Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Caso don Glaentzer, un sacerdote su Fb: “I genitori diffidano dei preti, hanno ragione”

    Caso don Glaentzer, un sacerdote su Fb: “I genitori diffidano dei preti, hanno ragione”

    Lucca, duro video su Facebook di don Nando Ottaviani, parroco di Coreglia Antelminelli

    Lucca, 29 luglio 2018 – “Don Paolo Glaentzer doveva andare in carcere”. E’ durissimo il commento di don Nando Ottaviani, parroco di Coreglia Antelminelli, sulla vicenda del religioso sorpreso in auto con una bambina nell’hinterland fiorentino. Una vicenda che non finisce di far discutere e che diventa anche “lucchese”, visto che don Glaentzer è ai domiciliari a Fabbriche di Casabasciana, in provincia di Lucca.

    «Un atto da condannare, l’infanzia non si tocca. La curia di Firenze ha sospeso don Paolo Glaentzer, ma io mi auguro, da cittadino e da sacerdote, che possa essere ridotto subito allo stato laicale. Chi sbaglia paga. E mi auguro anche che lo mettano in carcere, perché è un porco che ha abusato di una bambina innocente e pura. Caro don Paolo, devi prenderti le tue responsabilità», dice don Nando in un video su Facebook già molto visto.

    «Non voglio fare di tutta un’erba un fascio – sottolinea don Nando Ottaviani – ma purtroppo ci sono tante mele marce nell’ambiente ecclesiastico. Caro don Paolo, tu dovevi andare in galera! Dovevi dire sì ho peccato, mandatemi in galera. Invece gli hanno dato i domiciliari, così si ravvede… Ma quando si ravvede? Qui sta crescendo la diffidenza da parte della gente anche contro i sacerdoti. Le famiglie hanno paura a mandare i loro figli al catechismo. Hanno ragione, se i modelli di sacerdote sono quelli di sesso, potere e soldi».

    https://www.facebook.com/nando.ottaviani/videos/10212611421385439/?t=8

  • Pennsylvania, Gran giurì chiede condanna per 300 sacerdoti pedofili

    Pennsylvania, Gran giurì chiede condanna per 300 sacerdoti pedofili

    Il Gran giurì della Pennsylvania ha ritenuto valide le prove a carico di 300 preti pedofili. Spetterà alla Corte Suprema dello Stato stabilire le condanne appropriate

    Gerry Freda

    In Pennsylvania, il Gran giurì statale ha sancito la validità delle prove a carico di 300 sacerdoti pedofili raccolte dagli inquirenti negli ultimi due anni.

    L’organo giudiziario è pervenuto a tale conclusione dopo avere ascoltato le testimonianze di dodici vittime di abusi e dopo avere analizzato più di mezzo milione di documenti riservati delle diocesi. Il fascicolo di 900 pagine inerente ai sacerdoti pedofili è stato subito trasmesso alla Corte Suprema dello Stato, la quale dovrà determinare l’entità delle condanne. Soddisfazione per il responso del Gran giurì è stata espressa dal Procuratore Generale della Pennsylvania, Josh Shapiro. Egli ha poi rivolto un appello alla Chiesa cattolica, esortandola a fornire ai magistrati americani informazioni utili a individuare altri responsabili di abusi.

    I casi di pedofilia accertati dal Gran giurì avrebbero avuto luogo più di trenta anni fa in sei diocesi della Pennsylvania: Allentown, Erie, Greensburg, Harrisburg, Pittsburgh e Scranton. I 300 religiosi denunciati avrebbero goduto della protezione delle gerarchie ecclesiastiche statali. Queste ultime avrebbero volontariamente omesso di inviare alla magistratura le segnalazioni ricevute dalle vittime di abusi. Le violenze ai danni di minori sarebbero state perpetrate tra il 1971 e il 1974. Nessun dettaglio sull’identità dei sacerdoti pedofili è stato fornito dall’entourage del Procuratore Shapiro. Restano per il momento sconosciuti anche i nomi dei vescovi che non avrebbero informato l’autorità giudiziaria circa i reati sessuali commessi nelle sei diocesi.

