi si è guadagnato il plauso del mondo politico argentino e, ovviamente, anche quello del suo superiore, l’Arcivescovo Jorge Mario Bergoglio, oggi Papa Francesco. Ma padre Grassi è stato condannato a 15 anni di prigione per aver molestato sessualmente un bambino che gli era stato affidato. La sentenza, risalente al 2009, è stata sospesa con la condizionale. Padre Grassi, pertanto, non si trova in carcere.

    BERGOGLIO E GLI ABUSI – Secondo quanto riportato dal Washington Post, nell’anno in cui Grassi fu condannato, Bergoglio si sarebbe rifiutato di incontrare la vittima del sacerdote, così come ogni altra persona che subì abusi da parte di un membro del clero argentino. Non avrebbe offerto né le sue scuse, né un risarcimento pecuniario, nemmeno in quei casi denunciati da altri membri della Chiesa o nei casi in cui i sacerdoti accusati fossero finiti in carcere. Bergoglio è stato eletto Pontefice meno di una settimana fa, e da quel giorno i media internazionali si sono soffermati principalmente sulle sue azioni durante la “guerra sporca” nel periodo della dittatura. Ma, oggi, lo scandalo che incombe sul Vaticano è legato alla pedofilia e, benché non ci siano prove che l’allora Arcivescovo di Buenos Aires abbia avuto un ruolo nel coprire i casi di abusi, si tratta di una macchia che potrebbe condizionare il papato di Bergoglio.

    “È STATO IN SILENZIO” – Numerose associazioni argentine a sostegno dei diritti umani hanno affermato che, negli ultimi anni, Bergoglio si sarebbe schierato con molta convinzione insieme alle organizzazione laiche per combattere la prostituzione minorile e il mercato del sesso e che avrebbe dato precise istruzioni ai vescovi di denunciare alla polizia tutte le accuse di abusi da parte dei membri del clero. Lo scorso settembre, quando un sacerdote è stato accusato di aver abusato di decine di ragazzini tra il 1984 e il 1992, Bergoglio aveva diffuso un comunicato in cui riaffermava “la sua profonda vergogna e l’immenso dolore per quanto commesso da una persona che dovrebbe dare l’esempio”. Tuttavia, per la maggior parte dei 14 anni in cui Bergoglio è stato Arcivescovo di Buenos Aires, non avrebbe intrapreso nessuna azione decisiva per proteggere i bambini dagli abusi, né avrebbe chiesto scusa quando i primi casi vennero alla luce. ”È stato in silenzio, completamente in silenzio” – ha dichiarato Ernesto Moreau, membro argentino delle Nazioni Unite nonché avvocato di alcune delle vittime che avevano chiesto, inutilmente, un incontro con Bergoglio. “In quel caso Bergoglio non fu troppo diverso dagli altri vescovi argentini, né dal Vaticano”.

    PADRE GRASSI, UN CASO PROBLEMATICO – Il caso di padre Grassi è stato particolarmente problematico, perché il sacerdote era considerato molto vicino sia a Bergoglio che ai giovani sacerdoti coinvolti nella fondazione. Una fondazione che accoglie 600 orfani e gestisce un giro di donazioni particolarmente cospicuo. Grassi non è stato espulso dal clero: anzi, dopo la sentenza, i vertici della Chiesa argentina guidati da Bergoglio, commissionarono un lungo report in cui si affermava che Grassi era innocente. Il documento è stato messo agli atti in vista del processo d’appello, ancora da celebrarsi, e Grassi può continuare a vivere a pochi passi dalle aule e dei dormitori della scuola da lui fondata e che oggi è diventata il centro della comunità fondata dal sacerdote. Alcuni dipendenti della scuola hanno testimoniato al processo. Una custode ha raccontato che Grassi “aveva i suoi preferiti, sempre maschietti. Regalava loro biciclette o giocattoli e poi ne sceglieva uno perché fosse il suo piccolo segretario”. Ad accusarlo ci sono poi le testimonianze di tre ragazzini, di età compresa tra i 9 e i 13 anni.

