Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Così ha abusato di nostra figlia”

    Così ha abusato di nostra figlia”

    Mercoledì 05 Maggio 2010 09:35 Carmine Castoro
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    Solo negli ultimi giorni hanno “lasciato” le funzioni di ministro di Dio i vescovi di Limerick, di Cloyne, e un terzo presule irlandese, James Moriarty, il vescovo di Bruges in Belgio, il vescovo di Augusta in Germania, e nuovi casi spuntano come funghi avvelenati anche in Italia via via che le vittime di abusi sessuali da parte di rappresentanti delle gerarchie ecclesiastiche trovano il coraggio di denunciare i loro carnefici tonacati.

    Una lunga lista di proscrizione. Storie torbide, buie, che a fatica escono da una riottosa clandestinità dove sono state seppellite per anni da una prassi interna al Vaticano e ai suoi apparati più elevati che impone di non divulgare la notizia di molestie e atti sessuali commessi da sacerdoti su inermi minorenni, di aspettare, di avere prove certe e insindacabili, di non stabilire subito rapporti di “buon vicinato” e di collaborazione con gli uffici giudiziari competenti dello Stato laico, di stornare l’attenzione dell’opinione pubblica, di pregare, questo sì, per il prete “intrappolato” dalla sua incoercibile carnalità e per le sue vittime, ma di uscire allo scoperto e di avere pietà e rispetto per queste ultime, no. Finché si può. Finché il segreto regge e i documenti pontifici che negli ultimi decenni, a partire dalla Crimen Sollicitationis del ‘62, hanno imposto prudenza, omertà e una pianificata omissione di fatti e responsabilità, riescono ad alzare un argine. Poi l’argine si rompe. E al dossier della commissione Murphy in Irlanda e ad una trasmissione d’inchiesta nello stesso Paese dal titolo Cardinal Secrets, fanno seguito in Italia il libro-choc Il Peccato nascosto (Nutrimenti), poi le dichiarazioni vibranti dello stesso Papa di condanna dei preti pedofili e le indagini e le sentenze della magistratura. Una ragnatela di vere e proprie sequenze criminali commesse all’ombra delle canoniche che passano dai palpeggiamenti, alle violenze esplicite e ripetute, alle punizioni corporali, all’uso di materiale pornografico, a reati gravissimi di tipo seriale che sanno di innocenza violata, di tenerezza sporcata, di fiori recisi.

    L’avvocato Claudia Colombo sta difendendo una decina di bambine di Ferrara vittime di abusi in un asilo religioso da parte del parroco direttore. Il prelato è stato condannato in primo grado il 9 aprile del 2008 a sei anni e dieci mesi di reclusione per atti sessuali su minori di anni 10 e per violenza sessuale su due insegnanti dello stesso istituto, e al pagamento di una provvisionale di decine di migliaia di euro che non liquida perché nullatenente. E la Curia tace. In esclusiva per Il Punto, i genitori di una di queste bambine hanno accettato di raccontare la loro tristissima esperienza fatta di verità strazianti e di civica nobiltà. (Con P le risposte del papà, con M quelle della mamma).