    Dopo che il Gran giurì ha sancito la validità delle prove raccolte dagli inquirenti in due anni di indagini, il Procuratore Shapiro ha dichiarato: “Oggi, il lavoro dei miei collaboratori ha ricevuto il giusto riconoscimento. La Corte Suprema dovrà attenersi alle conclusioni del Gran giurì. Dopo avere sofferto per tanti anni a causa del silenzio delle istituzioni, le vittime di pedofilia riceveranno finalmente giustizia dallo Stato della Pennsylvania.” Egli si è poi rivolto alle gerarchie ecclesiastiche, esortandole a collaborare con i magistrati: “Le indagini a carico di sacerdoti non sono dirette a diffamare la Chiesa cattolica, ma a punire chi ha infangato la reputazione di tale istituzione millenaria. I vescovi, i parroci e tutti i fedeli devono aiutare i Procuratori statali a individuare i responsabili dei reati ai danni dei minori, al fine di sradicare definitivamente la pedofilia dalle diocesi americane.” Prima del responso del Gran giurì, lo stesso Shapiro aveva inviato una lettera a Papa Francesco, al fine di informare il pontefice riguardo alla scarsa collaborazione offerta dai vescovi della Pennsylvania durante le indagini sui religiosi responsabili di abusi.

    Critiche alle tesi della Pubblica accusa sono state formulate dall’associazione Catholic League. Quest’ultima sostiene che il dossier realizzato da Shapiro a carico dei 300 sacerdoti sarebbe “inquinato da testimonianze estorte”. Il Procuratore, inoltre, avrebbe “volontariamente espunto dal dossier le prove dell’innocenza dei vescovi”, al fine di “indirizzare il Gran giurì verso un verdetto sfavorevole alla Chiesa”.

    http://www.ilgiornale.it/news/mondo/pennsylvania-gran-giur-chiede-condanna-300-sacerdoti-1559199.html

  • In merito alle notizie, di “questi giorni”, di abusi del clero su minori. La testimonianza di un ultimo

    In merito alle notizie, di “questi giorni”, di abusi del clero su minori. La testimonianza di un ultimo

    Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera/testimonianza di un Sacerdote, un prete indignato per tutto quello che sta succedendo quotidianamente nella Chiesa, un prete vicino alle vittime…

    Ricordo quasi come fosse ieri, con quella stessa gioia ma anche con lo stesso “timore”, il giorno in cui dissi: “SI, CON L’AIUTO DI DIO LO VOGLIO!” Era il giorno più bello ed importante della mia vita (dopo quello in cui ho avuto la grazia di essere venuto al mondo): il giorno in cui venivo consacrato sacerdote PER SEMPRE. Rammento, tra i mille pensieri che mi frullavano in testa, una frase che mi sgorgò dal cuore – ma non era una frase bensì una preghiera – nel momento in cui si invocano i santi e si è completamente stesi a terra (per dire:”Io non sono nulla! E solo in Te, mio Dio, posso essere ciò che Tu vuoi”) … dissi, dal profondo del cuore: “MIO DIO, DONAMI LA FEDELTÀ QUOTIDIANA A QUESTO DONO CHE TU OGGI MI FAI!”

    Parole ingenue? Temerarie? O, forse, scontate e atte a far “sorridere”? Non credo! Sono passati più di 32 anni e con la stessa gioia (sono convinto, insieme a tanti altri preti) le ripeto ogni mattina, sapendo che “ogni giorno porta con se la sua pena”. Senza ingenuità, convinto che in ogni giornata che il Padre mi dona, quella parola deve farsi vera. Vera! Non perché io ce la metto tutta ma perché mi affido a una Grazia che mi “supera” o, come avrebbe detto il cardinal Martini ‘un’Amore Fedele che mi anticipa e mi sostiene’; credo e voglio continuare a credere in questo. In questo periodo sento, quasi ogni giorno, notizie di abusi sui minori da parte di membri del clero e mi son detto con amici: ma in che Chiesa siamo cresciuti noi?