    RISTABILIRE LA CREDIBILITÀ DELLA CHIESA – “Molti cattolici vogliono proteggerlo e difenderlo – ha dichiarato Sister Martha Pelloni, avvocato argentino specializzato in abusi su minori – Ma quegli abusi erano reali”. Anche Fortunato Mallimaci, sociologo all’Università di Buenos Aires, ha analizzato la situazione: “Negli Stati Uniti e in Europa esiste una netta separazione tra Stato e Chiesa. Ma non in America Latina – ha spiegato – Qui la società civile è spesso troppo debole per superare il potere del clero e i sospetti si addensano prima sull’accusatore che sull’accusato. Ma se Bergoglio vuole ristabilire la credibilità della Chiesa – conclude Mallimaci – Dovrà essere il primo a dichiarare che nessun abuso verrà tollerato: a Washington come a Roma o a Buenos Aires”.

    www.giornalettismo.com/archives/835681/julio-cesar-grassi/

  • Pedofilia, il Papa allontana il cardinale Law

    Pedofilia, il Papa allontana il cardinale Law

    Pedofilia, il Papa allontana il cardinale Law
    L’incontro durante la visita alla basilica di Santa Maria Maggiore. Il Pontefice avrebbe espresso la volontà di non voler più vedere l’alto prelato, al centro dello scandalo pedofilia

    08:24 – Incontro imbarazzante, ieri, per papa Francesco durante la visita a Santa Maria Maggiore. Il nuovo pontefice ha incrociato il cardinale Bernard Law, in pensione, accusato di aver coperto i preti pedofili nella diocesi di Boston, non prendendo le adeguate misure. “Non voglio che frequenti questa basilica”, avrebbe detto il Papa. Il portavoce della Santa Sede ha cercato di minimizzare l’accaduto.

    Secondo quanto racconta Il Fatto quotidiano, infatti, la presenza del cardinale 82enne è stata discreta e sarebbe stata una sua volontà incontrare il nuovo Pontefice. Che però non avrebbe gradito più di tanto. Papa Francesco avrebbe intenzione di allontanare l’alto prelato, coinvolto nello scandalo pedofilia in Nord America, costringendolo a una vita di clausura.

    Bernard Law divenne arciprete della basilica romana, nonostante accuse pesanti. Il porporato, infatti, pur essendo venuto a conoscenza di preti pedofili, avrebbe trasferiti quest’ultimi in altre parrocchie e sempre a contatto con altri ragazzi. Una posizione “morbida” che non è mai piaciuta molto in Vaticano. A Law fu prospettata una vita in clausura, cosa mai avvenuta ma che potrebbe realizzarsi proprio con papa Francesco.

    http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lazio/articoli/1086112/pedofilia-il-papa-allontana-il-cardinale-law.shtml

  • Brasile, prete italiano condannato per pedofilia

    Brasile, prete italiano condannato per pedofilia

    PARROCO DEL COMUNE DI BORBA, A 150 KM DA MANAUS, IN AMAZZONIA

    Nove anni a un sacerdote per avere abusato sessualmente dal 1993 al 1996 di un bambino di nove anni

    Un altro caso di prete condannato per pedofilia, stavolta italiano ed in Brasile. Piergiorgio Albertini è stato condannato a nove anni di reclusione per aver abusato sessualmente per tre anni a partire dal 1993 di un bambino di nove anni. Albertini, di origine svizzera ma di nazionalità italiana, 73 anni, era parroco del comune di Borba, a 150 km da Manaus, capitale dell’Amazzonia

    http://www.corriere.it/cronache/13_marzo_09/sacerdote-italiano-condannato-pedofilia-brasile_f05c6e86-88e7-11e2-b463-ff37879da0fc.shtml

  • Brasile. Padre Piergiorgio Albertini, prete italiano, condannato per pedofilia, Amazzonia. Violentò per 3 anni bimbo di 9

    Brasile. Padre Piergiorgio Albertini, prete italiano, condannato per pedofilia, Amazzonia. Violentò per 3 anni bimbo di 9

     

    PARROCO DEL COMUNE DI BORBA, A 150 KM DA MANAUS, IN AMAZZONIA
    Brasile, prete italiano condannato per pedofilia
    Nove anni a un sacerdote per avere abusato sessualmente dal 1993 al 1996 di un bambino di nove anni

    Un altro caso di prete condannato per pedofilia, stavolta italiano ed in Brasile. Piergiorgio Albertini è stato condannato a nove anni di reclusione per aver abusato sessualmente per tre anni a partire dal 1993 di un bambino di nove anni. Albertini, di origine svizzera ma di nazionalità italiana, 73 anni, era parroco del comune di Borba, a 150 km da Manaus, capitale dell’Amazzonia.

