Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • ‘A Malta preti pedofili protetti dalla Chiesa’ I preti pedofili sono ancora tra noi

    ‘A Malta preti pedofili protetti dalla Chiesa’ I preti pedofili sono ancora tra noi

    08 gennaio 2011 — pagina 1 – 17 sezione: PRIMA PAGINA
    LA LETTERA l’ hanno scritta nell’ italiano pidgin, contaminato dall’ inglese, che tuttora si parla a Malta. Ma il messaggio, indirizzato al Papa, è chiarissimo: «Noi ci ritroviamo molto dispiaciuti perché questi preti da oggi girano per le strade vestiti ancora da preti». LE VITTIME degli abusi con le quali Benedetto XVI pregò ad aprile durante la sua visita pastorale nell’ arcipelago al centro del Mediterraneo si riferiscono ai responsabili delle violenze: nonostante le scuse e le lacrime di Ratzinger, i religiosi sono ancora al loro posto. «Perché la Chiesa di Malta protegge ancora questi scandali? Perché i preti hanno ammesso nel 2003 e tutto va avanti come se non fosse successo niente?». Tutto è rimasto come prima, dicono gli ex ragazzi dell’ orfanotrofio di Santa Venera, costretti un tempo a vestirsi da donna o ad assecondare, di notte, le perversioni sessuali dei sacerdoti. Della fermezza del Papa – che il 20 dicembre, parlando alla Curia romana, si è di nuovo scagliato contro gli abusi commessi dai sacerdoti, che «sotto il manto del sacro feriscono profondamente la persona umana nella sua infanzia e le recano un danno per tutta la vita» – oltre il canale di Sicilia non arrivano che flebili echi. Il processo penale contro i sacerdoti, dopo sette anni, non siè ancora concluso. E proprio in questi giorni l’ avvocato che assiste i sacerdoti sotto accusa, Gianella Caruana Curran, ha depositato un’ istanza alla Corte costituzionale maltese contestando la “sovraesposizione mediatica” dei loro assistiti, non ancora giudicati: un artificio legale, a istruttoria conclusa, per prendere tempo in vista della sentenza. Dopo la visita del Papa, infatti, i sacerdoti hanno continuato in aula a proclamarsi innocenti, nonostante nei primi interrogatori avessero ammesso tutto alla polizia. Non è neppure cominciato, invece, il processo ecclesiastico. Eppure la “investigatio previa”, l’ indagine interna condotta dal “Response team” della Curia maltese che segue i casi di pedofilia, si è già conclusa, come hanno spiegato con una lettera spedita alle vittime a ottobre, i missionari di San Paolo, l’ ordine a cui appartengono i preti accusati, Charles Pulis, Conrad Sciberras (trasferito poi in Italia, ad Albano Laziale) e Joe Bonnet. Nella missiva si spiega che si è presa la precauzione di non far entrare i sacerdoti a contatto con bambini. Quanto alle accuse «risultano fondate, per questo abbiamo trasmesso gli atti a Roma». Ma le vittime degli abusi non contestano Benedetto XVI. Al contrario, tornano a ringraziarlo per il tempo che ha dedicato loro durante la visita nell’ isola. E lo implorano: «Stiamo ancora soffrendo e siamo senza giustizia dopo sette anni. Per favore, ci aiuti Lei, la preghiamo molto». Il timore di Lawrence Grech, uno dei sei firmatari dell’ appello, è che alla fine il loro caso finisca per essere insabbiato. «A Malta Chiesa, potere politico e magistratura sono una cosa sola – dice – Tant’ è vero che un ministro è venuto in aula a testimoniare a favore dei sacerdoti. Pochi, anche nell’ opposizione, vogliono difenderci: la gente è molto religiosa e ha paura di toccare i preti. Ma noi non riusciamo a dimenticare. E neppure a parlarne con i nostri figli». La loro lettera è arrivata anche nelle mani di monsignor Charles Scicluna, il promotore di giustizia della congregazione per la dottrina della fede cattolica delegato da Ratzinger di occuparsi dei casi di pedofilia. Scicluna, anche lui maltese, preferisce però astenersi da commenti. Ma a stento riescea nascondere la «mortificazione» per i tempi estenuanti con cui la vicenda è stata trattata dalle autorità e dalla Curia della sua nazione. Una lentezza che rischia di vanificare tutti gli sforzi di Benedetto XVI di far pulizia all’ interno della Chiesa, alimentando le frustrazioni delle vittime. – DAVIDE CARLUCCI

