Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Lo hai già fatto? Anche per il 2025 è possibile tesserarsi alla Rete L’ABUSO!

    Lo hai già fatto? Anche per il 2025 è possibile tesserarsi alla Rete L’ABUSO!

    Gentilissimi lettori, anche per il 2025 è possibile tesserarsi, con una piccola cifra a partire da €25,00.

    Il Direttivo ha deciso di riproporre la tessera plastificata che verrà spedita a tutti i Tesserati a partire dai primi giorni di gennaio 2025.

    Rete L’ABUSO non riceve alcun finanziamento pubblico, può continuare ad operare solo grazie all’attenzione di chi, come te, ha a cuore il futuro dei sopravvissuti agli abusi, e diffonde cultura di attenzione agli altri.

    Chi ha vissuto questo dramma sulla propria pelle ha un grande desiderio: CHE NON SI RIPETA AD ALTRI.

    Rete L’ABUSO dà voce a chi non ha voce, ascolta, sostiene, accoglie, non si arrende …

    Come puoi immaginare, è molto difficile sensibilizzare la gente verso questa tematica: i “luoghi comuni” da sfatare o la non conoscenza delle conseguenze di un abuso, così come le modalità con cui viene gestita la pedofilia all’interno della Chiesa e nello Stato Italiano, sono argomenti specifici non conosciuti dai più.

    Rete L’ABUSO è costantemente impegnata in questa opera di sensibilizzazione, sia promuovendola in prima persona, sia accettando gli inviti che riceviamo per interviste o partecipazione a programmi televisivi o per radio. E tutto questo ha un costo per gli spostamenti, compresi quegli dei nostri Avvocati che sostengono le vittime nei Tribunali. L’Associazione è composta interamente da volontari che dedicano il proprio tempo e le proprie energie in modo totalmente gratuito e a proprie spese.

    Osiamo chiederti di valutare la possibilità di continuare a sostenerci proponendo il Tesseramento anche ad un tuo amico o conoscente. Pensi sia possibile parlare della nostra Associazione chiedendo almeno ad una persona vicina a te di aderirvi?

    Un grandissimo grazie!

    Per TESSERARTI clicca QUI

    Per eventuali donazioni questo è il nostro IBAN: IT91K0623001632000057109243

    Puoi continuare a seguirci qui: http://retelabuso.org/

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    Puoi scriverci al seguente indirizzo: segreteria@retelabuso.org


    Cogliamo l’occasione per ringraziarti per aver continuato a credere nei valori e nella lotta di civiltà portata avanti dall’Associazione Rete L’ABUSO, sezione tematica di Rete L’ABUSO Human Rights Connect.

    Il Tesseramento 2025 prosegue e sarà nostra cura aggiornare i canali di informazione in merito alle varie iniziative che verranno poste in essere anche quest’anno.

    Il link per il tesseramento è il seguente

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webptesseramento-soci/

    Puoi sostenerci anche con il 5×1000 con il seguente C.F. 92111440092 https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpsostieni-le-vittime-di-preti-pedofili-con-il-tuo-5xmille/

  • Sospensione a divinis per padre Adamo. Rimozione da parroco già a ottobre

    Sospensione a divinis per padre Adamo. Rimozione da parroco già a ottobre

    La rimozione da parroco c’era già stata e risale al primo ottobre scorso quando la guida della chiesa di San Giuseppe, ad Alcamo, venne affidata ad interim a don Franco Finazzo, vicario zonale e anche parroco del Gesù Cristo Redentore.

    Il provvedimento disciplinare canonico emesso adesso dal vescovo di Trapani nei confronti del sacerdote Sebastiano Adamo, 45enne calatafimese, non riguarda quindi la rimozione da parroco come erroneamente riportato anche da importanti testate nazionali ma la suspicio a divinis, provvedimento previsto dall’articolo 1333 del codice di diritto canonico.