    Redazione Online9 marzo 2013 | 19:40

    http://www.corriere.it/cronache/13_marzo_09/sacerdote-italiano-condannato-pedofilia-brasile_f05c6e86-88e7-11e2-b463-ff37879da0fc.shtml

    4 de março 2013 as 9:14 am
    Padre é condenado por pedofilia no Amazonas
    Piergiorgio Albertini é o 1º bispo católico condenado pela justiça Amazonas a 9 anos de prisão

    Piergiorgio Albertini é o 1º bispo católico condenado pela justiça Amazonas a 9 anos de prisão

    Piergiorgio Albertini é o 1º bispo católico condenado pela justiça Amazonas a 9 anos de prisão

    O italiano Piergiorgio Albertini, o “Padre Jorge”, 72, é o primeiro bispo da Igreja Católica condenado pela justiça Amazonas pelo o crime de estupro de vulnerável contra três crianças, todas de famílias pobres, que frequentavam a casa paroquial de Cristo Rei, no Município de Boba (a 215 quilômetros de Manaus, no rio Madeira), onde o padre exercia o sacerdócio há mais de uma década. Na última terça-feira, ele foi sentenciado pelo juiz Eliézer Fernandes Júnior a cumprir nove anos de prisão em regime fechado.

    Até a última sexta-feira, Padre Jorge ainda não havia sido encontrado para tomar ciência da sentença. De acordo com o juiz, ainda não é possível dizer se ele está foragido ou não, já que o seu passaporte está em poder do juiz. Nos últimos meses, ele alegou estar doente e chegou a se ausentar da cidade sem autorização judicial. Desde que passou a ser investigado, em 2003, ele foi afastado das funções que exercia na basílica de Santo Antônio, prelazia de Borba.

    Padre Jorge começou ser investigado após denúncias feita por uma de suas vítimas, a menina Fernanda**, na época com 9 anos. Ela contou que foi atraída para a casa paroquial, onde o bispo praticou com ela vários atos libidinosos. Em seu depoimento, a menina declarou que ele a fazia sentar em no colo dele e acariciava as partes íntimas dela. No final, ele oferecia alimentos, guloseimas e até dinheiro para ela.

    Segundo Fernanda, o bispo ficava despido e mandava ela tirar a roupa para pegar nas partes íntimas dela. No depoimento consta ainda que o bispo se esfregava no corpo dela até ejacular. Depois, padre Jorge sempre prometia presenteá-la com bicicleta, bolsa de estudo e dinheiro. A menina disse que ele manteve a prática libidinosa com ela até os 13 anos de idade. Conforme o exame, realizado na época pelo médico Hector Rey, o hímen da adolescente estava rompido há, pelo menos, sete dias. ”Eu cheguei a ver ele fazendo isso com outras meninas. Não quero mais falar sobre isso”, disse ela à reportagem.

    Outra vítima do Padre Jorge, que conseguiu denunciá-lo, foi a menina Carla**. Quando ela completou 12 anos, o bispo disse que iria presenteá-la e convidou-a para ir à casa paroquial. No local, ele a presenteou com um estojo de escova e pente, brinde de uma companhia aérea, e em seguida abriu a geladeira, mostrando que tinha muitos chocolates. Segundo depoimento da vítima, o padre chamou-a para sentar-se na coxa dele, que passou a mão nas partes íntimas dela.

    Carla contou ainda que certa vez foi levada com outras crianças a um balneário da cidade denominado “Lira”, para aprender nadar e que o Padre Jorge, enquanto ensinava-a passava as mãos nela.

    Carla afirmou que o padre costumava abraçá-la sempre pela frente ou por trás e esfregava o órgão genital nela, dizendo que era sem querer.

