Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Asti

  • Accuse alla chiesa Usa, indagati 700 sacerdoti di pedofilia

    Accuse alla chiesa Usa, indagati 700 sacerdoti di pedofilia

    Secondo la procura dell’Illinois 700 sacerdoti avrebbero commesso abusi su minorenni, in circa 6 diocesi del territorio dello Stato americano.

    La chiesa cattolica degli Stati Uniti sotto accusa. Secondo il procuratore dello Stato dell’Illinois, gli abusi sessuali sui minori ad opera dei preti si sarebbero verificati in circa 6 diocesi dello Stato. L’inchiesta degli inquirenti ha portato alla raccolta di circa 700 nominativi, tutti di sacerdoti. Su di loro grava l’accusa di reati di pedofilia. Gli investigatori puntano il dito anche contro le gerarchie ecclesiastiche, ree di aver coperto i reati di questi sacerdoti, senza segnalare nulla alle autorità competenti.

    L’inchiesta

    Gli investigatori hanno iniziato a indagare ad Agosto 2018. Come riferisce anche Tgcom24, l’inchiesta prenderebbe le mosse dalla diffusione di un rapporto compromettente in Pennsylvania. Alla maniera dei giornalisti del Boston Globe, autori del caso Spotlight e ripresi nel film omonimo di Tom McCarthy, le autorità dell’Illinois hanno seguito passo passo gli elementi di prova diffusi da quel documento. Il risultato, riporta Tgcom24, è stato più di quanto si aspettassero: in 6 diocesi dello Stato dell’Illinois sarebbero stati commessi abusi sessuali su minori, ad opera di uomini di chiesa.

    Un dato pesante, che si va a sommare con i 185 casi già noti alle autorità.

    Abolizione del segreto confessionale

    “Il segreto confessionale è inviolabile“, o forse no. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, in diversi Paesi sarebbe aperto il dibattito sulla possibilità di abolire il segreto confessionale. La proposta è stata suggerita da numerosi giuristi, che sostengono come questa possa essere la giusta soluzione per combattere i reati di pedofilia. In pratica, qualora un sacerdote venisse a conoscenza in sede confessionale che un altro prete abbia commesso degli abusi sui minori, invece di mantenere il segreto, il sacerdote potrebbe denunciare il fatto. Sulla questione, però, sono intervenuti anche alcuni esponenti della chiesa cattolica, tra cui anche i vescovi del Belgio, i quali sostengono che “Il Codice di Diritto Canonico non prevede eccezioni all’inviolabilità della segretezza della confessione. Ciò significa che un prete non può in alcun modo rivelare informazioni su un penitente e sulla sua confessione”.

  • Usa, il governo federale mette nel mirino gli abusi nella Chiesa

    Usa, il governo federale mette nel mirino gli abusi nella Chiesa

    Gli abusi avvenuti all’interno della Chiesa cattolica sarebbero finiti nel mirino del governo federale. Si parla di una vera e propria inchiesta nazionale

    Giuseppe Aloisi

    Gli abusi ai danni di minori e di adulti vulnerabili avvenuti all’interno della Chiesa cattolica potrebbero presto finire nel “mirino” del governo federale degli Stati Uniti.

    Si voficera, infatti, di una vera e propria inchiesta nazionale promossa dal Dipartimento di Giustizia degli States.

    La notizia ha una sua rilevanza: a questo genere di episodi, spesso, si risponde con un’inchiesta interna promossa all’interno dell’episcopato diocesano o, al limite, attraverso un’indagine portata avanti dallo stato nel quale gli abusi sono avvenuti. Ma la lettera ricevuta ieri dal cardinal Di Nardo, che è il presidente dell’episcopato americano, lascerebbe supporre l’esistenza di una volontà più ampia.

    Nella missiva si apprende che il Dipartimento vuole che i vescovi vengano messi al corrente di un’indagine “su possibili violazioni della legge federale”. Su Dagospia, che ha riportato un articolo di Marco Tosatti, si legge pure di una direttiva specifica: i membri dell’episcopato sono stati invitati a non cancellare dai loro Pc alcuni tipi di file: per esempio quelli relativi agli spostamenti da una diocesi all’altra di alcuni sacerdoti. La sensazione è che i federali vogliano vederci chiaro. Tanto sui movimenti quanto su quelli che sarebbero dei veri e propri “archivi segreti”. Il caso è esploso dopo la pubblicazione del rapporto Gran Giury della Pennsylvania. A quel documento sono seguite polemiche e dimissioni. Il cardinale Donald Wuerl, ex arcivescovo di Washington, citato pure all’interno del memorandum di Carlo Maria Viganò, ha rinunciato. Papa Francesco ha scardinalato McCarrick, che ora trascorre le sue ore in preghiera e peniteza presso un convento del Kansas. Ecclesiastici di spicco, costretti a farsi da parte per via di vicende differenti, ma comunque legate al macro – scandalo che sta travolgendo la Chiesa cattolica americana.