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/ar…lla-chiesa.html

  • FONDÒ UNA COMUNE, TRE DENUNCE PER ATTI COMMESSI TRA 1985 E 1995

    FONDÒ UNA COMUNE, TRE DENUNCE PER ATTI COMMESSI TRA 1985 E 1995

    8/1/2011
    Abusi,gesuita indagato in Belgio

    FONDÒ UNA COMUNE, TRE DENUNCE PER ATTI COMMESSI TRA 1985 E 1995
    GIACOMO GALEAZZI
    Il prete gesuita fiammingo Luc Versteylen, molto noto in Belgio per il suo impegno in campo ambientalista e contro la pedofilia, è sotto inchiesta per abusi sessuali commessi tra il 1985 ed il 1995 su tre teenager tra i 15 ed i 20 anni all’epoca dei fatti. Lo riportano i media belgi. Il Tribunale di Anversa ha confermato che ieri è stata depositata una denuncia in tal senso. Versteylen ha replicato pubblicando una lettera aperta in cui ha scritto che la denuncia è scattata a causa di «un comportamento che ha passato la misura» ed ha ammesso di avere probabilmente «deluso ed anche ferito involontariamente alcune persone» ma di averlo sostanzialmente fatto «per il loro bene». Nella lettera ammette che «negli anni ’70 la ricerca di una nuova esperienza corporea aveva certi limiti, ma non ha oltrepassato quelli». «Spero che ci sia un numero sufficiente di persone – è la conclusione della lettera del sacerdote – che possa testimoniare come io abbia cercato già da molti anni di essere il contrario di un violentatore di bambini». Il prete gesuita ambientalista, 83 anni, durante la guerra mondiale partecipò alla resistenza contro il nazismo. È stato ordinato sacerdote nel 1959. Precursore dell’ecologismo negli anni ’60 e attore di primo piano nella rivoluzione culturale del ’68 e degli anni ’70, è stato il fondatore del movimento verde fiammingo Agalev (abbreviazione di ‘Anders Gaan Leven’, vai e vivi in modo diverso) dal quale nel 2003 è nato l’attuale partito ‘Groen!’. Negli anni ’70 ha anche dato vita ad un centro di accoglienza chiamato ‘Liever Leven’, una sorta di ‘comunè realizzata in una ex fabbrica di birra nella località fiamminga di Viersel, dedicata a ritiri spirituali. Nel 1995 è stato insignito del Premio per l’etica e la tolleranza in politica, nel 1998 ha vinto il Premio Humamitas. Subito dopo la diffusione della notizia sulle accuse per abusi sessuali, nate da una lettera arrivata al centro ‘Liever Leven’ il gesuita si è dimesso dal consiglio di amministrazione ed oggi ha scritto una lettera aperta per spiegare i suoi comportamenti. Secondo quanto reso noto dal portavoce del centro d’accoglienza, Walter Lever, la lettera spiega «in termini molto dettagliati» quanto avvenuto tra il 1985 ed il 1995. «In seguito alla lettera – ha detto Lever – altre due persone si sono manifestate. Esse hanno parlato di manipolazioni e di contatti corporali». Il portavoce, secondo quanto riportato dall’agenzia Belga, si è detto stupefatto che potesse essere accusata di abusi una persona come Versteylen che ha «dedicato la vita» a combattere contro qualsiasi forma di maltrattamento dell’infanzia, tanto da creare il centro ‘Witte Kinderbos’ per la lotta contro la pedofilia.

    www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubr…ne=524&sezione=

     

  • Una suora per aguzzino. Ancora scandali nella Chiesa

    Una suora per aguzzino. Ancora scandali nella Chiesa

    Una suora per aguzzino. Ancora scandali nella Chiesa
    05/01/2011 – 14:30

    Federico Tulli
    BELGIO. Denunciati nuovi casi di pedofilia in un istituto religioso, avvenuti tra il 1965 e gli anni Novanta. Nel Paese una commissione d’inchiesta ha già visionato oltre mille dossier sugli abusi.