    Com base na denúncia das vítimas, foi instaurado inquérito policial para investigar o caso e, no decorrer das investigações, ficaram comprovadas as acusações, por meio das declarações das vítimas.
    Fonte: A Crítica

    http://www.oimpacto.com.br/polemica/padre-e-condenado-por-pedofilia-no-amazonas/

  • SLOVENIA, PARROCO ABUSÒ DI 16 BAMBINE: CHIESA CONDANNATA

    SLOVENIA, PARROCO ABUSÒ DI 16 BAMBINE: CHIESA CONDANNATA

    Sabato 09 Marzo 2013 – 17:36

    LUBIANA – Condanna per la Chiesa cattolica slovena, che dovrà pagare un risarcimento di 80 mila euro alla vittima di un prete pedofilo, morto all’improvviso sei anni fa prima della conclusione del processo in cui era imputato per sedici casi di abusi di bambine sotto i quindici anni d’età alle quali insegnava l’educazione religiosa. Secondo i media di Lubiana si tratta del primo caso in Slovenia nel quale la Chiesa cattolica come organizzazione è stata giudicata oggettivamente responsabile dei reati di un sacerdote pedofilo poichè «era suo dipendente e nel momento in cui commise i reati agiva da parroco». Il processo per pedofilia contro Karl Jost, parroco del villaggio Arce, vicino a Celje, fu interrotto nel 2007 per la morte dell’imputato. Una delle vittime, oggi donna 28-enne, presentò però una richiesta di risarcimento di 140 mila euro alla Chiesa cattolica slovena, oggi accordato in seconda istanza a 80 mila euro. Se la sentenza diventasse definitiva, dopo il terzo e ultimo grado processuale, segnerebbe un importante precedente per altri simili casi.

  • Nuovo Papa, per rete sopravvissuti agli abusi dei preti sono 12 i non papabili

    Nuovo Papa, per rete sopravvissuti agli abusi dei preti sono 12 i non papabili

    Da Maradiaga (Honduras) a Timothy Dolan (New York), da Angelo Scola (Italia) a Marc Ouellet (Quebec Canada). Per la Snap non sono degni del soglio pontificio per le omissioni che hanno fatto nel denunciare i responsabili e per le giustificazioni che hanno dato nonostante le prove. Padre Federico Lombardi: “Non spetta a loro dire chi va in conclave”

    Dodici cardinali non devono essere considerati “papabili” per rispetto alle vittime di abusi sessuali, soprattutto bambini, da parte di esponenti del clero, per le omissioni che hanno fatto nel denunciare i responsabili e per le giustificazioni che hanno dato nonostante le prove documentate. E’ l’opinione dello Snap, la rete americana dei sopravvissuti agli abusi dei preti, che in un hotel romano ha convocato una conferenza stampa con i giornalisti internazionali per fornire i nomi della “dirty dozen” ovvero la ‘sporca dozzina’.

    I cardinali da non eleggere papa nel conclave sono, secondo l’associazione: Norberto Rivera Carrera (Messico), Oscar Rodriguez Maradiaga (Honduras), Timothy Dolan (New York), Angelo Scola (Italia), George Pell (Australia), Dominik Duka (Rep.Ceca), Tarcisio Bertone (Italia), Donald Wuerl(Washington D.C.), Marc Ouellet (Quebec Canada), Sean O’Malley (Boston), Leonardo Sandri (Argentina), Peter Turkson (Ghana).

    Forse perché sono americani, gli esponenti della Snap Barbara Doris e David Clohessy ritengono che il cardinale più compromesso sia quello di New York, Dolan, che a loro dire avrebbe addirittura ideato un piano “per pagare 20 mila dollari ai preti coinvolti negli abusi sessuali pur di abbandonare l’abito talare”. Secondo lo Snap “alla fine si è saputo che almeno 12 preti hanno ricevuto soldi”. Esponenti dell’associazione hanno accusato il cardinale Scola “di aver voluto minimizzare lo scandalo e il ruolo della Chiesa”, ricordando che durante la sua omelia del 2010 nella basilica di S.Pietro disse che “riguardavano ambiti diversi e categorie diverse di persone”. E sempre Scola, hanno sostenuto i due rappresentanti, disse che tutte queste accuse rispetto al ruolo di Benedetto XVI nella crisi degli abusi sessuali erano “un’iniqua umiliazione”.

