Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • ENNA; nota stampa dell’avvocato Eleanna Parasiliti, difensore della presunta vittima di don Giuseppe Rugolo

    ENNA; nota stampa dell’avvocato Eleanna Parasiliti, difensore della presunta vittima di don Giuseppe Rugolo

    A seguito dell’intervista “esclusiva” rilasciata dal vescovo Rosario Gisana il 22 Maggio al giornale on Line” Enna Ora” mi trovo costretta a ribadire con forza, spero per l’ultima volta, l’assoluta infondatezza e gravità delle dichiarazioni di mons. Rosario Gisana.

    Non abbiamo interesse a coltivare il processo alla vittima che la Diocesi ha inteso avviare sui media, secondo un modello da Santa Inquisizione. Tuttavia al fine di porre fine agli effetti di vittimizzazione secondaria che tale condotta sta producendo devo segnalare che dalla documentazione già depositata agli inquirenti emerge la piena consapevolezza del vescovo circa le condotte di Rugolo, per espressa ammissione di quest’ultimo e perché oggetto di altre dettagliate segnalazioni addirittura antecedenti a quelle che poi hanno dato origine al procedimento penale in corso.

    Ebbene, dai predetti atti emerge chiaramente come l’unica interessata alla non tracciabilita’ dell’offerta risarcitoria era esclusivamente la Diocesi e che espressa richiesta della giovane vittima era quella di avere giustizia mediante l’attivazione di provvedimenti disciplinari a carico del Sacerdote.

    Emerge ancora il tentativo della Diocesi di minimizzare e gestire la grave vicenda secondo gli schemi tipici di queste penose questioni.

    Auspichiamo un più responsabile silenzio da parte della diocesi nel rispetto delle vittime, oggetto di inaccettabili attacchi anche di natura semplicemente voyeristica provenienti proprio da ambienti ecclesiastici trasformati in centri di propaganda.

    Avv. Eleanna Parasiliti

  • Don Giuseppe Rugolo; “Il Ministero dell’Istruzione faccia un’ispezione” – Si dissocia anche “Progetto 360°”

    Don Giuseppe Rugolo; “Il Ministero dell’Istruzione faccia un’ispezione” – Si dissocia anche “Progetto 360°”

    Grosso guaio a Piazza Armerina dopo l’ordinanza che ha costretto don Giuseppe Rugolo agli arresti domiciliari e che di certo ha chiarito le idee a chi aveva ancora dei dubbi sulle accusa partite da una presunta vittima, che con la sua determinazione ha dato il coraggio ad altri di farsi avanti.

    I primi a dissociarsi sono i ragazzi del Progetto 360°, fondato proprio da don Rugolo e che questa mattina, in una nota stampa fanno pesanti accuse alla chiesa ennese.

    Si legge “La nostra associazione è stata tenuta all’oscuro di tutto e solo dalla stampa abbiamo appreso delle indagini e del contesto accusatorio. 

    Ribadiamo la nostra massima e piena fiducia nella Magistratura e negli inquirenti, affinché venga fatta luce su una vicenda che ci addolora fortemente e facciamo nostri i loro appelli.”

    Proseguono poi dichiarando  “Chiediamo alla città ed alla comunità vicinanza e comprensione: il nostro dolore non è neanche lontanamente paragonabile a quello delle parti in causa ma anche noi, inconsapevolmente, indirettamente e nostro malgrado, siamo vittime di questa triste vicenda.”

    Ma i ragazzi di Progetto 360° non sono gli unici a prendere una forte posizione.

    Da questa mattina ci sono pervenute diverse segnalazioni, il cui contenuto nella sostanza è lo stesso e in tutte si lamenta l’inerzia del Ministero dell’Istruzione e dell’ufficio scolastico regionale della Sicilia, al quale sollecitano anche attraverso la Rete L’ABUSO, l’avvio di una ispezione nelle scuole statali in cui ha operato come insegnante di religione nonché, di intraprendere i provvedimenti disciplinari di rito a tutela degli stessi studenti.

    Nelle missive a noi inviate ricordano che “Solo due anni fa  la professoressa Rosa Maria Dell’Aria, fu illegittimamente sospesa dal servizio di insegnamento per una presentazione in PowerPoint realizzata autonomamente dagli studenti, nell’ambito della quale confrontavano alcuni elementi delle leggi sulla sicurezza l’immigrazione con alcune leggi razziste del fascismo. Mi senta assurdo che in questo caso non siano già intervenuti o solerti  ispettori dell’ufficio scolastico regionale della Sicilia.”