    Forse questa non è la “nostra chiesa! … Che dire? Che “fare”? Il primo istinto è quello di abbandonarsi alla rabbia. Provo un disgusto profondo, un senso di ribellione e … Io stesso mi sento ferito … (“tradito”?) … il sangue “ribolle” ma, so che tutto questo non serve a molto..

    E allora mi dedico con più forza alla preghiera. Potrei far sorridere? Si, certo … Mi dedico alla preghiera perché il cuore mi si appesantisce per le lacrime di cui è ricolmo … sanguina per il dolore che provo! Solo la preghiera rasserena e offre nuova luce a ogni “cosa”. Ma come “abbiamo” fatto a ridurci così? È questa la Chiesa del Signore? …

    Prego per quella bambina a cui ieri, un prete, ha resa per sempre la vita un “inferno” e il cui padre si dice: “Ci sentiamo in colpa!” (non ho parole!) …

    Prego per il figlio, abusato, di amici che ho avuto la gioia, ma forse meglio dire la Grazia, di “ritrovare” (ma probabilmente ci eravamo solo un po’ persi di vista). Questo loro figlio che ho “conosciuto” solo per poche ore, ma che mi sono bastate per guardare i suoi occhi: profondi, trasparenti, carichi di Verità … protesi verso un futuro di sogni, attese … di tutta quella positività per la vita (che scorgo anche negli sguardi di ogni ragazza o ragazzo che incontro ogni giorno) … Stranamente, in quegli occhi non ho visto rabbia, anche se immagino che nel cuore ce ne sarà e … certamente giustificata.

    Prego per ogni bambino e bambina forse troppo dimenticati, di cui poco si parla, vittime di questa parte di Chiesa che invece deve essere Luce e Forza nella testimonianza del Vangelo. Prego per questi preti che non si ricordano che ogni uomo e ogni donna “ci sono stati affidati” per proteggerli, custodirli ed amarli e perché anche solo il pensiero di uno sguardo malizioso verso un fanciullo sia allontanato dalla loro mente e dal loro cuore.

    Mi fa troppo male pensare che, anche solo, una carezza maliziosa verso una bambina possa attraversare il cuore, gli affetti e i gesti di un prete. Non esiste!

    Pregare? Poco? Forse si. Ma non sono così stupido.

    C’è la giustizia terrena, che deve operare: sia quella civile che quella ecclesiastica (ma questo discorso è un altro) …

    Ma la mia domanda o inquietudine è più profonda. Vivere ancora in questa Chiesa? Oppure sbattere la porta? Stare in silenzio, pregare … Scegliere altre strade? Farmi un mio piccolo mondo religioso? NO! Ho promesso di Amare Gesù Cristo e la sua Chiesa e CONTINUERÒ A FARLO! Ho promesso di vivere il celibato per donarmi più profondamente e intimamente a tutti quelli che il Signore mette sul mio cammino. NON ABBANDONERÒ MAI (!) QUESTA CHIESA.

    Non posso pensare che questa Madre che ogni giorno mi fa crescere come Figlio, attraverso la preghiera, i sacramenti, il perdono, l’amore fraterno condiviso nella “mia” comunità … abbandoni me e i suoi figli, soprattutto i più deboli che stanno soffrendo. Sono certo che, poiché il Bene ha già vinto sul Male, la Chiesa sia non solo questo e sia oltre questo! C’è il Bene di Dio nella chiesa che può e deve risplendere ogni giorno attraverso ogni cristiano, ogni sacerdote, ogni religiosa che ama rispondere (anche con fatica e impegno) al soffio dello Spirito che ci invita a essere SEME BUONO dentro queste vicende.

    Non sono nessuno per dire tutto questo. Indubbiamente solo “un lumicino dalla fiamma smorta” ma, credo che se la fiamma si ravviva con chi ancora tra tanti preti – e ci sono – credono alla Bellezza e alla Bontà del Vangelo e della Chiesa di Gesù … la fiamma del Bene può risplendere e fare più Luce! Una Luce benefica: quella del Vangelo di Gesù.