    Critiche sono state mosse dallo Snap anche nei confronti del cardinale Maradiaga, che, sempre in occasione dello scandalo degli abusi sessuali, disse: “Io andrei volentieri in galera prima di far male ai miei preti. Io non sono un poliziotto”. Gli esponenti dello Snap hanno poi ricordato quanto detto dal cardinal Ouellet, il quale sostenne che “soltanto il 10% delle accuse contro i preti sono state provate”. L’idea dell’associazione è che il peggio di questa vicenda deve ancora arrivare: “Solo di recente – hanno sostenuto – la vicenda è stata veramente portata alla luce. Negli Usa cominciò più o meno 10 anni fa e in pochi Paesi europei è ancora più recente. Lo scandalo, secondo noi, si deve ancora rivelare nella maggioranza dei Paesi” facendo intendere che quanto si sa attualmente è solo la punta dell’iceberg.

    Barbara Doris e David Clohessy vogliono spingere questi prelati cattolici “a smettere di far finta che il peggio sia passato. Tragicamente, il peggio quasi sicuramente deve ancora arrivare”. Ed è per questo che fanno un appello perché, durante le congregazioni in corso di svolgimento, tutti i cardinali interroghino “senza remore e timori questi 12 porporati per conoscere la verità. Desidereremmo vedere i loro colleghi parlare apertamente degli abusi sessuali e di pedofilia e mettere pressione su questi 12 cardinali”.

    Per lo Snap “se c’è qualcosa da imparare nel pontificato di Benedetto XVI è che la conoscenza di questa crisi non garantisce un’adeguata reazione concreta” e lo hanno accusato di “tante parole ma pochi fatti”, perché quando era cardinale “non c’era nessuno più informato di lui sugli abusi sessuali. Queste parole e questi gesti – hanno concluso – non hanno fatto nulla per proteggere ogni singolo bambino”.

    “Crediamo che non tocchi a Snap dire chi deve venire in conclavené dare una qualifica ai cardinali: dipende dai cardinali stessi giudicare chi è adatto a fare il Papa senza bisogno di chiedere consiglio a Snap –  ribatte il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi – . Le posizioni prese da Snap le conosciamo da molto tempo e crediamo che non tocchi a Snap dire chi deve venire in conclave e dare una qualifica ai cardinali che vi si riuniscono. Credo che dipenda dai cardinali stessi  giudicare chi è adatto e chi non è adatto, senza chiedere consigli alla Snap”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/06/nuovo-papa-per-associazione-sopravvissuti-abusi-sono-12-non-papabili/522233/

  • Regno Unito, accuse di abusi per un cardinale scozzese

    Regno Unito, accuse di abusi per un cardinale scozzese

    24/02/2013
    Regno Unito, accuse di abusi per un cardinale scozzese Keith O’Brien

    Keith O’Brien, 33 anni fa, avrebbe assunto “comportamenti inappropriati” nei confronti di tre sacerdoti e di un ex prete

    A pochi giorni dall’inizio del conclave nuove accuse e un nuovo potenziale scandalo, questa volta proveniente dalla chiesa cattolica in Gran Bretagna, rischia di scuotere ulteriormente il Vaticano in uno dei momenti più delicati della sua storia recente. Il cardinale scozzese Keith O’Brien, il più alto porporato britannico e tra quelli che hanno diritto di voto nell’elezione del prossimo papa, è accusato di «comportamento inappropriato» nei confronti di tre sacerdoti e un ex sacerdote.

    Le accuse, provenienti dai diretti interessati, sono state fatte pervenire al nunzio apostolico in Gran Bretagna, mons. Antonio Mennini, stando a quanto riferisce il Guardian in un lungo articolo pubblicato sul suo sito online e, in prima pagina del suo domenicale, The Observer. Si riferiscono ad episodi che risalgono a fino 33 anni fa. In un caso al 1980. All’epoca, la persona che oggi punta il dito contro il comportamento di O’Brien, aveva 18 anni ed era un seminarista al St.Andrew’s College (a Drygrange, in Scozia) dove l’attuale cardinale era il suo `direttore spirituale´. A quanto si apprende, ha parlato di un «approccio inappropriato» dopo le preghiere della sera.