    Innanzitutto, qual è il senso del vostro essere qui oggi?
    P: «E’ un modo di far capire che quando succedono questi fatti bisogna agire subito e fare delle denunce. Poi vorremmo anche far capire come ci si sente quando si affida la propria figlia a una persona di fiducia – nel caso di un prete è come se la si affidasse direttamente a Dio -, e poi traditi senza nemmeno una dichiarazione di scusa o un “mi dispiace”. Certo, bisogna aspettare i tre gradi di giudizio, ma non c’è stato nessun atto di volontà, di pudore, di carità cristiana».
    C’è nei vostri ricordi un momento preciso, un primo giorno in cui il dramma ha preso avvio?
    M: «Ricevetti una prima telefonata da una insegnante di mia figlia un pomeriggio verso le 4; inaspettata, lei era una ragazza con la quale avevamo come tutti i genitori un buon rapporto. Disse: “E’ successo qualcosa? Vi hanno chiamato i carabinieri?”. Non capivamo. Il giorno dopo arrivarono i carabinieri a casa con un documento di convocazione e ci siamo dovuti presentare in caserma, del tutto ignari di essere parte lesa. A quel punto è successo l’inferno, ci è caduto tutto addosso, certe cose sei abituato a vederle in tv, ma quando capitano a te ti distruggono la vita, sbatti la testa, non capisci cosa è successo, sei nel più completo buio. Noi pensavamo, tra l’altro, di essere stati chiamati per testimoniare su una scena che riguardava un bacio plateale dato dal prete a una bambina in particolare all’interno dell’asilo, vista da me e da un’altra mamma, ma non pensavamo che ci fosse altro fango sotto».
    P: «Si trattava di cose che si ripetevano da due anni, e la questione è saltata fuori dopo due anni. E’ questo che ci ha lasciati del tutto basiti, il fatto che chi ha visto ha lasciato correre, sottovalutando. A quel punto io e mia moglie abbiamo dovuto scavare, ricostruire dichiarazioni e frasi che i bimbi di solito dicono con fantasia, o magari per la svogliatezza di non andare a scuola. Due anni di pensieri, parole per capire. E combaciava tutto».
    Avete mai avuto sentori, nella normale vita familiare, di qualcosa che stava cambiando nei comportamenti di vostra figlia come conseguenza delle molestie?
    M: «Solo episodi che i genitori di norma inquadrano come fisiologiche fasi di crescita. Con qualche accentuazione, però. A volte quando andavo a fumare fuori casa, oltre una porta finestra, urlava spaventatissima per la paura di restare sola dietro il vetro. All’asilo mostrava a volte intolleranza ad andare con una babysitter che impiegava tantissimo tempo a lasciarla sola, non ci voleva stare, e io mi precipitavo appena finivo di lavorare per prenderla subito perché rimaneva buona poche ore. Ma pensi che siano capricci, magari ti senti in colpa perché sei impegnata per tantissime ore al giorno, e una figlia vuole stare coi genitori, ma non pensi mai che si tratti di un sentimento profondo di disagio. Finito quel periodo ricordiamo che disse: “Non voglio più andare a quell’asilaccio”».
    E qualche segnale di allarme più di tipo fisico, emotivo?
    M: «Un’affermazione, col senno di poi, l’abbiamo incanalata nel giusto senso. Da un certo momento in poi nell’andare in bagno chiudeva la porta, anche se non c’era la chiave, dicendo “ho bisogno della mia privacy, all’asilo il prete è sempre lì che viene da noi bimbe grandi ad asciugarci, ma noi non ne abbiamo bisogno, lui deve accudire le bimbe piccole, noi siamo autosufficienti”».
    P: «Personalmente ho inteso queste frasi nel senso della responsabilità, della vigilanza pura e semplice che il prete attuava per evitare che i bimbi si facessero male, che facessero i monelli. Solo dopo abbiamo capito la diversità di queste parole, mentre all’inizio sembrava che lei volesse dire: “Io non ho bisogno di assistenza, sono una bimba sveglia”».
    Avete sensi di colpa per non aver intuito il peggio?
    M: «No sensi di colpa, tanta rabbia, perché non ci si può fidare nemmeno della propria ombra».
    P: «Inizialmente abbiamo provato uno stupore grande, superi diverse fasi emotive poi razionalmente metti insieme i fatti e cerchi di capire, perché si tratta di una persona malata, in altro modo non la si può definire. Ma la cosa più fastidiosa è stato constatare che le cose andavano avanti da due anni, e invece bisognava affrontare e stroncare tutto sul nascere. La cosa rilevante è l’arco temporale: dai fatti alla denuncia gli episodi criminosi sono andati avanti e si sono ripetuti».
    Come avete gestito il rapporto con lei dopo la scoperta della verità?