    Un semplice prete, dDV

  • Pedofilia della chiesa cilena: 158 indagati tra vescovi, preti e laici

    Pedofilia della chiesa cilena: 158 indagati tra vescovi, preti e laici

    Si tratta di 144 indagini su fatti accaduti tra 1960 e oggi e coinvolgono 266 vittime, di cui 178 bambini e adolescenti, secondo i dati forniti dal procuratore Luis Torres

    Uno scandalo dalle enormi proporzioni: la procura nazionale cilena ha indagato 158 membri della Chiesa cattolica – tra vescovi, sacerdoti e laici – accusati di essere autori o complici di abusi sessuali su minori in casi che si estendono per quasi 60 anni.
    Si tratta di 144 indagini su fatti accaduti tra 1960 e oggi e coinvolgono 266 vittime, di cui 178 bambini e adolescenti, secondo i dati forniti dal procuratore Luis Torres.
    “La stragrande maggioranza dei fatti riportati corrisponde a crimini sessuali commessi da sacerdoti, parroci o persone associate a istituti scolastici”, si legge nei testi della procura.

    https://globalist.it/world/2018/07/23/pedofilia-della-chiesa-cilena-158-indagati-tra-vescovi-preti-e-laici-2028368.html

  • Arrestato prete peruviano sorpreso in ostello con adolescente

    Arrestato prete peruviano sorpreso in ostello con adolescente

    Ronald Jerry Peña Miranda, di 38 anni, è stato arrestato dopo essere stato colto in flagrante con una adolescente di meno di 16 anni. La polizia è intervenuta a seguito della segnalazione di una zia della ragazzina

    In Perù un prete di 38 anni è stato arrestato dopo essere stato colto in flagrante con una adolescente di meno di 16 anni.

    Il sacerdote, a quanto pare, era interessato ad avere rapporti con la minore, presso una stanza di un ostello, quando è arrivata la Polizia che lo ha tratto in arresto.

    La vicenda è accaduta a Trujillo, il capoluogo del dipartimento peruviano di La Libertad (uno dei ventiquattro dipartimenti che, insieme alla Provincia Costituzionale di Callao, formano la Repubblica del Perù) e terza città più grande del paese sudamericano con circa un milione di abitanti.

    Il prete arrestato si chiama Ronald Jerry Peña Miranda e, all’arrivo dei poliziotti, scrive America Tv, ha cercato di coprire il suo volto, ma non di giustificare il suo presunto crimine. Nel garage dell’hotel, situato nella North Pan-American Highway, è stata trovata anche la sua auto, con la quale avrebbe accompagnato in albergo l’adolescente.

    Quando gli agenti hanno visionato i documenti personali di Ronald Peña hanno scoperto, con sorpresa, che era da quattro anni un parroco di Guadalupe, un distretto della provincia di Pacasmayo. Adesso il prete è in stato di fermo presso la división de investigación criminal del quartier generale della polizia nella provincia di Chepén.

    La polizia della zona è intervenuta presso l’ostello situato nel quartiere di Pacangilla a seguito della segnalazione di una zia della ragazzina. Secondo le autorità, il religioso ha sostenuto di avere un rapporto sentimentale con la minore, adesso affidata alle cure di un medico legale.

    Il caso Peña adesso è stato affidato alla responsabile del procuratore Noemí Sánchez Moreno. Attualmente dalle autorità ecclesiastiche di La Libertad è arrivata una nota stampa a firma dell’Arcivescovado Metropolita di Trujillo che ha informato di aver organizzato una “Commissione canonica per svolgere le indagini adeguate e presentare un rapporto corrispondente che consenta di prendere le misure del caso”.

    Intanto il prete è stato sospeso da tutte le sue funzioni sacerdotale “per i gravi atti morali compiuti, che hanno minato sensibilmente, oltre alla vittima, la sensibilità dei fedeli e della società, la dignità del sacramento dell’Ordine Sacro e la disciplina ecclesiastica”.