    La sanzione quindi per padre Adamo vieta lo svolgimento delle funzioni ministeriali sacre (preghiere, celebrazione della messa, confessioni, distribuzione dell’eucarestia e altri sacramenti). Un provvedimento comminato dal vescovo di Trapani, Petro Maria Fragnelli, a causa di gravi violazioni commesse dal sacerdote e che, a suo tempo, vennero segnalate da alcuni fedeli della parrocchia alcamese.

    Adesso la sospensione dovrà essere discussa ed eventualmente approvata dal dipartimento del Vaticano. E proprio la nota della diocesi di Trapani ha causato un tam tam mediatico contenente anche errori nell’informazione.

    L’obiettivo del vescovo di Trapani era invece stato proprio il contrario: divulgare il provvedimento, in attesa dell’approvazione dal Vaticano, per garantire la serenità di tutte le parti coinvolte e la ricerca della verità dei fatti per il maggior bene di tutti. Il risultato, forse, non è andato proprio in quel senso.

    Fra l’altro padre Sebastiano Adamo, allora giovane parroco 30enne, fu al centro di alcune polemiche quando improvvisamente venne sospeso dalla guida della parrocchia del Santissimo Salvatore di Trapani.

    Sospensione a divinis per padre Adamo. Rimozione da parroco già a ottobre

  • Card. David ai fedeli: ‘Non esitate a denunciare i preti colpevoli di abusi sessuali’

    Card. David ai fedeli: ‘Non esitate a denunciare i preti colpevoli di abusi sessuali’

    Manila (AsiaNews) – “Contro i membri del clero che si rendono colpevoli di abusi, non esitate a presentare denunce sia in ambito civile che ecclesiastico”. È l’appello che il card. Pablo Virgilio David, vescovo di Kalookan e presidente della Conferenza episcopale delle Filippine, ha lanciato oggi intervenendo sul clamore suscitato dalla diffusione il 29 gennaio da parte dell’osservatorio americano BishopAccountability.org di un elenco di 82 sacerdoti e religiosi pubblicamente accusati di abusi sessuali contro minori ma contro i quali non sarebbero stati presi adeguati provvedimenti. Si tratta sia di sacerdoti filippini accusati di abusi nelle Filippine o all’estero, sia clero straniero che ha prestato servizio nel Paese.

    In una nota diffusa dalla Conferenza episcopale di Manila, il card. David ricorda che “la responsabilità è un aspetto importante dell’appello di Papa Francesco per una maggiore sinodalità nella Chiesa. Si aspetta che i vescovi si assicurino che tutte le nostre istituzioni ecclesiastiche siano spazi sicuri, specialmente per i minori e gli adulti vulnerabili”.
    “Accogliamo con favore le iniziative volte a responsabilizzare le persone in qualsiasi forma di autorità, compresa la Chiesa – aggiunge ancora il porporato -. Questo fa parte dell’appello del Papa per una Chiesa più sinodale. La Chiesa, essendo un’istituzione umana, non è esente dal peccato e dalla corruzione. Ed è vero che la mancanza di responsabilità compromette la nostra autorità morale e spirituale”.

    Il presidente della Conferenza episcopale filippina ricorda che – dopo gli scandali sugli abusi emersi in Europa e in America – la Chiesa universale si è impegnata “per affrontare il problema in modo organico e creare strutture che garantiscano che le nostre istituzioni siano mantenute come spazi sicuri per i minori e gli adulti vulnerabili. Papa Francesco – ricorda – è stato più deciso nell’imporre azioni disciplinari a noi vescovi se trova prove che non stiamo nemmeno muovendo un dito per imporre sanzioni disciplinari ai nostri sacerdoti che sbagliano. Naturalmente – aggiunge – non sempre riusciamo in questo intento e abbiamo bisogno dell’aiuto e della partecipazione dei nostri laici, compresi i giornalisti che sono nostri alleati nella ricerca della verità, nel fact-checking e nella lotta contro la disinformazione. Teniamo i ponti aperti tra di noi”.