    M: «Uscita dall’asilo non ne ha più parlato, né ha dato segni di intolleranza, ha continuato a fare quello che una bimba della sua età fa. In quarta elementare non voleva più andare a scuola, all’improvviso, pur avendo dimostrato ottimo spirito di adattamento facendo due anni in una scuola e tre in un’altra. Diciamo che dopo lo scoppio della vicenda abbiamo fatto da noi e, nonostante la tristezza di questo periodo particolare, non si è accorta di niente. Una psicologa ci ha fatto capire che blocchi di questo tipo non sono infrequenti, temevamo fosse la ritorsione di qualche elemento legato alle molestie, ma sembra sia solo una paura irrazionale, un episodio occasionale legato alla crescita. La psicologa mi ha fatto domande sulla gravidanza, il concepimento, perché sembra che qualsiasi dramma dall’embrione possa creare queste angosce. Per ora siamo rimasti così, sospesi. Quando è andata in quinta, passavo ogni mattina a osservarla».
    P: «E’ ancora ingenua, aspetterò due tre anni per parlare, ma quando è matura le spiegherò i fatti».
    La vicenda di vostra figlia ha inciso anche su di voi?
    M: «Ci siamo richiusi come in un guscio. Perdi la voglia di vivere, di fare qualsiasi cosa, vai a lavorare un po’ in trance, lui si è rinchiuso nella sua musica, abbiamo quasi eretto una barriera tra di noi per non soffrire: non ci si guardava in faccia per non rispecchiare il reciproco dolore, una barriera a 360 gradi fra noi e col mondo esterno per proteggerci, come se non fosse successo niente. Io sono più nervosa, agitata, darei fuoco a mezzo mondo».
    P: «Quando si fa violenza a un bimbo che non sa difendersi, non hai strumenti in mano, da dove cominci? Non si ha esperienza, sei lì, ti dici: “Qualcosa dovrò fare, ma poi ognuno ha il suo carattere, chi sbraita, chi si chiude, io sono calmo e pacato, ma ognuno ha il suo modo di assimilare l’amarezza».
    Avete dovuto far finta di niente…
    M: «Esatto, sorrisi, tranquillità, anche se dentro tutto si amplifica e quando ti arrabbi sei sul limite del crollo, ti accorgi che stai urlando più del solito, quando magari il figlio non ha colpa, o per cose futili».
    Avete temuto il giudizio della gente?
    M: «Non tanto il giudizio, quanto il vuoto. E poi quella sottile accusa di andare contro la Chiesa per chissà quale mania di protagonismo, quando invece le persone toccate da questo problema sono tante».
    P: «Un’istituzione come la Chiesa è guardata con reverenza, ma che l’abbia commessa un padre di famiglia o un prete, la violenza deve essere giudicata e condannata, e non far passare per delinquente chi denuncia un prete. Oggi avremmo avuto maggiore appoggio dall’opinione pubblica perché si è scoperta la pentola».
    Che idea vi siete fatti della pedofilia dei preti?
    M: «La considero aberrante, una delle peggiori schifezze al mondo, un grosso tradimento della fiducia che hai riposto in chi ha una posizione delicata. Io che andavo a prendere la bimba e avevo un rapporto di amicizia con insegnanti ed educatrici, vedevo che una di queste spesso era in lacrime, il clima era teso, i bambini tutti seduti in silenzio, ma non me lo spiegavo: pensavo che erano stati sgridati perché troppo esuberanti, poi abbiamo scoperto i fatti. Ci guardava in faccia e piangeva, ci credo, vergognati…».
    Non vi eravate accorti delle attenzioni del prete verso vostra figlia?
    M: «Non nei confronti di nostra figlia, ma il comportamento ambiguo e inqualificabile verso un’altra bambina con baci espliciti, fisici, nel cortile, tra le mamme, era tangibile, e la situazione era arrivata a un punto di rottura. La stessa scena si ripeteva alla luce del sole, il cortile era a vista e asilo e parrocchia erano collegati. Quando ho incrociato lo sguardo del prete in aula ho provato schifo e rabbia e pensieri diciamo fantasiosi contro di lui che tutti proverebbero al posto mio».
    Che futuro pensate aspetti voi e la crescita della bambina?
    M: «Aspettiamo di vedere come prosegue tutto e come affronteremo la cosa con la bambina che diventerà adolescente. Se ci saranno conseguenze psicologiche per lei non si può dire: rispetto ad altre bambine, sono state leggere queste invadenze da parte del prete, ma anche lì è un rimandare, un vivere alla giornata. Per ora è tranquilla, stiamo a guardare».
    Cosa vi sentite di suggerire a genitori che si trovassero in analoghe situazioni?
    P: «Denunciare e non tacere: se avete dubbi parlatene e non state zitti, perché a certe cose non si dà peso, le si prende come nel nostro caso per forme di vicinanza, di sorveglianza».
    M: «Io mi sento di dire che è molto importante affidarsi a strutture dove tante persone sono in grado di aiutarti; non siamo mai soli e non dobbiamo vergognarci. E’ semplicissimo aprire le giuste porte e avere giusti consigli».
    Per paradosso, adesso volete più bene a vostra figlia?
    M: «Non siamo diventati iperprotettivi, il controllo, l’educazione sono fondamentali. Farà la cresima normalmente, non l’abbiamo isolata dall’ambiente ecclesiastico perché se uno è malato non è che tutti lo sono. Qui da noi in paese la Chiesa si sente nel suo vero essere, lì era qualcosa allo sbando. Non l’abbiamo demonizzata, come culto non lo abbiamo escluso dalla nostra vita. Ha sbagliato una persona per menefreghismo e disumanità, e non la Chiesa».