    Per il sito Church Militant il quadro pare destinato a divenire sempre più complesso: “Il Dipartimento di Giustizia – si legge su questo portale – è molto concentrato nello scoprire le violazioni criminali specifiche che consentano loro di aprire formalmente un’indagine RICO. La lettera di richiesta del procuratore degli Stati Uniti al USCCB (United States Conference of Catholic Bishops) sta specificatamente tentando di far conservare tutti i documenti in modo che possano essere esaminati per quelle violazioni”. La Chiesa, insomma, potrebbe essere attenzionata in quanto istituzione, nella sua totalità, almeno negli Stati Uniti.

    http://www.ilgiornale.it/news/mondo/usa-governo-federale-mette-nel-mirino-abusi-nella-chiesa-1594751.html?mobile_detect=false

  • Abuso sessuale:  la mappa delle denunce contro la chiesa

    Abuso sessuale: la mappa delle denunce contro la chiesa

    A Cipolletti, Rio Negro, durante un corso di educazione sessuale un gruppo di studenti ha potuto parlare per la prima volta dell’abuso che avevano subito nella classe stessa. L’insegnante del sesto grado ha spiegato che nessuno poteva toccare le loro parti intime. Le ragazze capirono cosa fosse che a nove anni li aveva infastiditi così a lungo. L’educazione sessuale è un modo per prevenire gli abusi. Tra i suoi più ferventi oppositori c’è la Chiesa cattolica. Questa è la mappa delle denunce contro i sacerdoti degli ultimi anni: ci sono quasi 70 casi. Si stima che vengano riportati solo tra il 4 e il 6% degli abusi.

    Abuso sexual: el mapa de las denuncias contra la iglesia

  • Chiesa e pedofilia, 15 vittime denunciano abusi sessuali in Florida. Scatta la maxi inchiesta

    Chiesa e pedofilia, 15 vittime denunciano abusi sessuali in Florida. Scatta la maxi inchiesta

    Pedofilia, si apre un nuovo fronte anche in Florida. Oltre 15 vittime di abusi sessuali che sarebbero stati commessi da preti cattolici hanno infatti presentato denunce alle autorità di Miami: una cifra che è aumentata dopo l’apertura di un sito web in cui le persone confidenzialmente forniscono informazioni sui casi. Il procuratore generale della Florida, Pam Bondi, ha dichiarato di non poter divulgare i dettagli dell’indagine condotta insieme alle forze dell’ordine, ma ha detto di essere molto soddisfatta della risposta del pubblico “e del crescente numero di segnalazioni di vittime“. Bondi diede istruzioni per avviare le indagini dopo il rapporto del grand jury della Pennsylvania sugli abusi sessuali su minori da parte di sacerdoti cattolici in quello Stato. Il caso della Florida non è isolato. La diocesi cattolica di San Bernardino, in California ha deciso di pubblicare on line una lista di sacerdoti accusati di abusi sessuali su minori dal 1978. L’elenco comprende 34 ecclesiastici, di cui 14 sono deceduti. Cinque sono stati banditi dal sacerdozio e altri 14 sono stati definitivamente allontanati dalla diocesi di San Bernardino. La   lista è basata su ciò che la stessa diocesi definisce “accuse credibili” tratte dai propri registri nei quali sono annotate le deposizioni delle vittime al personale diocesano. Una decisione forte per segnare una presa di distanza da chi si è macchiato di tali delitti.

    Chiesa e pedofilia, 15 vittime denunciano abusi sessuali in Florida. Scatta la maxi inchiesta

  • Diocesi pubblica l’elenco dei preti pedofili

    Diocesi pubblica l’elenco dei preti pedofili

    La lista comprende 34 ecclesiastici, di cui 14 sono deceduti. 15 denunce in Florida

    SAN BERNARDINO – La diocesi cattolica di San Bernardino, negli Stati Uniti, ha deciso di pubblicare una lista di sacerdoti accusati di abusi sessuali su minori dal 1978. L’elenco comprende 34 ecclesiastici, di cui 14 sono deceduti.

