Secondo il Grand Jury «è noto che nel corso degli anni il cardinale venne costantemente informato delle attività di mons. Lynn, ma per il momento non è possibile procedere in modo efficace anche nel perseguimento penale del cardinale». Da parte sua, l’attuale arcivescovo di Philadelphia, Justin Rigali, ha osservato: «È mia intenzione di considerare attentamente e prendere molto sul serio le osservazioni e le raccomandazioni del grand jury». L’incriminazione però non si ferma a quella contro mons. Lynn. Nell’attuale procedimento, insieme a lui, sono finiti sotto accusa altri tre sacerdoti -uno dei quali però ridotto allo stato laicale nel 2006- e un insegnante. La vicenda processuale riguarda in particolare due vittime; di queste una era all’epoca dei fatti un bambino che sarebbe stato abusato da due sacerdoti e da uno dei suoi insegnanti nella scuola primaria. Il bambino, di 10 anni, era chierichetto nel 1998.
Categoria: World
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Olanda: cardinale ammette, “Feci parrocco un pedofilo”
Venerdì 11 Febbraio 2011 19:00
Il cardinale olandese Ad Simonis ha ammesso di aver nominato parroco della città di Amersfoort un prete che aveva precedenti penali per pedofilia.Al momento della nomina, nel 1991, ha affermato il cardinale in un documento citato dai media olandesi, l’arcivescovado di Utrecht, responsabile anche della parrocchia di Amersfort, era a conoscenza del passato del prete. L’anno prima il sacerdote era stato condannato a tre mesi di prigione per aver abusato di tre adolescenti di 14 anni. Il cardinale, arcivescovo di Utrecht fino al 2007, al momento della scelta non aveva fatto menzione ai parrocchiani del passato del prete, ma secondo il prelato «non c’è stato il minimo segnale che il sacerdote abbia poi ricominciato ad abusare dei bambini».
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Nel novembre 2006 lo troviamo impegnato in kenia nella diocesi di Idiofa. Ma nulla sulle accuse di pedofilia nei suoi confronti
Missionari italiani in soccorso degli studenti nel territorio di Idiofa
Il padre di Milano Don Luciano Pesavento, responsabile della Onlus italiana “Il Cireneo”, svolge da anni un sostegno educativo a favore dei bambini congolesi del decanato di Banga-Banneux, nella diocesi di Idiofa, nella provincia di Bandundu. Grazie a questo sostegno, in Italia si trova uno sponsor per ogni bambino dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di primo grado. Il suo sostegno ha già assistito più di 1.500 bambini.
Il responsabile di una Onlus italiana Il Cireneo ha recentemente effettuato una visita di lavoro alla missione Banga presso il centro Banga Bresciano “Cbb” nella sottoparrocchia di Kabwanga e nel villaggio di Makasu. Banga Bresciano “Cbb” è un centro di sviluppo rurale istituito nel 1985 da padre Faustin Mapwar, attualmente docente presso le Facoltà cattoliche di Kinshasa (FCK) e direttore del Centro per gli archivi ecclesiastici abate Stefano Kaoze.
Questa visita è consistita nel verificare la presenza dei bambini assistiti nella valutazione del loro livello di studi e nella valutazione esatta del livello di impegno e del grado di responsabilità dei loro insegnanti. Questi ultimi beneficiano di un bonus concesso dall’associazione. Questo dà agli alunni oggetti classici e fornisce loro cure mediche gratuite.
I legami tra il bambino assistito e il suo benefattore sono rafforzati dalla corrispondenza durante le festività natalizie e pasquali. Il Cireneo prepara regali speciali per i bambini delle scuole elementari cattoliche della parrocchia di Banga-Banneux.
Anche gli studenti delle scuole superiori che hanno sponsor ricevono questi doni. I genitori sono contenti dell’assistenza che i loro figli ricevono da Il Ciceron mentre i collaboratori locali della Onlus italiana, in particolare il parroco, si rammaricano che le infrastrutture scolastiche siano gravemente fatiscenti.
Secondo l’agenzia cattolica Dia del 3 novembre 2006 “Padre Faustin Mapwar ha lanciato un appello alle autorità pubbliche e ad alcune organizzazioni umanitarie internazionali affinché forniscano assistenza a queste scuole affinché possano essere dotate di banchi, tavoli e materiale scolastico. E perché non le società di comunicazione installate a Kinshasa che intervengono in alcune scuole di Kinshasa e di altre province del Paese? “
Va ricordato che il nome de Il Cireneo significa Simone di Cirene, personaggio della Bibbia che aiutò Gesù a portare la sua croce. In principio, l’opera de “Il Cireneo”, un gruppo missionario, iniziò con 496 studenti del decanato di Banga-Banneux che furono assistiti. Gli inizi di questo gruppo nella diocesi di Idiofa risalgono al 1998.