    http://www.ilpuntontc.it/index.php/attualita/906-qcosi-ha-abusato-di-nostra-figliaq.html

  • Preti pedofili, in Belgio 120 denunce di abusi in una settimana

    Preti pedofili, in Belgio 120 denunce di abusi in una settimana

    Sono circa 120 le denunce ricevute in una settimana dall’apposita commissione belga costituita per raccogliere le segnalazioni di abusi sessuali da parte di preti pedofili. E’ quanto riferisce l’agenzia di stampa belga che cita il portavoce della conferenza episcopale belga, Eric De Beukelaer.

    Il numero delle denunce ha subito un’impennata dallo scorso venerdì, quando il vescovo di Bruges Roger Vangheluwe ha presentato le dimissioni dopo aver ammesso abusi su un minore per diversi anni. Molte delle chiamate giungono, ha precisato il portavoce, da persone che ora hanno circa 60 anni e che sostengono che ormai il prete dal quale hanno subito violenza è deceduto.

    La commissione per raccogliere le denunce è nata nel 2001 e, soprattutto dopo i casi di preti pedofili sollevati in Irlanda e Olanda, ha ricevuto anche in Belgio una serie di denunce, ma decisamente inferiori rispetto a quelle giunte nell’ultima settimana. Prima delle dimissioni del vescovo di Bruges, si erano fermate ad una ventina in due mesi.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-europa/preti-pedofili-belgio-denunce-abusi-353399/

  • Belgio, polemica sul primate cattolico Avrebbe coperto un parroco pedofilo

    Belgio, polemica sul primate cattolico Avrebbe coperto un parroco pedofilo

    Belgio, polemica sul primate cattolico Avrebbe coperto un parroco pedofilo
    fonte repubblica it

    Lo scrive il quotidiano De Morgen. Secondo il racconto, André Leonard, arcivescovo della chiesa cattolica belga, avrebbe insabbiato il caso di un sacerdote dopo che aveva ripetutamente abusato di un ragazzo. La denuncia del giovane: “Non ha denunciato perché tra i due è stato varato un accordo finanziario”

    BRUXELLES – André Leonard, primate della chiesa cattolica belga, avrebbe insabbiato il caso di un sacerdote pedofilo, impedendo che il religioso potesse finire in tribunale. E’ questa la rivelazione pubblicata dal quotidiano belga De Morgen, che riporta il racconto della presunta vittima, Joel Devillet.

    Durante gli anni ’80, Devillet sarebbe stato ripetutamente oggetto di abusi sessuali da parte del parroco del suo villaggio, e nel 1996 si sarebbe finalmente confidato con Leonard, allora vescovo della diocesi di Namur: “Lui ha però lasciato fare. E’ stato varato un accordo finanziario, in base al quale il sacerdote avrebbe pagato un terzo della mia terapia, il vescovo un altro terzo mentre il resto sarebbe stato a mio carico ma nonostante avesse ammesso i fatti, questo sacerdote è rimasto al suo posto per altri cinque anni e ha continuato a fare vittime: Leonard ha fatto di tutto perché si evitasse un processo”, ha dichiarato Devillet.

    Il portavoce di Leonard non ha commentato la vicenda, limitandosi a sottolineare come sul caso stia lavorando la magistratura belga. Il caso è infatti davanti al tribunale di Namur, dove l’uomo che dice di aver subito violenze, dal 2009.

    (29 aprile 2010)

  • PEDOFILIA: CHIESA CATTOLICA COINVOLTA IN ALTRI CASI IN SCANDINAVIA

    PEDOFILIA: CHIESA CATTOLICA COINVOLTA IN ALTRI CASI IN SCANDINAVIA

    28-04-10
    (ASCA-AFP) – Oslo, 28 apr – Lo scandalo dei preti pedofili si allarga anche in Scandinavia.

    In Norvegia sono venuti alla luce altri nove casi di abusi. Li ha rivelati la presidente del consiglio etico della Chiesa norvegese, Roennaug Aaberg Andresen, in un’intervista al quotidiano Adresseavisen, aggiungendo che ”spetta alle vittime e ai loro famigliari decidere se denunciare i fatti alla polizia. Alcune di loro hanno detto di volerlo fare”.

    I nuovi casi arrivano a tre settimane dalle rivelazioni su un ex vescovo di Trondheim, il tedesco Georg Mueller, che abuso’ di un ragazzo del coro nei primi anni novanta e che secondo le accuse sarebbe stato coperto dal Vaticano fino allo scorso anno.

