Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Pedofilia: l’arcivescovo Wilson accusato di aver coperto gli abusi sessuali dei sacerdoti

    Pedofilia: l’arcivescovo Wilson accusato di aver coperto gli abusi sessuali dei sacerdoti

    La polizia del Nuovo Galles del Sud, in Australia, sta indagando sulle accuse mosse all’arcivescovo cattolico di Adelaide Philip Wilson, appena rieletto presidente della Conferenza episcopale australiana. Il prelato è sospettato di aver ignorato diversi casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti negli anni ‘70 e ‘80 e di essere coinvolto in una ‘congiura del silenzio’ contro le vittime. Wilson, che secondo indiscrezioni dovrebbe succedere al card. George Pell come arcivescovo di Sydney, se a sua volta sarà confermata la sua nomina a prefetto della Congregazione dei Vescovi, ha negato di essere a conoscenza degli abusi.

    L’inchiesta è partita dopo che una trasmissione andata in onda sulla Abc Australia ha denunciato che l’arcivescovo sarebbe stato ripetutamente sollecitato a spiegare ciò che sapeva sugli abusi, avvenuti quando era responsabile, negli anni ‘70 e ‘80, della diocesi di Newcastle, a nord di Sydney. Una diocesi ritenuta al centro di abusi sessuali del clero cattolico in Australia, dove oltre 100 minori subirono violenze da parte di almeno cinque sacerdoti, quattro dei quali sono stati condannati e carcerati a partire dal 1997. Per il quinto accusato il processo si aprirà invece entro fine mese.

    Nel programma andato in onda ieri sera, l’emittente ha intervistato alcune delle vittime e dei testimoni, i quali hanno riferito fra l’altro che Wilson, allora sacerdote, negli anni ‘70, abitava nella stessa casa di uno dei cinque preti pedofili, Jim Fletcher, poi morto in prigione nel 2006, e avrebbe almeno dovuto sapere che una delle sue vittime subiva abusi nel suo appartamento. La stessa trasmissione ha sottolineato che nel 1978 Wilson insegnava, fra l’altro, nel collegio St. Pius X, presso Newcastle, che fu teatro di gravi aggressioni sessuali ai danni di ragazzi da parte di un altro insegnate, padre John Denham, che attende questo mese la sentenza definitiva dopo la condanna per 135 reati a carico di 39 vittime. Il programma ha rivelato inoltre dei casi in cui sacerdoti hanno continuato a officiare servizi religiosi anche dopo essere stati trovati colpevoli dalla stessa Chiesa.

    Il gruppo di sostegno delle vittime Broken Rites ha chiesto che sia avviata un’inchiesta parlamentare per determinare quali sacerdoti cattolici australiani fossero a conoscenza degli abusi. «È necessaria un’inchiesta presieduta da un giudice o da un giudice a riposo – ha detto il portavoce Bernard Barrett – per arrivare al fondo di tutto questo e riferire al Parlamento».

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/pedofilia-wilson-accusa-abusi-sessuali-sacerdoti-381269/

  • Pedofilia/ Primate Irlanda: Non mi dimetto. Protestano vittime

    Pedofilia/ Primate Irlanda: Non mi dimetto. Protestano vittime

    Card. Brady su coadiutore: Ho chiesto a Papa sostegno addizionale

    Roma, 18 mag. (Apcom) – Il primate della Chiesa d’Irlanda, cardinale Sean Brady, ha deciso di non dimettersi nonostante l’accusa di aver coperto un caso di pedofilia nel 1975. Protesta un’associazione di vittime di preti pedofili.

    “Non è stata una decisione facile. Ho ascoltato molte persone, come avevo annunciato ho riflettuto, ho ascoltato dei sopravvissuti, dei preti, dei religiosi in lungo e in largo di questa diocesi ed ho deciso di continuare nel mio ruolo attuale, di svolgere la mia parte in questa diocesi”, afferma Brady a quanto riferito dalla stampa irlandese. “Voglio mantenere il ritmo verso una migliore salvaguardia dei bambini e non solo, anche verso un rinnovo della fede, che qui è essenziale ed è una grande sfida”. In una nota diffusa dall’ufficio stampa della conferenza episcopale irlandese, Brady fa implicito riferimento alla richiesta di un vescovo coadiutore che lo dovrebbe prossimamente affiancare e, a conclusione del mandato, sostituire: “Per assistermi nell’affrontare l’essenziale compito di guarigione, penitenza e rinnovo, compreso l’impegno con i sopravvissuti agli abusi, così come molte altre opportunità che la diocesi di Armagh e la Chiesa d’Irlanda deve affrontare, ho chiesto a Papa Benedetto XVI di un sostegno addizionale al mio lavoro, a livello episcopale”.