La filosofia de “Il Cireneo” è quella di dare un aiuto ai più poveri o ai più poveri, ma che sono in cammino cosparsi di difficoltà che possono scoraggiarli. In Italia quest’opera è diretta da padre Gallarate, sacerdote di Milano.
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Anche in Sudafrica abusi sessuali dei preti
28 gennaio 2011
Arrivato nel paese nel 1998, avrebbe commesso un abuso contro un ventenne: arrestato, ma rilasciato su cauzione.
La notizia arriva praticamente dagli antipodi: a Mthatha, cittadina orientale del Sudafrica, un nuovo caso di abusi nel clero cattolico. Un sacerdote 68enne è stato arrestato con l’accusa di aver violentato un ragazzo di 20 anni nella casa di accoglienza che gestiva.
ABUSI AFRICANI – Sono i media africani a raccontare la notizia.
La procura di Mthatha ha concesso una cauzione di 1000 rupie martedì e il sacerdote riapparirà presso la corte il 2 febbraio”, ha detto il procuratore nazionale Luxolo Tyali. Il prete, 68 anni, è stato arrestato domenica e ha chiesto la cauzione già lunedì. La violenza sarebbe stata perpetrata nel 2009.
Subito arriva la reazione della Chiesa locale: sapevamo, e abbiamo agito.
Un portavoce per la Chiesa, Padre Chris Townsend afferma che gli abusi sessuali furono visti in una luce molto seria dal vescovo di Mthatha, Sithembele Siphuka. “Tutte le lamentele verso il clero e i lavoratori religiosi nella Diocesi di Mthatha sono stati gestiti secondo il protocollo per le indagini sulle lamentele contro sacerdoti…riguardo agli abusi sessuali su minori, una linea guida della Conferenza Sudafricana dei Vescovi. I vescovi hanno già aperto una indagine preliminare sul caso, ha detto.
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GERMANIA: ABUSI PRETI, GESUITI INDENNIZZANO LE VITTIME
18:54 24 GEN 2011
(AGI) -erlino – I gesuiti tedeschi sono pronti ad indennizzare le vittime di abusi sessuali commessi negli anni e decenni scorsi dai religiosi dell’ordine. Lo annuncia al “Berliner Zeitung’ il padre Klaus Mertes, preside del “Canisius Kolleg”, il liceo berlinese nel quale esattamente un anno fa scoppio’ lo scandalo, che poi assunse una dimensione nazionale. Si tratta del primo indennizzo messo in atto in Germania da parte di un’istituzione ecclesiastica, che dovrebbe ammontare “ad oltre un milione di euro”, in modo da risarcire ognuna delle 205 vittime berlinesi con una somma a quattro cifre .
www.agi.it/iphone/notizie/201101241…zano_le_vittime
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PEDOFILIA, PRESO PRETE IN FUGA DA 15 ANNI: ERA IN BELGIO
Giovedì 20 Gennaio 2011 – 22:44
Eric Dejaeger
TORONTO – È finita la fuga di un sacerdote canadese sfuggito per 15 anni al processo per accuse di crimini sessuali nei confronti di bambini Inuit. Eric Dejaeger (foto), 63 anni, è dovuto rientrare in Canada per aver violato le leggi sull’immigrazione in Belgio, dove viveva. Dejaeger è stato accompagnato a Iqaluit, nel territorio di Nunavut, dove deve affrontare sei capi d’accusa per abusi sessuali compiuti su bambini almeno 30 anni fa. Il sindaco di Igloolik, cittadina di circa duemila abitanti vicino all’Isola di Baffin, dove i crimini sarebbero stati compiuti, ha dichiarato che i cittadini sono sollevati dall’arresto di Dejaeger. Sembra che il prete sia riuscito a sfuggire alla giustizia per tutti questi anni perchè il governo belga non era al corrente del fatto che aveva preso cittadinanza canadese nel 1977, anche se questo risulta dai documenti dell’Rcmp, la polizia canadese. Dopo aver vissuto nell’Artide dagli anni Settanta, Dejaeger era stato condannato nel 1990 a cinque anni per nove imputazioni di abusi sessuali su bambini a Baker Lake, nella costa occidentale della Baia di Hudson. Nel 1995, dopo aver terminato il periodo di carcere, altre presunte vittime provenienti da Igloolik lo hanno denunciato. Ma Dejaeger non si è presentato in tribunale ed è scappato in Belgio, suo paese natio. Dejaeger è nella lista dei ricercarti dall’Interpol dal 2002. Ma il Belgio ha un limite di dieci anni sui crimini sessuali sui bambini, dopo che la vittima ha compiuto 18 anni e perciò non ha estradato il sacerdote – che ritenevano essere ancora un cittadino belga – per essere processato in Canada, dove non c’è alcun limite di tempo per essere processati. Dejaeger ha vissuto da uomo libero fino allo scorso autunno, quando le autorità hanno scoperto che gli era scaduto il passaporto nel 1997 facendone un immigrato illegale nel suo paese di nascita.