    Cinque sono stati banditi dal sacerdozio e altri 14 sono stati definitivamente allontanati dalla diocesi di San Bernardino. La lista è basata su ciò che la stessa diocesi definisce «accuse credibili» tratte dai propri registri nei quali sono annotate le deposizioni delle vittime al personale diocesano.

    Intanto nella diocesi di Lansing, sempre negli Stati Uniti, un sacerdote anziano ha visto revocate le sue autorizzazioni sacerdotali a causa di una «accusa credibile» di aggressione sessuale; l’accusa risale a fatti che si sono verificati decenni fa, quando l’uomo che oggi accusa il sacerdote era minore.

    15 denunce in Florida – Oltre 15 vittime di abusi sessuali perpetrate da preti cattolici hanno presentato denunce contro le autorità in Florida: una cifra che è aumentata dopo l’apertura di un sito web in cui le persone confidenzialmente forniscono informazioni sui casi. Lo riporta la stampa locale.

    Il Procuratore Generale della Florida, Pam Bondi, ha dichiarato di non poter divulgare i dettagli dell’indagine condotta insieme alle forze dell’ordine, ma ha detto di essere molto soddisfatta della risposta del pubblico «e del crescente numero di segnalazioni di vittime». Bondi diede istruzioni per avviare le indagini dopo il rapporto del Gran Giurì della Pennsylvania sugli abusi sessuali su minori da parte di sacerdoti cattolici in quello Stato.

    https://www.tio.ch/dal-mondo/attualita/1328839/diocesi-pubblica-l-elenco-dei-preti-pedofili

  • Maltrattamenti a scuola, indagate due suore di Acquedolci

    Maltrattamenti a scuola, indagate due suore di Acquedolci

    Sono state filmate dai carabinieri per due anni a terrorizzare i bambini che frequentavano l’asilo della scuola “Maria Teresa D’Amico.

    Hanno 50 e 51 anni le due suore delle Ancelle Riparatrici di Acquedolci denunciate dai carabinieri per maltrattamenti ai danni di diversi bambini tra i 3 e i 5 anni.

    Le due religiose sono state filmate per mesi mentre seguivano i bambini, assumendo spesso atteggiamenti oltre l’autoritario.

    I bimbi spesso non venivano rimproverati ma insultati, e in più di una occasione una delle due ha costretto i ragazzini a rimettere nel piatto il cibo caduto a terra e mangiarlo, o spinti col viso nel piatto per obbligarli a mangiare. “Fai schifo (..) Dio ti punirà”. Sono frasi come queste che hanno allarmato il sostituto procuratore Giorgia Orlando di Patti, che ha siglato per entrambe le suore, di origini filippine, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

    L’inchiesta, condotta dai militari dell’Arma della compagnia di Santo Stefano, è partita del 2017 dopo le denunce di diversi genitori dei piccoli allievi della scuola Maria Teresa D’Amico.

    I genitori tentavano già da due anni di mettere fine alla situazione attraverso l’intermediazione dei vertici dell’istituto e parlando con le stesse suore. Ma nulla era cambiato. I bambini, intanto, soffrivano sempre di più: molti di loro si rifiutavano di andare a scuola, facevano pipì a letto, scoppiavano a piangere prima e dopo le lezioni.

    I campanelli d’allarme dei genitori sono quindi scattati e, quando non sono riusciti a ottenere nulla dalla scuola, non è rimasto altro loro da fare che rivolgersi alle forze dell’Ordine. Gli investigatori hanno quindi disseminato l’istituto di video camere di sorveglianza e filmato gli incredibili comportamenti delle due suore. Adesso si attendono provvedimenti dell’istituto scolastico.