    Brady è da mesi oggetto di polemiche per aver assistito, all’epoca in cui era semplice professore di diritto canonico nel 1975, all’intervista di due vittime di un prete pedofilo alle quali, per volontà del vescovo dell’epoca, fu chiesto di mantenere il silenzio. Prima di Pasqua, il porporato non aveva escluso di dimettersi.

    Da aprile 2009 a marzo 2010 nel paese emerse 197 nuove denunce
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    Roma, 18 mag. (Apcom) – Il gruppo di vittime One in Four protesta per la decisione di non dimettersi comunicata dal card. Brady. “Afferma che si è consultato con i sopravvissuti, ma di certo non ha ascoltato quello che dicono”, afferma il direttore dell’associazione, Maeve Lewis. “I sopravvissuti in contatto con One in Four sono molto chiari nel dire che hanno bisogno di dirigenti ecclesiastici responsabili per quello che hanno fatto e capaci di dimettersi”. La decisione del primate, per il gruppo di vittime, rende difficile “ogni cambiamento reale” nella Chiesa irlandese.

    Oggi, intanto, è andato in pensione un altro vescovo irlandese. Mons. William Walsh lascia la diocesi di Killaloe per raggiunti limiti di età e viene sostituito da mons. Kieran O’Reilly, missionario e biblista. Walsh, tra i presuli irlandesi più intransigenti sullo scandalo pedofilia, è stato ringraziato dal primate Brady. “Non ha mai avuto paura di parlare apertamente e di usare il suo talento comunicativo per rivolgersi ai poveri e ai marginalizzati della nostra società o sulle questioni dell’ingiustizia e degli errori”.

    Sempre di queste ore, infine, la pubblicazione del secondo rapporto annuale del National Board for Safeguarding Children in the Catholic Church in Ireland (Nbsccci), l’organismo voluto dai vescovi del Paese per monitorare il fenomeno degli abusi sui minori commessi all’interno delle istituzioni religiose. Il rapporto rende noto che tra il primo aprile 2009 e il 31 marzo 2010 sono state fatte 197 nuove denunce. In particolare, 87 sono collegate alle diocesi, mentre le restanti 110 riguardano gli ordini religiosi. Tutte le denunce raccolte nel rapporto sono state inoltrate alle autorità civili. In tutti i casi presi in considerazione, le denunce sono state fatte da persone adulte che hanno dichiarato di aver subito abusi nel periodo dell’infanzia. Ottantatré dei presunti colpevoli di abusi risultano deceduti; dei 114 viventi, trentacinque sono stati già ridotti allo stato laicale o allontanati dagli ordini religiosi di appartenenza.