    I media norvegesi hanno riportato anche il caso di un pastore protestante della Chiesa Evangelica Luterana, accusato di aver inviato messaggi di natura sessuale a tre dei suoi quattro figli. Nel paese sono in tutto 18 i casi finora segnalati. Nella vicina Svezia, gli episodi denunciati sono saliti a cinque, dopo il racconto fatto da una donna quarantenne che al quotidiano Dagen ha detto di essere stata ripetutamente violentata da un prete quando aveva quattro anni ed era ospite di un orfanatrofio cattolico.

    red-uda/sam/s

  • PRETI PEDOFILI: VESCOVO STOCCOLMA, PRONTO A DIMETTERMI

    PRETI PEDOFILI: VESCOVO STOCCOLMA, PRONTO A DIMETTERMI

    PRETI PEDOFILI: VESCOVO STOCCOLMA, PRONTO A DIMETTERMI

    (AGI) – Stoccolma, 25 apr. – Mea culpa dell’arcivescovo di Stoccolma, Anders Arborelius. Il presule ha annunciato di essere pronto ad assumersi “la responsabilita’ ed affrontare le conseguenze” fino a chiedere “al Papa di sollevarmi dall’incarico” per non aver aperto una indagine su un caso di abusi commessi da un prete nei confronti di due sorelle. Il riferimento e’ ad una vicenda emersa gia’ negli anni ’90. Le due sorelle avrebbero subito abusi negli anni ’50-60 da parte di un sacerdote ma la chiesa, malgrado ripetute denunce ufficiali, non ha apri’ mai un’inchiesta.

    www.agi.it/rubriche/ultime-notizie-…to_a_dimettermi

     

  • LO SCANDALO PEDOFILIA ESPLODE ANCHE IN BELGIO

    LO SCANDALO PEDOFILIA ESPLODE ANCHE IN BELGIO

    Piovono dimissioni da parte di alti prelati cattolici per lo scandalo pedofilia. L’ultimo a lasciare è un vescovo del Belgio. Ancora non si conosce il suo nome né il motivo delle dimissioni. Dopo il capo della Diocesi di Augusta Walter Mixa e il vescovo irlandese James Moriarty il belga sarebbe il terzo negli ultimi due giorni a lasciare l’incarico.

    La sua identità ancora non è stata resa nota; ma secondo l’agenzia belga Afp si tratterebbe del vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe. Da chiarire se sia stato proprio lui a commettere gli abusi o se abbia coperto altre persone. Ieri sera la Conferenza episcopale locale ha convocato una conferenza stampa per oggi con il capo della Chiesa cattolica belga, André-Joseph Léonard, e con i responsabili della Commissione d’inchiesta sulle vicende di pedofilia nella Chiesa.

    Ieri altre due dimissioni di vescovi in Europa. Ha lasciato il vescovo di Augusta Walter Mixa, già al centro di polemiche in Germania dopo che aveva ammesso maltrattamenti contro bambini all’epoca in cui era sacerdote. Papa Benedetto XVI dovrà decidere se accettare o meno le dimissioni.
    Sempre ieri, si è dimesso il vescovo di Kildare e Leighlin, in Irlanda, James Moriarty, accusato in un documento governativo di aver insabbiato denunce nei confronti di preti pedofili. Dopo John Magee e Donal Murray, è il terzo vescovo in Irlanda che decide di lasciare la propria carica, scusandosi con le vittime.

    Dagli Stati Uniti intanto arriva un nuovo attacco al cuore del Vaticano. L’avvocato delle vittime di padre Lawrence Murphy, accusato di aver abusato di 200 bambini di una scuola per sordomuti, ha
    denunciato in un tribunale federale di Milwaukee la Santa Sede, papa Benedetto XVI e i cardinali Angelo Sodano e Tarcisio Bertone, definendoli i ”vertici della piramide del silenzio” per aver protetto il sacerdote.
    Il Papa nei giorni scorsi ha che la Chiesa è intenzionata a percorrere la strada della trasparenza, e ha chiesto perdono ad alcune vittime maltesi di preti pedofili durante il suo viaggio sull’isola.

    CNRmedia – 23/04/2010

  • “Ha abusato dei bambini”, si dimette il vescovo di Bruges

    “Ha abusato dei bambini”, si dimette il vescovo di Bruges

    Venerdí 23.04.2010 12:58

    Si è dimesso il vescovo di Bruges monsignor Roger Vangheluwe, che ha ammesso di aver abusato sessualmente di un giovane e di averlo fatto per di più dopo la sua nomina a vescovo avvenuta nel 1984. La Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso la notizia dell’accettazione delle dimissioni da parte del Papa insieme al testo di una dichiarazione del vescovo. Le dimissioni sono state immediatamente accettate dal Papa.