    Violentato dall’età di 5 anni fino all’adolescenza dalle suore dell’istituto scolastico che frequentava. Il nuovo capitolo della storia di abusi compiuti in ambienti clericali, in Belgio, si è aperto lunedì scorso con la denuncia di un cinquantenne (la cui identità è ancora ignota) che aveva vissuto durante gli anni Sessanta nell’istituto religioso Stella Maris di Courtrai. L’anonima testimonianza è stata rilanciata da due emittenti locali (Eén e Radio2 Fiandres). L’uomo ha raccontato di aver subito abusi per circa 10 anni da due suore e dalla madre superiora. Il tribunale di Courtrai ha annunciato l’apertura di un’inchiesta che riguarderà anche altri presunti casi di violenze compiute in 30 anni, tra il 1965 e gli anni Novanta, ai danni di bambini di quell’istituto.

    «Si tratta di storie vecchie ma verranno tutte prese in considerazione dal cda dello Stella Maris», ha osservato l’avvocato Jan Leysen che rappresenta l’istituto, invitando le altre «eventuali vittime» a testimoniare in tribunale. Con inquietante regolarità non passa settimana senza che il Belgio non sia scosso dall’emergere di casi di pedofilia verificatisi dal secondo dopoguerra in poi. Il lungo silenzio su gran parte di queste vicende si è rotto a metà 2010 quando la magistratura di Bruxelles ha scoperto 475 dossier su altrettante vittime, chiusi negli archivi della commissione indipendente “Adriaenssens” (dal nome del presidente) che dai primi anni Duemila agiva in stretta collaborazione con i vescovi locali. È nell’ambito di questa stessa indagine che ad aprile scorso si era dimesso il vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe, accusato di aver violentato una giovane.

    L’ultimo clamoroso caso è deflagrato il 28 dicembre con la confessione del teologo Francois Houtart, fondatore della Ong Centro tricontinentale di Lovanio e veterano del forum sociale mondiale. Il “papa altermondista” ha infatti ammesso di avere abusato nel 1960 di uno dei suoi cugini che allora aveva otto anni, chiedendo ai suoi fan di ritirare la richiesta di candidatura per il Nobel della Pace. Tutto questo accade nel pieno dei lavori della commissione speciale d’inchiesta parlamentare che si occupa di ricostruire la storia dei crimini pedofili compiuti nell’ambito della Chiesa belga. Un lavoro certamente non facile, specie per l’atteggiamento delle autorità ecclesiastiche. È nel corso di una delle ultime sedute dell’anno appena concluso che il primate del Belgio, monsignor Andrè-Joseph Leonard, aveva scioccato gli auditori dichiarando che le vittime degli abusi sessuali commessi da preti potrebbero essere risarcite come quelle che patiscono i danni causati da un’inondazione.

    «La Chiesa cattolica – aveva detto convinto Leonard, comparando le vittime di catastrofi naturali a quelle dei violentatori – potrebbe, liberamente, partecipare con altre parti della società, a costituire un fondo di solidarietà, non perché sia tenuta giuridicamente a farlo, ma perché c’è un dovere di solidarietà con tutte le vittime, di inondazioni, di epidemie, ma anche di abusi sessuali». Quale sia il numero esatto degli abusi ancora non è chiaro. Per ora ci sono i 475 dossier della commissione Adriaenssens, a cui vanno sommate le 103 denunce raccolte in autunno dalla procura federale belga e le 427 denunce raccolte dal 1992 al 2010 dall’associazione dei Diritti dell’uomo nella Chiesa presieduta da Rik Devillè. L’uomo, che è un ex sacerdote, il 22 novembre fu il primo testimone davanti ai parlamentari di Bruxelles, dimostrando come la Chiesa cattolica abbia spesso imposto la legge del silenzio alle vittime.

    http://www.terranews.it/news/2011/01/una-s…li-nella-chiesa

  • Il figlio di Martin Bormann accusato di abusi sessuali su minori

    Il figlio di Martin Bormann accusato di abusi sessuali su minori

    Il figlio di Martin Bormann accusato di abusi sessuali su minori. Li avrebbe commessi quando insegnava in un collegio cattolico

    Roma, 4 gen. (TMNews) – Martin Bormann junior, il figlio 80enne di Martin Bormann, uno dei principali gerarchi nazisti e segretario personale di Hitler, è stato accusato da un ex studente di un collegio cattolico austriaco di aver commesso violenze e abusi sessuali nei confronti deggli studenti quando lavorò presso la struttura come prete e maestro più di 50 anni fa. Lo riporta il quotidiano britannico The Independent.