  • PRETI PEDOFILI: 200 NUOVE DENUNCE DI ABUSI IN IRLANDA

    PRETI PEDOFILI: 200 NUOVE DENUNCE DI ABUSI IN IRLANDA

    (AGI) – Dublino, 18 mag. – La Commissione nazionale per la difesa dei minori nella Chiesa cattolica d’Irlanda ha annunciato di aver raccolto, dal 1 aprile 2009 al 31 marzo 2010, 200 nuove denunce di abusi, tutte riportate alle autorita’ civili. “Accolgo con favore questo Rapporto”, scrive da parte sua il primate d’Irlanda, card. Sean Brady, ringraziando i membri della Commissione per “la loro dedizione eccezionale, professionalita’ e impegno nel sostenere il sincero desiderio dei vescovi e dei responsabili delle Congregazioni religiose di divenire esemplari nella miglior pratica di tutela dei bambini”. “Spero ? aggiunge il porporato ? che il Rapporto possa rassicurare tutti che, mentre restano importanti sfide, la Chiesa Cattolica d?Irlanda ha fatto molta strada per riparare agli sbagli del passato”. Il Rapporto da’ conto anche di corsi di formazione che hanno coinvolto 2.356 persone in vista di un loro impegno nella salvaguardia dell?infanzia nelle parrocchie di tutto il Paese, entro i prossimi mesi. Ma “non c’e’ spazio per l’autocompiacimento”, ammonisce il presidente dei presuli irlandesi ai microfoni della Radio Vaticana. “La tragica esperienza del passato ci ricorda – sottolinea – che e’ necessaria una costante vigilanza e piena adesione a robusti, completi e dinamici sistemi di responsabilita’”. Attraverso l’emittente della Santa Sede, il porporato chiarisce anche che non si dimettera’ in seguito alle accuse rivoltegli per un caso specifico di abusi sul quale Brady indago’ negli anni ’70, quando era un semplice sacerdote, per incarico del suo vescovo. Questi lo vincolo’ al segreto e allontano’ il colpevole che pero’ torno’ poi a compiere crimini che forse potevano essere evitati se fosse intervenuta la polizia. Per questo il porporato, il 17 marzo scorso, Festa di San Patrizio Patrono d’Irlanda, aveva espresso profondo rincrescimento per le sue possibili mancanze. E oggi chiede di essere affiancato da un vescovo coadiutore per la gestione della crisi degli abusi sessuali che ha travolto la Chiesa del suo Paese. “Negli anni che mi restano da arcivescovo di Armagh – annuncia il cardinale ? mi dedichero’ interamente a quell?opera di guarigione, pentimento e rinnovamento indicata alla Chiesa irlandese da Benedetto XVI, partendo dai significativi progressi realizzati in questi anni per proteggere l’infanzia”.

    http://www.agi.it/estero/notizie/201005181659-est-rt10234-preti_pedofili_200_nuove_denunce_di_abusi_in_irlanda

  • Vermont: Chiesa pagherà 20 milioni per vittime di abusi

    Vermont: Chiesa pagherà 20 milioni per vittime di abusi

    La Chiesa cattolica del Vermont, negli USA, pagherà 17,65 milioni di dollari per risarcire 26 persone, vittime di abusi sessuali da parte di preti pedofili negli anni Settanta, che avevano intentato una causa collettiva. Con un accordo tra le parti, le accuse verranno fatte cadere e non si procederà nella causa, in cambio del cospicuo risarcimento. Altri 3 milioni verranno sborsati dalla Chiesa cattolica del Vermont per chiudere altre cause pendenti, già arrivate in appello.

    http://www.uaar.it/news/2010/05/15/vermont-chiesa-paghera-venti-milioni-vittime-abusi/

  • Pedofilia, vescovo Dublino: troppi non vogliono verita’

    Pedofilia, vescovo Dublino: troppi non vogliono verita’

    12 maggio, 22:17

    ROMA – Gli uomini di fede non possono essere “pessimisti”: tuttavia l’arcivescovo di Dublino, mons. Diarmuid Martin, uno dei presuli più vicini a Ratzinger nella linea della “tolleranza zero” verso la pedofilia, si è detto profondamente “scoraggiato” nel vedere quanto siano potenti le forze all’interno del mondo ecclesiastico irlandese impegnate a non fare emergere la “verità” sull’estensione delle violenze compiute dai preti sui minori e sulle coperture ricevute.

    Martin ha parlato lunedì sera a Dublino ad un incontro organizzato dai ‘Cavalieri di San Colombiano’ sul tema “Il futuro della Chiesa in Irlanda”. Le sue parole sono state riprese dal settimanale britannico cattolico ‘Tablet’ e da numerosi siti cattolici in Irlanda. Il vescovo ha espresso il suo “senso di scoramento” di fronte “al livello di volontà di cominciare realmente quello che sarà un doloroso processo di rinnovamento”. Scoraggiato si è detto anche “per le rivelazioni senza fine che arrivano, goccia dopo goccia, sui bambini abusati dai preti e sul disastroso modo di gestirle”. Ma sopratutto, ha spiegato, la sua amarezza nasce dal constatare che ci sono “forze potenti che non vogliono che la verità emerga”. “Continuo a vedere – ha rimarcato – segnali di rifiuto nell’assumersi le responsabilità”. In ciò ha rivolto un appello a tutte le parrocchie: la tutela dei bambini deve essere posta in cima all’agenda di ogni consiglio pastorale e la vigilanza non può mai venire meno. Poi ha voluto rispondere a chi accusa la diocesi di Dublino di aver adottato una strategia mediatica “disastrosa” dopo la pubblicazione del rapporto governativo “Murphy” sugli abusi compiuti nelle istituzioni cattoliche in Irlanda negli scorsi decenni. “La mia risposta – ha detto – è che ciò che è narrato nel rapporto Murphy è catastrofico e che la sola onesta reazione della Chiesa era di ammettere pubblicamente come tutto ciò fosse stato affrontato in maniera spettacolarmente sbagliata. In maniera spettacolarmente sbagliata e punto”. Ad aggiungere scoramento a scoramento, ha proseguito, vi è il “fallimento del rapporto tra Chiesa e giovani”. Martin ha riferito di visitare parrocchie senza incontrare più ragazzi e adolescenti. La gente, ha concluso, “non si rende conto dell’entita della crisi della fede in Irlanda”.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/05/12/visualizza_new.html_1792040399.html