    “Quando ero ancora un semplice sacerdote e per un certo tempo all’inizio del mio episcopato – ha confessato il presule – ho abusato sessualmente di un giovane dell’ambiente a me vicino. La vittima ne è ancora segnata. Nel corso degli ultimi decenni, ho più volte riconosciuto la mia colpa nei suoi confronti, come nei confronti della sua famiglia, e ho domandato perdono. Ma questo non lo ha pacificato. E neppure io lo sono”.

    Il presule ha aggiunto nella sua dichiarazione che “la tempesta mediatica di queste ultime settimane ha rafforzato il trauma. Non è più possibile continuare in questa situazione”. “Sono profondamente dispiaciuto – ha concluso – per ciò che ho fatto e presento le mie scuse più sincere alla vittima, alla sua famiglia, a tutta la comunità cattolica e alla società in genere. Ho presentato le mie dimissioni come vescovo di Bruges al Papa Benedetto XVI. Sono state accettate venerdì. Perciò mi ritiro”.

    Ma intanto il Vaticano contesta una denuncia presentata, a nome di una vittima di un prete pedofilo del Wisconsin, contro Papa Benedetto XVI e i cardinali Angelo Sodano e Tarcisio Bertone. “Azioni legali legittime sono state mosse da vittime di abusi, ma questa non lo è”, ha detto Jeffrey Lena, l’avvocato americano del Vaticano, secondo cui la denuncia presentata dal collega Jeff Anderson a nome di una vittima di padre Lawrence Murphy “rappresenta un tentativo di usare tragici eventi come piattaforma per un attacco più ampio ricaratterizzando la Chiesa Cattolica come una ‘impresa mondiale di affari’”. Secondo Lena, il caso contro la Santa Sede consiste in gran parte in una “risciacquatura di vecchie teorie già respinte da tribunali Usa”.

    http://www.affaritaliani.it/cronache/vescovo-bruges-vaticano230410.html

    23/4/2010
    Pedofilia, vescovo di Bruges lascia Ammette abusi, Papa accetta dimissioni

    Benedetto XVI ha accolto le dimissioni del vescovo belga di Bruges, mons. Roger Joseph Vangheluwe, il quale ha confessato, in una dichiarazione ufficiale, diffusa dalla sala stampa vaticana insieme all’annuncio delle dimissioni, di aver “abusato sessualmente di un giovane”. Nella serata di ggiovedì erano arrivate dal Belgio le notizie delle dimissioni di un presule per “fatti gravi” relativi a una vicenda di abusi.

    Il nome di Vangheuwe, 74 anni, sul seggio episcopale di Bruges da oltre 25 anni, è stato confermato da una persona del suo entourage. Solo due giorni fa, mercoledì, a Bruxelles era stata confermata la condanna del sacerdote Robert Borremans per violenze e attentati al pudore. Il prete condannato era in funzione sotto l’autorità dell’ex vescovo ausiliario di Bruxelles, Joseph De Kesel, e le prime accuse contro di lui risalgono al 1994

    La confessione del vescovo
    “Quando ero ancora un semplice sacerdote e per un certo tempo all’inizio del mio episcopato – ha confessato il presule – ho abusato sessualmente di un giovane dell’ambiente a me vicino. La vittima ne è ancora segnata. Nel corso degli ultimi decenni, ho più volte riconosciuto la mia colpa nei suoi confronti, come nei confronti della sua famiglia, e ho domandato perdono. Ma questo non lo ha pacificato. E neppure io lo sono”.

    Il presule stupratore ha aggiunto nella sua dichiarazione che “la tempesta mediatica di queste ultime settimane ha rafforzato il trauma. Non è più possibile continuare in questa situazione”. “Sono profondamente dispiaciuto – ha concluso – per ciò che ho fatto e presento le mie scuse più sincere alla vittima, alla sua famiglia, a tutta la comunità cattolica e alla società in genere. Ho presentato le mie dimissioni come vescovo di Bruges al Papa Benedetto XVI. Sono state accettate venerdì. Perciò mi ritiro”.