    Bormann jr., che è un prete cattolico, è conosciuto in Austria e in Germania per gli sforzi da lui compiuti per espiare i crimini del padre e in passato è andato a parlare nelle scuole contro l’Olocausto. A tirarlo in ballo con queste accuse di abusi sessuali è stato ieri un 63enne ex allievo del collegio presso il monaster Cuore di Gesù di Salisburgo durante gli anni, che al magazine austriaco Profil ha raccontato di essere stato molestato da Bormann jr. quando aveva 12 anni. Secondo The Independent, il figlio del segretario di Hitler avrebbe detto di non sapere nulla di questi fatti.

    www.dailyblog.it/il-figlio-di-marti…ico/04/01/2011/

  • Son of Hitler’s secretary accused of sexual abuses while being priest 50 yrs ago

    Son of Hitler’s secretary accused of sexual abuses while being priest 50 yrs ago

    Son of Hitler’s secretary accused of sexual abuses while being priest 50 yrs ago

    Moscow, Jan 4 (ANI): Martin Bormann, the eldest son of Adolf Hitler’s secretary, has reportedly been accused of being sexually violent with a young boy at an Austrian Catholic boarding school when he was its schoolmaster over 50 years ago.

    Buzz up!
    Eighty-year-old Martin is renowned in Germany and Austria for his attempts to atone for his father’s crimes. He was a Catholic missionary, a priest and a speaker against the Holocaust in schools

    According to The Independent, he has now been accused of assaulting pupils both violently and sexually while employed as a schoolmaster at an elite boarding school at the Hearts of Jesus monastery in Salzburg during the 1960s.

    Bormann is reported to have denied knowledge of the allegation against him.

    A 63-year-old former pupil, Victor M, at the monastery school has put forward the allegations, saying that when he was a 12-year-old pupil, the then 30-year-old priest Bormann had repeatedly raped him and had warned him that informing others of his experiences, even his own mother, would be useless because “nobody will believe you”.

    Besides, three other pupils at the school claimed that Bormann had also beaten boys so badly that they ended up covered in blood.

    Bormann was believed to be shocked by the scale of the Nazis’ crimes after the war, and decided to become a Catholic priest. He served as a missionary in the Congo and wrote an autobiography in an attempt to come to terms with his Nazi past.

    Later he left the priesthood to marry a nun who nursed him after he suffered a near-fatal injury in 1969. He continued to visit schools and speak out against the Holocaust. He also met with survivors in Israel. He currently lives in Germany with his wife. (ANI)

    traduzione con google traslate

    Figlio del segretario di Hitler accusati di abusi sessuali pur essendo prete 50 anni fa

    Mosca, 4 gennaio (ANI): Martin Bormann, il figlio maggiore del segretario di Adolf Hitler, ha dichiarato di essere stati accusati di essere sessualmente violenti con un giovane ragazzo in una scuola austriaca collegio cattolico quando era il suo maestro di scuola più di 50 anni fa.

    Buzz up!
    Ottanta anni, Martin è rinomato in Germania e in Austria per i suoi tentativi per espiare i crimini del padre. Era un missionario cattolico, un prete e un oratore contro dell’Olocausto nelle scuole

    Secondo The Independent, che ora è stato accusato di aver aggredito due alunni con violenza e sessualmente mentre lavorava come insegnante in un collegio d’élite al cuore di Gesù nel monastero di Salisburgo, nel corso del 1960.

    Bormann è segnalato per aver negato la conoscenza delle accuse contro di lui.

    Un alunno di 63 anni, ex, Victor M, presso la scuola del monastero ha presentato le accuse, dicendo che quando era un allievo di 12 anni, l’allora 30 anni, sacerdote Bormann aveva ripetutamente violentata e lui aveva lo avvertì che informare gli altri delle sue esperienze, anche la propria madre, sarebbe inutile, perché “nessuno ti crederà”.

    Inoltre, tre gli altri alunni della scuola hanno affermato che Bormann aveva anche picchiato i ragazzi così male che hanno finito per coperto di sangue.

    Bormann è stato creduto di essere scioccato dalla portata dei crimini dopo la guerra dei nazisti ‘, e ha deciso di diventare un prete cattolico. Ha prestato servizio come missionario in Congo e ha scritto un’autobiografia, nel tentativo di venire a patti con il suo passato nazista.