  • SPAGNA: ABUSI SESSUALI PORTATORI HANDICAP, INDAGATI 2 PRETI

    SPAGNA: ABUSI SESSUALI PORTATORI HANDICAP, INDAGATI 2 PRETI

    (AGI) – Madrid, 12 mag. – Un nuovo scandalo investe la chiesa cattolica spagnola. Due sacerdoti francescani sono indagati perche’ sospettati di aver commesso abusi sessuali in un centro per di assistenza ai portatori di handicap. Lo riferiscono fonti processuali. Teatro delle presunte violenze la Casa di San Francesco d’Assisi di Cordoba: gli indagati sono il capo dell’istituto ed un altro sacerdote. L’eta’ delle vittime non e’ stata rivelata.

    http://www.agi.it/rubriche/ultime-notizie-…ndagati_2_preti

  • Norvegia. Si dimette il primo vescovo, la Chiesa fa quadrato

    Norvegia. Si dimette il primo vescovo, la Chiesa fa quadrato

    mercoledì 12 maggio 2010

    il Fatto 8.4.10
    Norvegia. Si dimette il primo vescovo, la Chiesa fa quadrato

    Il primo caso di pedofilia in Norvegia riguarda Georg Mueller, vescovo della diocesi di Trondheim, un norvegese di origine tedesca che, quando era ancora semplice sacerdote, abusò di un chierichetto. Mueller ha confessato l’abuso, si è dimesso nel maggio del 2009, ha lasciato la diocesi, si è sottoposto a terapia e da allora non ha alcun incarico pastorale. La versione ufficiale della Santa Sede è stata prontamente fornita dal portavoce vaticano padre Federico Lombardi. E intanto dal Sudafrica, Buti Thlagale, vescovo, ha denunciato che nemmeno la Chiesa cattolica africana è “esente dagli scandali”, anzi “soffre gli stessi mali”. Un’apertura preventiva che, indirettamente, dice molto della strategia della Santa Sede sulla pedofilia. Rispondere tempestivamente, ma anche prevenire. Così, le rivelazioni dell’abuso di Mueller, comparse ieri sulla home page della tv norvegese Nrk, hanno pronto riscontro nella replica del portavoce vaticano. La tv ricordava le dimissioni “improvvise” del vescovo Mueller lo scorso anno, e spiegava che “è stato un abuso sessuale a spingerlo alle dimissioni”. Altri dettagli: la Chiesa avrebbe pagato “tra le 400 e le 500 mila corone” come risarcimento; Mueller scelse di dare immediatamente le dimissioni quando venne informato delle accuse che lo riguardavano; la vittima, secondo il quotidiano norvegese Adresseavisen, era un chierichetto che ha mantenuto il segreto per circa 20 anni. Nrk riporta che il caso è stato inviato al Vaticano, dove è stato valutato arrivando alla conclusione che Mueller, in quel momento vescovo di Trondheim, doveva dimettersi. Nessuna conseguenza penale per Mueller perché, al momento in cui sono state formulate le accuse, il reato era prescritto. La versione ufficiale viene data praticamente subito dalla Sala Stampa Vaticana. Che conferma nei dettagli la storia, e precisa che la vittima “prescritta, ha sempre voluto mantenere l’anonimato”. La Chiesa ha deciso di fare quadrato. È in questa logica che si è inserito l’intervento del cardinal Sodano, segretario di Stato emerito, che ha sostenuto che gli attacchi all’attuale Papa ricordano quelli a Pio XII. Un paragone che non è piaciuto alla Comunità ebraica italiana, già in polemica con le frasi del Venerdì Santo di padre Cantalamessa, predicatore pontificio. Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche, sottolinea che “alcuni interventi e alcuni paragoni inappropriati e inopportuni rischiano di creare pericolosi e fuorvianti paralleli storici”. E l’ex presidente dell’Ucei Tullia Zevi dice di trovare questi paragoni “più dannosi che inutili”. (andrea gagliarducci)

    http://ilghibellino.blogspot.com/2010/05/norvegia-si-dimette-il-primo-vescovo-la.html