    Il card. David riconosce infine uno dei problemi specifici sollevati dal rapporto di BishopAccountability.org: “In un certo senso – scrive – è vero che non sappiamo come comportarci con gli ecclesiastici accusati di reati negli Stati Uniti che potrebbero nascondersi nelle Filippine. È importante che i vescovi delle diocesi in cui sono stati incardinati negli Stati Uniti informino noi vescovi delle Filippine di questi casi, in modo da poter prendere provvedimenti adeguati se si nascondono nelle nostre diocesi o se tentano di esercitare il ministero nelle Filippine anche se sono stati sospesi negli Stati Uniti”.

    ‘Non-esitate-a-denunciare-i-preti-colpevoli-di-abusi-sessuali’-62402.html

  • Federazione protestante di Francia pronta ad agire contro gli abusi

    Federazione protestante di Francia pronta ad agire contro gli abusi

    In seguito alle recenti rivelazioni pubblicate nell’articolo del portale Mediapart intitolato “#MeToo: i protestanti francesi esaminano la loro coscienza”, nel quale vengono citati alcuni episodi di abusi a sfondo sessuale avvenuti nell’ambito delle chiese evangeliche transalpine, la Federazione protestante francese (Fpf) attraverso un comunicato «ribadisce il suo profondo sostegno a tutte le vittime di violenza sessuale e spirituale».

    «La sofferenza delle vittime non può essere ignorata e le loro parole devono essere ascoltate e riconosciute – si legge nel testo – . Rendiamo omaggio al loro coraggio e alla loro determinazione nel denunciare situazioni intollerabili».

    Di fronte a questa realtà, la Federazione protestante francese «ribadisce il suo impegno ad agire per prevenire questa violenza, sostenere le vittime e promuovere un ambiente sicuro e rispettoso in tutte le comunità protestanti». A tal fine, sono in fase di elaborazione e saranno attuate diverse misure concrete quali un numero telefonico dedicato per offrire accoglienza, consulenza e supporto professionale a tutte le vittime di violenza nell’ambito del protestantesimo. La Federazione ha inoltre avviato corsi di formazione per pastori, leader ecclesiastici e membri della comunità, per prevenire e individuare meglio possibili episodi di violenza. Questi moduli riguardano l’etica dell’autorità e la lotta ai comportamenti abusivi. Inoltre, è stata organizzata una prima sessione di sensibilizzazione nel quadro interreligioso, a cui hanno partecipato leader di tutte le religioni presenti in Francia.

    «La prossima Assemblea generale annuale della Federazione protestante di Francia deciderà di adottare un quadro di riferimento sulla condotta da adottare in caso di denuncia di violenza sessuale o di abuso spirituale, incoraggiando così tutti i suoi membri ad agire per attuare le condizioni per realizzare un ambiente sicuro e rispettoso in tutte le comunità protestanti. A tal fine è in fase di pubblicazione anche una guida rivolta al grande pubblico: “Comprendere e combattere la violenza nel protestantesimo”».

    «Come Federazione siamo determinati a trarre insegnamento da questi eventi e a lavorare instancabilmente per sradicare questa violenza» si legge ancora.

    «La Federazione protestante francese incoraggia tutte le vittime e i testimoni a farsi avanti, affinché le loro voci siano ascoltate e sia fatta giustizia.Insieme dobbiamo costruire comunità basate sul rispetto, sulla solidarietà e sulla fiducia per tutti».