    L’Arcivescovado Metropolita di Trujillo, il francescano monsignor Héctor Miguel Cabrejos Vidarte, sull’esempio della fermezza dimostrata in materia dal papa emerito Benedetto XVI e da quello regnante Francesco, ha condannato la condotta del prete, che “attenta violentemente la dignità della persona umana, ancor di più nel caso di una minore”.

    http://www.ilgiornale.it/news/mondo/arrestato-prete-peruviano-sorpreso-ostello-adolescente-1556884.html

  • Pedofilia: Cile, perquisizioni in curia

    Pedofilia: Cile, perquisizioni in curia

    (ANSA) – SANTIAGO DEL CILE, 14 LUG – Un magistrato e un team della polizia investigativa hanno svolto ieri una perquisizione in Cile nelle sedi curiali dei vescovi di Temuco e Villarrica, nella regione della Araucanía. Il procedimento, riporta l’emittente, è partito dalle denunce di abusi sessuali contro cinque persone.

    E poiché alla richiesta del magistrato di consegnare la documentazione i vescovi in carica si sono rifiutati avanzando ragioni di carattere legale derivanti dal diritto ecclesiastico, è stato firmato ed eseguito l’ordine di perquisizione.

    Nell’ufficio del vicario generale della diocesi di San José di Temuco sono stati sequestrati un computer e numerosi documenti miranti a verificare denunce presentate dal 2000 fino ai nostri giorni, ed in cui potrebbero essere implicati sacerdoti o altre autorità ecclesiastiche.

    Ieri il procuratore regionale di Rancagua, aveva disposto l’arresto del sacerdote Oscar Muñoz Toledo che all’inizio dell’anno si era autodenunciato per avere ripetutamente abusato di minorenni.

    http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/americalatina/2018/07/14/pedofilia-cile-perquisizioni-in-curia_29afd32f-90e0-42b9-8b2a-881b7f8cb1b3.html

  • Domenica 15 a Celle Ligure Gianluigi Nuzzi presenta il suo ultimo libro inchiesta PECCATO ORIGINALE. Interverrà Francesco Zanardi, presidente della Rete L’ABUSO

    Domenica 15 a Celle Ligure Gianluigi Nuzzi presenta il suo ultimo libro inchiesta PECCATO ORIGINALE. Interverrà Francesco Zanardi, presidente della Rete L’ABUSO

    Domenica 15 luglio  ore 21,15  Lungomare Colombo – Celle Ligure: incontro con il giornalista GIANLUIGI NUZZI e presentazione del libro “Peccato originale.

    Conti segreti, verità nascoste, ricatti: il blocco di potere che ostacola la rivoluzione di Francesco” (Chiarelettere)

    Interviene il portavoce della Rete l’Abuso FRANCESCO ZANARDI Introduce Renata Barberis

    Nell’ambito del Festival Parole ubikate in mare Ingresso gratuito

    In caso di pioggia incontri al coperto nell’adiacente Galleria Crocetta

    Dopo i tre libri “Vaticano Spa”, “Sua Santità”, “Via Crucis”, inchieste che ci hanno introdotto nelle stanze e nei segreti più profondi del Vaticano, in questo nuovo libro Gianluigi Nuzzi (giornalista e conduttore su Rete4 di “Quarto grado”) ricompone, attraverso documenti inediti, carte riservate dall’archivio Ior e testimonianze sorprendenti, i tre fili rossi (quello del sangue, dei soldi e del sesso) che collegano e spiegano la fitta trama di scandali, dal pontificato di Paolo VI fino a oggi. Una ragnatela di storie dagli effetti devastanti: un blocco di potere per certi aspetti criminale, ramificato, che continua ad agire impunito, tra violenze e pressioni perpetrate nei sacri palazzi e qui per la prima volta documentate, che hanno suscitato nel tempo interrogativi sempre rimasti senza risposta e che paralizzano ogni riforma di Papa Francesco.