    Segnalazioni di cui la Rete L’ABUSO si farà carico, ma dato il tempo trascorso, oggi riteniamo sia importante formalizzare all’Autorità Giudiziaria, che ha tutti gli strumenti per indagare ed evitare possibili inquinamenti.

    Francesco Zanardi

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  • New Zealand – Le Chiese rispondano alle accuse di abuso: “Lo sanno da molto tempo”

    New Zealand – Le Chiese rispondano alle accuse di abuso: “Lo sanno da molto tempo”

    Alle chiese in Nuova Zelanda al centro delle denunce di abusi storici viene data la possibilità di rispondere alle prove dei sopravvissuti agli abusi.

    La Commissione reale per gli abusi nelle cure tiene un’udienza pubblica di due settimane che inizia oggi ad Auckland.

    È la seconda parte dell’udienza di riparazione basata sulla fede e prosegue dalla fine del 2020, quando i sopravvissuti hanno condiviso le loro esperienze personali di abusi.

    I leader dell’Esercito della Salvezza, della Chiesa anglicana e della Chiesa cattolica, tra cui un certo numero di vescovi e arcivescovi, daranno prova di come la loro chiesa ha affrontato le accuse di abuso e le precedenti prove dei sopravvissuti.

    Survivors Network of those Abused by Priests (SNAP) descrive l’udienza come una meravigliosa opportunità per le chiese di assumere la proprietà della verità.

    Il portavoce Christopher Longhurst ha detto che spera che la commissione sottoponga a un robusto esame incrociato i testimoni e non si limiti a prendere la loro parola per il valore nominale senza sostenere prove su come hanno gestito la questione degli abusi.

    Ci auguriamo che, ad esempio, nella valutazione dei protocolli ecclesiastici e dei documenti ecclesiastici sottoposti all’udienza, la commissione cerchi segnali di azione concreta. Per l’applicazione di ciò che è stato promesso perché sappiamo dalla nostra esperienza che ciò che le chiese promettono, ha promesso, non è stato consegnato ”.

    Ha detto che i sopravvissuti hanno sperimentato pochissime azioni da parte delle chiese in passato e questo deve cambiare.

    “ Nonostante ciò che la chiesa dice sull’ascoltarci e sull’essere compassionevoli, costantemente di volta in volta i membri della nostra rete hanno prove per dimostrare il contrario, quindi speriamo semplicemente che la Commissione reale non prenda ciò che questi testimoni presenteranno al valore nominale . ”

    Un altro gruppo di sopravvissuti, la rete dei sopravvissuti agli abusi nelle istituzioni religiose, spera che le chiese vengano all’udienza con un cambiamento rispetto al loro solito approccio difensivo.

    La portavoce Liz Tonks ha detto che le chiese non possono continuare a negare ciò che è accaduto.

    “Adesso è inconfutabile. Dicono che stanno ascoltando, dicono che stanno imparando. Pensiamo che ci siano prove sufficienti che suggeriscono che avrebbero dovuto imparare a questo punto. ”

    Tonks ha detto che le vittime sopravvissute non erano fiduciose perché la loro esperienza delle chiese è che non sono stati in grado di fidarsi di loro in passato.

    “Lo sanno da molto tempo, non hanno mai agito. I sopravvissuti hanno negoziato con loro e hanno detto loro che hanno bisogno di un risarcimento per decenni e decenni e conoscono l’età di alcuni dei sopravvissuti ed è probabile che moriranno senza di essa se non viene data loro, quindi hanno avuto molte possibilità di resistere alzati e agisci. “

    Tonks ha detto che temevano che le chiese avrebbero continuato ad adottare lo stesso approccio e fornire ragioni per cui è successo e cercare di assolversi.

    Frances Tagaloa ha subito abusi da parte di un fratello marista di età compresa tra i cinque ei sette anni.

    Voleva un cambiamento di atteggiamento da parte delle chiese, ma non era sicura che sarebbe successo.

    “Le chiese proteggono naturalmente se stesse e la loro reputazione, la loro responsabilità e i loro stessi chierici soprattutto nell’aiutare i sopravvissuti agli abusi”.

    “Penso che diventerà chiaro, ma sarà interessante per me vedere se le chiese hanno sentito quello che hanno detto i sopravvissuti, sai che i loro processi di riparazione sono inadeguati”.