    Federazione protestante di Francia pronta ad agire contro gli abusi

  • La tragedia e il coraggio dei genitori di Chiara Giacoletto. “A Milano per chiedere tutele. Ora hanno raggiunto la loro figliola”

    La tragedia e il coraggio dei genitori di Chiara Giacoletto. “A Milano per chiedere tutele. Ora hanno raggiunto la loro figliola”

    Milano, 28 dicembre 2024 –  Il ricordo di Francesco Zanardi, fondatore dell’associazione Rete L’Abuso, torna al 23 marzo 2023, quando i genitori di Chiara Giacoletto, che aveva subito abusi sessuali da parte di un parente da bambina e si era tolta la vita all’età di 28 anni, si presentarono nella sede milanese di Emergency e resero pubblica, per la prima volta, la loro storia. Nonostante il dolore, avevano scelto di dare il loro contributo alla petizione lanciata in quei giorni a Milano per chiedere maggiori tutele per i minori nell’Ue. 

    “Avevano scelto di intervenire – ricorda Zanardi – perché erano convinti potesse essere un contributo utile per sensibilizzare l’opinione pubblica, per arrivare a un cambio di passo sul fronte della prevenzione e delle tutele. Sono rimasto sconvolto per quello che è successo e, conoscendoli, credo sia stata una scelta presa razionalmente e pianificata, che va rispettata in tutta la sua tragicità”.

    Il medico di 64 anni Alessandro Giacoletto e la moglie 59enne Cristina Masera si sono tolti la vita insieme a Orbassano, piccolo comune alle porte di Torino dove abitavano. Per loro l’esistenza, senza la loro unica figlia, non aveva più senso. “Hanno vissuto un dramma enorme, che può colpire chiunque, e la famiglia è rimasta comprensibilmente sconvolta”, spiega Zanardi, che a sua volta subì abusi da minorenne e ha fondato l’associazione che tutela le vittime di violenze avvenute in ambiente ecclesiastico. “Questa tragedia deve invitare lo Stato a non abbandonare i familiari di persone che subiscono abusi – spiega – perché dopo il suicidio della figlia sono stati lasciati soli con la loro sofferenza e anche per noi è stato impossibile intervenire”.

    Nell’ambito della Rete L’Abuso è nato anche un gruppo dedicato proprio ai parenti delle vittime, con una ventina di famiglie coinvolte, diretto da Cristina Balestrini, la mamma di un giovane milanese che subì violenze da parte di un sacerdote. Quel giorno, il 23 marzo 2023, Alessandro Giacoletto e Cristina Masera avevano reso la loro drammatica testimonianza a Milano con la speranza di innescare un cambiamento. Gli abusi sessuali che la figlia Chiara aveva subito da bambina, commessi in casa da un parente “insospettabile” che negli anni successivi è morto, sono stati per lei “un cancro dell’anima”, raccontavano in un’intervista al Giorno.

    “Chiara era una splendida persona – ricordava il padre – amava la letteratura, la fotografia, lo sci alpinismo e l’arrampicata. Era sensibile, intelligente e bella”. L’autore delle violenze, un parente stretto che rimaneva spesso solo in casa con la bambina, deceduto per un tumore al polmone, “se fosse in vita non sarebbe perseguibile, a causa di una legge che fa cadere in prescrizione i reati di abuso dopo 10 anni”. Il 4 febbraio, giorno del suicidio di Chiara, “siamo morti anche noi”.

    https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/abusi-chiara-giacoletto-b813d9ac
  • Violenza su minori in ambito settario e religioso, Stefania Ascari deposita una interrogazione parlamentare

    Violenza su minori in ambito settario e religioso, Stefania Ascari deposita una interrogazione parlamentare

    Malgrado giacciano ancora impolverate – la prima dal 2010, la seconda dal 2017 – sugli scaffali della Camera le interrogazioni parlamentari presentate dall’Onorevole Maurizio Turco e dall’onorevole Matteo Mantero, Stefania Ascari prova nuovamente a toccare l’enorme problema italiano dei minori abusati, in particolare da sette e in ambito religioso.