  • Australia, da ottobre i preti devono denunciare i casi di pedofilia appresi in confessionale. 600 sacerdoti contrari

    Australia, da ottobre i preti devono denunciare i casi di pedofilia appresi in confessionale. 600 sacerdoti contrari

    A farsi portavoce della protesta degli ecclesiastici è stato Padre Scott Armstrong, presidente della Australian Confraternity of Catholic Clergy: “È un’intrusione dello stato nel dominio del sacro, un simile obbligo non sarebbe comunque di alcun aiuto”

    In Australia 600 preti sono contrari all’ipotesi di legge che chiede ai sacerdoti di denunciare casi di pedofilia appresi in confessione. La norma viene vista come “un’intrusione dello stato nel dominio del sacro”, delle leggi che minano la libertà di religione. “Ogni sacerdote degno del suo nome farebbe tutto il necessario per proteggere i bambini, un simile obbligo non sarebbe comunque di alcun aiuto per loro” ha detto il presidente dell’Australian Confraternity of Catholic Clergy, padre Scot Armstrong, per giustificare la presa di posizione dei presuli. La decisione dei 600 sacerdoti fa appello al diritto canonico riguardante il sacramento della penitenza per il perdono dei peccati: secondo i preti, la legislazione in via di approvazione farebbe fallire il rapporto religioso inviolabile tra il penitente con Dio.

    L’iter della legge, tuttavia, va avanti. A ottobre il South Australiasarà il primo stato ad abolire l’esenzione finora accordata al segreto del confessionale dall’obbligo di denuncia. I sacerdoti saranno passibili di multe di 10mila dollari (6500 euro) se non riferiranno informazioni su casi di abusi apprese in confessione. Leggi simili sono state annunciate in Western Australia, in Tasmania e nel Territorio della capitale federale Canberra. Il nuovo codice di leggi intende applicare una delle 122 raccomandazioni della Commissione nazionale d’inchiesta sulle risposte delle istituzioni agli abusi di pedofilia.

    La legge che si sta dibattendo trova terreno fertile dopo un recente caso di cronaca che vede protagonista l’arcivescovo di AdelaidePhilip Wilson, che lavorava con un prete finito in carcere per abusi su minori negli anni ’70. I giudici hanno stabilito che il presule era a conoscenza dei fatti e all’epoca non ha informato le autorità civili: per questo motivo è  stato condannato a 12 mesi di reclusione. Il prete che abusò è morto nel 2006 in carcere dopo circa un anno di detenzione all’età di 65 anni. A metà agosto i giudici decideranno se concedere gli arresti domiciliari a mons. Wilson per motivi di salute.

    I vescovi australiani auspicano che questa condanna possa dare “un senso di pace e di guarigione a quanti sono stati abusati dal defunto sacerdote”, pur riconoscendo che “gli effetti di un abuso sessuale possono durare per tutta una vita”.  Venuta a conoscenza di questi episodi, la chiesa australiana ha deciso di portare avanti significative riforme con l’intento di scongiurare qualsiasi altro episodio simile e di proteggere i bambini all’interno delle comunità cristiane. Sulla vicenda è intervenuto anche il vescovo Greg O’Kelly, nominato dal Papa il 3 giugno scorso e amministratore apostolico “Sede Plena” dell’arcidiocesi di Adelaide: “In queste circostanze – ha detto – dobbiamo essere molto consapevoli dell’impatto sui sopravvissuti, sulle loro famiglie e su tutti coloro che li amano. Ho assistito all’angoscia e al dolore delle vittime. La Chiesa deve continuare a compiere ogni sforzo per ascoltarli e sostenerli. Il nostro impegno per la sicurezza di ogni bambino nella nostra Chiesa e nelle nostre scuole è fondamentale”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/07/04/australia-da-ottobre-i-preti-devono-denunciare-i-casi-di-pedofilia-appresi-in-confessionale-600-sacerdoti-contrari/4470170/

  • “Ci picchiano sui genitali”: così le 4 suore maltrattavano i bambini dell’asilo

    “Ci picchiano sui genitali”: così le 4 suore maltrattavano i bambini dell’asilo

    Emergono nuovi, inquietanti particolari sui maltrattamenti perpetrati da quattro suore sui piccoli alunni della scuola paritaria per l’infanzia “Santa Teresa del Bambino Gesù” di San Marcellino, nella provincia di Caserta. Le quattro ecclesiastiche avrebbero istaurato il terrore picchiando i bimbi sui genitali, rinchiudendoli in stanze buie e costringendoli a mangiare il cibo caduto per terra.