    Tagaloa spera anche che le chiese sostengano una richiesta universale dei sopravvissuti affinché un organismo indipendente si occupi di tutte le accuse di abusi basati sullo stato e sulla fede e si occupi del risarcimento.

    Le udienze di riparazione aiuteranno la Commissione reale a formulare le sue raccomandazioni al governo.

    La commissione si è impegnata a pubblicare i suoi risultati sul ricorso entro la fine del 2021, due anni prima del previsto.

    https://www.rnz.co.nz/news/national/438376/churches-to-respond-to-abuse-claims-they-ve-known-for-a-long-time?fbclid=IwAR04wxGsEbKxafpXlJip3_lZS5WPktaQYXsS4xYvuN-CbcVy2JaggnCGsUA

  • Abusi su minori: Procura Enna, da Curia nessuna notizia

    Abusi su minori: Procura Enna, da Curia nessuna notizia

    (ANSA) – PALERMO, 19 GEN – Il vescovo di Piazza Armerina, monsignor Rosario Gisana non ha fatto alcuna comunicazione alla procura di Enna sull’avvio di un procedimento a carico del prete che avrebbe abusato di un minore.

    Lo conferma il procuratore di Enna, Massimo Palmeri, che dice: “Non abbiamo mai ricevuto niente dalla Curia. Siamo venuti a conoscenza del reato solo quando il giovane ha denunciato alla squadra mobile”.

    Ieri il prelato aveva detto: “Sono offeso con la Procura che avrebbe dovuto informarmi mentre io allo stato attuale non so niente”.

    E in linea generale su presunti abusi da parte di religiosi ha affermato: “Con riguardo a dei casi che sono avvenuti nella mia diocesi io ho sempre attivato la procedura canonica informando le autorità ecclesiastiche”.

    Queste informazioni, secondo gli inquirenti, non sarebbero state date anche a loro. don Giuseppe Rugolo

  • Abusi, la rivoluzione della Chiesa tedesca, moduli on-line per risarcire le vittime della pedofilia

    Abusi, la rivoluzione della Chiesa tedesca, moduli on-line per risarcire le vittime della pedofilia

    Città del Vaticano – Importante svolta da parte della Chiesa tedesca nella lotta alla pedofilia. Le vittime di abusi avranno diritto a risarcimenti più elevati a partire dal primo gennaio. In pratica ora gli importi saranno determinati da una nuova Commissione indipendente per i pagamenti (UKA); contemporaneamente entreranno in vigore anche una serie di regole basate sulla trasparenza e l’equità. Lo ha stabilito la Conferenza episcopale. La notizia è stata diffusa dai media cattolici tedeschi.

    Con queste nuove regole i pagamenti saranno in linea con i risarcimenti disposti dai tribunali civili e quindi arriveranno fino a 50.000 euro. Inoltre, le vittime avranno diritto al rimborso delle spese sostenute per la terapia psicologica. Finora le vittime avevano ricevuto pagamenti di 5.000 euro per i casi meno gravi, e poco di più per quelli più gravi.

    I sette membri della commissione sono stati designati dalla conferenza episcopale ma dovranno agire e decidere in modo assolutamente autonomo dalle strutture ecclesiastiche. Si tratta di persone di chiara fama nell’ambito medico, psicologico, accademico, forense.

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    Le nuove regole prevedono che le vittime che hanno subito abusi, sia minorenni che adulti, si mettano in contatto con gli esperti per un colloquio preliminare e per la compilazione di un modulo obbligatorio per la richiesta. Il modulo viene inoltrato all’Uka che stabilirà la somma e ne ordinerà il pagamento. La vittima verrà informata e risarcita direttamente dalla Uka.

    Secondo la Conferenza episcopale tedesca, circa 2.400 domande sono già state trattate secondo questo criterio. All’inizio del 2021, i nuovi moduli di domanda saranno disponibili sul sito web della Conferenza Episcopale all’indirizzo www.dbk.de. L’ufficio dell’UKA sarà raggiungibile dal 7 gennaio.

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    C’è da sperare che questo nuovo modo di operare della Chiesa tedesca basato sulla immediatezza, la trasparenza, la semplicità delle procedure possa fare da traino a tante conferenze episcopali europee (tra cui quella italiana) ancora basate su criteri opachi e poco accoglienti nei confronti delle vittime degli abusi.