    Maltrattamenti a scuola, indagate due suore di Acquedolci

  • Prete condannato per pedofilia, la vittima: “Ho tentato il suicidio, ora voglio aiutare gli altri” – VIDEO

    Prete condannato per pedofilia, la vittima: “Ho tentato il suicidio, ora voglio aiutare gli altri” – VIDEO

    Ha deciso di metterci la faccia e di non nascondersi più, Alessandro, il ragazzo che nel 2014 denunciò il Don Mauro Galli, il prete della parrocchia di Rozzano dove faceva gli scout e cantava nel coro, per averlo abusato quando aveva 15 anni. “Il mio dolore non serve a niente se me lo tengo per me”, ci ha detto Alessandro, a poche ore dalla sentenza che ha visto condannato in primo grado il prete che lui e la famiglia hanno cercato in tutti i modi di fermare, nonostante il muro di indifferenza che si sono trovati a combattere negli ambienti ecclesiastici. “Non è stato facile affrontare tutti questi anni – ci ha raccontato – ho cercato di togliermi la vita diverse volte, ma adesso voglio che la mia esperienza serva anche ad altri, serve a far capire che bisogna denunciare, bisogna parlare, questa sentenza è il segno che qualcosa nella società sta cambiando, anche in Italia”.

    Servizio di Sacha Biazzo e Simone Giancristofaro

    https://youmedia.fanpage.it/video/aa/W6j9gOSwWY3REQxk

  • I sopravvissuti globali rispondono alla pubblicazione ufficiale dello studio tedesco sull’abuso della chiesa

    I sopravvissuti globali rispondono alla pubblicazione ufficiale dello studio tedesco sull’abuso della chiesa

    25 settembre 2018 . La versione ufficiale rilasciata oggi dai vescovi tedeschi del loro studio auto-autorizzato sull’abuso sessuale dei bambini nella chiesa tedesca, già ampiamente riportata la scorsa settimana da fonti trapelate, è significativa non solo per quello che dice, ma per ciò che non fa dire. Come ammettono gli autori della relazione, per quanto scioccanti e allarmanti siano le loro conclusioni, la vera portata dell’abuso è probabilmente molto più grande e il numero effettivo di vittime molto più alto.

    Di fatto, sebbene affermi di essere un rapporto nazionale sul problema dell’abuso clericale, chiaramente non lo è. Nessun esame di coloro che abusano di ordini religiosi è incluso nei risultati. Gli ordini religiosi maschili rappresentano circa un quarto di tutti i chierici cattolici tedeschi. Comprendono alcuni dei casi di abuso di più alto profilo che sono stati esposti pubblicamente in Germania, in particolare nelle scuole e nelle istituzioni scolastiche. Come mostrato in altri studi nazionali, gli ordini religiosi hanno una delle maggiori concentrazioni di molestatori e sono particolarmente inclini a trasferire reati sessuali clericali in ampie regioni geografiche, compresi gli altri paesi in cui operano i loro ordini.

    Ai ricercatori è stato anche concesso un accesso limitato e limitato ai file della chiesa, senza dubbio perché i vescovi tedeschi non vogliono un’indagine e un esame sulla propria condotta per trasferire sistematicamente e nascondere i reati sessuali nei confronti di minori nelle parrocchie e nelle scuole in tutta la Germania.

    Tutto quello che si deve fare è confrontare il rapporto di oggi con il recente rapporto del Gran jury della Pennsylvania negli Stati Uniti. La giuria del Gran jury è stata autorizzata dalla legge per ottenere tutti i file della chiesa e chiamare testimoni ed esperti per testimoniare. Anche alla chiesa fu data la piena libertà della legge. I vescovi potrebbero testimoniare e presentare prove, così come i sacerdoti accusati dai funzionari della chiesa di essere violentatori.

    La Germania ha un proprio sistema legale democraticamente diverso da quello degli Stati Uniti e di altri paesi. Ma sicuramente la giustizia dello stato e gli investigatori dei crimini penali possono eseguire una valutazione forense completa dei fascicoli ecclesiastici e richiedere la testimonianza e, se necessario, procedimenti giudiziari basati su prove scoperte di recente. Gli archivi devono essere resi pubblici. I cattolici tedeschi e il pubblico hanno il diritto di sapere esattamente come e quali funzionari della chiesa hanno gestito casi di abusi sessuali su minori.

    Infine, il rapporto non rivela chi sono i sacerdoti che anche la chiesa ha definito abusatori di bambini. La privacy è un diritto fondamentale delle società democratiche. Ma la privacy deve essere soppesata dalle questioni di sicurezza pubblica, in particolare quando un individuo commette crimini contro i bambini nel corso della sua occupazione professionale.

    Quello che il rapporto mostra è che l’abuso sessuale su minori e la crisi di copertura nella chiesa sono un problema globale. L’abuso di bambini in Germania e la complicità della gerarchia in questi atti criminali è accaduto in tutto il mondo. In definitiva, questo problema globale ha bisogno di una soluzione globale.