    Lo fa con una nuova interrogazione depositata il 15 novembre 2024 rivolta a PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI; MINISTERO DELL’INTERNO; MINISTERO DELLA GIUSTIZIA;  MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ai quali chiede:

     Al Ministro dell’interno, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

    in tutto il mondo esistono comunità di fede che forniscono risorse, sostegno e opportunità ai soggetti maggiormente vulnerabili, rivestendo un ruolo significativo anche nella protezione dei minori;

    altre istituzioni religiose sono tuttavia annoverate tra le organizzazioni formali in cui risultano gravi carenze nelle politiche di salvaguardia, abusi psicologici e sessuali sistematici verso i bambini e insabbiamenti delle accuse;

    in data 1o novembre 2024, l’Ansa ha riferito che una inchiesta della Procura di Firenze ha condotto all’incriminazione di un testimone di Geova accusato di abusi sessuali reiterati contro 7 bambine. Le violenze, protrattesi per 4 anni, avrebbero avuto inizio nel 2014 all’interno della Sala del Regno;

    con un comunicato stampa la confessione religiosa ha reso noto di ignorare la vicenda e di avere espulso l’affiliato nel 2018;

    secondo fonti governative estere e di stampa, i Testimoni di Geova sarebbero stati oggetto di plurime inchieste di autorità governative di Stati esteri che avrebbero concordemente rilevato, tra l’altro, le inadeguatezze delle procedure e politiche interne di tutela dei minori, la tendenza a non incentivare le denunce, l’occultamento di vicende di abusi e pedofilia, la mancata collaborazione con le autorità, nonché gravi casi di vittimizzazione secondaria;

    nei Paesi Bassi dove la confessione si sarebbe opposta all’invito di istituire una indagine interna sui casi di abusi in danno di minori, la Camera dei deputati avrebbe commissionato ai ricercatori dell’Università di Utrecht tale studio. Le pesanti conclusioni della relazione, resa pubblica nel gennaio 2020, sarebbero in linea con quanto emerso nelle inchieste governative;

    la recente indagine della Commissione reale neozelandese, oltre a confermare analogamente le risultanze delle altre commissioni governative, avrebbe evidenziato che l’interrogatorio di bambini e giovani vittime di abusi sessuali condotto dai membri del cosiddetto comitato giudiziario interno dei Testimoni di Geova, si sarebbe configurato come «inappropriato ed emotivamente e psicologicamente violento»;

    per istituire un comitato giudiziario in caso di abusi, i Testimoni di Geova di tutto il mondo, si avvarrebbero della regola scritturale dei «due testimoni» secondo cui una segnalazione di abusi è ritenuta attendibile solo laddove vi siano almeno due testimoni oculari del fatto;

    benché la religione sostenga che la regola disciplini unicamente questioni di natura ecclesiastica, le citate inchieste governative avrebbero rilevato che applicata a contesti di abuso su minori, avrebbe contribuito a falsificare la realtà, aumentato il rischio del crimine e generato ulteriore sofferenza alle vittime;

    anche nel nostro Paese gli organi di informazione avrebbero più volte riferito in merito a vicende di abusi e insabbiamenti in seno alla confessione, confermate da ex anziani di congregazione che presiedevano tali comitati giudiziari, senza tuttavia alcuna attenzione da parte istituzionale –:

    se non ritengano necessario e urgente, per quanto di competenza, adottare iniziative volte ad approfondire i fenomeni descritti in premessa;

    se e quali iniziative, per quanto di competenza, i Ministri interrogati intendano eventualmente adottare per fronteggiare il grave fenomeno degli abusi su minori in contesti religiosi.

  • Il più grosso risarcimento di una diocesi alle persone abusate dal clero

    Il più grosso risarcimento di una diocesi alle persone abusate dal clero

    1.353 persone che hanno accusato alcuni sacerdoti cattolici di Los Angeles di aver abusato sessualmente di loro riceveranno 880 milioni di dollari (circa 810 milioni di euro) dall’arcidiocesi, grazie a un accordo annunciato mercoledì dai loro avvocati e dall’arcivescovo. È il più grande pagamento disposto da una diocesi per le vittime di abusi sessuali del clero. Alcune delle accuse contro la Chiesa sono vecchie di decenni: con questo ultimo accordo l’arcidiocesi ha risolto quasi tutti i contenziosi ancora aperti.