    In seguito ha lasciato il sacerdozio per sposare una suora che lo curò dopo aver subito un infortunio quasi fatale nel 1969. Ha continuato a visitare le scuole e parlare contro l’Olocausto. Ha inoltre incontrato i sopravvissuti in Israele. Attualmente vive in Germania con la moglie. (ANI)

  • Ex prete, denuncia ex allievo collegio Salisburgo per 50 anni fa

    Ex prete, denuncia ex allievo collegio Salisburgo per 50 anni fa

    Pedofilia: accuse a figlio Bormann
    Ex prete, denuncia ex allievo collegio Salisburgo per 50 anni fa
    04 gennaio, 17:45

    Pedofilia: accuse a figlio Bormann (ANSA) – LONDRA, 4 GEN – Il figlio maggiore di Martin Bormann, uno dei principali gerarchi nazista e segretario personale di Hitler, e’ stato accusato di violenze sessuali su minore da uno studente di un convitto cattolico austriaco. Martin Borman Jr., che ha oggi 80 anni, era all’epoca un prete. Le accuse risalgono a 50 anni fa, quando il figlio del gerarca insegnava nella scuola. Secondo le accuse il prete, all’epoca 30enne violentava e picchiava gli allievi del monastero del Cuore di Gesu’ a Salisburgo nel ’60.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mo…1644059150.html

  • Pedofilia/ “Canonico rosso” belga Houtart ammette abusi su minore

    Pedofilia/ “Canonico rosso” belga Houtart ammette abusi su minore

    16:46 – ESTERI- 29 DIC 2010

    Confessione su quotidiano Le Soir: Commessi 40 anni fa su cugino
    Bruxelles, 29 dic. (TMNews) – Francois Houtart, considerato il “papa” belga della sinistra, fautore dell’altermondialismo, ha confessato di aver abusato, 40 anni fa, di un cugino minorenne. Lo rivela lo stesso sacerdote, in una lettera inviata al quotidiano belga “Le Soir” e pubblicata oggi. Il teologo e sociologo 85enne, fondatore dell’organizzazione non governativa Centro Tricontinental, ha ammesso di essere uno dei sacerdoti descritti in una delle 475 testimonianze di abusi raccolti nella primavera scorsa dalla commissione Adriaenssens, istituita per fare luce sui casi di pedofilia nella chiesa belga. Nell’ottobre scorso, dopo che migliaia di sostenitori di Houtart in 74 Paesi aveva avanzato la sua candidatura per il premio Noble per la pace 2011, la sorella della vittima del canonico, ha inviato una lettera all’organizzazione denunciando gli abusi commessi 40 anni prima dal sacerdote, ha riferito Bernard Duterme, direttore del Cetri. Houtart ha dichiarato a “Le Soir” di essere “personalmente turbato” dall’incidente “dal momento che ero consapevole della contraddizione che rappresentava con la mia fede cristiana e con la mia funzione di prete”. Il canonico ha detto di essere pronto a “rinunciare al sacerdozio” e ad assumersi tutte le conseguenze delle sue azioni. Il sacerdote ha anche chiesto la sospensione della campagna a favore della sua candidatura al premio Nobel.