  • Arrestato prete. Sotterranei della chiesa per sesso sadomaso sui chierichetti

    Arrestato prete. Sotterranei della chiesa per sesso sadomaso sui chierichetti

    Brasile, sotterraneo di una chiesa usato per sesso sadomaso

    Un prete polacco ha usato per anni il sotterraneo di una chiesa in Brasile come sala per pratiche sadomaso ai chierichetti. Ora s’è consegnato alla polizia

    Il sacerdote polacco Marcin Michal Strachanowski, che aveva trasformato la cantina della casa parrocchiale della chiesa Divino Espirito Santo, nella

    periferia di Rio de Janeiro, in una vera e propria sala di torture per pratiche sadomaso ai chierichetti, si è consegnato ieri alla polizia dopo alcuni giorni di latitanza.

    Padre Strachanowski è accusato di aver rinchiuso e seviziato numerosi adolescenti nel sotterraneo, sottomettendoli incatenati a pratiche sadomaso, mentre descriveva il tutto in internet ad amici e corrispondenti dediti a pratiche analoghe. “Le prove raccolte durante l’inchiesta – scrive il giudice incaricato dell’istruttoria, Abrahao Dias Teixeira -, compongono un quadro chiaro di una persona compulsivamente e morbosamente ossessionata dal sesso con adolescenti. Da anni l’accusato circuiva giovani innocenti, prevalentemente chierichetti di famiglie bisognose, valendosi del suo incarico spirituale per adescarli e poi rinchiuderli a suo piacimento nella sua “gattabuia erotica”. L’accusato alternava poi offerte cospicue di denaro alle famiglie e minacce anche di morte per ottenere il silenzio e l’impunità”.

    Il primo a rompere il muro dell’omertà attorno al sacerdote polacco sarebbe stato un ex chierichetto, del quale Strachanowski abusò per anni fino al 2006. In seguito sarebbero decine le testimonianze di abusi, tutte con dettagli analoghi. Adesso Strachanowski sarà sottoposto a processo canonico dalla Chiesa e processato dalla giustizia criminale per stupro di minorenni, torture e sequestro di persona.

    http://city.corriere.it/2010/05/26/milano/documenti/brasile-sotterraneo-una-chiesa-usato-sesso-sadomaso-20785112084.shtml

  • Pedofilia, il Papa a Lisbona: a Fatima annunciate le sofferenze della Chiesa

    Pedofilia, il Papa a Lisbona: a Fatima annunciate le sofferenze della Chiesa

     

    Pedofilia, il Papa a Lisbona: a Fatima annunciate le sofferenze della Chiesa
    «Vediamo in modo terrificante che la più grande persecuzione alla Chiesa viene dall’interno»

    Oggi vediamo in modo terrificante che la più grande persecuzione della Chiesa viene dall’interno, dai peccati che ci sono dentro la Chiesa stessa, e non dai nemici fuori». Lo ha affermato Benedetto XVI durante il volo che lo ha condotto in Portogallo, con riferimento alla scandalo degli abusi su minori, che ha definito «realmente terrificante». «Oltre alla missione di sofferenza del Papa, che in prima istanza possiamo riferire all’attentato a Giovanni Paolo II – ha detto il Papa -, nel messaggio di Fatima ci sono indicazioni su realtà del futuro della Chiesa». Ed è vero, ha aggiunto, che «oltre ai momenti indicati nelle visioni, si parla della realtà di passione della Chiesa. Ci sono sofferenze della Chiesa che si annunciano». Benedetto XVI ha ricordato che «il Signore ha detto che la Chiesa sarà sofferente fino alla fine del mondo. E oggi questo – ha concluso – lo vediamo in modo particolare». Le attuali «sofferenze» della Chiesa, in conseguenza degli abusi su minori commessi da sacerdoti, fanno parte di quelle annunciate nel terzo segreto di Fatima ha aggiunto Benedetto XVI e «il perdono non sostituisce la giustizia».