    Uno degli avvocati delle persone che accusavano la Chiesa ha detto che la somma era la più alta che l’arcidiocesi potesse pagare senza dover ricorrere a procedure fallimentari. Molte altre diocesi negli Stati Uniti lo hanno dovuto fare per raccogliere i fondi necessari a pagare le persone che le accusavano o a sostenere e spese legali. Fra queste ce ne sono diverse anche in California, lo stato federato in cui si trova anche Los Angeles, fra cui quelle di San Francisco e di San Diego. Il fallimento e le relative procedure possono però ritardare i risarcimenti anche di diversi anni, e in certi casi sono state usate per evitare del tutto i risarcimenti.

    Un altro degli avvocati ha detto che «non ci sarà mai vera giustizia quando il danno è la vita di un bambino», ma che comunque l’arcidiocesi ha affrontato almeno parzialmente le conseguenze delle proprie responsabilità e che il pagamento fornisce se non altro una giustizia parziale e «almeno un senso di chiusura ai sopravvissuti» agli abusi del clero.

    Il pagamento più grande finora era stato fatto sempre dall’arcidiocesi di Los Angeles nel 2007: pagò 660 milioni di dollari a 508 persone. In tutto l’arcidiocesi quindi ha dato oltre 1 miliardo e mezzo di dollari alle persone che hanno detto di aver subìto abusi sessuali. L’arcivescovo José Horacio Gómez ha detto che gli 880 milioni di dollari provengono da risparmi, investimenti, prestiti e altri beni dell’arcidiocesi, a cui si aggiungono altri pagamenti fatti da ordini religiosi e altre persone coinvolti nelle accuse.

    Diocesi e arcidiocesi sono le suddivisioni locali della Chiesa cattolica: quella di Los Angeles è la più grande degli Stati Uniti, con più di 4 milioni di fedeli e oltre 300 parrocchie. L’arcivescovo Gómez, che ha espresso rammarico per le sofferenze delle persone che hanno subìto abusi, ha detto che gli 880 milioni non proverranno dalle donazioni indirizzate alle parrocchie, alle scuole e alle campagne missionarie.

    Negli ultimi decenni migliaia di persone in tutto il mondo hanno detto di aver subìto abusi sessuali da parte di sacerdoti o altre persone in ambito ecclesiastico, spesso quando erano bambine. In molti casi le accuse hanno coinvolto anche l’organizzazione della Chiesa: molti vescovi sono stati accusati di non aver denunciato gli abusi di cui venivano a conoscenza commessi dai preti a loro sottoposti, di averli trasferiti per evitare che subissero un processo o di averli promossi nelle gerarchie ecclesiastiche.

    In molti casi le accuse non portano a un processo perché presentate decenni dopo i fatti, che quindi sono caduti in prescrizione. Tante delle persone abusate e di quelle accusate oggi sono molto anziane oppure morte. Una legge della California del 2019 (e altre simili approvate negli stessi anni in altre parti degli Stati Uniti) aveva aperto una finestra di tre anni per presentare denunce per reati prescritti, che ha portato a moltissime accuse.

    Un’associazione di sostegno alle persone abusate, il Survivors Network of those Abused by Priests, ha detto che l’accordo annunciato mercoledì è uno sviluppo positivo, ma non sufficiente, e ha chiesto all’arcivescovo di rendere disponibili tutti i documenti che riguardano i casi di abusi sessuali.

    https://www.ilpost.it/2024/10/17/risarcimento-diocesi-abusi-sessuali-clero-los-angeles

  • Caso Don Leo, i fatti erano già noti nel 2021

    Caso Don Leo, i fatti erano già noti nel 2021

    Atti sessuali con fanciulli, coazione sessuale, atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere e pornografia.