www.leggo.it/articolo.php?id=101887&sez=ESTERI
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Wojtyla: Messico; critiche da vittime preti pedofili
Mercoledì 19 Gennaio 2011 17:01
Persone che sono state vittime di preti pedofili hanno criticato oggi in Messico l’annuncio della prossima beatificazione di papa Giovanni Paolo II, affermando che il pontefice era al corrente delle sevizie sessuali ma ha chiuso gli occhi. «È una delusione per noi, in quanto vittime di sevizie da parte dei preti, sapere che non sono state analizzate tutte le prove che testimoniano come Giovanni Paolo II era al corrente di questi crimini», ha detto Joaquin Aguilar Mendez, portavoce della «Rete dei sopravvissuti alle sevizie sessuali (inflitte) da alcuni preti», all’agenzia di stampa France Presse. Secondo lui, che da bambino è stato vittima di un prete pedofilo, la beatificazione di papa Wojtyla indica che la Chiesa cattolica «vuole lavarsi le mani al più presto dello scandalo della pedofilia». «Non è possibile che Wojtyla non sia stato al corrente del caso di padre Marcial Maciel, uomo di primo piano durante il suo pontificato», ha aggiunto Mendez. Maciel, fondatore messicano dell’ordine dei Legionari di Cristo morto neglia Usa nel 2008 a 87 anni, ha avuto una figlia da una relazione clandestina ed è stato accusato di aver compiuto sevizie sessuali su otto ex seminaristi. Nel 2006 era stato sottoposto dal Vaticano a restrizioni al suo ministero religioso.
www.lunico.eu/2011011936291/cronaca…i-pedofili.html
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Malta, agghiaccianti storie di abusi in un orfanotrofio gestito dai preti
Malta, agghiaccianti storie di abusi in un orfanotrofio gestito dai preti
Un ragazzino che subì violenza è diventato anni dopo un efferato assassinoLA VALLETTA – Ancora gli stessi preti e lo stesso orfanotrofio. A una settimana dalla visita di papa Benedetto XVI, nuove accuse pesanti sono state sollevate verso la Chiesa maltese per atti di pedofilia ed abusi su minori nell’Istituto San Giuseppe di Santa Venera. Questa volta a puntare il dito è un abusato divenuto un efferato assassino, che, in un raptus di rabbia per essere stato toccato, ha ucciso e fatto a pezzi un omosessuale: un “mostro”, come lui stesso si definisce, che ha appena scontato 20 anni di carcere per quel delitto macabro che aveva sconvolto l’isola nel 1991.
Gaetano Scerri, 46 anni, conosciuto meglio con il soprannome “l’uomo”, parla per la prima volta e rivela i dettagli della sua infanzia nelle mani dei preti pedofili nell’Istituto di San Giuseppe. La sua storia verrà pubblicata oggi anche sulla prima pagina del domenicale di Malta “Illum”. L’orfanotrofio è lo stesso da dove sono partite le denunce di altri dieci vittime degli abusi, tra cui Lawrence Grech e Joseph Magro che stanno preparando una protesta tra la folla che accoglierà il Pontefice per la messa domenica prossima a Floriana.
Scerri racconta di una “infanzia rubata” e di essere diventato un “mostro omofobico” per colpa dei preti che lo abusarono per anni, spiegando che «gli abusi, gli stupri, la deprivazione e le botte hanno fatto di me un omicida spietato, pieno di rabbia verso la società».
«Non ho meritato niente di questo», lamenta Gaetano Scerri che ricorda quella tragica notte del 7 aprile 1991 quando insieme ad un suo complice Reno Mercieca, uccise un uomo, e lo tagliò a pezzi con il vetro di una bottiglia rotta. I brandelli del cadavere furono buttati in mare ed altri invece sono state trovate sparsi in varie posti della capitale La Valletta.