    VERGINE FATIMA E VANGELO – «La Vergine Maria è venuta dal Cielo per ricordarci verità del Vangelo che costituiscono per l’umanità, fredda di amore e senza speranza nella salvezza, sorgente di speranza». Dopo il suo arrivo Benedetto XVI ha salutato tutti: «Indipendentemente dalla loro fede e religione va il mio saluto amichevole, in particolare a quanti non hanno potuto venire al mio incontro», ha assicurato professandosi «pellegrino della Madonna di Fatima, investito dall’Alto nella missione di confermare i miei fratelli che avanzano nel loro pellegrinaggio verso il Cielo». «Da una visione sapiente sulla vita e sul mondo – ha aggiunto Papa Ratzinger nel discorso all’aeroporto internazionale Portela di Lisbona – deriva il giusto ordinamento della società. Posta nella storia, la Chiesa è aperta per collaborare con chi non marginalizza né riduce al privato l’essenziale considerazione del senso umano della vita. Non si tratta – ha sottolineato – di un confronto etico fra un sistema laico e un sistema religioso, bensì di una questione di senso alla quale si affida la propria libertà. Ciò che distingue è il valore attribuito alla problematica del senso e la sua implicazione nella vita pubblica».

    IL PRESIDENTE CAVACO – Ad accogliere il Papa giunto a Lisbona, prima tappa del suo viaggio in Portogallo, è stato il presidente del Portogallo Anibal Cavaco Silva. Quello nel paese lusitano è il quindicesimo viaggio internazionale di Benedetto XVI. Toccato dalla crisi economica più di altri paesi europei, il Portogallo ha adottato, negli ultimi anni, leggi contestate dalla Chiesa cattolica. Il governo socialista ha legalizzato l’aborto nel 2007, il divorzio nel 2008, e ora il Parlamento ha approvato un disegno di legge sul matrimonio gay che il presidente non ha ancora firmato. Da giorni il paese lusitano, ufficialmente all’88% cattolico, si prepara alla visita del papa. Cartelli e gigantografie con la foto del pontefice sopra la scritta «Bem-Vindo o Papa Bento XVI», «Benvenuto Papa Benedetto XVI», tappezzano le strade di Lisbona, Fatima e Porto, le tre tappe della visita del capo della chiesa cattolica, la prima in terra lusitana, cui i giornali dedicano anche oggi decine di pagine. Tre tv portoghesi, una pubblica e due private, hanno iniziato due ore prima dell’arrivo del papa le trasmissioni in diretta sulla sua visita che proseguiranno, seguendo ogni suo movimento, fino a venerdì pomeriggio, quando lascerà Porto per tornare a Roma. Martedì Benedetto XVI celebrerà nel pomeriggio sul Terreiro do Paco, la celebre piazza di Lisbona affacciata sul fiume Tago, una messa davanti a decine di migliaia di fedeli, e in presenza del premier socialista Josè Socrates. Mercoledì il pontefice si sposterà a Fatima, dove già sono arrivate migliaia di pellegrini, e dove sono attesi mezzo milione di fedeli, e venerdi a Porto. Nel santuario mariano il pontefice celebrerà una messa giovedi sulla spianata della Cova da Iria, dove secondo la tradizione cristiana il 1q3 maggio 1917 la Madonna apparve per la prima volta ai tre pastorelli.

    NIENTE VISTO PER AGCA – Per motivi «di sicurezza e di politica estera», il governo di Lisbona ha detto «no», almeno per momento, alla visita a Fatima che Mehmet Ali Agca aveva chiesto di poter compiere in questi giorni in contemporanea con Papa Benedetto XVI. Lo ha reso noto – con una lettera inviata all’Ansa – l’avvocato Aci Ali Ozhan, il legale dell’ex «lupo grigio» turco che il 13 maggio 1981 sparò a Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro. Agca è stato scarcerato lo scorso 18 gennaio 2010 dopo aver scontato 29 anni e due mesi di carcere per l’uccisione di un noto giornalista turco. Lo scorso 13 febbraio, sempre tramite il suo legale, Agca aveva scritto in Vaticano chiedendo di poter incontrare Papa Ratzinger a Fatima.

    fonte corriere it

  • Cardinale austriaco attacca Sodano “Insabbiò l’inchiesta sulla pedofilia”