    Sono queste le ipotesi di reato nei confronti di Don Rolando Leo, incardinato nella Diocesi di Lugano e cappellano del Collegio Papio di Ascona, in carcere dal 7 agosto a seguito della confessione da parte di un giovane riguardo ai comportamenti inopportuni intrattenuti dal presbitero in diverse occasioni nel corso di cinque anni. Una vicenda che – stando a quanto anticipato dalla Regione – era già nota nel 2021, quando il giovane in questione aveva segnalato comportamenti libidinosi al vescovo Valerio Lazzeri.

    Don Leo era inoltre responsabile dell’Ufficio istruzione religiosa scolastica, ma anche docente e assistente spirituale della Pastorale giovanile diocesana. Lazzeri – come confermato al foglio bellinzonese da fonti affidabili – era quindi già a conoscenza che Don Leo avesse avvicinato fisicamente sia il ragazzo (ventenne) sia un minorenne.

    Fatti quindi già noti ancor prima che il 20enne ne parlasse con l’amministratore apostolico Alain de Raemy nel mese di febbraio 2024, a cui è seguita una denuncia alla Procura nel mese di aprile. Lazzeri, lo ricordiamo, ha presentato le dimissioni nell’ottobre del 2022.

    Un problema mai realmente affrontato

    Sempre stando a fonti della Regione, Lazzeri aveva espresso al giovane le sue intenzioni di voler affrontare il problema parlandone direttamente con il cappellano. Tuttavia, le sue azioni si limitarono a una semplice telefonata al giovane durante la quale gli comunicava di essersi confrontato con Don Leo e che questo, dopo aver ammesso i fatti, si era scusato.

    Inoltre, al ventenne era stato promesso un intervento più incisivo, come l’obbligo di un percorso psicologico. Don Leo considerava infatti i toccamenti niente più che dei massaggi rilassanti, ma che spesso si estendevano fino alle parti intime. Tuttavia, dopo le segnalazioni a Lazzeri il ragazzo non ha più avuto notizie relative alla vicenda. In tutto questo tempo, nonostante la denuncia al vescovo, Don Leo ha continuato a partecipare a diverse attività giovanili.

    Motivo per cui il 20enne ha deciso di non prendere più parte a incontri o viaggi che coinvolgessero il cappellano. Insomma, la confessione a Lazzeri non è mai arrivata a chi di dovere, come ad esempio alla Commissione ticinese di esperti in caso di abusi sessuali in ambito ecclesiale, e Don Leo non è mai stato sollevato dai suoi incarichi. Neanche quando a febbraio de Raemy avviò l’iter che portò al suo arresto a inizio agosto.

    https://www.ticinonews.ch/ticino/caso-don-leo-i-fatti-erano-gia-noti-nel-2021-400466

  • Prete sospeso dopo nuove accuse di abusi

    Prete sospeso dopo nuove accuse di abusi

    Charles Morerod, vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo, «ha sospeso un sacerdote che lavorava in una parrocchia del canton Vaud, in seguito a nuove accuse di abusi», secondo quanto riportato dal SonntagBlick. In primavera è stata presentata una denuncia penale ed è in corso un’indagine, rivela il domenicale.

    La diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo ha confermato a Keystone-ATS che «non appena il vescovo ha saputo che era stata presentata una denuncia, il sacerdote in questione è stato sospeso dal ministero durante le indagini. Il vescovo non vuole pregiudicare l’indagine in corso da parte delle autorità civili e non commenta ulteriormente il caso», ha dichiarato una portavoce.

    Il sacerdote in questione aveva già affrontato accuse di abusi su un minore e di ricorso a terapie contro l’omosessualità nel 2019, informazioni rese pubbliche all’inizio del 2020. Secondo il SonntagsBlick, la Procura ha nel frattempo chiuso il procedimento a suo carico. Il religioso è stato poi trasferito nel canton Vaud da Mons. Charles Morerod.