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    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/pedofilia_vaticano_germania_cei_vescovi_vittime_abusi_risarcimenti_papa_francesco-5682470.html

  • Abusi, vescovi tedeschi aumentano risarcimenti alle vittime: in Italia invece manca trasparenza

    Abusi, vescovi tedeschi aumentano risarcimenti alle vittime: in Italia invece manca trasparenza

    Città del Vaticano – Mentre la Chiesa italiana affronta il doloroso tema della pedofilia con scarsa trasparenza senza, per esempio, fornire a livello nazionale l’elenco dei preti pedofili puniti in questi decenni dai tribunali diocesani o il numero delle cause in corso nei tribunali ecclesiastici, in altri paesi come la Germania, la questione viene affrontata in ben altro modo.

    «La sofferenza non ci cancella». In Germania dal 2011 ad oggi sono oltre 2400 i casi di risarcimenti a vittime di preti pedofili che i vescovi tedeschi hanno dovuto pagare. I dati sono stati resi noti dalla conferenza episcopale. Ma non basta. I vescovi tedeschi hanno deciso di aumentare i pagamenti alle vittime anche fino a dieci volte in più rispetto alle somme pagate in precedenza. In modo da portare le cifre in linea con le sentenze dei tribunali civili, fino a 50 mila euro.

    Finora le vittime avevano ricevuto somme irrisorie che si aggiravano mediamente ai 5 mila euro. L’annuncio è stato fatto nei giorni scorsi dalla conferenza episcopale in base al cammino di rinnovamento in corso e alla totale trasparenza al fine di riportare la fiducia alle persone. Le vittime potranno chiedere il rimborso dei costi di terapia psicologica e consulenza. Il nuovo regolamento entrerà in vigore a partire dal primo gennaio.

    Una cosa analoga è stata fatta dalla Chiesa d’Inghilterra che ha approvato uno schema base per i compensi destinati alle vittime della pedofilia. Una decisione arrivata dopo una commissione di inchiesta indipendente.

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/abusi_pedoflia_vittima_risarcimenti_papa_francesco_cei_vescovi_tedeschi_italiani-5615396.html

  • Pedofilia nella Chiesa, Borrelli chiede che il suo caso venga riaperto

    Pedofilia nella Chiesa, Borrelli chiede che il suo caso venga riaperto

    Di Carmelo Giuffrè
    Arturo Borrelli ha denunciato anni fa un sacerdote per pedofilia e adesso denuncia la superficialità con cui la chiesa ha processato l’uomo.

    Tra i 13 e i 17 anni, Arturo Borrelli ha raccontato di essere stato vittima di abusi sessuali da parte di un prete. Era il suo professore di religione a scuola e quel bambino che adesso è un uomo, racconta di come un giorno lo abbia invitato a casa sua per poi iniziare a toccarlo e dare il via a una storia che sarebbe durata anni. Il prete in questione si chiama Don Silverio, giudicato recentemente innocente di tutti i crimini di cui era accusato dal tribunale ecclesiastico. Un verdetto che ha fatto un discutere per alcune risposte fornite dall’imputato. Le vittime chiamate a testimoniare conoscevano una malformazione del prete ai genitali. Un particolare che poteva venir conosciuto soltanto in situazioni di intimità. E il punto è che Don Silverio ha spiegato al Tribunale che per lui era la normalità farsi la doccia nudo con gli altri bambini, ed è così che questi sono venuti a conoscenza del suo problema.

    Borrelli: “Ascoltano quello che sai per poi nasconderlo”

    Borrelli ha iniziato tanto tempo fa una lotta per denunciare quello che lui considera un vero e proprio mostro, il suo carnefice, e nel suo percorso ha trovato altre tre persone che sostengono di essere stati vittima degli stessi abusi da parte di Don Silverio. Ma nonostante fosse stato Papa Francesco a voler riaprire il caso nel 2018, per il momento si è tutto risolto nell’assoluzione del prete. Ma non solo, come ha raccontato ai giornalisti di Fanpage in un’intervista, Borrelli ha perso il lavoro per seguire al meglio questa vicenda. L’uomo è convinto che la Chiesa non abbia mostrato un reale interesse a cercare la verità: “Una vicina di casa aveva dichiarato per prima che in quell’appartamento c’erano troppi bambini e che qualcosa non tornava. Ha rilasciato la sua testimonianza al tribunale e tutto quello che ha rivelato è stato gettato nel cestino. Fanno così: ascoltano quello che sai per poi nasconderlo”. 