     

    È un quadro ancora più inquietante, se possibile, quello che emerge dalle indagini sui maltrattamenti perpetrati da quattro suore sui piccoli alunni della scuola paritaria per l’infanzia “Santa Teresa del Bambino Gesù” di San Marcellino, nella provincia di Caserta, che ieri sono state sospese dal servizio pubblico dell’insegnamento per 12 mesi. Le indagini, condotte dalla Procura di Napoli Nord, hanno svelato i metodi utilizzati dalle quattro ecclesiastiche – tra cui anche la madre superiora dell’istituto – per instaurare il clima di terrore in classe: a quanto si apprende, le vittime sarebbero 5, tutte di età compresa tra i 3 e i 5 anni. La madre superiora è, inoltre, accusata anche di intralcio alla giustizia, dal momento che avrebbe cercato di corrompere la madre di un alunno promettendole del denaro se non avesse sporto denuncia sui maltrattamenti.

    Bambini picchiati sui genitali e costretti a stare al buio
    Non solo strattoni, schiaffi sulla testa e tirate di capelli: le suore non si limitavano a questo tipo di punizioni. Alcuni bambini avrebbero riferito di aver ricevuto schiaffi nelle parti intime: qualcuno è tornato a casa addirittura con i genitali arrossati. E ancora: i bimbi considerati più irrequieti venivano rinchiusi in una stanza buia. Chi si rifiutava di mangiare, invece, veniva costretto a ingoiare il cibo caduto per terra. Nonostante i racconti choc dei piccoli, che avrebbero trovato riscontro nelle immagini di alcune telecamere, c’è chi continua a credere alla buona fede delle religiose e non crede che possano essersi rese responsabili degli abusi. In particolare la madre di una bambina di 4 anni, intervistata da Fanpage.it, ci ha tenuto a difendere in particolare l’operato di una delle suore indagate, suor Rosie: “Brava, veramente una mamma, mia figlia è accolta da lei e non vuole tornare a casa”.

    continua su: https://napoli.fanpage.it/ci-picchiano-sui-genitali-cosi-le-4-suore-maltrattavano-i-bambini-dellasilo/
    http://napoli.fanpage.it/

  • Diocesi licenzia prof: aveva denunciato uno stupro in una scuola cattolica

    Diocesi licenzia prof: aveva denunciato uno stupro in una scuola cattolica

    CITTA’ DEL VATICANO – Nonostante la mobilitazione compatta dei professori e delle famiglie degli studenti, uno stimato docente, preside da più di trent’anni in un collegio cattolico nella cittadina francese di Saint Ambroix, vicino a Nimes, Paul Gobillot, è stato licenziato in tronco alcuni giorni fa. La motivazione che è stata fornita dai vertici della scuola cattolica e dalla diocesi dalla quale dipende l’istituto, è: «per gravi motivi». Ciò che viene contestato al professore, ha raccontato Le Monde, è di avere denunciato alla polizia uno stupro avvenuto tra gli studenti durante una gita scolastica, gettando così discredito al buon nome della scuola cattolica.

    Il professore, 61 anni, era stato sospeso a fine aprile dopo che era venuta a galla una violenza durante una gita scolastica a Malta, quando un ragazzo aveva abusato di una studentessa e il filmato dello stupro era stato postato sui social. Il direttore Gobillot, saputo dell’accaduto qualche giorno più tardi, ha immediatamente accompagnato i genitori della studentessa dalla polizia per la denuncia. Ciò che viene contestato dalla diocesi e dal vescovo al professore è di essersi mosso in totale autonomia, andando alla polizia senza avvertire prima il vescovo della denuncia, mettendo così a repentaglio la reputazione dell’istituto. Il professore si è difeso spiegando che di fronte al dolore della ragazza e dei suoi genitori ha agito secondo giustizia. «Se un ragazzo è in difficoltà, anzi, in forte difficoltà, in genere non si perde tempo ma si agisce». A fianco del professore sono scesi in campo i genitori e il corpo docente che hanno manifestato davanti al vescovo che però pare irremovibile nella sua decisione.

    https://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/chiesa_scuola_professore_francia_cattolica_abusi_nimes_le_monde_protesta-3817470.html