  • Vittima denuncia Ratzinger, Sodano e Bertone

    Vittima denuncia Ratzinger, Sodano e Bertone

    Vittima denuncia papa, Bertone e Sodano per frode e insabbiamento
    22 aprile, 08:28

    NEW YORK – Una vittima di padre Lawrence Murphy, il prete molestatore del Wisconsin accusato di aver abusato di 200 ragazzini sordomuti in una scuola di Milwaukee, scende in piazza contro il Vaticano accusando le più alte gerarchie ecclesiastiche di frode e insabbiamento. L’azione legale federale, annunciata oggi in una conferenza stampa a St. Paul in Minnesota, ha come bersagli la Santa Sede, papa Benedetto XVI e i cadinali Tarcisio Bertone e Angelo Sodano. Gli avvocati della vittima, Jeff Anderson e Mike Finnegan, sono in possesso di lettere raccomandate della vittima di padre Murphy al Vaticano in cui nel 1995 si chiede aiuto per ridurre il sacerdote allo stato laicale. Anderson e Finnegan affermano che le lettere furono ricevute ma rimasero senza risposta. Nell’azione legale si chiede al Vaticano di consegnare le liste dei preti molestatori e i dossier segreti su tutti i casi di abuso da parte del clero.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/04/22/visualizza_new.html_1765258108.html

  • Accusato di aver maltrattato dei bambini orfani

    Accusato di aver maltrattato dei bambini orfani

    Germania: si dimette Mixa, vescovo manesco di Augsburg
    Ha presentato la richiesta di dimissioni al papa che ha intanto ha accettato quelle dell’irlandese Moriarty

    BERLINO – Il vescovo di Augsburg, Walter Mixa, ha presentato la richiesta di dimissioni a Benedetto XVI: il vescovo era nell’occhio del ciclone da settimane per le percosse da lui inflitte a nove ragazzi, quando tra il 1976 ed il 1996 aveva svolto le mansioni di sacerdote nella cittadina bavarese di Schrobenhausen. A rivelare la notizia sono due quotidiani, la Sueddeutsche Zeitung e la Augsburger Allgemeine, mentre la Conferenza episcopale ha comunicato di non essere al corrente delle dimissioni. Proprio mercoledì il presidente dei vescovi tedeschi, Robert Zollitsch, aveva invitato Mixa ad autosospendersi, dopo che aveva ammesso in un’intervista ad un giornale di avere alzato le mani su alcuni minori. «Non posso escludere di aver assestato qualche ceffone», aveva confessato il vescovo, aggiungendo che «a quei tempi la cosa era assolutamente normale». Nella richiesta di dimissioni inviata al Papa, il vescovo di Augsburg motiva la sua decisione con «il perdurare del pubblico dibattito» sulla sua persona, che «grava pesantemente su preti e fedeli». «A tutti coloro verso i quali posso essere stato ingiusto ed ai quali ho provocato sofferenza chiedo ancora una volta perdono», scrive ancora Mixa.

    LA RICHIESTA – La richiesta al Papa di essere sollevato dalle sue funzioni di vescovo della città bavarese e di vescovo militare dell’esercito tedesco è dovuta al fatto che, secondo il diritto canonico, un vescovo non può dimettersi autonomamente senza l’autorizzazione del Pontefice, che in genere accoglie questo tipo di richieste. Mixa era stato recentemente anche accusato di appropriazione indebita di fondi, appartenuti alla Fondazione dell’orfanotrofio di Schrobenhausen, per un ammontare di 70 mila marchi, circa 35 mila euro attuali. L’avvocato Sebastian Knott, incaricato dalla Fondazione di far luce sulle accuse di maltrattamenti ai ragazzi compiuti da Mixa, ha rivelato che nella gestione dei fondi ci sono state «irregolarità finanziarie» corrispondenti alla somma indicata. Il legale ha spiegato che l’attuale vescovo, quando era prete a Schrobenhausen, ha fatto un uso indebito dei denari della Fondazione, acquistando tra l’altro mobili antichi per il suo studio ed un’incisione di Giovanni Battista Piranesi, pagata oltre 21 mila euro attuali. Mixa ha ammesso nei giorni scorsi di essersi occupato «senza acribia» delle questioni finanziarie dell’ente, spiegando che le antichità acquistate non erano per lui, ma sono servite per arredare i locali della parrocchia.

    VESCOVI IRLANDA – Intanto la conferenza episcopale irlandese ha confermato in una nota l’accoglimento da parte del Papa delle dimissioni del vescovo irlandese James Moriarty, (con lui sono tre i vescovi irlandesi che si sono dimessi a causa dello scandalo) accusato di aver coperto in passato abusi sessuali commessi su minori da sacerdoti dell’arcidiocesi di Dublino. La notizia era stata anticipata mercoledì dal Wall Street Journal e, secondo la nota della Conferenza episcopale, dovrebbe essere annunciata ufficialmente dalla Santa Sede nelle prossime ore.