  • In Francia sono aumentate le denunce di pedofilia nella Chiesa

    In Francia sono aumentate le denunce di pedofilia nella Chiesa

    I vescovi pubblicano un terzo dossier: in due anni 320 persone hanno segnalato gli abusi

    AGI – Da settembre 2018 a settembre 2020, in Francia 320 persone hanno denunciato abusi sessuali subiti da membri del clero e religiosi, 100 in più rispetto a quelle registrate tra il 2010 e 2016: è uno dei dati più significativi che emergono dal terzo Rapporto della Conferenza episcopale francese (Cef) sulla pedofilia nella Chiesa, reso noto durante i lavori dell’assemblea plenaria in corso dal 3 all’8 novembre.

    Le cifre del terzo dossier dei vescovi

    Il documento, presentato da monsignor Dominique Blanchet, vicepresidente della Cef, traccia un quadro più preciso della situazione dopo i due precedenti rapporti del gennaio 2017 e dell’ottobre 2018. La prima parte presenta le cifre aggiornate raccolte in questi ultimi due anni nelle diocesi francesi, mentre la seconda riporta in modo schematico informazioni sulle azioni intraprese dalla Chiesa nella lotta a questa piaga e nella prevenzione, sia a livello locale che a livello mondiale.

    Vi è dunque un significativo aumento delle denunce, passate da 220 del periodo tra il 2010 al 2016 a 320. Una crescita che il rapporto collega alle misure prese dalla Chiesa di Francia in questi ultimi anni: segnatamente l’istituzione nel 2018 di una Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa (Ciase), la creazione di cellule di accoglienza e di ascolto nelle diocesi, oltre ai ripetuti inviti rivolti alle vittime dalla Commissione perché abbiano il coraggio di denunciare l’abuso subito e si mettano in contatto con le istituzioni ecclesiastiche.

    Le segnalazioni dei vescovi e l’azione della Chiesa

    Un altro dato che emerge dal rapporto riguarda le segnalazioni da parte dei vescovi alle procure, che tra il 2010 e il 2020 sono state in tutto 110, di cui 67 per fatti anteriori al 2000 e 43 per fatti successivi. Quanto agli autori degli abusi, sono state 208 le persone per cui si è aperto un procedimento. Con riferimento alle misure prese, sempre negli ultimi due anni, 57 tra preti, religiosi e diaconi sono stati sospesi e 13 condannati a una pena canonica.

    Lo scarto esistente tra le 320 persone che hanno denunciato e le segnalazioni e i procedimenti avviati viene spiegato dal fatto che spesso le vittime non erano note ai vescovi, che i responsabili erano deceduti o non identificabili. Un’altra informazione importante fornita dal documento riguarda infine l’azione capillare intrapresa dalla Chiesa per lottare contro la pedofilia: su 97 diocesi e arcidiocesi francesi, 24 possono oggi contare su referenti diocesani e sono 83 quelle che hanno aperto una cellula di ascolto e accoglienza.

    “Anche se resta ancora molto da fare perché la Chiesa diventi una casa sicura per tutti – si sottolinea nell’introduzione resa nota da Vatican News – il nuovo rapporto evidenzia la ferma determinazione dei vescovi di andare oltre e di attuare tutte le misure necessarie ad affrontare questa sfida così urgente e necessaria“, cominciando dall’ascolto delle vittime. Intanto proseguono i lavori dell’assemblea plenaria.

    La riunione avrebbe dovuto svolgersi in presenza a Lourdes, ma a causa dell’evolversi della pandemia del Covid-19 si tiene in forma virtuale. Tra i temi all’ordine del giorno, oltre alla lotta alla pedofilia, i problemi del mondo agricolo in Francia, il rapporto tra territorio e parrocchia e le questioni finanziarie. A chiudere i lavori l’8 novembre sarà il presidente della Cef, monsignor Eric de Moulins-Beaufort.

    https://www.agi.it/cronaca/news/2020-11-07/pedofilia-chiesa-francia-aumento-denunce-10211422/

  • Sempre più delusi e infastiditi dai cattolici buonisti che ottengono l’effetto contrario!

    Sempre più delusi e infastiditi dai cattolici buonisti che ottengono l’effetto contrario!

    Leggere l’ennesimo articolo che elogia Papa Francesco per tutto quello che avrebbe fatto e starebbe facendo per la lotta alla pedofilia clericale, come cattolica e mamma di una vittima di un prete pedofilo mi infastidisce e mi fa comprendere che le fette di salame sugli occhi dei cattolici sono ancora belle spesse!