    Sarebbe in corso un’indagine interna alla Chiesa cattolica per stabilire se il vescovo Morerod ha ignorato le accuse mosse nel 2019, che avrebbe dovuto riferire al Vaticano, prosegue il domenicale. A questo proposito, la portavoce spiega che la diocesi è in attesa dei risultati dell’indagine canonica, “che riguarda fatti noti in relazione a Mons. Morerod, così come altri fatti riguardanti ecclesiastici svizzeri”.

    https://www.tio.ch/svizzera/cronaca/1784735/prete-sospeso-dopo-nuove-accuse-di-abusi

  • Abusi psicologici e spirituali /1. «Il mio calvario nel Movimento dei Focolari»

    Abusi psicologici e spirituali /1. «Il mio calvario nel Movimento dei Focolari»

    DOC-3335. LUBIANA-ADISTA. Negli ultimi anni, la crisi degli abusi ha «coinvolto tutta la Chiesa. È un segno che Dio stesso vuole che compiamo un autentico lavoro di purificazione, sia a livello personale che comunitario. E non importa se, in ogni Paese, cadranno, come degli idoli pagani, i monumenti di coloro che si sono lasciati idolatrare». È p. Pierre Vignon, già giudice ecclesiastico della diocesi di Lione, a presentare con una intensa prefazione il libro autobiografico della slovena Dragica Čepar, che nel suo percorso vocazionale all’interno del movimento dei Focolari ha sperimentato «le terribili conseguenze dell’annientamento compiuto da un mostro sacro della Chiesa cattolica, rischiando di morire» e «ora che ha superato questo passato, per quanto non le sia stata resa giustizia, spiega serenamente e senza rancore, cosa ha reso la sua vita un disastro». Il libro, intitolato Sledovi Luči In Teme – Maja kalvarija v Gibanju fokolarov (“Tracce di luce e di tenebre – Il mio calvario nel Movimento dei Focolari”, edito dall’editrice Iskreni di Lubiana), ricco di fatti e documenti, è stato presentato con la giornalista Federica Tourn il 10 settembre scorso nella capitale slovena alla presenza di un folto pubblico.

    Le pressioni del Movimento

    Per il suo contenuto, il libro, nel quale si parla apertamente di abusi sistemici, non poteva non preoccupare il Movimento. Nei giorni precedenti all’evento, espressioni di protesta sono giunte all’editore da parte di membri che ne avevano visionato una sintesi e lo volevano leggere in anticipo, e la presentazione sembrava dunque preannunciarsi piuttosto tesa. Ma poi, evidentemente, i vertici del movimento hanno scelto un’altra strada: messaggi irenici di sostegno e preghiera sono pervenuti all’autrice proprio alla vigilia da parte dei due presidenti focolarini, Margaret Karram e Jesús Morán, invitati ma impossibilitati a essere presenti; ne è stata data lettura dalla stessa Dragica Čepar, incoraggiata in tal senso proprio dal responsabile locale maschile, Silvester Gaberšček, presente all’evento insieme alla controparte femminile, Marjeta Bobnar. Contestualmente, inoltre, ai membri focolarini sarebbe stato ordinato dall’alto di non partecipare alla presentazione: benché i focolari, i sacerdoti e il consiglio di zona fossero stati informati, all’appuntamento non si è presentato nessuno, nemmeno coloro che nei giorni precedenti avevano contestato il libro. La scarna delegazione focolarina era limitata ai due responsabili locali e a due fedelissimi.

    Conclusasi la presentazione, i responsabili sloveni del movimento hanno poi lasciato la sala senza intervenire in alcun modo e senza contattare l’autrice nei giorni seguenti. Sembra che anche numerosi giornalisti siano stati dissuasi dal partecipare: forte è l’influenza focolarina nei media cattolici sloveni.

    https://www.adista.it/articolo/72536