  • Il sistematico occultamento degli abusi nell’arcidiocesi di Monaco

    Il sistematico occultamento degli abusi nell’arcidiocesi di Monaco

    Il sistematico occultamento degli abusi nell’arcidiocesi di Monaco

    Lo Spiegel e la Süddeutsche Zeitung riportano notizie circa l’indagine legale affidata all’avv. Marion Westphal, ora pubblicata, per la valutazione dei documenti della diocesi di Monaco e Freising inerenti al periodo 1945-2009. L’indagine indipendente, ordinata dalla Chiesa, ha fornito dati sconvolgenti. “Abbiamo avuto a che fare con molteplici distruzioni di documenti”, ha detto l’avv. Westphal. Invece di preoccuparsi del dolore delle vittime, i collaboratori della Chiesa avrebbero voluto evitare lo scandalo. L’ufficio Westphal ha prodotto l’indagine sulla base dei 13.200 documenti esaminati e di colloqui avuti coi dipendenti dell’arcidiocesi. In 365 documenti si sono trovate indicazioni di abusi. Fra il 1945 e il 2009 almeno 159 preti sono stati sospettati di abusi sessuali o maltrattamenti fisici, oltre e diaconi, insegnanti di religione e collaboratori. In passato solo in 26 casi dei preti sono stati sottoposti a giudizio. L’indagine giunge però alla conclusione che almeno altri 17 ecclesiastici possono essere imputati di delitti sessuali.
    Non si è potuto chiarire il ruolo dell’attuale pontefice in relazione ai casi intervenuti quando era lui arcivescovo. La Westphal non gli muove rimproveri, anche se del periodo che lo riguarda manca la documentazione: l’indagine lamenta una cura dei documenti disastrosa. La responsabilità di seguire i casi sospetti ricadeva allora sul vicario generale. Solo in un caso, secondo la perizia, è documentato il coinvolgimento personale di Ratzinger, ma a causa della cattiva conservazione dei documenti non si sa per certo se allora ne fosse seguita una denuncia. Ci sarebbe un documento che accusa il papa: a suo tempo Ratzinger si sarebbe impegnato più di quanto si sapeva sinora per dare un posto a un curatore d’anime pedofilo. Del ben noto caso di quel parroco che durante il tempo in cui era arcivescovo Ratzinger arrivò da Essen e fu subito insediato a Monaco la Westphal non ha trovato traccia nei 13,200 documenti esaminati dal suo ufficio: ne resta solo la storia edificante dell’attuale papa.
    Nelle 250 pagine del resoconto dell’indagine si legge che il responsabile del personale fino alla morte conservava a casa sua la relativa documentazione; e fu lui che nel 1980 ricevette a Monaco il parroco pedofilo di Essen. Mancano dati sicuri sul trasferimento di preti in altre diocesi. Nel periodo esaminato, indipendentemente da chi fosse il titolare dell’arcidiocesi, le vittime non trovarono mai ascolto, mentre i colpevoli furono protetti e sottratti alla punizione. Il resoconto degli abusi dell’arcidiocesi di Monaco tratta di un sistema che dev’essere stato in vigore anche in altre diocesi, ma è diffusa l’impressione che l’indagine di Monaco nel prossimo futuro rimarrà l’unica.

    Ermanno Morgari

    http://www.uaar.it/news/2010/12/12/il-sistematico-occultamento-degli-abusi-nell-arcidiocesi-di-monaco/

  • Wikileaks/ Usa: Sodano criticò cause anti-Vaticano su pedofilia

    Wikileaks/ Usa: Sodano criticò cause anti-Vaticano su pedofilia

    12:56 – ESTERI- 11 DIC 2010

    Wikileaks/ Usa: Sodano criticò cause anti-Vaticano su pedofilia

    “E avvocati aggressivi su oro nazista che sarebbe finito a Roma”
    Roma, 11 dic. (Apcom) – Il cardinale Angelo Sodano, all’epoca Segretario di Stato vaticano, si lamentò con l’allora ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede James Nicholson per le cause intentate negli Usa contro il Vaticano in occasione dello scandalo pedofilia che investì la Chiesa cattolica di Oltreatlantico nel 2002. Il porporato “dedicò la maggior parte del suo primo incontro” a “registrare il proprio dispiacere per diverse cause intentate nelle corti degli Stati Uniti indirizzate al Vaticano”, si legge in un cablogramma di Wikileaks riportato dal ‘New York Times’. “Una cosa è citare in giudizio i vescovi, completamente altra cosa è citare in giudizio il Vaticano”, afferma Sodano a quanto riferito dall’informativa diplomatica Usa. Il cablogramma cita anche il rammarico espresso da Sodano per “gli aggressivi avvocati che hanno preso di mira il Vaticano per gli abusi sessuali ed hanno anche intentato una causa sull’oro dell’epoca nazista che sarebbe stato acquisito dal Vaticano”. Sodano, a quanto riferisce il ‘New York Times’ chiese all’ambasciatore statunitense di aiutare la Santa Sede a difendere la propria sovranità.