    L’allora seminarista sarebbe stato in quel momento troppo spaventato per riportare l’accaduto, ma da allora la sua personalità sarebbe cambiata, e anche i suoi insegnanti avrebbero notato che appariva spesso depresso. L’allora seminarista è stato poi ordinato sacerdote, ma, si legge, avrebbe riferito al nunzio che avrebbe abbandonato il sacerdozio nel momento in cui O’Brien fu nominato cardinale (da Giovanni Paolo II nel 2005). Si è poi sposato. «Sapevo che avrebbe sempre esercitato un certo potere su di me. Si pensava che io avessi lasciato il sacerdozio per sposarmi. Non fu così. Lo feci per preservare la mia integrità».

    Quello che viene indicato dal giornale come prete B´ riferisce di un episodio, sempre negli anni '80, e parla di un «comportamento", da parte del cardinale nei suoi confronti, «non cercato» - precisa - e avvenuto a tarda serata, dopo una «sessione di bevute».Prete C´ accusa O’Brien di aver usato il momento della preghiera serale come una scusa per «contatti inappropriati», riferisce ancora il Guardian. A quanto emerge, inoltre, il cardinale avrebbe mantenuto i contatti con Prete C´ per un certo periodo e - questo dettaglio sarebbe stato fatto pervenire all'ufficio del Nunzio - almeno in un'altra occasione O'Brien, descritto daprete C´ come «molto carismatico», avrebbe fatto in modo di trovarsi in una situazione definita come intima. «Bisogna comprendere qual è il rapporto tra un vescovo e un prete. Gli si deve obbedienza – spiega l’ex sacerdote – è più di un capo, di un amministratore delegato di un’azienda. Esercita su di te un potere immenso».

    Le accuse sarebbero state riportate prima dell’annuncio delle dimissioni da parte di Benedetto XVI. O’Brien ha suscitato clamore nell’intervista che ha rilasciato ieri al servizio scozzese della Bbc in cui il cardinale affermava che a suo avviso i preti dovrebbero potersi sposare, se lo volessero. Un’apertura inedita e sorprendente anche perché il porporato è considerato un ferreo tradizionalista. Uno strenuo conservatore soprattutto in materia di omosessualità, che aveva condannato come immorale, e contro i matrimoni gay che aveva definito «dannosi per il benessere fisico, mentale e spirituale».

  • Keith O’Brien Cardinale scozzese accusato di «comportamenti inappropriati»

    Keith O’Brien Cardinale scozzese accusato di «comportamenti inappropriati»

    Gli accusatori sono tre sacerdoti e un ex religioso.
    Le loro storie pubblicate dal «Guardian»

    Il cardinale Keith O’BrienIl cardinale Keith O’Brien
    A pochi giorni dall’inizio del conclave nuove accuse e un nuovo potenziale scandalo, questa volta proveniente dalla chiesa cattolica in Gran Bretagna, rischia di scuotere ulteriormente il Vaticano in uno dei momenti più delicati della sua storia recente. Il cardinale scozzese Keith O’Brien, il più alto porporato britannico e tra quelli che hanno diritto di voto nell’elezione del prossimo papa, è accusato di «comportamento inappropriato» nei confronti di tre sacerdoti e un ex sacerdote.