    Cardinale austriaco attacca Sodano “Insabbiò l’inchiesta sulla pedofilia”

    repubblica it
    Christoph Schoenborn, sferra un durissimo attacco all’ex segretario di Stato: “Ha offeso le vittime degli abusi sessuali, definendo la vicenda un chiacchericcio”. Benedetto XVI ratifica l’addio di monsignor Mixa, il vescovo di Augusta travolto da scandali di varia natura

    Cardinale austriaco attacca Sodano “Insabbiò l’inchiesta sulla pedofilia” Benedetto XVI

    CITTA’ DEL VATICANO – Nel giorno in cui il Papa accetta le dimissioni del discusso vescovo di Augusta, l’arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schoenborn, sferra un durissimo attacco all’ex segretario di stato vaticano Angelo Sodano. Facendo nome e cognome lo accusa di aver offeso le vittime degli abusi sessuali, definendo la vicenda “un chiacchericcio” e lo ha rimproverato di aver insabbiato a suo tempo l’inchiesta sugli atti di pedofilia compiuti dall’allora capo della diocesi viennese, Hans Hermann Groer. Il porporato, allievo e amico di Benedetto XVI, ha parlato durante un incontro informale con rappresentanti dei media austriaci, di cui riferisce l’agenzia Kathpress.

    Schoenborn ha ribadito che Sodano avrebbe impedito 15 anni fa la creazione di una commissione di indagine sul “caso Groer”. Uno scandalo esploso nel 1995 quando un ex seminarista di Hollabrunn accusò Groer di aver abusato ripetutamente di lui all’inizio degli anni ’70. Altre accuse seguirono e Groer non tardo’ a dimettersi, ufficialmente per sopraggiunti limiti di età. Morì nel 2003 senza mai ammettere alcuna responsabilità.

    Lo scorso 28 marzo, l’attuale arcivescovo di Vienna aveva formulato l’accusa, senza però citare esplicitamente l’ex segretario di Stato vaticano. In un’intervista al canale televisivo austriaco Orf, aveva sostenuto che nel 1995 Ratzinger si era adoperato energicamente affinchè il Vaticano conducesse un’indagine su Groer: una richiesta che era stata vanificata “dall’altra parte” quella che faceva capo alla diplomazia vaticana.

    Le dimissioni di monsignor Mixa. Benedetto XVI ha dunque accettato le dimissioni del vescovo di Augusta e ordinario militare per la Germania, monsignor Walter Mixa, travolto da rivelazioni su malversazioni economiche e maltrattamenti inflitti a giovani collegiali. I fatti, da lui ammessi, riguardano il periodo in cui era parroco. Il prelato – che ha chiesto le dimissioni il 22 april – secondo le rivelazioni dei media sarebbe sotto inchiesta per abusi sessuali.

    L’udienza con i vescovi belgi. E sempre oggi il Papa ha anche ricevuto in udienza i vescovi del Belgio. Richiamandoli con forza ad attuare una “vasta e seria” pastorale vocazionale, per formare al sacerdozio uomini santi. Anche in questo caso, il riferimento è chiaramente agli scandali legati alla pedofilia. Da qui l’esortazione “all’ascolto reciproco, nella preghiera comune e nella carità di Cristo, soprattutto in questi tempi nei quali la vostra chiesa stessa è stata provata dal peccato”. Il primate del Belgio, monsignor Joseph André Leonard, ha ammesso con Benedetto XVI che “quella che le si avvicina oggi è una Chiesa addolorata, ma anche determinata ad affrontare questo tipo di problema con chiarezza”. Leonard ha citato in particolare “il grave scandalo provocato dalle dimissioni forzate del vescovo di Bruges, monsignor Roger Vangheluwe”.

    Riguardo alla possibilità di emanare nuove norme per prevenire eventuali abusi da parte del clero, il primate del Belgio ha affermato che di ciò i vescovi belgi hanno parlato con la Congregazione per la dottrina della Fede. “Nel suo discorso – ha concluso Leonard – il Papa ha fatto allusione al dramma della nostra Chiesa spiegando che per ritrovare la credibilità l’unica via da percorrere è quella della ricerca della santità di preti e vescovi. E’ stato molto importante l’incoraggiamento che il Pontefice ci ha dato, soprattutto perché molti preti nella Chiesa belga soffrono per questa situazione di cui non hanno colpa”.

    (08 maggio 2010)