    www.apcom.net/newsesteri/20101211_125616_20010fb_105969.html

    www.leggo.it/articolo.php?id=95692&sez=ESTERI

    ANTISEMITISMO NEL VATICANO Alcuni esponenti della gerarchia vaticana continuano a manifestare «residui di sentimenti antisemiti» malgrado i «molti progressi» compiuti sotto il pontificato di Giovanni Paolo II nelle relazioni tra il Vaticano e gli ebrei. È quanto si legge in un cable dell’ambasciata Usa presso la Santa Sede del 2002 riportato dal New York Times. Il cablogramma cita a proposito un rappresentante della Curia di origini francesi che si è lamentato del fatto che il «forte interesse del governo americano per l’antisemitismo in Europa» deriva dalla «smodata influenza degli ebrei nei media e nel governo» degli Stati Uniti. Un altro esponente della Curia – secondo quanto riferisce il New York Times – osservò invece che le cause intentate negli Stati Uniti contro il Vaticano (per la vicenda pedofilia, ndr) «erano il risultato della troppa influenza dei giudici ebrei» nel sistema

  • Maglietta porno su Facebook, un prete rischia la sospensione

    Maglietta porno su Facebook, un prete rischia la sospensione

    L’abbigliamento poco apprezzato dalla diocesi di Stoccolma mette in difficoltà un sacerdote svedese

    Maglietta porno su Facebook, un prete rischia la sospensione Un prete dell’area di Stoccolma è stato richiamato per cattiva condotta dopo aver postato fotografie di Facebook che lo ritraevano con una maglietta inneggiante ad un famosissimo film porno svedese. Il richiamo, deciso a fine novembre dalla Diocesi di Stoccolma della Chiesa della Svezia, è stata determinato dall’abbigliamento scelto dal sacerdote, che conduceva un gruppo di giovani ragazzi al raduno ecumenico di Taizè, nella Francia centrale.

    MAGLIETTA PORNO – Nelle immagini allegate alla denuncia, presentata da un partecipante al viaggio pastorale, si vede il prete indossare una maglietta blu con la parola “Fäbodjäntan“scritta sopra lo slogan “Äkta svensk hårdporr“. In italiano la frase sta per il vero porno hardcore svedese, mentre Fäbodjäntan è il titolo di un famoso film erotico degli anni ’70, traducibile come donzella da stalla, diretto dal regista americano Joseph W. Sarno. Secondo la denuncia, il sacerdote indossava un abbigliamento “estremamente inappropriato per una persona che rappresenta la Chiesa della Svezia”. Dal 2006 la parrocchia dove lavora il sacerdote porno ha organizzato continui viaggi educativi verso il paesino francese che ospita la comunità di Taizè, un ordine monastico di Cristiani ecumenici fondato nel 1940. Il programma di viaggi è diretto dal prete accusato, e secondo il sito web della parrocchia, il viaggio serve per approfondire tematiche come la visione dell’uomo, le attitudini, i valori, le dinamiche di gruppo e la comunicazione. L’esposto alla Diocesi di Stoccolma si lamenta di come il sacerdote abbia postato l’immagine di sé stesso con la maglietta inneggiante al porno sul proprio profilo Facebook, con la spiegazione sotto la foto che diceva “Ogni anno vado a Taizè in Francia con adolescenti della mia parrocchia”.

    RELIGIONE DELLA MEGA SALSICCIA – Nella scena più famosa “Fäbodjäntan” si vede un utilizzo sessuale della famosa salsiccia gigante svedese, il falukorv. Prodotto nel 1978, il classico del porno svedese, tradotto all’estero con titoli quali La calda estate svedese o Vieni e suona il corno (blow the horn in inglese, con chiara allusione a blow job), si svolge in un paese inventato che rappresenta un’idilliaca immagine della campagna scandinava.Nel villaggio c’è un antico corno che, secondo la leggenda, era suonato dai Vichinghi che ritornavano a casa dopo il lungo viaggio, e segnalava alle donne del paese che i loro uomini stavano tornando a casa, e avevano voglia di fare sesso. Quando nel film i protagonisti maschili scoprono i poteri del corno, tutte le donne sono disponibili a fare sesso con loro.

    POSSIBILE SOSPENSIONE DAL SERVIZIO – Al sacerdote è stata notificato il richiamo ed ha tempo fino al 5 gennaio per esprimere la sua posizione, giustificando i motivi del suo compartamento. Il portavoce della diocesi di Stoccolma Annika Sjöqvist Platze ha spiegato come il prete, se sarà giudicato colpevole per la violazione delle regole della Chiesa, subirà possibili pene come non non poter più dire le messe, essere sospeso oppure ricevere un’ammonizione scritta. Il sacerdote non ha ancora preso posizione sulla vicenda.