    EPISODI DI 33 ANNI FA – Le accuse, provenienti dai diretti interessati, sono state fatte pervenire al nunzio apostolico in Gran Bretagna, Antonio Mennini, stando a quanto riferisce il Guardian in un lungo articolo pubblicato sabato sera sul suo sito online e, in prima pagina del suo domenicale, The Observer. Si riferiscono ad episodi che risalgono a fino 33 anni fa. In un caso al 1980. All’epoca, la persona che oggi punta il dito contro il comportamento di O’Brien, aveva 18 anni ed era un seminarista al St.Andrew’s College (a Drygrange, in Scozia) dove l’attuale cardinale era il suo «direttore spirituale». A quanto si apprende, ha parlato di un «approccio inappropriato» dopo le preghiere della sera. L’allora seminarista sarebbe stato in quel momento troppo spaventato per riportare l’accaduto, ma da allora la sua personalità sarebbe cambiata, e anche i suoi insegnanti avrebbero notato che appariva spesso depresso. L’allora seminarista è stato poi ordinato sacerdote, ma, si legge, avrebbe riferito al nunzio che avrebbe abbandonato il sacerdozio nel momento in cui O’Brien fu nominato cardinale (da Giovanni Paolo II nel 2005). Si è poi sposato. «Sapevo che avrebbe sempre esercitato un certo potere su di me. Si pensava che io avessi lasciato il sacerdozio per sposarmi. Non fu così. Lo feci per preservare la mia integrità».

    «PRETE B» E «PRETE C» – Quello che viene indicato dal giornale come «prete B» riferisce di un episodio, sempre negli anni 80, e parla di un «comportamento», da parte del cardinale nei suoi confronti, «non cercato» – precisa – e avvenuto a tarda serata, dopo una «sessione di bevute». «Prete C» accusa O’Brien di aver usato il momento della preghiera serale come una scusa per «contatti inappropriati», riferisce ancora il Guardian. A quanto emerge, inoltre, il cardinale avrebbe mantenuto i contatti con «Prete C» per un certo periodo e – questo dettaglio sarebbe stato fatto pervenire all’ufficio del Nunzio – almeno in un’altra occasione O’Brien, descritto da «Prete C» come «molto carismatico», avrebbe fatto in modo di trovarsi in una situazione definita come intima. «Bisogna comprendere qual è il rapporto tra un vescovo e un prete. Gli si deve obbedienza – spiega l’ex sacerdote – è più di un capo, di un amministratore delegato di un’azienda. Esercita su di te un potere immenso». Le accuse sarebbero state riportate prima dell’annuncio delle dimissioni da parte di Benedetto XVI.

    L’INTERVISTA INASPETTATA – O’Brien ha suscitato clamore l’intervista che ha rilasciato venerdì al servizio scozzese della Bbc in cui il cardinale affermava che a suo avviso i preti dovrebbero potersi sposare, se lo volessero. Un’apertura inedita e sorprendente anche perché il porporato è considerato un ferreo tradizionalista. Uno strenuo conservatore soprattutto in materia di omosessualità, che aveva condannato come immorale, e contro i matrimoni gay che aveva definito «dannosi per il benessere fisico, mentale e spirituale».

    Redazione Online24 febbraio 2013 | 1:08

    http://www.corriere.it/cronache/13_febbraio_24/cardinale-scozzese_27112274-7e15-11e2-af5b-7a4139da51bb.shtml

     

    Conclave, nuova grana in arrivo dalla Scozia: cardinale accusato di rapporti ‘inappropriati’

    L’alto prelato scozzese, in partenza per Roma in vista dell’elezione del nuovo Papa, messo sotto accusa per ‘molestie’ dall’esposto di quattro sacerdoti al Nunzio apostolico in Gran Bretagna: “Si deve dimettere, la Chiesa non lo faccia votare”

    Conclave, nuova grana in arrivo dalla Scozia: cardinale accusato di rapporti ‘inappropriati’ Il cardinale Keith O’Brien (ansa)

    LONDRA – Non bastava il caso Mahony, sul conclave che dovrà eleggere il nuovo Papa piove un’altra grana che stavolta arriva dal Regno Unito. Uno degli “elettori” del pontefice, il cardinale scozzese Keith O’Brian, è stato accusato di “comportamento inappropriato” da tre sacerdoti e un ex sacerdote in Scozia. A svelare la notizia sono il Guardian e l’Observer.

    Secondo il Guardian, i quattro hanno sottoposto la loro segnalazione, con riferimento a un periodo che risale a fino 33 anni fa, al Nunzio apostolico in Gran Bretagna, Antonello Mennini, chiedendo le dimissioni immediate del porporato. Un portavoce del cardinale ha fatto sapere che le affermazioni degli ‘accusatori’ sono state contestate. O’Brien ha 74 anni e si dovrebbe ritirare il mese prossimo.