Il delitto, col suo sfondo omosessuale, aveva scioccato l’opinione pubblica. Ma mai nessuno aveva capito che Scerri aveva agito d’istinto contro un uomo che lo voleva “toccare”.
«La vittima mi voleva toccare, ed io ho solamente reagito, il resto lo sapete com’è finito?», dice oggi. Scerri ricorda che da piccolo veniva forzato a dormire nudo e senza lenzuola, picchiato duramente dai preti tanto di fargli perdere un dente.
«Io e gli altri – spiega – siamo cresciuti avendo paura delle donne, perché eravamo sempre esposti al sesso tra uomini, abbiamo creduto per molto tempo di essere omosessuali». Disoccupato e senza soldi, Gaetano Scerri adesso chiede che la giustizia sia fatta. «Io sono stato processato perché mi hanno fatto un mostro, ho pagato per i miei sbagli, ma adesso tocca ad altri di assumere le loro responsabilità davanti alla giustizia, e chiedo alla Chiesa che questi preti vengono processati e condannati senza nessuna pietà».
Scerri insiste che non serve a niente se i vescovi di Malta si limitano a esprimere «dolore e pentimento: serve giustizia».
I quattro preti, Charles Pulis, Joseph Bonnett, Godwin Scerri e Conrad Sciberras – accusa – rimangono protetti dalla Chiesa, con il loro processo messo in “Sine Die”, a causa di un accordo raggiunto tra lo Stato Maltese e la Chiesa negli anni sessanta, secondo cui i membri del clero rispondono solo alla giurisdizione del Tribunale Ecclesiatico e non quella criminale. Sabato e domenica prossima, Gaetano Scerri sarà presente insieme alle altre vittime dell’Istituto San Giuseppe alla protesta che viene preparata durante la visita del Papa.(f.a.) -

SVIZZERA “Il pedofilo non deve trovare rifugio nel confessionale”
Notizia del 12/01/2011
Sta facendo discutere l’iniziativa parlamentare lanciata da Carlo Sommaruga. Il consigliere nazionale socialista chiede l’abolizione del segreto confessionale degli ecclesiastici in materia di reati sessuali su minori. La reazione di Padre Callisto Caldelari: “Idea fuori di testa”
BERNA – “Un prete che riceve una confessione da parte di un pedofilo, deve denunciare i fatti alla polizia. Basta col segreto”. Lo chiede il consigliere nazionale socialista Carlo Sommaruga con l’iniziativa parlamentare presentata a metà dicembre a Berna. Una modifica del Codice penale che spazzerebbe via il segreto professionale e confessionale degli ecclesiastici in materia di reati sessuali nei confronti di minori. La proposta sta suscitando le reazioni più disparate, sia per la schiettezza utilizzata da Sommaruga, sia per le contraddizioni che la stessa iniziativa contiene.
Carlo Sommaruga, lei presenta questa iniziativa parlamentare includendo solo i reati sessuali nei confronti dei minori. Non sarebbe stato meglio allora includere tutti i reati gravi, come ad esempio l’omicidio e lo stupro?
“Ma sono soprattutto i reati sessuali su minori a scivolare nel silenzio e nell’omertà. Per fare davvero giustizia e per fare in modo che le vittime abbiano un risarcimento questo silenzio bisogna romperlo. È in questo contesto che si inserisce la mia iniziativa parlamentare”.Di questo passo andrebbe ridiscusso anche il segreto professionale di avvocati e medici?
“No. L’avvocato è un ausiliario di giustizia. Con la sua attività permette di difendere la vittima come l’autore. È consultato nell’ottica dell’azione giudiziaria. I medici hanno il compito di consigliare e di prendere a carico gli autori di abusi sessuali con un trattamento psicologico o psichiatrico. Infatti sappiamo che la maggior parte degli autori di reati hanno una personalità affettiva turbata e i loro comportamenti possono essere ‘corretti’ con un trattamento medico mirato. L’intervento di un religioso, invece, non evita la recidiva e non contribuisce al funzionamento della giustizia”.La sua, viste le considerazioni, sembra sempre più una proposta anticlericale. Soprattutto nei confronti dei cattolici. Sbaglio?
“Sì, sbaglia. Perché si sa benissimo che in passato ci sono stati abusi sessuali da parte di religiosi oppure religiosi che hanno contribuito a nascondere i fatti. È una triste realtà. E comunque la mia iniziativa coinvolge tutti gli ecclesiastici, non solo i cattolici. Anche se, indubbiamente, visti i fatti emersi nell’ultimo anno, i cattolici sono fortemente coinvolti. A mio avviso la Chiesa in Svizzera non ha svolto un lavoro completo di introspezione, di riconoscimento pubblico degli errori, di scuse collettive e individuali, come è stato fatto in Irlanda, negli Stati Uniti o come si sta facendo in Germania. Io, comunque, ho deciso di lanciare questa iniziativa dopo essere venuto a conoscenza del grave occultamento di fatti tra i testimoni di Geova”.Quali saranno ora le prossime tappe?