    Oggi mi riferisco a “Papa Francesco: tolleranza zero e lotta agli abusi sessuali” un incredibile articolo che riassume – tipo copia/incolla – ciò che i giornali o i documenti della Chiesa riportano sui vari provvedimenti presi da Papa Francesco sul tema. Diciassette righe di belle parole (prive di contraddittorio) . Ma chi scrive, tal signor Enzo Bartalotta che firma l’articolo, ha mai incontrato una vittima di un prete pedofilo?

    Forse, se lo avesse fatto, avrebbe affrontato un tema così complesso ed estremamente doloroso con meno superficialità. Sì, perché voglio fermarmi alla superficialità, non voglio arrivare a pensare che vi sia mala fede e volontà ulteriore di arrecare sofferenza alle centinaia di vittime (italiane) che eventualmente dovessero leggere il suo articoletto. Certo, la superficialità non è nemmeno un buon servizio per l’informazione, anzi. Si lascia credere ciò che non corrisponde alla realtà.

    Come ha approfondito? Con quali strumenti ha valutato se quello che ha scritto corrisponde poi al vero, cioè a ciò che realmente accade?

    Parole come “tolleranza zero”, “abolizione del segreto pontificio”, “con Papa Francesco non sarà più possibile insabbiare”… (e chi lo garantisce, coloro che hanno insabbiato) l’autore dell’articolo si è domandato cosa significano per le vittime? Si è domandato cosa davvero succede nei tribunali civili? Ha approfondito, per esempio, il Motu Proprio “Come una madre amorevole”, per scoprire che era solo un fantomatico progetto il tribunale per i vescovi insabbiatori, ma nulla è poi stato attuato? Ha chiesto a quante vittime è stato risposto in merito alla richiesta di documentazione a seguito dell’abolizione del segreto pontificio? Forse avrebbe fatto delle scoperte interessanti che gli avrebbero permesso di scrivere un articolo un po’ più VERO.

    Come cattolica sono amareggiata e delusa dai tanti cattolici che, credendo forse di fare il bene della chiesa?, fanno invece un gran male, e proprio ai più piccoli, ai più indifesi, a chi ha già subito e continua a subire un male che non finisce mai.

    L’articolo di Enzo Bartalotta si conclude con un ringraziamento a Papa Francesco da parte di tanti credenti: ecco, escluda pure le vittime dei preti pedofili (se per caso qualcuna è pur rimasta credente dopo essere stata massacrata più e più volte, anche dall’ipocrisia proprio dei cattolici).

    Una mamma cattolica indignata
    (lettera firmata)

  • Colombia, abusi sessuali: denunciati cinque sacerdoti

    Colombia, abusi sessuali: denunciati cinque sacerdoti

    L’archidiocesi colombiana di Villavicencio ha confermato l’esistenza di una denuncia per abusi sessuali, rivolta contro cinque suoi sacerdoti, che sarebbero avvenuti oltre dieci anni fa, epoca in cui il denunciante era minorenne.

    Il portavoce dell’archidiocesi, Carlos Villabon, ha scritto su Twitter che “il 24 giugno scorso un cittadino colombiano maggiorenne ha denunciato davanti all’organismo ecclesiastico competente i fatti contro la morale sessuale avvenuti oltre un decennio fa”.

    Inoltre, ha aggiunto che sono coinvolti cinque religiosi, dei quali due già deceduti, mentre per gli altri tre esiste una misura cautelare di sospensione dal ministero sacerdotale per altri fatti che sono oggetto di una indagine canonica e di cui si occupa anche la Procura generale della Nazione.

    In conclusione, Villabon ha colto l’occasione per respingere questi comportamenti che “sono assolutamente incompatibili con la natura del ministero sacerdotale”, assicurando la più ampia disponibilità per cercare di prevenire che essi si ripetano.

    Tre mesi fa, il 3 aprile, l’archidiocesi di Villavicencio aveva già annunciato che, a seguito di una denuncia di un cittadino colombiano riguardante una serie di abusi sessuali, erano stati sospesi 18 sacerdoti, su cui pure è stata avviata una inchiesta.

    http://www.antimafiaduemila.com/home/rassegna-stampa-sp-2087084558/250-world-news/79608-colombia-abusi-sessuali-denunciati-cinque-sacerdoti.html