    A quanto emerge, uno dei denuncianti ritiene che O’Brian avesse sviluppato nei suoi confronti un rapporto definito “inappropriato” e che ciò lo abbia costretto ad anni di assistenza psicologica. I quattro, si legge ancora sulla versione online del quotidiano, affermano di essersi rivolti al Nunzio già prima dell’annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI, l’11 febbraio scorso. L’Observer riferisce che i quattro farebbero parte della diocesi di St Andrews e di Edimburgo di cui è titolare O’Brien. Inoltre, i denuncianti temono che una partecipazione del primate scozzese all’elezione del Papa vorrebbe dire che la Chiesa ha ignorato le loro rivendicazioni.

    Il primo caso – secondo quanto riporta l’Observer – risale al
    1980 quando uno degli accusatori era “un seminarista 18enne al Drygrange college a St Andrews, dove O’Brien era il suo direttore spirituale”, e dove, secondo il domenicale, l’attuale cardinale gli avrebbe fatto delle “avance inappropriate dopo la preghiera della notte”. All’epoca, l’uomo, ha spiegato di essere “troppo terrorizzato per denunciare il caso”. Venne ordinato sacerdote, ma si spogliò dell’abito talare quando seppe che O’Brien era stata nominato vescovo.

    Per quanto riguarda gli altri tre ‘denunciati’, tutti ancora sacerdoti, il primo ha riferito di di essere stato oggetto di “un contatto inopportuno” da parte di O’Brien nella sua prima parrocchia; il secondo ha spiegato che nel 1980 fu invitato a passare un settimana con l’attuale cardinale nella sua residenza e qui, ha detto, di essere stato vittima di un comportamento inadeguato dopo una bevuta a notte fonda; l’ultimo sacerdote ha dichiarato che quando era un giovane prete O’Brien utilizzava la vicinanza durante le preghiere serali per “contatti inappropriati”.

    Ieri il cardinale scozzese, in un’intervista alla Bbc, aveva confermato la sua intenzione di partire per Roma il prossimo martedì per partecipare al conclave. L’intervista aveva suscitato clamore per alcune sue dichiarazioni sulla opportunità per i preti di sposarsi: “Se lo vogliono dovrebbero poterlo fare”, aveva detto il cardinale. In passato invece, O’Brian aveva manifestato posizioni molto conservatrici, in particolare rispetto all’omosessualità che aveva condannato come immorale e contro i matrimoni gay che aveva definito “dannosi”.

    (23 febbraio 2013)

    http://www.repubblica.it/esteri/2013/02/23/news/il_cardinale_o_brien_nuova_grana_sul_conclave-53279245/

  • Bolivia/ Si impicca ex sacerdote pedofilo, era ai domiciliari

    Bolivia/ Si impicca ex sacerdote pedofilo, era ai domiciliari

    21 Febbraio 2013
    Bolivia/ Si impicca ex sacerdote pedofilo, era ai domiciliari
    Revich era stato condannato a 15 anni

    La Paz, 21 feb. Un ex sacerdote cattolico, condannato per pedofilia, si è impiccato nella sua abitazione in Bolivia.

    Eduardo Revich, ritenuto colpevole di avere abusato di 18 bambini e condannato a 15 anni di prigione nell’aprile 2011, stava scontando la sua pena agli arresti domiciliari e aveva fatto ricorso. Revich si è tolto la vita nella sua casa a Tarabuco, ha confermato Mario Moyano, capo della polizia della regione di Chuquisaca. “Una delle prime ipotesi è che si sia
    tolto la vita”, ha spiegato il poliziotto.

    Revich era stato condannato per gli abusi mentre guidava il centro per i bambini poveri tra il 2002 e il 2007. Dopo le accuse, la Chiesa ha chiuso il centro giovanile e sospeso il prete.

    http://www.ilmondo.it/esteri/2013-02-21/bolivia-si-impicca-ex-sacerdote-pedofilo-era-ai-domiciliari_204288.shtml