    (traduzione con Google)

    https://www.ecaglobal.org/global-survivors-respond-to-official-release-of-german-church-abuse-study/

  • Scandalo pedofilia: Papa Francesco ha rimosso altri due vescovi cileni

    Scandalo pedofilia: Papa Francesco ha rimosso altri due vescovi cileni

    Papa Francesco ha accettato la rinuncia di altri due vescovi cileni, coinvolti nel maxi-scandalo legato alla pedofilia. Già sette presuli destituiti. Poi, durante l’omelia tenuta a Santa Marta, Bergoglio è tornato a scagliarsi contro quegli ecclesiastici “carrieristi”

    Giuseppe Aloisi

    Papa Francesco ha accettato le dimissioni di altri due vescovi cileni coinvolti nello maxi scandalo legato alla pedofilia.

    La prassi prevede infatti che siano i presuli a inoltrare al pontefice una richiesta finalizzata alla rinuncia. Poi il vescovo di Roma può accogliere o meno la domanda, ma è chiaro che a orientare determinate decisioni siano soprattutto la volontà e l’indirizzo dato dall’ex arcivescovo di Buenos Aires.

    A dover abbandonare l’incarico vescovile saranno mons. Carlos Eduardo Pellegrin Barrera, vescovo di San Bartolomè de Chillan e mons. Cristian Enrique Contreras Molina, presule della diocesi di San Felipe. Si allunga così l’elenco degli ecclesiastici cileni che hanno salutato la berretta vescovile in seguito alle notizie emerse in questi mesi. I lettori ricorderanno come l’intero episcopato del Paese sudamericano abbia optato per consegnare nelle mani del Santo Padre le dimissioni preventive. Trenta sono i vescovi che potrebbero essere rimossi. Nessun altro episodio di questo tipo ha preceduto, nella storia del cattolicesimo, quello che sta accadendo nelle istituzioni ecclesiastiche cilene. Bergoglio, com’è previsto per episodi di questa tipologia, ha nominato degli amministratori apostolici, che opereranno per un periodo di tempo all’interno nelle diocesi “vacanti”, in attesa che vengano nominati due nuovi titolari o che comunque venga presa una decisione.

    Sono sette, in totale e sino a oggi, gli ecclesiastici cileni che sono stati destituiti dal pontefice. L’ex vescovo di San Felipe è accusato di aver compiuto abusi ai danni di minori. Ma Molina ha comunque ribadito, per mezzo di una nota stampa, di essere tranquillo “di fronte alla certezza di non essere coinvolto nei fatti menzionati”. Anche Barrera è menzionato all’interno di almeno un’inchiesta relativa alle violenze commesse dai consacrati in Cile.

    Intanto, durante la giornata di oggi, Papa Francesco ha tuonato ancora contro quei membri della Chiesa cattolica che hanno fatto del “carrierismo” il loro mantra esistenziale: “Quando l’Apostolo dimentica le sue origini e incomincia a fare carriera, si allontana dal Signore e diventa un funzionario; che fa tanto bene, forse, ma non è Apostolo. Sarà incapace di trasmettere Gesù; sarà un sistematore di piani pastorali, di tante cose; ma alla fine, un affarista. Un affarista del Regno di Dio, perchè ha dimenticato da dove era stato scelto”, ha detto l’argentino, nel corso dell’omelia mattutina pronunciata a Santa Marta.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/pedofilia-papa-francesco-ha-rimosso-altri-tre-vescovi-cileni-1578854.html

  • India, si allarga lo scandalo del vescovo accusato di abusi sessuali

    India, si allarga lo scandalo del vescovo accusato di abusi sessuali

    In Kerala i fedeli invocano sanzioni canoniche contro Mullakal, reo del presunto stupro di una religiosa. La polizia lo convoca, altre tre suore lo inchiodano

    PAOLO AFFATATO

    Si allarga lo scandalo di violenza sessuale che sta travolgendo la Chiesa in India. Accusato di aver violentato più volte una suora, il 54enne vescovo Franco Mullakal, alla guida della diocesi di Jalandhar, nello stato indiano del Kerala, dovrà comparire il 19 settembre per un interrogatorio davanti alla Squadra investigativa speciale della polizia del Kerala. Il Prelato, accusato di aver aggredito sessualmente una suora per 13 volte nel biennio 2104-2016, sarà chiamato a rispondere delle accuse che, secondo quanto trapela dal team investigativo, sembrano essere circostanziate e suffragate da prove. La vicenda, inoltre, assume nuovi contorni perchè altre tre suore accusano il vescovo di molestie sessuali. L’interrogatorio, dunque, potrebbe anche risolversi con un clamoroso arresto.