“L’iniziativa seguirà le tappe ordinarie. Sarà trattata in commissione e poi dal Consiglio nazionale. Spero che chi solitamente si scaglia sistematicamente contro gli autori degli abusi, spesso con proposte altamente repressive, stavolta colga l’opportunità”.Patrick Mancini
Foto d’archivio Keystone
Padre Callisto: “Ma i preti fanno il possibile per spingere verso l’autodenuncia”“È un’idea fuori di testa, che dimostra anche una certa ignoranza in materia”. Padre Callisto Caldelari non le manda a dire a Carlo Sommaurga. Per il frate della parrocchia del Sacro Cuore di Bellinzona non c’è alcun bisogno di toccare il segreto confessionale e professionale degli ecclesiastici: “Perché un prete che riceve la confessione di un reato grave ha già il dovere di fare di tutto per convincere l’autore del reato a costituirsi. Addirittura, in caso di rifiuto, può arrivare a negargli l’assoluzione dai peccati”. Poi Padre Callisto cita un’esperienza personale. “Una volta – racconta – è arrivato da me un uomo che mi ha confessato di avere abusato della figlia della sua compagna. Io l’ho esortato ad autodenunciarsi, spiegandogli che visto il suo pentimento avrebbe anche avuto qualche sconto di pena. Lui ha accettato. L’ho accompagnato io, di persona, dal procuratore”. E nel caso di religiosi che commettono reati di pedofilia? Padre Callisto non ha dubbi: “I vescovi devono esortare il prete ad autodenunciarsi alle autorità. È successo anche in Ticino, in passato”. Infine, una riflessione sul valore della confessione: “La confessione è finalizzata alla conversione e al cambiamento di vita. Se non c’è un segreto, uno rischia di non convertirsi più. Non bisogna, infine, dimenticare che una proposta come quella di Sommaruga dovrebbe passare perlomeno anche dal Vaticano, non solo da Palazzo federale”.
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PRETI PEDOFILI: CHIESA BELGA SOSPENDE 22 DI 134 COINVOLTI – 12.01.11 – 12:00
(AGI) – Bruxelles, 12 gen. – La Chiesa belga ha sospeso 22 dei 134 preti coinvolti in presunti casi di pedofilia. La lista dei 134 e’ stata stilata dalla Conferenza episcopale del Paese. Dei 134, 90 sono ancora vivi. A questi andranno aggiunti una cinquantina di nomi, secondo le denunce presentate dalla presunte vittime negli ultimi mesi. .
www.blitzquotidiano.it/italia/agi/p…nvolti-1285260/
Belgio: solo un prete pedofilo su sei viene allontanato dalla Chiesa
BRUXELLES – Un rapporto ufficiale pubblicato dalla Chiesa Cattolica belga ha annunciato che solo un prete per ogni sei sacerdoti responsabili di abusi sessuali contro i minorenni sono stati puniti con l’allontanamento dalla Chiesa. Il documento diffuso dalla Chiesa belga alla fine di dicembre, ha rivelato dettagliatamente i 134 casi di abusi e maltrattamenti sessuali commessi dai sacerdoti pedofili nel corso dei diversi decenni.
Stando al documento, riportato martedì dal quotidiano belga Le Soir, nel 70 per cento dei casi delle violenze sessuali, la chiesa o la magistratura belga ha ricevuto le denunce da parte delle vittime tuttavia solamente un prete ogni sei ha ricevuto la pena massima ovvero la sospensione definitiva dalle funzioni. Il drammatico rapporto giunge poco dopo le rivelazioni fatte sui nuovi casi degli scandali sessuali scoppiati largamente in un paese a grande maggioranza cattolica. A partire dal nuovo anno cristiano, la Chiesa Cattolica in Belgio è nuovamente stata sottoposta alle accuse di abusi sessuali questa volta avvenuta nell’istituto scolastico “Stella Maris”, gestito da suore. Un gruppo di suore sono state accusate di aver abusato di molti minori in un collegio del sudovest del Paese, nella cittadina di Courtrai. Secondo i media del paese, gli avvenimenti risalirebbero ai decenni fra il 1960 ed il 1990.