    Redazione online
    22 aprile 2010

    http://www.corriere.it/esteri/10_aprile_22/germania-dimissioni-vescovo_1bc96868-4de9-11df-b72f-00144f02aabe.shtml

  • Bugie vaticane. Dimesso per “motivi di salute” vescovo Miami. Coprì preti pedofili

    Bugie vaticane. Dimesso per “motivi di salute” vescovo Miami. Coprì preti pedofili

    “Coprì alcuni preti” cacciato il vescovo di Miami Linea dura di Ratzinger, si “dimette” Favalora

    Nel 2002 si trovò a gestire le accuse contro 45 sacerdoti e un prelato che molestò una donna. Il Papa ha preferito sostituirlo, ma fu il prelato a mettere al bando i Legionari di Cristo di MARCO ANSALDO

    CITTÀ DEL VATICANO – Il caso pedofilia nella Chiesa fa saltare un’altra testa nelle alte sfere del clero. Si è dimesso ieri, ufficialmente per motivi di salute, il vescovo di Miami, monsignor John C. Favalora. Dimissioni arrivate con otto mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale di 75 anni, età consueta di pensionamento per un porporato. Benedetto XVI ha accettato la lettera, e già nominato il suo successore, monsignor Thomas G. Wenski, proveniente da un’altra diocesi americana.

    Nel 2002, negli Stati Uniti, durante la prima ondata dello scandalo pedofilia, il vescovo Favalora si trovò a gestire le accuse contro 45 preti della sua diocesi. Non mancarono le critiche per il suo operato, con l’accusa di aver coperto alcuni sacerdoti e anche un prelato che molestò una donna.
    Favalora non ha mai ammesso le proprie responsabilità, e si è infine dimesso in base al secondo comma dell’art. 401 del codice di Diritto Canonico, che prevede ragioni di salute o gravi impedimenti. Il vescovo, che ha al momento 74 anni, aveva chiesto alcuni mesi fa al Papa di essere affiancato da un coadiutore con diritto di successione. Il coadiutore sarebbe poi subentrato al compimento del 75esimo anno, quando all’arcivescovo di Miami sarebbe stato possibile dare le dimissioni per ragioni di età. Ma il Vaticano, nella linea della tolleranza zero annunciata da Benedetto XVI, ha deciso di tagliare corto. Ratzinger, sull’onda delle polemiche internazionali per lo scandalo pedofilia, e nello spirito di severità esposto nelle sue dichiarazioni, ha preferito sostituirlo direttamente.

    Favalora fu, comunque, uno dei primi vescovi ad adottare le nuove linee-guida invocate dalla Conferenza episcopale americana contro la pedofilia. A tal punto si spinse la sua azione che lo scorso ottobre fu criticato per aver autonomamente messo al bando, nella sua arcidiocesi, i Legionari di Cristo e il Movimento Regnum Christi, oggi sottoposti dal Papa a visita apostolica dopo che è emersa la doppia vita del loro fondatore, Marcial Maciel. Un passo che giunse prima di una eventuale decisione della Santa Sede sui Legionari, e che formalmente deve ancora arrivare anche se numerose testimonianze parlano di un probabile commissariamento del movimento. Maciel, il religioso messicano che morì nel 2008 e che aveva avuto figli da diverse donne finendo denunciato per stupro, si era rifugiato nell’ultimo periodo della sua vita proprio a Miami, dopo che il nuovo Papa aveva riaperto le inchieste contro di lui e, non potendolo processare perché troppo malato, gli aveva proibito di continuare il ministero, compresa la possibilità di celebrare.

    Monsignor Favalora, mettendo i Legionari al bando – da ottobre 2009 non possono esercitare alcun ministero nel territorio dell’arcidiocesi – si era dunque mostrato molto severo con l’organizzazione sotto accusa. Già prima di questa decisione, peraltro, il presule era finito nel mirino dei tradizionalisti per aver tollerato alcune violazioni liturgiche nella sua stessa cattedrale.
    Solo la scorsa settimana, il 16 aprile, aveva affrontato estesamente il problema della pedofilia in un articolo pubblicato sul sito della sua diocesi. “Il processo di ammettere la propria peccaminosità è doloroso – aveva scritto – e i vescovi europei faranno quel che hanno fatto i vescovi negli Usa: introdurre politiche di tolleranza zero per chi abusa”.

    (21 aprile 2010)

    http://www.repubblica.it/esteri/2010/04/21/news/copr_alcuni_preti_cacciato_il_vescovo_di_miami_linea_dura_di_ratzinger_si_dimette_favalora-3498727/