    E mentre la giustizia ordinaria fa il suo corso, la comunità cattolica appare in subbuglio: da cinque giorni sono in corso a Kochi, la capitale commerciale del Kerala, manifestazioni di protesta e cortei pubblici, con la partecipazione di preti, fedeli e suore della Congregazione delle Missionarie di Gesù, l’ordine cui appartiene la suora vittima delle presunte violenze. Alla protesta si sono aggregate personalità del mondo della cultura e della società civile come il poeta Balachandran Chullikkad, una icona in Kerala: tutti accomunati dalla difesa dei diritti delle donne. Anche l’ex magistrato Kemal Pasha ha espresso solidarietà ai manifestanti scesi in piazza a Kochi, rilevando: «Questa non è una lotta contro la Chiesa cattolica, ma contro una grave ingiustizia».

    La 43enne suora del Kerala, sulla cui identità tuttora si preferisce mantenere l’anonimato, ha scritto una lunga lettera a papa Francesco, inviandola al nunzio apostolico in India Giambattista Diquattro e altre alte autorità ecclesiali, confermando le accuse e denunciando i tentativi del vescovo di «usare il suo potere politico e finanziario» per insabbiare il caso. Rinnovando il suo appello per un intervento urgente delle autorità ecclesiali sul vescovo molestatore, la religiosa ha spiegato il suo silenzio, dato che molti le chiedono come mai abbia denunciato solo ora violenze avvenute tra il 2014 e il 2016. «Provavo tremenda paura e vergogna», confessa, ammettendo di non aver avuto il coraggio di alzare la voce. Ora, però, «perché la Chiesa sta chiudendo gli occhi davanti alla verità?», chiede. «Il silenzio delle autorità della Chiesa e la protezione di quanti commettono un crimine creano perdita di credibilità della Chiesa nella società», scrive, ribadendo la sua richiesta di giustizia.

    Sono diversi i preti e i religiosi indiani che invocano sanzioni canoniche nei confronti del vescovo. Scrive Suresh Matthew, sacerdote e direttore dell’Indian Currents Weekly, settimanale cattolico di Delhi: «Costernato, faccio appello alla più alta gerarchia ecclesiastica perchè si intervenga. Invito il vescovo a farsi da parte fino a quando non sarà dimostrato innocente da una corte di giustizia. Non è il momento di mantenere il prestigio. È tempo di mantenere intatta la santità della Chiesa».

    Citando papa Francesco e la sua recente «Lettera al Popolo di Dio», in cui si esprimono «vergogna e pentimento», Mathew chiosa: «Speriamo che la Chiesa in India agisca rapidamente».

    Anche padre Paul Thelakat, direttore del settimanale Sathyadeepam («Luce di verità»), edito dalla Chiesa indiana siro-malabarese, rileva che «la riluttanza della gerarchia ad agire contro il vescovo sta portando grande vergogna su tutta la Chiesa», sollecitando organismi come la Conferenza episcopale indiana e il Consiglio episcopale del Kerala.

    Sul fronte della difesa, il vescovo Mullakal ha dichiarato: «Se sarò riconosciuto colpevole, e non lo sono, sarò punito. Comparirò di fronte alla polizia. Sono un cittadino rispettoso della legge». Esprimendo un sentire diffuso tra alcuni Pastori, Thomas Tharayil, ausiliare dell’arcidiocesi di Changanassery, in Kerala, ha ricordato il necessario approccio garantista, prerogativa di ogni cittadino indiano: «Un cittadino è innocente, e come tale va trattato, finchè il suo crimine non viene accertato davanti a un tribunale. Oppure se l’accusato è un vescovo, tutto si ribalta e va forse trattato come un colpevole, fino alla prova della sua innocenza?», ha detto.

    Inoltre suor Regina, la superiora generale dell’Ordine delle Missionarie di Gesù – congregazione diocesana con una sessantina di religiose, ispirate a una forma di vita francescana – ha scagionato Mullakal, affermando di credere alla sua innocenza, piuttosto che alle accuse della suora. Questa presa di posizione della superiora, a capo della comunità della religiosa violentata, ha sparigliato le carte, alimentando il dibattito tra innocentisti e colpevolisti, anche sui mass media, cattolici e non.